Dizionario forestale
Indice delle definizioni
- 1. Bosco
- 2. Massa ad ettaro (o consistenza o provvigione)
- 3. Numero di piante
- 4. Governo (forma di governo)
- a) Ceduo
- b) Fustaia
- 5. Struttura del bosco
- a) Monoplana
- b) Biplana
- c) Multiplana
- 6. Trattamento
- a) Tagli intercalari
- 1) Gli sfolli
- 2) Le ripuliture
- 3) I diradamenti
- b) Tagli di maturità
- 1) Il taglio raso
- 2) I tagli successivi
- 3) Il taglio colturale
- a) Tagli intercalari
- 7. Periodo di ritorno
- a) Turno
- b) Periodo di curazione
- 8. Fasi cronologiche della fustaia monoplana
- a) Novellato
- b) Spessina
- c) Perticaia
- d) Fustaia adulta
- e) Fustaia matura
- 9. Interventi colturali e tagli intercalari nelle giovani fustaie
- a) Rinfoltimento
- b) Ripulitura
- c) Sfoll
- d) Diradamento
- e) Taglio di preparazione
- 10. Tipi di diradamento
- a) Basso
- b) Selettivo o alto
- 11. Tagli di maturità o di rinnovazione nelle fustaie
- a) Taglio raso
- b) Tagli successivi
- 1) Taglio di sementazione
- 2) Taglio secondario
- 3) Taglio di sgombero
- c) Taglio di curazione o taglio a scelta colturale o taglio saltuario
- 12. Tagli di maturità applicati alle fustaie monoplane
- a) Tagli da eseguire in assenza di rinnovazione:
- 1) Taglio a buche
- 2) Taglio a strisce
- 3) Taglio marginale
- 4) Taglio di sementazione
- a. Uniformi
- b. Su piccole superfici
- b) Tagli da eseguire in presenza di rinnovazione diffusa sotto copertura:
- 1) Taglio secondario
- 2) Taglio di sgombero
- 3) Taglio a gruppi
- 4) Tagli successivi a gruppi
- 5) Taglio ad orlo
- 6) Tagli successivi ad orlo
- a) Tagli da eseguire in assenza di rinnovazione:
- 13. Tagli di maturità applicati alle fustaie multiplane
- Taglio di curazione o taglio a scelta colturale
- a) Uniforme
- b) Disforme
- c) Taglio a scelta o taglio saltuario
- d) Taglio a scelta commerciale
- Taglio di curazione o taglio a scelta colturale
- 14. Taglio fitosanitario
- 15. Nomenclatura relativa ai boschi cedui ed ai cedui in conversione
- Termini generali
- a) Pollone
- b) Allievo
- c) Matricina
- Tipi di ceduo
- a) Ceduo semplice
- b) Ceduo matricinato
- c) Ceduo composto
- d) Ceduo invecchiato
- Termini generali
- 16. Interventi di conversione dei boschi
- 17. Interventi di conversione dei boschi cedui in fustaia
- a) Conversione per invecchiamento
- b) Conversione per matricinatura intensiva
- 18. Trasformazione del bosco in altri tipi di coltura
- 19. Interventi di sostituzione di specie
- 20. Termini relativi alle utilizzazioni forestali
- a) Taglio
- b) Allestimento (sramatura, sezionatura e scortecciatura)
- c) Concentramento
- d) Esbosco
- 1) Per via terrestre
- 2) Per via aerea
- e) Sistemi combinati: processor, harvester, feller-buncher, forwarder
- 21. Unità di misura del legname
- a) Metro cubo (m3)
- b) Metro stero (mst)
- c) Tonnellata (t)
- 22. Massa volumica delle principali specie legnose
- 23. Potere calorifico del legno
- 24. Legna da ardere: legni duri e legni teneri
- 25. Sistema di tariffe di Algan
- 26. Calcolo del volume lordo di una pianta in piedi (formula di Denzin)
- 27. Unità di misura della superficie
- a) Ettaro (ha)
- b) Decara (daa)
- c) Ara (a)
- 28. Superficie ragguagliata
- 29. Pendenza
1. Bosco
Per la definizione di bosco, si deve fare riferimento all’articolo 3 della legge regionale 22/82 e successive modifiche ed integrazioni, che di seguito si riporta:
1. A tutti gli effetti di legge, si considerano bosco le formazioni vegetali, di origine naturale o artificiale, e i terreni su cui esse sorgono caratterizzati dalla presenza di vegetazione arborea, associata o meno a quella arbustiva, in cui la componente arborea esercita una copertura superiore al venti per cento. Per essere considerate bosco, le suddette formazioni vegetali e i terreni su cui esse sorgono devono avere superfici pari o superiore a 1.000 metri quadri e larghezza media minima pari o superiore a 10 metri, misurati dalla base esterna dei fusti.
2. I terreni su cui sorgono le formazioni descritte al comma 1, privi temporaneamente della vegetazione arborea per cause naturali, compreso l’incendio, o per intervento dell’uomo, sono considerati bosco.
3. La viabilità o i canali presenti all’interno delle formazioni vegetali così come definite ai commi 1 e 2 di larghezza pari o inferiori a 3 metri non costituiscono interruzione della superficie boscata.
4. A tutti gli effetti di legge, non si considerano bosco:
- a) Le formazioni vegetali e i terreni su cui esse sorgono, così come definiti nei commi 1 e 2, sia pubblici sia privati, che ricadono nelle zone omogenee A e B e nelle aree contigue alle zone omogenee medesime destinate dagli strumenti urbanistici vigenti a servizi e attrezzature collettive, salvo quelle ricadenti in aree oggetto di piano economico, anche se scaduto, realizzato ai sensi degli articoli 21 e 22 bis della presente legge e per gli effetti dell’articolo 130 e seguenti del regio decreto 3267/1923 (si tratta dei piani di gestione forestale, ora realizzati ai sensi del comma 24 dell’articolo 1 della legge regionale. 20/2000);
- b) I parchi cittadini, i giardini e le aree verdi attrezzate, sia pubblici che privati;
- c) Le colture di alberi di Natale di età media inferiore ad anni trenta;
- d) Gli impianti di specie a rapido accrescimento, gli arboreti da legno e gli altri impianti costituiti con altre specie arboree di turno, accertabile dal piano di coltura e conservazione regolarmente approvato, o in difetto, dalle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale vigenti, inferiore ad anni cinquanta, realizzati sui terreni precedentemente non boscati; la rinnovazione naturale, eventualmente insediatasi durante il periodo di vita dell’impianto, non determina il cambiamento di qualità da non bosco a bosco;
- e) I terreni abbandonati nei quali sia in atto un processo di colonizzazione naturale da parte di specie arboree da meno di dieci anni dal momento dell’accertamento;
- e bis) Le formazioni arboree cresciute negli alvei dei corsi d’acqua occupati da piene ricorrenti con tempi di ritorno di trenta anni, con esclusione delle golene, nonché sugli argini artificiali dei corsi d’acqua e sulle relative fasce di rispetto, lato alveo e lato campagna, per una larghezza non superiore a metri 4;
- f) I filari ed i viali di piante arboree e/o arbustive ed i frutteti;
- f bis) In deroga alla lettera e):
- 1. I prati abbandonati nel solo territorio montano della regione, così come definito dall’articolo 2 della legge regionale 29/1973, ancorché imboschiti da più di dieci anni, per i quali sia riconosciuta sulla base dei documenti catastali l’originaria coltura a prato, individuati nello strumento urbanistico comunale;
- 2. Le superfici non boscate, così come individuate dai piani di gestione forestale realizzati ai sensi degli articoli 21 e 21bis.
2. Massa ad ettaro (o consistenza o provvigione)
Rappresenta il capitale legnoso ragguagliato all'ettaro di un determinato bosco, costituito dal volume totale degli alberi in piedi il cui diametro, misurato a 1,30 metri da terra, superi i 17,5 centimetri.
3. Numero di piante (ad ettaro)
Si intende il numero di piante di normale vitalità presenti in un ettaro di superficie, aventi un diametro maggiore di 17,5 centimetri misurato a metri 1,30. Convenzionalmente si considera che corrisponda ad una pianta anche un numero di almeno cinque piante con diametro inferiore a 17,5 centimetri e di altezza superiore a 1,5 metri.
A titolo indicativo, si riportano le distanze medie tra le piante (in metri) alle quali corrispondono i valori di piante ad ettaro citati nel Capo IX del Regolamento, al fine di fornire un metodo speditivo per stimare in bosco il numero di piante presenti ad ettaro sulla base della distanza media tra le stesse:
| Numero piante per ettaro | Distanza media tra le piante (in metri) |
|---|---|
| 2000 | 2,2 m circa |
| 1000 | 3 m circa |
| 800 | 3,5 m circa |
| 500 | 4,5 m circa |
| 250 | 6 m circa |
| 200 | 7 m circa |
| 150 | 8 m circa |
| 120 | 9 m circa |
| 100 | 10 m circa |
| 80 | 11 m circa |
| 50 | 14 m circa |
| 30 | 18 m circa |
4. Governo (forma di governo)
Il sistema di rinnovazione del bosco individua il governo. Vengono riconosciute due fondamentali forme di governo:
- a) Ceduo: soprassuolo in cui oltre l’ottanta per cento dei soggetti sia di origine agamica (nati da ceppaia) e l’età media dei polloni, ovvero il numero di anni intercorsi dall’ultima utilizzazione ordinaria, non superi i trentacinque anni. Nella forma di governo a ceduo sono comprese anche le formazioni governate a ceduo composto.
- b) Fustaia: soprassuolo in cui oltre l’ottanta per cento della copertura sia costituita da soggetti chiaramente nati da seme. Nel governo a fustaia rientrano anche i boschi di neo-formazione, vale a dire quelli insediatisi spontaneamente su terreni abbandonati dalle attività dell’uomo (soprattutto agricole), quelli derivati attraverso impianto, e le fustaie transitorie, vale a dire quei cedui invecchiati, in cui l'età media dei polloni, ovvero il numero di anni intercorsi dall’ultima utilizzazione ordinaria, superi i trentacinque anni e quelli in cui sia già stato eseguito almeno un taglio d’avviamento alla fustaia (conversione).
Per utilizzazione ordinaria s'intende, in questo contesto, quella che ha interessato più del venticinque per cento della massa legnosa.
5. Struttura del bosco
Rappresenta il modo di presentarsi del bosco e di stratificarsi nello spazio aereo. Tre sono i tipi principali di struttura:
- a) Monoplana: soprassuolo in cui le chiome degli alberi si concentrano in un solo piano. È tipica delle faggete, delle peccete di media quota e, in generale, dei boschi puri.
- b) Biplana: si ha la presenza di due stadi arborei, ben diversificati, costituiti da specie diverse. È tipico delle formazioni forestali nelle quali si verifica un’alternanza delle specie (fustaie di abete rosso su soli acidi in alternanza o mescolanza con abete bianco e faggio).
- c) Multiplana: le chiome degli alberi si distribuiscono in più piani ad altezze diverse. È una struttura abbastanza frequente nei boschi misti montani (fustaie miste di abete rosso ed abete bianco, con o senza faggio) o in quelli d'alta montagna (peccete subalpine), dove si trovano vicini tra loro alberi di dimensione diversa (piante grosse, medie e piccole).
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Querce caducifogli, Selvicoltura speciale
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