La struttura del giornale
Piano dell'espressione e piano del contenuto
Una delle distinzioni fondanti della semiotica è quella tra piano dell’espressione e piano del contenuto, divenuta centrale nelle teorie strutturaliste, che hanno separato i due livelli per poi studiarne le rispettive unità e i reciproci rapporti. La semiotica distingue in sede d’analisi il “livello di superficie” dal “livello profondo” dei testi, separando cioè il livello della manifestazione discorsiva del testo (piano dell’espressione) dal livello che il testo presuppone (piano del contenuto) in modo da imparare a distinguere le diverse logiche della significazione.
Abbiamo quindi una quadripartizione tra i due piani della semiotica che vede sia il piano dell’espressione, sia quello del contenuto, divisi in due parti: forma e sostanza.
- Forma dell’espressione: sistema della scrittura, morfologia e sintassi visiva, organizzazione plastica del testo.
- Sostanza dell’espressione: fisicità grafica;
- Forma del contenuto: forme della notizia, macrogeneri e microgeneri della notizia.
- Sostanza del contenuto: il “notiziabile” in quanto evento non ancora orientato come notizia di fatto.
Al variare del canale di trasmissione della notizia, variano tanto i piani espressivi che i contenuti.
I formati
I giornali italiani sono, al giorno d’oggi, di due formati: uno standard (40x55 cm) e uno tabloid (30x45 cm). Il formato standard è stato assunto tradizionalmente dalle testate generaliste (come il Corriere della Sera), è ampio e consente di accogliere molta informazione in maniera ordinata. Il formato tabloid (tipico dei giornali d’opinione come Il Foglio o Il Riformista oppure dei giornali generalisti con una forte caratterizzazione politica, come La Repubblica o Il Manifesto) è associato ad un’informazione meno seria e più d’effetto, più interessato a colpire il lettore.
La semiotica ha definito “organizzazione plastica” intende l’organizzazione di linee, colori e spazi di un testo, ovvero la sua organizzazione (Greimas):
- Topologica, relativa alla delimitazione e circoscrizione degli spazi, quindi la cornice, il formato;
- Eidetica, relativa alle linee e i contorni;
- Cromatica, relativa ai colori.
Greimas ha teorizzato anche una semiotica figurativa, distinguendo:
- Rappresentante astraente: pochi tratti rappresentano una figura reale;
- Rappresentante iconizzante: molti tratti rappresentano una figura reale.
L’effetto di ordine tipica del formato standard non è casuale ma è il dovuta alla strutturazione modulare della pagina, che colloca le unità testuali secondo assi cartesiani che non spezzano la continuità delle linee orizzontali e verticali ed è associato ad un’estetica dell’armonia, in cui l’armonia plastica corrisponde all’armonia ideologica; viceversa il formato tabloid è associato ad un’organizzazione che spezza continuamente la linearità dei moduli incastrando i tasselli tra loro e dando quindi alla lettura un ritmo spezzato. Al giorno d’oggi il tabloid è il formato di quelle testate in cui il soggetto enunciatore (la testata stessa) scende in campo e si assume la responsabilità delle proprie opinioni, associandosi così ad un’estetica della frattura, in cui la frattura plastica è legata alla frattura ideologica.
Schemi d’impaginazione
Ogni testata ha una sua gabbia di testo standard all’interno della quale vengono disposte le varie unità d’informazione; si possono distinguere tre modelli d’organizzazione prevalenti:
- Modello a libro: è il più tradizionale, suddivide la pagina in moduli disponendo le notizie secondo un andamento verticale ed è una modalità d’impaginazione statica e ordinata. È il modello tipico de La Stampa.
- Modello a stella: si ha quando accanto all’articolo specialistico si dispongono a stella articoli più brevi o riquadri esplicativi contenenti le opinioni degli specialisti o dei riepiloghi storici; è un modello molto diffuso e funzionale alla tendenza all’approfondimento tipica della stampa italiana. È il modello tipico del Corriere della Sera.
- Modello a schermo: propone una gabbia che si apre occupando due pagine e consentendo alle notizie di disporsi con più agio. La cornice è data dall’unità orizzontale della doppia pagina in cui la notizia più importante, le immagini e i titoli si disperdono orizzontalmente. È il modello tipico de La Repubblica.
Comune a questi modelli è la disposizione del testo su colonne, il cui numero può variare da 7 a 5.
Nella trasmissione delle notizie, Bolter ha teorizzato due principi:
- Trasparenza: presentazione trasparente dell’oggetto. Il medium è immaginato come una finestra (La pittura come finestra sul mondo).
- Ipermediatezza: Il medium è importante quanto il contenuto che esso trasmette. (pagina ipermediata del giornale che assorbe la foto, lo schermo, il web).
I titoli
Di particolare importanza è il rapporto che lega il titolo all’articolo che è di tre tipi:
- Sintattica: come si posiziona il titolo rispetto all’articolo;
- Semantica: cosa dice il titolo dell’articolo;
- Pragmatica: che funzione comunicativa deve avere quel particolare titolo in quella particolare pagina per il lettore.
Per quanto riguarda la posizione del titolo rispetto all’articolo, abbiamo tre possibilità di scelta:
- Il titolo può trovarsi prima dell’articolo, anticipando in questo caso i contenuti di quest’ultimo;
- Il titolo può trovarsi al centro dell’articolo, enfatizzando alcuni elementi dell’articolo;
- Il titolo può trovarsi dopo l’articolo, riassumendolo.
Il titolo ha una funzione strategica nella tematizzazione di un giornale; a seconda della dimensione che si evidenzia della notizia avremo:
- Titoli narrativi: sono immediatamente interpretativi e presentano forme verbali (tendono al racconto);
- Titoli iconici: sfruttano il significato simbolico delle parole che utilizzano (di forte impatto visivo);
- Titoli patemici: alzano la tonalità emotiva;
- Titoli interpretativo-cognitivi: danno una chiave d’interpretazione.
Nei giornali sono presenti anche le cosiddette testatine, che sono i titoli che definiscono le pagine dei giornali; negli ultimi anni hanno assunto nuove declinazioni ad indicare i temi principali delle varie sezioni, inoltre sono state utilizzate per definire il genere di scrittura della pagina.
Tematizzazione interna ed esterna
Il fenomeno della tematizzazione avviene inserendo nella stessa pagina notizie che fra loro sono collegate per tema – argomento; il lettore è portato a inferire che vi sia un caso più generale, più vasto che non è contenuto in ciascuno dei singoli articoli, ma deriva dalla loro combinazione.
Possiamo distinguere tra una tematizzazione “interna” (relativa alla distribuzione delle notizie nelle varie parti del giornale) ed “esterna” (selezione degli eventi notiziabili). Nella tematizzazione esterna i fatti vengono definiti proprio dal ritaglio selettivo. Prima della selezione esiste un continuum di accadimenti che appunto sarà poi segmentato. La rottura della continuità è data (anche) non tanto da eventi intrinsecamente rilevanti, ma da eventi che infrangono la prevedibilità per stranezza, novità, gravità.
Selezionati gli eventi di cui parlare il giornale deve decidere come combinarli. Si deve cioè passare da una tematizzazione esterna (cosa si seleziona tra gli eventi di oggi - scelte paradigmatiche) ad una tematizzazione interna (organizzazione sintagmatica): essa riguarda la distribuzione delle notizie nelle varie parti del giornale: in quale ordine e pagina?
Il montaggio delle notizie segue un ordine:
- Sequenziale (successione delle pagine)
- Spaziale (all’interno della pagina, con presentazione simultanea)
- Interpretativo (la notizia viene tematizzata)
Le sezioni stabiliscono le linee secondo cui ogni testata mette in forma i fatti. Il “notiziabile” viene strutturato secondo un certo ordine che conferisce identità alle singole unità che lo compongono. La distribuzione delle notizie all’interno di un giornale non ha solo una funzione classificatoria, ma è già considerabile una precisa decisione interpretativa che veicola il tipo di tematizzazione cui l’evento sarà sottoposto. Alcune testate (come Il Giornale e La Stampa) separano ancora nettamente politica interna ed estera, cultura, spettacoli e sport, mentre altri (come La Repubblica, il Corriere della Sera e l’Unità) optano per soluzioni più flessibili che separano nettamente le diverse sezioni.
Tematizzazione e topicalizzazione
La tematizzazione si riferisce al piano dell’espressione, la topicalizzazione...
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