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ESTRATTO DOCUMENTO

Le quote di controllo di Alfa in B si ottengono moltiplicando 0,60 (cioè il 60% posseduto in A) per 0,40

(cioè il 40% posseduto da A in B) in modo da ottenere il valore 0,24 che espresso in termini

percentuali sta ad indicare il 24%.

Le quote di partecipazioni di Alfa in C si ottengono moltiplicando 0,24 (cioè il 24% posseduto in B) per

0,51 (cioè il 51% posseduto da B in C) in modo da ottenere il valore 0,1224 che espresso in termini

percentuali sta ad indicare il 12,24%.

Quindi il valore da noi cercato poteva essere ottenuto facendo:

0,60 x 0,40 x 0,51 = 0,1224 x 100 = 12,24%

PARTE SECONDA

IL BILANCIO

Cos’è il capitale di funzionamento? Quando viene determinato? Attraverso quale strumento?

1.

Il capitale di funzionamento può essere definito come la configurazione di capitale rilevata nel bilancio

d’esercizio delle aziende in funzionamento. Rimane determinante per la misurazione del reddito d’esercizio; può

essere inteso come la rappresentazione convenzionale della situazione patrimoniale. Inoltre, il capitale di

funzionamento può essere influenzato dalle valutazioni del valore dei fattori produttivi di cui non si dispone

dell’esatto valore.

Per quali finalità viene determinato il capitale di funzionamento?

2.

Il capitale di funzionamento viene determinato per evitare che la politica assunta possa non far

applicare correttamente i principi di prudenza e competenza.

Quali sono i sinonimi di “Capitale di funzionamento”?

3.

Il capitale di funzionamento è anche detto capitale di bilancio o di impresa.

Che relazione vi è fra il capitale di funzionamento e il reddito?

4.

Tra il capitale di funzionamento e il reddito vi è una relazione diretta, dato che il reddito è la

variazione positiva o negativa subita dal capitale per effetto della gestione.

Cosa è il periodo amministrativo?

5.

Il periodo amministrativo è un lasso di tempo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre (12 mesi), al

termine del quale si procede alla determinazione del reddito d’esercizio e del patrimonio.In rari casi,il tempo in cui

viene redatto,può essere anche superiore ad un anno .

Cosa è l’esercizio amministrativo?

6.

L’esercizio amministrativo è l’insieme di operazioni di gestione svolte in un determinato periodo

amministrativo.

Come si definisce il reddito?

7.

Il reddito è la differenza tra costi e ricavi, cioè la variazione subita dal capitale per effetto della

gestione. Il reddito viene misurato confrontando due situazioni patrimoniali relative a due diversi momenti della

gestione sulla linea del tempo.Si ha un utile se è positivo ed una perdita se è negativo.

Attraverso quali modalità è possibile pervenire alla determinazione del reddito d’esercizio?

8.

Per determinare il reddito d’esercizio occorre mettere a confronto due situazioni patrimoniali relative

a due diversi momenti della gestione sulla linea del tempo. Da ciò può scaturire un utile la differenza

tra i due è positiva, mentre una perdita se è negativa. Il reddito può configurare in due modi: reddito operativo, si

riferisce alla gestione caratteristica o tipica; reddito netto globale o reddito d esercizio ,che si riferisce all intero

esercizio globale considerato.

Da quali documenti è composto il bilancio d’esercizio? Quali sono i contenuti di ciascun

9.

documento?

Il Bilancio d’esercizio è composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico e dalla Nota

integrativa. Lo Stato patrimoniale evidenzia gli aspetti finanziari e patrimoniali della gestione, è

costituito da sezioni contrapposte: a sinistra vi è l’attivo, in cui vengono inserti gli investimenti, e a

destra il passivo, in cui vengono inseriti le fonti di finanziamento.. Il Conto

economico evidenzia gli aspetti economici della gestione ed ha una forma a scalare, nella parte

superiore vi sono i ricavi e in quella inferiore i costi. La differenza tra costi e ricavi dà il risultato

economico conseguito dalla società, se positivo si avrà un utile se negativo una perdita. Il Conto

economico individua tutti i fattori che hanno partecipato al ciclo gestione e costituisce una verifica di

al risultato d’esercizio le voci dello Stato patrimoniale, permette di

come hanno contribuito

individuare i risultati parziali di tutte le fasi gestionali in cui può essere scomposta l’attività

dell’impresa, permette di individuare le responsabilità di ciascun dirigente. La Nota integrativa è un

documento di carattere descrittivo che permette di capire meglio i valori inseriti nello Stato

patrimoniale e nel Conto economico.

In cosa consiste il postulato della chiarezza del bilancio?

10.

I postulati del bilancio sono quei principi guida che ne orienta la formazione e sono: la chiarezza, la

verità e la correttezza. Nel particolare il postulato della chiarezza del bilancio consiste: nel rispettare

gli schemi di bilancio previsti negli articoli 2424 e 2425 del Codice Civile, rispettare i

raggruppamenti delle voci previste nel bilancio, l’informazione destinata ai destinatari deve essere

compresa in maniera chiara e completa.

11Cosa significa che il bilancio deve “rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione

finanziaria dell’impresa e il risultato economico dell’esercizio”?

patrimoniale e

Significa che il valore iscritto in bilancio deve essere attendibile, attuando un corretto svolgimento

dei processi di contabilizzazione, inventariazione, valutazione e rappresentazione dei suoi valori. La

correttezza consiste nella scelta di un criterio di rilevazione e di riproduzione del valore che non

sfoci nell’arbitrio. Nel bilancio non vi devono essere verità oggettive ma una correttezza nelle stime ed una

rappresentazione veritiera degli utili o perdite conseguiti.

Qual è l’enunciato del principio di competenza economica? Cosa significa tale principio?

12.

Per principio di competenza economica si intende l’ideale correlazione causale tra costi sostenuti o

da sostenere e i ricavi relativi a questi. L applicazione di questo principio impone di sospendere le operazioni non

ancora concluse fino a quando non si saranno manifestati i corrispondenti costi/ricavi e potranno partecipare alla

determinazione del reddito .

Qual è l’enunciato del secondo corollario al principio di competenza economica e quale il

13.

suo significato?

Il secondo corollario della competenza economica diche che:

"Devono essere rinviati costi sostenuti e ricavi conseguiti nell'esercizio corrente, perché si suppone che gli stessi costi

e ricavi debbano essere sostenuti e conseguiti nell'esercizio seguente";

ciò sta a significare che i suddetti costi e ricavi non contribuiranno alla determinazione del reddito del corrente

esercizio ma a quello dell'esercizio seguente

Qual è l’enunciato del terzo corollario al principio di competenza economica e quale il suo

14.

significato?

Il terzo corollario della competenza economica dice che :"Devono essere imputati all'esercizio corrente costi e ricavi

che verranno sostenuti o conseguiti nell'esercizio seguente";

ciò significa che i suddetti costi e ricavi devono contribuire alla determinazione del reddito d'esercizio corrente anche

se essi non si sono manifestati

Qual è l’enunciato del primo corollario al principio di competenza economica e quale il suo

15.

significato?

Il primo corollario della competenza economica dice: "Al conto economico non devono essere inputati costi e ricavi

non di competenza, cioè che siano stati ne sostenuti ne conseguiti nell'esercizio corrente";

ciò significa che il conto economico deve essere "ripulito" da tutti le componenti non di competenza all'esercizio

corrente

Qual è l’enunciato del principio di prudenza e quale il suo significato?

16.

Il principio di prudenza enuncia che i ricavi incerti (non ancora realizzati) non devono essere

contabilizzati, mentre tutti i costi di competenza, anche se non ancora sostenuti, devono essere

considerati in bilancio per evitare l’annacquamento del capitale (gonfiare il patrimonio).

In che relazione si pongono fra loro il principio di competenza economica e il principio di

17.

prudenza?

Il principio di prudenza prevale sul principio di competenza economica, perché tende a tutelare e

salvaguardare le aziende dato che tende a dare maggiore solidità patrimoniale. Il legislatore per tutelare i terzi

consente la creazione di riserve vietando l annacquamento di capitale, a volte questo è in contraddizione con la

clausola generale e col principio di competenza economica.

Perché il bilancio d’esercizio deve essere redatto secondo il principio della continuazione

18.

dell’attività aziendale?

le valutazioni delle voci di bilancio devono essere fatti nella prospettiva di continuazione dell

Esso afferma”

attività” . secondo il principio di continuazione dell attività aziendale le valutazioni devono essere fatte con

criteri di funzionamento,cioè escludendo ipotesi di cessazione o liquidazione dell azienda,tenendo presenti

le possibili evoluzioni della gestione ed i programmi operativi che vedono coinvolti gli elementi da valutare.

Perché nella redazione del bilancio di esercizio deve essere mantenuta continuità nei criteri

19.

di valutazione?

Le valutazioni delle voci di bilancio devono essere fatte nel rispetto della continuità dei criteri di valutazione

da un esercizio all altro in modo da assicurare la “neutralità” del bilancio e rendere possibile la

comparazione di bilancio diversi.

Quali sono i principali criteri di valutazione delle voci di bilancio? In cosa consiste ciascuno

20.

di detti criteri?

I principali Criteri di valutazione del bilancio sono: il criterio della prudenza, che fa si che non ci siano dati che

potrebbero falsare la determinazione del reddito;

il criterio del costo, che valuta i prodotti in base al costo di acquisto o al costo di produzione;

criterio di competenza, che fa si che vengano imputati all'esercizio corrente solo i costi ed i ricavi che hanno avuto la

loro manifestazione economica. STATO PATRIMONIALE

Cosa viene rappresentato nello “Stato Patrimoniale” di un’azienda?

21.

Attraverso l analisi dello stato patrimoniale è possibile verificare se sussistono i presupposti per il rispetto del

principio di solvibilità. Lo stato patrimoniale è un prospetto formato da due serie di elementi. Nello Stato Patrimoniale

di un’azienda viene rappresentato, in forma a sezioni contrapposte, a

sinistra l’attivo, cioè gli investimenti a lento e breve ciclo di reintegro, e a destra il passivo, cioè i

finanziamenti a lento e breve ciclo di rimborso.

Perché si dice che lo Stato Patrimoniale fornisce una rappresentazione statica del

22.

patrimonio?

Perché lo stato patrimoniale fornisce una fotografia del patrimonio aziendale in un determinato momento,di

solito il bilancio d esercizio, senza evidenziare nessun movimento di tipo economico.

Cosa significa che nello Stato Patrimoniale gli impieghi vengono rappresentati in funzione

23.

della velocità di ritorno in forma liquida?

gli impieghi possono essere a breve ciclo di reintegro economico,ovvero quegli elementi patrimoniali

destinati al realizzo in breve tempo e impieghi a lento ciclo di reintegro,ovvero quegli elementi patrimoniali

destinati al realizzo in tempi lunghi. Quindi gli impieghi sono classificati in base al tempo che impiegano a

dare un realizzo all azienda attraverso l attività di gestione .

Quali elementi costituiscono il Capitale Circolante?

24.

Il capitale circolante circoscrive quella parte di impieghi che si prevedono torneranno in forma liquida(o che lo sono

già) a brave scadenza.Gli elementi che costituiscono il Capitale Circolante sono: rimanenze di magazzino, crediti

verso clienti, attività finanziarie,depositi bancari e postali, non

immobilizzate e disponibilità liquida.

Da cosa sono costituite le Immobilizzazioni

25.

Le immobilizzazioni si distinguono in:materiali,immateriali e finanziarie .

Materiali: terreni,fabbricati,macchinari, impianti,attrezzature industriali.

Immateriali: brevetti,concessioni,marchi,avviamento, costi di ricerca e sviluppo,costi di impianto e

ampliamento.

Finanziarie: partecipazione in imprese collegate,controllate,contrallanti,altre azioni, crediti verso imprese

contrallate,collegate,controllanti.

Da cosa sono costituiti i Capitali Permanenti?

26.

I capitali permanenti sono costituiti dal capitale proprio e dai debiti a medio e lungo termine.

Da cosa sono costituiti i Mezzi Propri?

27.

I mezzi propri sono costituiti dal capitale sociale, dalle riserve di capitale,dai finanziamenti dei soci e dagli utili non

distribuiti.

Essi sono il valore della porzione di ricchezza aziendale riconducibile ai proprietari.

Da cosa sono costituiti i debiti a breve?

28.

I debiti a breve sono costituiti da debiti a rapido ciclo di esborso come quelli verso fornitori, altre imprese,

banche,lavoratori, obbligazionisti,il fisco e gli istituti previdenziali.

In che modo lo Stato Patrimoniale può essere utilizzato per analizzare il rispetto dei principi

29.

di governo?

Mettendo a confronto gli investimenti/debiti a lento ciclo di reintegro/esborso e gli

investimenti/debiti a rapido ciclo di reintegro/esborso è possibile verificare se l’azienda rispetta il

principio solvibilità e in seguito quello di economicità. Dato che si tiene conto di indebitamento, sarà

analizzare anche il principio di autonomia finanziaria.

Il rispetto di quali principi di governo può essere valutato attraverso l’analisi dello Stato

30.

Patrimoniale?

In rispetto del principio di progresso analizzando la crescita della disponibilità dei beni, il principio di economicità

analizzando i ricavi e gli investimenti e verificando che i primi siano maggiori degli ultimi citati, il principio di solvibilità

vedendo se si è in grado di estinguere i propri debiti alla scadenza mantenendo il principio di economicità, e il principio

di autonomia analizzando se l’azienda è economicamente autosufficiente.

In che modo, attraverso l’analisi dello Stato Patrimoniale, può essere valutato il grado di

31.

solvibilità di un’impresa?

Il confronto tra capitale circolante e debiti a breve termine ci consenti di esprimere giudizi positivi o negatavi sull effettiva

capacità dell azienda di far fronte tempestivamente alle obbligazioni assunte. Confrontando il capitale circolante con i debiti a

breve termine, se questo è maggiore o uguale ai debiti a breve

termine allora l’azienda può essere definita solvibile.

Che differenza di informazione si ha fra un margine ed un indice calcolati con le stesse

32.

variabili? è la somma algebrica di due o più quantità, mentre l’

Il margine indice è il rapporto tra queste quantità. A

differenza del margine, l’indice sintetizza le informazioni e ne consente un uso facile nel tempo, nello

spazio e con valori standard di settore.

Riportare in uno Stato Patrimoniale a sezioni contrapposte le attività e le passività,

33.

riclassificate in base alla rapidità del ciclo di reintegro e di rimborso

1. Il rapporto quantità di risorse impiegata / obiettivo raggiunto misura:

B. L’efficienza;

2. Nella situazione patrimoniale, i debiti a medio termine vanno classificati: B. Fra i Capitali

Permanenti;

3Quale dei documenti di seguito indicati non costituisce parte del bilancio d’esercizio, secondo

l’art. 2423 del codice civile: D. Relazione sulla gestione. parte del bilancio d’esercizio, secondo

4. Quale dei documenti di seguito indicati non costituisce

l’art. 2423 del codice civile: D. Rendiconto finanziario.

5. I criteri di valutazione adottati nella redazione del bilancio d’esercizio: D. sono desumibili dalla

Nota Integrativa.

6. Nella riclassificazione dello Stato Patrimoniale le voci vengono raggruppate: B. Secondo il

criterio di liquidità per l’attivo e di esigibilità per il passivo;

7. L’indice di disponibilità, o rapporto corrente, è dato dal rapporto fra: A. Capitale Circolante /

Passività a breve;

8. Il Test acido è determinato dal seguente rapporto: (liquidità immediate + crediti a breve

scadenza / debiti a breve) D. Capitale circolante - Liquidità differite / Passività a breve

9. La contabilità generale ha lo scopo di fornire alla direzione aziendale informazioni utili per: D.

Determinare il risultato d’esercizio e le variazioni del patrimonio netto.

PARTE TERZA

COSTI

Cosa significa imputare i costi secondo natura?

1.

Imputare i costi secondo natura significa classificarli in base alla causa o al titolo di sostenimento(materie

prime,lavoro,servizi,energia elettrica,ammortamenti, ecc..),

qualificando il tipo di fattore che si acquisisce per l’attività produttiva.Ha riscontro diretto nella struttura del conto

economico.

Cosa significa imputare i costi secondo destinazione?

2.

I costi si possono imputare secondo la loro destinazione temporale, cioè in base al periodo a cui si fa riferimento( a

questo esercizio o ad un

Altro), oppure facendo riferimento ad un oggetto più ristretto come un singolo prodotto o una produzione. In questo

caso si parlerà di destinazione riferita allo spazio.

Ai fini della determinazione del reddito quali criteri di classificazione dei costi vengono

3.

utilizzati?

Per la determinazione del reddito viene usato il criterio della casualità, la cui destinazione riflette una

relazione di casualità tra l’ottenimento di un oggetto di riferimento e il sostenimento di un

determinato costo. Sotto il profilo della causalità è possibile suddividere i costi in due categorie: costi diretti e costi

indiretti.

Per quali ragioni è possibile che sia necessario conoscere e riclassificare i costi per

4.

destinazione e non solo per natura?

Perché la classificazione per destinazione chiarisce quali sono i costi per uno specifico prodotto,

all’intera produzione o ad un altro oggetto di riferimento.una classificazione per destinazione permette di classificare i

costi dell area caratteristica nelle tre tipiche funzioni aziendali: produttività, commerciale ed amministrativa

Cosa sono i costi diretti? In che altro modo vengono chiamati?

5.

I costi diretti sono quei costi per cui è possibile definire un rapporto diretto di casualità tra il loro

sostenimento e l’oggetto di riferimento; sono anche chiamati costi speciali.

Cosa sono i costi indiretti? In che altro modo vengono chiamati?

6.

I costi indiretti sono quei costi in cui il nesso di casualità è più difficile o meno logico da trovare. tali costi si

riferiscono in comune a più oggetti di riferimento e a questi vengono imputati pro quota.

. I costi indiretti vengono anche chiamati costi comuni.

Cosa è una base di ripartizione?

7.

Una base di ripartizione è uno strumento attraverso il quale si divide il costo indiretto in quota,ciascuna delle quali va

ad imputarsi ai singoli oggetti di riferimento.

Cosa è una configurazione di costo?

8.

Una configurazione di costo è la sommatoria di più elementi di costo che sono caratterizzati da una

certa omogeneità e possono riferirsi ad un medesimo oggetto. Le configurazioni di costo sono tante quanti gli elementi

di costo.

Quali sono le principali configurazioni di costo?

9.

Le principali configurazioni di costo sono: il costo primo (somma dei costi diretti), il costo

complessivo (costo primo più i costi indiretti) e il costo totale o economico-tecnico (costo

complessivo più i costi virtuali più la quota di profitto).

Come si determina il costo complessivo utilizzando il criterio di ripartizione dei costi

10.

indiretti su base unica d’azienda?

Per determinare il costo complessivo utilizzando il criterio di ripartizione dei costi indiretti su base

unica d’azienda bisogna dividere la somma complessiva dei costi indiretti per la base di ripartizione,

ottenendo il coefficiente di ripartizione che verrà moltiplicato per il numero delle ore di lavoro

diretto per ciascun prodotto. In questo modo si ottengono le quote da attribuire ai vari prodotti. Il risultato essendo

influenzato dalla base di ripartizione non è obiettivo.

Come si determina il costo complessivo utilizzando il criterio di ripartizione dei costi

11. multipla d’azienda?

indiretti su base

Con questo criterio si utilizzano diversi basi di ripartizione, suddividendo i costi in certo numero di raggruppamenti

omogenei rispetto ad una base di ripartizione. Esso si basa sul fatto che non è possibile trovare un'unica base di

ripartizione che sia logicamente idonea alla ripartizione di tutti i costi indiretti dell azienda.

Quali sono i principali limiti dei criteri di ripartizione su base unica e su base multipla

12.

d’azienda?

Il limite di entrambi i criteri di ripartizione è la mancanza di obiettività, in quanto è possibile

preordinare la determinazione dei costi complessivi ad un certo risultato scegliendo la base di

ripartizione più adeguata. Se usati impropriamente,possono pure condurre a scelte sbagliate.

Come si determina il costo complessivo utilizzando il criterio commerciale?

13.

Per determinare il costo complessivo utilizzando il criterio commerciale bisogna scegliere come base

di ripartizione la capacità contributiva misurata attraverso il margine di contribuzione, che si ottiene

dalla differenza tra ricavi e costo primo. In questo criterio prodotti con margini di contribuzioni più elevati assorbono

più costi indiretti .

Su quali presupposti si fonda il criterio commerciale per la ripartizione dei costi indiretti?

14.

Il criterio per la ripartizione dei costi indiretti si basa sul presupposto che i prodotti con margini di

contribuzione più elevati assorbono più costi indiretti, mentre quelli con margini di contribuzione

meno elevati ne assorbono meno.

Quali sono i principali limiti del criterio commerciale?

15.

I limiti del criterio commerciale sono che non si considerano le caratteristiche del processo

produttivo né l’incidenza dei costi indiretti legata all’assorbimento effettivo di tali costi da parte dei

singoli prodotti.

Come si determina il costo complessivo utilizzando il criterio di localizzazione dei costi?

16.

Per determinare il costo complessivo utilizzando il criterio di localizzazione dei costi bisogna prima

determinare i coefficienti unitari di centro, risultanti dalla divisione dei costi complessivi di periodo

del centro diretto sul numero dei prodotti o delle unità con cui viene rappresentata in modo

omogeneo la produzione. Dopo di ciò occorre sommare ai costi diretti di prodotto il risultato della

moltiplicazione tra i coefficienti unitari di centro ed il numero di ore di lavoro diretto necessarie per

l’ottenimento del prodotto in ciascun centro diretto.

Su quali presupposti si fonda il criterio di localizzazione dei costi per la ripartizione dei costi

17.

indiretti?

Il presupposto su cui si fonda il criterio di localizzazione dei costi è quello di eliminare i costi

indiretti facendoli diventare tutti i costi diretti rispetto ai prodotti o rispetto ai centri di attività.

Quali sono le fasi attraverso cui si perviene dalla determinazione del costo complessivo

18.

secondo il criterio di localizzazione dei costi?

Le fasi del criterio di localizzazione sono sei, e sono: 1) fase uno → si costruisce una mappa

dell’azienda che rappresenta quali sono le aree omogenee di attività della complessa gestione

aziendale; 2) fase due → predeterminazione del volume di produzione del periodo preso in

considerazione; 3) fase tre → imputazione dei costi ai centri; 4) fase quattro → redistribuzione dei costi dei centri

centri diretti ; 5) fase cinque → determinazione dei i coefficienti unitari di centro; 6) fase sei → si

indiretti sui

ottiene il costo complessivo del prodotto.

Quali peculiarità presenta l’applicazione del criterio di localizzazione dei costi nelle aziende

19.

che producono su commessa, rispetto alle aziende che producono in serie ed a ciclo

continuo?

Per predeterminare il volume di produzione nelle aziende che producono in serie ed a ciclo continuo

periodo, detrarre da esso l’entità

basta stimare il volume di vendite che si prevede di realizzare nel

quantitativa delle rimanenze iniziali ed aggiungere quella delle presunte rimanenze finali. Mentre

nelle aziende che producono su commessa il volume dei prodotti non è predeterminabile, ma può

essere misurato con un’unica unità di misura.

Quali criteri di riferimento è opportuno seguire nelle scelta dell’unità di capacità produttiva

20.

da adottare per l’espressione del volume di produzione cui riferire i costi?

L’unità di capacità produttiva deve riferirsi al fattore d produzione raro o limitativo a cui è legato

il vincolo dimensionale dell’intera produzione aziendale.

21 Cosa si intende per fattore di produzione raro o limitativo?

Per fattore di produzione raro o limitativo si intende quel fattore a cui è legato il vincolo

dimensionale dell’intera produzione aziendale, che delinea la capacità produttiva di un’azienda e dal

quale dipende la velocità e il volume di produzione.

Cosa è e come si determina il coefficiente unitario di centro?

22. è un valore che misura l’incidenza del costo di periodo sull’unità di

Il coefficiente unitario di centro

produzione omogenea. Esso si ottiene dal rapporto tra i costi complessivi di periodo del centro

diretto e il numero dei prodotti o delle unità con cui viene rappresentata in modo omogeneo la

produzione. DIAGRAMMA DI REDDITIVITA

Cosa è il diagramma di redditività?

23.

Il diagramma di redditività è un sistema di assi cartesiani in cui è rappresentata la dinamica dei costi

fissi, costi variabili, costi complessivi e dei risultati al variare del volume di produzione.

Cosa è il Punto di Pareggio, attraverso quale strumento di determina?

24.

Il punto di pareggio,o break even point, indica quella quantità per la quale i ricavi totali sono uguali ai costi

complessivi totali,quindi quel punto in cui i ricavi coprono tutti i costi. Il punto di pareggio viene determinato

risolvendo l equazione ricavi totali=costi complessivi.

Cosa è l’area di redditività negativa, nel diagramma di redditività?

25.

L’area di redditività negativa è l’area che sta al di sotto del punto di pareggio nel diagramma di

redditività, i costi superano i ricavi.

Cosa è l’area di redditività positiva, nel diagramma di redditività?

26.

È l’area che sta al di sopra del punto di pareggio, nel diagramma di redditività, in cui i ricavi

superano i costi.

27 Quali sono le ipotesi specifiche del diagramma di redditività complessiva?

Le ipotesi specifiche del diagramma di redditività complessiva sono quattro: 1) costanza di ricavi per

considerati, che l’azienda porta sul

unità di prodotto per tutti i volumi produttivi successivamente

mercato entro i limiti di capacità produttiva; 2) costanza di alcuni elementi originari o derivati di

costo al variare delle quantità prodotte; 3) variabilità proporzionale dei costi diretti al variare delle

quantità prodotte; 4) omogeneità della produzione e relativa costanza della loro composizione

rispetto al variare del volume complessivo

Quale è il significato di ciascuna delle ipotesi del diagramma di redditività complessiva?

28.

Le ipotesi specifiche sono 4:

1) tale ipotesi si intende il fatto che ogni unità di prodotto ha un aumento costante dei

ricavi, che in questo modo possono essere rappresentati da una semiretta che cresce

proporzionalmente all’aumentare del volume di produzione. 2) con tale ipotesi si indica il

comportamento tipico dei costi fissi che restano invariati entro certi limiti di volume di produzione in

relazione alla capacità disponibile. 3) con tale ipotesi si indica la situazione di variabilità costante dei costi variabili. 4)

con tale

ipotesi si intende la rappresentabilità delle diverse produzioni attraverso un’unica unità di misura e la

proporzione interna fra i diversi prodotti non varia con il cambiare del volume complessivo.

di semplificazione specifici determina l’introduzione nel diagramma di

Quali elementi

29.

redditività complessiva delle ipotesi riguardanti i criteri di variabilità e costanza dei costi e

dei ricavi?

L’elemento di semplificazione specifico del diagramma di redditività è l’uso di semirette visto che i costi fissi e i

ricavi unitari nella realtà non sono costanti e quindi non andrebbero rappresentati con delle semirette.

A quale esigenza specifica risponde l’introduzione dell’ipotesi semplificatrice riguardante

30.

l’omogeneità delle produzioni nel diagramma di redditività complessiva?

L’introduzione dell’ipotesi semplificatrice riguardante l’omogeneità delle produzioni di diagramma

di redditività risponde all’esigenza di dover rappresentare diverse produzioni attraverso un’unica

unità di misura.

A quale esigenza specifica risponde l’introduzione dell’ipotesi semplificatrice riguardante la

31.

costanza del mix di produzione nel diagramma di redditività complessiva?

L’introduzione dell’ipotesi semplificante riguardante la costanza del mix di produzione nel

diagramma di redditività complessiva risponde all’esigenza di semplificare l’elaborazione dei

diagrammi di redditività delle aree significative, e una concreta rappresentazione della composizione

in cui l’azienda produce più prodotti.

che influisce in una situazione

Al verificarsi di quali condizioni l’ipotesi di costanza del mix di produzione diventa

32.

ininfluente ai fini della determinazione del punto di pareggio, perché, con quali

considerazioni specifiche nei diversi casi?

L’ipotesi di costanza del mix di produzione diventa ininfluente ai fini della determinazione del punto

di pareggio nelle condizioni in cui non ci sia nessun cambiamento nella pendenza delle semirette

dovuto alla presenza di costi e ricavi unitari, nessun cambiamento nel punto di pareggio dovuto alla

presenza del margine di contribuzione.

Cosa è l’area di significatività?

33.

L’area significativa è l’area di grafico racchiusa tra livelli di attività minimi e massimi di produzione. L analisi dei

costi e dei ricavi si limita alla variazione dell attività produttiva entro i limiti compresi nell area significativa.

ANALISI DEGLI SCOSTAMENTI

Caso si intende per scostamento globale?

34.

Scostamento globale = budget preventivo(vol. Produzione programmato * consumo unitario programmato * prezzo

unitario programmato) – budget consuntivo(vol. Produzione effettivo * consumo unitario effettivo * prezzo unitario

effettivo)

Cosa si intende per scostamenti elementari?

35.

Gli scostamenti elementari sono gli scostamenti di efficienza che mettono in evidenza un rendimento

maggiore o minore rispetto a quanto programmato, gli scostamenti di prezzo, che individuano le

variazioni causate dall’acquisto o vendita di prodotti a prezzi diversi da quelli programmati, e gli

scostamenti di volume, che rappresentano la differenza tra i valori di budget riferiti alle attività

programmate e quelli riferiti alle attività ottenute.

Cosa è il budget flessibilizzato?

36. nell’analisi degli scostamenti

Il budget flessibilizzato serve per calcolare lo scostamento di volume

dei costi variabili

Il budget flessibilizzato si ottiene ricalcolando i valori del budget con riferimento ai volumi di produzione

effettivi che vanno a sostituire quelli programmati.

Cosa è il consuntivo a prezzi standard?

37.

I consuntivi a prezzi standard rappresentano per ogni centro di costo quanto si è speso per ogni voce di

spesa. Confrontando i consuntivi con il budget del centro di costo si rilevano le variazioni tra quanto si

voleva spendere per quel volume di produzione e quanto si è speso effettivamente

Come si determina lo scostamento di efficienza per i costi variabili? Quale è il suo

38.

significato?

Si parlerà di scostamento di efficienza quando ci sarà una differenza del quantitativo preventivato da quello che si è

impiegato per ogni unità prodotta. Lo

scostamento di efficienza per i costi variabili si determina sostituendo dal budget flessibilizzato il

consumo di materia prima programmato con quello effettivo.

Come si determina lo scostamento di prezzo per i costi variabili? Quale è il suo significato?

39.

Si parla di scostamento di prezzo quando si sostengono costi in più (o in meno) solo perché il prezzo

unitario delle risorse si è rivelato diverso da quello di budget.

si determina sostituendo nella formula che esprime il consuntivo a prezzi standard il prezzo di acquisto

delle materie prime,sostituendo il prezzo programmato con quello effettivo.

Come si determina lo scostamento di volume per i costi variabili? Quale è il suo significato?

40.

Si parla di scostamento di volume quando si sostengono costi in più (o in meno) solo perché la

quantità prodotta non corrisponde a quella del budget. Si determina sostituendo dal budget originale

quello flessibilizzato che si ottiene ricalcolando i valori di budget con riferimento ai volumi di

produzione effettivi, che vanno a sostituire quelli programmati.

Come si determina lo scostamento di assorbimento di costi fissi? Quale è il suo significato?

41.

Se invece di ottenere la quantità programmata si è realizzata una quantità maggiore(o minore) si parla di

scostamento di assorbimento. In particolare vi sono :

sotto assorbimento nel caso in cui il volume effettivo risulti inferiore a quello programmato

sopra assorbimento nel caso in cui il volume effettivo risulti maggiore di quello programmato.

SI determina: costo fisso di budget (costo fisso di budget/volume programmato) X volume effettivo

Come si determina il fabbisogno finanziario medio prospettico da immobilizzare in scorte di

42.

semilavorati?

Fabbisogno = C x d2/12. Dove C è la sommatoria dei costi rilevanti derivanti dal processo di

produzione; D2 è la durata media del ciclo produttivo

1. Un centro di costo è:

A. un centro di responsabilità in cui il responsabile risponde solo dell'efficacia e dell'efficienza

sull'impiego delle risorse misurabili che è in grado di controllare;

2. Un centro di responsabilità in cui il responsabile risponde non solo del profitto, ma anche

del

capitale investito (es. capitale circolante e fisso) impiegato per generare quel profitto è

denominato.

C. Centro di investimento

3. Si supponga che una azienda produca due prodotti A e B e che il problema sia quello della

determinazione del costo complessivo di ciascun prodotto. Il costo primo per la realizzazione di

A ammonta a € 150,00 e, per la realizzazione di B, a € 180,00. I costi indiretti ammontano

complessivamente a € 220,00. Si supponga ancora che per la realizzazione del prodotto A

occorrano mediamente Kg. 14 di materie prime e n. 75 ore macchina, mentre per il prodotto B

occorrano Kg. 8 di materie prime e n. 90 ore macchina. Utilizzando quale base di ripartizione le

materie prime impiegate per il 40% dei costi indiretti e le ore macchina per il 60% dei costi

indiretti, il costo complessivo del prodotto A sarà pari a:

B. € 266

4. Si supponga che una azienda produca due prodotti A e B e che il problema sia quello della

determinazione del costo complessivo di ciascun prodotto. Il costo primo per la realizzazione di

A ammonta a € 150,00 e, per la realizzazione di B, a € 180,00. I costi indiretti ammontano

complessivamente a € 220,00. Si supponga ancora che per la realizzazione del prodotto A

occorrano mediamente Kg. 14 di materie prime e n. 75 ore macchina, mentre per il prodotto B

occorrano Kg. 8 di materie prime e n. 90 ore macchina. Utilizzando quale base di ripartizione le

materie prime impiegate per il 40% dei costi indiretti e le ore macchina per il 60% dei costi

indiretti, il costo complessivo del prodotto B sarà pari a:

D. € 284

5. Il candidato indichi con una X quale fra le seguenti ipotesi non si deduce dal grafico

rappresentante il diagramma di redditività legato alla produzione complessiva; disegni inoltre

nel grafico che segue la semiretta dei costi variabili:

D. vi è omogeneità nelle produzioni e costanza nella loro composizione rispetto al variare del

volume complessivo.

6. Il diagramma di redditività

D. Mette in evidenza le relazioni tra costi variabili e ricavi di vendita.

7. Il punto di pareggio (o break even point) corrisponde

A. Al punto di intersezione della retta dei costi totali con la retta dei ricavi

25. Sono considerati costi variabili

C. I costi che variano al variare del volume di produzione;

26. Nel diagramma di redditivà l’area di economicità positiva si trova

A. A destra del punto di pareggio;

l’area di economicità negativa si trova

27. Nel diagramma di redditivà

B. A sinistra del punto di pareggio;

28. La contabilità analitica ha lo scopo di fornire alla direzione aziendale informazioni utili per

B. Misurare i risultati economici particolari;

29. La contabilità generale ha lo scopo di fornire alla direzione aziendale informazioni utili per


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DESCRIZIONE APPUNTO

Domande con risposta per l esame di economia aziendale .
Argomenti trattati:
-la nozione di azienda
-i comuni principi di governo per la continuita’ aziendale
-relazioni fra economicita’ e solvibilita'
-la permanenza dei principi di governo nel variegato universo delle
fattispecie aziendali
-il successo delle aziende e la formula imprenditoriale
-organizzazione
-gruppi aziendali
-il bilancio
-stato patrimoniale
-costi
-diagramma di redditivita'
-analisi degli scostamenti


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in statistica per l'analisi dei dati
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marekh17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Tomaselli Salvatore.

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