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semiologia del cinema - manuale dei generi cinematografici Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di semiologia del cinema del professor Mauro Gervasini, corso di laurea in scienze della comunicazione. Gli argomenti trattati sono un'introduzione a Platone e Aristotele e poi i vari generi filmici, western, azione, commedia, guerra, noir..

Esame di Semiologia del cinema docente Prof. M. Gervasini

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MANUALE DEI GENERI CINEMATOGRAFICI

Sommario

INTRODUZIONE

Platone

Aristotele

Major

Genere

Iconografia

WESTERN

AVVENTURA E AZIONE

Il viaggio dell’eroe

MELODRAMMA

COMMEDIA ROMANTICA

GUERRA

NOIR

HORROR E FANTASCIENZA

MANUALE DEI GENERI CINEMATOGRAFICI

INTRODUZIONE

V sec. PLATONE

Classifica i generi letterari dividendo le opere secondo diverse modalità relative al CONTENUTO, ai MODI di

rappresentazione e alle PASSIONI suscitate nel destinatario.

ARISTOTELE ne LA POETICA

Fornisce indicazioni per la classificazione come rigido insieme di regole da rispettare severamente.

In base alla mimeticità divide l’arte poetica in DRAMMATICA e NARRATIVA vedendo nella tragedia attica la

più alta espressione della cultura del tempo.

MAJOR oltre a produrre possiedono apparati distributivi internazionali e proprie catene di sale,

monopolizzando completamente ogni aspetto del fenomeno di produzione, vendita e distribuzione; in una

concentrazione di tipo verticale.

1927 l’avvento del sonoro segna l’inizio della GOLDEN AGE caratterizzata dai fenomeni dello STAR

SYSTEM (in cui vigeva una concezione dell’attore come divo, x cui a un attore era associato un ruolo

sostanzialmente fisso) e dello STUDIO SYSTEM (potenti concentrazioni di tipo verticale atte a coprire ogni

ambito della struttura cinematografica).

GENERE Si riproduce tramite l’interazione di 3 fattori:

1)INTRECCIO o plot

2)AMBIENTAZIONE o settings

3)PERSONAGGI o carachters

Che si combinano tra loro formando costanti che definiscono il genere.

Nb: ETICHETTA DI GENERE dipende dalla ricezione spettatoriale.

ICONOGRAFIA riguarda il dato informativo e visivo del film e fornisce indicazioni basilari per la

comprensione e l’identificazione del genere, è un complesso di tratti suscettibili a trasformarsi nel momento in

cui entrano a far parte della storia, operando delle azioni e mostrandosi in tutta la propria sistematicità.

Il WESTERN è il genere in cui l’iconografia è più connotata dalla maestosità degli spazi della frontiera, i

cavalli, le armi da fuoco…nonché i luoghi tipici come il barber shop, il saloon, l’ufficio dello sceriffo, la main

street.

Il NOIR presenta iconografia immediata e perfettamente identificabile fatta di impermeabili, cappelli calati

sugli occhi, scenari urbani segnati da pioggia…immancabile il fumo di sigaretta e la fatale dark lady.

Il MELODRAMMA presenta ambientazioni borghesi riccamente arredate, colori pastosi e saturi in spazi ariosi

che contrastano apertamente con l’oppressione che schiaccia i protagonisti.

Nb: la riconoscibilità dell’iconografia è condizione necessaria per la determinazione dei generi…devono poter

essere riconoscibili e ricorrenti ambienti e personaggi.

WESTERN

Filmografia di derivazione letteraria e vivificato sull’onda della mitizzazione della frontiera americana, è

indubbiamente il cinema americano per eccellenza.

Diviene uno dei genri più identificabili solo negli anni 20…perché si deve considerare che il western come

genere esiste nel momento in cui il termine entra nel linguaggio comune, per cui tutti i film realizzati prima di

quel periodo pur avendone tutte le caratteristiche solo successivamente sono potuti essere ricondotti al filone

d’appartenenza.

Archetipo del Western è The great train robbery di Porter che fornisce le coordinate narrative di una tipologia

che per molti altri cineasti nn era che un pretesto per mostrare con stile documentario la vastità del paesaggio.

Ciò che contraddistingue il Western è indubbiamente l’iconografia di riferimento…l’epoca che lo

contraddistingue è quella che coincide con gli episodi fondamentali della costituzione dello stato americano, la

conquista del west…e in particolare il periodo 1860-1890.

La volontà di spostare i confini verso il Pacifico si tramuta in desiderio di garantire la legge e l’ordine nelle

selvagge comunità di nuova formazione.

Il paesaggio innanzi tutto è il massimo rappresentante del genere; è nel paesaggio che l’eroe trova la sua vera

misura…e diventa determinante nella definizione delle caratteristiche dell’eroe che risulta malinconico,

solitario nell’immensità spaziale che lo circonda.

La natura nel Western è l’unica cosa trascendente, l’unica cosa più grande dell’uomo.

Ovviamente non tutti i Western sono ambientati nello scenario della natura incontaminata, molti prediligono

un’ambientazione urbana e presentano una piccola città caratterizzata da pochi ma imprescindibili luoghi, quali

la banca, l’ufficio dello sceriffo, il saloon, il barbiere la stazione e la main street.

L’abbigliamento dei personaggi è fortemente codificato…cappellone a larghe falde, stivali di cuoio, fazzoletto

al collo, e le immancabili armi da fuoco senza cui il western non esisterebbe…accessorio indispensabile per

ogni uomo del west e mezzo tramite cui si risolve la situazione finale.

Tramite la restituzione iconografica di un’epoca, il western rappresenta la dimensione nostalgica mirando al

recupero dell’ideale di frontiera.

Il cowboy non è che la replica del cavaliere del XIII sec e le avventure che gli occorrono sono parte della

personale ricerca del proprio Graal.

L’eroe western è personaggio chiuso nella sua malinconica solitudine esistenziale che al massimo divide col

proprio cavallo, mezzo di trasporto ma anche amico…il tratto che caratterizza l’eroe western è l’integrità

morale e la sua rettitudine che si rispecchia nelle caratterizzazioni fisiche.

GLI SPIETATI – CLINT EASTWOOD

AVVENTURA E AZIONE

Genere che raccoglie un insieme di film fortemente eterogeneo…l’Avventura è una macro categoria di genere

che identifica un ampio spettro di conflitti e azioni, termine che riunisce una quantità di generi specifici

accomunati dal fatto di trattare avventure.

All’avventura appartengono film di cappa e spada, pirati, guerra, caccia, esplorazione, disaster, sopravvivenza..

Dove le azioni e i personaggi mostrano caratteristiche che li legano.

IL VIAGGIO DELL’EROE è il modello fondamentale di ogni avventura…esplicitato da Campbell e divulgato

da Vogler…parte dal presupposto che in ogni storia il protagonista abbia un obiettivo, e per raggiungerlo dovrà

abbandonare il proprio mondo ordinario per addentrarsi in uno straordinario a lui sconosciuto…una nuova

realtà che attraverso varie fasi e prove lo porterà a una qualche maturazione.

IL VIAGGIO DELL’EROE

Insieme di elementi strutturali comuni che costituiscono struttura profonda di ogni racconto e che si

ritrovano nei miti, nelle fiabe, nei sogni e nei film.

Campbell individua modelli senza età, validi universalmente sottesi a ogni storia.

Mito dell’eroe è il tema più frequente nella tradizione e si sviluppa tramite le figure degli ARCHETIPI,

personaggi ricorrenti che si affacciano nei miti e nei sogni di tutte le culture.

Fasi del Viaggio dell’Eroe:

…PRIMO ATTO…PARTENZA

1 - Mondo ordinario

2 - Richiamo all’avventura

3 - Rifiuto del richiamo

4 - Incontro con il mentore

5 - Varco della prima soglia

…SECONDO ATTO…INIZIAZIONE

6 - Prove, Alleati, Nemici

7 - Avvicinamento alla caverna più recondita

8 - Prova centrale

9 - Ricompensa

…TERZO ATTO…RITORNO

10 - La via del ritorno

11 - Resurrezione

12 - Ritorno con l’Elisir

L’eroe quindi si allontana dall’ambiente abituale per andare verso un mondo sconosciuto e ciò lo porta

a un cambiamento (percorso emozionale che rende la storia interessante).

ARCHETIPI FONDAMENTALI

…EROE

Colui che è pronto a sacrificare se stesso per gli altri.

L’archetipo dell’eroe in termini psicologici è l’Ego (parte di personalità che ci distingue e ci

rende diversi dagli altri) e rappresenta la ricerca da parte dell’Ego dell’identità.

Nel racconto l’eroe cresce, si evolve, è la persona più dinamica nel testo ed è colui in cui ci

identifichiamo. Eroe è simbolo dell’animo in trasformazione e del viaggio che ognuno

intraprende nella vita…le fasi della vita e della crescita rappresentano il viaggio dell’eroe.

…MENTORE

Figura positiva che aiuta o istruisce l’eroe (saggio)…lo sono tutti i personaggi che istruiscono,

proteggono o fanno dei doni all’eroe.

Il rapporto eroe – mentore è uno degli strumenti di intrattenimento più forti…spesso essi

parlano con la voce di Dio o ne sono ispirati ( vd: Merlino, Grillo parlante…).

Mentore rappresenta le massime aspirazioni dell’eroe , ciò che può diventare se continua sulla

strada degli eroi (mentore è spesso un ex eroe che dona il proprio sapere).

L’archetipo del Mentore è collegato alla figura del genitore.

…GUARDIANO DELLA SOGLIA

È la sentinella del cattivo, ostacolo nell’impresa dell’eroe all’ingresso del nuovo mondo…

Sono rappresentazioni delle nostre nevrosi, demoni interiori con la funzione di verifica delle

reali convinzioni degli eroi. L’incontro con un Guardiano preannuncia l’arrivo di una forza

nuova e l’eroe deve saperli sfruttare a proprio vantaggio traendone forza.

Funzione del Guardiano è di bloccare temporaneamente la strada all’eroe, imparare ad

affrontare i guardiani è una delle prove più ardue del viaggio.


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Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiologia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gervasini Mauro.

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