La scuola dei commentatori
Nasce con l'autorizzazione da parte di Papa Gregorio IX alla scuola di Orléans di poter insegnare diritto e di utilizzare il metodo del sillogismo. Quest'azione fu molto importante perché Onorio III, Papa precedente a Gregorio IX, aveva vietato lo studio del diritto in Francia. Con la scoperta degli Analitica Superiora di Aristotele, si comincia ad utilizzare il sillogismo. La scuola dei glossatori aveva già scoperto quest'opera ma essi utilizzavano il sillogismo dialettico. Questo dimostrava come arrivare ad una conclusione (inferenza), partendo da due premesse, una maggiore e una minore. Questo sillogismo però è limitato nella certezza, poiché le premesse possono essere probabili ma non certe.
Il sillogismo adottato dalla scuola dei commentatori è il sillogismo dimostrativo o apodittico. Utilizzando premesse certe, ovviamente anche la conclusione deve essere certa. I più importanti esponenti francesi erano Pierre de Belleperche e Jacques de Ravigny.
L'arrivo in Italia
La scuola dei commentatori entra in Italia grazie a Cino da Pistoia. Egli studia a Bologna come studente di Dino del Mugello e successivamente diventa maestro. Cino si trova a Bologna proprio mentre Pierre de Belleperche stava viaggiando in Italia con lo scopo di andare a Roma per avere l’indulgenza plenaria. In una delle sue tappe si ferma a Bologna per tenere qualche lezione e Cino vi assiste e, a seguito di una di queste lezioni, scrive la Lectura Super Codice (1312 - 1314), che è l'opera fondamentale della scuola dei commentatori. In quest'opera elenca tutti i passi che l'interprete del Corpus Iuris Civilis doveva compiere per analizzare l'opera attraverso il metodo del commento:
- Leggo i passi dell'opera che voglio analizzare;
- Scompongo il testo in tante parti logicamente collegate tra loro (divisio legis);
- Positio casum: pongo fattispecie esemplificative della legge che ho scomposto;
- Elenco tutte le obiezioni che si possono sollevare riguardo la legge che si sta analizzando;
- Individuo le questioni controverse che nascono dalla norma.
Tutti questi passaggi portano all'estrapolazione della ratio legis o ratio iuris, ossia il principio base della norma o della legge che potrà essere così applicato a fattispecie nuove. Non vi era quindi un'interpretazione esegetica del testo.
Bartolo da Sassoferrato
Bartolo da Sassoferrato studia a Perugia ed è allievo di Cino da Pistoia. Diventa maestro e si specializza a Bologna portando con sé il commento. Produce opere grandiose nonostante la sua breve vita (muore circa a quarant'anni). Scrive commentari sul Corpus Iuris Civilis, trattati (i più importanti sono quelli sulla tirannide e sull...)
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