Introduzione: origine ed evoluzione del sistema tributario
Il sistema tributario attuale è principalmente il risultato di diverse riforme:
- Riforma tributaria "Vesentini" del 1973-1974
- Riforma "Visco" (governi di centro-sinistra: 1997-2001 e 2007-2008)
- Riforma "Tremonti" (governi di centro-destra: 1994, 2001-2006 e 2009-2011)
- Interventi dei governi di "unità nazionale" (2011-2015)
La riforma del 1973-74
La riforma tributaria è preceduta dai lavori della Commissione Cosciani (1963-1966). La premessa di tutta la proposta era l'adeguamento degli strumenti operativi ed organizzativi dell'amministrazione finanziaria:
- Irpef
- Irpeg (imposta diretta che colpisce i redditi delle società di capitali e di enti pubblici o privati, sostituita dall’IRES dal 2004)
- Iva, applicata sino alla distribuzione all'ingrosso
- Imposta patrimoniale per i Comuni
- Imposta monofase sul consumo per i Comuni
- Inclusione nell'imposta personale dei redditi di attività finanziarie
In fase di attuazione, scompaiono gli ultimi tre punti: si abbandona l'idea di realizzare la discriminazione qualitativa attraverso l'imposta patrimoniale; si scarta l'idea di un'imposta monofase sui consumi a livello comunale per spostare il modello su un'imposta generale sugli scambi applicata sino alla fase del dettaglio; i redditi delle attività finanziarie vengono sottratti alla progressività e assoggettati a imposizione sostitutiva.
Pertanto, tre sono gli elementi essenziali:
- Introduzione dell'Irpef, ovvero un'imposta unica sul reddito complessivo a natura personale in sostituzione ai prelievi su singole fonti (cd. imposte cedolari), con finalità redistributive perseguite attraverso la progressività del prelievo (il modello teorico di riferimento è la CIT, Comprehensive Income Tax, ma nasce monca, ad es. esclude le attività finanziarie).
- Riforma dell'imposizione generale sugli scambi secondo il modello che si afferma a livello Europeo dell'imposta sul valore aggiunto, Iva (il modello teorico prevedeva l'applicazione dell'Iva fino alla distribuzione all'ingrosso + imposta monofase sui consumi a livello comunale).
- Disegno di un sistema fortemente accentrato (tributi erariali) che apre la via al finanziamento degli enti decentrati secondo il modello della finanza derivata (il modello teorico prevedeva una patrimoniale comunale e una monofase sui consumi con gettito destinato ai comuni, poi non realizzate).
Principali problemi
- Mancata realizzazione del presupposto della riforma, ovvero della riforma dell'amministrazione finanziaria
- Polverizzazione (frazionamento) del settore produttivo: l'industria risulta più gravata del settore dei servizi; il lavoro dipendente più del lavoro autonomo; la grande impresa più della piccola; ecc.
Ciò produce effetti negativi con il diffondersi dell'evasione e dell'elusione delle imposte. Inoltre, la crescita del prelievo indotto dall'inflazione (fiscal drag) finisce per concentrarsi sull'Irpef e in particolare sul reddito da lavoro dipendente, mettendo in luce problemi di equità: da imposta sul reddito, a imposta solo su alcuni redditi.
Vincenzo Visco disse: «Erosione ed evasione... rendono l’Irpef un’imposta assolutamente non assimilabile al modello teorico di riferimento... non siamo in realtà di fronte ad un’imposta sul reddito, ma ad un’imposta solo su alcuni redditi. Sarebbe molto discutibile già per un’imposta proporzionale, ma trattandosi di un’imposta progressiva, essa appare chiaramente insostenibile ed inaccettabile».
La figura mostra la crescita del prelievo (gettito) trainata dalla tassazione diretta (Irpef) che supera le imposte indirette in pochi anni. Il modello di tassazione personale e progressiva sul reddito onnicomprensivo, CIT, entra in crisi, non solo in Italia.
La crisi del modello CIT
A partire dagli anni '80 il clima culturale e politico inizia a mutare: all'obiettivo dell'equità, perseguito attraverso imposte progressive, si sostituisce come prioritario l'obiettivo dell'efficienza, che richiede:
- Eliminazione degli effetti di disincentivo sull'offerta dei fattori indotti dal prelievo - nuova regola: allargare la base imponibile e abbassare le aliquote (es. flat rate tax);
- Neutralità del sistema nelle scelte finanziarie e di investimento delle imprese.
Obiettivi da perseguire tenendo conto della sempre maggiore integrazione dei mercati (in particolare dei capitali: liberalizzazione dei mercati finanziari) che favorisce fenomeni di:
- Competizione fiscale, specie sulle basi mobili (redditi finanziari, ma anche imprese)
- Elusione fiscale (attraverso il cd. tax planning)
In questo clima si sollecita il ricorso più intenso a imposte indirette, come ad es. le imposte sul reddito di tipo duale, Dual Income Tax Dit, in cui solo i redditi da lavoro sono sottoposti alla progressività (si cerca di incentivare il risparmio, ma sono meno efficaci dal punto di vista redistributivo) esperienze paesi nordici.
La riforma Visco del 1997-98
Obiettivi fondamentali:
- Maggiore neutralità nelle scelte di finanziamento delle imprese;
- Maggiore omogeneità nella tassazione dei redditi di capitale (tassazione più onerosa per gli extra-profitti);
- Decentramento fiscale: ad es. venne introdotta l'Irap, imposta sul valore aggiunto netto delle attività produttive destinata alla Regioni, e addizionali Irpef;
- Semplificazione del sistema fiscale con l'abolizione dell'Ilor, di numerosi tributi minori e dei contributi sociali sanitari;
- Riduzione della pressione fiscale e aumento delle detrazioni finanziata parzialmente con recupero dell'evasione.
La riforma Tremonti del 2003
Obiettivi fondamentali:
- Smantellare l'impianto della riforma Visco partendo dalla Dit e dall'Irap;
- Riduzione della pressione tributaria;
- Riduzione del ruolo dell'imposta personale (Ire - modello flat rate tax);
- Semplificazione del sistema delle imposte indirette erariali;
- Determinazione dell'imponibile sulla base di criteri "normali" anziché effettivi.
Gli anni più recenti: crisi del 2007 e Patti di stabilità (Maastricht)
Governo Prodi (2007-2008): riduzione del «cuneo fiscale»; abbassamento aliquote; allargamento della base imponibile (attraverso recupero evasione).
Governo Berlusconi (2008-2011): unificazione aliquote tassazione attività finanziarie (20% e 12,5%) e nuovo disegno di riforma, non realizzato, ma in parte ripreso dal Governo Monti (2011-13): schema Ace su incrementi di capitale e ampliamento deducibilità Irap.
Governo Letta (2013-14): riduzione cuneo fiscale. Governo Renzi (2014-15): riduzione del cuneo fiscale; aumento tassazione attività finanziarie dal 20% al 26% (titoli pubblici 12,5%).
Dunque, tema dominante: riduzione della «pressione fiscale», ma UE che impone risanamento (=aumento delle tasse). Tassazione immobili: leitmotiv delle campagne elettorali dal 2008.
Governo Prodi: aumento detrazioni Ici su prima casa. Governo Berlusconi: eliminazione Ici su prima casa. Governo Monti: da Ici a Imu (innalzamento coefficienti) e reintroduzione tassazione prima casa. Governo Renzi: eliminazione...
Un quadro delle imposte in Italia
A livello nazionale le imposte si dividono in due categorie:
- Imposte dirette, ovvero tributi sul reddito o sul possesso di patrimonio (principale compito di redistribuzione): Irpef, Ires, Isos;
- Imposte indirette, ovvero tributi sui consumi e sullo scambio di beni: Iva, lotterie, oli minerali, ecc.
Alle entrate tributarie in senso stretto si possono poi sommare i contributi sociali, prelievi commisurati ai redditi di lavoro destinati al finanziamento delle principali prestazioni del welfare (pensioni, ammortizzatori sociali).
Il gettito delle tre grandi componenti delle entrate tributarie è il risultato di una molteplicità di prelievi, non tutti con stesso peso. Le due più importanti sono l'Irpef, la principale imposta diretta, un'imposta personale e progressiva, e l'Iva, la principale imposta indiretta, un'imposta generale sugli scambi di beni e servizi. Altre sono: l'Ires, imposta sul reddito delle società, l'Irap, imposta regionale, le imposte sugli oli minerali, l'Isos, insieme dei prelievi sostitutivi dell'Irpef che gravano sui redditi derivanti dalle attività finanziarie, e l'Imu, la più importante imposta comunale che si commisura al valore catastale degli immobili.
Inoltre, le imposte affluiscono a diversi enti pubblici e si dividono in tre diversi livelli: centrale, regionale e locale (Province e Comuni). Il gruppo di tributi più importante, per numero e gettito, affluisce al governo centrale e costituisce l'insieme delle cd. imposte erariali (Irpef, Ires, Iva, lotterie, ecc.), mentre l'Irap e l'Imu fanno parte delle imposte a livello locale.
Le imposte erariali sul reddito
Le grandezze a cui sono commisurate le imposte dirette sono costituite dal reddito e dal patrimonio.
I redditi
Per quanto riguarda la prospettiva economia, le tipologie di reddito sono rappresentate dalle sue componenti funzionali: redditi di lavoro, profitti, rendite e interessi. Per quanto riguarda altre prospettive (diritto civile, commerciale e tributario) assumono rilevanza in termini di reddito le tipologie di lavoro: lavoro dipendente e assimilati (pensioni, co.co.co), lavoro autonomo, reddito di impresa in forma individuale (impresa individuale, familiare, artigiani) o associata (società di persone e società di capitali).
Per comprendere su quali tipi di reddito gravano le imposte del nostro ordinamento, faremo riferimento al soggetto passivo (soggetto a cui la legge impone l'obbligo del pagamento del tributo), e pertanto allo cd. ripartizione giuridica o formale delle imposte e non alla ripartizione economica, di assai più complessa determinazione.
A livello erariale le imposte dirette sono rappresentate solo da tributi che colpiscono i redditi; tra queste dominano tre grandi forme di imposizione: l'Irpef, l'Ires e le Imposte sostitutive (44,7% intero gettito).
L'Irpef è un'imposta personale progressiva sul reddito con aliquote fra il 23% e il 43%. Ad essa sono assoggettati tutti i redditi di una persona fisica. Si tratta infatti di un tributo che ha il carattere della personalità, che tiene quindi conto della condizione economica complessiva del soggetto passivo ed anche di caratteristiche personali soggettive o del nucleo familiare a cui appartiene. La progressività applicata a un'imposta personale permette di realizzare l'obiettivo di redistribuzione del reddito.
L'Ires è un'imposta societaria proporzionale con aliquota del 27,5% che grava sugli utili non distribuiti delle società di capitali.
Le Imposte sostitutive (Isos) sono imposte proporzionali con aliquote del 12,5% e 26% che vengono applicate ai redditi delle attività finanziarie (esclusi dall'Irpef) percepiti da persone fisiche che non esercitano attività di impresa.
L'imposta personale sul reddito
La razionalità di un'imposta personale si valuta tenendo conto di due criteri:
- L'equità, che ha come obiettivo individuare il concetto di reddito che meglio riflette la capacità contributiva del soggetto;
- L'efficienza, che cerca di valutare l'imposta sulla base delle distorsioni che essa induce nelle scelte dei consumatori e dei produttori.
La scelta della base imponibile: il reddito è la grandezza più spesso assunta come base imponibile dell'imposta personale. È importante distinguere tra fonti e usi del reddito:
- Fonti: redditi di lavoro, redditi di capitale, plusvalenze (minusvalenze), entrate straordinarie e occasionali
- Usi: consumo o spesa, risparmio
Alla ricerca della più corretta definizione del reddito sono emersi due concetti che si richiamano al criterio delle fonti e uno che fa riferimento agli usi: reddito prodotto, reddito entrata, reddito spesa (o consumo).
Il reddito prodotto
Sono sottoposti a tassazione tutti i redditi ottenuti come corrispettivo della partecipazione ad un'attività produttiva in un dato periodo di tempo. La base imponibile dell'imposta coincide quindi con il valore aggiunto, ovvero con il valore della produzione di contabilità nazionale.
∑RP = Yi(i = lavoro, terra, capitale) → RP = redditi di lavoro + redditi di capitale sono tassate le principali fonti di reddito.
Problemi:
- Non considera le plusvalenze e le entrate straordinarie o occasionali
Equità: plusvalenze ed entrate straordinarie hanno riflesso sulla capacità contributiva. Efficienza: incentivo a trasformare i redditi di capitale (tassati) in plusvalenze (non tassati) → elusione fiscale.
Il reddito entrata
Proposto inizialmente da Schanz (1896) ed elaborato da Haig (1921) e Simons (1939). Ha avuto rilievo nel Rapporto Carter (1966) che ha ispirato la riforma canadese. La definizione di reddito entrata mette in luce la relazione tra componenti patrimoniali (stock) e componenti reddituali (flussi): il reddito di un individuo è l'ammontare massimo di risorse che può essere potenzialmente consumato in un dato periodo, senza ridurre il proprio patrimonio. Pertanto, può essere misurato dalla somma del consumo e dalla variazione del valore del patrimonio in un dato periodo di tempo.
–RE = C + (Wt - Wt-1)
∑= Y + CG + AEt RE = redditi di lavoro + redditi di capitale + CG plusvalenze nette + AE entrate straordinarie → sono tassate tutte le fonti di reddito. Pertanto, nell'imponibile è incluso non solo il consumo effettivo ma anche il consumo potenziale destinato al risparmio.
Possibili eccezioni: fra le entrate straordinarie e occasionali non sono generalmente ricomprese donazioni ed eredità, in quanto assoggettate a tributi autonomi, generalmente meno gravosi.
Ricorda:
- La progressività colpisce in modo forte le entrate straordinarie
- Non sempre le eredità sono assimilabili a «guadagni portati dal vento»
Elemento caratterizzante del reddito entrata: tassazione delle plusvalenze maturate (in quanto potenzialmente traducibili in consumo), indipendentemente quindi dal loro realizzo. NB: differenza tra maturazione e realizzazione (monetizzazione a seguito della cessione del bene o dell'attività) di una plusvalenza.
Problemi applicativi
La tassazione alla maturazione:
- Richiede di conoscere il valore di mercato di tutte le attività patrimoniali al 31 dicembre di ogni anno: valore spesso non valutabile con certezza, in assenza di transazioni;
- Può creare al contribuente problemi di liquidità per il pagamento delle imposte.
La tassazione alla realizzazione:
- Determina effetti di immobilizzo («lock in effect») imputabili alla volontà di differire il pagamento;
- Incentiva attività elusive: realizzazione immediata delle minusvalenze (deducibili) e differimento della realizzazione delle plusvalenze (tassate);
- Si scontra con la progressività.
Nella storia del nostro sistema tributario ci furono grandi oscillazioni tra RP e RE:
- Riforma 1974 RE
- Testo unico 1988 RP
- Riforma Visco 1998 RE
- Riforma Tremonti 2003 RP
Esempio 1 (solo reddito di lavoro; tutta la ricchezza sul c/c):
RP = 40, CG = 0, AE = 0, Wt-1 = 90 (saldo del c/c al 31 dicembre anno t-1)
RP + CG + AE = Ct + (Wt - Wt-1)
40 + 0 + 0 = Ct + (10) → Ct = 30
Esempio 2 (reddito di lavoro e plusvalenza; tutta la ricchezza sul c/c):
RP = 40, CG = 20, AE = 0, Wt-1 = 90
RP + CG + AE = Ct + (Wt - Wt-1)
40 + 20 + 0 = Ct + (30) → Ct = 30
Ovvero C = RP + CG + AE - (Wt - Wt-1)
C = 40 + 20 + 0 - (120 - 90) = 30
Esempio 3 (reddito di lavoro e plusvalenza; tutta la ricchezza sul c/c):
RP = 40, CG = 20, AE = 0, Wt-1 = 90
RP + CG + AE = Ct + (Wt - Wt-1)
40 + 20 + 0 = Ct + (30) → Ct = 30
Ovvero RE = C + (Wt - Wt-1) → RE = 30 + (120 - 90) = 60
Il reddito spesa (o consumo)
Ha origini nel filosofo inglese del 600 Hobbes e in Mill (1852), fino ad arrivare attraverso Fisher (1942) ed Einaudi (1958), a Kaldor (1955) e più recentemente a Meade (1978) presidente della commissione per la riforma del sistema tributario inglese.
La base imponibile è rappresentata dal consumo annuale del contribuente. Fa quindi riferimento alla classificazione dei redditi secondo gli usi con esclusione del reddito risparmiato. La misura del reddito consumato può essere semplicemente ricavata dalla somma del reddito prodotto RP e dal saldo tra prelievi e versamenti nei conti registrati.
RS = Ct = RP + (prelievi - versamenti)t
Il calcolo del reddito consumato... (testo interrotto).
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame scienza delle finanze, prof Baldini, libro consigliato Corso di Scienza delle finanze di P .Bosi
-
Tributi nell'economia italiana, Bosi, Guerra - Appunti
-
Riassunto esame Scienza delle finanze, Prof. Gallo Giovanni, libro consigliato Corso di scienza delle finanze, Paol…
-
Riassunto esame Economia II, prof. Cerea, libro consigliato Corso di Scienze delle Finanze di Bosi