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Caso no 1: forza normale semplice

Azioni sulle basi

Per il postulato di Saint-Venant, posso ipotizzare:
̂f3 = 0, ̂f1 = ̂f2 = 0
Ma t.c. ̂M1 = ̂M2 = 0
E quindi ˔N noto ⇒ ˔N = ∫A ̂f3 dA
Quanto varrà ̂f3?

  1. ̂f3 = σ33 su x3 = ℓ

    Cosa so di ̂f3?
    Poiché σ31 = σ32 = 0 nella sezione x3 = ℓ, lo saranno in tutta la trave e σ33, unica componente non nulla di σij, sarà:

    σ33 = a0 + bx1 + cx2
    Devo perciò trovare a, b, c.
    Ñ = ∫Aσ33dA = ∫A(a + bx1 + cx2)dA = aA => a = Ñ/A = N/A
    &Mtilde;1 = ∫Aσ33x2dA = ∫A(bx1x2 + cx22)dA = bJ12 + cJ2 = 0
    &Mtilde;2 = ∫Aσ33x1dA = ∫A(bx12 + cx1x2)dA = - (bJ22 + cJ12) = 0

    Soluzione: Solo se b, c = 0
    Conclusione: σ33 = a = Ñ/A = N/A ed è costante in tutta la trave
    σij = Posso ipotizzare:

  2. Quanto vale εij?

    Equazioni costitutive:
    εij = 1/E [(1+ν)σij - νIσij]
    Per i ≠ j => εij = 0
    Per i = j = 1 => 1/E [-νσ33] = -νŃ/EA = -νε
    Per i = j = 3
    εij = 1/E33 + νσ33 - νσ33] = Ń/EA = ε
    Conclusione: εij = -νε
    0 0 -νε
    0 0
    ε

  3. Quanto vale ui?
    Equazioni di congruenza:
    εij = 1/2 (ui,j + uj,i)
    I calcoli per arrivare alla soluzione sono molti, ma anche a lezione li abbiamo saltati.
    Risultato finale:
    u1 = -vεx1
    u2 = -vεx2
    u3 = εx3
    Cosa vuol dire? Facciamo un passo indietro.
    Sia Co la configurazione assunta da un corpo B nell'istante t=0 e C' quella assunta dallo stesso corpo in un successivo istante t.
    Schema:
    Vale r' = r'(T,t)
    r' = r + u   →   xj' = xj + uj
    Ora possiamo capire cosa capita al corpo!
    Es. Ogni linea //x3
    Δl = ∫0l ε33 dx3
    L → coeff dilatazione lineare
    ε33 = dl'-dldl
    Nel caso di deformazioni infinitesime ε33 = ε33 = N/EA
    Δl = ∫e0 NEA dx3
    E come varia l'area?
    Coeff dilataz superficiale
    ΔA = ∫A11 + ε22) dA = ∫A (ν NEA + NνEA) dA
    = ∫A -2ν NEA dA . 2ν NE
    ΔV = ∫A11 + ε22 + ε33) = (4 - 2ν) E
    Se N̂ > 0 ⇒ Δl > 0
    ΔA < 0
    ΔV < 0
    E ad un punto generico?
    x’1 = x1 + u1 = (1 - νε) x1
    x’2 = x2 + u2 = (1 - νε) x2
    x’3 = x3 + u2 = (1 + ε) x3
    Le sez piane restano piane, compiendo una semplice traslazione lungo x3.
    E per un punto con x1≠0, x2≠0.
    Come si vede:
    x2<x1
    x2<x2
    u2 = x2/u1 = tg αx2/x1
    Il punto va a finire sulla congiungente l'origine degli assi. Se Ñ > 0, altrimenti è il contrario.
    Di quanto si sposta?
    |u| = √u12 + u22 = √ε √x12 + x22 = √εR
    La quantità è proporzionale alla sua distanza dal baricentro.

Lavoro di deformazione

  1. Energia elastica totale:
    ϕ = 1/2 σij εij
    Per noi ϕ = 1/2 σ33 ε33 = 1/2 N/A N/EA = 1/2 N2/EA2
    Ld = ∫V ϕ dV = 1/2 N2/EA2 · Aℓ = 1/2 N2/EA
    Clapeyron:
    "Il lavoro compiuto dal sistema di forze applicate a un corpo elastico lineare è uguale alla metà del lavoro che le forze compirebbero se agissero fin dall'inizio con la loro intensità finale."

(Tralascio la dimostrazione) Δℓde triangolo

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/08 Scienza delle costruzioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ali Q di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle costruzioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Angotti Franco.
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