PIANO DELL’ESPRESSIONE
Struttura dei giornali
I FORMATI
- standard (40x55cm usato da testate generaliste (Corriere della Sera), è un formato ampio
che consente di accogliere informazioni, consente di includere nella pagina elementi diversi
come testo e immagini.
Si riconduce a caratteristiche del piano dell’espressione.
L’effetto che il formato standard produce è riconducibile a caratteristiche del piano
dell’espressione e in particolare all’organizzazione plastica (organizzazione eideticalinee,
cromatica colori, topologica spazio).
E’ l’organizzazione plastica a determinare con il livello figurativo (ovvero quello che rimanda a
configurazioni riconoscibili come unità della semiotica del mondo naturale) le grammatiche del
visivo e dei quotidiani nel loro aspetto grafico e di impaginazione.
L’effetto di senso di ordine e razionalità del formato standard è dovuto alla
strutturazione topologica, modulare della pagina che colloca gli articoli (testo) secondo
assi cartesiani che tendono a non spezzare la continuità delle linee verticali e orizzontali.
- tabloid (30x45 cm, la repubblica e il manifesto, associato ad un’informazione meno seria
e più d’effetto, giornalismo sensazionalistico come parte della estera che è alla ricerca dello
scoop. Associato ad un’organizzazione che spezza la linearità dei moduli, piano
dell’espressione non è continuo e associato ad una fruizione rapida). Il formato tabloid è
interessato a colpire il lettore.
L’effetto di senso di disordine del formato tabloid è associato alla frammentarietà,
all’incastro dei moduli come in un puzzle.
Piano dell’espressione non continuo che porterà a un RITMO di lettura diverso,
frammentato, sincopato.
- Riconducibile a un tipo di fruizione più rapida, discontinua senza approfondimenti,
agilità, velocità.
Nel caso di Repubblica l’organizzazione della pagina ripete e sfrutta le caratteristiche di
rapidità, agilità e velocità sottolineando una presenza enunciativa particolare: formato
tabloid è quello delle testata in cui il soggetto enunciatore (la testata) scende in
campo e si assume la responsabilità delle proprie opinioni.
Schemi di impaginazione:
modello a libro (tradizionale, suddivide la pagina in moduli e dispone la notizia in un
ordine verticale, statica e ordinata)
modello a stella (accanto all’articolo specialistico si dispongono a stella articoli brevi
e riquadri di commenti, opinioni, riepiloghi storici. Esso è un modello diffuso che produce
effetto di senso composito, informazione frutto di un mosaico di elementi)
modello a schermo (propone una gabbia che si apre andando oltre l’unità della singola
pagina, impatto spettacolare e cornice è data dall’unità orizzontale della doppia pagina), in
breve : apertura di due fogli consecutivi...
Il modello a schema è frutto dell’ibridazione tra logiche informative e logiche spettacolari.
Qualunque schema compositivo della pagina ha:
- colonne da 7 a 5
- immagini
Lettering: scelte relative al carattere di stampa, nei quotidiani si fanno però scelte di stile che
produce specifici effetti di senso. Il corsivo è una soluzione ardua perché ha difficile leggibilità e sia
perché produce effetto visivo denso creando un continuum. Il tondo contribuisce a un effetto di
senso di normalità e leggibilità.
Titoli
Sono fondamentali per il rapporto fra titolo-articolo. Rapporto di tipo:
- sintattico (come si posiziona)
- Semantico (cosa dice il titolo dell’articolo? )
- Pragmatico (che funzione comunicativa deve avere per il lettore?)
Il titolo prima dell’articolo anticipa i suoi contenuti, titolo al centro rimanda a un’informazione meno
gerarchica, il titolo sotto riassume.
FUNZIONI DEI TITOLI:
- informative
- riassuntive per sintetizzare il contenuto dell’articolo
Un titolo è sempre strategico nella tematizzazione di un giornale; è il luogo in cui emerge la messa
in forma dell’evento.
A seconda della dimensione che della notizia si evidenzia, avremo titoli:
- Narrativi: tipici de La Repubblica
- Iconici: quando visualizzano icasticamente una scena rendendola paradigmatica, spesso il
titolo iconico ricorre alle parole dei protagonisti, a frasi nominali tipo “E’ guerra”.
- Patemici: quando alzano il tono emotivo umanizzando lo scenario (vedi titoli di guerra!)
- Interpretativi-cognitivi: per descrivere in modo neutrale e distaccato l’accaduto
Testatine = titoli che definiscono le pagine dei giornali. Serve a indicare i temi principali delle varie
sezioni. Testatine a mo’ di rubriche, costituiscono una vera e propria gabbia del mondo,
delineando le linee secondo cui ogni testata decide di organizzare e mettere in forma i fatti.
La funzione dei titoli è informativa e sintetizza l’articolo.
Illusionismo informativo: titolo gioca ruolo centrale nel creare l’impressione di una certa scelta
tematica.
Nei titoli possono variare informatività, tematizzazione, tonalità emotiva e rapporto titoli con
immagini.
Piano dell’espressione: griglia, scelte tipografiche e grafiche, modalità di impaginazione.
Piano del contenuto: montaggio delle notizie, sequenza delle sezioni, tematizzazioni
interne.
PIANO DEI CONTENUTI
La semiotica distingue in ogni lingua 2 dimensioni:
1. Dimensione paradigmatica è l’insieme delle unità fra cui è possibile scegliere (per dire
‘abitazione’ in italiano posso usare sinonimi come: casa, residenza, appartamento, villa…);
2. Dimensione sintagmatica è l’insieme delle unità che possono essere combinate insieme
(‘abitazione’ potrà combinarsi con una serie di aggettivi spaziali ma non con aggettivi legati
alla sfera corporea: una casa potrà essere grande ma non bionda!)
SCELTE PARADIGMATICHE della TESTATA ciò significa passare da una tematizzazione
esterna (cosa si tematizza, cosa si sceglie, fra gli eventi di oggi?) a una seconda
tematizzazione interna (selezionati gli eventi, come vanno trattati, tematizzati all’interno del
giornale?)
Processo di tematizzazione interna del giornale è rilevante e analizzabile a diversi livelli:
Il processo di tematizzazione interna presuppone una scelta di montaggio: come vanno
presentate le notizie tematizzate dalla testata? Quale ordine e in quale pagine?
Il supporto espressivo impone di montare le singole unità in un ordine sia sequenziale che
sincronico.
Le sezioni del giornale pongono un problema di categorizzazione del mondo e di tematizzazione
discorsiva. La distribuzione delle notizie all’interno di un giornale veicola il tipo di tematizzazione
cui l’evento sarà sottoposto.
Il mondo per essere compreso e comunicato, deve essere articolato e segmentato ( per cui ci sarà
la politica, la cronaca, la cultura, l’economia, lo sport…) .
La distribuzione delle notizie all’interno di un giornale ha:
- funzione classificatoria
- funzione interpretativa che veicola il tipo di tematizzazione cui l’evento sarà sottoposto;
In questi anni l’articolazione in sezioni ha costituito un cambiamento repentino, se fino a qualche
anno fa la tradizionale categorizzazione del mondo (politica interna, politica estera, terza pagina,
cronaca) sembrava riflettere la struttura del mondo, oggi queste categorie si sono indebolite.
Le cause sono molteplici: socio-culturali, evoluzione del panorama comunicativo.
Adesso il quotidiano va verso l’identità del magazine che include approfondimenti, dossier e
maggiore attenzione alle storie sociali.
Giornale e Stampa separano politica interna ed estera, cultura, spettacoli, sport;
la Repubblica, Corriere e Unità soluzioni flessibili. essi hanno una rubrica tematica che
definisce il “caso” del giorno.
Le testate che parlano di esteri escluderanno l’Italia mentre laddove si parla di mondo no.
Nella cronaca confluiscono tematiche legate a cultura e spettacolo, quello che emerge dalla
categorizzazione è una visione del mondo più fluida.
Tematizzazione e topicalizzazione: il testo giornalistico è un testo relazionale, in cui sono
importanti e significativi non solo i vari elementi ma anche le loro relazioni, è importante COME
queste notizie sono organizzate nella pagina. Perché la loro disposizione e veste grafica
veicoleranno un certo effetto di senso.
QUOTIDIANO testo sincretico che si costituisce di semiotiche diverse (semiotica verbale +
semiotica visiva)
Sono 3 le operazioni che la messa in pagina presuppone:
1. definizione di una gerarchia fra le notizie;
2. articolazione di un rapporto sintagmatico fra le notizie
3. la topicalizzazione (scelta di trattare in una stessa pagina un certo numero di notizie, come
fossero collegate da un tema comune a varie notizie per poi poterle accostare e determinare
l’articolazione del piano dell’espressione della pagina). Topic è espansione del concetto di isotopia.
Isotopia = è la ripetizione, l’iterazione di alcune componenti semantiche;
Topic = è la scelta pragmatica con cui stabiliamo di cosa si sta parlando o si vuole parlare.
Prima pagina: ha funzione strategica, biglietto da visita per il lettore. Oggi le notizi delle prime
pagine sono per lo più analoghe, ci sono due modelli di prima pagina:
1. pagina scritta (scelta selettiva di notizie di rilievo, ordinate e svolte gerarchicamente)
2. pagina manifesto (seleziona un maggior numero di notizie, le presenta con il solo titolo, le
dispone in modo movimentato e poco schematico).
Apparato iconografico:
infografica ( schemi o diagrammi che visualizzano i dati di un articolo, consente di visualizzare e
problematizzare, in questi casi la parte verbale è ridotta al minimo).
Le fotografie realismo fotografico è un effetto dovuto a precise strategie semiotiche, possono
essere: immagini-simbolo, immagini-documento, immagini-emozione e immagini-interpretazione.
Secondo Floch la fotografia può contare su: valorizzazione mitica sono immagini simbolo,
referenziale sono testimonianze, sostanziale restano il più possibile aderenti alla realtà, obliqua
mette in primo piano l’intervento dell’osservatore, immagini simbolo uso di fotografie, immagini
documento sono illustrative). Vignette ( satira politica).
CAPITOLO 2
La voce del giornale: ogni giornale si costituisce come voce riconoscibile, portatrice di un
discorso che ne definisce l’identità. Vi sono due livelli:
1. quello del discorso prodotto (contenuti comunicati, la loro organizzazione, la strutturazione)
2. quello dell’atto che produce il discorso (piano dell’enunciazione)
Ogni giornale mette in scena la cosiddetta polifonia, varie voci : come enunciatori delegati,
inviati, opinion-leader ecc). Queste voci potranno essere in sintonia con l’enunciazione
della testata, creando così effetti di polifonia, di convergenza, di divergenza che influenzano
e determinano in modo rilevante l’identità della testata.
Giornale come “marca”: ogni giornale deve mantenere sempre lo stesso stile per definire
una propria identità per distinguersi dagli altri e deve comunicare una propria immagine di
se stesso.
Notizia ripresa per diversi giorni al fine di creare continuità nel lettore, costruire un immagine come
testata implica al tempo stesso selezionare il pubblico dei lettori a cui si intende rivolgersi.
Saussurre parla di “valore” : è una dimensione del significato perché secondo lui ogni elementi
linguistico è dotato di una significazione propria, ma anche di un valore che dipende da quali e
quanti altri elementi sono presenti.
ABBIAMO DUE PIANI PARALLELI DI ANALISI che sono:
Enunciato ed enunciazione: piano dell’enunciato usato per ricostruire i contenuti comunicati da
un testo, il piano dell’enunciazione invece ci permette di analizzare la struttura comunicativa
presente in ogni testo.
Teoria dell’enunciazione: ogni enunciato presuppone un’enunciazione e ne manifesta al proprio
interno delle tracce. L’enunciazione è sempre presente nell’enunciato.
L’analisi semiotica dell’enunciazione cerca di ricostruire il processo che ha portato alla produzione
dell’enunciato attraverso l’analisi degli elementi che rimandano al piano dell’enunciazione.
Le caratteristiche espressive funzionano come marche di identità in un doppio senso: hanno prima
di tutto una funzione distintiva a livello percettivo e contrastivo, in secondo luogo contribuiscono a
delineare un’immagine complessiva del quotidiano, del suo pubblico, delle sue modalità di lettura,
dei suoi atteggiamenti passionali e cognitivi.
La topicalizzazione ha a livello discorsivo, la funzione di costruire una coesione testuale molto
forte, coesione che manifesta la voce della testata, sotto forma di un discorso che organizza
tematicamente le notizie.
ENUNCIATO ED ENUNCIAZIONE
Immagine del giornale come testata e immagine costruita dei propri lettori appartengono alla
dimensione comunicativa, che prevede 2 figure distinte: emittente e destinatario.
A livello dell’enunciato riconosciamo:
i contenuti comunicati da un testo, il montaggio delle notizie, la loro struttura narrativa, i contenuti
impliciti.
A livello del
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