Domande e risposte economia aziendale
Parte prima - La nozione di azienda
1. Perché l’economia aziendale viene definita la scienza del governo e dell’amministrazione delle aziende?
L’economia aziendale viene definita la scienza del governo e dell’amministrazione delle aziende dalle definizioni date da Senofonte e Zappa. Senofonte definisce il termine “economia” come scienza del “governo della casa". Mentre Zappa definisce il termine “azienda” come un “istituto economico” che ha come obiettivo il soddisfacimento di determinati bisogni, e come un “sistema”, cioè un insieme coordinato di operazioni ed azioni. Si può quindi affermare che l'economia aziendale è intesa come scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, ossia la scienza dell'amministrazione aziendale.
2. In cosa differisce il significato del termine “azienda” nelle discipline giuridiche rispetto all’economia aziendale?
Il codice civile definisce l’azienda come il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa, prediligendo una concezione statica e patrimoniale dell’azienda. Mentre gli economisti definiscono l’azienda come un istituto, creato dagli uomini, che mira a soddisfare determinati bisogni, e come un sistema in cui si coordinano operazioni ed azioni.
3. Il termine azienda e impresa sono fra loro sinonimi? Perché possono/non possono essere considerati tali?
I termini azienda e impresa non sono sinonimi, perché l’azienda è un complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio di un’attività d’impresa atta a soddisfare i bisogni dell'uomo, mentre l’impresa è un’attività professionale organizzata per produrre o scambiare beni e servizi.
I comuni principi di governo per la continuità aziendale
4. Quali sono i principi di governo per la continuità e lo sviluppo delle aziende?
I principi di governo per la continuità e lo sviluppo delle aziende sono: il principio di progresso, il principio di economicità, il principio di unità e finalismo aziendale, il principio di autonomia, il principio di solvibilità, efficacia ed efficienza.
5. Enunciare il principio di progresso e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di progresso è la tensione all’accrescimento della disponibilità di beni utili a soddisfare determinati bisogni. Il progresso non è soltanto di carattere materiale, quindi relativo alla crescita del patrimonio, ma è un progresso anche e soprattutto per la crescita dell’uomo, che è essenziale per la vita delle aziende.
6. Enunciare il principio di unità e spiegarne sinteticamente il significato
Secondo il principio di unità, tutte le risorse all’interno dell’azienda devono essere tra loro collegate, coordinate e coerenti, per raggiungere lo stesso obiettivo: quello di soddisfare quei bisogni che la specifica ragione d’essere dell’azienda stessa. Il principio di unità è strettamente collegato al finalismo aziendale, infatti l'azienda è un'entità teologica, cioè si muove in relazione ad un fine.
7. Enunciare il principio di economicità e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di economicità si configura nella relazione tra il valore delle risorse impiegate nella gestione delle aziende e il valore di quelle generate dalla stessa gestione. Il principio di economicità si realizza nel lungo periodo quando il valore dei realizzi è maggiore della somma tra gli investimenti, consumati nel processo di trasformazione, e gli interessi delle risorse finanziarie prese a prestito (R>I + i). L’economicità è legata prevalentemente alla gestione operativa e alla misura degli interessi e quindi alla struttura dell’indebitamento e alla sua onerosità.
8. Descrivere il ciclo processuale tipico e darne la rappresentazione grafica
Per poter avviare un’attività aziendale bisogna come prima cosa procurarsi i mezzi finanziari, che possono essere messi a disposizione dai soggetti che vogliono intraprendere l’attività, detto capitale proprio, o chiederlo in prestito presso terzi, detto capitale di terzi. Questa prima fase prende il nome di finanziamento. La seconda fase prende il nome di investimenti, in cui si investono i mezzi finanziari per poter acquistare i fattori produttivi necessari per svolgere l’attività. La terza fase prende il nome di trasformazione, in cui i fattori produttivi vengono trasformati in beni e/o servizi che soddisferanno specifici bisogni. La quarta e ultima fase prende il nome di realizzi, in cui i beni e/o servizi prodotti vengono immessi nel mercato per essere venduti, per poi avere dei realizzi con cui si possono ripristinare i finanziamenti, assicurando la continuità del ciclo gestionale.
9. Enunciare il principio di solvibilità e spiegarne sinteticamente il significato
Secondo il principio di solvibilità, l’azienda deve essere sempre in grado di estinguere i debiti in qualsiasi momento, senza compromettere la propria economicità. L’azienda deve estinguere i propri debiti a breve termine senza mutare la destinazione degli investimenti già effettuati e senza indebitarsi nuovamente. La solvibilità è determinata dall’equilibrio tra le entrate e le uscite.
10. Indicare sinteticamente l’origine delle entrate e delle uscite nell’ambito del ciclo processuale tipico
Nel ciclo processuale tipico le entrate sono originate dalla concessione dei prestiti finanziari e dalle riscossioni da clienti, mentre le uscite sono originate dall’estinzione di prestiti finanziari e dai pagamenti a fornitori.
11. Descrivere sinteticamente l’aspetto finanziario e l’aspetto economico della gestione e darne la rappresentazione grafica
L’economicità e la solvibilità configurano le condizioni necessarie per la sopravvivenza dell’azienda su due diversi aspetti: economico e finanziario. Sotto l’aspetto economico gli investimenti determinano i costi e i realizzi determinano i ricavi; il saldo positivo tra costi e ricavi prende il nome di utile, mentre quello negativo prende il nome di perdita. Sotto l’aspetto finanziario gli investimenti determinano uscite e i realizzi determinano le entrate; il saldo positivo tra entrate e uscite prende il nome di avanzo, mentre quello negativo prende il nome di disavanzo.
12. Enunciare il principio di autonomia e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di autonomia consiste nell’autosufficienza economico-patrimoniale dell’azienda, che la rende indipendente da terze economie. L’autonomia si basa sulla fiducia nelle capacità degli uomini e sulla loro professionalità, si fonda sul principio di libertà, che è essenziale per l'uomo, ed è la responsabilità.
13. In cosa consiste l’efficacia? Come viene misurata?
L’efficacia consiste nella soddisfazione nel miglior dei modi i bisogni legati alla ragion d’essere dell’azienda. Si misura attraverso il rapporto tra risultati ottenuti e risultati attesi. Si può affermare che un processo produttivo è efficace quando i risultati ottenuti sono uguali ai risultati attesi.
14. In cosa consiste l’efficienza? Come viene misurata?
L’efficienza consiste nella capacità dell’azienda di utilizzare al meglio le proprie risorse e viene misurata attraverso il rapporto tra output/risorse impiegate. L’efficienza è quindi quella qualità delle coordinazioni aziendali che permette di ottenere parità di risultati con quantitativi minori di fattori produttivi impiegati.
15. In cosa consiste il rischio economico-aziendale, in che relazione si pone con il rischio economico patrimoniale?
Il rischio economico-aziendale è quel rischio che è connaturato a tutte le aziende, consiste nella presenza di rischi nelle combinazioni economiche di gestione, quali: l’incertezza, il rapporto con i clienti e con i prestatori di lavoro subordinato, rigidità degli investimenti aziendali. Questo rischio è di natura economico-patrimoniale nell’eventualità in cui il capitale proprio venga eroso a causa di un flusso di realizzi inferiori agli investimenti e al costo dei prestiti finanziari.
16. In cosa consistono il rischio economico generale ed il rischio economico particolare?
Il rischio economico generale riguarda l’eventualità che i realizzi non superino gli investimenti, mentre quello particolare riguarda: minori realizzi conseguiti rispetto a quelli attesi, maggiori investimenti effettuati rispetto a quelli programmati, o entrambi.
17. In che cosa è identificabile il rischio economico particolare riconducibile alle relazioni con i clienti?
I clienti devono fronteggiare il rischio che i prodotti o i servizi forniti dall’azienda non siano in grado di soddisfare i propri bisogni.
18. In che cosa è identificabile il rischio economico particolare riconducibile alle relazioni con i prestatori di lavoro subordinato?
I prestatori di lavoro subordinato fronteggiano il rischio dell’incertezza del posto di lavoro, della qualità e del contributo di lavoro richiesto, ai contenuti etici e del pagamento e congruità dello stipendio.
19. In che cosa consiste l’incertezza e che cosa la determina?
L’incertezza accomuna il rischio economico-patrimoniale e quello al quale devono fare fronte i diversi detentori di rischio verso l’azienda. Essa è la non sufficiente conoscenza del futuro assetto delle variabili aziendali. L’incertezza è determinata dal dinamismo dell’ambiente in cui l’azienda opera, ma può anche essere connessa ad una difficoltà di percezione delle diverse variabili rilevanti da tenere in considerazione prima di adottare una decisione. Può essere acuita dalla rigidità degli investimenti e dalla resistenza al cambiamento.
20. Cosa significa che il rischio economico generale non può essere annullato ma deve essere governato?
Il rischio economico generale non può essere annullato perché è connaturato al concetto stesso di azienda, né può essere ignorato, ma deve essere governato. Ciò può avvenire attraverso azioni che intervengono sulle cause del rischio stesso, oppure tramite il controllo degli effetti economici del rischio.
21. È possibile, e se sì in che maniera, trasferire a terzi il rischio economico generale?
Il rischio economico generale è connaturato al concetto stesso di azienda e non può essere annullato o trasferito. Il rischio economico generale va invece opportunamente governato con azioni volte ad agire sulle cause che lo determinano e con il controllo degli effetti economici del rischio, attraverso un loro trasferimento nel tempo e spazio.
Relazioni fra economicità e solvibilità
22. In che relazione si pongono fra loro l’economicità e la solvibilità?
L’economicità esprime la capacità dell’azienda di reintegrare nel tempo i suoi investimenti, mentre la solvibilità esprime la capacità dell’azienda di estinguere le obbligazioni assunte alle rispettive scadenze senza danneggiare l’economicità. Quindi questi due principi sono strettamente connessi tra loro, solo che l’economicità è legata alla gestione operativa e alla misura degli interessi, mentre la solvibilità è legata alla misura dei risultati conseguiti ed alla capacità di credito dell'azienda.
23. Dare la rappresentazione grafica delle relazioni fra economicità e solvibilità e commentare la situazione relativa a ciascuno dei quadranti della matrice
- I-IV: Situazioni aziendali armoniche tra investimenti e finanziamenti.
- II-III: Situazioni disarmoniche; la II per eccedenza di risorse finanziarie, la III per difetto delle risorse finanziarie che può causare crisi finanziarie nel breve e l’insolvenza pur esistendo prospettive economiche favorevoli.
24. Cosa è la capacità di credito?
La capacità di credito è la capacità di un’azienda di restituire il denaro prestato nel tempo ad un determinato tasso d’interesse. La capacità di credito è la capacità che ha l'azienda di attrarre al suo interno credito derivante da finanziamenti da fonti esterne.
25. In che relazione si pongono fra loro l’economicità e la capacità di credito?
Secondo il principio di economicità (R > I + i) i realizzi devono essere maggiori della somma degli investimenti più gli interessi, quindi un’azienda che rispetta questo principio con i realizzi conseguiti può rifinanziare il ciclo gestionale restituendo il denaro preso in prestito con gli interessi, avendo quindi capacità di credito. Bisogna, però, valutare i tempi di realizzo e i tempi di restituzione del denaro.
26. Dare la rappresentazione grafica delle relazioni fra economicità e capacità di credito e commentare la situazione relativa a ciascuno dei quadranti della matrice
- I: Situazioni aziendali nelle quali la capacità di reddito comporta anche capacità di credito.
- II: Situazione in cui la capacità di reddito non riesce a tradursi in adeguata capacità di credito.
- III: Situazioni in cui la capacità di credito non si fonda su presupposti di economicità aziendale, ma su garanzie patrimoniali o personali esterne o su una errata conoscenza dell’azienda da parte delle istituzioni creditizie o altri finanziatori.
- IV: Situazione in cui la negatività della gestione e la sfiducia dei finanziatori si combinano nell’aggravare della crisi.
27. In che relazione si pongono fra loro la solvibilità e la capacità di credito?
Secondo il principio di solvibilità, l’azienda deve essere sempre in grado di estinguere i debiti in scadenza, senza compromettere la sua economicità. Ciò implica la capacità di credito e quindi la solvibilità e la capacità di credito sono strettamente legate tra di loro. Tra di essi vi è una fitta serie di relazione che principalmente riguardano i tempi delle scadenze dei debiti, la manifestazione dei flussi economici ed alla capacità e dimensioni di credito.
28. Commentare la situazione in cui un’azienda abbia una scarsa economicità ed una elevata capacità di credito
È una situazione in cui la capacità di credito non si fonda su presupposti di economicità aziendali, ma su garanzie patrimoniali o personali esterne, o su una errata conoscenza dell’azienda da parte delle istituzioni creditizie o di altri finanziatori.
29. Commentare la situazione in cui un’azienda abbia una elevata economicità ed una scarsa capacità di credito
Situazione in cui la capacità di reddito non riesce a trasformarsi in adeguata capacità di credito, perché magari non è ancora evidenziabile in risultanze di bilancio o per difetti nelle relazioni con i finanziatori.
30. Commentare la situazione in cui un’azienda abbia una scarsa economicità ed una elevata solvibilità
È una situazione disarmonica che nel breve periodo porta ad esuberi di liquidità. Questa situazione può significare che l'azienda è ricorsa al credito per far fronte agli investimenti di gestione e alle scadenze delle obbligazioni assunte, ma questo può sussistere solo nel breve periodo.
31. Commentare la situazione in cui un’azienda abbia una elevata economicità ed una scarsa solvibilità
È una situazione disarmonica che può portare a crisi finanziarie. Questa situazione può significare che l’azienda non ha ancora reintegrato gli investimenti effettuati e quindi che ci sia uno sfasamento tra i tempi di restituzione dei finanziamenti e i tempi di realizzo degli investimenti.
32. Perché il bilancio può risultare inidoneo a rappresentare adeguatamente le relazioni prospettiche tra equilibrio economico e finanziario di un’azienda?
Il bilancio può essere inidoneo a rappresentare le relazioni prospettiche tra equilibrio economico e finanziario di un’azienda, perché la situazione finanziaria risultante dal bilancio è legata solo ad elementi esistenti ad una certa data e non comprende i riflessi di operazioni che potranno porsi in essere successivamente né in formazioni sulla capacità di credito dell’azienda e per questo può portare a risultati ingannevoli. Potrebbero esserci casi di elevata economicità e bassi risultati di bilancio, o alti risultati di bilancio e bassa economicità.
33. Che relazione esiste fra il ciclo di vita di un prodotto e l’economicità?
Nella prima fase del ciclo di vita di un prodotto il prodotto appena lanciato offre prospettive di economicità basse, quindi gli investimenti sono superiori ai realizzi. Nella seconda fase il prodotto conquista i favori del mercato aumentando le vendite, nonostante ciò i realizzi sono inferiori agli investimenti e al relativo costo finanziario. Nella terza fase buona parte degli investimenti viene recuperata e la differenza con i realizzi è positiva. Nella quarta fase i realizzi superano gli investimenti e i relativi costi, ma il tasso di crescita delle vendite è negativo e le prospettive di economicità futura sono molto ridotte.
La permanenza dei principi di governo nel variegato universo delle fattispecie aziendali
34. Quali caratteristiche presentano le aziende “dirette”? Fornire alcuni esempi di aziende dirette
Le aziende dirette soddisfano immediatamente i bisogni dei soggetti che ne fanno parte, per mezzo dei consumi o l’uso.
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