Nascita della psicoanalisi infantile
- Dopo Freud si aprono due grandi aree di ricerca: la femminilità e la psicoanalisi infantile.
- Due grandi figure danno il via alla psicoanalisi infantile: Anna Freud e Melanie Klein (le due pioniere dell’osservazione nella psicoanalisi).
- Luogo in cui nasce: Londra (considerata la seconda capitale dell’inconscio dopo Vienna).
Confronto tra Anna Freud e Melanie Klein
Importazione del metodo psicoanalitico così come Freud l’ha concepito nella psicoanalisi infantile:
- Anna Freud: Non condivide questa importazione in quanto per lei non è possibile applicare il metodo delle libere associazioni con soggetti non dotati di linguaggio e nei bambini piccoli non è possibile l’instaurazione del transfert con l’analista in quanto l’importanza delle figure genitoriali è troppo prevalente.
- Melanie Klein: Invenzione della stanza dei giochi. La tecnica del gioco da lei utilizzata nella psicoanalisi infantile assolve la stessa funzione che hanno le “associazioni libere” nell’analisi degli adulti.
Focus di ricerca
- Interpsichico, Anna Freud: Psicoanalisi dell’Io, privilegia di più la relazione reale, focus della ricerca è relazione.
- Intrapsichico, Melanie Klein: Teorica delle relazioni oggettuali interiori, focus della ricerca.
Formazione di raggruppamenti interni
In seguito alle divergenze: Annafreudiano, Kleiniano e gruppo di mezzo (intermedio fra le due posizioni, a cui appartiene Winnicott, Bowlby, Balinth).
Donald Winnicott
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Focus:
- Relazione primaria (madre-bambino), diade perché i due soggetti non sono differenziati, a metà tra interpsichico e intrapsichico. Non si può considerare solo il lattante e non la diade in quanto non esiste lattante senza un altro che se ne occupi.
- Come il potenziale dell’Io si sviluppa.
- Come le funzioni materne evolvono in una certa direzione.
- Io-ausiliario: Io del bambino esiste alla nascita ma è troppo debole per svolgere le sue funzioni quindi si avvale di un Io-ausiliario che ha una dedizione assoluta per lui che ne ha bisogno. Nell’idea di Io c’è un potenziale che è alla nascita dell’Io e passa all’atto nel momento in cui può godere delle funzioni dell’Io-ausiliario.
- 4° nota di “Precisazioni sui due principi dell’accadere psichico” di Freud: Il lattante realizza in virtù di cure materne un sistema autarchico. Per Winnicott essa riassume tutto il suo lavoro e il suo tentativo è stato descrivere tale sistema autarchico.
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Concetto di Io e concetto di sé: non sempre Winnicott li differenzia ma quando lo fa intende:
- Sé = insieme della personalità di cui è parte l’Io, è la descrizione complessiva d’essere, senso soggettivo o d’essere.
- Io = funzione che organizza l’esperienza.
Studio della psicosi
- Ritrovamento in essi di elementi di fasi evolutive relative al complesso edipico.
- Sufficientemente: concetto legato alla sanità e alla figura materna.
“Madre sufficientemente buona”: adattamento progressivo della madre al lattante che va per prove e per errori.
Personalità strutturata in due parti
- Vero sé o Sé centrale: nucleo della personalità, base della creatività, del nostro agire secondo la nostra volontà, si esprime secondo il gesto spontaneo, capacità soggettiva di vivere, agire e pensare.
- Falso sé: soggetto non esiste, non si sente autentico ma esiste in virtù dei bisogni dell’altro, sé strutturato in base all’altro, legato all’adattamento alle esigenze ambientali. Rapporto dinamico tra l’espressione del nostro proprio (Vero sé) e i compromessi con la realtà (che non influenzano il vero sé).
- “Allattamento al seno”: insieme di sensazioni che provengono da ordini sensoriali diversi. Nell’età adulta diventa un'esperienza che costituisce una base sicura. Inizio: insieme scisso di sensazioni. Successivamente: tali sensazioni si riuniscono nell’esperienza che viene rievocata nel ricordo.
Diade madre-bambino
- Caratterizzata da indifferenziazione psichica.
- Evolve in una certa direzione se l’apparato psichico funziona sufficientemente bene.
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Diversi aspetti all’interno della diade:
- Dal punto di vista dell’infante processi di sviluppo/sviluppo potenziale.
- Dal punto di vista della madre funzioni materne.
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Evoluzione della diade dipende da due condizioni:
- Interazione dinamica/interconnessione tra questi due aspetti.
- Modalità con cui tale relazione è facilitata da ambienti di holding.
Teoria del rapporto genitore-infante
La prima metà della teoria riguarda l’infante e consiste in due itinerari paralleli: le 3 fasi di dipendenza (assoluta, relativa, indipendenza).
- Passaggio dal principio del piacere al principio di realtà e dall’autoerotismo alle relazioni oggettuali.
- La seconda metà della teoria riguarda le cure materne, cioè le qualità e le modificazioni della madre che rispondono all’evolversi dei bisogni specifici dell’infante al quale essa si rivolge.
Per l’infante:
- Fase di dipendenza assoluta: stadio in cui il lattante esiste solo per merito delle cure materne, con le quali forma un tutto unico.
- Fase di dipendenza relativa.
- Verso l’indipendenza (abbiamo una struttura per avere a che fare con un sistema relazionale più complesso ma non saremo mai del tutto indipendenti, autarchici).
Per le funzioni materne sufficientemente buone:
- Sostenere: cure fisiche che equivalgono alle cure psichiche.
- Vivere con: inizio di separazione, Io che vive con qualcun altro.
- Complesso edipico/vivere tutti e tre insieme.
Fase del sostenere
- Holding (“sostenere”, “mantenere”): insieme delle cure materne che si esplicano innanzitutto nelle cure fisiche e prima di tutto con il “tenere in braccio” e riuscire a calmarlo. Tenere in braccio = significa psichicamente tenere unito ciò che non è unito perché la madre funge da intero per il bambino; tenere nella mente il bambino, realizzare la sua unità nella mente della madre anche quando non è unito.
- In questa fase il potenziale “ereditato” sta diventando una “continuità d’essere”.
Essere-Reagire:
- Essere: isolato, coperto grazie a un’illusione su questa esperienza si innesta la possibilità che il vero sé si sviluppi.
- Reagire: se l’esperienza non è monotona, ripetitiva, il reagire interrompe l’essere e lo annienta.
Conquiste dello sviluppo
- Integrazione dell’Io/Personalizzazione: capacità di organizzare pezzi di vissuto in esperienza, insediamento della psiche nel soma. Legame con Handling: manipolazione del bambino da parte della madre, che è supporto al processo di personalizzazione. Realizzazione = inizio distinzione me/non me.
- Alba dell’intelletto distinto dalla psiche. (da ciò deriva l’insieme dei processi secondari, delle funzioni simboliche e delle organizzazione di un contenuto psichico personale alla base dei rapporti vissuti). Integrazione dei due processi pulsionali. No ricordo delle cure materne. Consolidamento dell’affidabilità e prevedibilità delle cure materne mediante esperienza di soddisfacimento.
- Funzioni materne: fornire una membrana contenitiva che l’infans non ha, svolgere la funzione di scudo protettivo da ogni eccesso sensoriale, contenere e proteggere dalla realtà.
- Sostegno del vissuto primario dell’infans ovvero dell’illusione di onnipotenza. Presentazione dell’oggetto in modo tale che venga concepito da lui come una sua creazione e in modo tale che la sua esperienza di onnipotenza non venga violata.
Tale processo avviene mediante la monotonia delle cure materne che comportano la reiterazione delle esperienze di soddisfacimento, l’affidabilità e la prevedibilità delle cure materne. Queste esperienze, se le cose vanno sufficientemente bene, si sedimentano nella memoria in un’unica esperienza di onnipotenza, richiamabile dal bambino nel ricordo quando vi è frustrazione per permettergli di tollerarla.
Funzione materna della presentazione dell’oggetto: a piccole dosi in quanto essa è una modalità conforme allo sviluppo del bambino, in relazione a ciò che è in grado di elaborare. Altrimenti: urto, trauma.
Preoccupazione materna primaria: Questa funzione materna si realizza solo se avviene l’identificazione inconscia con i bisogni del neonato, adattamento assoluto ai bisogni del bambino per cui la madre non esiste più. Esso è sano, normale e indispensabile per la sopravvivenza del bambino.
L'identificazione con i bisogni del bambino permette alla madre di fornire al bambino le cure materne in quantità e in momenti adeguati. Infatti se l’oggetto di soddisfacimento arriva:
- Prima: eccede la capacità del bambino di accoglierlo, risposta al soddisfacimento che incrina la continuità dell’essere.
- Dopo: il bambino non è in grado di sopportare la frustrazione, diventa traumatico.
Fallimenti ambientali
- Causati da uso precoce dell’intelletto dovuto a madre inaffidabile: Mancanza di monotonia delle cure materne (inaffidabilità e non prevedibilità materna) che costringe il bambino a stargli dietro con l’intelletto, all’iperattività mentale per cercare di mettere ordine nella realtà che altrimenti lo farebbe impazzire, quindi a reagire.
Conseguenze delle carenze gravi al livello dell’holding
- Le cure materne vengono avvertite come angosce impensabili che l’infante ha vissuto in una fase talmente precoce che non era possibile pensarle.
- Angosce impensabili: carenze a livello delle funzioni primarie, effetto di uno schema di vita costituito in base all’urto (eccesso che viene dall’interno o esterno che eccede la capacità di far fronte ad esso), materia prima delle difese psicotiche, danno la sensazione di essere isolati, senza orientamento, di andare a pezzi. Inoltre comportano la costituzione dell’esistenza del soggetto in base alla reazione e non all’essere.
- Messa in discussione del processo di personalizzazione ovvero dell’integrazione dell’Io. Depersonalizzazione: difesa psicotica che consente una sostituzione delle funzioni materne carenti e consente di non cadere nelle angosce impensabili.
- Non c’è spazio per la creatività e la personalità si struttura in base a fattori esterni e non secondo le sue direttrici. (Invece se le cure sono sufficientemente buone dovrebbe essere scontato per il bambino il fatto che avrà soddisfacimento e come lo avrà).
- Non è possibile il rilassamento in quanto questo comporterebbe l’andare in pezzi.
- Passaggio a fase di dipendenza relativa.
Introduzione del bisogno del bambino di essere trascurato
Che le cure diventino imperfette in quanto ha bisogno di essere spinto in avanti. Condizione necessaria: comprensione del bambino cioè utilizzo dell’intelletto per gestire la frustrazione, che consente alla madre di non essere perfetta. Il deadattamento della madre avviene tramite la comprensione del bambino libera e tranquillizza la madre perché vede che il bambino ce la fa.
La distorsione dell’Io in rapporto al vero ed al falso sé
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Contributo personale: Fonti:
- Come pediatra con le madri e gli infanti.
- Come psicoanalista la cui pratica comprende una serie di casi bisognosi di sperimentare nel transfert una fase di intensa regressione alla dipendenza.
- Bisogni dell’Io e Bisogni dell’Es: Per bisogni dell’infante Winnicott non si riferisce al soddisfacimento delle pulsioni in quanto l’infante non è in grado ancora di definire le pulsioni come interne. Quando l’infante sentirà le richieste dell’Es come parti di sé e non come ambientali, la soddisfazione dell’Es costituirà un rafforzamento dell’Io o vero sé.
- Falso sé: Funzione del falso sé: funzione difensiva di nascondere e proteggere il vero sé, qualunque sia.
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Schema Psicologia dello sviluppo
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Sviluppo linguistico - Schema
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Schema Diritto penale
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Psicologia dello sviluppo congitivo - schema sviluppo