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Rivoluzione Industriale Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'architettura dall'Ottocento al movimento moderno sulla Rivoluzione industriale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Iacobone dell’università degli Studi Politecnico di Milano - Polimi, Facoltà di Architettura e società. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'architettura dall’ottocento al movimento moderno docente Prof. D. Iacobone

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Rivoluzione Industriale

La manifattura, le nuove fabbriche si concentrano in città; i contadini sono attirati dalla tumultuosa crescita delle

infrastrutture urbane.

Si presentano però qualità estremamente scarse: luoghi, quartieri senza alcun servizio nascenti vengono intesi

come quartieri dormitori, “slums”.

L’aumento delle residenze urbane non determina la creazione di nuovi spazi adibiti all’uso degli abitanti lì

presenti. Si ha così un peggioramento dei luoghi e dei sobborghi industriali.

Questo diventa elemento di critica sociale. Dickens parla di espansione senza controllo. Si aveva solo il minimo

indispensabile, la giornata era scandita solo dal tempo passato in fabbrica.

Monotonia della vita, così meccanica, caratterizzata da un territorio altrettanto insignificante.

Si ha anche il caso di Parigi, o comunque del Nord della Franca. Il corrispettivo del Dickens inglese in Francia è

Victor Hugo. Descrive una capitale che si accresce solo di case, senza alcuna qualità; i monumenti sembrano

sprofondare attorno alla sempre maggiore crescita di nuovi alloggi.

Vengono così elaborati nel periodo proposte alternative che rifiutano i quartieri di sobborgo, gli slums, tanto in

Inghilterra quanto in Francia. Proposte a volte efficaci, altre volte troppo utopistiche per essere realizzate. Si parla

di esponenti quali Owen, Fourier o Godin.

Si interessano alla qualità della vita, riportandola ad un livello accettabile ( rif. all’alienazione della vita dell’uomo

nel periodo industriale).

Owen: si propone di recuperare una certa qualità della vita umana. Lui stesso è stato un operaio. Dalla Scozia, si

sposta agli Stati Uniti, dove acquista un villaggio, chiamandolo New Harmony. Qui crea un dimensionamento

della città più gestibile, in miniatura, controllabile, con una certa qualità.

Si parla di 1200 abitanti; è presente l’attività industriale, ma non è l’unica; attività agricola, (tessile?). Si è attenti

all’organizzazione sociale. All’esterno dello spazio sono presenti un serie di manifatture e spazi funzionali, più gli

orti; la parte produttiva, industriale e agricola è comunque all’esterno dello spazio residenziale.

Fourier parte da uno studio antropologico: reimposta un modo di aggregare la comunità; ciò che propone è il

Falansterio. Nucleo centrale con bracci laterali. Poteva inserirsi all’interno una comunità autonoma. A metà

dell’altezza dell’edificio si trovano passaggi intermedi, collegando tutto il perimetro.

Il luogo dovrà avere percorsi d’acqua, dovrà essere addossato ad una foresta, non comunque troppo lontano

dalla città, né troppo isolata. Devono essere presenti spazi di rappresentanza, spazi verdi; la parte di produzione

manifatturiera è all’esterno; le aree interne sono caratterizzate dalla presenza di aree verdi e servizi per chi vi

abita; la parte residenziale è il perimetro stesso della struttura. La comunità sta in un unico edificio.

Godin concretizza ciò che Fourier aveva proposto. L’esempio è appunto Guise, un Familinsterio (al posto del

Falansterio).

La struttura è composta da blocchi quadrangolari con corte interna. Nella corte interna del blocco centrale vi sono

dei ballatoi. L’edificio residenziale è qui composto in ferro e vetro. La corte interna dello spazio centrale diventa

uno spazio centrale sociale. L’uso del ferro e vetro: dai passaggi commerciali a funzionalità comunicativa.

Non si rinnega comunque la funzionalità industriale, ma prende maggiore qualità nella sua costruzione. Emerge il

senso della comunità.

Trasformazioni urbane

Le trasformazioni avvengono per ragioni puramente sanitarie, si parla di interventi necessari di carattere urbano,

urbanistico.

Legge del 1848 (dove?): argina la non regolamentazione dell’edilizia privata; si agisce seguendo una salubrità

dell’attività edilizia.

In Francia Mulun propone il concetto di esproprio: il comune può espropriare un determinato terreno se qui è

costruito un quartiere, una zona non salubre, volendo realizzare un isolato o quartiere migliore. Esproprio la

proprietà privata per fare ciò che voglio (sempre nel rispetto del risanamento).

Si hanno diversi esiti a Parigi, Barcellona o Vienna.


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AUTORE

larara

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in progettazione dell'architettura
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher larara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura dall’ottocento al movimento moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Iacobone Damiano.

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