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Lo Stato è un’unità politica autonoma che ha il potere di mercato, di imporre tasse, di

dichiarare guerra ed introdurre e applicare leggi.

Nei primi 2 milioni di anni l’uomo è vissuto in piccole comunità autonome.

Dal 5000 a.C. circa alcuni villaggi iniziarono ad espandersi ed aggregarsi. I primi stati nascono

attorno al 4000 a.C. e svolgono funzioni essenziali per la collettività.

I teorema economia del benessere se non ci sono fallimenti del mercato un equilibrio di CP è

Pareto efficiente.

I fallimenti però esistono:

- Beni pubblici, alcuni beni non sono prodotti in quantità adeguate. Sono beni che tutti

vogliono, ma alla cui produzioni non tutti trovano convenienza; viene finanziata

attraverso la spesa pubblica;

- Esternalità, alcune attività producono effetti su soggetti che non partecipano allo

scambio, come inquinamento e ricerca;

- Monopolio;

- Asimmetrie informative.

Se per la collettività l’equilibrio è efficiente ma non equo allora lo Stato è legittimato ad

intervenire cercando di aumentarla con la possibilità di ridurre l’efficienza.

Esempi:

- Forti imposte scoraggiano l’impegno lavorativo e incoraggiano evasione e il lavoro nero;

- Forti trasferimenti a favore dei poveri riducono l’offerta di lavoro delle persone a basso

salario;

- Alte imposte indirette sui beni di lusso ne riducono la domanda e l’occupazione delle

aziende che producono.

Ci può essere un trade-off tra equità ed efficienza. Esiste in parte:

- Sussidi alle famiglie povere consente ai figli di studiare, aumentando il capitale umano e

la crescita;

- Sussidi alle famiglie povere consente di avviare attività.

Lo Stato interviene attraverso:

- Regole;

- Imposte, tasse, contributi sociali;

- Spesa pubblica, trasferimenti monetari e di servizi e infrastrutture.

Effetti:

- Distibutivo, cambia il reddito tra le persone;

- Distorsivo, si modificano i prezzi dei beni/servizi;

La spesa pubblica si finanzia attraverso:

- Imposte, tasse, contributi sociali;

- Titoli di debito pubblico.

L’economia del benessere studia il benessere delle società ed è vista in due modi, efficienza ed

equità.

L’efficienza è quella secondo pareto, cioè è efficiente se non è possibile aumentare il benessere

di un aente senza diminuire quello di almeno 1 altro agente.

A B

=SMS

SMS

Efficienza nel consumo ;

 xy xy

x y

=SMS

SMS

Efficienza nella produzione  LK LK A =SMST

SMS

Efficienza complessiva nell’economia  xy xy

A B

=SMS

SMS

Utilità max  xy xy x y

=SMS

SMST

Se si vogliono minimizzare i costi  LK LK

Secondo la teoria della mano invisibile di Adam Smith il mercato porta all’efficienza e al

il criterio in base

massimo benessere collettivo. Esistono tante funzioni di benessere sociale (

al quale è possibile ordinare tutti i possibili stati sociali) :

- Utilitarismo, fondata da J. Bentham, dove il benessere sociale è la somma delle utilità

+U

U

dei membri della società W=

 1 2

- FBS di Rawls, il benessere sociale è uguale al benessere di chi sta peggio 

=Min(U +U )

W . Principi:

1 2

1. Di libertà, ognuno ha diritto alla massima libertà possibile compatibile con quella

degli altri;

2. Di differenza, le diseguaglianze sociali vanno organizzate in modo da

massimizzare il benessere dei membri meno avvantaggiati.

Per ogni FBS, è possibile definire una mappa di curve di indifferenza sociali, cioè di insiemi di

allocazioni di utilità individuali che producono lo stesso livello di benessere sociale.

L’FBS permette di scegliere tra i punti sulla frontiere quello più equo che rende max il

benessere sociale tangenza tra frontiera utilità e curva di indifferenza più alta

raggiungibile.

II teorema dell’economia del benessere afferma che:

- Ogni allocazione efficiente può essere raggiunta con un equilibrio concorrenziale se si

modificano le allocazioni iniziali con imposte o trasferimenti in somma fissa (LUMP SUM)

che non cambiano i prezzi relativi.

Esempi:

- Imposte uguali per tutti;

- Imposte associate a caratteristiche non modificabili.

Se valgono entrambi i teoremi fondamentali dell’Economia del Benessere non c’è conflitto tra

efficienza ed equità.

La concorrenza genera una situazione di First Best (ottimo paretiano).

Utilizzando imposte/trasferimenti lump-sum si realizza la distribuzione desiderata del

benessere tra gli individui ma nella realtà non esiste un in sistema in grado di attuarlo perché:

- richiede informazioni troppo elevate (come si misura l’IQ o la capacità di lavorare?);

- un’imposta in somma fissa sarebbe iniqua.

Se l’esito del mercato concorrenziale, pur essendo un ottimo Paretiano, è socialmente

inaccettabile dal punto di vista dell’equità, tentativi di correggere la distribuzione producono

inefficienze Soluzioni di Second best C’è TRADE – OFF tra efficienza ed equità.

R. Musgrave descrisse i 3 compiti dello Stato:

- Allocazione, lo Stato cerca di aumentare l’efficienza del sistema economico

contrastando i fallimenti del mercato, con regolamentazioni, imposte e trasferimenti;

- Redistribuzione, realizzare una equa distribuzione delle risorse;

- Stabilizzazione, regolare il livello delle attività (occupazione, inflazione).

L’economia neoclassica si basa sull’individualismo metodologico, cioè ogni individuo è il miglior

giudice di se stesso. A volte lo Stato dispone, obbliga o divieta la propria preferenza a quella

dei cittadini, contro anche la volontà.

Bene pubblico ogni unità è consumata da tutti quindi la curva di domanda aggregata è la

somma verticale delle curve di domanda individuali.

La curva di domanda aggregata per un bene privato si ottiene sommando orizzontalmente le

curve di domanda di ciascun individuo.

Se ognuno dichiara la propria disponibilità a pagare si ottiene un equilibrio efficiente, dove

ognuno paga un prezzo diverso, tanto maggiore quanto maggiore è il proprio beneficio

marginale.

Se c’è la tentazione a sotto dichiarare la disponibilità a pagare free riding, comportamento

opportunistico per cui cerco di non pagare, il quale è finanziato dagli altri.

Diminuisce così la quantità prodotta sotto il livello efficiente e questo porta al fallimento del

mercato. Se il bene fosse escludibile, non vi sarebbe il problema del free riding.

La causa è la non escludibilità del bene pubblico. Se il bene fosse escludibile, non vi sarebbe il

problema del free riding.

Fallimento come risultato di un gioco non cooperativo es. se il bene è prodotto ognuno ha un

vantaggio di 10, e chi dice che desidera il bene paga 5.

A contribuisce, gli altri contribuiscono 

10−5=5

A contribuisce, gli altri non contribuiscono 

0−5=−5

A non contribuisce, gli altri contribuiscono 

10−0=10

A non contribuisce, gli altri non contribuiscono 

0−0=0

Strategia dominante

2 persone A,B; se entrambi pagano 5, il B si

produce. Se 1 solo (-5) o nessuno paga (0), il B

non si produce. Utilità del bene è 10.

2 Equilibri di Nash.

Esercizio 1 3

=5− =10−Q

P P P=15− C ’=1+2 Q

2 consumatori A, B. .

A B

2Q 2 Q

3 3

=1+ ∗4

15− 2Q P=15−

Equilibrio P=C ’ Q=4 P=9 .

   

2 Q 2

/2∗4=3

5−1

Il prezzo pagato da A è .

 10−4=6

Il prezzo pagato da B è .

Se il soggetto A dichiara che il bene non gli interessa come cambia il suo benessere?

Surplus=1/2∗(5−3)/4=4

- A dice la verità ;

=0

P /2=7/2

10−Q=1+2Q Q=3 5−3

- A dice ,

  

A /2)∗3=10,25

Surplus=½∗(5+7

Ad A conviene il free riding. =0

P

Meno benessere sociale se A dichiara .

A

Si genera una esternalità se il benessere di un soggetto è direttamente influenzato dalla

decisione di un altro e tale effetto non è valutato; non esiste un mercato per questo effetto.

Esternalità negativa inquinamento.

Esternalità positiva ricerca e sviluppo di un’impresa ne beneficiano anche altri.

 

Tipo esternalità:

- Produttore a produttore;

- Produttore a consumatore;

- Consumatore a consumatore;

- Consumatore a produttore.

La presenza di un’esternalità negativa può essere causa di fallimento del mercato:

Esercizio L’impresa A inquina l’impresa B, che

subisce l'inquinamento. ,

(Q )

Costo totale di A :C A A . .

(Q ) >0

Costo totale di B : C CB/QA

B B

C ’ A=C ’ Interno '

=C

P

Max profitto A  A A

¿ '

( =B )

Q è efficiente? P A Sociale

' '

=C

B

E’ efficiente perché .

Sociale Sociale

Triangolo KBG Perdità benessere sociale da esternalità .

(Qa)+T∗Qa

Costo totale A :C Costo marginale di A :C ’ a+ T

Possibili rimedi:

- Regolamentazione;

- Imposta pigouviana (A. Pigou, 1920, chi inquina paga), imposta fissa per ogni unità di

prodotto, uguale al costo marginale esterno valutato nel punto efficiente (es. 1€ per

ogni quintale di prodotto).

In entrambi i casi, si verifica una riduzione dell’esternalità. E’ una soluzione costosa, difficile da

controllare e si impone a tutti i soggetti lo stesso comportamento.

Costo totale A:C(Qa)+T*Qa (traslare verso l’altro rispetto a

Costo marginale di A :C ’ a+ T

C’a) 

Profitto di A:

( ) ( )

' ' ' Eff ' Eff

=Pa−C =C =C

π a−t=0 → Pa=C a+T , se T Est Q → P a+C ' Est Q

a a a a

Anche i beni che producono E. positive sono causa di fallimento del mercato, perché il mercato

ne produce una quantità troppo bassa.

Esempio PP

A inquina B (B )

Pa=20 fisso ’ Soc

C ’ a=2+2 Qa

C ’ Est=Qa 0

Pa=C ’ a 20=2+2 Qa =9

Q

1) Calcola max profitto    a eff

Qa Pa=C ’ a+C ’ Est 20=2+2 Qa+Qa =6

Q

2) Calcola efficiente    a

3) Calcola imposta pigouviana che conduce all’allocazione efficiente, sapendo che per

Pa=C ’ a+T

massimizzare il profitto ora l’impresa segue la regola , dove T è uguale

Qa=6 20=20+ 2∗6+ T 20−14=T

all’imposta pigouviana, quindi   

=6

T Qa=9

4) Calcola perdita benessere sociale provocata dalla esternalità. Se 

C ’ Sociale(C ’ a+C ’ Est)=2+3∗9=29 .

(Area )=1/2(9−6)(29−20)=13,5

Perdita benessere sociale

Qa C ’ a=C ’ a+C ’ Est

5) Come cambia se le 2 imprese si fondono? Ora 

20=2+3 Qa Qa=6

Teorema di R. Coase

Se sono attribuiti alle parti tutti i diritti di proprietà le parti con lo scambio raggiungono

l’allocazione efficiente.

Caso 1:

Se A ha il diritto a inquinare.

Qa è solo il punto di partenza. B offre ad A un compenso per indurlo a ridurre la produzione;

eff

Q

fino a , a B conviene pagare, perché il vantaggio per B, pari alla riduzione del C’Est, è

a

superiore alla perdita per A, pari alla differenza tra Pa e C’a. B può quindi compensare A per la

eff

Q

riduzione di Q, e guadagnarci comunque. A sinistra di non conviene andare, perché A

a

chiederebbe un rimborso maggiore della riduzione del C’a per B.

Caso 2:

B ha il diritto di non essere inquinato, punto di partenza Qa=0

Ad A conviene offrire a B un compenso, inducendolo ad accettare un po’ di inquinamento,

perché il profitto marginale che A ottiene per ogni unità di Q in più (differenza tra Pa e C’a) è

eff

Q

superiore al C’Est e quindi sufficiente a ripagare quest’ultimo. Oltre ad A non conviene

a

andare, perché B pretenderebbe un risarcimento superiore al profitto marginale di A. • In

eff

Q

entrambi i casi, si arriva a . Lo Stato deve solo garantire l’attribuzione dei diritti di

a

proprietà.

Limiti al teorema di Coase:

- La contrattazione tra le parti è efficace se queste sono in numero ridotto;

- Problemi di coordinamento;

- Molti soggetti danneggiati: tentazione di comportarsi da free rider;

- Lascia indeterminato il problema redistributivo

Teoria dell’imposta – Capitolo 3

Forme di entrata dello Stato:

- Prezzo privato, massimizzazione del profitto comportandosi come impresa privata, c’è

domanda;

Monpolio Caso 1:

- Tariffa o prezzo puibblico: c’è domanda, nessuna esternalità. Lo Stato vuole incentivare

il consumo Ricavo totale=Costo totale (profitto=0) P=AC;

 

- Tassa, c’è domanda ed esternalità positive. Non è efficiente che il consumatore paghi

l’intero costo del servizio P<AC, e il disavanzo va coperto con imposte.

- Imposta, non c’è domanda. Prelievo obbligatorio senza un vincolo di destinazione

(IRPEF, IRES, IRAP). Base imponibile: reddito, valore aggiunto, valore dei consumi,

quantità dei consumi, patrimonio.

- Contributi sociali, che hanno come base imponibile il reddito da lavoro, dipendente e

autonomo. Finanziano la previdenza sociale (pensioni, ammortizzatori sociali, ANF,

malattia, infortuni).

Elementi dell’imposta:

- Presupposto, condizione a cui la legge associa l’obbligo di pagare l’imposta, come

possedere un patrimonio, possedere un reddito o acquistare un bene;

- Soggetto passivo, persona fisica o giuridica che deve pagare l’imposta, non per forza

coincide con chi ha l’onere; soggetto inciso ≠ soggetto passivo;

- Base imponibile, grandezza su cui è calcolata l’imposta, espressa in valore monetario

(reddito, prezzo) oppure in quantità (litri benzina, kg tabacco);

- Aliquota, quanto si paga per unità di base imponibile. Una % se la base è espressa in

denaro. Una cifra se la base è una quantità.

=imposta

T pagata

=base

Y imponibile T

(

t Aliquota media)=

a Y dt ∆ T

(Aliquota =

t marginale)=

m dy ∆Y

L’aliquota media indica quanto si paga in media su ogni unità di base.

L’aliquota marginale rappresenta quanto si paga se la base aumenta di 1 unità.

L’imposta è progressiva quando aumenta più che proporzionalmente rispetto alla base.

Rispetto alla base:

dt =Var . percentualeimposta

dy

dy =Var . percentuale base

dy

dt dy dt T >t

> > →t

→ m a

dt dy dy Y

Imposta proporzionale, T aumenta nella stessa proporzione di y.

dt dy dt T

= = =t

→ →t m a

dy y dy Y

Imposta regressiva, T aumenta meno che proporzionalmente rispetto ad Y.

dt dy dt T

< < <t

→ → t m a

dy y dy Y

t

Come varia rispetto ad Y?

a dT ∗y−t

( )

dt d T dy 1 1

a ( )

= = = = −t >t

t → t aumenta se t → imposta progressiva :t ↑ se Y ↑

m a a m a a

( )

dy dy Y Y

2 dT T

Y −

Y dY Y

. dt a =0 =t

se t m a

dy

dt a < <t

0 se t →imposta regressiva :t ↓ se Y ↑ .

m a a

dy t t

Y T a m

10 2 20% 20%

20 5 25% 30%

'

t è aumentata quindi è u n imposta progressiva .

a >

t t

m a t t

Y T a m

10 2 20% 20%

20 3 15% 10%

t è diminuita quindi è regressiva

a <

t t

m a t t

Y T a m

10 2 20% 20%

20 4 20% 10%

t è costante → quindi proporzionale

a =t

t a m

Come si ottiene l’imposta progressiva? 4 metodi

- Reddito diviso in classi, e tutto il reddito va moltiplicato per l’aliquota della classa più

alta raggiunta.

0-20 10%

20-40 20%

>40 30%

Se Y 1=39T 1=0,2∗39=7,8

Se Y 2=41 T 2=0,3∗41=12,3

4,5

> =225

t 100 %= %

m 2

Disincentivo a produrre reddito.

- Per scaglioni, il reddito viene diviso in scaglioni, a cui corrispondono aliquote crescenti.

Ogni scaglione viene moltiplicato per l’aliquota corrispondente, poi si sommano i vari

<

t 100 % .

addendi. m

0-20 10%

20-40 20%

>40 30%

Se Y 1=39T 1=0,1∗20+0,2∗19=5,8

=2=41T

Se Y 2=0,1∗2’ 0+0,2∗20+0,3∗1=6,3

6,3−5,8

= =0,25=25

t %<100 %

m 2

=20

t % se Y va da20 a26

m =30

t % se Y va da50 a 58

m

- Progressività per deduzione o detrazione, D=deduzione, cioè riduzione del reddito prima

di applicare le aliquote; d=detrazione, cioè riduzione dell’imposta dopo applicazione

aliquote

Reddito complessivo−¿

Deduzione

¿ (applica≤aliquote)

R .imponibile

↓↓ ↓↓ ↓ ↓↓ ↓↓ ↓↓ ↓

Imposta lorda−¿

Detrazioni

¿ Impostanetta

=t−d / =0 =d /t

t RC se RC

a

Imposta con aliquota unica e deduzione:

( )=TN

=t −D t=aliquota RC−D=r .imponibile TN=imposta netta

T RC ( )

−D

t RC

TN tD

= = =t−

t a RC RC RC tD t aumenta

Se il reddito complessivo aumenta , diminuisce a

RC

dTN

= =t >t

t m a

dRC

( )=0

=t −D <

T RC se RC D

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoorla97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Baldini Massimo.
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