Estratto del documento

Western

Il western viene codificato come genere negli anni '20 e deriva da modelli letterari derivati dall'amitizzazione della frontiera americana. Il primo western: "Assalto al treno" di Porter del 1903, è considerato l’archetipo del western, ne delinea le coordinate narrative.

Il western è caratterizzato principalmente da un’iconografia di riferimento che, partendo da un’epoca storica, rende riconoscibile le storie raccontate. L’epoca raccontata dai western va dal 1860 al 1890, quando la ferrovia era stata costruita e c’era la volontà di garantire la legge, e le lotte con gli indiani per il dominio del territorio erano nel loro periodo più duro. Alcuni western spostano il loro asse temporale fino al 1915 soffermandosi sull’arrivo della modernità.

Elementi fondamentali del genere

  • Paesaggio: elemento principale (Monument Valley spesso), ma alcuni western privilegiano il paesaggio urbano con banche, saloon, barbieri, uffici degli sceriffi accostati a spazi sterminati e selvaggi.
  • Abbigliamento: cappelli a falde larghe, stivali e speroni, e protezioni di cuoio sui pantaloni (bianco-eroe, nero-antagonista).
  • Armi da fuoco: nonostante non fossero state ancora inventate, sono sempre presenti, rappresentando il mezzo tramite il quale viene risolta la narrazione. Non vi è quindi esattezza storica, e il western diviene un affresco surrealista di un'epoca, dove il cowboy simboleggia il cavaliere, e la morale legittima le azioni individuali.

Nei western bene e male si scontrano come universi distinti, e gli ostacoli che l’eroe incontra sono elementi che l’uomo buono deve superare per raggiungere il suo scopo. La storia assume connotazioni tragiche quando l’eroe deve combattere con il voler fare e il dover fare, ovvero deve decidere tra la legge e la coscienza individuale.

Il cowboy rappresenta il cavaliere, un personaggio chiuso in sé stesso che incarna la malinconia e la solitudine, un personaggio freddo e caratterizzato dalla rettitudine esteriore e interiore. L’eroe è il veicolo che la storia utilizza per motivare se stessa (J. Ford inquadra tutti i suoi eroi dal basso per renderne la componente mitologica).

La visione pionieristica, della frontiera vista come simbolo di sviluppo sociale e democratico è presente in quasi tutti i film. La legge e la civilizzazione devono essere portati dove manca. Gli indiani rappresentano l’uomo senza legge, e negli anni '30-'40 erano visti come un ostacolo alla conquista del territorio. Solo dopo gli anni '50 e soprattutto nei '60 con il movimento Hippy l’indiano diventa un personaggio positivo traducendo e allegorizzando nel western la dura realtà del Vietnam.

Negli anni '60 il western diviene sur-western, ovvero si vergogna di essere se stesso così si arricchisce di contenuti estranei sociologici, morali e politici. L’eroe non è più infallibile, è vecchio. "Sfida nell’altra Sierra" (Peckinpah 1962) è il punto di partenza del western crepuscolare: attenzione sui fuorilegge, tragica fine dell’eroe, il destino diventa derisione e il coraggio insicurezza. Riflette i dubbi e le incertezze dell’America tra il 1960-1970.

Caratteri linguistici

Uso raro di primo piano e piano americano, predilige la panoramica e il travelling che rendono partecipe lo spettatore dell’immensità dello spazio. Il western stabilisce una profonda relazione tra lo spazio ritagliato dall’obiettivo e la presenza del personaggio all’interno del quadro. Riprese con campo allargato nelle quali viene data l’idea di profondità e dove le linee di fuga si perdono all’infinito. Dagli anni '70 l’uso del teleobiettivo ribalta il principio delle inquadrature aperte e spaziose.

Attacco alla diligenza: carrellata supportata dal camera car.

Inseguimento: montaggio alternato (simultaneità).

Duello: permette la resa dei conti, caratterizzato dal campo-controcampo che permette l’interazione dei due protagonisti attraverso un ravvicinamento di piani contrapposti.

Alla fine degli anni '80 il western attraversa una fase di riproposta delle convenzioni di genere a livello nostalgico. Difatti più che western si realizzano film sul western con uno sguardo esterno di ammirazione. Negli anni '90, dopo il grande successo di "Balla coi lupi" (1990), il western ritorna prepotentemente pronto a ridiscutere i temi e i valori su cui si era sempre fondato. Lo sguardo al genere di questo decennio è cupo, usando temi e motivi di sempre per offrire una visione totalmente disincantata. "Gli spietati" (Clint Eastwood 1992) presenta continui riferimenti al passato che mostrano un contesto chiuso nel quale le figure tendono a disfarsi del passato scomodo che implica un senso di colpa da rimuovere.

In questo film la morte diventa una mancanza improvvisa che sottrae un uomo a chi gli sta vicino. Il film racconta il duplice effetto della violenza che diventa tragica e non necessaria. Acquista così un ruolo fondamentale il piano di reazione, ossia l’inquadratura che mostra l’effetto del dolore sul volto di un personaggio. Il film presenta il ribaltamento del lirismo western e la completa destrutturazione di qualsiasi forma epica a favore della volgarità quotidiana, spogliata di qualsiasi miti e restituita alla verità. Il mondo presentato è privo di eroi e la legge è arbitraria. L’azione è statica e non avanza se non per sfociare in uno scoppio di violenza nel finale. L’eroe si eclissa totalmente capendo che il passato non si può cancellare. In questo film viene mostrata la confusione dei valori del tempo, dove la legge viene sostituita con l’arbitrio personale.

Avventura

Il genere avventura è una macro categoria di generi che identifica un ampio spettro di conflitti e situazioni. Il modello del viaggio dell’eroe: in ogni storia si pone al protagonista un obiettivo, e per raggiungerlo dovrà abbandonare il proprio mondo ordinario e avventurarsi in un mondo straordinario che imparerà a conoscere grazie a mentori e alleati e che, superando prove e riti iniziatici, lo porterà gradualmente a una crescita personale. Il viaggio dell’eroe può essere affettivo o simbolico e le differenti forze archetipiche che intervengono lo rendono un vero e proprio percorso iniziatico, che porta l’eroe a un viaggio dentro se stesso alla ricerca di equilibrio e totalità. La prova centrale superata dall’eroe lo porterà a varcare le soglie della morte per poi rinascere purificato e trasformato ottenendo l’elisir (ovvero la crescita) simboleggiato da amore, oggetti magici o pozioni.

Intreccio

L’elemento centrale, una vera e propria corsa a ostacoli che il personaggio deve affrontare per raggiungere l’obiettivo.

Personaggio

Vero nucleo della vicenda narrata, che mostra come ostacoli e avvenimenti si riflettano sulla sua interiorità. È solo negli anni '20 che il genere avventura viene riconosciuto grazie a tre film di successo ("Il segno di Zorro", "I tre moschettieri", "Il ladro di Bagdad"). L’avvento del sonoro contribuì pesantemente, migliorando l’impatto dei film sul pubblico.

Personaggi

Sono protagonisti ideali quelli di avventura, rischio, viaggio e natura hanno fatto una professione: cercatori d’oro, piloti, militari, cacciatori, ecc. Il genere spesso trasfigura grandi opere letterarie avventurose. Volenti o nolenti, gli eroi non possono essere passivi ed è bene che siano anche fisicamente prestanti e dotati di un bagaglio di conoscenze e esperienze fuori dal comune. La posta in gioco sarà continuamente rilanciata fino ad uno scontro diretto dove verrà eliminata la premessa del conflitto (antagonista-ombra).

I valori che entrano in gioco sono romantici e cavallereschi (lealtà, amore, coraggio, cooperazione) e i conflitti sono elementari (vita-morte, bene-male). L’eroe è un personaggio vittima dell’ingiustizia che ristabilisce lo status quo.

Mondo straordinario

Ostacoli e complicazioni possono essere rappresentati da eventi, da volontà o da azioni di un antagonista, o semplicemente dal caso.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Semiologia del cinema - generi filmici Pag. 1 Semiologia del cinema - generi filmici Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Semiologia del cinema - generi filmici Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Semiologia del cinema - generi filmici Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiologia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Paini Luigi.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community