Estratto del documento

Lekytoi protogeometriche

Atene, Museo del Ceramico – X secolo, ceramica dipinta in nero. Continuità del submiceneo ma con forme e decorazioni più precise e studiate; non sono nuove ma più studiate e strutturalmente ordinate. Lekythos, vaso tipico del PG con modeste decorazioni sulla spalla del vaso; quest'ultimo sembra tripartito a causa delle linee che lo dividono. Decorazioni, cerchi fatti con il compasso che si alternano con figure geometriche spigolose.

Heroon di Lefkhandi

Lefkhandi, Eubea – X secolo. Eretto come abitazione forse di un re locale dopo ne divenne il luogo di sepoltura. Il rito ricorda molto i funerali di Patroclo descritti da Omero: ci sono due giacigli, nel primo sono sepolti un uomo e una donna mentre nell'altro ci sono i resti di 4 cavalli.

Oinochoe scena naufragio

Lacco Ameno, Museo di Villa Arbusto Pithecusa – 720 a.C. VIII secolo. Il vaso ha corpo ovale simile ad una brocca con due anse. Il labbro ha decorazioni geometriche mentre sul tutto il corpo del vaso c'è la scena di un naufragio: ci sono uomini che cercano di stare a galla invano. Solo uno è sulla chiglia della nave salvo. Nel resto del vaso sono dipinti i pesci. Il naufragio forse è quello di Ulisse che va dai Feaci: conoscenza a Pithecusa della tradizione omerica.

Vaso del Dypilon

Atene, Museo Archeologico Nazionale – 760/750 a.C. Raffigura una prothesis ovvero l'esposizione della salma. Era un vaso monumentale che segnalava una tomba decorata: ci sono parti del vaso decorate completamente in stile geometrico molto fitto; nella parte centrale invece, c'è la raffigurazione della prothesis, della narrazione nel punto con diametro massimo del vaso. La narrazione non ha prospettiva, il defunto è una donna, a causa della tunica indossata (gli uomini venivano rappresentati senza la tunica); le figure intorno al corpo si disperano per la morte della donna, dove ha, ai piedi del letto, due donne e due uomini con le mani e le braccia ai capelli, gesto di disperazione. Nell'antica Grecia era comune che pagassero anche delle persone per piangere e dispiacersi per la morte di una persona.

Modello tempio Heraion

Atene, Museo Archeologico Nazionale – 725-700 a.C. Modellino fittile (in ceramica) del santuario di Era ad Argo; databile in base alle decorazioni presenti sul tetto e sulle pareti. Lo spazio vuoto formato dalle falde del tetto sarà in futuro occupato dal frontone.

Centauro di Lefkhandi

Calcide, Museo – Fine X secolo a.C. Rinvenuto spezzato tra due tombe; gli elementi tecnici e iconografici fanno capire che ci sono legami con la produzione cipriota; zampa anteriore destra ferita: forse è Chirone ferito da Eracle con una freccia; se fosse davvero Chirone sarebbe un unicum per questa fase così antica la rappresentazione di un personaggio mitologico.

Modellino di granaio con siloi

Atene, Museo Archeologico Nazionale – Ritrovato nell'agorà di Atene insieme a onoranze funebri. Esso simboleggia la natura agricola e la ricchezza del personaggio.

Statuetta fittile di Atena da Gortyna

Heraklion, Museo Archeologico – VII secolo a.C. Proviene dalla stipe del tempio di Gortyna, ha l'aspetto di un idolo più che una divinità: sia per la forma campanata che per la plasticità del torso. Il gesto delle braccia è quello di prendere lo scudo con il braccio destro e con quello sinistro la lancia. Caratterizzazione della dea guerriera Atena. I grandi occhi prendono tutta la superficie del volto allungato.

Situla di Arkades – Figura di Potnia

Heraklion, Museo – VII secolo a.C. Il vaso oltre ad essere dipinto ha delle parti in rilievo (il volto e i capelli della dea). La figura acquista valore indipendente. Il volto, oggi scomparso, è tra i capelli: la figura è alta e snella, alla vita ha una cintura e in mano due ramoscelli; questi ultimi creano un gesto sacrale. Ai lati della donna ci sono due cigni. La figura è lievemente rivolta verso la nostra destra: piedi di profilo, manica più ampia dell'altra e uno dei due ramoscelli è più grosso dell'altro, indicando uno spostamento lieve di profondità.

Pinax da Gortyna, uccisione di Agamennone

Heraklion, Museo – VII secolo. Stipe del tempio di Atena a Gortyna, drammatica raffigurazione dell’uccisione del Re Agamennone.

Piatto di Praisos, lotta tra Peleo e Teti

Heraklion, Museo – Terracotta frammento 35cm, 650 a.C. Figurazioni della lotta tra Peleo e Teti; il primo raffigurato con solo contorni neri che testimoniano uno dei più suggestivi esempi di pittura arcaica; linee di contorno definiscono le giunture del corpo; Teti, dea marina che si trasforma, è qui rappresentata da un piede bianco e poi la spoglia pesci-forme.

Lebete subgeometrico

Londra, British Museum – Ritrovato a Tebe, Beozia. Ceramica 700 a.C. La tecnica a silhouette piena, la veste non è riempita ma è un reticolo della fanciulla; la fanciulla ha in mano una ghirlanda a causa di ciò questa fanciulla potrebbe essere Arianna e l’uomo Teseo perché Arianna è sempre rappresentata con una ghirlanda. Altra ipotesi, la fanciulla è Elena mentre il fanciullo è Paride.

Cratere Argo

Argo, Museo – 270 a.C. Tecnica tardo-geometrica, le figure hanno una semplice linea di contorno i particolari sono contraddistinti dall’uso di colore. Polifemo è sdraiato su un giaciglio colorato di bianco e nero; la volontà di descrivere storie e le innovazioni pittoriche vanno di pari passo.

Olpe con lepri

Corinto, Museo – 690 a.C. Protocorinzio medio. Vaso che serviva il vino, decorazione elegante eseguita con il minimo dei mezzi; spalla del vaso con raffigurazione di una lepre riempita di nero; il resto del vaso ha motivi geometrici semplici con linee e triangoli pieni.

Oinochoe di Siracusa con Acheloo

Siracusa, Museo Nazionale – VII secolo, protocorinzio. Collo del vaso, decorazione geometrica; spalla con toro con volto umano a silhouette piena (colorato in nero) non ci sono molti dettagli: primo esempio di una figura mostruosa all’altezza di questo secolo; intorno ci sono degli scudi tondi. Acheloo è una divinità fluviale molto importante nell’antica Grecia.

Skyphos del pittore di Veltri

Firenze, Museo Archeologico Nazionale – 680-670 a.C. Una serie di Skyphoi con tema figurativo simile ha indotto a postulare un pittore chiamato “pittore dei veltri”. Veltro è una sorta di cane da caccia addestrato e veloce, forse un levriero; il veltro è raffigurato mentre s’inflette con un balzo in avanti con grande elasticità; figure a silhouette nera con dettagli a grafite, ovvero incisi da una punta. Tecnica a sfondo nero inventata a Corinto nel 780 a.C. ed avrà successo in particolar modo ad Atene.

Aryballos di Zeus e centauro

Boston Museum of Fine Arts – VII secolo, ceramica protocorinzio medio. Viene rappresentato Zeus in lotta con un titano raffigurato come centauro in un luogo sacro; Aryballos di forma ovoide.

Aryballos con centauromachia

Berlino, Musei di Stato – 650 a.C. Proto corinzio medio. Disegno fluido e scorrevole che supera le difficoltà del disegno complesso e intricato. L’eroe rappresentato è Eracle che disperde una legione di centauri.

Skyphos di Bellerofonte

Egina, Museo – Metà VII secolo. Probabilmente pittore di Bellerofonte artista corinzio che dipinge un piccolo eroe fanciullo su un cavallo alato di fronte ha la Chimera; i contorni sono ben delineati così come i particolari graffiti che creano effetti di classicità.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 12
Schedatura opere ceramica e architettura greca Pag. 1 Schedatura opere ceramica e architettura greca Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 12.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Schedatura opere ceramica e architettura greca Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 12.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Schedatura opere ceramica e architettura greca Pag. 11
1 su 12
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matteocrossista di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Arte e archeologia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof De Tommaso Giandomenico.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community