EUGENIO MONTALE
LA POETICA
L’ispirazione del poeta ruota attorno a tre poli:
il rapporto con la natura,
• l’esperienza dell’amore,
• il miracolo, ossia il desiderio di libertà, la via d’uscita.
•
La ricerca della verità porta Montale a ri utare sia la visione materialistico-positivistica della realtà,
che quella derivante dalla religione cattolica o dalle ideologie ottocentesche.
La domanda centrale è l’uomo è libero oppure è costretto a obbedire a forze superiori?
A questa domanda la risposta non è semplice, nè univoca.
Da un lato Montale ci mostra il «male di vivere», il disagio esistenziale dell’uomo, e dall’altra
testimonia la sua ricerca del varco, della via d’uscita, della via di fuga, del «miracolo».
i sentimenti non vengono espressi in modo esplicito, ma attraverso luoghi, gure e oggetti
concreti, a cui viene attribuito un signi cato simbolico
IL MALE DI VIVERE E IL VARCO (via d’uscita)
Il «male di vivere» raccontato in Ossi di seppia è, per Montale, deriva da una consapevolezza della
precarietà della condizione umana e un isolamento del soggetto che porta ad una frattura tra io e
mondo.
Questo «male di vivere» porta insicurezza, isolamento, incomunicabilità.
Ma questo «male di vivere», testimoniato nelle liriche di Ossi di seppia, è sempre associato alla
sua ricerca della via d’uscita.
La poesia è attraversata da una tensione etico-conoscitiva per trovare una verità oltre i limiti della
realtà.
Nelle Occasioni la rottura dell’ordine negativo è a data alla presenza di un personaggio esterno,
un “fantasma salvi co”, capace di comprendere e dominare la realtà. Questo “fantasma” assume
tratti femminili; è la donna che sa condividere la so erenza umana per il male del mondo, ma che
ne rimane incontaminata: sembra quasi una nuova Beatrice dantesca.
Questa donna angelo permette al poeta di coltivare speranza pur nel timore.
mentre Ungaretti, ad esempio, si distacca dalla tradizione per riscoprire la forza autonoma della
parola, facendo di essa uno strumento di liberazione, capace di attingere dalle fonti dell’assoluto,
per Montale questa risulta una soluzione troppo ottimistica e consolatoria.
VALORE DELLA POESIA
La poesia di Montale ri ette la crisi dei valori della vita dell'uomo, causata dalla frenesia e dalla
monotonia della routine quotidiana. Il poeta riesce con estrema essenzialità e semplicità ad
esprimere il vero ne della vita.
La poesia ha una duplice funzione:
- valore etico sul piano storico, come invito alla consapevolezza e alla conoscenza
- meta sico, cioè svelare il segreto dell’esistenza e trovare un varco che conduca alla salvezza,
spesso incarnata da gure femminili
UNA POESIA DI COSE
La poesia di Montale è stata strettamente connessa alla “poetica delle cose”, seguendo le orme
di Pascoli. Il poeta ri uta chiaramente il simbolismo e preferisce utilizzare oggetti comuni utilizzati
come “correlativi oggettivi”, ossia equivalenti concreti di concetti astratti o di stati d'animo
dell’autore.
La sua scelta letteraria ricade, dunque, sulle “piccole cose”, ovvero su quegli elementi di una
realtà povera che l’uomo può ritrovare intorno a sé in qualsiasi momento della sua vita. Gli
oggetti, le immagini, le voci della natura diventano ciò che rappresenta il mondo in cui vive.
CORRELATIVO OGGETTIVO
Una determinata sensazione o emozione viene rappresentata sulla pagina attraverso alcuni
oggetti concreti o una situazione particolare, che dovrebbero suscitare nel lettore ciò che prova il
poeta senza necessità di mediazione o di spiegazione.
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Gli oggetti hanno il potere di trasmettere, oltre al loro signi cato elementare, un senso ulteriore: gli
oggetti quotidiani possono diventare delle manifestazioni, delle epifanie, che fanno riferimento ad
elementi che la sensibilità del poeta non riesce a esprimere in altri modi.
Montale trae questa tecnica in particolare da Eliot.
Il linguaggio poetico di Montale è estremamente ricco e articolato. I suoi modelli sono Dante e gli
stilnovisti, Petrarca, Leopardi, fra gli italiani; Shakespeare, Donne, Browning, Baudelaire, fra gli
stranieri.
IL PRIMO MONTALE: OSSI DI SEPPIA
Sul titolo della raccolta di Eugenio Montale sono state formulate diverse ipotesi. Quella più
accreditata è che gli “ossi di seppia”, residui calcarei di molluschi che il mare deposita sulla
spiaggia, alludano a una condizione vitale impoverita, ridotta all’aridità e all’inconsistenza. La terra
per Montale sarebbe quindi una sorta di esilio psicologico.
Un’altra teoria è che il titolo sia metafora del lavoro del poeta: proprio come il mare leviga gli ossi
di seppia, il poeta leviga la sua poesia per giungere all’essenziale.
Questa raccolta rappresenta il primo Montale, quello ancora molto attaccato alla Liguria, sua terra
natale. Importanti per lui sono stati i soggiorni a Monterosso, un luogo che viene spesso celebrato
nella raccolta pubblicata la prima volta nel 1925 e poi nel 1928.
Nella raccolta si nota:
Un certo avvicinamento alla loso a di Schopenhauer, per la visione della realtà come
• parvenza e sogno;
Un avvicinamento alle correnti in opposizione al positivismo;
• Il legame con la poesia dannunziana, attraverso cui è necessario inizialmente passare per
• poi poterla superare, ma di cui successivamente Montale ri uterà la sensualità, il vitalismo
panico e l’intonazione aulica;
L’avvicinamento a Pascoli per la scelta di temi semplici e quotidiani e parzialmente per lo
• stile;
L'avvicinamento a Gozzano e all’esperienza del crepuscolarismo.
•
I temi fondamentali della raccolta sono:
La condizione di “osso di seppia” del poeta, che quando la vita si impoverisce vita non
• può più attingere al sublime e deve ripiegare su realtà minime e marginali;
Il tema dell’aridità, presente nella descrizione del paesaggio ligure;
• Il muro, allegoria dell’impossibilità dell’uomo di attingere alla vita piena.
• L’eterno ritorno, per cui il continuo ritorno del tempo su se stesso è una prigione per
• l’uomo andare,
• Il tema dell'immoto per cui l’uomo si illude di muoversi ma resta immobile.
Emblema di questa condizione esistenziale è il paesaggio ligure:
• arido e secco, rappresenta la desolazione dell’esistenza
• essenziale e brullo: rappresenta l’indi erenza e il distacco di chi prova a resistere
• il mare immutabile e immobile è l’unico luogo che può custodire il mistero, diventando emblema
della salvezza.
La prigionia dell'uomo provoca la frantumazione dell’anima e quindi la perdita di identità. Il
soggetto si sente in completa disarmonia con il resto del mondo: l’adesione completa al ritmo del
cosmo era stata possibile solo nell’infanzia ma ora, nell’età matura, resta solo il rimpianto.
L’arsura esteriore diventa arsura interiore, e dunq