Appunti del corso di scienze politiche (L-Z) del prof. Fasano
Capitolo uno: stato-nazione
Lo Stato viene concepito come polity, ossia come unità politica. Le polity sono una molteplicità di unità interdipendenti ma separate che differiscono tra loro e intrattengono relazioni (di amicizia o conflittualità) e hanno in comune degli aspetti fondamentali:
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Monopolio della violenza legittima
Singolo centro di potere ha il diritto esclusivo al controllo e all’utilizzo della violenza organizzata. Nel caso in cui all’interno di un singolo caso anche altri ne detenessero il potere, allora non si avrebbe più uno stato.
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Territorialità
Rappresenta la manifestazione fisica dell’identità dello stato, è garante della sua esistenza e continuità storica. Lo Stato deve essere in grado di mantenere ordine sul proprio territorio e difenderlo da eventuali attacchi esterni.
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Sovranità
Lo stato non riconosce potere superiore a sé stesso, fondando ed esercitando la propria sovranità all’interno del territorio. È giudice dei propri interessi e si assume le proprie responsabilità.
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Pluralità
L’ambiente politico moderno consiste in una pluralità di stati territorialmente distinti, i quali sono in principio tutti eguali.
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Relazione con la popolazione
Lo stato esercita potere sopra una popolazione, mediante politiche vincolanti, aspettandosi obbedienza. Ciò tende a creare una forma di ineguaglianza tra la minoranza che governa e la maggioranza che viene governata. Governati e governanti vanno a costituire la comunità politica.
A partire dal XIX e XX secolo il concetto di stato viene associato ad ulteriori caratteristiche:
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Ruolo della legge
La LEGGE assume un ruolo centrale nell’ordinamento statale, svolgendo una triplice funzione: reprimere comportamenti antisociali, ripartire le risorse materiali e fondare la polity e gestire le policy. Inizialmente la legge rappresentava l’espressione di dettami religiosi, i giudici trovavano la legge non la producevano (ruolo legale passivo). Successivamente fonte delle leggi divenne il diritto pubblico con la quale lo stato detiene il monopolio nella produzione legislativa ed è vincolato dalle leggi stesse.
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Organizzazione gerarchica
Le fonti giuridiche devono sottostare ad una gerarchia: costituzione, fonti primarie, fonti secondarie. La costituzione è superiore a qualsiasi altra fonte, le leggi inferiori non possono modificarne i principi altrimenti vengono considerate illegittime.
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Distinzione tra società civile e stato
Stato = insieme degli assetti e pratiche istituzionali che riguardano tutte e solamente gli aspetti politici di una società delimitata territorialmente.
Società civile = comprende le attività sociali non considerate di natura politica e che gli organi dello stato non promuovono ne controllano. Differenza tra stato e società civile venne evidenziata da due questioni: secolarizzazione e mercato.
Secolarizzazione
Con il passare degli anni lo stato perse interesse per il benessere spirituale dei suoi cittadini. In particolare, dopo la riforma protestante che fece collassare l’unità religiosa.
Mercato
Lo stato affida alle due principali istituzioni di diritto privato (contratto e proprietà) la disciplina legale delle attività riguardanti la produzione e distribuzione della ricchezza, che sono allocate tramite il mercato. Così governo, economia e religione sono differenziati e possono ciascuno di loro sviluppare la propria autonomia e razionalità.
Significato di sovranità:
- Interesse dello stato per la sicurezza pubblica > interesse dei privati
- Le attività pubbliche sono svolte all’interno delle norme pubbliche
Lo stato moderno è uno stato fiscale, è prerogativa dello stato finanziare le proprie attività estraendo risorse dal sistema economico della società mediante:
- Sistema di tassazione
- Sistema di debito pubblico
Con il progresso della modernizzazione, la distinzione fra stato e società è approfondita da processi di specializzazione che avvengono in entrambi gli ambiti e che portano ciascuna parte a svolgere un compito specifico e coordinato.
Formazione di una sfera pubblica
Comprende una serie di istituzioni e richiede ad alcuni organi di condurre le proprie attività in pubblico, esponendole a dibattiti e critiche. Costituisce il perno tra società civile e stato: in quanto il primo osserva mediante essa le attività e decisioni dello stato partecipandovi, mentre il secondo monitora le attività della società civile.
Durante il periodo liberale la partecipazione alla sfera pubblica era ristretta ad una minoranza della popolazione, così come l’elettorato che eleggeva tali attori politici era anch’essa ristretto, fondato su due principi:
- Voto di censo
- Voto di capacità
Partecipazione democratica
Con l’avvento della democrazia e dell’estensione dei diritti civili a tutti i membri della comunità politica, prima per gli uomini nel 1919 e poi anche per le donne nel 1945, si ebbe l’eliminazione delle barriere di partecipazione politica. La comunità politica acquisisce l’eguale capacità di poter influenzare e partecipare attivamente alla selezione delle decisioni politiche mediante la creazione di partiti politici e di elezioni periodiche, competitive e libere.
Riduzione delle fratture sociali
La partecipazione politica prevede una divisione orizzontale, in quanto le diverse visioni politiche evidenti nella contrapposizione dei partiti sono espressioni di fratture e distinzioni sociali, etniche e culturali. Il rischio maggiore al quale si potrebbe andare in contro è se queste divisioni si esprimessero e traducessero in una prospettiva verticalizzata. Per evitare tale rischio si è deciso di intraprendere due strategie:
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Cittadinanza
Come espressione dei diritti civili, politici e sociali
- Art. 3 Cost. “Tutti i cittadini sono uguali davanti alle legge”
- Art. 48 Cost. “Una testa, un voto.”
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Idea di nazione
Costruzione di un’identità sociale collettiva con lo scopo di cercare di creare un senso di solidarietà condiviso e il cui effettivo risultato è quello di formare un popolo che si identifica con il territorio dello stato e lo considera come suo primo possedimento.
Fasi dello sviluppo dello stato
Nel corso della storia abbiamo conosciuto tre grandi fasi dello sviluppo dello stato:
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Consolidamento del governo (XII-XVII secolo)
Numero sempre maggiore di centri politici estendono, mediante azioni diplomatiche e la guerra, il loro controllo su parti sempre più grandi d’Europa, ampliando le loro unità territoriali e diminuendo la pluralità di territori autonomi.
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Razionalizzazione del governo
Il consolidamento produce più grandi, più visibili e più stabili contenitori di potere statale. La razionalizzazione influenza il modo in cui quel potere è esercitato, che possiede tre aspetti:
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Centralizzazione
I governanti si avvalgono della cooperazione di detentori del potere subordinati ma privilegiati (es: podestà fascista). Per poter fare in modo che la cooperazione avvenga, i subordinati devono rinunciare ad alcuni privilegi in cambio della gestione autonoma di alcune risorse. Problema: il governante, oltre ad essere limitato sul piano di azione in quanto ogni potere subordinato mira ai propri interessi, non riesce neppure a gestire e controllare un territorio così ampio. Soluzione: sostituire i poteri subordinati con enti ed agenzie scelti da loro stessi.
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Gerarchia
La razionalizzazione varia le basi dell’esercizio del potere. Prima era formata da diritti e prerequisiti di individui privilegiati. Dopo: formata da diritti e obblighi degli individui nominati, le cui attività politiche e amministrative sono regolate da espliciti comandi dall’alto, generali e dal contenuto variabile. Per questo è necessaria una struttura gerarchica degli individui che svolgono attività politiche e amministrative. Gli uffici inferiori informano quelli superiori che prendono decisioni e le trasmettono a quelli inferiori per eseguirle. In questo assetto il diritto ricopre un ruolo significativo in quanto strutturato gerarchicamente. Può essere insegnato e appreso; centrale nel governo è il sapere legale. I funzionari vengono scelti mediante pubblico concorso e valutati sulla base delle loro conoscenze riguardo alla materia (e non più sulle preferenze individuali).
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Funzione
Il sistema è differenziato al suo interno per far sì che ognuno si specializzi in qualcosa. Di conseguenza è necessario possedere risorse materiali differenti. A giocare un ruolo centrale è il denaro acquisito mediante la tassazione.
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Centralizzazione
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Espansione del governo
Modifica la relazione che c’è tra stato e società. L'iniziale interesse era dal punto di vista della politica estera di difendere il proprio stato da eventuali attacchi, dal punto di vista della politica interna di mantenere ordine. Successivamente, a partire dal XIX e XX secolo, oltre a regolare e sanzionare, lo stato si occupa anche di intervenire e di gestire le attività sociali. Riguardo a questo radicale cambiamento di prospettiva si sono sviluppate quattro teorie:
- Lo stato vuole farsi carico di maggiori compiti, tra questi anche gli interessi sociali, che con l’espansione e la crescita è diventato inevitabile non affrontare.
- In nome della democrazia rappresentativa e della politica competitiva interessarsi a certe questioni di ordine sociali rende dal punto di vista delle attenzioni e dei voti popolari.
- Dicotomia stato-società: gli strati più svantaggiati della società favoriscono mediante il voto le linee politiche che stimolano l’intervento statale, dalla quale essi traggono beneficio.
- Espansione dello stato = consolidamento dei meccanismi di mercato che favoriscono gli interessi di aziende e datori di lavori.
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