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Semiotica del testo giornalistico

Introduzione

Ai giorni nostri l’informazione è un flusso continuo che permea la nostra vita. I quotidiani non sono più i primi a trasmettere informazione perché sono stati sostituiti da altri mezzi. Oggi la lingua dei giornali è caratterizzata da iconità (uso di icone, tendenza alla visualizzazione come per la tv), ludismo (ci si avvicina al linguaggio della tv) e domesticazione (si usano meno tecnicismi e meno termini burocratici). Ci si avvicina di più ai lettori e si cerca di farsi comprendere.

Ci occuperemo di analisi semiotica, ovvero di studiare il senso complessivo di un testo, di osservare sia la sua organizzazione del piano espressivo che i vari livelli di organizzazione del contenuto, in quanto un testo è un tutto solidale, la cui significazione scaturisce dalle caratteristiche dei suoi livelli ma anche dalla relazione tra di essi.

Distingueremo 5 dimensioni del testo: Ogni dimensione ha una sua grammatica ed ognuno di essi (Piano dell’Espressione) determina specifici ‘Effetti di Senso’ nel suo rapporto con gli altri piani del discorso. La semiotica vuole spiegare come vengano a crearsi questi effetti di senso che un testo produce.

  • Dimensione enunciativa (cap.1 - La struttura del giornale)
  • Dimensione narrativa (cap.2 – La voce del giornale)
  • Dimensione cognitiva (cap.3 – Il racconto del giornale)
  • Dimensione passionale (cap.5 – L’informazione appassionata)

Le tendenze alla base dei giornali oggi sono:

  • Tendenza alla settimanalizzazione (approfondimenti critici o commenti anziché informazione)
  • Assunzione di logiche della tv (Semplificazione – Sensazionalismo – Frammentazione degli eventi – Personalizzazione e creazione di racconti o narrativizzazione - Infotainment)
  • Tematizzazione delle notizie
  • Auto-referenzialità (i mass media parlano di sé stessi, sono diventati uno specchio anziché un vetro attraverso cui guardare la realtà)

Tutto ciò a causa dell'Intertestualità Mediata, cioè alla convergenza dei media. I quotidiani sono cambiati e si devono anche preoccupare di che cosa fa notizia, cioè del problema del News Making e dei criteri di notiziabilità. Ciò che ci presentano i quotidiani non è lo specchio della realtà, ma è il frutto di una serie di decisioni di natura semiotica. La realtà è un flusso di eventi, di casi ed episodi. Questo continuum indefinito va segmentato e poi selezionato, al fine di essere trasformato in notizie. Questa routine si definisce News Making.

I valori notizia attraverso i quali selezionare le notizie da presentare si possono dividere in 4 gruppi:

  • Sostantivi (l’evento è davvero importante)
  • Relativi al prodotto informativo (il materiale è disponibile)
  • Relativi al pubblico (al pubblico interessa)
  • Relativi alla concorrenza (crea un vantaggio verso i concorrenti interni, come altre testate; ed esterni, altri media)

Le notizie che vengono pubblicate non stanno mai a monte, ma dipendono dal modo in cui i media operano i ritagli e la selezione; quindi di fatto la notizia viene costruita, oltre che selezionata. In genere una notizia appare notiziabile quando infrange una regola, rompe la normalità perché è strana o eccezionale o imprevedibile o grave ecc.; mentre ciò che è normale non fa notizia. Oppure un evento può diventare notizia se riesce a trasformarsi in tema, divenendo un tassello di un tema più ampio affrontato anche su più giorni diversi. In questo caso la notizia si espande, e diventa un tassello di un tema più grande come la malasanità, il caro vita, l’infanzia abbandonata.

Le notizie diventano tali non solo per ciò che succede oggettivamente, ma anche grazie allo sfondo entro cui sono inserite. Tutto ciò pone dei problemi di veridicità: se le notizie sono costruite dove sta la verità? Non troveremo mai una realtà oggettiva sul giornale, perché ogni discorso dà forma a modo suo agli eventi. La verità giornalistica è una verità relativa, o meglio una verità discorsiva, che non si confronta con i fatti, ma con la sua stessa coerenza discorsiva, la sua tenuta logica. Il reale è inaccessibile, ciò che ci viene raccontato è un ‘effetto di realtà’ o un’illusione.

Struttura del giornale

Semiotica

Piano dell’Espressione (significante) Piano del Contenuto (significato) È il visibile, il livello superficiale di un giornale, cioè ciò che effettivamente leggiamo, ovvero la Manifestazione Lineare. È ciò che è nascosto in profondità, il livello profondo di un giornale, cioè i valori, i soggetti e i ruoli che ci sono dietro.

  • Piano dell’Espressione: Tematizzazione e topicalizzazione
  • Formati (standard, tabloid)
  • Piano del Contenuto: Schemi di impaginazione (a libro, a stella, a schermo)
  • Scelte grafiche e tipografiche (titoli, lettering, immagini, vignette)
  • Le sezioni del giornale
  • Apparato iconografico (info-grafica, fotografie e vignette)
  • La prima pagina

Partiamo però da ciò che permette la manifestazione lineare di un testo, in questo caso di un giornale -> livello superficiale:

I formati

I giornali italiani presentano due tipi di formato:

  • Formato standard tradizionale = è un formato ampio capace di raccogliere parecchie informazioni, permette di includere elementi diversi come testi e immagini, e disporli con agio; permette il perfetto inserimento della pubblicità, essendo organizzabile in moduli fissi; è proprio delle testate generaliste (es: Corriere della Sera). Il formato standard produce un effetto riconducibile a precise caratteristiche del piano dell’espressione e alla sua organizzazione plastica (comprende la sua organizzazione topologica, eidetica e cromatica, ovvero l’organizzazione di linee, colori e spazi di un testo. L’organizzazione plastica e il livello figurativo determinano le grammatiche del visivo. Il formato standard dà un senso di ordine e di razionalità in quanto la pagina è divisa secondo assi cartesiani che tendono a spezzare la continuità delle linee verticali ed orizzontali. Dà un senso di ordine, accentuato anche dal fatto che spesso sotto il titolo c’è uno spazio bianco, rendendo il ritmo lineare e continuo.
  • Formato tabloid = formato associato nella tradizione giornalistica a un tipo di informazione meno seria e più d’effetto, che cerca di colpire il lettore. Il formato tabloid è associato a un’organizzazione che spezza la linearità e pone gli elementi al suo interno come un puzzle. Il risultato è un piano dell’espressione discontinuo, con un ritmo di lettura sincopato e spezzato con interruzioni e una fruizione più rapida. Hanno un formato tabloid i giornali d’opinione, non oggettivi, legati ad una particolare ideologia. Negli anni, nel mercato italiano, le connotazioni del formato tabloid sono andate via via cambiando. Oggi infatti questo formato non è proprio di giornali scandalistici (ad esempio in Spagna o in Francia), bensì dei giornali più militanti che hanno fatto dei commenti e delle opinioni politiche la propria specificità (es. Il Manifesto, La Repubblica). Oggi è diventato il formato delle testate in cui il soggetto enunciatore (la testata) scende in campo e si assume la responsabilità delle proprie opinioni.

Schemi di impaginazione

Scelto un formato, si tratta di definire lo schema compositivo della singola pagina, in base alle notizie tematizzate, e degli elementi che si hanno a disposizione. Ogni testata ha una ‘gabbia di testo’ standard, all’interno della quale vengono disposte le varie informazioni. Sono tre le tipologie prevalenti nell’organizzazione della messa in pagina:

  • Modello a libro = quello più tradizionale; suddivide la pagina in moduli e dispone le notizie secondo un andamento verticale (modalità statica, ordinata).
  • Modello a stella = cerca di movimentare l’ingessatura del modello precedente; al centro vi è l’articolo vero e proprio e si dispongono a “stella” articoli più brevi, riquadri esplicativi, interviste, opinioni di specialisti. Mostra la nuova tendenza dei giornali all’approfondimento.
  • Modello a schermo = si sta affermando negli ultimi anni; propone una gabbia che si apre andando oltre l’unità della singola pagina, consentendo una disposizione con più agio. L’impatto di questo modello è più spettacolare, l’articolo si sviluppa in orizzontale, occupando due pagine, anziché una sola, simile ad uno schermo televisivo. Esprime l’ibridazione tra logiche informative e logiche spettacolari (infotainment)

Questi 3 modelli sono disposti in un ordine che va dal più tradizionale al più moderno. Comunque, qualunque sia lo schema compositivo della pagina, tutti i giornali dispongono i loro articoli su colonne, con un numero che varia da 5 a 7. Se la pagina ha più colonne sembrerà più ordinata, se ci sono meno colonne e più immagini la fruizione sarà più frammentaria e libera, e il lettore può decidere da dove partire a leggere e che percorso seguire.

Il lettering

Un altro aspetto fondamentale della grafica di un giornale; il lettering non è altro che la scelta del carattere di stampa, sia quello del corpo del testo sia dei titoli. Nei quotidiani si fanno scelte di stile e ogni stile produce effetti di senso specifici, anche se tutti usano il Times.

  • Corsivo -> difficile per lo sguardo, non cattura l’occhio, richiede impegno (es. giornali impegnativi).
  • Tondo -> effetto di senso di normalità e leggibilità.
  • MAIUSCOLO -> non solo enfatico, ma anche sovversivo, non si impone solo dopo il punto.

Un altro parametro è la dimensione del carattere. Ci sono testate che preferiscono una scrittura più chiara e strillata con caratteri grandi, mentre altre preferiscono una scelta classica, con un carattere molto piccolo. Il lettering cambia da un giornale all’altro, in base a come il giornale si vuole porre con il pubblico. Una testata opererà le varie scelte in base al modo che ha di porsi di fronte al pubblico (es. testata autorevole > scelte classiche).

I titoli

Sono molte le caratteristiche che differenziano i titoli: carattere, quantità, posizione e funzione discorsiva. È importante il rapporto tra articolo e titolo. Il titolo può apparire in diversi modi:

  • Prima dell’articolo = richiama un’immagine classica dell’informazione e anticipa i contenuti dell’articolo.
  • Al centro dell’articolo = informazione meno gerarchica, in cui la voce del giornale si colloca al centro degli eventi come un fatto tra i fatti.
  • Sotto l’articolo = in qualche modo riassume l’articolo, ne evidenzia i punti salienti e la chiave di lettura.

I titoli possono avere diverse funzioni argomentative: quella più classica è quella informativa e riassuntiva, il titolo sintetizza l’articolo ed informa anticipatamente. Ma hanno anche una funzione strategica, perché essi non rispettano per forza l’agenda setting del giorno ma la piegano operando una distorsione degli eventi (es: due testate potrebbero sembrare che mettono in prima pagina lo stesso tema del giorno, tuttavia potrebbe sfruttare lo stesso tema nel titolo per poi parlare di argomenti diversi. Così non ci si allontana dal tema del giorno, e al tempo stesso ha creato una sovrapposizione tra i due casi, trasferendo le connotazioni scandalistiche di un caso anche sull’altro). Quindi un titolo assume forza non solo nel rapporto con l’evento a cui si riferisce, ma anche in rapporto ai titoli di altre testate (Dimensione Intertestuale).

Il quotidiano non può pensare di annunciare al lettore le notizie del giorno, perché queste saranno già state diffuse dalla tv e dalla radio. Può presupporle e riproporle: per approfondirle o per negarle. Così la radio e la televisione sono la fonte di notizie per i giornali, mentre questi ultimi fungono da fonte di legittimazione per la radio e la tv. A seconda della dimensione della notizia che si vuole evidenziare avremo titoli:

  • Narrativi (Bagdad, Gerusalemme: i terroristi fanno strage)
  • Iconici (La strage dell’Onu)
  • Patemici (L’Onu colpita al cuore dal terrorismo)
  • Interpretativo-cognitivi (Strage a Bagdad, strage a Gerusalemme)

In tutti questi casi variano: l’informatività (quanto comunicano), la tematizzazione, la tonalità emotiva, il rapporto dei titoli con le immagini e l’organizzazione frastica della catena occhiello-sottotitoli.

Per quanto riguarda invece le testatine, ovvero i titoli che definiscono i temi di una pagina di giornale, esse hanno cambiato la loro funzione, non indicano più uno specifico argomento, ma lo creano, per raccogliere notizie sparse che altrimenti non potrebbero rientrare nel giornale.

Le sezioni del giornale

Qui iniziamo a spostarci dal piano dell’espressione al piano dei contenuti. Una volta selezionati i temi e gli argomenti di cui parlare, bisogna trovare un modo per presentarli al meglio, combinando le notizie. Una volta fatte delle scelte sull’Asse Paradigmatico (scelta delle notizie – tematizzazione esterna), dobbiamo passare a scelte sull’asse sintagmatico (combinazione notizie – tematizzazione interna), ovvero come vanno tematizzati gli eventi all’interno del giornale. Si passa da una tematizzazione esterna (cosa si tematizza?) a una tematizzazione interna (come tratto gli argomenti all’interno del giornale?). Il processo di tematizzazione interna presuppone però prima una scelta di montaggio, ovvero in che ordine e in quali pagine suddividere le notizie? Un ordine sia sincronico (all’interno di una singola pagina), che sequenziale (tra le varie pagine).

Le varie sezioni del giornale categorizzano il mondo del reale notiziabile e fanno una tematizzazione discorsiva, ogni evento va collocato in un contesto che lo codifichi come un caso facente parte di un determinato tipo di notizie. Oggi le sezioni del giornale non sono più ben definite come un tempo (interni, esteri, economia..) e le notizie sono state ritagliate e organizzate in modi differenti. Persino la cronaca è cambiata: non è quasi più cronaca nera, ma una cronaca legata alle storie comuni, ai servizi, alla società, nonché notizie riguardanti la cultura e lo spettacolo. Insomma oggi i quotidiani esprimono una visione del mondo più fluida, senza sezioni rigide e costrittive ma flessibili. Il giornale è specchio di una realtà mobile e complessa, con confini nel mondo, anziché nell’Italia.

Tematizzazione e topicalizzazione

Il testo giornalistico è un testo relazionale, un testo-mosaico dove non sono significativi solo i singoli eventi, ma anche le loro reciproche relazioni e la disposizione delle notizie veicolerà un certo effetto di senso. Il quotidiano è un testo sincretico, che prevede sia una semiotica verbale che una semiotica visiva. Sono almeno tre le operazioni che la messa in pagina presuppone:

  • La topicalizzazione = Per topicalizzazione si intende la scelta di trattare in una stessa pagina un certo numero di notizie, come fossero collegate fra loro da un tema comune. (topic -> termine utilizzato da Umberto Eco nel 1979, si intende il “filo rosso”). Il topic è un’espansione del concetto di isotopia (ridondanza di alcuni elementi tematici). È la scelta pragmatica con cui stabiliamo di cosa stiamo parlando o vogliamo parlare, la cornice entro la quale accostiamo un certo numero di notizie, aggiungendo un senso in più all’insieme creato. ES: in una stessa pagina di un quotidiano vengono poste 5 notizie tutte di cronaca nera, in particolare di infanticidio -> i casi saranno diversi, ma un filo rosso li accomuna.
  • La definizione di una gerarchia tra le notizie = Il giornale non solo decide cosa mettere nella prima, nella seconda e nella terza pagina, ma stabilisce una gerarchia anche fra le notizie di una stessa pagina (decidere quali notizie meritano l’apertura della pagina, la falsa apertura, taglio basso, taglio medio o taglio alto).
  • L’articolazione di un rapporto sintagmatico (di combinazione) fra le notizie = crea rapporti significativi tra i vari articoli di una stessa pagina e fra questi e le foto, cosicché ogni elemento dialoga e assume senso in rapporto a ciò che lo circonda.

La prima pagina

Le prime pagine svolgono chiaramente per i quotidiani una funzione strategica -> ne sono il volto, il biglietto da visita con cui si presentano al lettore e lo conquistano. Essa deve sia presentare i fatti del giorno, che presentare sé stessa come testata con un’identità ben definita. La prima pagina può essere di due modelli (Calabrese-Violi):

  • La pagina scritta = caratterizzata da una scelta molto selettiva di notizie di rilievo, ordinate e svolte gerarchicamente.
  • La pagina manifesto = seleziona un maggior numero di notizie e le presenta soltanto con il titolo; si presenta con titoli stile trailer cinematografici, movimentati e poco schematici, catturando l’attenzione con notizie strillate. Non spiega gli eventi, ma anticipa la rosa degli argomenti che si trovano all’interno.

L’apparato iconografico

Per apparato iconografico si intende l’insieme degli elementi iconici che il quotidiano presenta (info-grafica, fotografie e vignette).

L’info-grafica

L’Info-grafica comprende tutti quegli schemi e quei diagrammi che semplificano e visualizzano i dati presentati o elaborati da un articolo. Alcune testate usano schemi più alleggeriti, altre schemi iper-informativi e appesantiti.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e tecniche dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Pasquali Francesca.
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