Estratto del documento

Risposte tesario di economia aziendale I modulo

Definizione e classificazione dei modelli

1. Un modello è una rappresentazione approssimata secondo convenienza della realtà osservata, utilizzato come strumento per la conoscenza, comprensione e spiegazione di determinati fenomeni. Deve essere coerente e dotato di senso.

2. I modelli si possono suddividere essenzialmente in tre macro gruppi: modelli descrittivi, operativi e emulativi, modelli letterari, simbolici, schematici e iconici, e nell’ambito specifico dell’economia aziendale modelli realistici o perfetti e ideali in funzione della misura in cui sono considerate le variabili reali e del grado di rappresentazione della realtà (perfetto o ideale).

Processo e comportamento organizzato

3. Un processo è un insieme di azioni di natura e specie diversa che si susseguono in modo programmato per ottenere un processo.

4. Un comportamento si dice organizzato quando avviene in una logica cooperativa di processi specializzati per funzione, funzionalità e topologia, in modo coordinato al fine di conseguire un comune obiettivo.

5. Il comportamento economico dell’uomo si traduce nella prestazione di lavoro organizzato per produrre e consumare beni necessari a soddisfare bisogni e appagare aspirazioni.

Bisogni e aspirazioni secondo Maslow

6. Vengono definiti bisogni stati spiacevoli, connessi a squilibri psicofisici che si vogliono ridurre o eliminare; mentre aspirazioni stati piacevoli che l’uomo desidera acquisire, mantenere e se possibile incrementare. Maslow nel 1977 delineò la cosiddetta scala dei bisogni o piramide di Maslow prendendo spunto dal postulato di inappagabilità e ambizione dell’uomo secondo cui l’uomo tende per natura ad annullare gli effetti spiacevoli connessi ai bisogni e incrementare quelli piacevoli legati alle aspirazioni in un processo continuo e senza fine a causa dell’illimitatezza di B&A. Maslow ordina i bisogni in base alla forza motivazionale che sono in grado di muovere nell’uomo e alla velocità con cui possono essere soddisfatti. Nella sua teoria esistono diverse tipologie di bisogni: alla base della piramide ci sono i bisogni fisiologici (physiological needs), seguiti da bisogni di sicurezza (safety needs), bisogni di appartenenza (belongingness needs), bisogni di stima (esteem needs), e al vertice della piramide bisogni di autorealizzazione (needs for self-actualization).

Beni e lavoro

7. I beni, insieme al lavoro, rappresentano i due elementi fondamentali per la soddisfazione di bisogni e appagamento delle aspirazioni. Si può considerare bene ogni risorsa materiale e immateriale che l’uomo può destinare al soddisfacimento di bisogni o all’appagamento di aspirazioni. I beni soddisfano i bisogni e le aspirazioni sia con la quantità che con la qualità (funzionale, progettuale e ambientale).

8. Il lavoro è definito come ogni prestazione umana spiacevole che, potendo, si eviterebbe per ottenere ed impiegare i beni che a loro volta soddisfano bisogni e appagano aspirazioni. L’uomo per la natura spiacevole del lavoro non ne presterebbe mai per ottenere beni non necessari: tende dunque a massimizzare i benefici che derivano dal lavoro minimizzando il sacrificio da applicarci secondo la logica della produttività dove prod(L)=Qbeni/Qlavoro.

Produzione e consumo

9. Per produzione si intende il processo economico svolto per l’ottenimento dei beni con il lavoro.

10. Il consumo è il processo economico svolto per impiegare beni con il lavoro.

Utilità e valore

11. La sostanziale differenza tra utilità e valore risiede nel fatto che l’utilità è un'attitudine tecnica a soddisfare B&A mentre il valore è l’attitudine dei beni ad essere desiderati.

12. Il valore dipende tra l’altro dall’utilità del bene, dalla provenienza del bene o dal modo in cui è ottenuto, dalle caratteristiche personali del soggetto che lo deve utilizzare e dall’ambito sociale in cui vive, dalla destinazione individuata dalla funzione d’uso come anche, in ultimo, dalla relativa abbondanza o scarsità del bene.

13. Esistono cinque diverse tipologie di valore: il valore d’acquisizione, che è il massimo prezzo che il soggetto acquirente è disposto a corrispondere per acquisire il bene. Il valore di cessione, è il minimo prezzo che il soggetto cedente è disposto a ricevere per privarsi del bene. Il valore di scambio, è il prezzo effettivo a cui avviene lo scambio chiamato anche prezzo fatto. Valore d’uso è il massimo prezzo che un soggetto è disposto a corrispondere per continuare a disporre di un bene qualora ne venisse privato o il minimo prezzo per privarsene. Per ultimo il valore di produzione che rappresenta la somma dei valori dei fattori produttivi.

Risparmio e investimento

14. Il risparmio è una delle attività economiche di base insieme alla produzione, al consumo e allo scambio. Esso prevede l’astensione dal consumo nel tempo attuale per un consumo futuro o in vista di un previsto investimento. Il risparmio nasce dal concetto che la moneta non ha solo la funzione di mezzo di acquisto ma ha anche l’importante funzione di trasferire la capacità d’acquisto nel tempo, pur subendo eventuali svalutazioni.

15. Investimento è l’attività mediante la quale un investitore pone in rischio una quantità di ricchezza detta capitale con la speranza di ottenere un beneficio futuro, di norma rappresentato da un incremento della ricchezza investita.

16. L’investimento presuppone l’accumulazione di ricchezza attraverso il risparmio e si suddivide in 3 tipologie, secondo il tipo di rischio cui sono sottoposti i capitali: investimento economico reale, presuppone la messa a rischio del capitale per l’acquisto di beni che verranno rivenduti inalterati in un'epoca successiva a prezzi maggiori. In questo caso il capitale è sottoposto a un duplice rischio: un rischio tecnico di deterioramento o difficoltà di conservazione dei beni, e un rischio economico di svalutazione dei beni e quindi di incapacità di generare marginalità tra costo d’acquisto e prezzo di vendita. Investimento economico produttivo differisce da quello economico reale per i beni che vengono acquistati; in questo speciale investimento vengono acquisiti fattori della produzione che verranno impiegati nei cicli produttivi per realizzare prodotti che saranno venduti a prezzi maggiori, è sottoposto ai medesimi rischi del precedente. Per ultimo l’investimento economico finanziario si realizza quando un dato capitale viene posto in rischio per formare il capitale necessario per attuare un investimento economico: può assumere a sua volta due forme a seconda del rischio, assoluto o relativo, equity o debt, nel primo il capitale finanziario viene direttamente impiegato per fornire liquidità all’investimento economico, nel secondo il capitale viene conferito all’investimento economico a titolo di prestito con diritto a pattuita remunerazione (interesse) e rimborso integrale del capitale.

Organizzazione e economia aziendale

17. L’azienda è un’organizzazione durevole in cui vengono svolte le attività economiche di risparmio, investimento, produzione, consumo e scambio della ricchezza in forma collettiva.

18. L’economia aziendale studia il comportamento economico dell’uomo nella sua manifestazione organizzata, ovvero nelle aziende, delle aziende e tra le aziende per costruire modelli, leggi e teorie empiriche.

Scambio e ricchezza

19. Per scambio si intende il trasferimento di due beni tra due soggetti distinti in due epoche che possono o meno coincidere. Se i beni scambiati sono entrambi beni materiali si parla di baratto; se uno dei due è un bene materiale o un servizio e l’altro è moneta si parla di scambio monetario; infine, se i due beni scambiati sono entrambi moneta si parla di finanziamento.

20. La ricchezza è uno stock di beni dotati di valore espressa mediante l’unità di misura omogenea che è la moneta.

Organizzazione e sistemi

21. Un’organizzazione è un sistema sociale che si forma quando due o più individui accettano di essere vincolati da relazioni organizzative e da legami strutturali che impongono di attuare comportamenti coordinati e cooperativi per svolgere un processo durevolmente orientato ad un fine comune.

Formula generale del risultato operativo

22. Dalla formula generale RO=RP-CP=(pP*QP)-(cP*QP)=(pP-cP)*QP è intuitivo capire da quali fattori dipende il risultato operativo: in particolare per aumentarlo è necessario espandere i volumi di produzione QP, innalzare i prezzi di vendita pP, contrarre i fabbisogni unitari, contrarre i prezzi di fabbisogni cP. Altri importanti indicatori sono il ritorno sui costi (ROC) individuato dal rapporto tra il risultato operativo e il costo di produzione, l’economicità come il rapporto tra i ricavi di vendita e il costo di acquisto. Il CPC o cost per cent altro non è se non il reciproco dell’economicità.

Sistema produttivo

1. Il sistema produttivo è l’organizzazione che svolge il processo produttivo, è composto dal sistema di controllo che coordina la funzione fabbricazione costituita a sua volta da un complesso di magazzino per i FP e per i semilavorati.

Produzione congiunta

2. Due produzioni sono dette tecnicamente congiunte in relazione agli output pluriprodotto che ne derivano quando si ottengono diversi prodotti contemporaneamente e inevitabilmente da un unico processo. A sua volta la produzione può essere tecnicamente congiunta da materia quando da una materia principale si ottengono contemporaneamente e inevitabilmente due o più prodotti diversi in proporzioni rigide, congiunta da processo se da un processo si ottengono più prodotti in proporzioni variabili. (es. dal frumento attraverso macinazioni si ottengono farina e crusca in proporzioni rigide; attraverso il processo edilizio di costruzione di una casa si ottengono appartamenti, box, negozi ecc.)

Categorie dei processi produttivi

3. I processi produttivi si possono suddividere in 3 macrocategorie a seconda della struttura del sistema produttivo: in processi a produzione continua preposti all’ottenimento di prodotti a flusso o in grande numero di unità, produzione discreta in cui l’output consiste in una sola unità di prodotto altamente personalizzata, e la produzione per lotti i cui output sono rappresentati da lotti distinti di unità analoghe.

Classificazione dei prodotti

4. In base alla natura fisica dei prodotti essi si classificano come beni materiali, oggetti tangibili, omogenei, in cui la produzione e la distribuzione sono separate dal consumo, hanno come output ogge...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Risposte tesario, Moisello Economia Aziendale I Modulo Pag. 1 Risposte tesario, Moisello Economia Aziendale I Modulo Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Risposte tesario, Moisello Economia Aziendale I Modulo Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Risposte tesario, Moisello Economia Aziendale I Modulo Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesco.fantin.3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Moisello Annamaria.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community