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• DUAL INCOME TAX

Modello di tassazione che ha ispirato le riforme fscali dei paesi nordici

Norvegia, Finlandia, Danimarca) fne anni ’80, inizio anni ’90.

(Svezia,

La DIT condivide gli obiettivi di equità e di effcienza dell’imposta sulla

spesa. Invece di esentare i redditi di capitale li assoggetta ad un prelievo

agevolato.

Sotto il proflo dell'effcienza, la DIT, tassa meno i redditi delle attività più

mobili: i capitali, specie fnanziari. Un’imposta elevata potrebbe generare

fughe di capitali, e quindi sostituzione fra redditi prodotti internamente e

redditi prodotti all’estero. Inoltre, sempre sotto il proflo dell'effcienza, tassa

tutti i redditi di capitale e li tassa tutti allo stesso modo.

I regimi fscali che si sono storicamente determinati non sono mai pienamente

coerenti con uno dei modelli proposti. Sono regimi ibridi che, proprio per la loro

sull’equità

incoerenza, possono esserci conseguenze ed effcienza del sistema e creare

ampie possibilità di elusione fscale.

Parole chiave della lezione

✔ La scelta della base imponibile: reddito prodotto, reddito entrata e reddito spesa

(consumo)

✔ Reddito prodotto: problemi sotto il proflo dell’equità e dell’effcienza.

✔ Reddito entrata: problemi applicativi (capital gain e tassazione alla

maturazione o alla realizzazione)

✔ Reddito spesa: problemi di effcienza ed equità

• la tesi della doppia tassazione del risparmio

• la dual income tax

✔ Reddito spesa: problemi applicativi ed elementi del sistema di tassazione

che riprendono questo modello (ad es: tassazione risparmio

previdenziale)

✔ Regimi ibridi

Domanda 1

Un anno fortunato.

Il sig. Rossi al 1° gennaio ha sul suo c/c 50.000 € ed ha una casa del valore di 200.000 €.

l’anno € un’eredità

Durante ha percepito 30.000 da redditi di lavoro; ho ottenuto di

€. dell’anno €

80.000 Alla fne ha veduto la casa a 230.000 e il saldo sul suo c/c è di

€.

340.000

Defnire e calcolate il suo Reddito prodotto, Reddito entrata e Reddito spesa

(nell’ipotesi che non ci sia infazione e che il suo c/c abbia interessi e costi nulli).

2. La scelta tra imponibile monetario o reale

In presenza di infazione possono manifestarsi una serie di distorsioni ai sistemi

tributari. È opportuno indicizzare il sistema tributario? L'operazione di

indicizzazione ha la funzione di evitare che componenti monetarie e non reali del

reddito vengano sottoposte a imposizione. In questo senso la potenzialità del

consumo dovrebbe essere intesa in senso reale e non semplicemente nominale.

• Nei redditi fnanziari, seguendo un concetto di base imponibile reale,

gli interessi attivi dovrebbero essere tassati mentre gli interessi passivi

dovrebbero essere dedotti.

• Per il calcolo del reddito di impresa, ad es. gli ammortamenti

dovrebbero essere commisurati al valore di mercato e non al costo storico del

bene, e dovrebbe essere tassato il solo valore reale delle plusvalenze e non quello

dovuto all'infazione.

Tuttavia i sistemi fscali moderni adottano di fatto un principio nominalistico,

pertanto la base imponibile non è corretta per gli effetti dell'infazione. Frequenti

sono i correttivi parziali che interessano cioè solo alcuni aspetti del sistema

tributario, o correzioni forfetarie, ovvero abbattimenti di base imponibile o aliquote

agevolate. Tuttavia questo modo di procedere comporta rischio di arbitrarietà e

distorsioni del modello generale a cui il sistema fscale doveva attenersi.

In presenza di un'imposta

progressiva, l'infazione potrebbe dar luogo al fenomeno del fscal drag: un aumento

solo nominale della base imponibile si traduce in un aumento reale del debito di

imposta, rappresenta quindi un aumento dell'aliquota media effettiva (aumento del

carico fscale).

Il fenomeno risulta poi accentuato in presenza di deduzioni e detrazioni espresse

in termini nominali e non indicizzate che comportano un risparmio d'imposta il

cui valore reale decresce al crescere dei prezzi.

Possibili correzioni del fscal drag:

• →

Correttivi automatici indicizzare i limiti degli scaglioni di

reddito imponibile e l'ammontare delle detrazioni e deduzioni

• →

Correttivi discrezionali ad es. rimodulare la scala delle aliquote,

aumentare le detrazioni e deduzioni

• La scelta tra reddito effettivo e reddito normale

La defnizione della base imponibile richiede, oltre alla scelta del concetto di reddito

(prodotto, entrata, spesa) e alla sua natura (reale o nominale), la defnizione del

periodo di imposta e la misurazione corretta delle sue componenti. La base

imponibile può infatti essere misurata in modo effettivo o in modo normale.

Redditto effettivo: reddito di cui il contribuente ha la disponibilità nel periodo

di imposta considerato. Tale reddito può essere calcolato sulla base di un principio

di competenza (maturato nel periodo d'imposta, la cui manifestazione numeraria

può anche verifcarsi in un momento precedente o successivo) o di cassa

(realizzato effettivamente nel periodo d'imposta).

Reddito normale: reddito che un contribuente può ricavare da un cespite in

circostanze non eccezionali. Esso coglie le potenzialità reddituali. È generalmente

calcolato come reddito medio del medesimo contribuente rispetto al tempo o come

reddito medio di soggetti doversi, che svolgono attività analoghe.

Defnizione di catasto: elenco dei beni immobili censiti in uno stato, suddivisi per

localizzazione geografca e per unità. Ad ogni unità elementare (particella di terreno

o unità immobiliare) è attribuita una rendita costituita dal reddito medio ordinario

imputabile, in condizioni normali, al singolo cespite.

Le ragioni a favore della scelta tra reddito effettivo e reddito normale possono essere

sia di carattere teorico, sia, più frequentemente, di carattere pratico.

Il reddito effettivo è generalmente adottato dai sistemi fscali moderni:

• rappresenta una misura più precisa della capacità contributiva di un soggetto;

• è più coerente con il concetto di reddito entrata, in cui compaiono

componenti diffcilmente riconducibili a normalità (es. plusvalenze);

• è più equo del reddito normali in presenza di ampie dispersioni dei redditi,

all’interno della stessa tipologia di attività economica o di contribuenti, o di

ampie variazioni nell’attività produttiva e nei prezzi, nel corso del tempo.

Le motivazioni teoriche a favore del reddito normale sono:

• l’imposta

arbitrarietà del periodo di tempo cui si riferisce ai fni della

valutazione della capacità contributiva;

• d’incentivo all’attività

effetto economica: infatti la tassazione del reddito

normale (medio fra contribuenti) premia i contribuenti che ottengono risultati

superiori al normale e penalizza i meno produttivi.

Le motivazioni pratiche a favore del reddito normale sono legati a diffcoltà e problemi

che sorgono nella misurazione del reddito effettivo di competenza e in presenza di

imposte progressive:

• diffcoltà di calcolo del reddito di competenza: richiederebbe di tenere una

vera e propria contabilità;

• diffcoltà di calcolo di componenti di ricavo e di costo: es. quote di

ammortamento che dovrebbero essere defnite sulla base dell'effettivo

deprezzamento economico dei beni strumentali, ma che nella realtà sono

necessariamente determinate sulla base di criteri più rozzi ad esempio

quote costanti;

• presenza di redditi non monetari: rende complicato il calcolo del reddito

effettivo, ad esempio l'autoconsumo agricolo, lavoro domestico svolto dei

componenti della famiglia, ecc. Nei casi in cui la legge intende sottoporre

tali redditi a tassazione, spesso l'imponibile è calcolato in base alla

defnizione di un reddito nominale;

• presenza di redditi futtuanti: (es. nell'attività agricola) in presenza di

imposta progressiva, il prelievo su tali redditi risulta maggiore del prelievo

sui redditi costanti di uguale valore medio. In questo caso la tassazione è

commisurata al reddito normale dell'attività svolta, valutato come media

fra periodi;

• arbitrarietà del periodo di imposta per calcolare il reddito di impresa: in

un'impresa possono alternarsi anni in cui si realizzano proftti a danno in cui

si subiscono perdite. Si ricorre quindi a normalizzazioni del reddito

attraverso la compensazione fra perdite e guadagni di diverse attività della

stessa impresa e di periodi di imposta diversi.

Più spesso ancora criteri che si ispirano al reddito normale sono utilizzati nella fase

di accertamento dell'imponibile, come strumento per individuare singoli contribuenti

le cui dichiarazioni si discostano eccessivamente da valori medi tipici. Questo

criterio si impone in particolare nei confronti delle imprese minori che non sono

tenute la contabilità ordinaria: con meno di 7,5 milioni di euro di fatturato e non

assoggettati a regimi forfetari.

• La scelta dell'unita impositiva

Nei moderni sistemi tributari la scelta dell'unità impositiva oscilla tra due estremi

costituiti dall'individuo o dall'unità familiare.

Individuo l'imposta ha come base i redditi imponibili percepiti dal singolo.

Famiglia l'imposta ha come base l'insieme (il cumulo) dei redditi di tutti i

membri di un nucleo familiare. La scelta diviene delicata se l'imposta è

progressiva in quanto il cumulo dei redditi determina una tassazione più elevata della

somma delle imposte calcolate sui redditi individuali.

TASSAZIONE della FAMIGLIA

è l’unità più appropriata per valutare

Pro a) il benessere dei cittadini e quindi la loro

capacità contributiva (equità orizzontale).

Contro b) secondo un criterio di giustizia interferisce nella decisione si formare o

sciogliere un vincolo familiare o di convivenza (scoraggia il matrimonio: marriage

tax);

c) dal punto di vista dell'effcienza disincentiva la partecipazione femminile al mercato del

lavoro.

Inconciliabilita tra i diversi obiettivi

È necessario sacrifcare almeno parzialmente alcuni degli obiettivi rispettivamente

perseguiti dai due sistemi.

• Equità Non è possibile realizzare

• Neutralità contemporaneamente i tre obiettivi,

• Effcienza qualunque sia l'unità impositiva scelta

Tuttavia è possibile cercare di mediare, almeno nell’entità, ai problemi. In

particolare sono pensabili: 1) sistemi di tassazione su base del reddito familiare, che

attenuino gli inconvenienti del sistema del cumulo puro; 2) sistemi su base

individuale, che tengono conto delle condizioni familiari del contribuente.

Se si assume come punto di riferimento la famiglia sorge il problema di fare giustizia

tra unità che presentino differenze nella:

• numerosità del nucleo familiare;

• struttura economica: quanti percettori di reddito e quali redditi

Con riguardo alla numerosità dei componenti, due famiglie con lo stesso reddito

complessivo hanno la stessa capacità contributiva e devono quindi essere tassate nello

stesso modo solo se hanno lo stesso numero di componenti. A parità di reddito

complessivo è equo tassare meno la famiglia con più componenti.

Tecniche utilizzate:

Splitting

Si sommano i redditi familiari e li si attribuisce, a fni fscali, metà per uno ai

due coniugi. La tassazione media del reddito familiare risulta inferiore a

quella che graverebbe su un analogo reddito individuale o se si cumulassero i

redditi. Vantaggi dello splitting rispetto

al cumulo puro: attenuazione degli effetti della

dell’imposta

progressività sulle scelte di matrimonio;

l’effetto di disincentivo al lavoro per il coniuge

riduce

“debole”.

Lo splitting non tiene però conto in modo adeguato dei

componenti della famiglia diversi dai coniugi. Si potrebbe

allora ricorrere ad un

reddito pro-capite

(distribuendo il reddito complessivo su tutti i

componenti). A parità di reddito complessivo della

famiglia l’aliquota media diminuirebbe al crescere del

numero dei componenti.

MA non si terrebbe conto delle

economie di scala di cui le famiglie

godono al crescere dei componenti.

Quoziente familiare

Permette di calcolare un reddito pro-

capite corretto per le economie di scala

individuando il contributo

all’aumento dei bisogni della famiglia di ciascun familiare aggiuntivo mediante coeffcienti:

Esempio:

1 per il 1° componente

0,6 per il 2° componente

0,5 per il 3° e il 4° componente.

Famiglia di 2

compone

nti:

quoziente

=

1+0,6=1,

6

Famiglia di 4 componenti:

quoziente = 1+0,6+0,5+0,5=2,6

Il secondo problema equitativo riguarda le diverse strutture economiche delle famiglie e

in particolare delle diverse distribuzioni dei redditi all'interno della stessa. Due

famiglie con uguale numero di componenti e uguale reddito non hanno la stessa

capacità contributiva se è diverso il numero dei percettori. Ad es. è in una condizione

migliore la famiglia in cui un coniuge non lavora e può quindi occuparsi del lavoro

domestico e della cura dei fgli.

ATTENZIONE: è un problema che non riguarda le modalità di tassazione del

reddito familiare, ma la corretta defnizione dell’imponibile.

Soluzioni

• il lavoro domestico dà un reddito in natura che potrebbe essere tassato

• i costi per aiuti domestici, baby sitter, ecc. potrebbero essere considerati

costi di produzione e portati in deduzione dell'imponibile

TASSAZIONE dell'INDIVIDUO

Anche in questo caso si può tenere conto del contesto familiare in cui l’individuo è inserito.

Per quanto riguarda la numerosità dei componenti, si tiene conto dei soli familiari a

carico del contribuente perche la necessità di mantenerli comporta un’evidente

diminuzione della sua capacità contributiva attraverso deduzioni o detrazioni. Nel

caso in cui entrambi i coniugi lavorano, la detrazione, o deduzione, viene suddivisa

fra di essi.

Con riguardo alla struttura economica, la tassazione su base individuale penalizza, a

parità di reddito famigliare, le famiglie monoreddito (con un unico percettore) che

più elevato (a causa della progressività dell’imposta).

sopportano un prelievo fscale

Si riconosce una deduzione o detrazione particolarmente elevata per il coniuge a

carico.

Molto spesso deduzioni e detrazioni, specie per fgli a carico, sono concesse non

per coerenza del disegno fscale ma per attuare politiche famigliari (contrastare la

povertà delle famiglie numerose, sostegno alle responsabilità familiari, ecc.).

Parole chiave della lezione

✔ La scelta della base nell’imposta personale: imponibile monetario o reale?

• Il fscal drag. Defnizione e possibili correzioni.

✔ La scelta della base nell’imposta personale: reddito effettivo o reddito normale?

• Motivi teorici e pratici a favore di ciascuna delle due opzioni.

• Reddito normale e studi di settore

✔ dell’unità nell’imposta

La scelta impositiva personale: individuo o famiglia?

• Equità, neutralità ed effcienza delle diverse alternative.

• Argomentazioni a favore e contro la scelta della base famigliare

• Il problema del cumulo dei redditi

• Aspetti problematici: numero componenti (e relativi

«correttivi»: splitting e quozienti famigliari) e numero

percettori

• Argomenti a favore e contro la scelta della base individuale

• Aspetti problematici: numero componenti e numero percettori (e relativi

«correttivi»: deduzioni e detrazioni)

Domanda 1

Utilizzando la struttura a scaglioni sotto riportata, considerate i seguenti tre casi del

signor Rossi che, nel biennio T1+T2, percepisce un reddito complessivo di 50.000 euro.

• nell’anno T1 percepisce un reddito di 0 e nell’anno T2 un reddito di 50.000

• T1 percepisce un reddito di 25.000 e nell’anno T2 un reddito di

nell’anno 25.000

• nell’anno T1 percepisce un reddito di 20.000 e nell’anno T2 un reddito di 30.000

Commentate i tre risultati nell’ipotesi che il tasso di sconto sia pari a zero.

Scaglioni (euro) Aliquota

Da 0 a 10.000 10 %

Da 10.000 a 20.000 20 %

Oltre 20.000 40 %

Domanda 2

Alfa e Beta sono sposati. Alfa ha un reddito imponibile di 55.000 euro, Beta di 25.000 euro.

delle aliquote dell’imposta sul reddito progressiva per scaglioni è la

La scala seguente:

Scaglioni (euro) Aliquota

Da 0 a 10.000 10 %

Da 10.000 a 20.000 20 %

Oltre 20.000 40 %

Calcolare l’imposta dovuta da questa famiglia nel caso di tassazione:

• individuale;

• familiare con splitting;

• familiare con quoziente familiare (coeffciente per il secondo membro 0.6).

• l’aliquota

Se Beta guadagna 1 euro in più, qual è marginale nel caso di tassazione

individuale? E nel caso di tassazione con il quoziente familiare?

Domanda 3

Il signor Bianchi percepisce, nell’anno t, un reddito imponibile pari a 40.000 euro.

Nell’anno t+1 il tasso d’infazione è uguale al 2,5%; il reddito del signor Bianchi è

perfettamente indicizzato all’infazione, ma non subisce alcuna crescita reale, ed è quindi

uguale a 41.000 euro. Ipotizzate che la struttura delle aliquote e degli scaglioni dell’imposta

sul reddito sia la seguente (non vi sono ne detrazioni, ne deduzioni):

Scaglioni (euro) Aliquota

Da 0 a 10.000 10 %

Da 10.000 a 20.000 20 %

Oltre 20.000 40 %

• mostrate che, nell’anno t+1 si verifca il fenomeno del fscal drag, e calcolate

l’importo della maggiore imposta pagata dal contribuente a causa del fscal drag.

• Mostrate, anche numericamente, in che modo sarebbe possibile annullare l’effetto del fscal

drag.

• Generalita

L'Irpef è un'imposta personale e progressiva che colpisce il reddito complessivo delle persone

fsiche.

Si tiene pertanto conto di aspetti soggettivi del contribuente, a partire dl livello del

reddito imponibile, oltre che di altri aspetti quali caratteristiche familiari, oneri di

carattere personale, ecc.

Il presupposto del tributo è il possesso di un reddito, in denaro o in natura,

attribuibile al soggetto passivo, rientranti nelle 6 categorie previste dalla legge.

I soggetti passivi sono le persona fsiche, residenti (per i redditi posseduti all'interno e

all'esterno) e non residenti (per i redditi di fonte interna).

Dall'imponibile sono esclusi:

• Redditi esenti (assegni familiari, borse di studio, assegni per il mantenimento dei fgli,

ecc.)

• Redditi assoggettati a regimi sostitutivi (principalmente redditi delle attività

fnanziarie, ma anche afftti in caso di opzione per cedolare secca, premi di

produzione, ecc.)

• Redditi assoggettati a tassazione separata (Tfr, arretrati di stipendi, ecc.)

• La determinazione del reddito imponibile

Il reddito complessivo si determina sommando i redditi di 6 diverse categorie, i

quali sono a loro volta determinati secondo regole proprie:

• REDDITI FONDIARI

• Redditi dei terreni

Si distinguono in dominicale (corrispondente alla rendita fondiaria) e

agrario (proftto dell'imprenditore agricolo). Sono determinati sulla

base di tariffe d'estimo catastali rivalutate (reddito normale). Sono

assoggettati all'Irpef ordinaria. →

Ricorda: rendite catastali poco attendibili inferiori ai valori di

mercato e sperequate, pertanto i redditi dei terreni sono assoggettai

ad una tassazione inferiore a quella che colpisce altri redditi. NB: la

legge delega sulla riforma fscale (2014) prevedeva la ridefnizione

delle rendite catastali; ma non ancora applicata. Il tema, urgente,

della riforma del catasto è stato quindi ulteriormente rimandato.

• Redditi dei fabbricati

Il reddito imponibile di fabbricati destinati all'abitazione del

proprietario è determinato sulla base della rendita catastale. Tale

reddito è escluso da imposta, ed è infatti deducibile dal reddito

complessivo.

I redditi di altri fabbricati non locati sono esclusi dall'Irpef in quanto

soggetti all'Imu dal 1° gennaio 2012, ma, dal 2014, gli immobili ad

uso abitativo situati nello stesso

Comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione

principale entrano in Irpef al 50% della rendita catastale aumentata

di 1/3.

Il reddito imponibile di fabbricati locati è costituito dal 95% del

reddito effettivo, ovvero del canone di locazione. Sono assoggettati

all'Irpef ordinaria; nel caso di contratti stipulati con "canone

convenzionale" è prevista un'ulteriore riduzione del 30% del canone,

al netto della deduzione del 5% (33,5% nel complesso). Per opzione

del contribuente, i canoni di locazione relativi ad immobili ad uso

abitativo possono essere sottoposti a una cedolare secca, sostitutiva

dell'Irpef e delle relative addizionali: aliquota del 21% del reddito

effettivo (canone), ridotta al 10% per "canoni convenzionali" (per il

quadriennio 2014-17).

• REDDITI da CAPITALE

Sono i redditi derivanti dall’impiego di capitale fnanziario, diversi da quelli

conseguiti nell’esercizio di impresa che confuiscono nel reddito di impresa.

Elencazione dettagliata di fattispecie: interessi, dividendi, proventi delle

gestioni collettive del risparmio, proventi di operazioni pronti contro termine.

I redditi di capitale vengono identifcati anche attraverso una norma

defnitoria con funzione di chiusura, a cui è cioè affdato il compito di

impedire che vengano esclusi dal novero dei redditi di capitale, ma che non

sono espressamente contemplati dalle norme esistenti: “ogni provento che

derivi da rapporti aventi ad oggetto l’impiego di capitale”.

Da questo insieme vengono esclusi quei proventi che derivano da

impieghi di capitale cui possano conseguire utili o perdite in dipendenza

di un evento incerto (plusvalenze).

La base imponibile è defnita secondo il reddito effettivo. I redditi di capitale

appena descritti hanno poca rilevanza dentro l'Irpef: le categorie più rilevanti

dei redditi di capitale sono assoggettate a regimi sostitutivi (Isos). Restano in

Irpef principalmente i dividendi azionari relativi a partecipazioni qualifcate*,

per il solo 49,72% del loro ammontare.

* partecipazione qualifcata: - percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea

ordinaria maggiore del 2% (società quotate) e del 20% (società non quotate), oppure -

percentuale di capitale sociale maggiore del 5% (società quotate) e del 25% (società non

quotate).

• REDDITI da LAVORO DIPENDENTE

Per la defnizione dell'imponibile di applica un criterio di reddito effettivo di

cassa al lordo delle spese di produzione. Sono assoggettati all'Irpef

ordinaria e rappresenta la componente più importante (pari a circa 80%) ed

è anche la più facile da accertare. Infatti i sostituiti di imposta (datori di

lavoro) sono tenuti a operare, all'atto del pagamento, una ritenuta a titolo di

acconto dell'Irpef con l'obbligo di rivalsa e ad effettuare il relativo

versamento all'erario.

Ricorda: rientrano nei redditi di lavoro dipendente anche:

• le pensioni;

• i redditi di collaborazioni coordinate e continuative, compresi i lavori a

progetto, senza vincolo di subordinazione (anche cariche di

amministratore, collaborazioni a giornali e riviste, partecipazioni a collegi

o commissioni).

I premi di risultato erogati a livello aziendale dal settore privato, dal 2008 (e

dal 2016 in via permanente) sono assoggettati a un prelievo proporzionale

del 10%, sostitutivo dell'Irpef e delle addizionali a tale imposta. Limitazioni:

• reddito da lavoro dipendente < 50.000;

• max 2.000 di

retribuzione agevolabile.

Problemi:

• effetti (iniqui) sull’importo delle detrazioni per carichi di famiglia;

• incentivo a comportamenti collusivi tra lavoratori e impresa.

• REDDITI da LAVORO AUTONOMO

Costituito dal reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni e da altri

redditi derivanti dall’utilizzazione di

redditi di lavoro autonomo, quali: -

opere di ingegno e diritti d’autore;

- redditi da partecipazione ad associazioni in qualità di associato con

apporto dato esclusivamente da attività di lavoro; - partecipazione agli utili

da parte dei promotori e soci fondatori di società di capitali.

Il reddito imponibile è defnito in base al criterio di reddito effettivo di cassa

al netto delle spese di produzione (differenza con reddito di lavoro

dipendente). Tale reddito è assoggettato all'Irpef e, se il committente è

sostituto di imposta (imprese, esercenti arti e professioni, amministratori di

condomini), devono essere operate ritenute a titolo di acconto dell'Irpef al

20%.

Al fne di prevenire comportamenti elusivi, vengono applicati molti limiti e

criteri forfettari nella determinazione delle spese deducibili (es. non è

ammessa deducibilità dei compensi dati al coniuge, beni immobili adibiti

all'esercizio della professione deducibili al 50% del canone di locazione.

• REDDITI d'IMPRESA

Il reddito di impresa è quello derivante dall'esercizio di imprese

commerciali. Esso può essere prodotto da un imprenditore individuale o in

forma associata (società di persona o di capitali). Ai fni dell'Irpef è rilevante

solo quello prodotto da imprenditori individuali o da società di persone

(società semplice, in nome collettivo, in accomandita semplice). Nel caso

delle società di persone il reddito è accertato in capo alla società e poi è

attribuito, ai fni della tassazione, ai soci in proporzione alla loro quota di

partecipazione agli utili.

La base imponibile è misurata facendo riferimento a un criterio di competenza

(non di cassa): la base è costituita dall'utile netto (o dalla perdita) risultante

dal conto economico con marginali variazioni positive o negative per

diversità fra criteri civilistici e fscali (ad es. interessi passivi).

Pertanto l'utile economico è la differenza tra le componenti positive e negative del

reddito:

• Componenti positive: ricavi, variazioni delle rimanenze,

plusvalenze patrimoniali, sopravvenienze attive, dividendi e utili,

interessi attivi, redditi di immobili non strumentali.

• Componenti negative: costi di esercizio, minusvalenze patrimoniali,

sopravvenienze passive, interessi passivi, Allowance for Corporate

Equity (Ace), ammortamenti, superammortamento (+40% del costo

ammortizzabile, per i nuovi investimenti fatti dal 15/10/2015 al

31/12/2016, con l’eccezione di alcune tipologie di investimenti (es.

immobili))

• REDDITI DIVERSI

Questa categoria comprende tipologie di redditi, prevalentemente

plusvalenze, non riconducibili alle categorie precedentemente esaminate.

È importante distinguere fra:

• plusvalenze fnanziarie e redditi dei prodotti derivati (generalmente

tassati) base imponibile defnita facendo riferimento al reddito al

netto delle minusvalenze e delle perdite; sono assoggettate a regimi

sostitutivi eccetto le plusvalenze derivanti da cessioni qualifcate che

sono incluse nella base imponibile dell'Irpef per il 49,72%

• →

altri redditi diversi (tassati solo in casi individuati dal legislatore)

sono comprese ad es. vincite di lotterie, concorsi a premio,

scommesse, redditi occasionali da lavoro autonomo, diritti d'autore

goduti dagli eredi. L'imponibile è defnito in base a criteri eterogenei

come anche i regimi di tassazione: alcuni sono sottoposti a prelievi

sostitutivi (es. vincite e scommesse).

5. Determinazione dell'imposta

Reddito complessivo Deduzioni tradizionali

= Reddito imponibile

Applicazione della scala delle aliquote

↓ –

= Imposta lorda Detrazioni

– –

= Imposta netta Crediti di imposta Ritenute d'acconto

= Imposta da versare

Deduzioni tradizionali

• Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (in particolare quelli

versati a fondi pensione da lavoratori autonomi: nel reddito imponibile

da lavoro dipendente sono già esclusi i contributi sociali a carico del

datore di lavoro e del lavoratore).

• Contributi volontari versati a fondi pensione e piani pensionistici

individuali (importo deducibile max 5164,54 euro)

• Rendita catastale dell'immobile adibito ad abitazione principale

(esclusa dal reddito imponibile)

• Altre: ad es. spese mediche e di assistenza specifca per portatori di

handicap; erogazioni liberali ad es. al clero o ad organizzazioni non

governative.

Scala delle aliquote

Al reddito imponibile si applica la scala delle aliquote secondo uno schema di

progressività per scaglioni e si ottiene l'imposta lorda. Esempio

Dall'imposta lorda si sottraggono le detrazioni spettanti e si ottiene l'imposta netta.

L'imposta netta è nulla se le detrazioni spettanti superano l'imposta lorda.

Detrazioni

Funzioni delle detrazioni nell'Irpef:

⇢ Insieme alla struttura delle aliquote legali, contribuiscono a defnire la

progressività dell’imposta.

⇢ Permettono di realizzare la discriminazione qualitativa dei redditi.

⇢ Permettono di affrontare problemi di equità orizzontale (diverso trattamento di soggetti

che appartengono a nuclei familiari con diversa composizione).

Consentono di personalizzare l’imposta e di incentivare comportamenti

⇢ ritenuti meritori dal legislatore (tax expenditures).

Problema dell’incapienza: per benefcare della detrazione questa deve essere almeno

pari al debito d’imposta lordo (particolarmente rilevante per i contribuenti più

poveri). Al fne di ovviare a questo inconveniente il legislatore può consentire ad es.

di ripartire in più anni la possibilità di fruire di detrazioni incapienti.

Tipologie di detrazioni:

• Detrazioni per fonte di reddito e bonus degli 80 euro

Differenziate per tipologie di contribuenti: • lavoratore dipendente, • pensionato,

• pensionato ultra 75enne, • lavoratore autonomo.

Decrescono al crescere del reddito complessivo (al netto della rendita catastale

dell'immobile adibito ad abitazione), in modo più o meno lineare, per

€.

annullarsi in corrispondenza di un reddito complessivo di 55.000 Si

applicano secondo formule particolari (vedi tabella).

Inoltre determinano, per ciascuna categoria di contribuenti, un livello di

reddito escluso dalla tassazione, vale a dire una no tax area (es. per

lavoratore dipendente 8145 €).

Le detrazioni per fonte di reddito non sono cumulabili. In caso di più fonti di

reddito il contribuente è libero di scegliere quella a lui più favorevole.

Finalità della diversifcazione per tipologia di contribuente: discriminazione

qualitativa contribuire al disegno della progressività, tenere conto delle

spese di produzione di reddito, presunzione di evasione (più estese nel

lavoro autonomo).

Esempio di detrazione da lavoro dipendente dell’immobile

RC di 32.250 (al netto della eventuale rendita catastale adibito ad

abitazione), di cui reddito da lavoro dipendente di 22.000. Il RC è compreso tra 28.001 e

55.000, la detrazione la calcolo con la formula: 978 x (55.000 - RC) / 27.000

dunque: 978 x (55.000 32.250)/27.000

978 x 0,8333 = 815

Bonus di 80 euro mensili: è un credito di imposta (CR) a favore dei

lavoratori che benefciano delle detrazioni da lavoro dipendente (si ha diritto

al credito d’imposta solo se Irpef lorda > detrazione lavoro dipendente, cioè

se RC > 8.145 €).

In simboli: ≤

CR = 960 se RC 24.000

CR = 960(26.000 RC)/2.000 se 24.000

< RC 26.000 CR = 0 se RC >

26.000

Obiettivi del provvedimento: riduzione del cuneo fscale e rilancio della domanda.

Limiti del provvedimento: Equità agevolazione categoriale (fruita solo da

lavoratori dipendenti) e anche all'interno della categoria cui è destinato la

aumento dell’aliquota

misura non è fruita dai soggetti incapienti. Effcienza

marginale effettiva tra 24 e 26 mila a causa del carattere decrescente del

bonus.

• Detrazioni per carichi di famiglia

Differenziate per il coniuge a carico, i fgli a carico e altri famigliari

fscalmente a carico. Sono considerati fscalmente a carico del

€.

contribuente soggetti che possiedono un RC < 2840, 51

Anche queste detrazioni hanno un andamento decrescente, fno ad annullarsi

in corrispondenza di un reddito complessivo di 80.000 €.

La detrazione per ciascun fglio a carico è:

– –

(d + a) 95.000 +15.000(numerofgli 1) RC

–1)

95.000 + 15.000(numerofgli

• Detrazione per fgli a carico

d = 950 se il fglio ha più di tre anni oppure d =1.220 se il fglio ha

meno di tre anni a = 200 per ciascun fglio se in famiglia ci sono

almeno 4 fgli, altrimenti a = 0

– 1): in presenza di più fgli, l’importo di 95.000

15.000*(numerofgli

aumenta di 15.000 per ogni fglio successivo al primo

• €

Ulteriore detrazione di 1.200

(indipendente da RC) per nuclei con almeno 4 fgli a carico, se il

contribuente ha diritto alla detrazione A (da ripartire al 50% con il

coniuge, se lavora. Esempio 1: 1 ftglio > 3 anni

950 [(95.000 + 0 RC) /

(95.000)]

se RC = 0, la

detrazione è 950

se RC 95.000, la

detrazione è 0

Esempio 2: 2 ftgli > 3 anni

(2 x 950) [(95.000 + 15.000 RC) / (95.000 +15.000)]

se RC = 0, la

detrazione è 1.900

se RC 110.000, la

detrazione è 0

Esempio 3: 2 ftgli, uno > 3 anni e uno < 3anni

(950 + 1220) [(95.000 + 15.000 RC) / (95.000 + 15.000)]

se RC = 0, la

detrazione è 2.170

se RC 110.000, la

detrazione è 0

Esempio 4: 4 ftgli > 3 anni

[4 x (950 + 200)] [(95.000 + 45.000 RC) / (95.000 + 45.000) + (1200)]

se RC = 0 la

detrazione è 5.800

se RC 140.000, la

detrazione è 0

Problemi detrazioni per fgli a carico

• Non sempre giustifcabili le differenze fra detrazioni e il loro

andamento nel tempo (esempio: il costo dei fgli in realtà cresce al

dell’età..)

crescere

• Occorre tenere conto di altri programmi per il sostegno delle

responsabilità familiari: soprattutto Assegni al nucleo familiare (solo

lavoratori dipendenti) e Assegno per i nuclei con almeno tre minori (misura

universale di contrasto alla povertà).

→ occorrerebbe unifcare gli interventi e usare come criterio selettivo la

condizione economica del nucleo familiare ...

• Problema soggetti incapienti (eccezione: ulteriore detrazione di 1.200 euro

se nel nucleo vi sono almeno quattro fgli a carico)

• Detrazioni per oneri personali (19% della spesa)

Finalità e tetti (franchigie):

• personalizzare il tributo, in relazione a circostanze che

modifcano la capacità contributiva: spese mediche generiche e

129,11€);

specialistiche (franchigia di

• introdurre agevolazioni e incentivi a favore di determinati impieghi

del reddito (tax expenditures) con limiti sull'importo massimo:

assicurazioni sulla vita, spese tasse scolastiche, liberalità a Onlus,

ecc.

• Detrazioni per canoni di locazione e mutui per la prima casa (19% della spesa)

Per i proprietari di casa la rendita catastale è esclusa dall'imponibile

dell’Irpef. Inoltre è prevista una detrazione al 19% degli interessi passivi sui

l’acquisto di 4.000€) o la

mutui per (con un tetto costruzione (con tetto a

2.582€) non permette la deduzione dall’Irpef

Ma il sistema non è simmetrico:

dell’afftto. Unica misura a favore di coloro che vivono in locazione:

detrazione (non cumulabili). La detrazione è in misura variabile in funzione

di: • reddito complessivo del contribuente (la detrazione è articolata su due

classi di reddito e si annulla per redditi superiori a 30.987€)

• tipologia contrattuale (più generosa nel caso di «canoni convenzionali»)

• età del

contribuente: favoriti i giovani fra i 20 e i 30 anni con reddito non

ai 15.493€

superiore

• Altre detrazioni con fnalità incentivanti (dal 36% al 65% della spesa)

Esempi:

• detrazioni del 50% (fno alla fne 2016, poi 36%) della spesa per

€)

interventi di recupero del patrimonio edilizio (con tetto di 96.000 per

ristrutturazioni edilizie, rateizzata in 10 anni

• detrazioni del 65% (fno alla fne del 2016) fnalizzate a favorire il

risparmio energetico (con tetti vari), rateizzata in 10 anni

NB: Sono misure temporanee, che sono variate nel tempo, sia per intensità

che per periodo di rateizzazione.

Ritenute alla fonte e imposte da versare

Le ritenute alla fonte hanno natura di acconto rispetto all'Irpef. Una volta calcolata

l'Irpef netta, e sottratti crediti di imposta, il contribuente scomputa le ritenute subite

alla fonte e ottiene l'imposta da versare.

Nel caso in cui le ritenute subite siano maggiori dell'imposta dovuta, il contribuente

può chiedere il rimborso di quanto ha pagato in più, o può utilizzare questo suo

credito nei confronti dell'erario per compensare il versamento di altre imposte.

Aliquote legali, medie, marginali effettive

Aliquota legale: varia al cariare del

reddito imponibile Aliquota media

effettiva: T/RC

Aliquota marginali effettive: ΔT/ΔRC, variazione dell'imposta per una variazione

unitaria del reddito complessivo.

8. Fiscal drag

Una delle distorsioni più signifcative prodotta dall'infazione sono imposta personale

sul reddito e il fscal drag. È l'aumento del carico fscale (dell'aliquota media

effettiva) prodotta dall'infazione, in presenza di un'imposta progressiva con

imposta progressiva un aumento solo nominale della base imponibile si traduce in

un aumento reale del debito d'imposta (aumento dell'aliquota media).

Esempio di calcolo del fscal drag, nel caso di un reddito di 30.000 nel 2015

indicizzato all’infazione (2%). Il corrispondente reddito monetario nel 2016 è 30.600

(30.000x1,02).

Nel 2015: T = 6.814, con Ta = 22,71%

Nel 2016: T = 7.064, con Ta = 23,09%

L’aumento di T è dovuto a due effetti

• Aliquota legale: 228 (cioè il 38% di 600)

• Minor detrazione da lavoro: 22 –

Misura del fscal drag (metodo 3): 115 [=7064 (0,2271 x 30.600)]

Obiettivi della lezione

✔ Sapere identifcare le principali tipologie di reddito che rientrano nel RC

del Irpef e quelle da sottoporre a imposizione sostitutiva (Isos).

✔ Sapere identifcare le principali deduzioni.

✔ Sapere applicare la progressività per scaglioni.

✔ Sapere identifcare e calcolare le principali detrazioni (da lavoro, familiari a

carico, per oneri personali, afftto, mutuo prima casa)

(NB: non imparare a memoria gli schemi delle detrazioni, che vi darò, ma saperli

applicare).

✔ Essere consapevoli della presenza (e trattamento) di franchigie, tetti e limiti

nelle deduzioni e detrazioni.

✔ Sapere calcolare: imposta lorda, imposta netta, aliquota media effettiva e marginale.

✔ Sapere calcolare il fscal drag.

Esercizio 1

Nel corso del 2016, il signor Rossi ha percepito un reddito da lavoro dipendente, al lordo

delle ritenute effettuate dal datore, pari a 32.000 euro.

Ha percepito interessi su depositi bancari per 2.500 euro, e ha maturato plusvalenze su

azioni per 3.000 euro.

Vive in un’abitazione di sua proprietà, con rendita catastale di 500 euro.

Possiede inoltre un appartamento che ha affttato, con un contratto non convenzionato, a

5.000 euro (l’appartamento ha rendita catastale di 750 euro e non opta per la cedolare secca)

Durante il 2016 ha sostenuto spese mediche per 600 euro e ha pagato 3.000 euro di

interessi passivi sul mutuo relativo alla casa in cui abita.

Ha coniuge e 2 fgli a carico, di cui uno di età inferiore ai tre anni.

Calcolate l’Irpef netta del signor Rossi ricordando che sulle spese mediche c’è una

franchigia di 129 euro. Calcolate inoltre l’aliquota media effettiva; l’aliquota marginale;

l’aliquota marginale effettiva.

Esercizio 2

Nel corso del 2016, il signor Bianchi ha compiuto 78 anni, non è autosuffciente, ed ha

percepito una pensione, al lordo delle ritenute, pari a 20.000 euro.

Ha percepito interessi su titoli e azioni per 25.000 euro.

un’abitazione in afftto e paga un canone (non convenzionale) mensile

Vive in

di 450 euro. Possiede inoltre un terreno che ha rendita catastale rivalutata di

50 euro.

Durante il 2016 ha sostenuto spese per l’assistenza personale per 15.000 euro e spese mediche per 750

euro.

Calcolate l’Irpef netta del signor Bianchi ricordando che sulle spese mediche c’è una

franchigia di 129 euro e che per le spese per l’assistenza personale sono previsti i seguenti

limiti: detrazione massima 2.100 euro; RC massimo (al lordo del reddito dei fabbricati

assoggettato alla cedolare secca) per benefciare della detrazione di 40.000 euro.

Calcolate inoltre l’aliquota media effettiva; l’aliquota marginale; l’aliquota marginale effettiva.

Domanda 3

Il signor Bianchi percepisce, nell’anno t, un reddito imponibile pari a 40.000 euro.

Nell’anno t+1 il tasso d’infazione è uguale al 2,5%; il reddito del signor Bianchi è

perfettamente indicizzato all’infazione, ma non subisce alcuna crescita reale, ed è quindi

uguale a 41.000 euro. Ipotizzate che la struttura delle aliquote e degli scaglioni dell’imposta

sul reddito sia la seguente (non vi sono ne detrazioni, ne deduzioni):

Scaglioni (euro) Aliquota Da 0 a 10.000 10% Da 10.000 a 20.000 20% Oltre 20.000 40%

• nell’anno

mostrate che, t+1 si verifca il fenomeno del fscal drag, e calcolate

l’importo della maggiore imposta pagata dal contribuente a causa del fscal drag.

• Mostrate, anche numericamente, in che modo sarebbe possibile annullare l’effetto del fscal drag.

c

a

p

i

t

o

l

o

8

I

V

A

• Le imposte generali sugli scambi e l'imposta sul valore aggiunto

Le imposte generali sugli scambi sottopongono a tassazione, in modo indiretto e

generale, il valore degli scambi di merci e delle prestazioni di servizi effettuati nel

periodo di imposta. Si tratta quindi di imposte ad valorem ad ampia base imponibile

(a differenza delle accise, applicate di norma alla quantità prodotta di singoli beni).

Esistono tre tipologie di imposte generali sugli scambi:

• →

Imposta monofase imposta sul valore pieno prelevata in una sola

fase del processo produttivo e distributivo (mai applicata in Italia);

• →

Imposta plurifase cumulativa (o a cascata) colpisce tutte le fasi del

processo produttivo e distributivo e grava ogni volta sul valore pieno dei

beni/servizi scambiati. L'imposta si cumula quando il bene attraversa più

fasi (Ige, applicata in Italia fno al 1973)

• →

Imposta plurifase non cumulativa (o sul valore aggiunto) Colpisce

tutte le fasi del processo produttivo e distributivo, ma grava ogni volta

solo sull'incremento di valore realizzato in quella particolare fase.

L'imposta non si cumula (Iva, applicata in Italia dal 1974).

Applicazione imposta plurifase sul valore aggiunto

RICORDA: il valore aggiunto è il valore dei beni e servizi prodotti (in un dato

l’impiego

periodo di tempo) da un soggetto economico, mediante dei fattori

produttivi (capitale, lavoro, terra), al netto dei costi sostenuti per acquistare materie

prime e prodotti intermedi.

Acquisti (legno, colla, viti..) 500

Vendite (seggiole, tavoli) 700

Valore aggiunto = 200 Due metodi di applicazione:

• Metodo base da base: l'aliquota dell'imposta, t , viene applicata alla

c

differenza fra il valore complessivo delle vendite V e il valore

complessivo dell'acquisti A dell'impresa i. –

T = t (V A )

1 c i i

→ –

es. t = 20% 0,2 (700 500) = 40

c

• Metodo imposta da imposta: l'aliquota dell'imposta, t , si applica al

c

valore pieno di ciascun acquisto e di ciascuna vendita. L'impresa versa la

differenza fra l'imposta riscossa sulla vendita (Iva a debito) e l'imposta

pagata sugli acquisti (Iva a credito). –

T = t V t A

2 c1 i c2 i

→ – –100

es. t = 20% (0,2 x 700) (0,2 x 500) = 140 = 40

c

I due metodi coincidono se applicati con aliquota costante e uniforme in tutti gli

scambi di beni e servizi, cioè se t = t = t .

c c1 c2

Esempio

L’impresa A produce un bene intermedio dal valore di 500. Il valore aggiunto di

questa impresa coincide con il valore della produzione.

L’impresa B acquista il bene intermedio da A e lo utilizza per produrre un bene fnale

che vende a 700. Il valore aggiunto di questa impresa è pari a (700 500) = 200.

Settore verticalmente integrato (non ci sono scambi al di fuori di queste due imprese)

→ importante caratteristica: il valore del prodotto fnale coincide con la somma dei valori

aggiunti Acquisti Vendite V.A.

A 0 500 500

B 500 700 200

700

Caso 1: aliquote costanti e uniformi del 20%

Metodo base da base

T = 20%(500) = 100

A –

T = 20%(700 500) = 40 T + T = 140

B A B

Metodo imposta da imposta

T = (20%500) 0 = 100

A –

T = (20%700) 100 = 40 T + T = 140

B A B

Caso 2: aliquote differenziate - 20% sul bene intermedio, 10% sul bene fnale

Metodo base da base

T = 20%(500 0) = 100

A –

T = 10%(700 500) = 20 T + T = 120

B A B

Metodo imposta da imposta

T = (20%500) 0 = 100

A – –

T = (10%700) 100 = 30 T + T = 70

B A B


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virdu

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9 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher virdu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Baldini Massimo.

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