Le querce caducifoglie italiane
"..... mi è lecito affermare che il genere Quercus rappresenta la perfetta negazione del concetto di specie ...... si tratta di un immenso caos...... " (Borzì, 1911)
Se nel 1911 un botanico siciliano scriveva queste parole, la questione non è migliorata con le nuove conoscenze, in quanto la maggior parte delle querce presenta una spiccata variabilità fra gli individui, che viene ulteriormente complicata dalla interfertilità che stabilisce un flusso genico non solo fra le specie ma anche all'interno di sciami di ibridi da loro derivati e fra gli ibridi e le relative specie parentali. I meccanismi di introgressione vengono quindi ad ampliare la gamma delle variabili fenotipiche intraspecifiche.
Tutto questo ha dato origine a centinaia di specie quercine, ma le revisioni tassonomiche più recenti tendono a ridurre il numero delle specie mettendo maggiormente in risalto i caratteri simili (attualmente siamo intorno a 300 - 350 specie). Naturalmente anche la sistematica delle querce europee è investita da queste problematiche che hanno determinato non poche difficoltà, ma, esclusivamente per le querce europee particolarmente seguita è la classificazione di Schwarz riportata in Flora Europea (1993). Per questo autore esse appartengono a 3 sottogeneri: Quercus, Cerris e Sclerophyllodrys.
Sistematiche del genere Quercus
Data la vastità e complessità dell'argomento, preferirei partire da alcune nozioni sistematiche del genere Quercus per poi concentrare l'attenzione esclusivamente sulle specie di maggior interesse.
Per avere un quadro generale, ecco il seguente schema:
Schema tassonomico delle querce
- Classe: Magnoliopsida
- Sottoclasse: Hamamelididea
- Ordine: Fagales
- Famiglia: Fagaceae
- Subfamiglia: Quercoideae
- Genere: Quercus
- Subgenere: Quercus, Cerris, Selerophyllodrys
- Specie: Q. robur, Q. cerris, Q. ilex, Q. petraea, Q. suber, Q. coccifera, Q. frainetto, Q. macrolepis, Q. pubescens, Q. trojana
All'ordine delle Fagales appartengono specie arboree o arbustive con foglie semplici e alterne, i cui fiori, unisessuali, hanno perianzio totalmente o completamente assente, ma sempre insignificante; il frutto è un achenio più o meno racchiuso in un involucro. Questo ordine comprende 4 famiglie, tra cui quella delle Fagaceae, caratterizzate dall'avere fiori non bratteati; frutti parzialmente o totalmente protetti da una cupola. Essa è rappresentata da 8 generi (tra cui Quercus), che vengono riuniti in 3 sottofamiglie, una è quella delle Quercoideae distinguibile dalle altre per avere i fiori maschili riuniti in amenti penduli e con ovario tricarpellare.
Nel genere Quercus, come prima accennavo, abbiamo per le specie italiane 3 sottogeneri, caratterizzati da:
- Subgen. Quercus: foglie decidue o semipersistenti; ghianda maturante nell'anno.
- Subgen. Cerris: foglie persistenti, semipersistenti o decidue; ghianda maturante di norma al 2° anno.
- Subgen. Sclerophyllodrys: foglie persistenti e a lamina spessa; ghianda maturante in 1 o 2 anni.
Dopo questa breve introduzione possiamo incominciare a parlare delle nostre querce. Vorrei precisare che per non creare confusione tratterò le singole specie separatamente e l'ordine con cui verranno trattate non ha niente a che vedere con una maggiore o minore importanza dell'una rispetto all'altra.
Quercus robur
La farnia è un albero di grosse dimensioni, alto sino a 30-35m. Il tronco è robusto e, soprattutto negli esemplari isolati, tende presto a ramificarsi in grosse branche. Le foglie sono caduche, ovato o ovato-oblunghe, strette alla base ma asimmetriche per l'ineguale sviluppo dei due piccoli lobi basali; sono più larghe nella parte superiore ed hanno 5-7 paia di lobi ampi e separati da seni arrotondati. Le dimensioni sono comprese tra (5) 10-12 (14) cm di lunghezza, il picciolo è brevissimo.
La fase giovanile della farnia è piuttosto lunga, si aggira intorno ai 60-70 anni in bosco, verso i 30 anni in piante isolate. Il peduncolo dell'infruttescenza matura costituisce uno degli elementi salienti di questa specie (suo sinonimo è Q. peduncolata) essendo lungo 5-9 (12) cm. La cupola è costituita da squame che sono ben saldate (solo l'apice è libero) e formano una superficie liscia, hanno forma rombica o triangolare, quelle più vicine al peduncolo sono molto più grandi. La ghianda è di dimensioni variabili (2-3,5 cm) ovato-oblunga, con il diametro massimo verso la metà.
La chioma genera una copertura poco intensa, ma si difende dai concorrenti col rapido sviluppo giovanile e col rapidissimo sviluppo dei polloni. Questa quercia è tra le specie europee del suo genere ad avere l'areale più vasto: dagli Urali alla Spagna settentrionale, dalle Isole Britanniche e dal sud della Scandinavia fino alla Calabria.
La farnia è un tipico albero delle pianure alluvionali, è molto esigente in luce e vuole suoli in cui la falda sia superficiale e continua visto che l'apparato radicale della pianta adulta, anche se è molto robusto ed espanso, rimane abbastanza superficiale. Inoltre, tollera molto bene anche lunghi periodi di sommersione. In Italia è presente in tutte le regioni (con l'eccezione delle isole), soprattutto nelle pianure alluvionali o lungo le valli umide; la maggior parte di questi ambienti è stata modificata dall'uomo e attualmente la farnia è in forte contrazione e si ritrova in maniera puntiforme lungo la penisola.
Quercus petraea
La/il rovere è un albero che può raggiungere 30-40m di altezza. Il tronco è robusto, diritto, cilindrico e lungamente indiviso; i rami principali sono molto nodosi e ascendenti, formano una chioma ampia, densa abbastanza regolare. Le foglie sono caduche, un poco coriacee allo stato adulto, intensamente verdi e glabre sulla pagina superiore, glabrescenti o più o meno pubescenti e glaucescenti su quella inferiore (in tutti i casi con ciuffi di peli rossastri all'ascella delle nervature), hanno forma oblungo-obovata con la massima larghezza verso la metà; sono cuneate o talora troncate-cordate alla base, con lobi (5-8) arrotondati, meno profondi e più regolari che nella farnia, mentre la lunghezza della foglia è simile; invece il picciolo è caratteristicamente lungo (1,5-3 cm). Il frutto maturante nell'anno è portato da un peduncolo pubescente quasi inesistente o brevissimo.
-
Selvicoltura speciale - Leccio e sughero
-
Selvicoltura speciale boschi della fascia basale e querceti
-
Selvicoltura speciale della fascia montana - ecologia del faggio
-
Selvicoltura speciale - Il dizionario forestale