I rotiferi
I rotiferi sono organismi di piccole dimensioni, definiti metazoi, in quanto
costituiti da un insieme di più cellule, che si differenziano in strutture più
complesse che vanno a caratterizzare l’architettura strutturale del rotifero. Si
possono distinguere, infatti, i diversi apparati dal punto di vista anatomico.
Sono fitofagi, per cui si nutrono di elementi vegetali come le microalghe. Essi
dispongono di un apparato ciliare composto appunto da ciglia vibratili che
provocano una corrente che determina l’ingresso di tutte le alghe che si
trovano all’esterno, a cui fa seguito un vero e proprio stomaco masticatore.
Nella parte caudale presentano invece un’appendice attraverso la quale
compiono dei movimenti rotatori. Lateralmente presentano delle sacche,
ovvero uova, se sono esemplari femminili.
Sono organismi facilmente coltivabili e questa è una delle caratteristiche
principali che ha portato l’uomo a sceglierli come alimento vivo per
l’alimentazione di alcune specie di pesci. Le specie di rotiferi più utilizzate in
acquacoltura appartengono al genere Brachionus e si tratta soprattutto delle
specie Brachionus plicatilis e Brachionus rotundiformis, che vengono allevate in
acqua salata. Di questi ultimi due esistono diversi ceppi di varie dimensioni
distinti in “large” e “small”, che vengono scelti in base alle dimensioni
dell’apertura bucale delle larve a cui sono destinati. Le specie Brachionus
calyciflorus e Brachionus rubens invece vengono allevate in acqua dolce.
Vantaggi nell’utilizzo del rotifero
Dimensioni adatte alla piccola bocca di molti pesci
Buona composizione nutrizionale: risultano ben digeribili da organismi
che non hanno ancora completamente sviluppato la funzionalità
dell’apparato gastroenterico
Rapida riproduzione (0,7-1,4 prole femmina-1al giorno-1)
Allevabile ad altissime densità
Buona tolleranza a condizioni ambientali avverse
Meno inquinante nell’acqua delle diete artificiali
Mobilità bassa (facilmente “predabili” da parte delle larve)
Condizioni di allevamento Brachionus plicatilis
Il B. plicatilis necessita di un medio di temperatura intorno ai 25°C, si tratta
quindi di una specie termofila, e viene allevata in acque che sono
caratterizzate da salinità prossime al 35‰. Trattandosi di organismi aerobi è
fondamentale la somministrazione di ossigeno. La quantità di ammoniaca può
essere anche abbastanza elevata ma con una certa tolleranza. Il pH è prossimo
a quello che caratterizza le acque marine, ovvero intorno a valori >7.5. La
somministrazione di luce invece dipe
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