Tommaso d'Aquino
La vita
Tommaso de Conti d'Aquino nacque a Roccasecca (Cassino) nel 1225 o 1226. Entrò a Napoli nell’ordine dei dominicani e di lì fu mandato a Parigi. I maestri secolari dell’Università parigina avevano iniziato la lotta contro i frati mendicanti, ritenuti “falsi apostoli precursori dell’anticristo”, e pretendevano che fosse loro negata la facoltà di insegnare. Tommaso scrisse l’opuscolo Contro coloro che contrastano il culto e la religione di Dio e viene nominato maestro presso l’Università parigina. Nel 1259 lasciò Parigi e tornò a Roma; a questo periodo di permanenza in Italia risalgono le sue opere maggiori: Somma contro i Gentili, il secondo Commentario alle sentenze, la prima e seconda parte della Somma teologica. Nel 1269 tornò a Parigi, dove per un triennio tenne la cattedra di maestro di teologia. Morì il 7 marzo 1274, durante un viaggio.
Gli scritti
Alla sua morte, Tommaso aveva un catalogo di scritti che enumera ben 36 opere e 25 opuscoli. Al periodo della prima permanenza a Parigi appartengono Dell’ente e dell’essenza (1254-1256), il Commentario alle Sentenze e altri scritti. Ma l’attività principale è quella che svolse negli anni del ritorno in Italia e della seconda permanenza a Parigi (1259-1272): a questo periodo appartengono il Commentario ad Aristotele, il Commentario al Libro sulle cause, il Commentario a Boezio e le opere maggiori: la Somma della verità della fede cattolica contro i Gentili, il Secondo commentario alle Sentenze e la Somma teologica, il suo capolavoro. A queste opere vanno aggiunte le Questioni, che riflettono specialmente l’attività politica di Tommaso contro gli averroisti e i teologi agostiniani. L'aristotelismo, con Tommaso, diventa flessibile e docile alle esigenze del pensiero cristiano.
Il rapporto tra ragione e fede
Il sistema tomistico ha la propria base nella determinazione rigorosa del rapporto tra ragione e fede. All'uomo (che ha come proprio fine ultimo Dio, il quale eccede la comprensione razionale) non basta la sola ricerca filosofica fondata sulla ragione. Per questo è stato necessario che l’uomo fosse convenientemente istruito dalla rivelazione divina. La ragione naturale si subordina alla fede. Non può servire a dimostrare ciò che è di pertinenza della fede, ma può servire alla fede in tre modi diversi:
- Dimostrando i preamboli della fede (Dio esiste);
- Chiarendo mediante similitudini le verità della fede (la Trinità);
- Controbattendo le obiezioni della fede.
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