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Riassunto Storia della musica moderna e contemporanea, libro consigliato: manuale, Carrozzo, Cimagalli - il 1800

Un riassunto completo dettagliato ed efficace, ricco di schemi su analogie e differenze, della storia della musica occidentale nel ricchissimo secolo del 1800, elaborato sulla base di appunti personali e studio autonomo del libro consigliato "M. Carrozzo - C. Cimagalli, Storia della musica occidentale".

Argomenti trattati: opera, rossini, donizetti, bellini, verdi, weber,... Vedi di più

Esame di Storia della musica moderna e contemporanea docente Prof. G. Pagannone

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profonda regnava nel suo animo: quella tra una prosaica mentalità

borghese, desiderosa di affermazione economica e sociale e una

poetica esigenza di dedicarsi all'arte anima e corpo. La radice è stata

vista in un profondo dissidio familiare tra la madre ( pro a farlo studiare

giurisprudenza) e il padre ( pro a dirigerlo verso attività artistiche ). Anche

all'interno dell'ambito artistico Schumann era attratto da 2 poli contrastanti:

musica e letteratura. A 20 le ambizioni musicali prevalsero. Egli era brillante

pianista e voleva fare anche il compositore, studiò pianoforte con Friedrich

Wieck.

2. Attivismo culturale. Troncata una promettente carriera di strumentista

virtuoso per una progressiva paralisi alla mano destra, egli si dedicò alla

composizione presentandosi anche come diffusore della nuova musica in

qualità soprattutto di critico musicale. Nel 1834 il primo numero di una

rivista da lui fondata, la Nuova rivista musicale. Fondò anche una lega

artistica particolare perchè immaginaria ( la Lega di David ) formata da 3 pg

principali: Florestano ( il beethoveniano , impulsivo e ardente ) , Eusebio

( sognatore, riflessivo,dolce) e Maestro Raro ( raffigura la saggezza )

3. Clara Wieck Schumann. Si innamorò della figlia del suo maestro. Il

rapporto con Clara mette a nudo un'altra duplicità nella vita di Schumann:

contemporaneamente ad un intenso coinvolgimento sentimentale, egli era

professionalmente molto geloso di lei

4. Difficoltà comunicative e malattia psichica. Altra duplicità ancora:

nonostante il carattere taciturno e poco comunicativo voleva fare il direttore

d'orchestra e artistico. Inoltre fu colpito da una malattia psichica: crisi nervose

che lo portarono a tentare il suicidio. Anche in campo compositivo un'ulteriore

duplicità: dotato di un carattere incline al disordine, Schumann impose a se

stesso il massimo dell'ordine costringendosi tra l'altro ad esplorare un

genere musicale per volta:

1829 – 1839 → solo per pianoforte

1840 → Lieder per voce e pianoforte

1841 → Sinfonie

1842 → Musica da camera

1843 → Oratorio

1845 → Passione per la fuga concretatasi in composizioni

contrappuntische

5. Musica assoluta ed elementi extramusicali. Un'ultima duplicità riguarda

il rapporto tra musica ed elementi extramusicali. Anche se Schumann era

contrario a qualsiasi idea di un programma o di una qualche descrittività in

musica pure non rifuggì dal caricare le sue musiche di una fitta rete di

riferimenti più o meno nascosti a realtà esterne alla composizione

stessa.

CHOPIN o la BARBARICITA'

Può sembrare assurdo associare a Chopin, il celebrato “poeta del pianoforte”

la parola barcaricità, eppure i suoi contemporanei avvertivano acutamente in

lui un sentore di straniero, di selvaggio.

1. Viaggi a Vienna. La sua prima uscita dalla Polonia come concertista fu

nell'agosto 1829 a Vienna. Se al primo soggiorno lì riscosse un discreto

successo, il suo secondo fu una vera delusione.

2. Parigi,seconda patria. Fu allora Parigi a trasformarsi nella sua seconda

patria, dato che vi rimase per il resto della vita. L'alta società parigina, che

se lo contendeva per suonare nei propri salotti, lo ricompensò così

lautamente che egli pote permettersi un tenore di vita decisamente agiato.

Solo raramente si esibì in concerti pubblici. Trascorse il suo ultimo anno di

vita in condizioni piuttosto difficili: la rivoluzione, la sua stessa salute

aggravatasi tanto da indurlo a non comporre neanche più.

Fondamentale estraneità di Chopin al mondo classico-romantico.

Chopin veniva percepito come proveniente da un mondo profondamente

estraneo alla civiltà dell'antica Europa per le sue dissonanze ed armonie

inconsuete. Era a lui estranea l'ideologia per cui il compositore deve

innalzare grandi architetture formali dalla logica razionale a rinviare a

qualcosa di altro rispetto alla pura musica; così come era lontano dall'idea

che una composizione anche piccola fosse specchio del mondo.

Eppure proprio dal Classicismo Chopin evinse un atteggiamento che era

generalmente disatteso dai suoi colleghi romantici: produrre una vera

musica “assoluta”, senza essere mai sfiorato dalla tentazione di inserire

in essa qualcosa di extramusicale. La musica di Chopin è astratta come

quella di nessun altro nella sua epoca: forse solo essa, nel Romanticismo,

non significa altro che se stessa.

Discendenza dallo stile della sensibilità. Un'arte del porgere fa

dell'ornamento la sostanza espressiva della musica. Un' arte che pone al

centro dell'attenzione di più la capacità espressiva e parlante

I salotti parigini: poesia lirica e musica. Il compositore polacco si inserì

con estrema naturalezza nell'ambiente dei salotti dell'aristocrazia → luoghi

frequentati da una classe sociale detentrice del gusto estetico

dominante.

RIASSUNTO: Chopin nasce nel 1810 vicino a Varsavia. l’attività di pianista

ed insegnante cui si dedicò per tutta la vita lo rendono famoso in tutta

Europa, soprattutto nei famosi salotti parigini. È stato soprannominato “ Il

poeta del pianoforte” perché tutte le sue opere sono dedicate a questo

strumento (ballate, fantasie, rapsodie, notturni, scherzi, improvvisi, bazurke,

polacche, valzer). Molte di queste composizioni sono ispirate alla tradizione

polacca.

BERLIOZ E LISZT

Il Romanticismo francese si differenziò nettamente da quello tedesco: se

quest'ultimo attribuiva il primato estetico alla musica specialmente

strumentale, per i compositori francesi la parola musica rimaneva coniugata

con la parola teatro.

Hector BERLIOZ o LA MUSICA TEATRALIZZATA

1. Teatralizzazione e autobiografismo. Hector Berlioz è sicuramente il più

teatralizzato fra i compositori romantici. La composizione berlioziana più

nota e che ebbe maggiori influssi sui compositori contemporanei è la

Symphonie fantastique → sinfonia per orchestra il cui ascolto va

integrato alla lettura di un programma, poiché i suoi movimenti sono collegati

da una specie di trama narrativa. Innanzitutto questo desiderio di sospingere

la sinfonia verso il teatro si inserisce in una teatralizzazione di fondo dello

stesso Berlioz: fin dall'infanzia era abituato a percepire il mondo reale

attraverso un filtro teatrale , VIVENDO LA SUA STESSA VITA COME SE

RECITASSE UN COPIONE, BRILLANTE O TRAGICO A SECONDA DELLE

CIRCOSTANZE. Quell'autobiografismo che caratterizza la sua produzione

musicale a partire dalla Symphonie Fantastique: l'io agente in questa

sinfonia adombra l'autore stesso e il tema musicale che ricorre ( che egli

definisce “idea fissa”) è il pensiero musicale che nella mente del

protagonista si associa sempre all'immagine della donna amata. Il fatto

stesso di essere una sinfonia a programma porta alla luce un atteggiamento

che il compositore francese condivideva con numerosi musicisti romantici: il

desiderio di abolire la distinzione tra generi musicali e tra le arti stesse.

2. Musica fra teatro e concerto. Romeo et Juliette è una sinfonia

drammatica che non è descrizione di avvenimenti ma libera riproposizione in

musica degli echi emozionali suscitati da tale opera sul compositore. La

trilogia sacra “L'enfance du Christ” rientra più agevolmente nel genere

musicale dell'oratorio.

3. Tra le vere opere liriche di Berlioz, il Benvenuto Cellini

4. Difficoltà in patria e successi all'estero. Dopo il viaggio in Italia, per il

resto della sua vita Berlioz si divise tra Parigi e le numerose tournées

all'estero. Nella sua patria dovette lottare duramente contro l'indifferenza

del pubblico e l'ostilità delle istituzioni. All'estero invece i successi

ottenuti furono assai più lusinghieri. La rarità delle esecuzioni di musiche

berlioziane dipendeva anche da alcuni atteggiamenti del loro autore:

l'esigenza di dirigere sempre di persona nonché la sua concezione della

musica quasi come un evento rituale. Non da ultimo il suo stesso carattere,

impetuoso, incline agli eccessi emotivi. Per di più si era creato una folta

schiera di nemici con la sua attività di critico musicale.

5. Attivismo culturale. Anch'egli era animato da quell'attivismo culturale

che aveva contagiato un po' tutti i compositori romantici: direttore d'orchestra,

diffusore della nuova musica e di quella antica, direttore artistico, critico

musicale e scrittore. Gli mancò solo il virtuosismo strumentale e la fondazione

di una lega artistica.

Franz LISZT o LA MUSICA LETTERARIZZATA

1. Chi raccolse per primo il messaggio di Berlioz fu Franz Liszt, un

compositore cosmopolita. A soli 11-12 anni Liszt iniziò una carriera

concertistica professionale ad alto livello che lo condusse ben presto a

primeggiare a Londra.

2. Esperienze parigine: Fantastique e Paganini. Fu a Parigi che avvenne

la sua piena maturazione compositiva. Egli scriveva pezzi di bravura per il

proprio strumenti, ma fra il 1830 e il 1831 attraversò 2 esperienze musicali

significative. La prima fu l'ascolto della Symphonie fantastique di Berlioz

→ gli rese evidente l'importanza di inserire elementi extramusicali nella

musica sinfonica. La seconda esperienza fu l'aver sentito suonare Paganini

a Parigi nel 1831. L'influenza di colui che all'epoca era il più famoso

concertista del mondo gli fornì anche la soluzione di un grande problema

compositivo.

3. Virtuosismo + materiale sperimentale. Liszt sentiva l'esigenza di

realizzare in musica quella rivoluzione romantica che Hugo aveva avviato in

letteratura attraverso l'uso di un materiale musicale totalmente nuovo,

rivoluzionario, sperimentale: ciò ad esempio poteva consistere nel basarsi

su un intervallo come il tritono. Così Liszt superò la barriera del dualismo

stilistico, traghettando lo stile parlante dei virtuosi verso la sua

integrazione all'interno di una forma logica, chiusa e compiuta in ogni

sua parte.

4. Fondere letteratura e musica. Il messaggio poetico che Liszt voleva

proporre era: si possono raggiungere le massime vette dell'arte proprio

attraverso la fusione della musica strumentale con la poesia. Ma ciò può

avvenire solo fondendo l'ispirazione letteraria con la musica strumentale

pura esprimendo in musica quelle azioni interiori che sono oggetto

dell'espressione poetica stessa per creare quasi un “doppio” sonoro della

poesia. Le composizioni lisztiane di quegli anni riportano titoli chiaramente

evocatori di echi letterari o pittorici: Armonie poetiche e religiose, Anni di

pellegrinaggio ( in cui il virtuoso itinerante e il viaggiatore romantico si

trasfigurano spesso in un pellegrino ai luoghi santi della poesia e della

pittura ), Sposalizio, Il pensieroso, la Fantasia quasi sonata Après une

lecture du Dante. In questa composizione sono coagulate tutte le principali

caratteristiche della musica di Liszt di questo periodo: ispirazione letteraria,

uso di materiale musicale sperimentale quale il tritono e il cromatismo,

unione tra la libertà quasi improvvisata della fantasia e il rigore

costruttivo della sonata, la ciclica riproposizione di uno stesso tema,

continuamente trasformato ma sempre chiaramente riconoscibile.

5. Weimar e il poema sinfonico. Quando assunse il posto di maestro di

cappella presso la corte granducale di Weimar, avviò la grande stagione del

poema sinfonico e formò un cenacolo di allievi, incrementando anche la sua

produzione come critico.

Il termine poema sinfonico congiunge in se stesso i due poli da cui trae

origine questo genere musicale: la poesia e la musica sinfonica. Si tratta di

una composizione sinfonica costituita da un unico movimento,

corredato di un programma scritto che ne illustra il contenuto poetico.

6. La sonata ciclica. Nel 1852-53 Liszt si cimentò con una delle sue poche

Sonata in si min. Per

composizioni veramente assolute: la sua unica

pianoforte → una vera e propria sonata ciclica: in un unico movimento

sono compressi tutti i movimenti di un'intera sonata tradizionale, con i relativi

cambi di andamento.

7. Roma e ultime composizioni. A Roma si accentuò il sempre vivo

interesse di Liszt per la spiritualità religiosa, che lo condusse a comporre una

gran quantità di musica sacra. Nel 1865 egli prese gli ordini minori e negli

anni '80 l'anziano compositore rivelò una straordinaria capacità di

superamento dei suoi stessi confini, producendo pagine sconvolgenti

per la loro modernità. La scrittura del tardo Liszt si mostra più asciutta e

rigorosa , esplorando luoghi armonici in cui la tonalità tradizionale è solo un

pallido ricordo: egli non usa abbondantemente solo tritoni e settime diminuite,

ma addirittura la scala per toni interi,nella quale l'assenza dei semitoni

distrugge alla radice quelle tensioni interne che costruiscono il

discorso armonico classico.

Richard WAGNER e il dramma musicale

Il Romanticismo oscillava fra due tendenze opposte: da una parte esaltava la

musica strumentale “pura” o “assoluta”, dall'altra si serviva con sempre

maggiore frequenza di stimoli extramusicali, soprattutto letterari, abolendo di

fatto la purezza della musica. La carismatica figura di Liszt coagulò attorno a

sé una specie di “partito progressista” musicale: i cosiddetti neotedeschi

che propugnavano l'avvento di una stretta alleanza tra la musica e le arti.

Mentre si rinsaldavano le opposte fila di un “partito conservatore”, votato

alla difesa dei valori assoluti, la corrente dei neotedeschi si arricchì del

contributo di un esponente piuttosto singolare, le cui posizioni erano alquanto

estremistiche: Richard Wagner.

1. Wagner, Kapellmeister fuggiasco. Richard Wagner nacque a Lipsia nel

1813. Come ogni buon musicista romantico, si appassionò anche alla

letteratura. Tendenzialmente autodidatta, i suoi studi regolari furono le lezioni

di armonia. Fu ben presto direttore musicale (Kappelmeister) di vari teatri ma

la sua situazione economica era sempre assai precaria, infatti nel 1839 fu

costretto addirittura a fuggire da Riga per sottrarsi ai creditori.

2. Opere romantiche di Wagner. Le sue 3 grandi opere romantiche

Olandese volante,Tannhauser e Lohengrin

( l' ) che presentano

caratteristiche squisitamente personali. Wagner scrisse sempre da sé i testi

delle sue produzioni teatrali e, rifiutando i soggetti storici in favore di

argomenti tratti da antiche leggende, egli aveva l'ambizione di trattare temi

profondi e universali → unicamente l'amore spinto fino al sacrificio può

redimere l'uomo dal male, identificato con la vita stessa. La struttura generale

è stata definita opera a scene: l'unità minima non è infatti il “numero” ma la

scena, intesa come un blocco temporalmente ampio e variamente articolato

in pezzi non chiusi. Per agevolare la continuità musicale Wagner fa uso dei

cosidetti motivi di reminiscenza o LEITMOTIV →motivo conduttore, è

un tema musicale ricorrente associato ad un personaggio, un sentimento, un

luogo, un'idea, un oggetto.

Per far aderire sempre più la musica alla parola, nei passi più espressivi

viene adottata una declamazione in stile arioso, che si accosta quasi ad un

recitativo molto intenso. Wagner andò creandosi una concezione

drammaturgico-musicale veramente rivoluzionaria che infine vide realizzata

nel teatro fatto appositamente costruire a Bayreuth.

3.Dalla Tetralogia al Parsifal. Nel 1848 il compositore aveva iniziato ad

L'anello del

abbozzare quella che sarebbe poi diventata una tetralogia,

nibelungo, scandita in una vigilia e tre giornate, intesa dall'autore come il

dramma dell'inizio e della fine del mondo. Dal 1877 al 1882 Wagner si dedicò

alla composizione del Parsifal, il suo ultimo dramma musicale.

La concezione wagneriana del dramma musicale. Si è parlato di dramma

musicale, benchè Wagner non approvasse questo termine perchè troppo

simile alla vecchia dicitura “dramma per musica” e perfino riduttivo: egli non

voleva introdurre un nuovo genere a fianco di tanti altri, ma aspirava a

realizzare l'unica possibile “musica dell'avvenire”. Wagner partiva da una

premessa radicale, che troncava alla fase ogni idea di musica assoluta: la

musica ha bisogno di una giustificazione esterna di carattere poetico,

drammatico o coreografico, altrimenti rimane priva di senso ( ad esempio la

musica strumentale sarebbe nata come sublimazione della danza )

Ma con Beethoven – secondo Wagner – le cose cambiarono: l'autore

dell'Ode alla gioia gli appare come colui che, con la Nona sinfonia, ha

definitivamente chiuso la stagione della musica strumentale pura. Gli sembra

che il tessuto melodico di Beethoven fluisca in una “melodia infinita” sempre ugualmente

pregnante.

4. Il Wort-Ton-Drama. Ecco quindi l'opera d'arte dell'avvenire: il Wort-Ton-

Drama cioè l'unione di parola-suono-azione in un'OPERTA D'ARTE TOTALE.

Una simile unità fra parola,musica e gesto giunse alla sua perfetta

compiutezza nella tragedia dell'antica Grecia. Il fine di tutto è il dramma,

cioè l'azione scenica che concretamente si realizza; musica e parola non

sono altro che i mezzi per realizzarlo.

E cosa deve raffigurare il dramma? La risposta di Wag

L'ammirazione di Nietzsche per Bizet. Un wagneriano d'eccezione, il

filosofo Friedrich Nietzsche, si scrollò di dosso l'ammirazione per il

compositore di Lipsia contrapponendo alle sue nordiche brume la nitidezza

mediterranea che Georges Bizet aveva distillato nella sua opera Carmen.

L'atmosfera drammaturgica e musicale di Carmen è quanto di più lontano si

possa immaginare rispetto al mondo wagneriano. Carmen rimane il lavoro più

celebre di Georges Bizet; fu anche l'ultimo, perchè l'autore morì pochi mesi

dopo. La più grande novità di Carmen consiste proprio nell'aver introdotto

nel mondo operistico personaggi completamente nuovi; e la scelta del

soggetto risale a Bizet stesso che scrisse personalmente anche interi passi

del libretto. Il tipo di amore qui raffigurato è un amore scandaloso nella sua

sensualità e mancanza di senso morale. La bravura della prima interprete di

Carmen, che incarnò tale pg in tutta la sua provocante carica erotica, favorì

il fiasco della prima esecuzione: un simile spettacolo indignava il pubblico

borghese del teatro. Senza contare poi l'omicidio in scena: era la prima

volta che ciò accadeva sul palcoscenico dell'Opera Comique,

contravvenendo all'abituale lieto fine. Gli spettatori infine erano disorientati

ache dalla completa mancanza di sperimentalismo: la vicenda è presentata

quasi con distacco.

Carmen scontentò tutti i parigini: sia i conservatori, che rabbrividivano

all'audacia della sua trama, sia i progressisti, votati al culto wagneriano e

insensibili a ciò che non fosse il linea con il loro venerato maestro. Solo dal

1883 l'opera si impose in un successo che non conobbe più tramonto.

RIASSUNTO: Wagner nasce nel 1813 a Lipsia. Nel genere artistico diventa il

musicista tedesco più autorevole del secolo. Wagner attua una vera e propria

riforma del teatro. L’opera lirica deve essere opera d’arte totale, un’opera

in cui fossero presenti tutte le arti. Wagner scriveva quindi i propri libretti, li

musicava, si occupava della scenografia e della regia. È stato il primo a

costruire un teatro appositamente per lui, diverso da tutti gli altri : è il primo a

nascondere l’orchestra sotto il palcoscenico nel golfo mistico. Wagner è stato

il primo a pretendere in sala, durante l’esecuzione, il silenzio

assoluto. Tradizionalmente nei teatri si andava per chiacchierare, per

incontrare amici e durante la rappresentazione, girare tra i palchi, parlare ad

alta voce e addirittura mangiare.

Il sinfonismo del secondo Ottocento: da BRAHMS a MAHLER

La forza di convincimento esercitata dai neotedeschi sembrava inarrestabile:

veramente l'avvenire pareva destinato alla loro musica progressista. Ma nel

1854 a Lipsia fu pubblicato un volumetto di estetica che sosteneva tesi

radicalmente opposte, coagulando idealmente attorno al suo autore le sparse

energie di tutti i “conservatori”.

Il saggio del critico Eduard Hanslick mostra la sua posizione poi detta

formalismo: la bellezza della musica non consiste nel sentimento che essa

vorrebbe esprimere ma è interna alla musica stessa: la musica non ha altro

contenuto che i suoni e il loro artistico collegamento, cioè forme sonore in

movimento.

Johannes BRAHMS , il conservatore

Al contrario di Wagner, il suo sguardo non si protese in avanti, nella speranza

di scorgere il profilo della musica dell'avvenire: esso si rivolse invece

all'indietro, studiando con intensità proprio la musica del passato

Lo stile brahmsiano. Brahms riuscì a coniugare l'insegnamento di 2 tra i

maestri più eccelsi, Bach e Beethoven, costituendo davvero l'unione dei “tre

grandi B”: nella sua musica, infatti, il contrappunto di stampo bachiano

diventa un mezzo quasi onnipresente per realizzare il principio

beethoveniano dell'elaborazione motivico-tematica. Questo intenso

lavoro compositivo, che nello stile classico era tipico soprattutto della musica

da camera, viene esteso da Brahms anche alla musica sinfonica, sinfonico

corale e perfino al Lied con pianoforte.

Anche se egli parte da premesse totalmente differenti da quelle dei

neotedeschi (per le sue composizioni strumentali non abbandona la struttura

sinfonica in 4 movimenti e non si dedica mai al teatro musicale) Brahms

giunge a risultati assai simili a quelli di costoro → si ricorda la prosa

musicale e la melodia infinita di Wagner.

Progressivo o conservatore? Proprio a lui il compositore novecentesco

Schonberg conferirà la palma di iniziatore della modernità , definendolo “il

progressivo”; tuttavia, nella sua epoca Brahms non venne affatto percepito

così. Il manifesto da lui firmato nel 1860 rese palese la sua scelta di campo: il

suo crescente prestigio lo fece addirittura individuare quale capofila dei

conservatori. Forse fu proprio per sottolineare anche logisticamente il suo

profondo legame con il Classicismo viennese che egli andò dalla fine del

1862 a vivere proprio a Vienna.

Approccio metodico ai generi musicali. Le sue prime esperienze

compositive si riversarono naturalmente sul pianoforte. Nella prima metà

degli anni'60 Brahms esplorò a fondo il campo della musica da camera.

Frattanto egli aveva scritto numerosi Lieder per voce e pianoforte e varie

composizioni corali; e fu proprio una composizione con coro a contribuire in

modo decisivo alla sua notorietà. Si tratta di Ein deutsches Requiem ( un

Requiem tedesco ) → il testo non è liturgico ma liberamente tratto dalla

Bibbia in tedesco e suddiviso in 7 parti.\\\ era giunto il momento di approdare

alla sinfonia: la sua Prima sinfonia in do min. Vide luce nel 1876. Due furono

le accuse ripetutamente rivolte a Brahms: quella di essere accademico e

quella di scrivere musica difficile, solo per intenditori.

La seconda fioritura della sinfonia. Proprio negli anni '70-'70 si assistette a

d una seconda fioritura della sinfonia.

Non va dimenticato che il compositore il cui nome è maggiormente associato

alla musica da camera ha riservato più della metà delle sue pubblicazioni

alla musica vocale. E proprio i Quattro canti seri su testi tratti dalle sacre

scritture, pur se dedicati al celebre pittore Max Klinger, vennero composti a

ridosso della notizia della malattia mortale che aveva colpito Clara

Schumann.

Gustav MAHLER , il progressista

L'Ottocento stava ormai tramontando: dietro i bagliori della belle epoque,

sfavillante di operette e di valzer, germinavano i fermenti di una crisi

profonda, destinata a deflagrare in quel buio periodo 1914 -1945

La musica bassa nelle sinfonie di Mahler. Le sue sinfonie sono percorse

da frequenti squarci di musica “bassa”: fanfare o marce militari, canti popolari

o musiche da birreria... uniti a motivi più nobili ma che comunque danno una

netta impressione di “già sentito”. Ma in Mahler l'arte,e quindi il bello, si

appropriava anche del brutto e del banale proprio per rendere in musica la

totalità del mondo. Ma il pubblico dell'epoca non era preparato ad accogliere

un atteggiamento così nuovo e quasi provocatorio.

Egli sottolineava la necessità di un programma interno nelle sinfonie, di

oscure sensazioni che possono essere rese in musica solo quando è

impossibile esprimerle con le parole. Quanto al programma esterno

secondo Mahler può fornire all'autore solo un impulso iniziale per avviare una

composizione e nulla di più. Si assiste anche ad un vero e proprio

gigantismo dell'organico vocale e strumentale.

Modernità dello stile mahleriano. Anche se alcuni tratti della sua

produzione sono fortemente indebitati con l'atmosfera tardo-romantica, per

altri versi Mahler fu salutato da compositori del Novecento come loro maestro

e capofila. Non si tratta solo del suo atteggiamento dissacratorio , della

sua scrittura più polifonica che armonica o della sua orchestrazione

raffinata; ma il suo appartenere alla Musica Moderna si rivela soprattutto nel

situarsi al di fuori dell'estetica romantica la quale ricercava l'originalità

dell'invenzione. Mahler invece si servì di materiali precostituiti

assemblandoli insieme, sovrapponendoli, giustapponendoli con evidenti

fratture stilistiche.

Richard STRAUSS – dalla Musica Moderna all'accademismo

Se Mahler anticipa alcune tendenze della Nuova Musica novecentesca, un

altro compositore di quegli anni invece si ritrasse sgomento dinnanzi al

germogliare di queste tendenze: Richard Strauss. Eppure la sua musica

contribuì davvero a formare la cosiddetta Musica Moderna. Egli si dedicò

soprattutto al poema sinfonico anche se respingeva la concezione di una

musica costruita esclusivamente su un programma, giacchè sosteneva che la

forma musicale deve avere fondamento in se stessa.

Nei confronti dell'opera Strauss si dimostrò ancora più moderno. Le sue

opere dei primi anni del Novecento ( Salome e Elektra ) si servono della

tecnica dei Leitmotive, ma creando con essi una trama fittissima: quasi un

commento psicoanalitico alla vicenda. La sua modernità si riflette anche nella

scelta e nell'uso dei testi: rispettivamente di Oscar Wilde e di Hugo von

Hofmansthal, essi sono lasciati quali erano, cioè drammi in prosa. Per di più,

si tratta di drammi dal contenuto estremamente scandaloso per la morale

dell'epoca. I suoi ultimi capolavori testimoniano la sua assoluta lontananza

dalle profonde rivoluzioni che avevano squassato il mondo musicale in

quegli anni così terribili.

NAZIONALISMO E REALISMO NELLA MUSICA

DELL'OTTOCENTO

Quasi tutta la storia della musica occidentale che si è descritta finora ha

avuto un ambito geografico piuttosto delimitato: Italia, Francia e Germania.

Ciò è dovuto al fatto che negli altri paesi europei la produzione veramente

autoctona si svolgeva ancora secondo le modalità della tramissione orale.

Ma con il Romanticismo le cose iniziarono a cambiare: si assiste alla fioritura

delle scuole nazionali e la generica tensione verso l'accentuazione dei

caratteri musicali nazionali dette luogo a una molteplicità di risultati

differentissimi fra loro: da compositori in tutto e per tutto “occidentali” fino a

compositori che posero addirittura le premesse per la disgregazione del

sistema tonale e della ritmica tradizionale.

RUSSIA

L'imperatrice Caterina II di Russia aveva reso Pietroburgo una delle principali

capitali europee. Sotto lo zar Nicola I, l'Opera Imperiale Italiana assorbiva la

quasi totalità delle risorse finanziarie destinate alla musica, allestendo

esclusivamente opere di autori stranieri ( Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi..).

Esisteva si un'Opera Imperiale Russa ma,nonostante tale nome, anche il

suo repertorio ed interpreti venivano prevalentemente dall'estero, ed essa

non poteva competere certo con l'Opera Italiana. L'autore che più si segnala

nella produzione operistica in russo è Glinka, benchè la sua formazione sia

stata squisitamente occidentale. La sua opera Una vita per lo zar , pur

debitrice verso lo stile di Bellini e Donizetti nonché verso il grand opera

francese, fu salutata come prima, vera opera nazionale russa: argomento

tratto dalla storia russa, uso di canti popolari, presenza di un orchestra di uno

strumento russo come la balalaika. Fu fondata la Società Musicale Russa,

che voleva porre un freno al dilagare dell'opera italiana, favorendo le

esecuzioni dei compositori russi.

Il gruppo dei Cinque. Quasi immediatamente la Società fu tacciata di sterile

accademismo da un gruppetto di cinque giovani compositori,che

ambivano a porsi come i soli veri difensori di una musica d'arte

autenticamente russa: il gruppo dei Cinque, formato da Balakirev e Cui a cui

si aggiunsero poi Musorgskij, Korsakov e Borodin. Tutti costoro si sentivano

e si definivano un “gruppetto possente”. Il loro impegno non era progressista

solo in campo compositivo: essi fondarono la Scuola Musicale Gratuita, che

si contrapponeva al Conservatorio ed era dedicata all'istruzione musicale dei

dilettanti e all'organizzazione di concerti. Un altro lato in comune è costituito


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Un riassunto completo dettagliato ed efficace, ricco di schemi su analogie e differenze, della storia della musica occidentale nel ricchissimo secolo del 1800, elaborato sulla base di appunti personali e studio autonomo del libro consigliato "M. Carrozzo - C. Cimagalli, Storia della musica occidentale".

Argomenti trattati: opera, rossini, donizetti, bellini, verdi, weber, schubert, mendelssohn, schumann, chopin, berlioz, liszt, brahms, mahler, strauss, musorgskij, caikovskij


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Pagannone Giorgio.

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