Scienza politica
La scienza politica nasce dopo la II guerra mondiale, con lo scopo di applicare il metodo scientifico alla politica. È una scienza empirica che studia le relazioni tra i fatti sociali ricercando leggi generali.
Approcci
Gli approcci possono essere induttivi – istituzionalismo (macro) e comportamentismo (micro) oppure deduttivi – teoria sistemica (macro) e approccio economico (micro).
Comportamentismo
Il comportamentismo è applicato nel comportamento elettorale e nella partecipazione politica attraverso sondaggi per determinare le cause delle scelte degli elettori. La scuola Columbia raccoglieva dati ecologici relativi all'appartenenza sociale, mentre la scuola Michigan studiava l'identificazione partitica. I difetti del comportamentismo sono che studia solo il momento presente e trascura il ruolo delle istituzioni.
Teoria sistemica
La teoria sistemica definisce il sistema politico come un insieme di parti interdipendenti tra loro. Aiuta a capire lo stato moderno e le sue trasformazioni, poiché, avendo un proprio sistema di concetti uniforme, può essere applicato a diversi sistemi per fare confronti. Secondo la teoria sistemica, il mondo politico è un sistema aperto che effettua scambi in entrata ed in uscita.
Schema di Easton
Input o domande (in cambio si hanno sostegno politico simbolico (obbedienza) + sostegno politico materiale (tasse) --> sistema politico --> output = (politiche pubbliche) --> outcomes, ovvero esiti. Se gli esiti sono positivi si avranno meno domande e più sostegno, se negativi più domande e meno sostegno. Gli elementi sono la comunità politica, il regime politico e l'autorità. Definiamo sostegno come l'appoggio che l'elettorato dà al regime o ad altri attori politici: esso può essere diffuso (come il rispetto e la difesa della costituzione) oppure selettivo (come il sostegno diretto ai partiti). Il limite dello schema di Easton è che non spiega in che modo avvenga la trasformazione da input a output.
Teoria economica
Teorizzata nel 1957 da Anthony Downs, è un parallelismo tra politica ed economia secondo il quale tutto è basato su razionalità ed egoismo umani, la condizione d'analisi è che siano presenti le caratteristiche tipiche della democrazia (elezioni regolari, libertà civili ecc.). Secondo questa teoria, gli attori obbediscono a una logica di costi-benefici. Le competizioni elettorali possono essere centripete, se l'elettorato è focalizzato sul centrismo, quindi i partiti tenderanno ad assumere politiche moderate, oppure possono essere polarizzate, nel caso in cui le differenze tra dx e sx siano particolarmente nette; in questo caso si tenderà all'estremismo. L'elettore può spendere il suo voto secondo una logica di valore (voto chi mi piace, a prescindere), di strategia (voto il primo nemico del partito che mi piace meno per ostacolarlo) oppure di investimento (voto un partito che non ha possibilità di vincere, ma che un domani potrebbe fare la differenza).
Riguardo la persuasione, possiamo dire che essa avviene solo in mancanza di informazione completa, in misura inversamente proporzionale al grado di conoscenza dell'attore. La leadership si sviluppa in tre modalità:
- Partiti, leader --> elettori
- Gruppi di pressione --> governi
- Procacciatori di favori --> elettori
Teorema di Arrow
Fu volto a dimostrare l'impossibilità di perseguire l'interesse della collettività prendendo come base le preferenze individuali dei singoli membri. Arrivò alla conclusione che a parità di preferenze, la scelta dell'ordine nelle votazioni modificava il risultato della votazione finale.
Teoria dei giochi – Il dilemma dei prigionieri
Analizza le decisioni individuali di un soggetto in una situazione di conflitto, dove quelle decisioni possono influire sui risultati conseguibili da un altro soggetto. Questo teorema dimostra che in una situazione dove gli attori non cooperano, anzi sono in competizione, l'unica soluzione è arrivare a un equilibrio (equilibrio di Nash).
Neoistituzionalismo
Ci sono tre approcci:
- Sociologico basato sul costruttivismo (la realtà è un costrutto sociale). Secondo questo approccio, gli attori scelgono ciò che è per loro giusto, secondo un sistema quasi etico, non necessariamente utilitaristico.
- Storico-comparato, il quale considera il grado di istituzionalizzazione attraverso parametri di adattabilità, autonomia e coesione; tali parametri variano nel corso del tempo. Huntington definisce istituzione ogni "forma di comportamento stabile e ricorrente".
- Economico, che definisce le istituzioni come variabili sia dipendenti (le istituzioni nascono per risolvere un problema di coordinazione) sia indipendenti (le istituzioni sono la causa del processo politico e ne determinano l'andamento).
Il potere
Il potere politico è una sottospecie di potere sociale, una relazione tra uomini in una specifica sfera d'azione. Il potere può essere definito come attuale o potenziale.
Attuale: capacità di determinare una condotta altrui che viene messa in atto, i rapporti di potere prevedono innanzitutto la reciprocità.
Potenziale: possibilità di "potere attuale". L'azione politica è ricerca di potere potenziale, esso dipende da: detenzione delle risorse, propensione all'uso delle risorse, abilità nell'uso. Ogni rapporto di potere implica la conflittualità, che può:
- Non esserci perché il potere non è percepito (manipolazione)
- Non esserci perché il potere è percepito come legittimo (obbedienza)
- Essere traslata verso un attore che non detiene davvero il potere (lobbysmo)
- Sfociare in un conflitto aperto
Misurazione del potere
Le variabili sono la probabilità (quante chances ha il potere di funzionare?), il numero o campo (quante entità saranno influenzate?), il settore o sfera (in quanti e quali ambiti?), peso (quanto il potere fa cambiare idea a B?), efficacia (quanto è efficace?), costi (quali sacrifici mi comporta usare il potere?), forza (quanto subisce B se defeziona?).
Forme del potere weberiane
Forme di legittimazione del potere:
- Legale; fonte – la legge; (la legge stabilisce obbedienza).
- Tradizionale; fonte – la tradizione; (si obbedisce perché si è sempre obbedito).
- Carismatico; fonte – il "nuovo"; (l'obbedienza è suscitata dall'approvazione per una persona superiore).
Distribuzione del potere
Misurare il grado di dispersione del potere. Ci sono due scuole di pensiero, elitisti e pluralisti. Alcuni criteri sono quello posizionale (guarda chi occupa i posti di potere), quello reputazionale (interpella soggetti privilegiati per definire chi detiene il potere) e quello decisionale (ricostruisce le fasi dei processi decisionali per capire quale attore abbia avuto la meglio e detenga quindi più potere).