LA VITA
Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896, sesto figlio di Giuseppina Ricci e di Domenico, che è
titolare di una piccola ditta commerciale.
Frequenta le scuole tecniche ottenendo il diploma di ragioniere.
Prende lezioni di canto e per sempre nutrirà una profonda passione per la musica.
Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale con il grado di sottotenente, stringe rapporti di amicizia
Trucioli
con i poeti liguri Angelo Barile, Adriano Grande e Camillo Sbarbaro, di cui recensisce nel 1920.
Tra il 1922 ed il 1923 frequenta Anna degli Uberti, che canterà nelle poesie con il nome di Annetta-Arletta.
Nel 1922 esordisce anche come poeta su "Primo tempo", la rivista fondata da Giacomo Debenedetti.
Entra in rapporto con l'ambiente intellettuale torinese, soprattutto con la figura dell'antifascista Piero
Gobetti. Stile e tradizione,
Sul primo numero della rivista da lui fondata, "Il Baretti", pubblica il saggio importante
sia come testo programmatico, sia per capire i fondamenti della sua poesia che si caratterizza per il rifiuto
delle esperienze di avanguardia. Omaggio
L'attenzione per le esperienze più vive della letteratura contemporanea si rivela ad esempio nell'
a Italo Svevo, un articolo apparso sull'"Esame" che segnala per la prima volta in Italia l'importanza dello
scrittore triestino. Il giovane Montale aveva conosciuto i libri di Svevo grazie ad un intellettuale triestino,
Roberto Bazlen, che gli aveva prestato i volumi caldeggiandone la lettura.
Il 1925 registra altri importanti avvenimenti:
Ossi di seppia;
presso le edizioni di Piero Gobetti nasce la prima raccolta di versi,
o Montale firma il manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce (espressione di
o un netto dissenso, civile e politico, che vedrà Montale condurre un'esistenza schiva e appartata
negli anni del fascismo.)
Ai primi del 1927 si trasferisce a Firenze, per lavorare come redattore nella casa editrice Bemporad e nel
1929 sostituisce Bonaventura Tecchi alla direzione del Gabinetto letterario Vieusseux, dal quale verrà
dispensato nel 1938 perché non iscritto al partito fascista.
Nel 1933 avviene l'incontro con Irma Brandeis, una giovane studiosa americana (la "Clizia" di alcune note
1
poesie). Le occasioni,
Nel 1939 appare la sua seconda raccolta poetica, presso Einaudi.
Avvia intanto un'intensa attività di traduttore: collabora con altri scrittori al progetto dell'antologia
Americana, promossa da Vittorini per Bompiani, e pubblica nel 1942 una magistrale traduzione della
Storia di Billy Budd di Herman Melville.
Dal 1939 vive con Drusilla Tanzi, che diventerà sua moglie sono nel 1962 e verrà poi cantata in poesia con
il nomignolo di "Mosca". Finisterre,
Nel 1943 escono a Lugano, per interessamento di Gianfranco Contini, le poesie di che
La bufera e altro,
confluiranno poi nella terza raccolta, pubblicato da Neri Pozza nel 1956.
Dopo aver ospitato Umberto Saba e Carlo Levi, perseguitati per motivi razziali, fa parte del CLN (Comitato
di Liberazione Nazionale) toscano esiste dal Partito d'Azione.
Fonda nel 1945 il quindicinale "Il Mondo", che cesserà le pubblicazioni nell'ottobre dell'anno successivo.
Nel 1948 inizia la sua definitiva attività di redattore presso il Corriere della Sera, sul quale pubblica articoli
in terza pagina, corrispondenze di viaggi in paesi stranieri, racconti, che poi confluiranno nel volume di
Farfalla di Dinard.
prose Quaderno di traduzioni
Ancora nel 1948 pubblica il , in cui interpreta, traducendoli, poeti da Shakespeare a
Blake, fino a Yeats, Pound ed Eliot. Satura,
Escono nel 1971 presso Mondadori i versi di che segnano una svolta di rilievo nello sviluppo della
Xenia,
sua ricerca poetica (il volume comprende anche gli dedicati alla memoria della moglie e già
pubblicati in parte nel 1966). Diario del '71
Su questa linea la produzione successiva prosegue intensamente, dando luogo alle raccolte
e del '72 Quaderno di quattro anni,
(1973) e uscito nel 1977.
Tutte le poesie,
Sempre nel 1977 Mondadori riunisce in un volume a cui seguirà presso Einaudi l'edizione
L'opera in versi,
critica intitolata uscita nel 1980. per aver illustrato la Patria per altissimi meriti nel
Nel 1977 Montale era stato nominato senatore a vita "
campo letterario e artistico ", e nel 1975 aveva ricevuto il Premio Nobel per la letteratura, pronunciando,
È ancora possibile la poesia?
presso l'Accademia di Svezia, il discorso I miei scritti sul "Mondo"
Pochi mesi prima della morte, avvenuta a Milano il 12 settembre 1981, escono , a
Altri versi e poesie disperse,
cura di Giovanni Spadolini e a cura di Giorgio Zampa.
Prime alla Scala,
Nello stesso anno vede la luce la raccolta degli scritti musicali a cura di Gianfranca
Lavezzi. OSSI DI SEPPIA
Le edizioni, la struttura e i rapporti con il contesto culturale
Ossi di seppia uscì nel 1925 e conteneva testi scritti tra il 1920 e quella data.
Nel 1928 fu pubblicata una seconda edizione con l'aggiunta di alcuni testi, tra cui Arsenio, che fa già
intravedere gli sviluppi futuri della poesia montaliana.
Il libro è diviso in quattro sezioni:
Movimenti
o Ossi di seppia (comprende componimenti brevi)
o Mediterraneo (un ampio poemetto)
o Meriggi e ombre (contiene testi complessi e ardui)
o In limine Riviere.
In apertura del volume si colloca e in chiusura
Nella raccolta si possono cogliere i legami con il contesto culturale del tempo:
FILOSOFICAMENTE LETTERARIAMENTE
d’Annunzio: frequente ripresa di termini e stilemi,
ma ne rifiuto dell'abbandono sensuale, del vitalismo
panico, dell'intonazione aulica e sublime
--
Pascoli: sia per la scelta di trattare oggetti "poveri"
sia per alcuni procedimenti stilistici
Schopenhauer: pessimismo secondo il quale le --
realtà sensibili sono pervenze ingannevoli Crepuscolarismo (Gozzano): rifiuto dell'aulicità della
tradizione poetica, nell'adozione di oggetti umili e di
soluzioni antiliriche e prosastiche, pervase d'ironia.
2
--
Crepuscolarismo, Futurismo, Vocianesimo (Govoni e
Sbarbaro): ripresa di motivi e stilemi
Il titolo ed il motivo dell’aridità
Il titolo della raccolta è denso di significato: gli “ossi di seppia” sono i residui calcarei di quei molluschi che
il mare deposita sulla riva alludono quini a una condiziona vitale impoverita, prosciugata, ridotta
all’aridità minerale o quasi all’inconsistenza.
Al tempo stesso, gli “ossi” sottolineano una sua condizione che, in conseguenza di quell’impoverimento,
non può più attingere al sublime, ma deve ripiegare sulle realtà minime, puntando su una dizione spoglia
e secca, priva dell’ornamentazione sontuosa propria della lirica tradizionale.
Un tema centrale che percorre il libro è quello dell’”arsura”, dell’aridità.
Il paesaggio che si profila nei versi montaliani è quello ligure, ma esso non è mai proposto nella sua
immediata fisicità, si innalza sempre a una dimensione metafisica: è un paesaggio arido, brullo,
disseccato dall’aria salmastra e da un sole implacabile, che non è simbolo di pienezza vitale panica, ma
rappresenta una forza quasi crudele che prosciuga e inaridisce ogni forma di vita.
Questa condizione esistenziale inaridita ed impoverita che imprigiona le creature umane senza possibilità
di scampo, si proietta in un altro oggetto carico di significato, il muro. Questo allegorico muro è
impossibile da valicare; l'uomo non è in grado di passare al di là di esso per attingere ad una pienezza
vitale, ad una verità ultima e certa, ad un rapporto organico con il tutto che dia significato all'esistenza.
La prigionia si manifesta soprattutto nell'eterno ritornare del tempo su se stesso, nel ripetersi monotono
di gesti e azioni senza mutamento.
L'uomo si illude di muoversi, di andare in qualche direzione, ma in realtà il suo è un "immoto andare", un
"delirio d'immobilità". La crisi dell’identità, la memoria e l’”indifferenza”
L'anima non ha più una consistenza unitaria, coerente, si frantuma, incapace di attingere a una realizzata
integrità.
Montale tocca così uno dei grandi temi della letteratura novecentes
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Riassunto Montale
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Riassunto esame letteratura italiana: autori Italo Svevo, Luigi Pirandello, Guido Gozzano, Umberto Saba, Giuseppe …
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Eugenio Montale
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Eugenio Montale