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semiologia del cinema - manuale dei generi cinematografici

Appunti per l'esame di semiologia del cinema del professor Mauro Gervasini, corso di laurea in scienze della comunicazione. Gli argomenti trattati sono un'introduzione a Platone e Aristotele e poi i vari generi filmici, western, azione, commedia, guerra, noir..

Esame di Semiologia del cinema docente Prof. M. Gervasini

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5…VARCARE LA PRIMA SOGLIA

È l’atto di volontà con cui l’eroe si impegna nell’avventura, qui avviene l’incontro con il

Guardiano, prima prova per l’eroe. Varcare la sogli è un atto di fede per l’eroe perché non ha

idea di cosa lo aspetti al di là.

Punto di svolta dove la storia comincia davvero.

Es. Doroty viene catapultata dal tornado nel Regno di OZ.

6…PROVE, ALLEATI, NEMICI

Le prove sono le trappole e le difficoltà che l’eroe deve affrontare nel mondo straordinario…e

nel contempo si trova ad incontrare alleati che gli saranno utili e magari gli si affiancheranno

ma anche nemici che possono rivelarsi cattivi o antagonisti in seguito.

Nel mondo straordinario l’eroe deve velocemente apprendere le nuove regole del gioco (luogo

tipico espresso nella metafora dell’abbeveratoio sono i bar, saloon o affini…luoghi dove la

gente del mondo straordinario si riunisce e dove si possono carpire molte informazioni).

Es. nel caso di Doroty questa funzione è svolta dal sentiero dorato dove incontra alleati e

nemici.

7…AVVICINAMENTO ALLA CAVERNA PIU’ RECONDITA

Momento in cui avvengono gli ultimi preparativi x la prova centrale, rappresenta un’altra

soglia e quindi un altro guardiano da affrontare…ma questa volta è tutto più difficile, la posta

in gioco è molto più alta, si parla di vita o di morte; è necessaria una riorganizzazione e un

piano d’azione.

Es. quando gli alleati di Doroty si introducono nel castello della strega cattiva per liberarla,

riescono a prenderla ma nn sanno come fuggire.

8…PROVA CENTRALE

L’eroe è nella pancia della balena, deve passare un momento di morte per poi poter rinascere e

giungere al cambiamento…solo superando la prova centrale si diventa realmente eroi.

Prova centrale rappresenta la Crisi ed è situata al centro della storia o alla fine del 2 atto.

Es. Doroty e co. Affrontano la strega cattiva che minaccia di ucciderli, da fuoco allo

spaventapasseri e Doroty, per spegnerlo getta acqua anche sulla strega che così muore e si

dissolve.

9…LA RICOMPENSA

Diretta conseguenza dell’esito positivo della prova centrale…momento in cui si “conquista la

spada”, l’oggetto della ricerca. Se nn se ne viene in possesso l’eroe deve rubare l’elisir che può

essere una pozione, un oggetto, una capacità o un cambiamento della persona…

Es. Doroty si prende la scopa della strega x portarla al mago e poter tornare a casa.

10…LA VIA DEL RITORNO

A questo punto x l’eroe comincia il ritorno verso il mondo di partenza…con l’Elisir e

l’esperienza del viaggio come premio…ma nn è finita qui…il nemico ha ancora desiderio di

rivalsa, o qualcun altro ci sbarrerà la strada …è la fase dell’inseguimento per la riconquista

dell’Elisir.

Es. Doroty sta x partire con la mongolfiera ma scende x recuperare Toto e così il mago parte.

11…RESURREZIONE

È l’esame finale del viaggio, ultimo e più importante incontro con la morte….rappresenta il

Climax del racconto, è la resa dei conti, la prova finale in cui l’eroe deve dimostrare una volta

per tutte il proprio valore.

Es. Doroty si riprende dallo sconforto per la partenza del mago e capisce che la felicità e la

completezza sono dentro di lei, ora può tornare a casa consapevole di se stessa.

12…RITORNO CON L’ELISIR

Sopravvissuto a tante prove l’eroe torna a casa con l’elisir da condividere con gli altri, che può

essere un tesoro, una medicina, un’esperienza oppure una storia da raccontare.

Es.Doroty torna con la consapevolezza che non c’è posto come casa e più sicura del proprio Io.

MELODRAMMA

Più che essere un genere il Melodramma attraversa i generi, identificandosi con l’intero cinema.

Campo di forza semantico che mostra apertamente diverse costanti contenutistiche ed enunciative racchiuse

entro un gruppo di tratti caratteristici (iperbole delle reazioni sentimentali, contrapposizione ossimorica dei

contrari, centralità nell’intreccio della storia d’amore, uso espressivo del colore…).

Si parla di tono melodrammatico come sentimento che spesso si impossessa del cinema, trasversalità che

riguarda un ben definito insieme di procedure e sfumature del significato che riconducono a situazioni basate

sull’eccesso da cui scaturisce la modalità commuovente.

Melodramma era in origine la rappresentazione che oggi chiamiamo Opera. Nel cinema l’interesse per questo

tipo di narrazione nasce negli anni 70…dove l’impedimento amoroso canonico era dato dalla differenza

sociale, dall’opposizione familiare e dai problemi razziali…

Nel melodramma le riflessioni morali e la narrazione hanno l’incarico di mostrare le riflessioni etiche che

derivano dalle azioni, reazioni…dei personaggi.

La morte ha scopo di fungere da snodo narrativo che porta a un’acquisizione di coscienza precisa o come

culmine tragico che provoca pietà nello spettatore. Il sacrificio nel melò è sempre atto definitivo di amore

incomprimibile, iperbole affettiva di annullamento di se per l’altro.

Figure femminili sono centrale veicolo di trasmissione delle emozioni dalla narrazione all’animo del pubblico.

Il Melò presenta tendenza a veicolare emozioni puntando all’eccesso passionale; ambientazioni predilette sono

gli ambienti chiusi in cui i protagonisti si sentono imprigionati in dinamiche interne pronte ad esplodere.

Gli ambienti sono palesemente ricostruiti e artificiosi evidentemente idealizzati. La musica privilegia enfasi

retoriche portando le scene a un crescendo di pathos.

Il melò trova massima e codificata espressione nel cinema hollywoodiano classico degli anni 40 e 50 periodo

caratterizzato da rigore compositivo e uniformità della rappresentazione. Nella storia del melodramma cambia

profondamente il ruolo della donna, vittima negli anni 30, volitiva nei 40 all’emancipazione del dopoguerra.

Melò anni 50 è la produzione più alta…si dovranno attendere gli anni 70 per vedere rinascere il genere con

Love story…nel periodo più vicino a noi si è giunti alle lacrime perpetue, di cui Titanic è perfetto esempio.

TITANIC - JAMES CAMERON

COMMEDIA ROMANTICA

La commedia romantica nasce con “Accadde una notte” di Frank Capra, con cui nasce la screwball comedy: la

commedia svitata caratterizzata da una singolare storia d’amore basata su una stravagante lotta tra i sessi in cui

emergono le differenze dei due mondi che procendono parallelamente attraverso un percorso ad ostacoli verso

l’inevitabile unione. Tale commedia è contraddistinta da eroine indipendenti ed emancipate ed è alimentata dal

ritmo frenetico delle battute.

È con l’avvento del sonoro che la commedia conosce reale sviluppo, verso l’estremo dinamismo verbale tipico

delle realizzazioni più recenti. Durante la Depressione la commedia diventa strumento fondamentale per

distrarre dalla situazione del paese.

La romantic comedy presenta 3 fasi fondamentali:

1 – Boy Meet Girl

2 – Boy Loses Girl

3 – Boy Gets Girl

…ovviamente il tutto si conclude con l’attesissimo happy end, la felicità della conclusione è base della

narrazione. Il fulcro della storia è il “come” i due personaggi diventano una coppia, verso un crescendo comico.

Il motore della storie è l’insoluta guerra tra i sessi, e nella commedia emergono le profonde differenze tra

uomo e donna. L’elemento caratterizzante è il ritmo dei dialoghi, la mdp compie movimenti trascurabili!

INSONNIA D’AMORE – NORA EPHRON

GUERRA

War film è un’etichetta generalizzante , agli albori del cinema i film di guerra trattavano delle battaglie salienti

nella costituzione degli Stati Uniti (guerra d’indipendenza, di secessione…) ma con i conflitti mondiali si è

passati a un nuovo modo di rappresentare la guerra ,da un’ottica globale e totalizzante a una frammentata e

dispersiva in cui emerge la solitudine e la spersonalizzazione della condizione umana nelle dinamiche moderne.

Il cinema bellico degli anni 20 assume tonalità melodrammatiche ben definite e ricercate…la storia d’amore è

sempre il motore da cui si avvia la narrazione e termine di paragone per le violenze della guerra.

Con la fine del primo conflitto mondiale la situazione è destinata a mutare, l’eco degli orrori riportati dai

reduci è troppo forte e vige la totale disillusione…la guerra mostra il suo lato più crudo e tragico.

Nella seconda guerra mondiale il clima cambia radicalmente, la produzione americana di film bellici vede

un’improvvisa impennata tra il 1942 e il 44; vengono istituiti enti che si occupano di controllare le opere

hollywoodiane in chiave ideologica viene attuata così una manipolazione delle coscienze per creare una visione

propagandistica e incoraggiante della guerra.

Con le guerre di Corea e del Vietnam si ha il pretesto per una serie di pellicole di denuncia degli orrori della

guerra, film che esprimono aperta condanna verso guerre sporche e violente.

War film basato su una struttura antitetica, vengono fondamentalmente contrapposti il bene (americani) e il

male (coloro che hanno l’intenzione di distruggere il sistema americano).

La guerra è vista come un momento in cui dimostrare il proprio valore.

La morte per volontà dell’OWI (Office of war information) non doveva mai essere mostrata indugiando,per

non influenzare negativamente il pubblico. L’orrore della guerra nella sua materialità di sangue e brandelli di

carne sarà mostrata solo alla fine degli anni 70 per trovare una costante nei film sul Vietnam.

LA SOTTILE LINEA ROSSA – TERENCE MALICK

NOIR

Elementi ricorrenti nel Noir sono la notte, la città, pioggia,neon, bar, locali notturni,vicoli ciechi,periferie

fatiscenti, il porto avvolto nella nebbia, l’ordinata provincia che dietro alla facciata perbenista nasconde il caos e

le peggiori perversioni.

Personaggi classici sono detective in impermeabile e cappello, dall’infinita sigaretta in bocca, alle prese con

complicatissimi intrecci, detection che portano inevitabilmente a scoprire il marcio e la corruzione endemica

della società. La donna è seduttrice, ammaliatrice…una femme fatale, dark lady senza scrupoli che usano gli

uomini portandoli alla rovina, alla morte o alla follia.

Per il Noir non è adeguata la definizione come genere tradizionale, si tratta piuttosto di tono, motivi,

concezione di messa in scena e soluzioni stilistiche comuni. Luoghi diversi con in comune il fatto di essere

trappole per il personaggio, luoghi senza orizzonti.

L’uomo ne risulta un perdente e debole, mentre la donna è perfida, ammaliatrice e ingannevole femme fatale.

Il mondo Noir è senz’anima, mondo rapace dove nessuno è responsabile del proprio destino perché esso , o

meglio il caso va da se. Le storia hanno comune assenza di orizzonte,sono estranee all’happy end…il noir è

soffocante e non da scampo, cinema dove i crimini e i delitti sono sempre imperfetti e dove il caso travolge

tragicamente il personaggio.

È un modo di sentire in linea con la disillusione postbellica, con i fantasmi e gli orrori dell’atomica e con le

nuove paure che si affacciano; l’immaginario paranoico fatto di oscurità è chiaro fin dai titoli (Panic in the

street, The naked city, Kiss of death, The black angel…..).

Visione cupa che troviamo anche nella messa in scena, fotografia in cui dominano le ombre e l illuminazione dal

basso atta a creare mistero, controluce a ritagliare la silhouette…idea di messa in scena influenzata

dall’espressionismo. Figura chiave nel Noir è il direttore della fotografia; Noir è l’atmosfera del film.

Si passa da un cinema americano luminoso degli anni 30 a uno scuro, noir nel dopoguerra.

Etichetta Noir è postuma e viene attribuita negli anni 50 a indicare un cinema dall’atmosfera onirica, ambigua,

sospesa, quasi irreale, con cui vengono raccontate storie cupe in cui la violenza può prendere la strada della

brutalità o dell’erotismo.

Sono riscontrabili 3 fasi del cinema Noir:

1) 1941-1946 nel periodo della guerra: fase dell’investigatore privato e del lupo solitario caratterizzato dal

predominio della parola sull’azione.

2) 1945-1949 dopoguerra: fase segnata da maggior realismo.

3) 1949-1953: periodo caratterizzato dalla psicosi e dagli impulsi omicidi, personaggi nevrotici e instabili; i

cineasti sono molto attenti ai risvolti psicologici dei personaggi.

È quest’ultimo periodo a offrire il meglio del Noir, un momento di incisività estetica e morale mai raggiunta

(ne rappresenta l’emblema L’infernale Quinlan di Welles).

L’UOMO CHE NON C’ERA – F.LLI COHEN

HORROR E FANTASCIENZA

Il concetto di fantascienza si distingue dal fantastico grazie alla presenza del termine scienza che caratterizza tali

opere in base alla riflessione sulla tecnica e sui rilessi epistemologici del progresso; il fantastico si colloca in una

via di mezzo tra ordinario e straordinario, racchiude così al suo interno tutte le possibilità della fantascienza e

dell’horror.

Horror e Fantascienza sono aree che raccolgono materiali eterogenei all’interno dei quali l’affinità è data dal

fatto che entrambe affrontano l’ignoto; Ignoto può essere dentro o fuori dall’uomo e il suo corrispettivo a

livello visivo è il nero, il buio, l’oscurità.

Alle origini i due generi hanno visto una produzione indifferenziata, motivo riconducibile alle comuni radici

letterarie…i maggiori successi della fantascienza propongono rigorose strutture mitiche in forma di fiaba.

L’Horror si sviluppa nella tradizione letteraria dei racconti gotici del XVIII e XIX sec es. Dracula,

Frankenstein…ambito in cui oscurità e paure legate alla morte sono privilegiate nello scatenare tensione.

Nei due generi compaiono figure e temi strettamente imparentati, tipico il mad doctor nelle varie declinazioni.

L’HORROR è un racconto che si definisce per la reazione del pubblico alla storia raccontata, alle origini

afferenti al clima gotico derivante dalla letteratura la riconoscibilità era data da alcuni elementi iconografici e

scenografici quali cripte, castelli, atmosfere tetre…ma con l’evolversi si è staccato dagli stilemi primordiali per

insidiare l’orrifico all’interno di storie con ambientazione più che consueta.

La costante dell’orrore è data dal senso di angoscia perturbane che si riscontra nelle successioni delle sequenze

e dal procedimento con cui queste sono realizzate; ciò che si instilla nello spettatore è un complesso

procedimento basato sulla paura, sul disgusto e su uno stato emotivo che si origina dalla pura repulsione fisica

nei confronti di ciò che sta accadendo.

La paura si origina da un paradosso, per cui lo spettatore prova paura in modo del tutto irrazionale per degli

elementi che sa perfettamente essere impossibili e inesistenti.

Nell’horror i clichè diventano materia narrativa, categoria organizzata intorno al principio dello svelamento

progressivo, il genere infatti ruota intorno al concetto di pienezza dello sguardo, perché il fascino dell’horror

consiste nell’impulso irresistibile a voler vedere ciò che non è concesso, guardare l’osceno….volontà di vedere

come impulso irrefrenabile a soddisfare il proprio voyeurismo, (caratteristica che avvicina il genere al porno)

in cui tutto è finalizzato a trasmettere paura e disgusto.

L’Horror nasce dall’influenza della scuola espressionista, negli anni 30 compaiono le pellicole che

consacreranno e determineranno univocamente il genere nascente tra cui Dracula, La mummia, L’uomo lupo..

Inizia anche a diffondersi il concetto di serialità con cui le casedi produzione tenteranno di ricreare le situazioni

delle pellicole di successo con poche variazioni.

I primi mostri provengono dalla Germania e dal fantasma di una repubblica instabile, violenta e perennemente

sull’orlo del baratro che si esprime nel Gabinetto del Dottor Calidari, nel Golem e Nosferatu in primis…la


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Menzo

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiologia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Gervasini Mauro.

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