Estratto del documento

1 Obiettivi e caratteristiche del processo di pianificazione

2 Il processo di pianificazione: promotori, soggetti coinvolti, competenze, interazioni, scala temporale

e territoriale, strategie.

3 La pianificazione strategica: finalità, documenti di pianificazione (piano direttore, piani attuativi,

studio di fattibilità e loro articolazione territoriale), esempi di documenti di pianificazione strategica.

4 La pianificazione tattica: finalità, soggetti coinvolti e competenze, esempi di pianificazione tattica.

5-6 Fasi e attività della redazione di un documento di pianificazione strategica.

7 Introduci e commenta le possibili strategie di intervento su di un sistema di trasporto.

8 Introduci e commenta le politiche di intervento sull’offerta di trasporto (fare qualche esempio).

9 Introduci e commenta le politiche di intervento sulla domanda di trasporto (fare qualche esempio).

10 Introduci e commenta le politiche di intervento di tipo territoriale (fare qualche esempio).

11 La valutazione: significato e obiettivi.

12 La valutazione: sequenza delle attività e introduzione di: Soggetti (ottica del decisore), effetti e

variabili.

13 L’analisi dei benefici-costi: descrizione, ipotesi e limiti applicativi e teorici

14 L’indicatore VAN: formulazione matematica, descrizione delle variabili di input e dei parametri del

modello (considerazioni applicative).

15 L’indicatore SIR: formulazione matematica, descrizione delle variabili di input e dei parametri del

modello (considerazioni applicative).

16 Intervallo di simulazione e intervallo di analisi.

17 Definizione di sistema di trasporto: descrivere e commentare i sotto-sistemi e relazioni funzionali.

18 L’area di studio, l’area di piano e zonizzazione: motivazioni, criteri e aspetti applicativi.

19 La selezione delle infrastrutture rilevanti: significato e importanza, classificazione ed esempi delle

infrastrutture e dei servizi da rilevare.

20 Nell’ambito delle infrastrutture puntuali indicare quali sono le infrastrutture, che cosa si intende per

rilevazione delle caratteristiche geometrico-funzionali e quali sono le grandezze caratteristiche.

21 Nell’ambito delle infrastrutture lineari indicare cosa si intende per rilevazione delle caratteristiche

geometrico-funzionali e quali sono le grandezze caratteristiche.

22 La classificazione delle strade: tipi di classificazione e motivazioni.

23 Funzioni di costo e funzioni di prestazione, significato, differenze e proporre alcuni esempi.

24 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di percorrenza “a rete non congestionata” (a flusso nullo).

25 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di percorrenza “a rete congestionata”, descrizione qualitativa del fenomeno.

26 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di percorrenza “a rete congestionata” per un’infrastruttura autostradale.

27 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di percorrenza “a rete congestionata” per un’infrastruttura extraurbana.

28 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di percorrenza “a rete congestionata” per un’infrastruttura urbana.

29 Funzioni di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di attesa.

30 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di attesa per una barriera di pedaggio

31 Funzione di prestazione per il trasporto stradale: introdurre e descrivere il modello che stima il

tempo di attesa per una intersezione semaforizzata.

32 Funzione di prestazione per il trasporto collettivo: introdurre e descriver e i modelli che stimano i

tempi a bordo, di attesa, di salita/discesa.

33 Il modello di offerta: cosa è, a cosa serve.

34 Costo generalizzato di spostamento: significato, metodi di stima ed esempi.

35 Funzioni di impatto: l’inquinamento atmosferico, introdurre alcune sostanze inquinanti e

descrivere il modello di stime delle emissioni.

36 Funzioni di impatto: l’inquinamento acustico e i modelli di stima del livello di rumore

37 - 39 Il modello dell’offerta

40 Definizione di domanda di mobilità, caratteristiche e incognite del problema.

41 La matrice dei flussi di domanda origine-destinazione: cosa è, perché è importante, come è

strutturata e come si stima.

42 Il modello di domanda: cosa è, a cosa serve.

43 Formalizzazione del problema della stima della domanda di mobilità: introdurre e descrivere il

modello ad aliquote parziali.

44 Stima diretta e stima da modello: introdurre la differenza e i criteri per cui un approccio è

preferibile all’altro (fare qualche esempio).

45 Stima diretta: descrizione della sequenza di attività che è necessario svolgere per la stima diretta

delle caratteristiche della domanda di mobilità.

46 Tipologia di indagine campionaria: classificazione, descrizione e campi applicativi delle differenti

indagini.

47 Modelli di stima della domanda di mobilità: definizione e classificazione delle possibili tipologie di

modelli.

48 Il modello di utilità deterministica: a cosa serve, introdurre le ipotesi e la funzione matematica

(esempio con rappresentazione grafica).

49 Limiti del modello di utilità deterministica.

50 Il modello di utilità non deterministica logit multinomiale: formalizzazione matematica e significato

dei parametri di ingresso.

51 Specificazione e calibrazione di un modello di scelta: introdurre le attività comuni alla calibrazione

di un modello di scelta, cenni sulla calibrazione.

52 Il modello di emissione degli spostamenti: definizione, alternative, insieme di scelta, funzione di

scelta, attributi/variabili.

53 Il modello di distribuzione: definizione, alternative, insieme di scelta, funzione di scelta,

attributi/variabili.

54 Il modello di scelta del modo di trasporto: definizione, alternative, insieme di scelta, funzione di

scelta, attributi/variabili.

55 Il modello di scelta del percorso: definizione, classificazione, alternative, insieme di scelta, funzione

di scelta, attributi/variabili.

56 Modelli di interazione domanda-offerta (assegnazione): cosa sono, come si classificano, descrivere le

relazioni logico-funzionali e la rappresentazione formale del problema (opzionale).

1 Obiettivi e caratteristiche del processo di pianificazione

Il processo di pianificazione intende analizzare gli errori del passato e le problematiche del presente, al fine di

poter individuare eventuali criticità del sistema di trasporto e porre rimedio ad esse tramite interventi mirati.

Naturalmente, tali interventi oltre a risolvere le criticità del presente devono favorire lo sviluppo socio-

economico del territorio senza trascurare i relativi aspetti di sostenibilità. Al fine di raggiungere gli scopi

preposti il processo di pianificazione deve presentare innanzitutto una buona dinamicità presentando

elementi quali una vera e propria concatenazione delle decisioni, un’innovazione per l’evoluzione del sistema,

un’adeguata continuità nella produzione di documenti. Ulteriore caratteristica del processo deve essere data dal

policentrismo decisionale in modo da instaurare una migliore cooperazione tra gli enti decisionali e

favorendo una maggiore del processo decisionale. Il policentrismo può essere “verticale” quando: si denota una

netta suddivisione delle competenze, non vi è nessuna gerarchia istituzionale, non vi è alcuna rigidità nelle

competenze territoriali. Si parla, invece, di policentrismo “orizzontale” quando si vuole fare interagire enti

operanti in settori diversi. Aspetto importante del processo risiede infine nella partecipazione delle

collettività locali. Quest’ultima permette di conoscere gli interessi locali e maggiormente diffusi oltre che

informare delle decisioni e ridurre i problemi in fase di realizzazione. Ciò è possibile coinvolgendo le collettività

e pubblicizzando il processo stesso. In conclusione il processo deve essere obiettivo, rigoroso ed “affidabile”,

deve seguire metodologie rigorose al fine di essere ripercorribile. I vantaggi di un processo simile consistono

già nel fatto che esso non sia più un semplice elenco di interventi, che risulti essere maggiormente flessibile e

che si basi su un iter approvativo più snello.

2 Il processo di pianificazione: promotori, soggetti coinvolti, competenze, interazioni, scala temporale e

territoriale, strategie.

I decisori e/o promotori sono individuabili nella pubblica amministrazione, in una persona giuridica pubblica,

società autostrade, ANAS, ferrovie dello Stato, un’ azienda di trasporto una società per la gestione dei parcheggi

ed altro ancora.

I soggetti coinvolti non includono unicamente i decisori e/o promotori, ma anche gli stessi uffici tecnici, oltre

che tutte le persone giuridiche coinvolte, siano esse pubbliche che private.

Le competenze, naturalmente, variano a seconda del soggetto considerato.

Il decisore si occupa degli obiettivi, dei vincoli presenti, dell’approvazione del piano nonché delle strategie

generali. Gli uffici tecnici si impegnano nell’ elaborazione del piano oltre che nel controllo di coerenza dello

stesso, mentre le persone giuridiche coinvolte possono effettuare proposte di relativa competenza e possono

interessarsi della redazione totale o di alcune parti del piano ma solo se incaricati dal decisore stesso.

Le interazioni : – esiste una gerarchia? – in assenza ? – in presenza? – diritto di bocciatura.

I livelli di pianificazione Suddividono gli interventi in base alla scala temporale: si parla di pianificazione

strategica, se gi interventi richiedono tempi lunghi e grossi finanziamenti, o di pianificazione tattica, se

richiedono tempi brevi e finanziamenti più contenuti; entrambe le scale temporali prevedono la divisione in tre

livelli territoriali: nazionale , regionale e locale.

Le strategie di intervento, infine, sono in corrispondenza con la relativa pianificazione strategica o tattica. Per

la prima, le strategie di intervento risultano essere normative, infrastrutturali ed organizzative. Per la seconda,

diversamente, esse saranno solo normative ed organizzative.

3 La pianificazione strategica: finalità, documenti di pianificazione (piano direttore, piani attuativi,

studio di fattibilità e loro articolazione territoriale), esempi di documenti di pianificazione strategica.

A seconda delle strategie di intervento adottate distinguiamo la pianificazione tattica dalla pianificazione

strategica. Per quest’ultima le strategie saranno normative, infrastrutturali ed organizzative.

Il Piano direttore, aggiornato con cadenza triennale, si impone innanzitutto di individuare gli obiettivi sia

generali che particolari, definisce i vincoli da rispettare e delinea le strategie di intervento. Tale Piano viene

elaborato dal responsabile dei trasporti locale, il quale varia a seconda del livello territoriale considerato.

L’importanza del Piano direttore deriva dal fatto che esso risulta essere vincolante rispetto ai rimanenti piani.

Il Piano attuativo, aggiornato anch’esso ogni tre anni, può presentarsi nient’ altro come una specificazione del

piano direttore, (in qualità di piano di settore) o come un semplice approfondimento dello stesso, prendendo il

nome di piano di medio termine. Come piano di settore, esso specifica alcune scelte del Piano direttore

completandolo o innovandolo quando ritenuto necessario. Come piano di medio termine, invece, delinea un

l’approfondimento delle caratteristiche degli interventi che l’ente territoriale intende realizzare all’interno del

proprio mandato. Nell’arco temporale dei tre anni, si dovrà inoltre tener conto dei cambiamenti avvenuti e

dell’eventuale nascita di nuove esigenze. Il piano attuativo può essere elaborato dal responsabile dei trasporti

locale, da soggetti concessionari quali ANAS, Ferrovie dello Stato, o soggetti privati. Tale piano è vincolante

rispetto allo studio di fattibilità. Infine, lo studio di fattibilità considera tutte le alternative di intervento e le

valuta sotto l’aspetto tecnico, amministrativo e funzionale, finanziario, economico ed ambientale, con il fine di

scegliere la migliore. Il piano in esame è elaborato dal responsabile dei trasporti locale o da soggetti privati.

La pianificazione strategica può esprimersi attraverso piani nazionali, regionali, o anche locali.

La scala nazionale riguarda gli spostamenti di persone e di cose tra le diverse regioni e tra queste e l’estero.

La scala regionale riguarda la mobilità che si esaurisce all’interno dei confini di ciascuna Regione.

La scala locale, infine, è quella della mobilità caratterizzante il singolo comune o all’interno di aggregati formati

da più comuni limitrofi e fortemente integrati. Gli obiettivi di tale pianificazione devono derivare innanzitutto

dalla valutazione delle condizioni del sistema di trasporto, devono essere coerenti con i vincoli normativi (per

esempio la concentrazione di polveri sottili), con i vincoli finanziari (devono essere realizzabili per mezzo del

budget a disposizione) e con i vincoli architettonici ed ambientali (devono rispettare aree protette e simili). E’

inoltre utile organizzare gli obiettivi preposti a seconda della relativa priorità.

4 La pianificazione tattica: finalità, soggetti coinvolti e competenze, esempi di pianificazione tattica.

La pianificazione tattica si riferisce ad interventi che richiedono tempi brevi e finanziamenti più contenuti.

Questo tipo di pianificazione riguarda la gestione del sistema di trasporti, tramite interventi normativi ed

organizzativi che devono essere attuati in tempi brevi e che non richiedono rilevanti impieghi economici . Per

gestione si intende l'utilizzo ottimo delle risorse infrastrutturali, umane ed organizzative. La pianificazione

tattica si articola per modo di trasporto. Nell'ambito di questo tipo di pianificazione operano soprattutto

aziende di proprietà pubblica o privati. Ci sono tre possibili modi di gestione: gestione diretta , tipica di livelli

territoriali provinciali e comunali, dove sono coinvolte direttamente le amministrazioni pubbliche , come nel

caso della redazione dei Piani Urbani di Traffico. La gestione mediante contratti di concessione è la tipica forma

di gestione del trasporto pubblico, del sistema delle autostrade , della rete ferroviaria. Si utilizza questo tipo di

gestione su scala nazionale o regionale. a gestione mediante contratti di servizio prevede la gestione di servizi

non redditizi per un azienda ma socialmente utili. In questo casi l'amministrazione si accolla interamente il

costo. Con entrambi i tipi di contratto si possono regolare le caratteristiche dell'offerta come il prezzo, le

infrastrutture, le sanzioni, ecc. La pianificazione tattica deve costituire un'anticipazione della pianificazione

strategica. Esempi di pianificazione tattica sono le progettazioni di cicli semaforici, la tariffazione della sosta, la

scelta di percorsi e gli orari di servizio.

5-6 Fasi e attività della redazione di un documento di pianificazione strategica.

La redazione dei documenti del processo di pianificazione strategica avviene percorrendo tre fasi: analisi della

situazione attuale, costruzione degli scenari futuri, simulazione degli scenari e scelta della proposta di piano.

Diversi sono gli enti coinvolti in queste fasi: tecnici della pianificazione esperti in analisi dei sistemi di trasporto,

tecnici della pianificazione esperti in progettazione di sistemi di trasporto e decisori pubblici. Ai tecnici analisti

spetta il compito di analizzare e simulare le componenti del sistema negli scenari di non intervento e di

intervento. Ai tecnici progettisti spetta il compito di rilevare lo stato attuale del sistema e configurare lo

scenario futuro di intervento e di non intervento valutando scenari alternativi. Ai decisori pubblici , ovvero

pubblica amministrazione o persone giuridiche pubbliche o private , spetta il compito di definire gli obiettivi e

vincoli da rispettare scegliendo l'alternativa migliore. Nell'analisi del sistema attuale c'è l'esplicitazione degli

obiettivi che si vogliono perseguire. Le attività tecniche di questa fase sono: caratterizzazione temporale e

spaziale del sistema di trasporto, analisi dell'ambiente fisico, geologico e geotecnico, analisi dell'assetto socio-

economico, rilevazione dell'offerta di trasporto, stima della domanda di mobilità, analisi dell'assetto

istituzionale, studio dell'organizzazione delle aziende di trasporto, implementazione del modello di offerta e del

modello di domanda. Nella costruzione degli scenari futuri si costruisce lo scenario di primo intervento e

diversi scenari di intervento tra i quali verrà scelto quello da proporre come piano. Le attività di questa fase

sono: definizione dell'intervallo di analisi, costruzione dello scenario di non intervento , simulazione dello

scenario di non intervento, costruzione degli scenari di intervento. Nella terza e ultima parte si procede alla

valutazione delle alternative sotto aspetti di tipo funzionale, economici , finanziari e ambientali, dopodiché c'è la

proposta di piano. Questa fase si articola in: simulazione degli scenari di intervento, valutazione ed infine scelta

dell’intervento migliore.

7 Introduci e commenta le possibili strategie di intervento su di un sistema di trasporto.

Le strategie di intervento sul sistema di trasporto sono motivate da obiettivi, quali: garantire il diritto alla

mobilità, aumentare l’efficienza, la qualità e l’equità del sistema di trasporto. Esistono anche obiettivi informali,

come raccogliere il consenso pubblico od ottenere una maggiore visibilità pubblica.

Le strategie intervengono sui sotto-sistemi che compongono il sistema di trasporto (sistema territoriale, sotto-

sistema della domanda, sotto-sistema dell’

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pixellato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pianificazione dei trasporti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof De Luca Stefano.
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