Individualismo pre moderno
L'io viene visto come rivale o come nemico, ma anche come quella realtà imprescindibile dalla quale costituisce i suoi scopi individuali. Rousseau dice che questo porta allo sviluppo della società ingiusta ma anche allo sviluppo delle patologie dell'io. Non si tratta di un modello autorepressivo, ma l'individualismo utilitaristico e acquisitivo porta alla nascita di quelle passioni che generano una falsa identità dell'io. A questo Rousseau oppone un io autentico.
La ricerca dell'autenticità
La ricerca dell'autenticità è vista come progetto emancipativo teso alla realizzazione di un mondo migliore e di legami sociali più solidi. Questo nasce come reazione dell'individualismo acquisitivo e riattiva quelle passioni, le cosiddette passioni comunitarie. L'altro non viene visto come nemico o rivale ma come fratello, amico ed alleato, fondamento della philia.
Aporie in Rousseau
- Gemeinschaft
- Struttura emotiva femminile
- Deriva narcisistica: contaminazione emotiva che resiste alla passione acquisitiva
Narcisismo patologico comporta perdita di pathos del legame sociale e dell'indebolimento del cum all'interno della diserzione della passione acquisitiva. Tocqueville osserva l'entropizzazione di questa passione: intuizione della passione del benessere che porta a invidia e risentimento, e dall'altra parte il conformismo derivante dalla passione dell'uguaglianza che conduce ad apatia e indifferenza.
La democrazia e la perdita di pathos
La democrazia è l'origine di questa perdita di pathos, con la passione acquisitiva come il centro della vita emotiva privata indebolita. Anche la stessa passione perde il suo carattere lungimirante e progettuale, conducendo a edonismo febbrile, successo inafferrabile. Il conformismo crea una massa di atomi irrelati e indifferenti che non riescono a capire quale sia il loro interesse; individualismo preferiscono se stessi agli altri, pensando che il bene sia il loro interesse individuale; si sentono deboli e in qualche modo bisognosi dell'altro soft mite, perché li tutela e li salva dall'anarchia, ma allo stesso tempo li priva del dispotismo dei loro diritti e della libertà.
Passaggio dall'individualismo aggressivo a quello indifferente
Il passaggio dall'individualismo aggressivo conflittuale a questo scenario di indifferenza e apatia ... svolta comunitaria. Si sente il bisogno di una comunità, ma in forme regressive e distruttive: comunitarismo regressivo per via dell'annullamento del legame sociale. Tutta questa enfasi marca il divario tra individualismo narcisistico e comunitarismo regressivo, sentendo il bisogno di una comunità non in forme regressive e distruttive ma una comunità mossa dalla philia, dalle passioni dell'essere in comune.
La logica del dono
Ci chiediamo non in che modo dobbiamo essere, ma se nella nostra struttura emotiva vi siano queste passioni altre: l'io non come un bisogno ma come un desiderio, l'io costitutivo della nostra stessa natura. Toqueville si oppone all'altruismo perché tali passioni si trovano nello stesso terreno della diserzione, dell'entropizzazione della passione acquisitiva. La logica del dono vede l'altro come la realtà simbolica dove l'io è carente e vede nell'altro il fine di sé, non il mezzo. Il dono interessa perché fa leva sull'autenticità dell'io, sull'interesse dell'io. Il dono tiene insieme individualismo e cum.
Blumenberg e Montaigne
Blumenberg analizza i presupposti della modernità: individuo libero e smarrito, debole, con duplice disordine interno ed esterno. Montaigne riprende questa ambivalenza, essendo il padre dell'individualismo moderno e critica della maschera che da una parte mostra la verità dell'io e la sua inadeguatezza e imperfezione. Presunzione e critica di Montaigne all'antropologia umanistico-rinascimentale: non più il soccorso divino, ma l'uomo mosso da inezie come la curiosità e la vanità; rivendicarsi sull'altro passioni versus la conoscenza e la felicità. Bisogna abbattere tali passioni attraverso una riconversione in se stessi: amore di sé e vanità di se stessi, riconoscendo la propria nullità rispetto a Dio.
Antropologia della mancanza
L'io è debole e carente, non deve lasciarsi attrarre dalle passioni alte come la gloria, poiché esse sono passioni di Dio. Critica della gloria come essere riconosciuti, ma non la passione gloria, perché essa nel corso del tempo ha subito un processo di svuotamento; la passione gloria in forma pura non viene criticata, mentre viene criticata questa nuova gloria che illude l'io di essere riconosciuto, svuotata che mostra l'essere vacuo dell'io. L'io deve riconoscere di essere un'anima comune e deve tendere alle passioni basse. L'unica grandeur dell'io è l'imparare a vivere.
Trasformazione della struttura emotiva
La trasformazione della struttura emotiva dal codice dell'onore all'etica della conservazione: nel modello aristocratico la gloria era vista come un codice sociale che tutelava le alleanze e faceva sottostare il benessere individuale a quello generale, comune. Richiama la logica del dono: bisogno dell'altro e reciprocità; legame sociale precostituito senza il quale è possibile pensare alla società. Bataille parla della spesa di sé, della logica del dispendio: eccesso pulsionale per avere una posizione sovrana poiché l'individuo all'interno di questa società si trova a rinunciare al proprium e alle ricchezze.
La sovranità e la modernità
Con la modernità viene meno la logica della dépense e il codice dell'onore. Per Bataille viene meno tutto ciò per il lavoro, acquisizione delle energie e autoconservazione. Freud riprende tale teoria soprattutto per le energie e per la conservazione dell'io. Elias dà importanza allo stato moderno, sgravio delle passioni dell'io, pacificazione abbatte tutte le forme violente e regressive rispetto all'operazione gloriosa. Elias e Bataille sulla modernità: si ha il mutamento della struttura emotiva dell'io. Il primo parla di addomesticamento delle passioni mediante lo stato quantitativo, costi e disagi. Il secondo parla della rimozione delle passioni qualitative ed eccesso pulsionale.
Cambio di paradigma
Cambio di paradigma rispetto all'uomo pre moderno: vincolo dell'onore, svincolare l'io dal codice, stato Elias. Avvento dell'io moderno, sgretolamento del codice dell'onore. Berger: la coscienza moderna si forma mediante ciò e dignità personale non all'interno dei vincoli ma fuori di essi. Autoconservazione. Metamorfosi delle passioni, non rimozione né addomesticamento. La gloria è svuotata, vacua passione dell'io debole perché ricerca un riconoscimento esteriore; autonomo consapevolezza di essere solo, vacillante, cavo, vuoto. L'io deve ammettere di essere debole.
La nuova identità
Il suo più grande vizio è celarsi dietro la gloria. Deve rinunciare alla gloria per capire chi è: soggettivismo radicale in ogni suo saggio Montaigne; riconoscersi come anima comune, passioni basse. Solo in questo modo potrà arrivare alla nuova identità, uomo comune. Riconversione in se stesso qualità più tranquille e calme: ritrarsi nella sfera privata e non collettiva come voleva la gloria. Le qualità per Montaigne sono la vita, la salute e il riposo.
Taylor e l'autoconservazione
Secondo Taylor l'individuo per essere comune deve costituire una vita comune, lavoro e vita affettiva per l'autoconservazione, impulso fondamentale nella modernità. Conservatorismo politico, Montaigne, orrore del cambiamento: mutare la sfera, struttura politica; rinunciare alla sopravvivenza. Non ha senso aggrapparsi a un modello precostituito come il modello aristocratico dell'io pre moderno. Verso questo Montaigne parla del saggio, colui che riesce a cogliere interessi e capire il valore stesso della sua vita. È lo spettatore imparziale del naufragio che avviene nel mondo, come afferma Blumenberg. È colui che riesce a ripararsi dal mondo per via della sua stessa saggezza, si astiene dal mondo verso Hobbes, perché lui parla di una soluzione comune: non astenersi dal mondo, anzi bisogna intervenire nel mondo. Montaigne l'individuo riesce a ritrarsi in se stesso.
Stoicismo e virtù barocca
Diverso dallo stoicismo: morale più radicale virtù barocca, limite dell'esistente e delle pieghe del mondo non verso lo stoicismo ma verso il modello aristocratico. Passaggio dall'antropologia della pienezza, della dépense a questa antropologia della mancanza, del vuoto. Anche Cartesio riprende la figura del saggio e mentre Montaigne il saggio è colui che è consapevole della sua debolezza, il saggio cartesiano mediante la generosità fa leva sulla logica della dépense, sulla volontà, sul libero arbitrio e sulla libertà. Maitre de soi: padrone di se stesso. La volontà è più vicina a Dio, tutti riescono ad arrivare al bene tramite la ragione. Il saggio di Cartesio è diverso dall'individuo moderno: tramite la ragione si arriva al bene; la ragione controlla le passioni, non si ha repressione delle passioni; si ha un eccesso pulsionale e l'equilibrio avviene mediante l'io generoso che è consapevole della sua volontà di essere padrone di sé ma ha anche una stima di sé: gloria. Cartesio porta avanti la gloria che è l'altra faccia della stima di sé diversa dall'orgoglio: essere riconosciuti ad ogni costo. Cartesio riprende l'ultima stagione del teatro di Corneille: l'eroe aristocratico si avvicina molto all'io generoso: gloria che è l'altra faccia del sé: vita, felicità e amore.
La morale di Cartesio e Montaigne
Il saggio in Montaigne e in Cartesio è differente, perché da una parte abbiamo questa perdita, mancanza, debolezza; dall'altra parte la forza dell'io. Hanno una cosa in comune: la separazione tra sfera individuale e collettiva, programma di vita, sgravio dalle passioni violente. Cartesio propone una morale più radicale rispetto a Montaigne, spettatore imparziale di Blumenberg. Questa morale scompare in Hobbes; in lui cade questo soggettivismo; non si astiene dal mondo ma interviene in questa dimensione conflittuale; l'autoconservazione in Hobbes perde la morale e diventa la questione fondamentale di vita o di morte. La preoccupazione più grande per Hobbes è la minaccia di morte e i beni materiali per la sopravvivenza. In Hobbes l'autoconservazione diventa il diritto naturale per eccellenza, caos e conflitto perché tutti gli individui cercano di difenderlo. Diverso dal saggio perché non si astiene dal mondo, non si parla di sfera individuale ovvero di soggettivismo radicale ma l'io è immerso in questa visione conflittuale: soluzione comune.
Il caos e la passione della gloria
Il caos non solo per l'autoconservazione e quindi per tutelare il suo diritto naturale ma anche per la gloria: passione dell'io, passione per essere riconosciuti dall'altro potere più alto dell'io; onore come riconoscimento della superiorità dell'io. La passione della gloria si trasforma nel Leviatano: essa diventa desiderio di potere, passione dell'utile, l'uomo desiderante di beni e del potere sia nel presente ma anche nel futuro. Grazie ad Hobbes abbiamo la doppia configurazione dell'individuo moderno: da una parte quello mosso dalla passione dell'io, vuole essere riconosciuto, gloria, e dall'altra parte l'io mosso dall'incessante voglia di beni, passione dell'utile, ansia per il futuro, desiderio di potere, legame conflittuale. Le passioni che legano e che slegano danno una soluzione comune! La paura è quella passione che spinge a trovare una soluzione comune: stato. La paura perché gli individui hanno una condizione comune che è l'incertezza. Stato: struttura artificiale che da una parte tiene a bada le passioni e dall'altra toglie per tutelarli.
Hobbes e la struttura politica
Hobbes: struttura politica. Smith parlerà di istanze morali per la soluzione comune. Locke: passione dell'utile diventa il paradigma dell'individualismo moderno. Essa ha un carattere espansivo e illimitato, infatti diventa il desiderio di più del necessario. In Hobbes la premessa auto conservativa viene meno: la premessa difensiva e drammatica. In Hobbes, l'autoconservazione era il diritto illimitato, questione di vita o di morte. In Locke essa è principio divino, uguaglianza; non si arriva a parlare di morte. Conservazione diritto di vita più ampio, conservazione della proprietà. Individualismo possessivo: possessore di sé ma anche dei beni, del frutto del suo lavoro. Questo è legittimato per la legge naturale: equilibrio tra diritto e utilità. Ma una volta subentrato il denaro: surplus e proprietà diseguali. Il denaro rende legittima la passione acquisitiva diverso da Hobbes. La passione acquisitiva in Hobbes ostacolava l'autoconservazione; in Locke essa è legittimata e rende la persona proprietaria di valore e ricchezze. Mentre in Hobbes essa veniva ostacolata dallo stato, in Locke viene sancita dallo stato non per ostacolare il conflitto ma per garantire la proprietà, che diviene il limite dello stato. In Hobbes si parla di desiderio di potere, in Locke di più del necessario; lo stato è limitato dalla proprietà che a sua volta non limita, ma la valorizza in Locke.
Political Economy: Smith e Mandeville
Political Economy: Smith e Mandeville: questo individualismo illimitato ed espansivo viene ribadito nella Political Economy di Smith e Mandeville. Diviene il desiderio di migliorare la propria condizione. Mandeville critica Hobbes in cui l'individuo è in uno stato di miseria. Questo stato di carenza e debolezza suscita il desiderio degli uomini di migliorare la propria condizione. Il desiderio porta a un prezzo da pagare che è vizi ed inezie che in Hobbes erano un male, la frenesia di passioni nella Political Economy le passioni sono la causa e l'origine della socialità. Favola delle api: per stare in una società bisogna accettare i vizi che comporta Mandeville. Mandeville: non è l'amore di sé che porta alla società ma è l'orgoglio: preferenza di sé: condotta emulativa per arrivare al bene materiale mediante la sopraffazione dell'altro. Ambizione, invidia e orgoglio: catena consumistica ti...
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