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Scienza delle finanze Appunti scolastici Premium

Appunti di scienze delle finanze basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Baldini dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà di economia, Corso di laurea in economia e finanza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Scienza delle finanze docente Prof. M. Baldini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Esercizio

=0,2

T su retribuzione lorda

i =0,1

T D

Imposta sul reddito:

( )

=0,3 −5000

T RC

N

Retribuzionelorda=30000

Calcolare cuneo fiscale e sua incidenza sul costo totale del lavoro.

0,2∗30000=6000

C.S. pagato da impresa:

30000+6000=36000

Costo totale lavoro: 0,1∗30000=3000

C.S. pagato dal dipendente:

30000−3000=27000

Reddito complessivo: 0,3∗(27000−5000)=6600

Imposta sul reddito:

27000−6600=20400

Reddito netto: 6000+3000+6600=15600

C.F. totale:

oppure 36000(costo lavoro)−20400( redditonetto del dipendente)

C.F . =0,433

Costo lavoro

Effetti distorsivi delle imposte

Le imposte riducono il benessere dei contribuenti non solo perché sottraggono reddito.

Perdita di benessere : gettito+eccesso di pressione

E . P . : quella parte di benessere dovutaall ’ imposta che non diventa gettito

Tutti smettono di comprare un bene tassato Gettito=0, ma c’è perdita di benessere.

C’è eccesso di pressione se imposta cambia i prezzi relativi, solo effetto reddito e sostituzione.

Misura cdi E.P. in un mercato di equilibrio parziale, elasticità offerta infinita, imposta indiretta

ad valorem T=tP.

* =P +tP =P (1+t)

P 1 0 0 0

1 ∗∆Q∗∆

E . P .= P

2

Elasticità domanda=

∆Q ∆Q

∗P ∗P

∆P Q Q P 1 2

∗∆ ∗tP ∗→ = ∗Q∗t ∗P

→ ∆Q=ε P→ ε → ε ε → E . P .= ε

D D D D D

Q P P Q 2

ε

E.P. è tanto più alto quanto maggiore è .

D

Bisogna tassare beni a domanda poco elastica per diminuire l’E.P. Questi spesso però sono di

prima necessità.

Trade-off tra efficienza ed equità;

E.P. aumenta più che proporzionalmente dell’aliquota.

Sarebbe conveniente per non far crescere l’E.P. tassare con aliquote basse molti beni e servizi

piuttosto che pochi beni e servizi con aliquote alte. E’ difficile avere molta progressività 

frode.

Domanda P=20-Q

Offerta P=5

Senza imposta 20-Q=5 P=5

 

IVA t=20%

=5∗1,2=6

P 1 =20−6=14

Q 1 1

/2∗∆

E . P .=1 Q∗∆ P= 2

−1

∆Q ∗P ∗5 −1

∆P 1

= = =

ε D Q 15 3

1 ∗1 ( )

2

2 1 1

∗ ∗5∗15=

E . P .= 3 5 2

Effetti distorsivi delle imprese e su offerta di lavoro

( w=salario

MAX U R , L) L:tempo libero R : reddito

Vincolo: R=W(H – L) H: tempo totale a disposizione H-L: numero ore lavoro

Con imposta proporzionale (Eff. Reddito e sostituzione)

( )( )

−L

R=w 1−t H )

Pendenza vincolo=−w(1∗−t con imposta proporzionale

=tW∗(H−L)

T

Con imposta fissa (Eff. Reddito, perché pendenza vincolo non cambia)

Pendenza=−w

=T

T ( )( )

−L

R=w 1−t H

L’imposta progressiva o proporzionale provoca un aumento o diminuzione di lavoro, se

E.R.>E.S. aumento di lavoro.

**

Qual è quella più distorsiva? è più distorsiva l’imposta che, a parità di sacrificio, produce un

gettito inferiore.

A parità di calo di benessere è più distorsiva l’imposta con gettito minore.

Chi paga le imposte?

- Incidenza legale;

- Traslazione;

- Incidenza effettiva;

Ipotesi:

- CBO (Congressional budget office/ ufficio di bilancio del congresso USA):

1. Imposte sul reddito delle persone fisiche: ricade sui contribuenti senza

traslazione;

2. Contributi sociali (payroll tax): ricadono tutti sui i dipendenti (offerta di lavoro

rigida);

3. Imposta sui profitti: 75% sui redditi da capitale e 25% sui prezzi;

4. Accise: 100% sui prezzi, TRASLAZIONE TOTALE sui prezzi al consumo.

Debito pubblico (somma disavanzi) è una grandezza di stock e non di flusso (disavanzo),

quindi misurata in un certo momento nel tempo e non in un intervallo di tempo.

B t =1,30 →130 % debito pubblico italiano PIL=1700 mld

Y t

1861-1890 spese unificazione e bassa crescita economica

1890-1910 politiche liberali prudenti e crescita

1910-1920 prima guerra mondiale

1920-1940 inflazione

1940-1945 seconda guerra mondiale

1945-1950 inflazione

1950-1970 forte crescita economica

1970-1990 forte riduzione della crescita e aumento della spesa pubblica e dei tassi di

interesse

1990-2010 calo tassi grazie all’Euro

2010-2016 crisi economica

PRINCIPALI CALI DEBITO/PIL

=B +

B D

−1

t t t = (1+n)

Pil nominale: y y

t t (

N=tasso crescita annuo del pil nominale pil reale piùinflazione)

B −1

t ∗y −1

t ∗y

B B D y D B

−1 −1

t t t t−1 t t−1 t ( )

= + = + = +a costante per ipotesi

Y D Y y Y ( )

y 1+ n

t t t t t t

B −1

t

= +a

B t 1+n

Modello di Domar ( )

=Y

Y 1+n → n costante

Pil nominale  +1

t t

=B +

B D

Debito pubblico  −1

t t t

D t =a>0 DISAVANZO

Y t ' iB sono interessi passivi sul debito

=G −T =G +iB −T

D  −1

t

−1

t t t t t t

i=tasso di interesse

' −T =DISAVANZO

G PRIMARIO , spesa pubblica ad eccezzione degliinteressi passivi

t t B t

Da cosa dipende la dinamica del rapporto ?

Y t D B B D

−1

t t t t

=a = +

- Ipotesi disavanzo complessivo costante come quota del PIL, ;

Y Y D Y

t t t t

B ∗1

b

(¿¿ −1)/ (1+

t y n)+ a −1

t

= +

b a tende ad un valore finito se

 

−1

t t 1+ n

=¿

b t

1 <1, cioè se n>0

1+ n /Y

(a> B n>0

0)

Anche se abbiamo un deficit , non esplode purché , però può

convergere ad un valore molto alto. [

n=tasso dicrescita nominale del pil , costante per ipotesi ]. =b =b

b

Per trovare la soluzione stazionaria di lungo periodo (n>0)  

t t−1

b b∗n a∗1+n

=a =a

b= b=

b(1+ n−1)/(1+n)=a

  

1+n 1+ n n

Esempio

A=2,5 %

N=1,7 %

b=0,025∗(1,017/0,017)=1,49149 %

A=2,1%

N=2,1 %

b=1,21cioè 121 %

A=2,5 %

N=4 %

b=65 %

A=3 %

N=5 %

b=63 %

Parametri del patto di stabilità e crescita (Maastricht) 3% deficit, debito 63%

b

- Come cambia in un anno?

t ∗−n

b

b+1

=b −b t−1

+

∆ b a−b +a

 

−1

t t t t−1

1+ n 1+n

Qual è il valore di a che non fa aumentare B/Y?

∗n

b −1

t

=0

∆ b se a=

t 1+n

Esempio

=1,32

b −1

t

n=2,1%

a=1,32∗( 0,021/1,021)=0,027(2,7 %) =0

∆ b

/Y

Se a>2,7 % B aumenterà 2,7 %

   t

/Y

Se a<2,7 % B diminuisce

Carlo Cottarelli FMI, Commissario spending review

Conseguenze di un alto rapporto B/Y?

Riduce la crescita di breve periodo perché impedisce politiche espansive o impone politiche

restrittive; riduce la crescita di lungo periodo, perché impone alta spesa per interessi passivi, e

riduce gli investimenti privati, perché aumentano le tasse e diminuisce la spesa pubblica,

quindi un azienda preferirà investire di meno o all’estero.

Lo Stato deve trovare chi compra i suoi titoli, quando aumenta l’offerta di titoli il prezzo cala e

aumenta il tasso di interesse, che fa scoraggiare gli investimenti.

Può produrre una crisi finanziaria, gli investitori smettono di comprare i titoli. Dopodiché lo

Stato è costretto a chiedere un finanziamento a BCE, FMI o Commissione Europea e a seguire il

piano di aggiustamento.

LEZIONE GOOGLE

Alta tassazione e alta occupazione nei paesi scandinavi:

- Bassa evasione fiscale, quota molto piccola di lavoro autonomo, ritenute alla fonte

operate da sostituti d’imposta per reddito lavoro dipendente e reddito da capitale; In

Danimarca i lavoratori autonomi evadono il 50%, mentre negli Stati Uniti è il 56%;

- Bassa elasticità del reddito dichiarato rispetto alla aliquota marginale d’imposta; 0,05-

0,15 nei paesi scandinavi mentre negli USA 0,4-0,5;

ε dipende da ampiezza della base imponibile e dalla

possibilitàdi elusione ;

- Alta spesa pubblica per fornire direttamente o finanziare beni/servizi complementari al

lavoro, come cura dei bambini e anziani, e trasporto pubblico; Queste politiche riducono

il costo di offerta del lavoro.

Paesi:

- Poche distorsioni fiscali e pochi sussidi a cura di bambini e anziani (come negli USA);

- Forti distorsioni fiscali e molti sussidi a cura di bambini e anziani (come i paesi

scandinavi).

Come incentivare il lavoro poco remunerato?

- Gli USA, aumentano il salario netto attraverso un sussidio, EITC (earned income tax

credit);

- I paesi scandinavi, servizi per famiglie in cui tutti gli adulti lavorano.

Imposte in Italia, 2017 stime

Imposte dirette: 249 MLD €, 14,6% PIL

Imposte indirette: 251 MLD €, 14,7% PIL

Totale imposte: 500 MLD €, 29,3% PRESSIONE TRIBUTARIA

Contributi sociali: 226 MLD €, 13,2% PIL

Totale: 728 MLD €, 42,6% PIL PRESSIONE FISCALE

Altre entrate: 77 MLD €, 4,5% PIL

Totale entrate: 805 MLD €, 47,1%

IRPEF 182 MLD € (2015) di cui:

- 166 MLD € Nazionale;

- 11,3 MLD € Addizionale regionale;

- 4,4 MLD € Addizionale comunale.

IVA 122 MLD €

IRES 36 MLD €

IRAP 28 MLD €

Oli minerali 26 MLD €

IMU+Tasi 25 MLD €

Imposte sostitutive reddite capitale 19 MLD €

Lotto, giochi e lotterie 11 MLD €

Redditi da lavoro IRPEF

Pensioni IRPEF

Reddito d’impresa:

- Società di persone: IRPEF, utile è attribuito ai soci in proporzione alla quota di

partecipazione anche se non distribuito;

- Società di capitali: IRES, su tutto l’utile, quello distribuito subisce poi una seconda

tassazione se percepito da persone fisiche (imposta sostitutiva). Redditi da attività

finanziarie percepiti da persone fisiche: imposte sostitutiva proporzionale, 26% e 12,5%

su titoli di stato.

Canoni di locazione su abitazione: se proprietario è persona fisica, può scegliere tra IRPEF e

cedolare secca proporzionale con aliquota 21% oppure 10% se il contratto è convenzionato.

IMU: tutti gli immobili ad eccezione della prima casa e terreni montani.

Imposta personale sul reddito:

- Quale base imponibile?

FONTI DI REDDITO Usi del reddito

1)Reddito da lavoro dipendente e autonomo 5)Consumo

2)Redditi da capitale (profitti, interessi) 6)Risparmio

3)Plusvalenze

4)Entrate straordinarie (vincite, eredità,

donazioni)

BASE IMPONIBILE, 3 alternative:

- 1+2=Reddito prodotto, somma dei redditi fattori produttivi (capitale e lavoro), chiamato

anche valore aggiunto, e trascura le plusvalenze e entrate occasionali;

- 1+2+3+4=Reddito entrata, tutte le entrate che permettono di consumare o aumentare

il valore del patrimonio, dal lato delle fonti è la somma del reddito prodotto, plusvalenze

CG A . E .

e qualunque altra entrata (vincite, donazioni e eredità) mentre dal lato

C ∆ W

degli è il consumo più variazione del patrimonio ;

- 5= Reddito consumato, imposta personale e progressiva sulla spesa totale in un certo

periodo, non si tassa il risparmio (proposta da Hobbes, Mill, Einaudi); con questo si

incentiva l’accumulazione di capitale; è “giusto” tassare una persona non per quanto

produce ma per quanto consuma, ma non c’è nessuna applicazione concreta. Il

consumo è il reddito meno i versamenti più i prelievi a/da conti di risparmio.

Per calcolare la base imponibile serve:

1. Dichiarazione redditi;

2. Dichiarazione flussi di risparmio (tramite intermediari finanziari).

CG

I si dovrebbero tassare alla maturazione e non solo quando vengono realizzati con la

vendita dell’attività.

1/1Compro azioni per € 100

31/12Valore 115 €

=15

∆ W € , maturato non realizzato =8

Se poi vendo≤azioni a108 € allora ∆ W € realizzato

∆ W

Di solito si tassano i realizzati:

- Per evitare problemi di liquidità;

- Difficile valutare il valore di mercato di molte attività.

IRPEF: nata nel 1974 sulla base dell’approccio “reddito entrata”, ma sin dal 1974 quasi tutti i

redditi da capitale sono esenti e tassati da imposte sostitutive. Non tassa plusvalenze di solito,

né le vincite e donazioni. Non tassa i contributi sociali obbligatori (risparmio obbligatorio).

IRPEF non riflette nessun modello teorico, è un misto, colpisce soprattutto redditi da lavoro e

pensioni.

Scelta unità impositiva la base imponibile è reddito individuale o reddito familiare? Se

imposta fosse proporzionale non c’è nessuna differenza. Il cumulo dei redditi produce un

aumento dell’incidenza dell’imposta sul reddito della famiglia se è progressiva.

Questo porta 2 conseguenze del cumulo in caso di imposta progressiva:

- Disincentiva i matrimoni;

- Disincentiva offerta di lavoro delle persone a reddito più basso

Esempio

0-20 20%

20-40 30%

>40 40% =20 =40

Y Y

2 coniugi: a b

Tassazione individuale:

( ) =0,2∗20=4

T Y a

( ) =0,2∗20+0,3∗20=10

T Y b

b

+Y

Y ¿

a ¿

¿

T

Tassazione familiare:

( )

+Y =0,2∗20+0,3∗20+0,4∗20=4 +6+8=18

T Y a b

=40 =20

Y Y

, A deve decidere se lavorare con oppure no.

b a

Tassazione individuale:

( ) =0,2∗20=4

T Y a

Tassazione familiare:

( ) =0,4∗20=8

T Y a

In Italia l’IRPEF è individuale come in UK, e Spagna. Negli Stati Uniti e in Francia è familiare.

Negli USA si adottano correttivi, SPLITTING, cioè sommare i redditi dei familiari, dividere la

somma per 2 e applicare aliquote e moltiplico il risultato per 2.

( )

Somma redditi

=2t

T

In formula  2

Esempio =20 =40

Y Y

2 coniugi: a b

Tassazione con splitting:

( )

602 =2∗t∗30=2∗( )

=2t =14

T 0,2∗20+0,3∗10

Tassazione senza splitting 18

 ( )

somma redditi

=q∗t∗

T

In Francia si usa il quoziente familiare  q

Q dipende da composizione famiglia:

- I componente 1

- II componente 1

- III componente 0,5

- IV componente 0,5

- V componente 1

- VI componente 1

Famiglia con 2 figli: q=3

Imposta sul reddito in Francia, 2 imposte:

- IRPP (1914) imposta progressiva, base imponibile familiare con il quoziente, gettito

69 MLD nel 2016, pagata dalla famiglia 1 volta all’anno;

- CSG (1990) base imponibile tutti i redditi, 7,5% proporzionale sul reddito individuale,

gettito 100MLD, pagata con ritenuta alla fonte.

IRPP risparmio massimo per ogni figlio è 1500 per primo figlio, 1500 per il secondo e 3000

per terzo e successivi.

( )

Y fam

=q∗t

T 1 q

( )

Y fam

=2∗ −3000

T per n . parti

2 2 T e T

Imposta da pagare è la maggiore tra .

1 2

Y

Aliquote a fam

0-9700 0%

9700-26971 14%

26971-71826 30%

71826-152108 41%

>152108 45%

Limiti degli scaglioni vengono moltiplicati ogni anno per 1+tasso inflazione, questo per evitare

il problema del fiscal drag.

Es.

2 adulti 3 figli quoziente=4

=Y =50000 =100000

Y → Y

1 2 fam

CSG=0,075∗100000=7500

0,7∗7500=5250 è deducibile dal reddito complessivo prima di dividerlo per il quoziente

Ogni adulto può dedurre il 10% del suo reddito:

0,1∗50000∗2=10000

Base imponibile:

100000−5250−10000 =21187

4

( )

0,14∗( ) =¿

IRPP=4∗ 21187−9700 6432 T1

Lo sconto max per i figli è 1500 per ciascuno dei primi 2, e 3000 per ogni successivo 6000

Quanto pagherebbe una coppia senza figli:

Base imponibile:

100000−5250−10000 =42375

2 ( )

( ) ( )

+0,3 =14136

Imposta=2∗ 0,14 26791−9700 42375−96791

T 2=14136−6000=8136

Ora tolgo il vantaggio fiscale massimo su 3 figli

T 2>T 1 bisogna pagare T 2

Reddito partner Incidenza su 25000€

20’000 13%

50’000 19%

10’000 33%

“Fattore famiglia” aumento detrazioni per figli (molto costoso)

Tassazione individuale penalizza le famiglie monoreddito

=30 =60

Y Y

A A

=30 =0

Y Y

B B

Famiglia B paga IRPEF maggiore perché 60 ricadono in parte su uno scaglione più alto.

In parte è giusto perché le monoreddito hanno meno spese di produzione del reddito. Se il

divario è eccessivo, allora c’è bisogno della detrazione per familiari a carico.

L’IRPEF tassa il reddito nominale, non quello reale e con progressività un aumento nominale del

reddito produce un aumento reale dell’imposta.

+

T aumenta più che pr oporzionalmente rispetto a Y

Es.

0-20000 10%

>20000 20%

=40000

Tempo 0,Y 0

=0,1∗20000+

T 0,2∗20000=6000

0 6000 =15

Aliquota media= %

40000 ( )

T :inflazione 10 % , =40000∗1,1=44000

Y COSTANTE∈TERMINI REALI

1 1

=0,1∗20000+

T 0,2∗24000=6800

1 6800 =15,45

Aliquota media= %

44000

Reddito netto T : 44000−6800=37200

1 37200−34000 =+9,4

Variazione % redditonetto= %

3400

Il reddito netto reale è aumentato meno dell’inflazione.

Possibili rimedi:

- Indicizzare all’inflazione i limiti degli scaglioni; es aumentare del 10% i limiti se

inflazione +10%;

- Deflaziono Y prima di applicare li scaglioni, poi moltiplico risultato per 1+infazione.

Reddito effettivo o normale:

- Reddito effettivo, percepito effettivamente in 1 anno, può essere di 2 tipi:

1. Di cassa (incassato);

2. Di competenza (maturato).

- Reddito normale è un reddito medio (es. rendite catastali, ammortamenti a quote

costanti): 1. Nel tempo;

2. Tra contribuenti che svolgono attività simili.

Reddito effettivo è una misura più precisa della capacità contributiva, ed è più coerente con il

concetto di reddito di entrata.

Reddito normale è più semplice da calcolare.

IRPEF imposta personale

Base imponibile = Reddito complessivo – deduzioni

Sono escluse dal R.C.:

- ANF;

- Borse di studio;

- P. invalidità civile;

- Assegno sociale;

- Quasi tutti i redditi delle attività finanziarie da persone fisiche;

- TFR;

6 categorie di reddito formano il reddito complessivo:

- Redditi fondiari:

a) Redditi dei terreni, rendita catastale

b) Reddito dei fabbricati

- abitazione principale, la rendita catastale fa parte del

reddito complessivo, ma è totalmente deducibile;

- altre abitazioni non locate, la rendita in R.C. solo se situate

nello stesso comune di residenza del contribuente, in RC la

metà della rendita aumentata a 1/3, quindi se rendita è

1000 ½(1000*1,3);

- abitazioni locate, due opzioni, in RC va il canone ridotto del

5% (contratti convenzionati, riduzione 33,5%), oppure

cedolare secca 21%, no evasione e 10% su contratti

convenzionati.

Redditi da capitale sono redditi d’impresa se percepiti da impresa, se da persone fisiche di

solito c’è la tassazione sostitutiva proporzionale.

Unica eccezione, dividendi su partecipazioni qualificate (>5% capitale sociale oppure >2%

diritti di voto in assemblea ordinaria nel caso di società quotate, nelle società non quotate

invece 25% e 20%) che vanno nel reddito complessivo per il 49,72% del loro valore.

Redditi da lavoro dipendente comprendono anche le pensioni è un reddito effettivo di cassa

al lordo delle spese di produzione

Datori di lavoro e INPS sono sostituti d’imposta (riduce l’evasione), cioè applicano una ritenuta

alla fonte dell’IRPEF dovuta che versano al fisco, con obbligo di rivalsa, di una somma che

corrisponde all’IRPEF dovuta se non ci fossero altri redditi diversi da quello dipendente; tiene

conto anche delle detrazioni da lavoro e per carichi familiari (se il dipendente lo comunica

all’ufficio).

Persona che possiede redditi da lavoro dipendente, casa e redditi di capitale non deve

presentare dichiarazione.

Assimilati a lavoro dipendente collaborazione, indennità di disoccupazione, cassa

integrazione guadagni, indennità di maternità…

Redditi da lavoro autonomo derivano dall’esercizio di arti e professioni, comprendono diritti

d’autore e brevetti è un reddito effettivo di cassa come lavoro dipendente, però al netto

delle spese di produzione:

Reddito=compensi percepiti−spese sostenute

Reddito complessivo comprende i contributi obbligatori pagati che sono completamente

deducibili.

Nel caso dei diritti d’autore il 25% è deducibile; se imprese e/o lavoratori autonomi che versano

compensi a lavoratori autonomi trattengono una ritenuta del 20% che versano allo Stato a

titolo d’acconto. I lavoratori autonomi devono in genere presentare la dichiarazione.

Reddito d’impresa: - imprese individuali e società di persone (SS, SNS, SAS) 

reddito attribuito ai soci in proporzione alle quote di

partecipazione agli utili; Base imponibile: UTILE di

competenza;

- società di capitali IRES

Componenti positive di reddito: - plusvalenze al realizzo (valore incassato – valore non ancora

ammortizzato, 49,72%);

- variazione rimanenze;

- eventuali dividendi;

- interessi attivi;

Componenti negative di reddito:

- costi;

- minusvalenze (deducibili 49,72%)

- interessi passivi;

- ammortamento reddito normale, calcolato in base a rate

costanti, definiti da tabelle ministeriali. Nel caso di

investimenti nel 2016 o 2017, c’è il super ammortamento

(aumento del 40% del valore ammortizzabile) e iper

ammortamento (aumento del 150% del valore

ammortizzabile solo per beni strumentali ad alta

tecnologia);

Redditi diversi comprende soprattutto plusvalenze; se percepite da persone fisiche allora va

in IRPEF solo le plusvalenze su partecipazioni qualificate per 49,72%, Plusvalenze su abitazioni

diverse da I casa, se realizzate entro 5 anni da acquisto.

Reddito lavoro dipendente premi di risultato non vanno nel reddito complessivo, aliquota

10%, redditi < 80000€, premio <3000€.

RC=30000€

Premio=3000€

3000€ tassati al 10% e non da IRPEF; e detrazione da lavoro dipendente più alta.

Reddito complessivo – deduzioni = Reddito imponibile scaglioni/aliquote imposta lorda –

 

detrazioni = imposta netta

Deduzioni: - contributi obbligatori autonomi;

- contributi volontari a fondi pensione, non > 5164€ annui;

- rendita catastale su I casa, tutta deducibile;

- spese mediche per i portatori di handicap;

- contributi obbligatori pagati per addetti a servizi alla

persona, massimo 1550€;

Aliquote marginali legale:

0-15000€ 23%

15-28000€ 27%

28-55000€ 38%

55-75000€ 41%

>75€ 43%

(+ addizionali comunali e regionali)

Detrazioni: - tipo di reddito, autonomo, pensioni e dipendenti; rapportate

al numero di mesi lavorati (non sono cumulabili):

se RC ≤8000 D=1880, se RC RC ≤ 28000

Da lavoro dipendente,  

902∗28000−RC 978∗55000−RC

D=978+ D=

, se 28001 ≤ RC ≤ 55000 ,

20000 27000

>55000

se RC D=0 . D decresce quando RC cresce aumenta progressività e aliquota

marginale effettiva.

Se IRPEF lorda < detrazione IRPFE NETTA=0.

 - carichi familiari;

- spese;

Utili di società di capitali percepiti da persone fisiche:

- partecipazione non qualificata, ritenuta alla fonte a titolo di

imposta 26%;

- partecipazione qualificata, nel reddito complessivo IRPEF va

il 49,72% dell’utile ricevuto (dal 2017, la quota tassabile

sale al 58,14%)

Esempio

Utile 100

IRES :0,275∗100=27,5 %

Utile distribuito=100−27,5=72,5 0,4972∗72,5=36,05

Partecipazione qualificata: il socio mette in base imponibile IRPEF,

0,43∗36,05=15,5

Se aliquota marginale IRPEF è 43% su 36,05, IRPEF è )=43

27,5( IRES)+15,5(IRPEF

in totale, su 100 di utile allo stato va

Dal 2017 aliquota IRES passa da 27,5% al 24%.

Utile 100

IRES=0,24∗100=24

Utile distribuito=100−24=76 0,5814∗76=44,2

Socio mette in reddito imponibile IRPEF

0,43∗44,2=19

IRPEF= ¿ 24+19=43

Imposta totale

Partecipazione non qualificata:

Utile=100

IRES=24

Dividendo=76 ¿ 26∗76=18,2

Ritenuta a titolo d’imposta

¿ 18,2+ 24=42,2

Imposta totale

BONUS 80€ al mese dal 2014 credito d’imposta per dipendenti

Spetta se IRPEF lorda > detrazione per lavoro dipendente cioè se RC(al netto delle rendita I

casa)>8145€. )/(2000)

Credito=960 8145< RC ≤ 24000 960∗(26000−RC

se , se

>26000

24000< RC ≤26000 RC

, 0 se .

Tra 0 e 15000 aliquota legale 23%

 902∗28000−RC

978+

1889 se RC ≤ 8000

Detrazione lavoro dipendente ,

 20000

tra80001 e 28000 ,

Fino a 15000, imposta netta:

902−28000 902

− ∗R)

TN=0,23∗R−(978+ 20000 20000

0,23∗R−( )

¿ =0,2751∗R−2240,8

2240,8−0,0451∗R

δTN =0,2751=aliquota marginale

δR

>0

TN se 0,2751 R> 2240,5

( )

2240,5 =8145

R> 0,2751

Un dipendente senza figli comincia a pagare IRPEF se R>8145.

Detrazione da lavoro non è rimborsabile, se IRPEF<D.

Ora considero il bonus, se RC<15000:

TN=0,2751∗R−2240,5−960=0,2751∗R−3200,5

<0

TN se RC<11635

Esempio Bonus 80€

Se il RC è tra 24000 e 26000

Imposta netta [ ] [ ]

902∗18000−RC 960∗26000−RC

0,23∗( )−

¿ −15000 − =¿

0,23∗15000+ RC 978+ 20000 2000

902 960

¿ + =0,27 +0,0451+0,48=0,7951→

0,27+ 79,51%

20000 2000

Detrazioni per familiari a carico

Un familiare è considerato a carico dal fisco se il suo RC è minore di 2840€.

Detrazione per coniuge a carico: 110∗RC

se RC<15000, detrazione=800−

- 15000

se 15000< RC< 40000 detrazione=690

- 690∗80000−RC

<

se 40000< RC 80000 detrazione=

- 40000

=0

se RC ≥80000 detrazione

-

Detrazione per figli a carico:

( )∗95000+15000∗( )−RC

d+ a n . figli−1 =¿

95000+15000∗( )

n . figli−1

d=950 per ogni figlio ≥3 anni

d=1220 per ogni figlio≤ 3 anni

a=200 per ogni figlio se n . figli>3

Esempio 1 figlio di 5 anni

d=950

a=0 950∗95000−RC

Detrazione= 95000

950 =−0,01→

Pendenza retta:− ogni euro∈ piùdi RC fa perdere 1cent di detrazione

95000

Esempio 2 figli 5 e 7 anni

2∗950∗110000−RC

Detrazione= 110000

Esempio 3 figli 5,7,8 anni

3∗950∗125000−RC

Detrazione= 125000

Esempio 4 figli 5,6,7,8 anni

4∗( )∗140000−RC

950+200

Detrazione= 140000

Esempio 1 figli di 2 anni e 1 di 5 anni

(950+1220)∗110000−RC

Detrazione= 110000

Le detrazioni per figli vanno ripartite al 50% tra i coniugi, oppure sono attribuite al coniuge con

reddito superiore. Se uno dei coniugi è a carico dell’altro, tutta la detrazione per figli spetta a

quest’ultimo.

Esempio 2 figli di 5 e 7 anni

=40000

RC A =20000

RC B 1 ∗950∗2∗110000−40000

2 =604

Detrazione per A= 110000

1 ∗950∗2∗110000−20000

Detrazione 2

per =777

B= 110000

Se ci sono almeno 4 figli, c’è una detrazione ulteriore di 1220€ fissa indipendente dal reddito,

sempre capiente.

Detrazioni per oneri (19% della spesa sostenuta) mancate entrate per lo Stato:

- Spese mediche generiche e specialistiche (franchigia di 129,11 €)

Esempio: se spesa medica = 300 euro, detrazione = 0.19x(300-129,11)=70

- Spese per mezzi e apparecchi per disabili

- Premi pagati per assicurazioni sulla vita, con limite di 530 euro (detr. Max. 100.7)

- Interessi passivi su mutui per acquisto abitazione principale, con limite di 4000 euro,

max detrazione = 0.19x4000=760

- Spese funebri, con limite di 1549.37 euro (sempre al 19%)

- Spese per iscrizione a scuole superiori ed università

- Canoni di affitto pagati per studenti universitari residenti ad almeno 100 km di distanza

dalla università, con limite di 2633 euro (sempre al 19%)

- Spese per asili nido, con limite di 19% di 632 euro per ogni figlio

<15000

RC detrazione=300

- Canno di affitto pagato se , 496 per contratti

convenzionati

- Spese per addetti assistenza persone non autosufficienti (se RC<40000), max

0,19*2100

- Spese per manutenzione straordinaria e ristrutturazione immobili, 50% spesa, max

96000€ da suddividere in 10 anni

- Donazioni a partiti politici

- 50% spese per interventi antisismici, max 96000€

- 65% donazioni per interventi a favore di beni culturali pubblici o enti culturali

- 50% donazioni a scuole pubbliche

Le ritenute alla fonte subite da reddito da lavoro, sono un acconto dell’IRPEF dovuta.

[IRPEF −DETRAZIONI ]−RITENUTE

LORDA ALLA FONTE=IMPOSTA DA VERSARE A SALDO

Se differenza è negativa posso chiedere il rimborso di quanto pagato in eccesso, oppure usare

il credito per compensare altre imposte.

Il rimborso si può ottenere se c’è sostituto d’imposta, nella busta paga di luglio o nella

pensione d’agosto.

Se non c’è il sostituto d’imposta c’è il rimborso delle agenzie delle entrate che richiede 2/3 anni

oppure uso il credito per il prossimo anno, o si compensano altre imposte.

3 casi di imposta negativa nell’IRPEF, le detrazioni non sono rimborsabili; se IRPEF

LORDA<DETRAZIONI allora IRPEF NETTA=0:

- Bonus 80€;

- Detrazione di 1200€ per famiglie con almeno 4 figli;

-

Si usa sempre di più l’IRPEF per fare redistribuzione ai redditi bassi.

Incapiente quando IRPEF LORDA < SOMMA DELLE DETRAZIONI.

Figlio a carico: <2840, nessun limite d’età.

Spese di ristrutturazione, detrazione=50% spesa, fino a 96000€ detrazione massima=48000

in 10 anni (4800 all’anno).

Esercizio

RC=50000(lavoro)+1000(rendita catastale)+2000(snc, utili tot*quota)+0,4972*2000(srl,

quota*utile distribuito)=53994

Reddito imponibile=53994-1000(rendita catastale)-2000(previdenza complementare)=50994

Imposta lorda=0,23*15000+0,27*13000+0,38*22994=15698

( )

978∗55000−52994 RC−renditacastastale =73

Detrazione lavoro dipendente= 27000

1 ∗110000−52994

( )

2 950+1220

Detrazione figli= 562

=¿

110000

Nel calcolo detrazioni da lavoro e familiari a carico il RC si intende al netto della rendita sulla

prima casa.

Altre detrazioni:

( ) =856

0,19∗ 500−129+632+500+3000

IPERF NETTA=15698-73-562-856=14207

6000 affitto 0,21*6000=1260

Coniuge:

RC=20000

Imposta lorda=0,23*15000+0,27*5000=4800

902∗28000−20000 =¿

978+

Detrazione lavoro dipendenti= 1338

20000

( )∗( )

950+ 1220 110000−20000

1 =887

Detrazione figli= 2 110000

IRPEF NETTA=4800-1338-887=2575-960=1615

1 ∗950+1220

902 2

Aliquota marginale effettiva= + =0,32

0,27+ 20000 110000

2575−960/20000

Aliquota media= =8,1%

Imposta sul reddito delle società (IRES) 24% dal 2017.

Base=Ricavi-Costi-Interessi passivi-Ammortamenti

Come si integra IRES con l’imposta personale?

3 possibili alternative

- Sistema classico, l’utile viene tassato 2 volte, prima volta con IRES, poi l’utile distribuito

è tassato sul socio da IRPEF o CEDOLARE SECCA;

- Integrazione parziale, imposta su tutto l’utile (IRES) poi al socio viene restituita l’IRES

pagata su utile distribuito con il credito d’imposta, l’utile distribuito è tassato solo da

IRPEF e quindi IRES si applica solo su utile non distribuito;

- Integrazione totale non c’è imposta sulle società. Utile imputato ai soci quindi l’IRPEF su

tutto l’utile anche se non viene distribuito come nelle società di persone; oppure IRPEF

si applica solo a parte di utile che è distribuito.

In Italia: si applica oggi il sistema classico utile delle società di capitali tassato dall’Ires in capo

alle società,poi se viene distribuito c’è un ulteriore tassazione.

UTILE LORDO-IRES=UTILE NETTO

Se distribuito ai soci, se società è di capitali, nella sua base imponibile va il 5% del dividendo.

Se distribuito ai soci, ed è persona fisica con partecipazione non qualificata, cedolare secca

26%.

Se distribuito ai soci, è persona fisica con partecipazione qualificata, il 49,72% del dividendo va

nella base imponibile IRPEF.

Effetti dell’imposta sull’utile sulle scelte dell’impresa, di finanziamento e investimento.

Come si finanzia un’impresa:

- Capitale proprio, cioè emette azioni o usa utili non distribuiti. Dividendi non possono

essere dedotti dalla base imponibile.

- Debito, paga interesse passivi che può dedurre dalla base. L’imposta sull’utile incentiva

a indebitarsi.

Se l’impresa si finanzia con capitale proprio l’imposta sugli utili disincentiva gli investimenti.

( )−wL−rK

=f

π K , L

Profitto r∗k=Interessi passivi K proprio

Se impresa si è indebitata . Se impresa si finanzia con ,

r∗k=remunerazione dei soci . dπ dF

= −r =0

max π=

Se non ci sono imposte: dK dK

=0

f

 k

* =( )

π 1−t)(F−wL−rK

Imposta sul profitto e finanziamento con debito:

dπ ( )

( ) ( )=r

−r =0 (1−t)

→ 1−t F F 1−t

K k

dK =r

F come nel caso senza imposte

 k

¿

K non cambia

*

Imposta sul profitto e finanziamento con capitale proprio:

=( ) ( )−rK

−wl

π 1−t f

dπ ( ) =r

→ 1−t f k

dK

*

L’imposta scoraggia l’investimento.

Imposta distorsiva: k

=R−C−iP

Base imponibile (int. passivi r* )

prestito

Imposta non distorsiva: k

=R−C−iP−ROC

Base imponibile (remunerazione ordinaria del capitale=r* )

proprio

ACE (introdotto nel 2012): Aiuto alla crescita economica (allowance for corporate equity).

Obiettivo: favorire la neutralità dell’imposta sulle scelte di finanziamento dell’impresa. Si può

dedurre dalla base imponibile il costo opportunità (remunerazione ordinaria) del finanziamento

con capitale proprio.

Ace=0.0475∗variazione capitale proprio successiva 0.0475 ∆ K

al 31/12/2010 = . Dal 2016

0,023∗∆ K

ACE, .

Base imponibile : R−C−iP− ACE interessi attivi+ 0,3∗ROL

Gli interessi passivi sono deducibili fino a dove

ROL=risultato operativo lordo , che è ).

ricavi−(costo del lavoro+ beni intermedi+ materie prime


PAGINE

35

PESO

13.63 MB

PUBBLICATO

2 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoorla97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Baldini Massimo.

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