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Cento anni di storia d'Italia dal 1848 al 1948 nella saga familiare dei Garibaldo.

Metafora della piazza e della statua. Il potere e la libertà. Vinti ma non vittime.

MICROSTORIA: riscatto dell'oblio e dell'impostura, tendenza di recuperare piccoli

Il consiglio d'Egitto

episodi storici. Sciascia scrive (1963), Morte dell'Inquisitore

(1967) e La strega e il capitano (1968). Il primo romanzo è caratterizzato da un

recupero di fatti meno noti, rimossi o dimenticati; aderenza ai documenti.

Letteratura “inquirente”: la ricerca della verità, penetra nella realtà. La storia

come impostura. Tematizzazione della inaffidabilità del “documento”. La storia

appartiene al potere. In questo romanzo Sciascia recupera una storia siciliana

accaduta nel 1783-1790. Vi è una discordanza cronologica, anacronismo storico

perché inserisce due fatti vicini ma non contemporanei. Il protagonista della

prima storia è un frate francescano che si chiama Giuseppe Vella, si guadagnava

da vivere leggendo i sogni con la smorfia napoletana. Un emiro arabo naufraga a

Palermo e per ringraziare dell'accoglienza ricevuta lascia un codice in arabo e il

vescovo per decifrarlo chiama il frate che concepisce l'idea di una truffa, afferma

che è un documento storico importantissimo sulla dominazione araba in Sicilia,

sembra che questo dà fondamento storico alle pretese di autonomia delle

famiglie nobiliari e aristocratiche dal potere centrale. Bisogna tener conto del

contesto storico del 1963 (tentativo di riforma del tessuto economico e sociale

del potere centrale che si scontra con quello locale). Il documento viene dunque

falsificato e viene chiamato il “consiglio di Sicilia”. La sua situazione cambia,

viene agevolato e riverito, si arricchisce ma vuole diventare abate. (Ruolo che

può essere conferito solo da Ferdinando II). Costruisce un documento falso

chiamato “il consiglio d'Egitto”, relativo alla dominazione normanna in cui

emerge il contrario; ovvero che le varie case nobiliari non erano altro che

feudatari del regno e non potevano vantare la loro autonomia. Tutto questo per i

propri interessi e privilegi. I nobili chiedono l'autenticazione del documento,

vengono da tutto il mondo per decifrarlo e la discussione diventa popolare. In un

primo momento risultò vero ma dopo venne scoperta la menzogna e fu arrestato

e imprigionato in prigione. (Conclusione della storia vera). Il finale nel romanzo di

Sciascia è diverso, Giuseppe si autodenuncia, non sono i nobili a richiedere

l'autenticazione. Si autodenuncia per una sorta di orgoglio, il desiderio di

manifestarsi più potere degli altri. Però questo è dovuto anche all'incontro con la

seconda storia; ripescaggio di un tentativo di ribellione contro l’autorità regale

fatto da un piccolo gruppo di nobili guidato da un avvocato Paolo Di Blasi. La

congiura viene scoperta e vengono arrestati e sottoposti al tribunale

dell’Inquisizione e condannati a morte. I nobili vengono fucilati a differenza dei

paesani che vengono impiccati. Un nobile che faceva parte della rivolta, essendo

cattolico si andò a confessare dal prete che spifferò tutto alle autorità. Vella e Di

Blasi si conoscono ad una festa, si stabilisce un’ideale di vicinanza poiché Di Blasi

capisce il gioco di Vella. Vella vive la condanna di Paolo e apprezza che non

tradisce gli amici. Si autodenuncia per partecipazione emotiva. Dimostrazione

dell'inutilità del documento in quanto non è garanzia di autenticità. Creare una

falsa verità e imporla, la storia è una grande impostura.

Demistificazione dell’idea di storia, contestando la storiografia (documenti

falsificati).

- Episodio centrale: enunciato del teorema. Momento costruzione del falso.

Il monaco si rende conto della scorrettezza ed espone i propri dubbi all’abate.

Lavoro storico: tutto un imbroglio. Opera retorica; più merito a inventarla.

La storia non è la storia degli umili (“delle foglie”), non ascolta le voci delle 12

persone comuni [=imbroglio del potere e sordo]. La storia stessa è un’impostura

Avvocato Paolo di Blasi: l’unico a intuire che l’operazione di Vella è un’operazione

di falsificazione. Episodio di impostura: 1. Metodi inquisizione (tortura), punto

polemico di Sciascia, che ha combattuto contro la pena di morte; 2. pratiche

documentate, effettive (documenti che descrivono queste pratiche),

sovrapposizione finzionale del narratore e cerca di entrare nei pensieri del

personaggio.

Ricerca delle ragion interiori: di Blasi si rende conto che ha basato tutto su una

visione di realtà inesistente (da letture illuministe). Questa finzione l’ha

trasmessa ad altri. Lui viene fucilato, mentre i non-nobili vengono impiccati.

Storia costruita in funzione di falsificazioni, imposture, disuguaglianze.

Camilleri: esempio di microstoria. Storie minime raccontate che rappresentano

anche il presente. Il sorriso dell’ignoto marinaio

Vincenzo Consolo: autore siciliano. Romanzo storico

(1976). Vicenda storica durante la conquista della Sicilia di Garibaldi. Scelta di un

(La Libertà

episodio: simile a un racconto di Verga -> episodio di Bronte,

sollevazione popolare, fondata sulle promesse di Garibaldi. Repressione

comandata da Bixio). Consolo racconta un episodio di Alcara Rifusi, una rivolta

contro i notabili del paese. Rivolta sanguinaria, repressa. Pretesto per raccontare

altro.

Protagonista: barone siciliano, una sorta di “Gattopardo”, con gli hobby di

collezionista d’arte e studioso di lumache. Vive in una dimensione estranea alla

realtà che lo circonda.

Il barone però si scontra con la storia; profondo cambiamento e shock: passa da

Alcara Rifusi due giorni dopo la rivolta. Spettacolo di morte. Si rende conto della

tragedia. Svolta fondamentale: interrogazione sulle ragioni. Scrive una lettera al

procuratore generale della Sicilia, in difesa dei rivoltosi. Lo fa perché si rende

conto che costoro non hanno possibilità di difendersi. Portare in giudizio la parola

di chi non ha voce.

Cambiamento del proprio modo di essere. Il barone utilizza i suoi beni e le sue

competenze per aprire una scuola (azione di alfabetizzazione). Promotore di

un’azione attiva.

- Ultimo capitolo: riproduzione delle scritture delle pareti del carcere. Frasi dei

rivoltosi rinchiusi nel carcere di Palermo.

La microstoria utilizzata per veicolare un’idea precisa.

Postmoderno post: epoca in cui non c’è nulla di veramente nuovo [essere

“postumi”]. Utilizzare materiali già esistenti. Perdita di fiducia negli strumenti di

comprensione della realtà. Si prende atto che a un pensiero globalizzante si

costruisce un pensiero debole.

Astoricità -> fondarsi sul presente. Il nome della rosa

Il romanzo astorico postmoderno: • U. Eco, (1980), storia come

fondale e romanzo multiplo.

Romanzo multiplo: 1. romanzo storico, 2. romanzo poliziesco. Impostazione di

carattere filosofico. Corposo numero di parti e capitoli, articolati in giornate,

scandite in ore liturgiche.

Cronotopo: abbazia nell’Italia del nord, il cui cuore è una biblioteca, nel ‘300.

Incontro tra i maggiori esponenti dell’ordine benedettino e di quello francescano,

13

per ragionare sulla questione del potere spirituale. Nei giorni precedenti, inizia

una serie di delitti, sette omicidi, realizzati in vario modo.

Il capo dell’abbazia chiama un frate, con la fame di essere un bravo investigatore,

Guglielmo da Baskerville (RIF. a Guglielmo da Lockman e Sherlock Holmes).

Personaggio non verosimile dal punto di vista storico, perché il suo modo di

ragionare/essere è moderno rispetto ai metodi investigatori di quel tempo.

Storia che costituisce lo sfondo su cui si svolge l’intreccio.

Storia ontologicamente accettata: ha una sua consistenza logica.

Bibliotecario: vecchio monaco, Jorge, quasi cieco.

Guglielmo non è solo, ma accompagnato da un giovane novizio, Adso. La storia

proviene dalla memoria di quest’ultimo (escamotage del manoscritto). -> - Il

primo capitolo ricalca l’intro dei promessi sposi.

Naturalmente un manoscritto.

- L’incipit è un capitolo introduttivo intitolato

topos

Intenzione parodica, come elemento finzionale. Dichiarazione che fin

dall’inizio scopre l’intenzione finzionale.

Manoscritto non originale: traduzione di una traduzione, opera “quasi nuova”.

L’operazione di traduzione non è mai coincidente con l’originale. Progressivo

allontanamento dall’originale.

Tutto questo non mette in discussione -> messa in luce parodistica del modello

come meccanismo di finzione.

Indagine, intreccio: al centro un libro, movente dei sette delitti, a cui Guglielmo

arriva gradatamente. Inizialmente vi sono dei depistaggi. Libro scomparso, della

Poetica di Aristotele, sul comico e sul riso. Libro considerato scandaloso, poiché il

comico è l’irriverenza contro il potere e quindi l’autorità religiosa. Libro

considerato blasfemo.

I monaci uccisi sono tutti venuti a contatto del libro.

Una notte, incursione nel cuore della biblioteca. Scontro con Jorge, accusato dei

delitti. Ragione: libro come pericoloso anticristo (difesa e sostegno

dell’autenticità della fede).

Guglielmo: portavoce di Eco. Mette in discussione il comportamento

fondamentalista di Jorge. Il vero male è in lui. Ogni fondamentalismo è opera del

diavolo.

- Conclusione: Jorge cerca di bruciare il libro. Guglielmo non vuole. La lampada si

rovescia e i libri prendono fuoco e vi è un incendio in tutto l’ambiente. Guglielmo

e Adso fuggono. Il fuoco distrugge la biblioteca e il suo contenuto.

- Salto temporale: Adso racconta di essere tornato lì. L’abbazia non c’è più. Trova

qua e là pezzi di libri brucati. Sapere andato disperso.

ekphrasis:

Le prime 100 pagine sono una vera e propria descrizione del portale

dell’abbazia, per entrare nel testo e formare un certo tipo di lettore [anni ’80 ->

letteratura che sposta l’attenzione dal testo; l’elemento importante diventa il

lettore]. Postille a Il nome della rosa,

Successo editoriale; dopo: spiegando al lettore.

Lettore multiplo (destinazione molteplice) -> lettore medio, lettore interessato

anche alle digressioni di carattere storico, lettore culturalmente allo stesso livello

di Eco, in grado di scoprire nel libro il gioco intertestuale.

Rivelazione degli snodi intellettuali di altri libri (citazioni, parodie, …).

Descrizione portale: “prova d’ingrasso”.

Eco scriverà una serie di romanzi storici, con il tema del complotto.

Numero 0: utilizzo della stampa e costruzione di notizie false. 14

La Chimera

1990: a 10 anni dal romanzo di Eco, di Vassalli.

Sostiene Pereira

1994: di Tabucchi.

Vassalli: conosciuto soprattutto all’estero. Candidato al Nobel.

La Chimera -> romanzo storico ambientato nel ‘600, nel Novarese, in Piemonte,

terra d’origine di Vassalli.

1590-1610: 20 anni di vita della protagonista, personaggio realmente esistito.

esposta,

Personaggio umile, giovane trovatella, una lasciata nel torno di una casa

di assistenza e accolta.

Vassalli segue la sua giovinezza fino al 1610, anno in cui le fu fatto un processo

inquisitorio per pratiche di stregoneria. Condanna a morte e rogo della giovane

Antonia Renata Giuditta Spagnolini.

La storia è un modo per raccontare quei 20 anni della storia del ‘600: zona di

provincia, periodo drammatico per Novara, che a causa della dominazione

spagnola perde molti abitanti. Dinamiche storicamente documentate.

Paratesto: premessa, congedo.

Premessa tipica del romanzo storico, introduzione di Vassalli, in cui spiega le sue

intenzioni. Il Nulla.

Congedo = sottotitolo premessa

Tutti i fatti raccontati si iscrivono in una dimensione nullificante. Inutilità e

inesistenza.

Narratore <-> autore. Vassalli si trova nel novarese e si rappresenta mentre

guarda la campagna circostante. Il luogo diventa fondamentale. Immagina un

insieme di vite e di destini che si possono essere mossi in quello spazio.

La chimera come simbolo dell’illusione.

Villaggio, Zardino, dov’era cresciuta la ragazza, oggi scomparso.

Tirando fuori la storia dal nulla. Storia sepolta nel paesaggio.

Narratore plenipotenziario.

La Chimera si può considerare l’antiepica manzoniana.

Racconto con una narrazione, ma fortemente documentato. Narratore molto

presente (giudizi, pensieri, …). Personaggi che appartengono alla storia

antropologica, dei costumi.

Riportare alla luce una storia dimenticata.

Il racconto è inserito in una cornice ben precisa. Prologo e congedo hanno lo

nulla.

stesso titolo. Spiegazione concetto del Recupero del silenzio passato nel

rumore della contemporaneità. I Promessi Sposi),

Il titolo dell’opera ha un significato, non è denotativo (come dà

la prospettiva in cui tutto si muove. La chimera è un’illusione.

Antonia è portatrice di una chimera, come anche il vescovo di Novara, Bascapé,

che cerca di riportare la religiosità su un “binario” evangelico.

- Conclusione: celebrazione del rito del rogo della strega. Grande folla. Vi è una

serie di passaggi. La folla partecipa con espressione di grande gioia, poiché si

sconfigge il male. Al momento del rogo, comincia a piovere (temporale estivo) e

la folla si disperde. I Promessi sposi,

Vi è un’analogia con il finale de in cui, al momento del perdono

di Renzo verso Don Rodrigo comincia a piovere, significato della purificazione.

Nell’opera di Vassalli, invece, la pioggia non ha alcun valore di tipo connotativo.

- Congedo: si pone nuovamente l’accento sul nulla. Scritto in corsivo, carattere

paratestuale. Non si sa che fine hanno fatto gli altri personaggi, poiché non si

conosce tutta la loro vita, si possono fare solo ipotesi. 15

Citazione di un poeta seicentesco, Luis de Góngora.

Il presente, in qualunque epoca è un presente rumoroso.

Alla fine: citazione diretta ma non identificata. Versi tratti da una poesia di

Ulisse.

Ferdinando Pessoa, dall’opera Riferimento al mito della fondazione della

città di Lisbona da parte di Ulisse. Creare qualcosa dal nulla.

L’opera di Vassalli è composta da 30 capitoli, ciascuno con un titolo molto breve.

Porre attenzione sulla parte relativa al processo di Antonia, che occupa una

grossa parte del racconto. Combinazione documenti/immaginazione del

comportamento di Antonia. Comportamento di sfida.

Rappresentare i vari stati sociali e attualizzare il passato.

- I risaroli: lavoratori impiegati nelle risaie, importanti a Novara. Condizioni

assimilabili a quelle della schiavitù. Dall’alba al tramonto, con un solo pasto al

giorno.

Vassalli lavora in un continuo atteggiamento di analisi critica. Egli parte da storie

individuali per raccontare il sempre dell’uomo.

Antonio Tabucchi e Luigi Malerba: allegorie del presente.

Malerba inizia a scrivere intorno agli anni ’60 (neoavanguardia). Volontà di

possedere un rapporto comunicativo con i lettori, attraverso una ricerca

Il fuoco greco,

sperimentale. Nel 1990 scrive un romanzo storico, con l’intenzione

di trasmettere un’immagine/allegoria del presente.

Periodo della nascita della seconda Repubblica in Italia.

Ambientazione del romanzo: epoca bizantina.

Il fuoco greco è un’arma micidiale; creare un fuoco inestinguibile, neanche con

l’acqua. Provocare l’incendio della nave avversaria. Formula chimica che

conoscono in pochissimi. Operai a cui è stata tagliata la lingua per non svelare la

formula.

Ricostruzione della vicenda dello scontro di potere per appropriarsi della formula

del fuoco greco. Lotta di potere interna.

Sostiene Pereira -> secondo romanzo di Tabucchi (1994). Romanzo ambientato in

Portogallo nel 1936-1937, durante la dittatura salazarista. Romanzo letto come

un’allegoria del presente e soprattutto come romanzo antiberlusconiano.

Evidente conflitto di interessi.

Romanzo che ha come tema la comunicazione e la censura. La dittatura

salazarista, infatti era molto attenta al problema dell’informazione. Depotenziare

ogni capacità di conoscenza.

Il protagonista è il giornalista Pereira, cronista di nera in passato e poi direttore

Lisboa.

della pagina letteraria del giornale Appassionato di letteratura francese,

non ben vista in quel periodo e crescono le pressioni su di lui e gli viene

consigliato di trattare la letteratura nazionale.

Pereira ha qualche problema fisico e ogni tanto si concede una settimana alle

terme, dove conoscerà il direttore, il dottor Cardoso, che svolgerà un ruolo

importante nella vicenda.

Inizialmente, Pereira non si rende conto di quello che sta succedendo, delle

pressioni della dittatura, a parte qualche piccolo indizio.

Cambiamento: incontro col rivoluzionario Monteiro Rossi, che viene assunto da

Pereira per la preparazione dei coccodrilli. Il protagonista vede che le biografie

scritte da Monteiro, come quella di d’Annunzio o di Marinetti, non sono

pubblicabili, a causa della forte componente critica.

Il contatto col mondo rivoluzionario porta Pereira a una messa in discussione di

sé. 16

Si confida con il dottor Cardoso, che gli esplica la teoria dei club delle anime

(dalla teoria pirandelliana).

- Finale drammatico: Monteiro fugge da una retata della polizia e si nasconde in

casa di Pereira. La portinaia fa la spia. La polizia arriva e interroga Monteiro che

viene ucciso dalle percosse. Pereira viene intimati di non dire nulla sull’accaduto.

La morte di Monteiro è stato un incidente di percorso, poiché non doveva essere

ucciso ma solo interrogato.

Pereira recupera la professione di giornalista di cronaca nera, raccontando

l’accaduto e denunciando il tutto. Articolo difficilmente pubblicabile, ma Pereira ci

riesce grazie all’aiuto del dottor Cardoso.

Fa le valigie e si appresta a partire per l’esilio.

Romanzo di formazione “al contrario”: il personaggio adulto di Pereira cambia la

sua coscienza, attraverso l’incontro con un personaggio giovane.

Allegoria del presente.

La scrittura tabucchiana è una scrittura innovativa. Volontà di demandare la

responsabilità del racconto al proprio personaggio. Come un resoconto trascritto

durante una testimonianza. Una Storia

Antonio Scurati: docente e narratore contemporaneo. Autore di

romantica (2007). Romanzo storico. Accentuazione del rapporto tra storia e

finzione; difficoltà a distinguere l’una dall’altra.

Racconto ambientato durante le cinque giornate di Milano del 1848. Sollevazione

popolare; piena epoca romantica.

Romantica perché vi è anche una storia d’amore, che si incrocia con un rapporto

d’amicizia. Triangolo amoroso: due amici e una ragazza. Tradimento dell’amicizia

quando uno dei due imbastisce una relazione con la promessa sposa dell’altro.

Ibridismo col romanzo rosa-erotico.

Storia costruita a posteriori da uno dei due personaggi. Trent’anni dopo le

giornate di Milano arriva un memoriale, da cui parte la rievocazione.

Cos’è invenzione? Cos’è storia? Alla fine del romano l’autore Scurati aggiunge

una parte paratestuale, dividendo in tabula gratulatoria (ringraziamenti. Si

denuncia il meccanismo citazionale di tutto il romanzo) e tabula mistificatoria,

dove suggerisce dove ha inventato.

Formula di metanarrazione fuori dal testo -> metanarrazione storiografica. 17

Calvino resta sempre fedele a sé stesso, pur cambiando il suo sistema di

ricerca narrativa.

Due tempi di produzione calviniana: Dall’immediato dopoguerra fino al 1963,

1.

anno di cambiamento; Dal 1963 all’85, morte dello scrittore.

2. Sentiero dei nidi di ragno.

La prima fase inizia con la pubblicazione nel ’47 del

La sua narrativa è caratterizzata o da un registro realistico (racconti “grigi”) o da

un registro fantastico (racconti “verdi”).

Il sentiero dei nidi di ragno -> rapporto strettissimo tra realtà e un impianto di

narrazione che recupera i caratteri del romanzo picaresco e di tipo fiabesco.

Fin dal titolo si capisce la componente fantastica.

Elementi tipici della fiaba come l’allontanamento da casa, l’uccisione della

“strega” (la sorella), ma soprattutto il superamento di una prova.

Per Calvino la fiaba è una struttura narrativa fondamentale, poiché nonostante gli

elementi fantastici, si possono comprendere gli aspetti del personaggio, il suo

carattere.

Calvino risente del clima culturale del periodo (neorealismo programmatico) ed è

ideologicamente vicino alle teorie di sinistra.

Dopo il primo romanzo, Calvino prova a crearne di nuovi ma rimangono tutti

(Il bianco veliero, I giovani del Po, La collana della regina – 1949-

incompiuti

1954). I Giovani del Po, Il

Durante il lavoro su nell’agosto del 1952, Calvino scrive

visconte dimezzato, racconto fantastico, considerato da lui come un

“romanzetto”. Lo fa leggere a Vittorini che ne rimane entusiasta e lo vuole

I Gettoni,

pubblicare ne ma Calvino inizialmente non vuole. Alla fine, cede e il

libro viene pubblicato.

Calvino continuerà la serie di racconti fantastici (la trilogia).

Nel frattempo non abbandona la scrittura realistica. Percorso parallelo, in cui

scrive:

La formica argentina:

• (1952) ambientato in Liguria. Esperienza di una famiglia

che fugge dalla città e va a vivere in campagna, ma la casa viene infestata da

formiche argentine. Lotta impari, che non si risolve. La natura si rivela maligna.

La speculazione edilizia:

• (1957) ambientato in Liguria. Tema della speculazione

edilizia degli anni ’50-’60. Grande impulso costruttivo che incide sul paesaggio

ligure. Il grigiore è il grigiore del cemento.

La nuvola di smog:

• (1958) ambientato a Torino. Grande spinta industriale degli

anni ’50. Elemento dell’inquinamento atmosferico, cittadino. Il grigio è quello

dello smog. Cronache degli anni

Questi tre libri vengono raggruppati in una raccolta intitolata

’50. La giornata di uno scrutatore

L’ultimo racconto della serie grigia è del 1963, che

fa da spartiacque tra la prima e la seconda fase.

L’entrata in guerra (1954) è l’unico vero testo autobiografico di Calvino. Tre

racconti relativi agli anni ’30, al tempo degli studi liceali. Episodi raccontati in

prima persona. L’opera fu accolta dalla critica in modo positivo, ma Calvino non

volle andare in quella direzione autobiografica.

LINEA “FANTASTICA”: non è un registro fantastico “todoroviano”. Racconti che

partono da immagini strane, assurde, inverosimili.

Inizialmente non c’è un’idea di trilogia, ma poi viene concretizzata nel 1960 con il

I Nostri Antenati.

titolo 18

Calvino scrive una lunga introduzione dove spiega gli elementi comuni ai tre libri.

Autoermeneutica (autointerpretazione) che lui da al lettore, che non viene mai

lasciato solo davanti ai testi. Calvino fornisce al lettore le chiavi per avvicinarsi ai

testi.

Antenati perché tutte e tre le opere sono ambientate nel passato, anche se in

epoche diverse. I protagonisti sono predecessori del presente, visconte-barone-

trilogia araldica).

cavaliere (detta anche L’antenato prefigura anche il presente.

Collegamento con problemi e tematiche attuali.

Il visconte dimezzato

• -> (1952) personaggio, Medardo, diviso in due da una

palla di cannone. Le due metà vivono e si muovono autonomamente nonostante

ciò. Una parte buona e una cattiva.

Innamoramento della stessa ragazza, Pamela, che si promette in sposa a

entrambi. Scontro tra i due, si feriscono e grazie alla riapertura della cicatrice si

riesce a riunire le due parti.

Il narratore è interno ed è il nipotino di Medardo, a volte coinvolto nelle vicende.

Il barone rampante

• -> (1957) l’inverosimiglianza nasce da come si costruisce il

fatto. Il piccolo barone Cosimo si rifiuta di assaggiare la minestra di lumache

cucinata dalla sorella, anche se il padre lo obbliga. Cosimo segue alla lettera il

detto “Mangia la minestra o salta dalla finestra” e quindi salta dalla finestra e

finisce su un albero, da cui non scenderà più (da qui l’inverosimiglianza).

La vita sull’albero non è una completa separatezza dalla terra, mantiene i contatti

con tutti, si costruisce una biblioteca e ha anche una relazione amorosa.

Il narratore è il fratello, che infatti non sa ogni cosa della vicenda, a parte ciò che

vede direttamente o ciò che gli viene raccontato. A un certo punto è proprio

Cosimo a raccontarsi.

Tramite il narratore interno, Calvino vuole rendere credibile ciò che credibile non

è.

L’opera ebbe un enorme successo, infatti Calvino visse di diritti d’autore.

Rielaborato come testo per la scuola, l’autore scrive una prefazione proprio per la

lettura per adolescenti.

Il Cavaliere inesistente -> (1959) l’assurdo riguarda il protagonista, Agilulfo.

L’unica cosa che lo fa esistere è la coscienza di sé.

Agilulfo fonda la sua identità su un’azione che lo ha fatto nominare cavaliere: il

salvataggio di una donna da uno stupro. Volontà di agire come paladino.

Condizione di vita particolare.

Agilulfo non dorme mai, se no perderebbe coscienza di sé. È poco amato. La sua

condizione lo rende estraneo alla corporeità.

Agilulfo viene affiancato da un personaggio “tutto corpo e niente coscienza”,

Curdulù (non è il suo vero nome).

La storia prende avvio da un momento di prova. Agilulfo è costretto a cercare la

prova della veridicità della sua azione, perché accusato di essere un bugiardo.

Inizialmente il narratore è esterno e onnisciente. Al quarto capitolo, si fa avanti

un personaggio che si dichiara essere il narratore, Suor Teodora, che racconta la

storia da un convento. Premessa (in realtà nota dell’autore), in cui si spiega il

senso del racconto.

I bisogno dell’armatura rappresenta il bisogno di avere qualcosa di concreto per

coprire qualche vuoto.

Salto tipografico: parla Suor Teodora, che non è contemporanea a quanto viene

detto. Suor Teodora si interroga su come raccontare la storia. Riflessione

metanarrativa. 19

- Alla fine: capitolo 12; manca la conclusione di Rambaldo e Bradamante.

Quest’ultima si rivela essere proprio Suor Teodora, che alla fine si innamora di

Rambaldo.

Il cavaliere inesistente Il visconte dimezzato

ha una particolare somiglianza con

per quanto riguarda il raddoppiamento delle figure dei personaggi, che sono solo

degli agenti all’interno del racconto. Personaggi che procedono a coppie

antitetiche (es. Agilulfo e Curdulù).

Curdulù si identifica di volta in volta con tutto ciò che lo circonda.

Torrismondo e Rambaldo rappresentano i due aspetti della gioventù. Rambaldo è

inoltre il personaggio più nobile del racconto.

Vi sono poi due personaggi femminili, ovvero Bradamante (guerriera, con alto

senso morale) e Sofronia (fanciulla salvata da Agilulfo).

Visconte,

Inoltre, come nel anche qui ci sono due gruppi in contrasto, cioè i

Curvaldi e i cavalieri del Graal. Questi ultimi hanno una vita di tipo contemplativo

e sfruttano i Curvaldi.

I Curvaldi si ribellano al dominio dei cavalieri, grazie all’aiuto di Torrismondo.

Agilulfo non riesce a risolvere il suo problema, non incontra Sofronia e non

stabilisce quindi la sua identità. Sparisce e resta solo la sua armatura vuota.

Questa verrà recuperata a Rambaldo che la riempirà e andrà in battaglia. Da

pulita e ordinata quale era, l’armatura si sporcherà e non conserverà più la sua

perfezione.

Il Calvino degli anni ’50 tratta soprattutto il rapporto tra l’intellettuale e la realtà

contemporanea. Ricordare la necessità dell’intellettuale di non astenersi, in una

contemporaneità ricca di contraddizioni.

La Sfida del labirinto -> saggio. L’intellettuale deve sfidare il labirinto (la

conoscenza) e cercare una via d’uscita, trovare una soluzione. Immagine

ottimistica: una via d’uscita c’è sempre.

I racconti di Calvino, sono racconti allegorici: indicano un altro significato rispetto

a quello della fabula in sé.

- Estratto episodio Curdulù: momento del “rancio”. Scena comica. Da “tutto

zuppa” a “tutto È zuppa”. Rambaldo non vuole essere travolto dal caos del

mondo. La visione dell’impassibilità di Agilulfo lo fa tornare in sé- l’unico modo di

capire che il mondo non è tutto “zuppa” è quello di porsi un compito ben preciso.

Immagine della zuppa che è tra le diverse metafore della molteplicità della realtà

Molteplicità).

(una della Lezioni Americane si intitola proprio

Il mare dell’oggettività (1959) -> conferenza di Calvino, trasformata in saggio.

Parte dalla critica alla neoavanguardia francese (L’école du regard). Analizza poi il

cambiamento del rapporto tra intellettuale e società nel periodo del consumismo.

Capacità di giudizio dell’individuo, sommersa dal mare dell’oggettività, dal flusso

ininterrotto delle cose. Alluvione imprevista di dati, oggetti, cose. Resta valida la

tensione tra individuo, storia e natura. Perdita dell’io, sommerso dalla molteplicità

degli oggetti.

Il cavaliere inesistente si innerva di profondi significati allegorici.

Calvino confeziona la trilogia nel ’60. Nella prima edizione lo scrittore rivoluzione

Il cavaliere,

l’ordine e mette per primo scelta coerente per il cronotopo.

Il visconte,

Nell’edizione successiva, Calvino torna all’antico e mette per primo

perché vuole sottolineare la condizione del contesto storico e politico in cui

ciascun racconto è nato. Elementi di carattere extratestuale. 20

Il visconte dimezzato -> non c’è l’intenzione di sottolineare la dicotomia bene vs.

male. Vi è, invece, il tema della dimidiazione (divisione), l’essere diviso in due e

l’aspirazione al ricongiungimento. Questa tematica si collega al modo di vedere

dei primi anni ’50 (contrapposizione dei due blocchi, guerra fredda), con il

culmine alla fine degli anni ’60, con la costruzione del muro di Berlino.

Il barone rampante -> momento di crisi politica, sofferta da Calvino come

intellettuale e come intellettuale attivo. Crisi del 1956: invasione dell’Ungheria da

parte dell’Unione Sovietica. Atto di forza che tende a eliminare l’autonomia. Il

Partito Comunista Italiano e il suo segretario, Togliatti, si allinea con l’azione della

Russia (in maniera acritica). Una parte del partito non condivide la linea di

Togliatti e Calvino esce dal partito, con sofferenza. Non più politica di tipo attivo

quella di Calvino, ma l’ideologia resta.

Il barone nasce su questa rottura e su questa revisione dell’idea di intellettuale.

Quella di Cosimo è una prova che lui stesso si impone. Egli è anche un

personaggio che si forma (autoformazione), tramite la cultura. Figura di

intellettuale che su un albero. Questo albero gli permette comunque di non

perdere il contatto con la terra e i suoi cari. Azioni di grande sostegno (visione

navi dei pirati e avverte la popolazione, che sarà pronta a respingere l’attacco).

“Intellettuale vedetta”, distante dal terrestre ma la sua è una distanza attiva,

positiva. Ha una visione completa delle cose. Necessità di conquistare una

distanza, che consente un atteggiamento critico, nella conquista di una posizione

di vedetta. La Speculazione edilizia.

Il ’57 è anche l’anno dell’opera Il protagonista, Quinto

Anfossi, di fronte ai cambiamenti, al contrario di Cosimo, pensa ad adeguarsi,

inserirsi nella dinamica, insieme al fratello. Truffato poi da uno pseudo-

costruttore.

Il cavaliere inesistente -> rappresenta l’esplosione della prima fase del

consumismo.

Calvino, nella nota introduttiva alla trilogia, ricostruisce la storia dei vari libri.

Spiega il filo che può legare i tre testi: riflessione in tre tappe su un gran tema

Il visconte

contemporaneo, ovvero l’identità, l’io. rappresenta l’immagine di un

uomo contemporaneo “dimidiato, mutilato, incompleto, nemico a sé stesso”.

Condizione definibile con la parola “alienazione”. “Nocciolo filosofico” ideale in

una struttura narrativa.

Commento su Medardo: personaggio di fondamentale ambiguità. Ha più vivacità

l’uomo spezzato. “Ottusa interezza”, perché fissata in un punto di vista unico.

L’esperienza dell’opposto fa capire meglio le cose.

Barone

Nel Cosimo è l’uomo completo.

Il cavaliere: l’uomo che non c’è. Lineamenti psicologici di un tipo umano, che

forma la propria identità sull’apparenza. L’uomo contemporaneo che è un

tutt’uno con i prodotti del consumismo; non fa attrito con il mondo. Uomo

artificiale che in certo senso funziona.

Negli anni ’50 avviene una riscoperta dei dialetti, il genere narrativo della cultura

popolare è soprattutto la fiaba.

La casa editrice Einaudi concepisce il progetto di una raccolta di fiabe popolari

italiane. Lavoro affidato a Calvino, che si rende conto che non si tratta di un

lavoro semplice e viene affiancato dal professor Cocchiara, antropologo.

Fiabe italiane

Nel ’56 esce la raccolta e Calvino appare in veste d’autore la

maggior parte delle fiabe sono in dialetto, quindi il problema è la traducibilità e la

21

fruibilità (operazione di restituzione di un materiale in dialetto; reinventare il

linguaggio). Calvino, inoltre, si trova di fronte a diverse versioni della stessa

fiaba, presente anche in zone geograficamente diverse; vi è quindi la necessità di

stabilire una selezione. Calvino, a suo giudizio, deve scegliere la variante che gli

sembra più adatta (operazione di scarto). Infine, le fiabe popolari sono

caratterizzate da una combinazione di un materiale che è molto simile, in cui le

unità di base sono sempre le stesse. Calvino si rende quindi conto che è

Morfologia della fiaba

importante avere delle basi e quindi studia il testo di Propp,

secondo il quale le fiabe sono tutte costruite su uno stesso modello.

Calvino scrive una lunga introduzione dove spiega i problemi che ha affrontato e

come li ha affrontati.

Il “Calvino degli anni ‘50” registra una crisi intellettuale. Non pubblicherà nulla

La giornata di uno scrutatore

fino al ’63, con -> libro diverso dagli altri. Racconto

(o romanzo breve) certamente pensoso e sofferto (Calvino ha impiegato dieci

anni a realizzarlo - dal ‘53 al ‘63), mostra tutti i sintomi di una crisi su diversi

fronti, uno dei quali è quello dell'impegno politico dell'autore. ’53 fu l’anno delle

elezioni politiche.

Il romanzo racconta la giornata che Amerigo Ormea, intellettuale comunista,

passa come scrutatore durante le elezioni del 1953 alla Piccola Casa della Divina

Provvidenza "Cottolengo" di Torino, un istituto religioso dove sono ricoverate

persone con problemi fisici e mentali. Essendo un istituto gestito da religiosi, la

tendenza politica è la democrazia cristiana. La vista di tutti gli infelici che abitano

quel mondo parallelo scuoterà profondamente la coscienza di Amerigo, mettendo

in crisi tutte le sue certezze e rendendolo, forse, alla fine della giornata, un uomo

diverso.

La giornata di uno scrutatore è per molti versi un libro autobiografico, in quanto

l'intellettuale Amerigo Ormea è chiaramente un alter ego dell'autore. È lo stesso

La giornata

Calvino, nella prefazione del libro, ad affermare che l'idea di scrivere

di uno scrutatore gli venne per la prima volta con le elezioni del 7 giugno 1953 (la

stessa data in cui è ambientato il romanzo), dopo aver passato alcuni minuti al

Cottolengo in qualità di candidato del Partito Comunista.

Aveva provato a scrivere subito, ma non ci era riuscito: era stato nell'istituto per

troppo poco tempo. L'occasione per ritornarvi, questa volta in veste di scrutatore,

si presentò con le elezioni amministrative del 1961.

Inoltre, il romanzo è ricco di parentesi; ogni argomento è interrotto da frasi

parentetiche in cui lo scrittore si sofferma.

Nel ’63 si hanno le prime avvisaglie di un nuovo modo di scrivere.

Pubblicazione di brevi racconti che lui definisce “cosmicomiche”.

Le Cosmicomiche è una raccolta di 12 racconti scritti da Italo Calvino tra il 1963 e

Il Caffè Il Giorno

il 1964, in origine pubblicati per la maggior parte sui periodici e

tra il 1964 e 1965, successivamente ripubblicati sotto forma di raccolta da

Einaudi nel 1965.

I racconti sono storie umoristiche e paradossali relative all'universo,

all'evoluzione a tempo e spazio. Ti con zero,

Nel ’71, Calvino pubblica un nuovo volume, intitolato che comprende

Le 12 cosmicomiche; Priscilla Ti con zero

tre sezioni: 1. 2. (divisa in tre parti); 3.

(quattro racconti).

Cosmicomiche è un neologismo creato proprio da Calvino per definire i racconti;

racconti che uniscono due elementi, quello cosmico (teorie di carattere 22


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze umanistiche per la comunicazione
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale.milella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bacchereti Elisabetta.

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