Gramsci: pensatore italiano nell'arte e nella politica
Antonio Gramsci è stato un pensatore italiano dalle idee particolari anche nel campo dell'arte. Nato a fine '800 in Sardegna, si trasferì a Torino, culla del socialismo italiano.
Il giornalismo come strumento di lotta
Per Gramsci, il giornalismo rappresentava uno strumento di lotta e di conoscenza, utile per sviluppare una coscienza di massa e costruire il consenso. Solo dopo una lotta che porti il consenso di massa può avvenire la rivoluzione sociale. Pensava che si dovesse coinvolgere anche la classe media e gli intellettuali.
Fondazione del PCI e arresto
Nel 1921, durante il periodo fascista, avvenne la fondazione del Partito Comunista Italiano (PCI). Nel 1926, Gramsci fu arrestato dal regime fascista e morì nel 1937 in carcere.
I quaderni dal carcere
Nel 1929 ottenne la possibilità di scrivere i Quaderni dal carcere, un'opera composta da 32 quaderni che rappresentano appunti per una futura possibile opera che poi la morte gli impedì di compiere. Scrisse fino al '35 e i quaderni si salvarono, furono spediti dai familiari in Unione Sovietica e poi pubblicati in 6 volumi dopo la guerra tra il '48 e il '51. In questi quaderni, fu costretto a parlare in modo indiretto per la censura e a basarsi sui ricordi di opere che aveva letto prima.
La letteratura nazional-popolare
Gramsci era abilissimo a cavare il sangue dalle opere che leggeva; rifletteva sulle opere popolari che gli venivano passate (come "I tre moschettieri", "I miserabili") non concentrandosi sulla bellezza dell'opera ma su come creare una letteratura nazional-popolare, cercando nel nesso tra letteratura e popolo gli spunti per una trasformazione radicale della società. A proposito di letteratura nazional-popolare, Gramsci criticava il ruolo degli intellettuali, partendo dal fatto che il linguaggio è un bene comune e concludendo che si deve abbattere ogni barriera tra popolo e intellettuali.
Il concetto di nazional-popolare
All'estero il concetto di nazional-popolare coincide, in Italia no perché gli intellettuali si sentono più vicini ai poeti colti che al popolo. La letteratura nazional-popolare deve essere espressione di un dominio di classe capace di raccogliere intorno a sé un consenso di tutte le classi; per fare ciò servono intellettuali organici, che siano funzionali e consapevoli della propria funzione sociale.
Il bisogno universale della letteratura
La letteratura è un bisogno che riguarda tutti gli uomini, in quanto tutti hanno a che fare con un'ideologia e sono in ultima istanza intellettuali; quindi la letteratura deve soddisfare il bisogno di tutti i lettori con linguaggi più elementari ma non per questo meno autentici. Deve abbandonare il provincialismo e lo snobismo e costruire una nazione tramite ideali condivisi.
Circolazione delle idee e romanzo d'appendice
Occorre studiare la circolazione delle idee nel popolo per fare un'analisi che porti a un cambiamento. Il funzionamento del romanzo d'appendice: è un modo per sognare l'altrove a occhi aperti (come in Montecristo).
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