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È un eccezione del suo lavoro e del suo modus operandi l’industria chimica possibile notare alcune caratteristiche della sua architettura: tetto aggettante,

Hoechst a Francoforte (1920). L’edificio si estende maggiormente in lunghezza marcata orizzontalità, pianta asimmetrica.

che larghezza, presente la torre dell’orologio e un ponte che collega il nuovo dettami dello Shingle

Progetta una casa per se stesso, ad Oak park, si ispira ai

edificio al vecchio. La hall centrale interna presenta pareti di klinker così Style: cerca di agglomerare più volumi, rompendo la definizione di scatola

scalanate, muraria, pensando invece a più corpi collegati tra loro.

rudentate, trattate con diverse cromie che trasformano lo spazio Mette a punto un “modello di casa” con le Prairie House, ovvero case di

interno di una fabbrica di colori in una cattedrale. prateria, anche se il termine deve essere visto più dal punto di vista allegorico (

ad un livello filosofico), che altro: egli vuole indicare l’apertura d’orizzonte

rif

Frank Lloyd Wright alla quale la Prairie House dovrebbe predisporre chi vi abita (e chi vi abita è un

L’America sarebbe il luogo ideale in cui l’assenza di una lunga storia alle spalle esponente della middle – class).

potrebbe impedire il radicarsi di qualcosa che abbia un valore maggiore di

Wright fa un po’ di apprendistato nello studio di La Prairie House è caratterizzata da volumi lineari e distesi, coperture con basse

quello economico. [pag.130]. piante cruciformi con poche divisioni interne. È ovvio

Sullivan, molto importante per la sua figura futura. Egli trasmette al giovane il falde ed ingressi ad arco,

poi che le combinazioni e variazioni diverse progetta numerose case diverse tra

bisogno di cercare una via personale all’esistenza dell’architettura, anche se, in loro. Sperimenta continuamente, portando all’attenzione non solo piante

effetti, l’architetto deve pur sempre scontrarsi con la realtà, ovvero le forze

puro fatto economico. Wright cruciformi, ma anche rettangolari, allungate, miste: l’importante è che siano

mercantilistiche che riducono l’architettura ad un

comprende che per perseguire una certa qualità architettonica, deve simmetriche. Riprende quindi molto dall’Arts and Crafts, ma interpreta e supera

mantenersi lontano dalla città e, quando si Secondo Wright tutta l’architettura della casa deve concorrere

il movimento.

allontanerà dallo studio di Adler e Sullivan, all’identificazione di un universo domestico.

comprenderà che la migliore committenza Il motivo dell’orizzontalità prende senso solo in

sarà la classe agiata. Il problema generale è relazione ai contrappunti verticali che lo

sia definire un linguaggio per edifici accompagnano; nella Robie House (1908), il

pubblici che definire caratteristiche marcato sviluppo longitudinale (dato dai forti

adeguate per le residenze private: sono sbalzi delle falde del tetto e dalla continuità dei

due ambiti di committenza diversi, il primo pubblico, la città, il secondo privato. rafforzato dallo svettare

muri perimetrali) è

La prima casa commissionatagli è la Winslow House, a River Forest (1893), con della zona centrale della casa del camino.

tetto a falde molto sporgenti e una Tutte le ville ruotano attorno ad un asse, che è il camino, il luogo su cui si

disposizione interna molto libera. La sviluppa tutto il focolare domestico. Il fatto che esso abbia un ruolo sia

il dentro e

facciata su strada presenta una all’esterno che all’interno ricorda l’intento di Wright di portare fuori

dentro il fuori. Così i setti murari presentano lo stesso trattamento interno ed

simmetria con l’ingresso in asse, la esterno, così come i volumi esterni indicano esattamente l’impostazione interna

facciata sul giardino è asimmetrica, con della pianta. Concatenazione di spazi mediante aggregazioni di volumi, passaggi

ingresso laterale. Le bande decorative e

le cornici sono derivate da Sullivan. Già è 22

e scale. Essenziale è il controllo anche sulle fonti di luce artificiali o naturali. Le fascia di finestre posta nella parte alta della sala del tempio e un grande

Prairie House sono semplici e lineari. lucernario sempre posto qui sopra. È lineare il modo in cui l’architetto si

Nella realizzazione di edifici non residenziali, le soluzioni spaziali adottate per le relaziona con la sala a croce greca e il pianterreno. Sono presenti quattro corpi

Prairie House diventano inservibili. scala agli angoli, che all’esterno prendono le sembianze di torri. La pianta è

Ne è un esempio il Larkin Company centrale e prenseta 4 facciate identiche

Administration Building a Buffalo (1902): La compattezza che ne deriva costituisce una sostanza unitaria.

Ma quanto detto fin’ora può risultare forse un’eccezione della regola, dove ne

grande svuotamento centrale di cinque piani, risente il tema della “compattezza”: in alcune residenze extraurbane Wright

con uno spazio a piano terra a base rettangolare tende ad una esasperata frammentazione della struttura edilizia.

illuminato da lucernari. Attorno si sviluppa la Nel suo viaggio in Europa, cura a Berlino una mostra e pubblica un volume di

restante parte dell’edificio, con balconate in sue opere e progetti di grande portata sull’architettura europea degli anni 20.

laterizio che sporgono verso il patio interno. Al suo ritorno, progetta Taliesin, seuendo le soluzioni spaziali della Prairie

All’esterno presenta regolari griglie di finestre sui lati lunghi e prismi

angoli. Il senso di House; casa per sé che però viene distrutta per un incendio la prima volta,

rettangolari in laterizio ai quattro e distrutta anch’essa, ricostruisce ancora Taliesin III:

introversione che l’aspetto dell’edificio comunica ricostruendo Taliesin II

diventa quasi un laboratorio sperimentale, ogni costruzione reca le tracce delle

costituisce la risposta alla questione del valore diverse fasi attraversate dal suo inventore.

estetico dell’edilizia commerciale urbana per Wright Ancora, progetta i Midway

(quindi.. deve essere totalmente assente?) il Gardens: un vasto recinto

concetto dell’open space interno può riprendere quadrato con giardino

anche l’abbandono della tradizionale chiusura e d’inverno, ristorante e club

separazione degli uffici. Si ha una forte volontà di

dello spazio di funzione o servizio; privato, e giardino estivo,

declinazione

funzione, utilizza uno spazio unitario e libero, ambiente di derivazione

servizio, ha uno spazio separato e autonomo. Ciò ha come esiti scale e europea. Le diverse funzioni

sono unificate da un linguaggio plastico che cerca di

condutture autonome e grande libertà nello spazio interno. Inoltre è uno dei connettere architettura, pittura, scultura sul medesimo

primi edifici con impianti di regolazione della climatizzazione.

Park Wright utilizza piano. Sembra sussistere quasi un legame tra

Per l’Unity Temple ad Oak

il cemento al posto di pietre e mattoni. architettura e tessitura, con il programma di Wright

Volendo girare attorno al concetto di unità che diceva “tessere stoffe in muratura, con bellissimi

(unità in tutte le cose) sceglie l’elementare disegni”.

forma del cubo, ottenendo una forma Progetta l’Imperial Hotel a Tokyio (1913): opta per uno schema tradizionale,

corpo centrale a croce latina e due lunghe ali simmetriche. Il sistema

massiccia e monumentale in cemento armato. con

costruttivo antisismico e l’apparato murario ( due diversi tipi di mattoni legati

L’edificio risulta quindi completamente cieco verso l’esterno, tranne per una 23

tra loro con cemento e blocchi di pietra lavica molto comune in Giappone), pianta ha fiori triangolari) e il rustico impasto di pietra e cemento, che segnano

fanno tutt’uno con l’espressività spaziale e formale. È un’architettura che la realizzazione di un’architettura leggera ma durevole.

incorpora a sé anche la natura, non idillica, quanto intesa in senso panico: Per la città progetta un grattacielo in vetro e metallo per la National Life

evocazione di un’angoscia per mostrare il dominio delle forze telluriche su Insurance Company a Chicago, inteso quasi come sfida verso la città stessa.

tutto. Per le St. Marks Towers si rifà ancora alla

L’esperienza giapponese va di pari passo con la svolta impressa da Wright al suo torre saguaro, con appartamenti disposti in

linguaggio architettonico. pianta a girandola.

Progetta la Hollyhock House, in 30 in poi comincia a parlare di

Dagli anni

California (1916) con una netta Usonian: ovvero Usa e union: entità

ridefinizione dei volumi, poche armonica che gli Stati uniti dovrebbero

aperture e rivestimento in cemento. diventare. Usonian è l’espressione

Reminescenze Maya sono forse gli costruttiva autoctona di una nazione

elementi deorativi usati in testa ai setti murari. definitivamente liberata dalle sue

denominato textile block construction per realizzare una serie

Utilizza il sistema discendenze europee.

di case in California, prima tra tutte la Millard House, detta “La Miniatura”, Il fondamento della casa usoniana parte

seguono la Ennis House e la Freeman House, tutte per ricercare la massima dalla combinazione del suolo e della

semplificazione delle

coerenza tra struttura e ornamento. macchina. Si cerca una

operazioni costruttive che ha precisi riflessi

Si determina un guscio murario continuo, ottenendo quasi una trama dei muri. sulla forma: ad esempio, il completamento

Ne scaturisce una massa stereometrica incassata l’una con l’altra. Negli interni della casa in corso d’opera, sia all’esterno che

lo stesso materiale produce effetti da grotta artificiale, evocando addirittura all’interno, nessuna complicazione in

costruzioni trilitiche arcaiche, evitando ogni compromesso storicista. copertura, prefabbricazione degli infissi,

Cerca forse una nuova fuga o un nuovo esodo, per un nuovo inizio. E progetta

linguistica, il semplificazione degli impianti di

nel deserto, territorio lontano da qualsiasi contaminazione

complesso alberghiero San Marcos in the Desert a Chandler. L’edificio offre lo riscaldamento. Dal gruppo delle Usonian

spunto per applicare nuovamente blocchi in calcestruzzo, e per pensare la House si stacca la Kaufmann House (1934).

tecnica costruttiva in termini di conformazione organica, ispirandosi al cactus Ricordata come Fallingwater, descrive la

situazione ambientale nella quale si colloca, e

saguaro (tipica vegetazione del deserto americano), da cui deriva la instaura una relazione con la cascata,

configurazione esagonale delle piante. facendosi cascata essa stessa. Le terrazze

Progetta per la sua famiglia, sempre nel deserto, Ocotillo Camp (sempre dal orizzontali di cemento dipinto di chiaro non

nome di una pianta locale) da cui si notano l’asimmetrica spontaneità aspirano comunque a mimetizzarsi in una

dell’architettura naturale del deserto, lo squilibrio del triangolo isoscele ( la cascata, non confondendosi con la natura. Costruire sulla cascata significa

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Perret discende la modernità dell’architettura: la quale può presentare sia

stabilire una nuova alleanza con la terra, accordando tecnica e natura. Non elementi moderni come le coperture piane, che classici

esistono pareti, né schemi geometrici, né simmetrie, né punti prospettici come il tipico cornicione

privilegiati. rinascimentale. La piena coincidenza

Per lui è importante trasformare la materia del costruire, discontinua ed inerte, di architettura e costruzione avviene

in organismo dotato di vita, fatto di spazio e luce. nel teatro degli Champs – Elysées a

stilistico o di consueto

Per raggiungere ciò, abbandona qualsiasi riferimento Parigi. Il progetto viene prima

riferimento geometrico. I suoi sempre più anticonvenzionali edifici provvedono affidato a

a fabbricarsi da soli la propria idea di futuro. Si avvicina di più alla natura e al Van de Velde, ma si rivolte

tempo stesso si estranea dal contesto nel quale si colloca. a Perret per i problemi di struttura in calcestruzzo armato, ma i Perret ne

propongono uno alternativo.

Auguste Perret Per loro la griglia strutturale diventa un sistema formato da quattro coppie di

In Francia, accanto all’Art Nouveau, si sviluppa snelli piloni disposti a quadrato, su cui poggiano due coppie di archi ribassati a

filone ben più sostanziale, interessato è appesa la copertura della sala. A questi quattro punti sono allineati tutti i

un cui

maggiormente alla struttura. montanti del teatro. In facciata producono i piloni del portico. Van de Velde

Auguste Perret progetta, insieme all’impresa diventa così uno stilista di forme, Perret l’ideatore di costruzioni. Non si

edile di famiglia, gestita dopo la morte del interessa solo ed esclusivamente al cemento armato per le sue realizzazioni

strutturali; per la costruzione di un teatro provvisorio utilizza colonne lignee che

padre dai fratelli, la Casa d’appartamenti in sorreggono una travatura orizzontale.

rue Franklin a Parigi (1903). L’edificio si Codifica un linguaggio ufficiale, con colonne dei

sviluppa su sette piani, più altri due successivi edifici pubblici più significativi quasi

progressivamente più arretrati. Il prospetto sempre scalanate, prive di base; i pannelli di

nell pate centrale, quasi

principale è corrugato tamponamento sono traforati con motivi

per formare una corte in facciata. Utilizza il geometrici quadrati, le scale fluenti e curvilinee in

cemento armato, utile per aumentare la con l’ortogonalità della struttura, i colori

contrasto

dimensione delle finestre e diminuire le pareti divisiorie interne. Il retro, in sono gli stessi del cemento lasciato a vista.

corrispondenza delle scale e dell’ascensore è completamente vetrato e fa Esempio lampante di questo suo linguaggio ufficiale è la chiesa di Notre Dame

vedere la struttura, struttura che invece è difficilmente visibile in facciata,

quest’ultima adornata con un rivestimento ceramico floreale che omaggia l’Art de Consolation realizzata vicino Parigi, in cui per la

Nouveau. prima volta una chiesa viene mostrata nella sua

I fratelli Perret comunque non si dedicano molto all’ornamento, affermando nudità strutturale. Tre navate scandite da quattro

che l’unica cosa importante è la costruzione, che assorbe l’intero senso file di colonne alte 11 metri, con volta a botte

dell’architettura. Perret non tende nemmeno verso una modernità in senso ribassata trasversale nella navata centrale,

estetico, né al purismo propagandato da Le Corbusier. longitudinale lungo quelle laterali. Le colonne

È dalla struttura che per 25

perimetrali non coincidono con le pareti per volontà dell’architetto, per da

Niente affatto utopico è invece il progetto del centro assembleare, costituito

aumentare la dimensione apparente della chiesa. Al centro della facciata una uno spazio centrale di forma ottagonale. Rappresenta lo spazio porticana con

torre campanaria cuspidata, facente da veci della facciata stessa, per dare grande precisione, inserendo lo spirito dei tempi moderni: sotto la spessa

maggiore matericità all’esterno: rigidi fasci di muscolature cementizie in cui soletta cementizia bucata da tondi lucernari, in mezzo ai pilastri tozzi il cui

pare incarnarsi la potenza divina. basamento fa da panchina circolare, si aggirano ombre scure e anonime, figure

A Le Havre Perret è incaricato di redigere il progetto di ricostruzione della città questo spazio di transito, espressione della dinamica

indistinte in

dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Entro una variata griglia metropolitana.

stradale ortogonale, vengono inserite cortine edilizie in cui si avvicendano Progetta anche la stazione ferroviaria della città immaginaria, con un basso

blocchi residenziali in cemento armato di altezze diverse ma impostati su uno corpo di fabbrica che si interra per raccordarsi con i binari sotterranei. Con

stesso modulo (6,24 metri) – l’idea Aree pensiline si proietta nel futuro, verso le stazioni di qualche decennio

è quella di appore ad un disordine urbano successivo.

un ordine fondato su regole, infranto da poche eccezioni (municipio e chiesa). bifamiliare isolata a un solo piano ad

Le tipologie abitative variano dalla casa

abitazioni in comune. L’immagine è quella della casa mediterranea: volumi

Anche Tony Garnier si relaziona molto con le applicazioni del cemento armato, elementari, linee a squadra, pareti bianche, a volte sono presenti portici o patii.

anche se, in ambito civile. I suoi volumi sono chiari e squadrati, coperti da tetti

delimitati da cornicioni, i sostegni puntiformi raramente si Come Perret, anche Garnier vorrebbe dar vita ad uno stile “nazionale”, nuova

piani, ma spesso

presentano liberi, ma appunto immersi in pareti continue. Alla sua rinuncia ad espressione fondata sul beton armé.

atteggiamenti avanguardistici fa riscontro una concezione di architettura

socialmente avanzata.

Frequenta l’ècole des Beaux Arts, riesce a vincere il Prix de Rome, soggiornando Adolf Loos

per sei anni. Non si relazione e non si assoggetta [cfr per dopo: Loos immagina la casa come rifugio individuale, come estrema

a Villa Medici, in cui vi rimane

all’architettura antica ed elabora nel tempo la sua Citè Industrielle: schema di barriera contro la dissoluzione dei luoghi]

massima di una città di invenzione, con netta separazione delle funzioni (zona Conosce le opere della scuola di Chicago e delle Arts and Crafts. Scive nel 1908

amministrativa, abitativa, industriale) impostate su diverse griglie ortogonali Ornamento e delitto, contro il concetto dell’opera d’arte totale, contro quindi

orientate a seconda della pendenza del terreno. In l’ornamento, scrive ancora “Degenerazione culturale” contro

pubblicazioni successive il Werkbund e

descrive con dovizia di particolari le condizioni ambientali, le risorse ancora “Architecktur” dove enuncia la casa come responsabilità sociale e

economiche della città da lui inventata. Situa il luogo nelle regioni del Sudest l’opera d’arte come qualcosa di autoreferenziale.

della Francia, utilizzando i materiali del luogo, immaginando la corrente Le ambiguità e le contraddizioni all’interno del concetto di modernità fanno

elettrica proveniente dal fiume qui vicino. Gli impianti sanitari sono posti molto capolinea forse nella figura di Adolf Loos.

riparo dai veni freddi, esposti a mezzogiorno.

lontani l’uno dall’altro, al Studia al Politecnico di Dresda, si muove negli Stati Uniti (vi rimane per tre

Nella realizzazione di questa città ideale dà inoltre per scontato alcuni progressi anni), esperienza che segnerà il suo sviluppo architettonico per sempre; al suo

di ordine sociale, pensando infatti che non ci saranno più bisogno di carceri, ritorno, a Vienna, si occupa di pubblicistica, concentrandosi su arredamento e

chiese, tribunali, caserme; si eliminano le recinzioni. abbigliamento. 26

Il suo esordio avviene con il Cafè Museum, sulla Ringstrasse (1899): pareti segnato da materiali pregiati quali marmo e legno, utilizzati senza ornamento

aggiunto. Il dicibile dell’architettura si indentifica con un’opera di composizione

bianche, assenza di ornamenti, uso di materiali puri (legno). Superfici e precisione con cui i materiali vengono accostati.

intonacate e piccole aperture. Secondo Loos l’opera deve incarnare tutte le effettive possibilità del linguaggio,

Fin da subito si discosta dall’Art dirne tutto il

Nouveau e dalla Secessione Viennese. Là dicibile, mostrando l’incomponibile differenza con quanto risulta in

dove Van der Velde e Olbrich praticano ogni caso indicibile (l’arte).

una progettazione totale, affermando la Il Baumeister è colui che è capace di attendere alle cose dell’edificio con la

totale connessione tra architettura e arti massima cura, come un artigiano.

applicate, Loos li nega categoricamente. Progetta la Looshaus, a Vienna, affacciato sulla

respinge qualsiasi unione tra dominio piazza su cui si trova anche la Corte Imperiale

molto dibattuta anche dal

dell'arte e d’minio dell’utile, affermando che solo una piccolissima parte Asburgica. È stata

Consiglio comunale del tempo, per la facciata

dell’architettura appartiene all’arte (sepolcro e il monumento) tutto il resto, al proposta da Loos, secondo molti priva di arte

servizio di uno scopo, deve essere escluso dal mondo dell’arte. Tutto ciò che (poi abbellita con fioriere ai davanzali delle

serve per uno scopo deve parlare la lingua dell’utile, della funzione, della forma,

dei materiali, non dell’arte. L’architettura deve essere pratica e deve esprimere finestre). La facciata presenza al piano terreno e

perfezione, che per Loos, coincide con la bellezza. È escluso, per l’architetto, mezzanino marmo cipollino, l’ingresso è scandito da colonne classiche, rifinita

copertura è in rame. Come si vede sono tutti

che una cosa poco pratica possa essere bella; ma non è sufficiente che un inoltre con intonaco a calce; la

elementi dell’architettura tradizionale viennese.

elemento sia pratico, per risultare bello, la bellezza di un oggetto si esprime solo Il suo discorso architettonico è fondato sulla critica verso l’ornamento.

in relazione al suo scopo. Storicamente, l’ornamento appartiene all’infanzia della civiltà, la cui evoluzione

Come detto prima, non significa che solo il sepolcro e il monumento possano quindi lo eliminerebbe. Inoltre viene visto come uno spreco di materiale, di

presentare l’arte, ma che sepolcri e monumenti hanno davvero un luogo quanto l’ornamento non ha più alcun rapporto

denaro, forza lavoro e tempo. Dato che

l’arte riesce a penetrarvi, prescindendo dalle funzioni alle quali sono destinati.

di cui però escono solo due organico con la nostra civiltà, esso non ne è neppure più l’espressione. Dove gli

Propone una sua rivista (L’Altro – Das Andere)

numeri: tratta di argomenti apparentemente effimeri, dai consigli ornamenti hanno perso ogni senso, non ha senso riprodurli e usarli. Loos nelle

sull’arredamento all’abbigliamento, sue dissertazioni si rivolge soprattutto all’aristocrazia, chi si trova al vertice

all’alimentazione, al galateo. Ma ciò che dell’umanità.

emerge è una vera e propria critica alla civiltà. il tipico conservatore, difensore del buon tempo

L’aristocratio per Loos non è

andato, anzi, è l’uomo moderno; anche se poi bisogna distinguere l’uomo

Per l’artista bisogna operare in modo da moderno dalla modernità: ovvero saper usare modernamente il passato, nel

escludere ogni possibile confusione tra renderlo utilizzabile ai propri fini. Moderna è l’accettazione dell’impossibilità di

materiale rivestito e rivestimento. Ne è un una decorazione che esuli da quelle tradizioni.

esempio Villa Karma (1904) dove lo spazio è 27

Moderno e aristocratico è una contraddizione che volume, stereometricamente semplice. Le superfici sono bianche, gli interni

la cutlura del Novecento non riuscirà mai a semplificati.

comporre, cosa che Loos cerca di fare. [pag.170] In Haus Muller, a Praga (1930) l’andamento labirintico degli spazi interni si

Esempio pratico di ciò appena detto sono la Haus tradice in sequenze di elementi ritmati in facciata. Quando muore nel 1933 è

Steiner, Haus Scheu, Haus Horner: distinzione tra salutato come uno dei profeti dell’architettura moderna.

trattamento della facciata e ornamento. I volumi

esterni, squadrati intonacati Antonio Sant’Elia

di bianco, privi di ornamento come di simmetrie Per Sant’Elia il problema dell’architettura moderna non è di trovare il giusto uso

intenzionali sono completamente muti. rivestimenti, ma di creare di sana pianta la

dell’elemento, delle colonne o dei

È varcata la soglia che si dischiude il regno dell’abitante, dove Loos cura nuova casa, costruendola con ogni risorsa della scienza e della tecnica,

particolarmente materiali e lo spazio. Le pareti sono rivestite di marmo o legni eliminando tutto ciò che è pesante e antitetico (tradizione, stile, estetica,

pregiati, i pavimenti coperti di tappeti; vetri e specchi rendono l’ambiente più

caldo. Loos è alla costante ricerca di modi per rendere accogliente lo spazio: proporzione): trovare un’architettura che abbia la sua ragione d’essere solo

collegare i volumi, suddividerli in modo non convenzionale, si ricorda il nelle condizioni speciali della vita moderna. Sant’Elia si distocca e si

Raumplan: progettazione spaziale in tre dimensioni. contrappone alla cultura estetica del periodo, allo stile Liberty, anche se vi

Villa Steiner ad esempio: (1910): la facciata apparteneva. Compie i primi studi a Como, per poi seguire l’Accademia di Brera;

principale è quella del secondo piano, visto che qui ha modo di conoscere Sommaruga, esponente del Liberty italiano. [cfr del

maggiormente ed

quella del primo si relaziona periodo: Palazzo Castiglioni a Milano (1900) – stile massimo e mosso,

unicamente con il giardino. Il regolamento incline all’uso di elementi classici, ma con la

minuziosamente decorato,

edilizio prevedeva il prospetto su strada di tendenza a “farli librare” . l’edificio è di Sommaruga]

massimo un piano, in questo modo si relaziona Nei disegni di Sant’Elia sono evidenti gli influssi della Secessione Viennese (300

in modo particolare con la copertura, che disegni elaborati). Visto che per l’artista l’architettura deve rispecchiarsi nella

diventa un secondo piano nel retro. Si ha una vita moderna, i suoi edifici disegnati sorgono nelle metropoli, avvalendosi delle

più aggiornate conquiste tecnologiche, anche se è un ambiente del tutto

semplice articolazione degli ambienti e aperture libere (le finestre non sono in

linea nei prospetti). Intonaco esclusivamente bianco. estraneo all’Italia.

Ne è un esempio Haus Rufer, in cui il Raumplan si manifesta all’interno ( nella Spesso i suoi disegni non vanno oltre alla definizione di pure masse essenziali,

compless organizzazione degli spazi) quanto all’esterno (nella disordinata per diminuire l’importanza della facciata, eliminare dalle superfici ogni

disposizione delle aperture delle finestre). La cubica regolarità della casa decorazione aggiunta a favore del materiale greggio o “violentemente

di un per un’architettura moderna,

consente di leggere la palese difformità delle sue facciate come prodotto colorato” che è l’unico valore decorativo aggiunto

principio agente dall’interno verso l’esterno e non viceversa. anche se non riesce a distaccarsi da una certa imponenza monumentale.

In Villa Moller (1928) la contraddizione entra fino Il suo lavoro grafico si incentra interamente su edifici privi di una localizzazione

all’interno: tra la sala da pranzo e la sala da musica si concreta e perfino a volte di una destinazione d’uso ben definita. Come Buolléè

determina un dislivello. Si ha una semplificazione del prima di lui, Sant’Elia si confronta con oggetti che riassumono in sé tutta

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Il futurismo è una reazione alla cultura borghese ottocentesca, culo della

l’assolutezza del tipo: chiesa, edificio monumentale, ponte, stazione, edificio macchina sulla scia dei progressi e dell’accelerazione delle attività dovuta

industriale. La loro grandezza dimensionale non è mai indicata in modo all’industrializzazione. Sant’Elia

esplicito. Articolazioni volumetriche precse, concise, scandite dalla ripetizione di nel suo manifesto (per l’architettura) si

elementi verticali sono articolati tramite l’uso di piloni, torri, arcate, gallerie, auspicava un’architettura che utilizzasse materiali del XX secolo, che fosse

passerelle. Sant’Elia afferma “ noi dobbiamo inventare la nostra città moderna espressiva e rifiutasse l’ornamento a favore dell’utilizzo della macchina. Il

futurismo ha avuto grandi influssi sul costruttivismo russo. Dopo la guerra, il

simile ad un immenso cantiere tumultuante, agile, mobile, dinamico in ogni sua futurismo è superato a favore di un classicismo nazionalista.

parte” .

L’esaltazione del dinamismo e del macchinismo richiama nei toni e nei temi il

Manifesto del Futurismo del 1909 pubblicato a Parigi da Filippo Tommaso

cultura già Le Corbusier

Marinetti. Un grande interesse per il futuro attraversa la società e la – Edouard Jeanneret, dotato di una straordinaria capacità di dar forma

fin dagli ultimi decenni dell’Ottocento, intensificandosi con il passaggio al nuovo Charles

alle proprie idee, e di promuovere – insieme ad esse – se stesso. Compie i suoi

secolo. studi all’Ecole d’art municipale. La sua formazione è basata su un sapere tecnico

Le analogie tra il Manifesto e gli scritti di Sant’Elia non sono di certo casuali, Italia, Austria, Francia,

– pratico, improntata ad una vena di idealismo. Viaggia in

anche se si parla di ambienti in ogni caso differenti. Gli scritti di Sant’Elia

accordo Germania, Paesi Balcanici, Turchia, Grecia. A Vienna entra in contatto con

saranno infatti riproposti come manifesto dell’architettura futurista. In

con chi predicava la distruzione di musei, biblioteche, accademie. Inoltre Hoffmann, a Parigi lavora per alcuni mesi dai fratelli Perret, innamorandosi delle

l’affermazione della caducità dell’architettura “ le case dureranno meno di noi. possibilità costruttive del cemento armato e dell’approccio logico – razionale al

Ogni generazione dovrà fabbricarsi la sua città” va un po’ in contrasto con i progetto. Ma viene affascinato anche dalle opere classiche, prime tra tutte il

disegni di Sant’Elia, promessa di durevolezza. Da qui il dubbio dell’aiuto nella a prediligere la perfezione ‐ né antica o moderna, quanto

Partenone; comincia

manifesto da parte di Marinetti.

stesura del eterna – delle forme geometriche solide e connesse tra loro.

Inoltre risulta interessante la questione tra l’effettiva concordanza tra Conduce degli studi dal 1914‐15 – insieme all’amico Max Du Bois – su un

architettura di Sant’Elia e architettura futurista. Nessuno contesta i contatti tra sistema costruttivo dalla parvenza quasi

il giovane architetto e i maggiori esponenti del movimento (Boccioni, Marinetti, elementare: tre solai rettangolari

Russolo) – ma i disegni di Sant’Elia fissano forme che si connotano per la loro sostenuti da sei pilastri in cemento

collegati tra loro da una scala,

perfetta defnizione; nessuna allusione alla velocità, al dinamismo plastico, come armato,

agganciata ad uno dei pilastri. Lo

accade invece nella pittura futurista. Movimento e velocità sono forse intrinseci scheletro strutturale così ottenuto,

alle sue forme architettoniche. completato con pareti di facciata e

Per Boccioni l’esterno è sempre un esterno tradizionale, il nuovo esterno che tramezzi divisori, può costituire un’unità

risulterà dal trionfo dell’interno creerà la nuova linea architettonica.

Manifesto dell’architettura futurista del 1920: “Nessuna abitativa a se state o divenire un

Scrive Marchi nel suo

arte ha come l’architettura tanti mezzi materiali per sintetizzare in un tutto elemento modulare, ripetibile nel tempo per formare complessi più vasti. Il

del gioco del domino e della domus) è

unico l’insieme più complesso delle nostre emozioni. L’architettura è universo”. modello, denominato Dom‐ino ( dall’idea 29

stato proposto in relazione alle necessità di abitazioni di rapida costruzione segno particolare anche dei suoi stessi occhiali: segno di una forte volontà di

imposte dalla guerra. Anche se non è da intendere come una risposta distinguersi e di lasciare un segno.

puramente realistica ad un bisogno concreto, quanto dal bisogno di un Progetta Maison Citrohan, modello di abitazione seriale studiato in diverse

“manifesto”, incarnando un ideale di struttura moderna e ricercando la veersioni (tra il 1920 – 22), realizzato al Weissenhof di Stoccarda. [DA VEDERE IL

massima semplicità e la massima WEISSENHOF!!]

pulizia estetica. La sua idea non si distacca molto dai progetti coevi di Perret e Garnier: due muri

Chiara e distinta come la capanna di Laugier, la Maison Dom‐ino più che portanti in cemento armato ( sostituiti nella seconda versione da pilotis), cui

modello di un’architettura presente, corrispondono all’interno ampi locali iluminati da grandi vetrate aperte nelle

si fa profezia dell’architettura futura. testate. Le Corbusier carica però ogni elemento di un particolare significato,

Villa Schwob presenta ancora delle ciascun pezzo è inteso come facente parte di un complesso più ampio, e tutti

oscillazioni riguardanti il pensiero di insieme concorrono ad un sistema logico, che partendo dalla singola cellula

Le Corbusier: struttura in cemento abitativa giunge fino alla scala urbana.

armato, rivestimento in mattoni, quello di assmiliare la casa agli oggetti

Lo sforzo compiuto da Le Corbusier è

volumetrie curvilinee, grande parete

giardino e con il d’uso, ai moderni mezzi di trasporto.

vetrata verso il

salone a doppia altezza. Ma è al Nel suo Vers une Architecture, esalta quali la figura degli ingegneri rispetto agli

centro del fronte verso la strada che architetti: navi aerei, silos, automobili, superfici e spazi di ciò che è utilitario

l’architetto pone un elemento particolare: una parete bianca e liscia, senza sono prodotti della modernità senza alcuna intenzione stilistico – estetica,

apertura, racchiusa da un triplice corso in mattoni, fiancheggiata da oculi invece dal corretto svolgimento di problemi ben posti.

scaturita

ellittici. Per quanto si sforzi di affrontane in modo logico il problema dell’abitare, risulta

nel quale, insieme a

Nel 1917 si trasferisce a Parigi, scrive un pamphlet evidente come per lui l’a priori debba essere di ordine estetico; nel far

Ozenfant, critica i principi della pittura discendere dalla macchina i caratteri della nuova abitazione, la sua scelta cade

cubista, a favore d un purismo che si basa formale, non tecniche.

su soluzioni di tipo

sulla sintesi geometrica e volumetrica Sono riscontrabili influssi futuristici su Le Corbusier, per la relazione tra

degli oggetti rappresentati. macchina – architettura.

Pubblica una rivista che non è solo di Con i suoi primi progetti, come per la Casa

architettura, quanto pittura, scultura, doppia per il banchiere Raoul La Roche e il

letteratura, musica, vita moderna, dal fratello di Le Corbusier, ad esempio, comincia a

di

nome “Esprit Nouveau” con la capacità delinearsi un abaco di elementi che giungerà a

rielaborare nozioni ed idee altrui completa definizione con progetti successivi: qui

facendole proprie. possiamo fare riferimento ai pilotis a sezione

Costruisce la propria immagine, dal rotonda, la finestra posta in lunghezza, gli spazi

cambio di nome, pratico e memorabile, al interni privi di vincoli, la rampa inclinata, il tetto piano utilizzato come terrazza –

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giardino. La sintesi formale e cromatica appare invece compiuta: volumi netti, Per Le Corbusier architettura e urbanistica sono pensate come motori delle

lineari, con candore esterno, colori primari per l’interno. trasformazioni sociali, anziché come loro prodotto. Da qui la condanna ad una

Ulteriore tentativo è dato dai Quartieri moderni Frugès a Pessac, vicino superficialità dal punto di vista ideologico.

Bordeaux, in cui cerca di impostare il problema dell’abitazione in termini di I 5 punti della prima versione, fondamenti dell’architettura sono:

produzione di un bene di consumo di 1. Pilotis

massa. Le parole d’ordine sono 2. Tetto giardino

industrializzazione, standardizzazione, taylorizzazione; l’obiettivo è la riduzione 3. Pianta libera

dei costi, per rendere accessibile la casa alle classi meno abbienti. 4. Finestra a nastro

Progetta la Ville contemporaine, 5. Facciata continua

per tre milioni di abitanti, con una Per poi trasformarsi in:

griglia ortogonale intersecata da 1. Pilotis

strade diagonali, che originano 2. Ossatura indipendente

piazze a esedra, all’interno della 3. Pianta libera

quale l’architetto immagina

grattacieli di 60 piani a pianta 4. Facciata libera

cruciforme, edifici a funzioni misti 5. Tetto giardino definizione teorica dei fondamenti

a 6 piani e edifici corte chiusa di 5 Si vuole cercare di fornire con essi una

dell’architettura. L’architetto cerca di costruire attraverso i suoi punti un mondo

piani. Al centro immagina la stazione dei treni sotterranea, con pista compiuto, finito, un sistema fondato su verità irriducibili. Ma a volte le sue

d’atterraggio per aerei in copertura. architetture contengono qualcosa di meno, a volte qualcosa di più dei 5 punti

Al di là della palese utopicità della sua concezione urbanistica (cui non basta

aspetti moderni ad elementi più tradizionali, come gli archi di da lui studiati.

mescolare

trionfo) il progetto urbanistico della Ville contemporaine mantiene un rapporto Garches (1926),

Ne è un esempio villa Stein a

con la realtà attraverso alle scale più basse con cui anche si relazione: quella con dei bracci diagonali usati per agganciare la

degli edifici e delle cellule abitative. Nella Ville Contemporaine infatti la zona facciata principale all’ossatura verticale;

residenziale è costituita dall’Immeuble Villa: versione della Maison Citrohan fuoriescono pensiline a sbalzo e balconi; una

adattata ad insediamenti a forte intensità abitativa. rampa di scala si trova inaspettatamente sul

L’Immeuble – villa (1925) è il punto di mediazione tra la dimensione urbana e retro, rompendo il prospetto.

la singola unità abitativa, costruita a scopo dimostratito per l’Exposition des A Villa Savoye a Poissy (1928) le quattro la loro lunghezza,

Arts Decoratifs di Parigi. Nel suo libro Urbanisme illustra i principi del suo facciate sono incatenate alla finestra che si sviluppa per tutta

una rampa continua attraversa gli spazi interni ai diversi livelli, e sono presenti

urbanistico, accludendo le cifre per la sua realizzazione, nel

progetto volumi curvilinei sul tetto giardino.

paradossale tentativo di far apparire conveniente la distruzione del centro

storico della capitale. 31

La Costruzione è per tener su, l’architettura è per commuovere. In queste due Progetta il Pavillon Suisse alla Citè

ville forse la norma stessa costituisce un’eccezione. Universitaire a Parigi (1929), dove i pilotis

La villa Stein presenta una griglia di pilastri finalmente si trasformano, dalla loro snella

circolare ad una più brutale e

portanti, ma ciò non comporta una ripetitività degli sezione

massiccia, in cui è notevole l’esibizione del

spazi interni, ma una variazione al loro interno. cemento armato (poi ripreso per l’Unitè

in

Contro i pericoli dell’arbitrio, Le Corbusier adotta d’habitation). Progetta un corpo longitudinale

pianta ed in alzato tracciati regolatori basati sulla parallelepipedo, con molto rigore, utilizzando

geometria del triangolo e sulla sezione aurea, in materiali di tamponamento delle facciate (vetro, pietra, cemento a lastre)

modo da conferire all’edificio ordine matematico. diverse ma coerenti.

A Villa Savoye i pilotis permettono la sospensione primo edificio

Per la Citè de Refuge rivendica un primato tecnologico:

del corpo di fabbrica. Le facciate sono tagliate dalla presenza di finestre a

interni alla pianta, interamente ermetico, dotato di un sistema di ventilazione forzato.

nastro, continue ( i pilotis sono

non inglobati alla facciata). Si svuota il piano terra, Costruisce un appartamento per Charles de

ridotto ad un nucleo vetrato con pareti curvilinee, il Beistegui, a Parigi (1929) – si dispone su tre

cui raggio dipende dalla possibilità di far accedere livelli, dispositivi permettono l’apertura di

una macchina; il terrazzo – giardino e il soggiorno si pareti scorrevoli, porte e fineste. Al livello

riversano l’uno nell’altro. dell’attico è possibile vedere davanti a sé un

Ancora, progetta il Palazzo della Società delle è possibile vedere la

periscopio, con il quale

Ginevra, il Centrosojuz e il Palazzo dei Soviet a Mosca.

Nazioni a città e, salendo ancora di un piano, si giunge al solarium, che sembra quasi una

Per il progetto del Centrosojuz, Le Corbusier viene stanza a cielo aperto, i cui muri bianchi sono alti abbastanza da impedire la

considerato come il migliore degli architetti piena visione di Parigi. Nel solarium sono inoltre presenti un camino ed un

per far diventare questo spazio un tempio e una

progressisti sovietici. Il progetto propone manto erboso per pavimento,

piece di architettura surrealista alla luce del sole.

l’accostamento di corpi rettilinei rivestiti in vetro, di

lunghezza e orientamento variabili, di un volume

di corpi scala Le proposte formulate da Le Corbusier per le scale urbane si inspirano forse un

curvilineo che contiene una sala,

cilindrici e di una pensilina arcuata. Il sistema dei pilotis scandisce la hall po’ troppo alla sua visionarietà. I suoi progetti urbanistici sembrano avere una

principale. Ma la cosa più particolare risulta essere la maquette dell’edificio: di vista zenitale. Le proposte formulate per

soluzione solo se presi da un punto

essa è costituita da un collage di oggetti trovati, pescati qua e là pescati nel le città sudamericane (San Paolo, Rio, Montevideo) o ancora per Algeri, ruotano

proprio repertorio. Due enormi sale disposte una verso l’altra attorno alla creazione di terreni artificiali abitati: gigantesche infrastrutture

costituiscono i lineari in cui si inseriscono infinite cellule abitative, sopra le cui chilometriche

due poli principali. Le altre destinazioni d’uso ( gli uffici, la biblioteca) si coperture sarebbe possibile per l’architetto creare strade a scorrimento veloce.

installano nello spazio tra le due sale. Il monumentalismo trova qui una sua

tecnologica espressione. 32

L’impossibilità di tale realizzazione va di pari passo con il suo totale disinteresse Alla prima esposizione del Werbund a Colonia, nel 1914, Muthesius guida il

nei confronti del tessuto urbano già esistente. dibattito: per lui il lavoro progettuale si deve limitare a forme tipizzate, per

Mette a punto un diventare più standardizzate e quindi prodotto più facilmente; quindi egli

ulteriore schema, il Plan perfezionamento del linguaggio della sua epoca piuttosto che uno

propone un

Voisin a Parigi, questa scoinvolgimento dello stesso.

volta un po’ più rigoroso, Van de Velde o Obrist, e ancora Gropius e Taut invece sono contro

suddividendo le zone per l’uniformazione stilistica, rifendicando molteplici ricerche dalle quali sarà

destinazioni d’uso possibile ottenere uno stile codificabile in tipo.

diverse. Questi principi sono delle

Le differenze tra i vari architetti sono comunque minime: vi

verranno poi discussi differenze qualitative, ma in nessun modo riconducibili a principi individuali o

nel universali.

IV CIAM e Le Corbusier li Dopo la parentesi bellica, viene scelto Poelzig come presidente, che propone un

riprenderà per inserirli nuovo corso: il superamento della logica industriale e commerciale, a favore

nella Charte d’Athenes. Lo schema di urbanizzazione viene proposto in diverse dell’introduzione di una struttura artigianale sul modello medievale. Il

città, che siano Mosca, Buenos Aires, Anversa, con un’indifferenza totale verso i spirituale, non formale. La duplicità di arte e

riferimento al Medievo è

sistemi economici, sociali e culturali vigenti, anche se tra loro completamente artigianato va progressivamente eliminata, fornendo all’educazione artistica

al capitalismo, ai proletari o alla borghesia,

diversi. Alla domanda se si rivolge una base artigianale e ad entrambi una formazione fondata sul lavoro.

egli afferma di rivolgersi agli umani. Sia in Mussolini che in Stalin egli vede Con l’abbandono della presidenza di Poelzig e la salita di Riemerschmid

nient’altro che possibili committenti. (sostenuto da Gropius) si cerca una nuova oggettività: sintesi di procedimenti

di componenti edilizie standardizzate che dà luogo

costruttivi industrializzati e

Il Werkbund tedesco ha l’ambizione di rifondare la cultura dell’abitare sulla ad un linguaggio effettivamente unitario.

base di uno stile tedesco. In un’opera di Muthesius, la casa viene vista non solo Architetti diversi tra loro per età ed esperienza (Behrens, Poelzig, Gropius, Taut,

dal punto di vista costruttivo o tipologico, quanto come luogo di concentrazione Le Corbusier) sono invitati a esercitarsi su tipologie che vanno dalla casa

di più oggetti: dagli elementi di cui una casa è composta – tetto, pareti, finestre, familiare alla casetta a schiera, riprendendo le tematiche dibattute all’interno

pavimenti ‐ agli oggetti contenuti in essa – lampadari, sanitari. della direzione artistica vi è Mies van der Rohe e la

del Werkbund. A capo

A tali oggetti l’Arts and Crafts inglesi aveva dedicato una particolare attenzione

occhi tedeschi il sistema degli oggetti anglosassone si impone località è un quartiere residenziale composto da una ventina di edifici a

progettuale. Agli

come modello a cui adeguarsi, almeno dal punto di vista estetico. La creazione Weissenhofsiedlung, Stoccarda; siamo nel 1927.

di questo Werkbund, con la convergenza di più esponenti di spicco tedeschi, L’esperimento di questo tipo, dopo che si era accusato di formalismo e

dall’architettura alla politica, evidenzia lo sforzo di porre a contatto la sfera radicalismo il primo lavoro, sarà ripetuto a Breslau, a Vienna; anche se

della produzione con la sfera ideativo – progettuale. È qui che si ha una quest’ultimo esperimento si discosta da quello di Stoccarda, visto che si

emancipazione del Movimento Moderno escludono sia razionalizzazione che standardizzazione, a favore del massimo

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sfruttamento spaziale, del massimo comfort dell’abitazione sprecando il minimo Elimando la facciata in mattoni, realizza quindi pilastri in muratura rastremati,

spazio possibile. tra i quali sono appese strutture libere in ferro e vetro, su tre piani. I solai sono

L’architettura del Neues Bauen finisce per assumere sempre di più una marcati da fasce metalliche continue ed è presente inoltre il primo curtain wall

connotazione estetica e ancora di più politica: emblematica è la problematica che gira intorno allo spigolo.

esplosa in merito all’utilizzo di tetti piani a cui si contrappone l’utilizzo di tetti a Costruisce un’altra fabbrica, questa

falde (più tradizionalisti), quasi creando degli slogan. volta in occasione dell’Esposizione

del Werkbund a Colonia (1914):

Gropius e il Bauhaus l’impianto è perfettamente

Il nome di Walter Gropius è strettamente legato alla creazione e direzione del simmetrico, il prospetto principale è

Bauhaus, prima a Weimar poi a Dessau. a

scandito verticalmente da lesene

Solo di recente si è riuscito a distinguire i risultati raggiunti dalla scuola come tutta altezza, interrotte al centro da

e quanto concerne invece il

istituzione scolastica, la sua attività produttiva mattoni più scuri che delimitano l’ingresso; alle due estremità i corpi scala

“fenomeno Bauhaus” – ovvero qualcosa che faccia riferimento allo stile elicoidali rivestiti di vetro. La dialettica tra zone chiuse in mattoni e zone aperte

Bauhaus, attraverso l’uso di un linguaggio espressivo sinonimo di moderno. vetrate determina una certa monumentalità industriale. La forma è definita con

casuale, dai contrasti netti, dall’ordine

Anche la stessa figura di Gropius si deve dividere tra la figura dell’organizzatore precisione ed è priva di alcun elemento

degli elementi, dalla disposizione seriale delle parti e dall’unità di forma e

culturale, del politico, quella del pubblicista e dell’insegnante e quella ancora colore.

del progettista. Si trova a dover operare all’interno del Werkbund, che cerca di raccordare

Importante per l’architetto è produzione intellettuale e produzione industriale al fine di conferire a

l’influenza di Behrens, i cui quest’ultima un valore aggiunto qualitativo. Alla nascita della controversia tra

effetti sono visibili nella sua

prima opera, le Officine Muthesius e Van de Velde, nonostante la sua vicinanza alle tematiche della

Fagus(1911) ad Alfed. Dal razionalizzazione e della serializzazione degli elementi costruttivi, egli sostiene

responsabile artistico dell’AEG, Gropius riprende lo stile astratto – geometrico. sorprendentemente l’individualismo di Van de Velde. La scelta risiede forse

Lavora solo sull’involucro dell’edificio, definito da un curtain wall, una parete nella volontà di aver voce in capitolo nella formazione del nuovo stile (ribadito

in muratura; poter essere inserito tra i nomi per la direzione

vetrata tagliata verticalmente da sottili pilastri rastremati infatti da Van de Velde), così da

basamento e coronamento in laterizio sono abbastanza lineari. Può ricordare della Scuola d’arti applicate di Weimar (1915). La guerra blocca ogni decisione,

forse la Turbinenfabrik (sempre di Behrens) per l’alternzanza tra pieni e vuoti, ma le parole di Gropius che ribadiscono la necessità di una trasformazione della

sostegno e vetro. Ma molte sono le differenze: qui Gropius rinuncia a rinforzare scuola, in laboratori – scuola vengono riprese fedelmente e chiarite dal

otticamente gli angoli, anzi, all’opposto, li svuota, ottenendo un risultato manifesto della scuola stessa. “ il Bauhaus si propone di riunificare in una nuova

di queste officine, come per il resto di questa

opposto. Per la progettazione architettura tutte le discipline pratico – artistiche: scultura, pittura, arte

ditta, Gropius chiama a sé Adolf Meyer, artefice di molte delle soluzioni applicata. Una xilografia dal nome di Kathedrale è forse la sintesi delle arti e

costruttive che caratterizzano gli edifici progettati da Gropius. della perfetta saldatura tra passato e futuro: come nelle cattedrali medievali, le

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arti e i mestieri insegnati al Bauhaus dovrebbero trovare nell’opera Le sedie di Breuer diventano emblema di essenzialità,

architettonica il loro centro. Dove si prevede l’insegnamento del colore, corsi di sinonimo di economia non materiale, quanto

disegno, di teatro, laboratori in cui si conoscono i materiali, la materia percettiva, massimo risparmio semantico, massima

“architettura” è assente. Infatti secondo Gropius l’architettura dovrebbe a trarre

purezza estetica. Sarà Mies van der Rohe però

scaturire dall’accostamento delle diverse discipline e dei le conseguenze ultime di questo processo in ambito

diversi laboratori. architettonico.

Inoltre secondo Gropius l’arte è qualcosa che non può essere insegnata. L’intero Il nuovo clima politico impone la chiusura della scuola,

corso di studi vuole conferire integralità all’architetto. ricollocandosi a Dessau,

Il nucleo attorno cui gira la scuola è la casa, concepita come luogo di incontro e riprogettando quindi la propria sede;

di intreccio di Gropius realizza il progetto,

funzioni, bisogni e partendo dall’idea di unità: unità

desideri ch uotano dell’edificio per l’istituzione che

attorno all’uomo. predica l’unità delle arti. Vari corpi

Gropius e Meyer funzioni, ma sono

ospitano le diverse

progettano Haus raccordati tra loro per formare un unico

Sommerfeld, organismo, disposto seguendo uno schema a

mentre agli allievi è girandola, con quattro bracci perpendicolari: i

affidato il compito laboratori presentano una lunga facciata

di arti “applicate” completamente vetrata, con due lunghe fasce

nella casa stessa. Molte sono le influenze delle Prairie House di Wright, dove d’intonaco bianco ai margini; il corpo

però la sintesi suprema delle diverse arti, ripresa solo dall’idea della cattedrale, amministrativo è disposto a ponte sulla strada,

può avvenire anche con una dimora borghese più a nastro. È presente ancora la palazzina di sei piani

tagliato da due finestre

a portata di mano.

La Haus am Horn a Weimar può essere intesa adibita a residenze per studenti, scandita dagi stretti e profondi balconi sul

prospetto. L’insediamento è completato con la casa del direttore e dalle tre

come uno dei primi edifici realizzato in èquipe dal case doppie dei maestri. Le case sono impostate su planimetrie movimentate,

Bauhaus; ma il risultato è mediocre, dalla blocchi stereometrici, bucati da

giocano sull’effetto plastico creato dai bianchi

semplicità dell’impianto alla validità dell’insieme finestre tradizionali. Manca a queste case la forza dirompente del manifesto

che rimane al di sotto delle sue singole parti. costruito, la capacità di elevarsi al livello di icon di una modalità progettuale. Ma

I primi oggetti che escono dai laboratori e fabbriche del Bauhaus sono ancora tuttavia non solo la qualità degli arredi, ma anche la quantità di soluzioni

massicci, rozzi forse, più diretti alla razionale risoluzione delle funzioni e solo adottate al fine di ottimizzare ogni spazio fanno

progressivamente acquisiscono una lucentezza e levigatezza e si lasciano di queste case un modello

interpretare come perfetta messa in scena della funzionalità e quindi come esemplare di savoir vivre moderni.

compiuta idea di moderno. 35

Negli anni di Weimar, Gropius aveva licenziamento di Meyer e alla sua sostituzione con Mies van der Rohe. Egli pone

tentato di affrontare il tema della casa maggiore centralità al progetto architettonico, creando maggiori insegnamenti

economica, serializzata, concepita come sul progetto. Ma la scuola viene chiusa definitivamente (dopo che aveva cercato

macchina per abitare. Per lui diventa un di sopravvivere un anno come scuola privata) nel 1933 a causa della presa del

gioco di costruzioni in grande: ricerca della potere del partito nazional‐socialista.

massima standardizzazione ma anche della Ed è in questo periodo che ritorna la figura di Gropius, che tiene in vita la scuola

massima variabilità progettuale. Con la attraverso un’intensa pubblicistica volto a migliorarne a volte la sua immagine.

Siedlung Torten, si realizzano 300 case a Oggetto dell’impegno di Gropius è la diffusione del verbo dell’architettura

schiera, ma le case sono innovative solo dal punto di vista dei sistemi di moderna.

produzione a catena, mancando di fluidificazione e razionalizzazione tipici delle Spazio luce e verde diventano i nuovi precetti di un’idea di igiene totale da

case dei maestri a Dessau. appliare all’ambiente urbanizzato; l’idea viene sviluppata anche all’interno del

CIAM. Queste applicazioni consentono non solo un’economia dello spazio,

Un ruolo fondamentale nella scuola è affidato anche alla ricerca teatrale, sulle quanto anche un controllo razionale di ogni porzione.

spunto

relazioni tra corpo umano e spazio architettonico nel teatro. Prende

dalle riflessioni sui temi teatrali avviate ESPRESSIONISMO

all’interno del Bauhaus (ma non è stato Caratteristiche: capacità plastiche;

affidato a lui) il teatro progettato da Gropius ‐ Uso del cemento armato sfruttando

‐ Adozione del vetro oltre lo sfruttamento della sola trasparenza

a Berlino, il Totaltheater (1927). Una volta ‐ Rottura pura stereometria (di origine razionalista)

parabolica sorretta da una struttura ‐ Attenzione ai dettagli

reticolare ricurva sovrasta una sala a pianta ‐ Fusione edificio e contesto

ovale, dove si può ottenere una completa

teatro facendo girare la piattaforma della platea. Non c’è più ‐ Finestre a nastro

trasformazione del

separazione tra palcoscenico e pubblico, gli spettatori sono disposti a U attorno ‐ Soluzione angolare curva

alla scena. Il progetto non verrà comunque mai realizzato. Se nel fenomeno artistico “l’io” si esprime nella sua massima forma, con

di interpretazione, di rappresentazione e soggettività

Nel 1927 Gropius chiama l’amico Meyer per dirigere la scuola di architettura. soggettività aristica,

tutta la scuola, facendo divenire espressiva, nell’architettura forse è diverso?

Dopo qualche anno gli lascia la direzione di

architettura e urbanistica materie all’interno del Bauhaus. Per Meyer

l’architettura ha una valenza soprattutto sociale; fondamentale è il suo

rapporto con la realtà. Scheerbart propone un mondo futuro

Ha modo di realizzare la Scuola federale dei sindacati tedeschi a Bernau, dove costruito completamente da architetture

indirizzo

vengono studiati esposizione al sole, percorsi interni. Il nuovo in vetro; le sue architetture, sorrette da

sociologico e la sua progressiva politicizzazione portano nel 1930 al armature di cemento o ferro, sono 36

sostanza plastica, densa, materica, di cui Bruno Taut raccoglie il messaggio. campagna di rinnovo cromatico delle facciate di Brandebuurgo,

Taut avvia una

Taut realizza un padiglione di vetro per l’Esposizione del Werkbund a Colonia in nome di Scheerbart, preludio dell’opera di mediazione tra economia ed

nel 1914. estetica, quando a Berlino sarà nominato per costruire un ingente quantità di

L’architetto apre uno studio a Berlino, è influenzato dallo Jugendstil e a Lipsia residenze popolari.

presenta il padiglione espositivo per le acciaierie tedesche. Il padiglione viene La più nota residenza è la Berlin – Britz

chiamato “Monumento del ferro” : una piramide a gradoni a base ottagonale, (1925)la cui forma a ferro di cavallo va

coronata da una grande sfera dorata. Utilizza oltre la cromia del metallo, colori intesa come traduzione dell’ideologia

diversi per effetti di illuminazione particolari. organica e comunitaria che possiede

Per lui l’architettura è uno strumento di aggregazione comunitaria, perseguita sempre grande importanza per Taut; non

attraverso la diversificazione tipologica. a caso la maggior forza di questi

se passa attraverso un’architettura di vetro,

Cultura ad un livello superiore insediamenti è nella loro capacità di destare in chi vi abita un senso di identità e

liberandoci dallo spazio chiuso. di appartenenza. Vengono definiti espressionisti gli architetti di questo periodo,

Il Glashaus è il padiglione per il Werkbund differenza dall’arte espressionista e architettura. La pittura

con una sostanziale

accennato prima, formato da una cupola ogivale espressionista (Munch o Van Gogh) si connota come urlo, protesta o

composta di lastre di vetro a forma di rombo; la deformazionale violenta della realtà, cercando rifugio in un mondo interiore,

cupola è posta su un tamburo poligonale sorretto l’architettura espressionista si configura come superamento delle condizioni

su un

da pilastrini in cemento armato e poggianti presenti, progetto di mondo alternativo a quello esistente; qui le fonti di

basamento circolare. All’interno sono presenti e culture distanti nel tempo e nello spazio, dal

aspirazione sono periodi

giochi di colori dati da vetri colorati, dando ragion Medioevo all’Oriente.

d’essere alla frase di Taut secondo cui il Ritornando a parlare di Poelzig, per lui il problema principale è la Forma: essa

padiglione non aveva altro scopo che di essere bello. A causa della guerra non prescinde dallo scopo, ma lo trascende. La forma non è qualcosa da

l’esposizione terminerà bruscamente e Taut in questo periodo si rivolge alla imporre, ma qualcosa da lasciar rivelare. Tecnica e tradizione sono il

Alla fine del periodo bellico, nel 1918 nasce il da cui scaturisce la forma.

stesura di libri. presupposto

Novembersgruppe: dichiarando la propria volontà di porsi sul terreno creativo L’architetto si trova agli esatti antipodi di una libera creatività espressionista.

della rivoluzione. Quasi contemporaneamente Bruno Taut insieme al fratello Per lui il Werkbund riveste un ruolo importante perché sancisce la distinzione in

Max, a Gropius e altri artisti cerca di tradurre in campo artistico la recente architettura tra Forma Normativa e Forma Espressiva. La forma Normativa si

rivoluzione dei soviet russi. Bruno Taut aveva espresso basa su razionalizzazione, espressione semplificata, collegamento tra funzione e

la necessità di una difesa (ed è lo sviluppo del movimento moderno) la Forma Espressiva dà luogo

forma

delle idee architettoniche raccogliendo tutte le forze nazionali nel segno della ad un puro espressionismo architettonico.

creazione di un futuro migliore.

Nonostante siano d’accordo con alcune affermazioni del partito comunista o

socialista attivo in Germania, i gruppi artistici berlinesi devono porsi su un piano

del tutto diverso. 37

Fritz Hoger laboratorio astrofisico. Sembra un pezzo di materia solida portato allo stato di

Passa anche lui dall’esperienza fusione: bucatura di porte e finestre, andamento irregolare, sinuoso,

espressionista, sa lavorare molto consistenza all’apparenza malleabile. Pensato in calcestruzzo, viene realizzato in

bene il klinker e scandise il ritmo mattoni; l’architettura si presenta come un corpo duttile, elastico.

con ripetizione degli elementi. È nei Grandi magazzi di Stoccarda o di Breslavia che

Lavora ad Amburgo. Viene Mendelsohn trova un linguaggio conforme

ricordato per la Chilehaus (1921): all’artificialità che si impone come autentica condizione

un massiccio palazzo per uffici, metropolitana: prospetti solcati da fasci di linee

terminato da una prua navale, orizzontali, facciate in curva, lettere cubitali per

avente una tale carica di pathos comporre nomi. L’alternanza di fasce di muratura e

che secondo le parole dell’autore fasce vetrate chiare e scure di giorno e opposte di

il ritmo a cui pulsa la vita della

sembra possedere un’anima. notte, scandisce

metropoli. Gli spazi interni sono luminosi e aperti.

Mostra di aver superato la fase espressionista della sua

Hugo Haring opera togliendo di mezzo le forze immaginative a essa legata, mettendole al

Anche lui passato dalla corrente espressionista, tenta di comporre polarità servizio dell’economia capitalista. In definitiva le sue architetture sono

espressive e funzionali della forma attraverso il lavoro soprattutto in pianta: del cemento armato, acciaio, vetro, muratura,

caratterizzate da: libertà nell’uso

elabora planimetrie mistilinee attraversate da tensioni e torsioni, che in alzato si ha una maggiore plasticità dell’edificio e la costruzione e percezione sono

corrispondono a volumetrie rese aspre dalla convivenza di corpi squadrati e subordinati ad una forma dinamica complessiva.

arrotondati o ogivali, da dislivelli improvvisi e uso diverso del materiale.

Erich Mendelsohn

Per lui la forma è qualità sintetica; nasce dal gesto, dalla spontaneità della Praga

mano. Il suo disegnare con linee forti, che non indica la struttura, quanto lo

Sant’Elia o Un clima di grande fermento artistico si registra anche a Praga, nei primi due

sviluppo dinamico dell’edificio, può essere comparata con i disegni di affondano le

con lo stile sagomato e nervoso di Henry Van de Velde. decenni del nuovo secolo. I secessionisti praghesi e lo stile Secese,

proprie radici nella scuola di Wagner, nel naturalismo dell’ Art Nouveau

Mendelsohn ha un disegno meno definito francese, nel grafismo dello Jugendstil tedesco [SENTI.. DA RIFARE LA SCUOLA

nei dettagli, con minor carica PRAGHESE]

monumentale, ma è dotato di maggiore

articolazione plastica, si mostra meno fine VIENNA – periodo della socialdemocrazia

a se stesso (il disegno) e più necessario. Dopo la fine della Grande Guerra, Vienna, uscita sconfitta, si trova in uno stato

Nel 1920 progetta l’Einsteinturm, una

che ospita un osservatorio e un presupposto per una stagione di

di crisi profonda, che tuttavia diventa

torre 38

rinnovamento sociopolitico ed architettonico. La nomina di una nasconde la sua ostilità alla progettazione di questi Hof, prediligendo il

amministrazione socialdemocratica fa nascere gli Hofe, tipologia di edilizia Siedlung, il tipo di insediamento in linea che assomiglia forse un po’ di più a un

popolare costituita da grandi blocchi organizzati attorno ad una corte, risposta complesso abitativo rurale.

alla grande carenza di alloggi del periodo. Alcuni dei principi riformatori sono: Il Klose – Hof di Hoffmann appare chiuso in

adozione di standard spaziali, distributivi, di aerazione, di illuminazione se stesso, astratto dal contesto urbano,

e di ordinato secondo una propria logica:

disponibilità di verde. Si realizzano servizi comuni, la gestione delle case è euritmia, geometria, stereotomia dei blocchi.

affidata a comitati di alloggio. Tutto questo è ottenuto in assenza di innovazioni Estremo tentativo di dare composizione

costruttive o tecnologiche, all’interno di edifici di concezione tradizionale. architettonica alla conflittualità politico –

Questo esperimento di socialismo realizzato prende il nome di Vienna Rossa, sociale, prima che la crisi del 1934 spazzi via

mera utopia: si tende a vedere la socializzazione della politica e la

che non è l’amministrazione socialista e l’intera

partecipazione delle masse alla gestione del potere come condizioni basilari di esperienza degli Hofe.

un processo democratico di transizione.

Dal 1923, anno di delibera del Piano quinquennale, saranno più di cento i

di dimensioni Haus Wittgenstein risulta un raro esemplare di

complessi realizzati, con la stessa concezione di base: edifici

variabili, con alloggi di medio – piccole dimensioni, con servizi per chi vi abita archtiettura moderna e non per mera imitazione

che comprendono asili nido, lavanderie, biblioteche o consultori medici. Le Circondata da un temenos, la casa si

formale.

facciate di questi edifici cercano di dar vita ad un’eroica espressione di massa: presenta come un chiaro volume squadrato, privo

arconi trionfali all’ingresso, corpi scala di elementi decorativi e ritmato solo dalle aperture

semicilindrici, griglie di finestre, balconi pieni, delle finestre rettangolari, anche se la casa non è

svettanti. Possiamo ricordare, tra le tante

pennoni assimilabile alla critica loosiana di ornamento (siamo nel 1926) – perché è

residenze, il progetto di Ehn del Karl Marx – Hof la sua dimensione. L’architetto vuole

classico il calcolo del percorso, classica è

che gioca con il mito dell’edificio bastimento ( mettere in crisi la presunta univocità del linguaggio.

evocato dal fronte lungo più di un chilometro).

O nel Karl Seitz Hof di Gessner che gioca con il COSTRUTTIVISMO RUSSO

mito dell’edificio reggia (presenta 1587 Lo sviluppo del “razionalismo ideologico” avviene nell’ambito dell’avanguardia

appartamenti). russa, dopo la rivoluzione di Ottobre.

Hof possiedono anche un certo carattere

Gli L’identificazione, che viene affermata tra ideologia della rivoluzione e

didattico, dato ad esempio dall’intervento di rivoluzione dell’architettura, tende a elaborare progetti pratici necessari alla

molti esponenti dell’architettura su un unico lotto, stabilito il piano generale, ha una rinuncia totale degli stili del passato. Volumi aperti che

nuova società. Si

per pensare i singoli nuclei abitativi. si muovono dall’interno verso l’esterno nella sua profondotià. Corpi plastici.

Possiamo ricordare di nuovo la figura di Loos qui, perché nominato nel 1920

di Vienna, egli non

architetto – capo del dipartimento degli alloggi del Comune 39

Architettura Russa tra le due guerre Spesso questo Istituto viene paragonato al Bauhaus, raccoglie l’eredità delle

Nel 1920 a Pietrogrado viene esposto il monumento della III internazionale, correnti artistiche d’avanguardia sviluppatesi in Russia negli anni 10, la cui

progettato da Vladimir Tatlin. È una struttura a doppia spirale inclinata, da tendenza era nel superamento della superficie del quadro per giungere alla

realizzare in ferro, alta 400 metri (mai realizzata). All’interno della struttura si terza dimensione.

pensava alla presenza di tre volumi di vetro I progetti dell’epoca nel campo architettonico manifestano la tendeza a trattare

ospitanti sale riunioni, ovvero dal l’involucro dell’edificio come una sintesi dello spazio metropolitano, con il suo

basso verso l’alto, un cubo, una piramide e un cilindro, che potevano ruotare su vasto campionario di segni e di oggetti: insegne, annunci pubblicitari, cartelli,

se stessi una volta all’anno, al mese e al giorno rispettivamente. vetrine.

Il terreno dal quale hanno origine questi prospetti, a metà strada da scultura e

periodo precedente la La traduzione delle pratiche artistiche nel campo dell’architettura ha luogo con i

architettura, è quello delle ricerche artistiche del

Rivoluzione del 1917, volendo rinunciare alla sintassi consueta, a favore di una progetti di Vesnin. Per lui e il fratello l’universo macchinista viene così assunto a

disarticolazione delle unità costitutive del discorso. propria immagine in un duplice senso: come metafora del caos e della

metropoli in quanto sede della moderna vita meccanizzata e come

assemblaggio effettivo di elementi che compongono le’dificio.

opere di Vesnin, si

Malevic L’architettura sovietica, più che rivolgersi alle successive

dirige verso una tendenza alla figuratività, erede del romanticismo simbolico.

Non vuole riconoscere un ruolo raffigurativo alla pittura, avente invece il La libera creatività arruolata alla causa della Rivoluzione trova un ulteriore

compito di rappresentare in modo non oggettivo il mondo, più vicino in questo

L’arte astratta sarebbe superiore a quella strumento nell’utilizzo dei colori: tenui, sfumati, pittorici.

modo all’essenza dell’elemento.

figurativa. È Malevi a creare il movimento artistico del Suprematismo. Ma sia le forme che i colori non riescono a interpretare i reali bisogni di una

Dalla Rivoluzione di Ottobre in poi gli artisti (impegnati a vario titolo sul fronte periodo si suddividono gli architetti in due schieramenti, razionalisti

società. Nel

della revisione di tecniche e linguaggi ormai desueti) decidono di mettere la loro e costruttivisti. Questi ultimi che rimproverano i primi di dare troppa

opera al servizio del mondo nuovo. importanza alla forma, quando, alla fine del Piano quinquennale il governo

nome della rivoluzione che l’architettura russa dei primi anni venti mutua la

È in staliniano “bastona” entrambi di eccessivo formalismo. La nascita di ulteriori

come articolato

linea diagonale quale proprio elemento caratterizzante: linea che spezza la sigle e di associazioni di architetti e urbanisti fa comprendere

può essere stato il dibattito, che finirà nel 1932 con lo scioglimento di tutte le

duplice staticità dell’orizzontale e della verticale, e che con il proprio associazioni e la nascita dell’Unione degli architetti dell’Urss.

avanzamento rappresenta il superamento di entrambe; la linea diagonale

società zarista. All’interno del quale si fanno notare figure di importante rilievo per

incarna la rottura rispetto agli antichi ordini della

Un Laboratorio superiore tecnico‐artistico fondato nel 1920, poi chiamato l’architettura russa, Melnikov e Leonidov, in entrambi i casi architetti di grande

Istituto superiore Tecnico‐artistico diventa il punto di riferimento per tutti i qualità.

giovani che aspirano a formarsi nel campo delle arti (pittura, architettura,

scultura, lavorazione di metallo o legno) ormai liberate da retaggi del passato, in

clima postrivoluzionario russo, intese, queste arti, come precise

sintonia con il

tecniche da porre al servizio della costruzione del nuovo tipo di vita socialista. 40

Melnikov verso la classe lavoratrice attraverso la progettazione di molti club operai,

utilizzando ogni volta oluzioni formali sempre diverse.

Progetta un quartiere di case operaie a Mosca Uno tra questi è il Rusakov per l’Unione dei lavoratori comunali di Mosca,

(1922), organizzate in stecche disposte a ventaglio. basato su uno schema planimetrico triangolare, contenente sei sale poste a

Presenta il padiglio “Makhorka” per l’Esposizione livelli. I volumi delle tre sale superiori gradonate sporgono a sbalzo,

diversi

Pansovietica dell’Agricoltura e dell’Artigianato di manifestando la loro funzione anche all’esterno. Sembrano i denti di un enorme

Mosca: l’edificio sfrutta la pendenza delle coperture ingranaggio o un gigantesco megafono.

a falde tipica in legno per creare un movimento di Anche negli altri club il suo sforzo si concentra nell’unificare la complicatezza

avvitamento dinamico che richiama il repertorio quasi

degli aspetti funzionali e l’originalità e la riconoscibilità degli edifici. È

d’immagini delle avanguarie – tema del dinamismo, sempre in pianta che la chiarezza del messaggio spaziale e simbolico risulta

cercando di conseguire un effetto simile al progetto leggibile.

di Tatlin per la III Internazionale. Il club della fabbrica Kauchuk a Mosca

Realizza il padiglione sovietico per l’esposizione è impostato sulla figura dell’arco di

delle arti decorative a Parigi (1925) con cui cerchio, corrispondente ad un

contrasta con l’eleganza qui presente. auditorium di 800 posti. Per il club dei

L’apparente ovvietà dello schema planimetrico lavoratori della fabbrica di porcellane

taglio diagonale che lo

rettangolare è infranta dal Pravda un raggruppamento

attraversa in lunghezza. In alzato la diagonale apparentemente confuso di voumi di

corrisponde ad una duplice scalinata che dà accesso differenti forme e dimensioni dà luogo a un disegno di elementarità

al piano superiore; la copertura è formata da falde disarmante: una schematica figura umana con testa, braccia alzate e gambe

oblique disposte in modo alternato. Una torre divaricate.

portabandiera formata da un nudo traliccio risolve Ricorre spesso il tema del cilindro nelle sue

l’esigenza nazionalistica di un simbolico slancio verticale. Sono stati scelti colori opere, come nel club Zuev, per l’Unione dei

rosso, grigio, bianco per le pareti lignee del padiglione, che sembra un lavoratori comunali di Mosca (de novo) dove

avamposto di comunismo realizzato in terra capitalista. Melkinov aderisce sequenza di cinque cilindri:

compare una

all’organizzazione degli architetti facenti disposti in linea di altezza diversa e sovrapposti

parte dell’ASNOVA (i razionalisti). Il suo per circa un terzo del loro volume.

formalismo geometrico non è astratto, si La casa studio che realizza a Mosca per se stesso lavora ancora sui cilindri,

compone di elementi del linguaggio basata sull’incontro e parziale intersezione di due cilindri, dando luogo ad una

del

macchinista, di simboli e di frammenti esagonali allungate conferiscono all’edificio

pianta a forma di 8; aperture

classicismo. l’aspetto di un tondeggiante alveare. La tecnica dello straniamento permette di

Sperimenta il suo linguaggio magnetico operare imprevedibili rigenerazioni linguistiche. Per Melnikov comunque la vera

41

arte può essere soltanto opera dell’individuo, mai del comitato o del gruppo. altrettanti solidi geometrici in vetro, metallo e cemento armato. Un prisma

Viene considerato, nel proprio settore, formalista. retto verticale, una sfera completa tenuta sospesa da una struttura metallica e

Presenta la propria proposta per il concorso del Palazzo dei Soviet: una mano cavi e tiranti dall’alto tasso tecnologico non meno che

un fitto intecio di

che con sette dita tiene nel suo palmo la sala per le assemblee, cui si simbolico.

contrappone un colossale Come nel caso della qualifica di Melnikov, l’etichetta costruttivista data anche a

Leonidov deve essere letta per comprendere il significato funzionale, materiale

semicono declinato da un lato, che e spaziale dell’architetto. Rispetto alle tre discipline di tettonica, fattura,

sta ad indicare l’ormai passata forse troppo alla lettera. Giunge

costruzione, la colpa di Leonidov è di prenderle

piramide zarista. ad un’architettura quasi surreale, con grande essenzialità: edifici emisferici,

A partire da questo progetto piramidali, a forma di prisma. Anche se sono evidenti i riferimenti a Boullée e

l’architetto intraprende la via Ledoux, questi progetti sono caratterizzati da un’assoluta assenza di retorica.

senza ritorno dell’uso di Per il Commissariato popolare dell’Industria pesante progetta tre torri in

apparecchiature simboliche vetro di dimensioni colossali, collegate tra loro mediante

acciaio, pietra e

sempre più deliranti. passarelle in quota. Una delle torri, a base quadrata, presenta aguzze strutture

Con il Commissariato popolare dell’Industria Pesante sulla piazza rossa a

quella degli metalliche che fuoriescono dal curtain wall – tutte e tre le torri creano una

Mosca, la sua architettura aspira a diventare parlante, come

architetti visionari francesi. La pianta a forma di doppia V vuole essere un dissonanza che fa risuonare in maniera concreta la severa potenza dell’industria

omaggio ai piani quinquennali del foverno, per glorificare l’ascesa della società dedicato. Si istituisce una particolare tensioni tra queste

a cui il complesso è

comunista in virtù dell’industrializzazione. torri e quelle cupole della cattedrale di San Basilio.

Leonidov era sufficientemente d’accordo con alcuni degli attacchi

Leonidov all’architettura moderna, con la dichiarata incapacità di questa di porsi in una

Le contraddizioni presenti in Melnikov sono presenti anche in Leonidov, con positiva relazione con i contesti storici e fisici. Le forme che utilizza sono

primo, con sconosciute ma che discendono dalle preesistenze prese lì vicino.

l’aggravante per lui, di risultare ancora più visionario del ampiamente

l’impossibilità di realizzare i suoi progetti. Non si preoccupa delle condizioni Dal 1930 l’architettura di Leonidov diviene oggetto di una pesante campagna

reali con le quali i suoi progetti devono denigratoria, nei suoi confronti, affermando che non tiene conto della volontà

confrontarsi. Studia presso l’ Istituto della committenza, trascura gli aspetti economici e costruttivi del progetto e

concezione architettonica.

superiore Tecnico‐artistico, che gli dà un lascia lo spazio ad una completa soggettività della

Si coniuga il termine leonidovismo, per chi fugge dal vero lavoro in modi illusori,

impronta artistico – tecnica, anche se il creati per se stesso, incapace di partecipare organicamente all’edificazione del

giovane è di per sé propenso verso una socialismo.

una asimmetria molto

scarna linearità,

studiata. Ginzburg

Per il progetto del suo diploma presenta la realizzazione dell’Istituto Lenin; alle

destinazioni previste (biblioteca, auditorium, sale lettura) corrispondono 42

Una diversa interpretazione – progressiva ma al tempo stesso realistica – del proposta sta nella sua estrema compattezza e

la struttura. La forza della sua

ruolo del lavoro intellettuale nella società senza classi è fornita da Ginzburg, asciuttezza. La grande sala interna, studiata anche in termini di comfort acustici,

fondatore dell’OSA. Egli cerca di stabilire un nesso tra forma ed epoca, si schiera ambisce ad essere un prodotto concreto della

a fianco dei costruttivisti. I suoi progetti riflettono i principi del metodo trasformazione della società in senso sovietico. Sarà la

funzionale da lui stesso teorizzato, dove particolare attenzione è riservata “torta nuziale” di Boris Iofan ad aggiudicarsi la vittoria

all’organizzazione planimetrica e alla distinzione delle diverse destinazioni in del concorso.

facciata attraverso l’uso di volumi netti.

Compie studi sulle cellule abitative di diverse dimensioni per il Comitato per Stijl = Neoplasticismo ne

Scuola di Amsterdam e De

l’edilizia della Repubblica Socialista della Russia, pensando a diverse tipologie fanno parte Van Doesburg, Oud, Mondriaan, Berlage.

con comfort relativamente alti.

Nell’Unità residenziale di Il Neoplasticismo si manifesta in Olanda a partire dal 1917, con il movimento

Narkomfin a Mosca (1928) che prende il nome dalla rivista De Stijl (movimento neo – plastico), che ne

realizza la più compiuta sintesi costituisce lo strumento di propaganda culturale. Il programma di ricerc tende

tra una risposta scientifica al a unificare i vari settori dell’attività artistica, attribuendo all’architettura un

bisogno sociale di abitazioni e ruolo fondamentale. Nelle linee orizzontali e verticali e nella scomposizione dei

una dichiarazione di adesione volumi in piani, vengono ritrovati gli strumenti per raggiungere l’affermazione di

alla cultura architettonica una nuova oggettività, immune da condizionamenti delle forme storiche ed

internazionale. La lunga stecca bianca alta sei piani poggiata su pilotis e con delle stesse idee di

espressione della ragione, in una sorta di risalita all’origine

Le Corbusier, mentre il vicino blocco

finestre a nastro ricorda gli esperimenti di spazio e forma. L’esclusione di una formulazione fissa e rigidamente formale

dei servizi rimanda all’analoga soluzione adottata da Gropius nel Bauhaus a dello spazio, che diviene non limitabile negli spazi ortogonali, infinitivamente

Dessau. La via intrapresa per la costruzione di abitazioni di tipo intermedio, così divisibili, privi di una distinzione fra esterno ed interno, caratterizza l’idea di

come lo studio su una possibile Mosca “città verde” vengono terminati, trattate oggetto che è identificato nella sua forma pefettamente definita. La rottura

come proposte troppo utopistiche. viene vista come immissione di disordine, ma di regole di

della forma non

Unione Sovietica è il concorso per

Capitolo finale dell’esperimento moderno in comportamento per mettere ordine in una condizione di disordine e

il Palazzo dei Soviet, grande e ultima occasione per intrecciare i destini turbamento, che la crisi della ragione ha provocato. La razionalità diventa un

dell’architettura progressista e dell’arte proletaria; occasione poi fatta fallire assunto ideologico e morale di ogni atto e si concretizza nel tracciato

dalla politica staliniana. Dopo la prima fase a cui potevano partecipare solo azione in superfici piane prive di

geometrico, che suddivide il campo di

architetti sovietici, la seconda è aperta anche agli architetti stranieri; individualità. L’influenza esterna dei principi del De Stijl si manifesta nel

Gropius, Le Corbusier, Perret, Poelzig.

partecipano Bauhaus di Gropius dopo la rivista di Van Doesburg a Weimar nel 1921 e nelle

Ma è il progetto di Ginzburg a riuscire a mediare in modo originale le istanze di opere prime di Mies van der Rohe.

rappresentatività e di funzionalità: un’enorme cupola parabolica di acciaio e Si ha quindi:

vetro, ornata da archi ribassati, dai costoloni e dagli anelli che ne costituiscono 43

‐ Una nuova oggettività, immune da condizionamenti delle forme figurativamente lineare ed espressiva, spazialmente libera e articolata che

storiche ed espressione della ragione avrebbe condotto a sviluppi inediti se non fosse stata interrotta dalla prematura

‐ Una sorta di risalita all’origine delle stesse idee di spazio e forma morte di De Klerk. Aveva inoltre la capacità di rispondere all’inespressa ma

‐ Esclusione di una formulazione fissa dello spazio, che è privo di una essenziale domanda di qualità estetica degli abitanti delle classi meno abbienti.

distinzione tra interno ed esterno. Nel 1911 è incaricato di realizzare un edificio di 18 appartamenti per la classe

‐ La rottura della forme non viene vista come immissione di disordine, media, che prende il nome di Kllehius. Sono tre blocchi. Comincia a relazionarsi

ma di regole di comportamento per mettere ordine ad una condizione con il primo, con un lungo fronte edilizio, caratterizzato da severi prospetti in

primaria laterizio con tetto con mansarda e quattro corpi scala che fuoriescono

‐ La razionalità diventa un assunto ideologico e morale, concretizzandosi leggermente dal prospetto. Alle grandi finestre che si aprono corrispondono gli

nel tracciato geometrico. appartamenti di taglio medio.

In Olanda è molto elevata la richiesta di nuovi alloggi e appartamenti; ne Anche nel secondo blocco l’architetto cerca di mettere in evidenza le scale, ma

di espansione urbana.

consegue l’adozione di nuovi piani prevalgono anche le modulazioni plastiche che impegnano parti intere dei

Lo Scheepvaarthuis di Amsterdam è considerato il prospetti. Geometrie irregolari, imperfette, e improbabili organicismi non

primo edificio moderno olandese, che, anche se è risultano tuttavia fini a se stessi, ma vengono sempre utilizzati per una precisa

evidente una certa relazione con Berlage, ne destinazione d’uso.

rappresenta una netta reazione. Presenta uno Nel terzo blocco riesce a legare tra loro un lungo edificio residenziale ripiegato

scheletro in cemento armato in facciata, con un intorno a due angoli, un ufficio postale e una scuola preesistente, quest’ultima

grande apparato decorativo esterno ed interno in al complesso mediante corpi aggettanti al di sopra di

sopraelevata e annessa

ferro battuto. Si impone

pietra, laterizio, vetro e essa.

l’individualità della forma quale espressione del

grado di libertà di cui può godere il lavoro degli Dudok

architetti. Willem Dudok lavora come architetto per il Dipartimento dei lavori pubblici a

La cricita che si pone a Berlage è quella di aver avuto Hilversum, firmando il piano regolatore della città. I suoi primi quartieri abitativi

una sfera d’azione troppo limitata, troppo dotati di servizi sociali presentano ancora alcune caratteristiche della scuola di

dell’influenza di Berlage. Nei suoi progetti sono

concentrata sugli aspetti tecnici e utilitaristici per Amsterdam, anche se risentono

cultura. dominanti gli slittamenti di piani e gli incastri volumetrici, forse ripresi da

riuscire a farsi latrice di

I risultati della scuola di Amsterdam si fanno vedere Wright, che parlano un linguaggio più lineare e moderno.

nella progettazione dei complessi residenziali popolari che vengono qui Ciò che ne scaturisce è un nuovo manierismo, che se da un lato segna uno

realizzati. È una costante la presenza di Wright nella Scuola, così come anche svuotamento ideologico del linguaggio moderno, dall’altro si candida a divenire

nelle opere di De Klerke. Così come è ricorrente l’allusione alle forme navali sia lo stile adeguato a gestire una molteplicità di funzioni e occasioni concrete.

dell’architetto, ovvia visto il contesto in cui ci

nella scuola che nell’opera

troviamo; è comunque solo il medium di una concezione dell’architettura 44

Accanto alla scuola di Amsterdam, sempre in Olanda si sviluppa il movimento esigiamo la costruzione di ciò che ci circonda secondo leggi creative, derivanti

del De Stijl, titolo di una rivista attorno alla quale si raggruppano una serie di da un principio immutabile”. Contro l’idea di una libera espressività creativa,

architetti, poeti, artisti che si ricollegano alle avanguardie. Van Doesburg definisce i limiti di un operare rigoroso, anti – individuale e libero

Al pari del contemporaneo schema della da emozioni, in cui pittura, scultura e architettura siano perfettamente saldati.

Maison Dom‐ino di Le Corbusier, la Infatti per lui l’arte non deve essere giudicata in base a valutazioni estetiche, ma

progettazione di Villa Henny di Vant Hoff per la sua capacità di esprimere sentimenti profondi e puri. L’arte è

è particolare: entrambi anticipano le immaginazione di una realtà spirituale.

possibili applicazioni del cemento armato È solo nel 1923, con la rottura con Oud e con la contraddittoria sua esperienza

Doesburg si dà all’architettura; egli elabora tre progetti

alle costruzioni residenziali, anche se la con il Bauhaus che Von

che aspirano a diventare il manifesto dello stile: una casa per Rosenberg,

villa Henny ha bisogno prima di “farsi mercante d’arte proprietario di una galleria, una Maison particulière e una

carta”, ovvero di ridursi alle due Maison d’artiste.

dimensioni del disegno. Nel primo caso si ha una pianta irregolare, su due livelli, allungata e frantumata

Villa Henny però può ricondursi non tanto all’affluenza dell’architetto francese,

disegno di Wright. La conoscenza delle Prairie House dà come scatolari, tagliati in orizzontale o verticale da asimmetriche

in molteplici volumi

quanto invece del

esito la concezione di una casa fortemente segnata dallo sviluppo orizzontale, bucature.

anche se non si contrappone a questo anche quello verticale se non con la Negli altri due esempi il procedimento

scansione ritmica delle finestre e dei pilastri isolati. A discapito delle ville di sembra simile, lavorando

Wright, manca sull’erosione di un cubo: i volumi

una vera fluidità planimetricae il caratteristico svolgimento residui, sporgenti o rientranti sono

labirintico degli interni. La liberazione della scatola muraria di Wright qui viene trattati graficamente e con colori.

reinterpretata come opportunità per creare grandi invasi spaziali ma anche per L’effetto di scomposizione che ne

affermare un gioco di pieni e vuoti dai particolari effetti plastici. scomposizione deriva supera il suo riferimento

La via oladese che conduce ad una maggiore accentuazione della

volumetrica passa attraverso un passaggio pittorico; l’evoluzione artistica di Piet wrightiano, generando una dinamica

Mondrian da un naturalismo a un cubismo astratto che procedere per sintesi e spaziale imprimento all’architettura

stilizzazione degli elementi del mondo oggettivo, trova nella costruzione neoplastica un moto turbinante.

tridimensionale un suo punto di appoggio. Conseguenza diretta di tali progetti è uno scritto dell’architetto, sviluppato nel

la riduzione a

Il vero tradimendo del discorso di Mondrian ha luogo solo con 1924 sul De Stijl suddiviso in 16 punti, in cui si evidenziano i caratteri

semplice ioco cromatico, ossia con l’arruolamento di molteplici architetture e fondamentali dell’architettura neoplastica, identificata con: elementarità,

progetti a un esercito in divisa d’ordinanza rosso‐giallo‐blu. economicità, funzionalità, superamento della divisione tra interno ed esterno,

in cui Van Doesburg

anticubicità e antidecorativismo. Inoltre, nel momento

inserisce nel vocabolario della figurazione neoplastica la linea diagonale, si

Van Doesburg conosce Mondrian ed Oud, fondando con loro la rivista De Stijl,

posto, noi rompono i contatti tra lui e Mondrian, non contento quest’ultimo

affermando che “ La parola arte non ha più nulla da dirci. Al suo 45

dell’evoluzione linguistica, in quanto da lui interpretata come impossibile di lastre orizzontali e verticali che definiscono nello stesso momento spazi

mediazione tra le uniche due entità costruttivamente rigorose e assolute, esterni ed interni. La struttura è in muratura, intonacata di bianco, con presenti

l’orizzontale e il verticale, e dunque intesa come anche travi profilate in metallo lasciate a vista. Il nucleo centrale interno è dato

ricaduta nel soggettivo. dalle scale, attorno cui sono distribuiti gli spazi abitativi, che possono essere

Dopo di ciò, progetta il Cabaret – Cinè‐Bal unificati o meno attraverso l’uso di pareti scorrevoli.

Stijl prende vita in una singolarità concreta, la

Aubette a Strasburgo, l’opera più significativa da Rietveld rivela che l’anima di De

cui messa in opera richiede una costruzione meticolosa, lucidità, razionalità e

lui realizzata. L’intervento consiste una precisazione quasi matematica.

alle nuove funzioni di locale di

nell’adattamento

intrattenimento degli spazi di un palazzo

settecentesco. Tutti i locali hanno partizioni ridotte al minimo, arredati con Jacobus Oud

mobili altrettanto essenziali, ma è la decorazione qui a giocare un ruolo

importante: composizioni asimmetriche di quadrati e rettangoli separati tra loro Sia in Jan Wils che Jacobus Oud è presente la stessa capacità di affrontare

modo da rendere le superfici murarie simili a gigantesche

da cornici a rilievo, in l’architettura come fatto costruttivo e spaziale. In Wils come in Vant Hoff, sono

contro – composizioni architettoniche. Il cafè però finisce con il risolversi di una presenti riferimenti all’architettura di Wright, per opere come il Caffè

semplice trovata artistica. Ristorante di Utrecht (1918) dove il modello della Robie House è ripreso.

La carica innovativa del messaggio avanguardista riesce Anche se rispetto a Wright, Wils utilizza cadenze ritmiche e scompositive e una

a ottenere il giusto risultato forse solo nel momento del sempre più spoglia linearità: se da un lato si avvicina agli aspetti

confronto con il reale. neoplastica, dall’altro si allontana dall’architetto americano.

dell’architettura

Oud passa per una comprensione del carattere costruttivo dell’architettura,

Rietveld carattere che con maggiore evidenza gli trasmette Berlage. Si intravede la sua

sedia di legno costituita da

Gerrit Rietveld realizza una tendenza a un’esattezza geometrica ed a una nettezza volumetrica.

pochi elementari tratti geometrici che ne individuano le Con lui il fondamento pittorico del De Stijl viene per la prima volta pensato i

parti funzionali e costruttive essenziali. Il termini architettonici.

processo di scomposizione cui sono sottoposti i Dopo che viene nominato architetto capo

suoi mobili sono applicati annche alla casa dell’Ufficio edilizio del comune di Rotterdam,

Schroder, progettata a Utrecht (1924), pensata realizza ancora due progetti che lasciano una

come l’architettura che meglio riassume i traccia importante nella vicenda del movimento

intendersi come

principi del De Stijl (da del De Stijl.

modalità stilistica e interpretativa del mondo La baracca di cantiere per il quartiere Oud –

moderno). Mathenesse e il Cafè De Unie. Nel primo come nel

La casa risulta libera su tre lati, non si presenta come un volume cubico in cui caso utilizza assi in legno disposte in

secondo

sono stati tagliate porte e finestre, quanto il contrario, sembra un assemblaggio parallelo o perpendicolarmente, così da formare 46

sui prospetti elementari meandri o figure rettangolari concentriche. Le sue di avanguardia europei, in particolare sulle ricerche astratte e sulle

soluzioni ultime però rappresentano solo un gioco di facciata, che non vanno ad sperimentazioni del Bauhaus.

intaccare la concezione spaziale. Nel 1921 Oud lascia il gruppo, seguito da Mondriaan, per dissensi con Van

Nei blocchi residenziali costruiti a Spangem, Rotterdam (1918), Oud rimane Doesburg.

molto distante dai giochi d’incastro volumetrici, elaborando apparamenti

standard lungo fronti rettilinei, Duiker

studiando compenetrazioni spaziali solo per Prodotto di

quelli ad angolo. un totale assorbimento del De Stijl è il lavoro di Johannes Duiker, il

Il processo di graduale razionalizzazione delle forme prosegue con il quartiere cui presupposto è la scomposizione neoplastica, funzionalizzata all’evidenziare il

operaio di 41 appartamenti su due piani suddivisi in due lunghe stecche sistema strutturale. La sua oggettività non è da confondersi però con la ricerca

concluse alle estremità da plastiche testate arrotondate che ospitano i negozi. di soluzioni standard da un punto di vista costruttivo ed espressivo. Le sue sono

come razionalizzazione e tipologicamente ricche, incarnate di un moderno

Non è solo come qualificazione stilistica, ma soprattutto architetture spazialmente

effettiva delle funzioni abitative che la sua architettura attesta la propria che non rinuncia a una notevole complessità semantica e sintattica.

oggettività. Esempio è la scuola all’aria aperta di Amsterdam (1927): lo scheletro in

Oud cita la purezza classica come parametro di riferimento, per quanto da cemento armato è il generatore sia delle aule al chiuso (definite da pareti in

dai piani del solaio e del

superare. È infatti in direzione di una classica o neoclassica purezza che finirà vetro) che di quelle all’aperto (delimitate solo

pavimento).

un

per orientarsi la sua architettura a partire dagli anni 30. Presenta per

concorso il progetto per il Palazzo del comune di Rotterdam, e poi ancora ARCHITETTURA TEDESCA TRA LE DUE GUERRE

progetta il Palazzo della Shell: in tutti e due i progetti si riscontra un progressivo L’architettura di Tessenow risulta antitetica all’ideologia moderna: il suo gesto

irrigidimento degli impianti planimetrici, basati su una certa simmetria che progettuale è elementare, che attinge da una tradizione artigianale; ma il suo

rivela la mancanza di inventiva. Ma, quando utilizza rivestimenti in maiolica sradicamento dalle nuove forme di culturalità architettonica lo rende inattuale,

bianca viene polemicizzato da parte dei fautori più tradizionali dell’architettura a una cultura che come quella moderna fa

ma proprio per questo affine

moderna, si dimostra che il discrimine tra modernità e vecchia o nuova dell’inattualità un valore.

classicità è più una questione esteriore o di gusto che una questione sostanziale L’architetto è tutt’altro che anacronistico rispetto al suo tempo: insegna a

o strutturale. Vienna, all’accademia di Dresda, al Politecnico di Berlino. Collabora con

La carriera di Oud termina con un ritorno al neoplasticismo del De Stijl,

sul trattamento plastico dei volumi, non più concepiti come parte Muthesius alla realizzazione di Hellerau, la prima città giardino in Germania.

trattenendosi

di un tutto, ma come episodi isolati, come frammenti di materia. concetto di standard)

Con le sue architetture ribadisce l’uniformità (diverso dal

Le ricerche di questi artisti si applicarono alla definizione di un linguaggio che, come mezzo per ottenere un certo ordine.

libero da ogni vincolo contenutistico e comune a tutte le arti, si risolvesse in un La semplicità delle soluzioni proposte, ripetute innumerevoli volte in case per

equilibrio puramente visivo, capace di esercitare un’influenza positiva sulla vita operai, impiegati e per la piccola e media borghesia interessa l’uso di

sociale; le loro esperienze esercitarono un grande influsso sugli altri movimento volumetrie regolar, tetti a falde, porte e finestre disposte simmetricamente,

forma

nessun ornamento fuori dalla vegetazione rampicante. Dare 47

all’essenziale è per lui il compimento dell’architetto. Utilizza il grigio come tracciare una dettagliata carta geografica del nuovo territorio moderno, si

colore più neutrale in assoluto, privo di qualsiasi riferimento ideologico (vedesi avverte il rischio di un vuoto nominalismo.

il bianco, per l’architettura moderna; gli spazi interni sono determinati dalla Il razionalista non rimane indifferente al problema funzionale, né si schiera a

considerazione degli aspetti della vita che qui si deve svolgere. favore di una genialità barocca incurante della praticità: egli si sottrae alla

Il progetto più monumentale riguarda l’istituto tirannia della funzionalità divenuta fine a se stessa.

Dalcroze di Hellerau, che

riprende la forma di un tempio, con

un pronao scandito da pilastri, Hilberseimer

timpano triangolare che fa da L’architeto è uno degli esponenti più estremi delle avanguardie berlinesi. Il suo

coronamento del tetto a spioventi. tema principale è l’architettura della grande città, che deve aspirare al rigore e

La sua architettura, lontana dal all’essenzialità. La migliore soluzione che trova nell’organizzazione della città è

moderno e dal nuovo, è ricolma di la sovrapposizione di due livelli stradali e insediativi: quello inferiore riservato al

quello superiore destinato alla circolazione pedonale e

purezza che risulta utopica per la traffico veicolare,

all’edilizia residenziale. La coincidenza di luogo di lavoro e luogo abitativo ha

maggior parte delle ricerche come obiettivo la diminuzione degli spostamenti orizzontali. I blocchi edilizi

XX secolo. Anche quando ricorre a soluzioni in apparenza più

architettoniche del sono volumi cubici elementari, estesi in lunghezza e altezza, scanditi in facciata

prossime ai linguaggi moderni correti, la sua architettura ne indica i limiti da finestrature regolari; l’uniformità e la ripetitività tipologica rivelano

piuttosto che le possibilità. il suo

Per Tessenow inoltre il vero ordine dell’architettura è frutto di una completo disinteresse nei confronti di qualsiasi ricerca formale o linguistica. I

consapevolezza collettiva, mai individuale. possibili effetti alienanti vengono neutralizzati dall’immagine complessiva di

l’opera di

Ugualmente ai margini delle vicende del vigorismo moderno si colloca una monumentale totalità. Le uniche possibili variazioni derivano dal rapporto

Paul Bonatz; realizza con Scholer la Stazione centrale di tra le parti e il tutto; visto che è la singola cellula abitativa che nasce

Stoccarta, criticata come esercizio compositivo che dei singoli vani nasce

l’insediamento urbano, dalla disposizione planimetrica

oltrepassa l’utilizzazione economica del materiale. l’edificio e da qui, l’intero blocco.

L’edificio presenta un severo trattamento delle forme Accanto all’esperienza teorica di Hilberseimer, si colloca l’esperienza pratica di

squadrate rivestite di pietra bugnata se da un lato può Ernst May, sviluppatasi a Francoforte. La differenza tra i due non è solo al

ricordare le opere neoromaniche di Berlage, dall’altro ha riferimento tra esperienza pratica o teorica, quanto che se il primo pianifica a

edifici di Behrens e Poelzig. Con la May si relaziona alla parzialità, alla

un qualcosa degli livello complessivo, generale,

stazione si cerca di creare un’architettura fatta di masse semplificate ma che frammentazione.

possa manifestare tutta la propria gravità, il proprio peso. May è nomitato assessore comunale all’edilizia a Francoforte, e da qui elabora

un programma di residenza popolare (per la forte richiesta dopo la guerra) ma il

La divisione di campo tra architetti moderni (progressisti) e tradizionalisti piano comprende anche la costruzione di scuole, chiese, strutture ospedaliere.

necessità di Nuova Francoforte, a cui

(regressivi) si era già delineata già ancor prima del 1927. Dietro la Questa traformazione urbana prende il nome di

partecipano anche Gropius, Meyer, Poelzig. May si concentra comunque sul

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problema della riduzione degli spazi vitali, determinata da esigenze di emergenti, del calibro di Gio Ponti, Muzio o Lancia. Il ricorso al vocabolario

contenimento dei costi, ma allo stesso tempo ispirata a una nuova concezione neoclassicista lombardo e neopalladiano testimonia la distanza che separa

dello stile di vita. l’Italia dalle altre nazioni europee; però ha il merito di indurre gli architetti

Suddivide gli appartamenti in una stanza di soggiorno comune e in stanze da italiani a concepire per la prima volta la costruzione

letto; orienta le case secondo la migliore esposizione solare, e in modo moderno, con forte senso volumetrico,

presentano oggettuale e con un’altrettanto forte propensione

riscaldamento centralizzato. L’intero ciclo produttivo dei quartieri viene urbana. Il rifugio in linguaggi fuori dal tempo è

importanto su un processo di industrializzazione che prevede l’impiego di lastre funzionale a evitare lo scontro con le contraddizioni

di cemento prefabbricato e di componenti edilizi standardizzati. Le soluzioni presenti e a dissimulare la loro stessa esistenza.

formali provengono dalla scelta di questi fattori, e utilizza quindi forme Questo è quel che accade con l’edificio più

squadrate, tetti piani e finestre in orizzontale.

di May consiste nella capacità di mettere in connessione gli rappresentativo del periodo: il quartiere di Moscova

La forza dell’azione

esiti di un moderno approccio scientifico ai problemi dell’abitare e a Milano di Giovanni Muzio, cui l’opinione pubblica attribuisce il nome di Cà

un’approfondita coscienza della città storica – forza che invece è assente nella Brutta. Muzio si avvale di parole del linguaggio classicista in modo sparpagliato,

sua esperienza nell’Unione Sovietica (1930) dove ha l’incarico di controllare lo senza nesso alcuno, utilizzandole per la facciata in curva e su quelle rettilinee:

urbanistico per la Grande oculi, ridotti ad elementi bidimensionali; il

sviluppo urbano dell’intero territorio. È nel piano sono presenti timpani, archi, nicchie,

Mosca che May torna a far dialogare la complessità dei fenomeni urbani reali e recupero del linguaggio classicista si rivela di natura intellettuale, forse ironico,

le istanze di funzionalità contenute nei suoi modelli infrastrutturali e teso comunque a mascherare la vera natura dell’edificio. Si ha una eliminazione

residenziali. La conclusione della sua permanenza in Unione Sovietica segna della gerarchia tra fronte e retro. L’edificio è composto da un isolato a corte e

anche il termine dell’illusoria identificazione di città socialista e architettura da un corpo rettangolare, separati da una vita privata. È di Muzio anche

moderna. l’università cattolica di Milano, dove si ha un “ritorno all’ordine” dopo le

parentesi Liberty e futurismo. La facciata è in asse con il chiostro principale, il

ITALIANA TRA LE DUE GUERRE

ARCHITETTURA rivestimento è in marmo e laterizio, adattato a quello della chiesa di S.

La crisi economica dell’Italia dopo la Grande Guerra induce un malcontento Ambrogio.

generale che porta nel 1922 alla Marcia su Roma e all’affidamento dell’incarico Gio Ponti: “ Per Ponti la conquista del gusto moderno è

Discorso a parte merita

di creare un nuovo governo a Benito Mussolini. In campo edilizio si prende atto consistita nel ritrovare il senso della propria attività in un mondo di idee che

e ci si mantiene

dell’ormai definitivo tramondo dello stile Liberty da un lato superasse i limiti della tradizione paesana”. Il suo merito maggiore, più che la

anche ben distanti dai disegni utopistici e irrealizzabili in Italia di Sant’Elia realizzazione di episodi eccezionali come Torre Rasini a Milano, consiste nella

dall’altro lato. a punto di tipologie abitative spogliate dalle connotazioni ideologiche di

messa

Dopo la guerra si registra l’ennesimo ritorno al classicismo, anche se, più che ad molta ricerca architettonica mdoerna: si cerca di compiere il passaggio tra la

un arretramento a posizioni apertamente conservatrici, si cerca di reagire al ben casa esatta di matrice cartesiana, alla casa adatta, da lui identificata con la casa

quello

più deteriore orientamento dell’architettura italiana – italiana. Gli si critica di aver ridotto gli elementi classici a motivi decorativi. Gio

neobaroccheggiante, attraverso anche il lavoro di giovani e nuovi architetti Ponti fonda Domus nel 1941. 49

Al punto di incontro tra lo straniato e metafisico rompere con la tradizione: è la tradizione che si trasforma, assume aspetti

neoclassicismo del Novecento milanese e Loss è nuovi, sotto i quali in pochi la riconoscono.

l’architettura di Giuseppe De Finetti, con la sua Con il progetto per l’Officina del gas a Como, Terragni preferisce alludere,

Casa della Meridiana e con quella in via San piuttosto che a Le Corbusier, agli scarni ma vigorosi volumi di

Calimero; con queste due architetture Sant’Elia, o ai progetti di Tatlin o di Leonidov ancora, per la

l’architetto cerca di saldare la concreta spazialità propria sua griglia di pilastri.

di Loos È ancora Sant’Elia presente nei lavori di Terragni con il

e i dispositivi tecnologici più avanati in campo Monumento ai caduti di Como: l’architetto si incarica di dare

abitativo. Sono architetture del volto urbano che segni tracciati dal futurista ed elabora

sostanza reale ai rapidi

assumono il classico come eterno moderno. lui gli interni che invece mancavano del tutto.

Il Monumento realizzato, pur ricalcando le forme

[Il razionalismo italiano architettonico ricerca e rintraccia dell’originale disegno, presenta caratteri più retorici a causa del rivestimento in

fondamenti della forma pura e diretta, utilizzando un pietra monolitico utilizzato. Terragni riconosce nel Monumento, più che

filtro storico] l’impronta futurista, quella razionalista e

[Razionalismo italiano: Gruppo 7: Castagnoli, Figini, purista.

Frette, Larco, Pollini, Rava, Terragni]

razionale parte da una forma geometrica pura, preordinata, che ricondursi ad una

Il Novocomum (1927) può

L’architettura devozione formale più che sostanziale per Le

nel caso di Terragni corrisponde quasi sempre al quadrato e al rettangolo, che Corbusier. L’edificio fa propria l’estetica

origina un parallelepipedo. La geometria viene vista come punto di partenza navale, dando al lungo fronte principale un

dell’architettura italiana, non come patrimonio delle aree settentrionali marcato andamento lineare, sottolineato

d’Europa. Terragni cerca contemporaneamente di leggere ciò che avveniva in

Europa, l’estetica della macchina, l’ingegneria applicata all’architettura, e allo ancora dalla copertura piana dalle finestre

stesso tempo di evitare una eccessiva europeizzazione, cercand richiami alla orizzontali, dagli ininterrotti parapetti

tradizione italiana. metallici e dallo svuotamento delle due

Il lessico del 900 compare nuovamente con il Monumento ai caduti a Erba estremità del corpo di fabbrica, dove sono inseriti due cilindri vetrati.

andare a cercare in un edificio con cui condivide il

Incino di un giovane Giuseppe Terragni (1926). L’esedra che fa da sfondo al L’elemento ispiratore si deve

cima a una lunga scalinata è segno di lotto di forma rettangolare.

sacrario posta in

una continuità che Terragni non nasconde. Terragni quindi si muove da una tipologia residenziale già esistente per crearne

Nel primo dei quattro articoli pubblicati su “la Rassegna una nuova più depurata. L’edificio quindi può essere accostato alle realizzazioni

Italiana” nel 1926 da Terragli e da un gruppo di del periodo di Le Corbusier o di Gropius solo in linea generale.

architetti poi denominatosi Gruppo 7, i richiami al di un compiuto equilibrio tra estetica moderna e tradizione

Il raggiungimento

Le Corbusier. “ tra il

passato sono espliciti, quanto quelli allo “spirito nuovo” di classicista è rappresentato dalla Casa del Fascio, sempre a Como. Questo

nostro passato e il nostro presente non esiste incompatibilità. Noi non vogliamo progetto è il caso dell’apparentemente classica esattezza geometrica

50

dell’impianto, basato su un semicubo perfetto e su rapporti proporzionali nella stesso attorno ad una corte

frangisole avvolgibili. L’edificio si ripiega su se

costruzione delle facciat: 33 metri di lato e la metà per la facciata stessa)e; ma giardino.

questa esattezza diventa qui occasione di dissimetrie, irregolarità, eccezioni, già

nei quattro prospetti tutti calcolatamente diversi. Il razionalismo di Terragli è un vero classicismo che si basa sulla purezza,

Un altro caso è rappresentato dalla linearizzazione sull’assoluto sulle proporzioni e sulla matematica. Quando si sarà raggiunta

e quella armonia di proporzioni che induce l’animo dello spettatore in una

dalla squadratura degli elementi della contemplazione, solo allora allo schema costruttivo si sarà sovrapposta

composizione, dalla griglia strutturale visibile in architettura

un’opera di

facciata ai diversi tipi di telaio delle finestre e Progetta (ma non verrà mai

ancora, dalla purificazione cromatica di ogni realizzato) il Danteum a Roma

apparato decorativo. Operazioni che possono essere scambiate per una (1938) – recinto e teatro di eventi. Il

riduzione di genere funzionalistico e che sono invece l’esatto opposto della

o di una semplificazione moderna. regime dittatoriale vede in Dante

ricerca di uno standard

Prima della Casa del Fascio, esprimere funzioni, mettere in opera tecniche, Alighieri il profeta delle aspirazioni

rappresentare valori simbolici costituiva il novero delle possibilità del linguaggio politiche imperiali dell’Italia fascista.

moderno; con la Casa del Fascio il linguaggio arriva a rappresentare se stesso L’intero edificio è quindi basato sulla

come valore. Divina Commedia, attraverso

un punto di vista formale,

La logica utilizzata da Terragni è razionale solo da l’impiego di pochi elementi

attestato questo dalla moltiplicazione senza necessità di elementi che altrimenti costruttivi e spaziali.

risulterebbero superflui: è quanto avviene nella facciata principale, dove una entro un alto muraglione di pietra, sei ambienti distinti si succedono

Racchiusi

griglia ortogonale è sovrapposta a un prospetto dall’andamento visibilmente secondo un tragitto ascendente obbligato, che inizia con la “selva oscura” di

irregolare. 100 colonne poste al di là di una corte vuote che raffigura la vita del poeta nel

collocato nella stessa

Nella corte interna, coperta da ampi lucernari in vetrocemento e delimitata da mezzo del cammin della sua vita e termina con il Paradiso,

travi e pilastri, Terragni dispone la sala delle adunate. posizione, ma ad una quota più alta di 10 metri, contenente 33 smaterializzate

una rarefatta maglia di

L’immagine della casa del Fascio come “casa di vetro” è pertinente unicamente colonne vitree.

alla sala delle riunioni al primo piano. Lungo il percorso sono collocati la sala dell’inferno, in cui 7 colonne sono

Con la serie di cinque case eseguite a Milano si assiste al recupero della disposte secondo una forma a spirale generata dalla suddivisione di un

tradizionale struttura distributiva a ballatoio tipica lombarda, trasformata in una Purgatorio che ripete lo

rettangolo aureo in altrettanti quadrati; la sala del

versione autoctona della promenade architectural di Le Corbusier. schema precedente con 7 bucature nel soffitto e la sala dell’Impero, un’aula

Realizza l’Asilo d’infanzia Sant’Elia, ancora a Como (1936): chiara apertura lunga e stretta.

spaziale ottenuta mediante concatenazione degli ambienti, ritmati da radi p Ciò che qui emerge è l’idealismo magico di Franco Ciliberti, promotore insieme

ilastri. La luce inonda gli interni attraverso pareti a Terragni stesso, del numero unico della rivista “Valori Primordiali” – dove c’è

tempo presente fondato su principi spirituali. Con ciò

interamente vetrate, schermabili con tende la volontà di dare vita a un 51

si può spiegare l’intera produzione di Terragni dagli anni 30 in poi, comprese le imponendo in questo periodo in Europa, avveniva in Italia più attraverso

due sue soluzioni per il Palazzo Littorio a Roma. La prima soluzione prevedeva dibattiti che con un’effettiva attività costruttiva, espressi soprattutto in riviste

un immenso muro sospeso, tagliato al centro da una fenditura dalla quale il come “Casabella” o “Quadrante”.

Duce poteva esporre i propri discorsi. La seconda contrassegnata dalla Pagano è il direttore del primo giornale, sostenitore delle nuove orientazioni

simmetria dinamica che ordina i numerosi corpi di fabbrica. dell’architettura, ostile nei confronti di Terragni ed incoraggia per questo una

La casa Giuliani – Frigerio a Como: la visione europea dell’architettura. Per Pagano, inoltre, è bene ricordare che

convenzionalità apparente del linguaggio l’architettura, così come la vita, sono improntate sul concetto di misura: non

razionalista nasconde un attento studio che essa debba essere una opportunistica ricerca della mediazione, quanto

della disposizione degli appartamenti, che perseguire come proprio obiettivo l’orgoglio della modestia. “L’architettura

determina un complesso sistema di modestia di obiettivi e modestia

caratterizzata da

relazioni con i prospetti, differenti qui di risultati” . modesta infatti è l’opera per cui

è

come nella Casa del Fascio; il risultato viene ricordato maggiormente, l’Università

una costruzione in cui una particolare Bocconi, così come per il progetto “Milano Verde”

logica genera una profonda irrazionalità. per la zona Fiera – Sempione, entrambi ispirati a

Questo stesso gioco di scomposizione è presente anche nella Casa d’affitto a una modernità realistica, priva di qualsiasi aulicità

Cernobbio di Cesare Cattaneo, allievo di Terragni, dove l’ossatura in cemento o vanità. nuova architettura portata avanti da

armato eccede la modulare regolarità della griglia. All’azione quindi in favore di una

Casabella, si contrappone il fervore razionalista di Quadrante, rivista fondata

Già a partire dagli anni 20 ci si pone il problema di come reinterpretare il nel 1933 di Pietro Maria Bardi e Bontempelli. È la rivista di architettura più

linguaggio moderno, per adattarlo alle esigenze particolari della propria politicizzata (di spirito mussoliniano). La sua esperienza dura poco e il suo

situazione interna. ultimo numero si concentra sulla Casa del Fascio di Terragni. Alla rivista, oltre

Si ricordi che l’unico edificio l’architetto già citato, partecipano anche gli architetti che successivamente

costruito in Italia con connotati saranno conosciuti con l’acronimo di BBPR.

moderni risulta essere lo In occasione della seconda Esposizione di Architettura Razionale, Bardi

stabilimento Fiat, il Lingotto d’oro di presenta il suo rapporto sull’architettura (per Mussolini) in cui si denuncia lo

Torino, firmato da Giacomo Matté propone apertamente

stato di disordine attuale in cui vige l’architettura e si

Trucco, anche citato e illustrato da l’architettura razionalista come architettura di stato, fascista.

Corbusier in Vers une

Le Ma in questo tipo di architettura, rappresenta un’eccezione l’Ivrea di Adriano

architecture. Olivetti: sotto gli effetti del capitalismo, oggetti di produzione industriale,

L’adesione ai dettami architettura e urbanistica si saldano in un unico progetto di vasta portata. Figini

dell’architettura che si andava gli stessi con gli

e Pollini progettano l’ampliamento degli stabilimenti Olivetti,

architetti BBPR redigono il piano territoriale della Valle d’Aosta. Ma sono gli

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stessi fondamenti ideologici del piano della Valle d’Aosta a risultare incoerenti: travi in ferro.

impossibile sintesi di corporativismo fascista e di etica progressista di matrice Le soluzioni impiegate fanno riferimento ad una architettura – macchina,

socialista. tecnologicamente attrezzata e curata in ogni dettaglio: impianti elettrici

Secondo Edoardo Persico, all’estero il razionalismo è stato un movimento canalizzati, lucernari regolabili, porte scale e pareti divisorie scorrevoli,

fecondo di idee e di esperienza, ed ha rinnovato le basi più profonde del gusto soggiorno a doppia altezza. Non esiste alcun riduttivismo funzionalistico, ma

europeo; in Italia invece, si è disperso nella retorica delle polemiche, per cui non pure nessun cedimento a un facile modernismo di maniera; qui si esprime la

resta che il ricordo di qualche proposito paradossale. propria moderna meccanicità in modo asciutto ed elegante, nella prospettiva di

essenziale in versione de luxe.

un comfort

ARCHITETTURA FRANCESE TRA LE DUE GUERRE Un altrettanto ruolo fondamentale gioca il padiglione del Turismo di Robert

Lo scenario architettonico francese del periodo è comunque occupato in gran Mallet‐Stevens per l’Esposizione di Parigi, in cui è possibile notare l’interesse

parte sia dal lavoro di Le Corbusier che della classica maestria costruttiva dei dell’architetto per il movimento del De Stijl.

fratelli Perret; ad altre figure spetta il compito di relazionarsi con le avanguardie Nel Complesso residenziale in rue Mallet

del periodo. – Stevens a Parigi, l’architetto mostra un

processo compositivo,

Henri Sauvage ad esempio, si interessa della costruzione di case a gradoni, sicuro controllo del

che consiste nell’accumulare e nel

relazionandosi ad una architettura accademica sperimante nuove soluzioni mettere in relazione tra loro volumi puri,

fa

capaci di dare alla casa borghese spazi più igienici ed edifici a basso costo. Si sezionandoli o frammentandoli fino al

promotore di una prosposta di modifica del regolamento edilizio parigino, nel punto di ottenere una giusta

cercare di far rientrare gradatamente il corpo dell’edificio al di sopra di scomposizione. Il linguaggio che ne deriva

un’altezza massima di 25 metri. (non verrà comunque accettata) si pone all’incrocio tra cubismo e adozione di stilemi modernisti in voga negli

I blocchi piramidali di Sauvage rimangono comunque estranei ai problemi reali

seconda metà degli anni di ornamento,

anni 20: forme squadrate, superfici intonacate, assenza

che contrassegnano lo sviluppo urbano francese della

venti, orientato verso la realizzazione di città – giardino. coperture piane.

In questo periodo in Francia l’industrializzazione edilizia e la cultura tecnologica Se quindi queste opere dimostrano una

si rivelano alleate di un’architettura dalla chiara connotazione politica. ormai impossibile affermazione di uno

Le relazioni tra tecnologia e architettura stile e di un gusto moderni, fatta ancora

occupano una posizione centrale anche da superfici uniformi, essenzialità nei

ad

nelle opere di Pierre Chareau, con dettaglistereometrie elementari, l’opera

esempio, la Maison de verre: qui la di André Lurcat dimostra la disponibilità di

facciata, arretrata rispetto alla strada e tale linguaggio a farsi portatore di

piegata ad angolo retto a formare una messaggi fortemente politicizzati. per

corte, è interamente in vetrocemento; L’architetto studia diverse soluzioni

residenze operaie, a stecche isolate e a schiera. Ma è soprattutto con la scuola

la struttura portate è costituita da nude 53

Karl Marx che egli getta un ponte tra istanze di progresso sociale ed Non si può leggere nelle sue opere una trasposizione meccanica di opere

architettonico. pittoriche di Malevic o Mondrian. In lui la specificità dei compiti architettonici è

Inoltre l’esperienza dell’architetto in Unione Sovietica si inquadra nell’ambito portata all’estremo: si escluse sia la possibilità di mescolare

dell’attuazione del secondo Piano quinquennale, ma i suoi progetti elaborati per impressionisticamente architettura e altre arti, che scambiare cause ed effetti,

Mosca non saranno mai realizzati. L’establishment architettonico sovietico lo mezzi e fini, all’interno della sola architettura.

additerà inoltre come un costruttivista. Di tutta risposta Lucart eliminerà ogni “Noi non riconosciamo alcuna forma, ma solo problemi costruttivi. La forma

prova della sua permanenza nell’Urss. Secondo Lurcart inoltre l’architettura ha il risultato. Non esiste alcuna forma in sé. L

non è il fine del nostro lavoro, bensì

finito col produrre un’informazione generale delle soluzioni plastiche. forma come fine è formalismo; e noi lo rifiutiamo. Altrettanto poco aspiriamo a

uno stile. Anche la volontà di stile è formalista. Ci preme sostanzialmente di

liberare la pratica del costurire dalla speculazione estetica, per riportare il

esclusivamente essere: costruire”.

costruire a ciò ce deve

Con il concorso per un Hochhaus per uffici, si avvicina

VAN DER ROHE alla tematica degli edifici alti, instaurando una

L’intera sua opera ruota attorno al concetto di fedeltà all’essenza del costruire.

frase deve differenza tra l’ideologia architettonica europea e

Per l’architetto “costruire è dare forma alla realtà” – ma questa sua

leggersi come intenzione di dare forma alla costruzione a partire dalla realtà, la quella americana dei primi anni venti: mentre

realtà è un presupposto, a cui al massimo la costruzione può adeguarsi. quest’ulima concepisce il grattacielo come una reatà

Lavora nello studio di Behrens a Berlino; la sua personalità si dirige verso una da affrontare in modo pragmatico, la prima lo vece

sensibilità per gli aspetti sostanziali, non stilistico – esteriori, del costruire. un’entità astratta, su cui proiettare valori ideali,

come

Schinkel e Berlage sono i suoi riferimenti, prescindendo dagli elementi romantico – utopici. La prova di ciò è fornita dal

decorativi e dai materiali impiegati. Entra a far parte dello studio di Behrens, ma concorso per la nuova sede del “Chicaco Tribune” che

i suoi primi progetti lo portano a rompere con la collaborazione con Behrens vede la partecipazione di molti architetti di

da un

per aprire uno studio in proprio; i suoi primi progetti sono caratterizzati riconosciuta fama.

contegno quasi nobiliare, ottenuto facendo ricorso a un classicismo lineare, Mies progetta una struttura in acciaio lasciata completamente a vista, fattasi

elegantemente disteso sul piano e ridotto a puro ritmo. vetro, che in pianta disegna un cristallo di neve a tre

vedere da un prisma di

Rimane estraneo al contagio espressionista. Aderisce al Novembergruppe, punte (il grattacielo non è per il concorso del giornale).

convertendo l’associazione, nel periodo della sua permanenza, verso principi Dietro l’apparente arbitrarietà della configurazione planimetrica a curve

suoi

maggiormente oggettivi. È sostenitore e redattore della rivista G, dove tra i poligonali, c’è il risultato di molte ricerche effettuate su un plastico di vetro.

ordine intrinseco al sistema dei

collaboratori che spaziano dall’elementarismo, costruttivismo, neoplasticismo, Mies punta al conseguimento di un ordine: un

segni del grattacilo, ma che si lasci percepire “nell’ambito della strada”; ordine

Mies mette a punto la propria architettura. della luce, dell’illuminazione che dall’interno si diffonde attorno l’edificio.

[ parentesi: del Novembergruppe fanno parte Gropius, Mies, Mendelsohn, in cui

esistono connessioni sociali e politica socialista] 54

Lo stesso trattamento del volume come corpo luminoso ritornerà nei progetti grande chiarezza la libertà e la flessibilità che essi permettono nella disposizione

per i Grandi magazzini Adam e per la sistemazione dell’Alexanderplatz, degli alloggi, a partire dalle metrature tutte uguali, ma con soluzioni differenti

entrambi a Berlino. rispondere alla crescente richiesta di

per ogni appartamento – ciò pe

L’interesse di Mies per l’elemento immateriale della luce indica come la sua diversificazione delle esigenze abitatibe.

ricerca non sia confondibile con quella condotta da Taut; si parla di luce La capacità di Mies di modulare lo spazio utilizzando un ridotto numero di

fattori trova il suo luogo ideale nel padiglione che deve progettare per

astrattamente utopica, inscindibile dalla forma che la genera quella l’Esposizione internazione di Barcellona del 1929.

espressionista, mentre incondizionanta e immanente quella di Mies. da Mies)

Il padiglione, tranne alcuni elementi di arredo (progettati anche questi

L’edificio per uffici in cemento armato, la casa di campagna in mattoni e la casa non contiene altro che spazio vuoto, delimitato da discontinui diaframmi.

di campagna in cls studiano invece il nesso tra tipologie edilizie, tecniche e Intorno a questo vuoto apparente, privo di un centro, il Padiglione si avvolge e

di affrontare i problemi da essi sollevati

materiali da costruzione, con l’intento si svolge senza tregua, senza alcuna meta.

da un punto di vista solo costruttivo, non estetico o formale. È rialzato rispetto a terra di alcuni gradini,

Fissando la scansione della griglia strutturale e poggiante su un piano orizzontale in

l’alternanza di fasce vetrate e fasce in cemento, stilobate al “templum”

travertino che fa da

l’edificio stabilisce il proprio stesso cacnone. “ Ogni – una grande vasca d’acqua rettangolare,

volta lo scopo cambia il linguaggio, e lo stesso vale

per i mezzi, il materiale e la tecnica” –> ma questo fiancheggiata su un lato da una lunga

non deve cadere ad un mero funzionalismo o parete libera di onice, fronteggia il

formalismo delle funzioni. Padiglione vero e proprio. Oltrepassata

Il mattone, non più finalizzato a costruire un un’impalpabile soglia, segnata

esclusivamente da setti verticali di marmo

linguaggio, può divenire, nel Monumeto a verde e da lastre di vetro scuro incorniciate

Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg a scandito da 8 pilastrini cruciformi cromati che

di acciaio, si apre uno spazio

Berlino, espressione della tensione fisica sostengono una soletta aggettante.

tra l’unicità di ciascun

che si istituisce All’interno glie elementi divisori sembrano

elemento laterizio, scabro, irregolare e la silenziosamente ritratti. Lusso e sobrietà

massa di compatti parallelepipedi accompagnano fino ad un’uscita senza

sovrapposti e sfalsati a cui essi sbocco; spazio al tempo stesso interno ed

compartecipano. esterno, circondato su tre lati da invalicabili

Nel blocco per appartamenti al schermi marmorei; spazio finito,

Weissenhof di Stoccarda (1927) espone ancora le potenzialità della struttura perfettamente definito, e tuttavia illimitato

portante in acciaio, quasi in modo didattico. Nella lunga stecca collocata sulla e dall’acqua.

dal cielo

che ospita la mostra, Mies applica i principi (dibattuti

mossimtà della collina

all’interno del Werkbund) di tipizzazione e razionalizzazione: da qui emerge con 55

educativo, etico, agli antipodi di ciò

compositivo; è piuttosto un fondamento

In casa Tugendhat a Brno, il labirinto del Padiglione di Barcellona pare che affemava Nietzsche con “quanto più, tanto

progressivamente dipanarsi, svanire. Posta su un terreno scosceso, si accede dal meglio”, il meno è il più indica qualcosa che si

piano superiore. È costituita da volumi scatolari, corrispondenti alle stanze della compie sottraendosi, senza con questo lasciarsi

zona notte, raccordati tra loro da un tetto piatto a forte sviluppo longitudinale. abbassare a una banale omissione. Sembra una

Il piano inferiore presenta la zona giorno, con un ampio spazio quasi interament ferrea rinuncia per raggiungere un ordine

e libero; gli unici vincoli oltre alla grligia di pilastri cruciformi, un setto di onice spirituale, non che ci sia misticismo in questo,

fossilizzato e una parete semicircolare di legno d’ebano. Lo spazio così si lascia una concezione superiore della realtà.

semmai

attraversare secondo un numero imprecisato di tragitti possibili. In questo Reale per Mies non è tutto ciò che esiste. Reale è il rapporto che l’architettura

modo istituisce con gli elementi più significativi della civiltà, chiamando questo

anche le destinazioni meglio definite designano aree caratterizzate da rapporto, un rapporto di verità. Ciò significa entrare in quella dimensione della

una vocazione specifica, completamente permeabili alla dinamica fluida in cui traluce la verità.

realtà in cui, attraverso lo specchio del bello,

sono immerse.

La vetrata continua che abbraccia l’intera zona giorno può essere abbassata In America Mies ha modo di affrontare e risolvere nuovi compiti, come

meccanicamente oppure oscurata per mezzo di tende. Il risultato ottenuto è

dei vertici assoluti realizzare la planimetria generale del Campus dell’ Institute of Tecnhology of

uno spazio abitativo di qualità straordinaria, uno

dell’esperienza moderna, dove il massimo dell’artificio architettonico si sposa Illinois. Nel disegno preliminare più che in quello definitivo, Mies pensa i diversi

con la massima semplicità e con la massima integrazione con la natura edifici universitari come disposti sul frattemnto rettangolare di grilia secondo

circostante. un preciso asse di simmetria, che concede alla regola poche eccezioni;

La cura per i dettagli per Mies è il segno del suo rispetto il costruire, che non è slittamenti di blocchi edilizi come fossero setti murari sul piano del Padiglione

al servizio dell’utilità. In tutti i casi ciò che

fine in sé, ma è qualcosa da mettere del 1929 o di Casa Tugendhat.

rimane escluso è il gioco gratuito dei segni o il compiacimento autoriflessivo. Per Mies l’ordine ha un senso solo se ne si disvela la trama, se su di esso si

Viene nominato direttore della scuola Bauhaus nel 1930, in sostituzione di presenza. Al di fuori di questo regna la

richiama l’attenzione, segnalandone la

Hannes Meyer, avvicinandosi così ai problemi dell’insegnamento, per poi terribile confusione della nostra epoca.

trasferirsi, nel periodo del potere nazista negli Stati Uniti Nella progettazione dei singoli edifici Mies deve rinunciare all’impiego di

per assumere qui la materiali nobili quali il marmo e la pietra; gli elementari involucri che qui

direzione del dipartimento di architettura della scuola dell’Illinois, dove gioca un costruisce sono retti da scheletri di acciaio composti da travi con sezione a

ruolo importante per lo sviluppo dell’architettura americana degli anni quaranta incorporate nele facciate, ma al tempo stesso afioranti come una rete

doppia T

e cinquanta. ortogonale tra i pannelli di tamponamento realizzati in mattoni e in vetro. La

I suoi sforzi didattici sono tesi a insegnare gli scopi a cui tecniche e materiali relativa ristrettezza dei mezzi non diminuisce l’accuratezza della costruzione,

quali tali scopi assumono

danno corpo; ma anche i valori alla luce dei dove le soluzioni ad angolo mettono in luce la perizia nell’accostamento dei

significato. È nel loro punto di incontro che si situa la formazione più sintetica e diversi materiali.

al tempo stesso più abissale del suo pensiero architettonico, ovvero la famose

frase “Less is more” – non può essere inteso come principio estetico o 56

Weisenhof Siedlung torri e torrette, ingressi a ruota, coronamenti triangolari di porte e facciate. Il

1927: esposizione a Stoccarda. Per fare ciò, viene incarico Mies per la sua loro sembra un’originale ibridazione del linguaggio di Richardson e di Sullivan

realizzazione. È un “quartiere pilota” una sperimentazione, un campo di prova con quello dello Jugendstil tedesco.

per molti architetti, a cui partecipano Mies, Le Corbusier, Scharoun, Stam, Linguaggio che diventa patrimonio comune con la realizzazione del Museo

Behrens. È la prima manifestazione internazionale di quel modo di costruire che nazionale di Helsinki.

si basava sull’uso di intonaci bianchi, forme prismatiche e di tetti piani, Inoltre il gruppo mette in luce l’influenza esercitata da Morris con le Arts and

identificato con l’International Style. Ad esempio, è qui che Le Corbusier se stessi e per le loro

Crafts anglosassoni per la casa studio che costruiscono per

presenta la sua Maison Citrohan. Queste realizzazioni possono essere lette famiglie.

come espressioni della Nuova Oggettività. Il Werkbund tedesco organizza allora L’uscita dal gruppo di Gesellius e Lindgen, porta Saarien ad una posizione di

la sua seconda Esposizione, con Mies (vicepresidente) che ottiene di allestire assoluta preminenza in Finlandia, anche

oltre ai suoi padiglioni, un quartiere di abitazioni permanenti su un’altura della con la presentazione di un proprio

città. L’esposizione presenta al pubblico per la prima volta un panorama progetto per la Stazione di Helsinki

unitario del Movimento Moderno. Il confronto tra architetti di varie nazionalità (1904), pensata come la più pregevole

mette in evidenza i propositi comuni piuttosto che le differenze. d’Europa. La stazione presenta un

con uso abbondante di

aspetto massivo,

pareti vetrate intelaiate tra lisci pilastri

ARCHITETTURA SCANDINAVA, FINLANDESE di pietra, che conferiscono un

L’ottocento qui è caratterizzato (nel Norden) dalla realizzazione a Copenhagen, significativo grado di modernità. Il

Helsinki e a Olso di numerosi edifici pubblici in un solido e nobile stile torrione posto su un lato e gli arconi che marcano gli ingressi sono assorbiti

necolassic, opera dei danesi Hanse, Bindesboll, del finlandese Engel e dal nella logica della costruzione, ospitando ampie superfici vetrate ed eliminando

norvegese Grosch. ogni tipo di decorazione, a eccezione delle quattro grandi statue guardiane

Sul finire del secolo il tema centrale è quello dell’identità nazionale, in particolar

modo in Norvegia e in Finlandia. È proprio nel clima positivo che si è dell’entrata principale e del motivo delle striature ricorrente in molteplici

determinato in Finlandia, dopo una certa autonomia dalla Russia che inizia a forme.

operare Eliel Saarinen, insieme a Gesellius e a Lindgren, in cui il primo si Il suo linguaggio quindi, molto personale, e capace di far suscitare una forte

rivelerà, all’interno del gruppo, il più identificazione collettiva, cessa d’incarnare le istanze del nazionalismo. È

il più

dotato e dinamico, Gesellius rilevante che lo stesso stile composto da volumi così possenti possa essere

concreto e realista e Lindgren il più ai progetti del concorso per il parlamento della stessa città, che vince il

adatto

propenso agli aspetti storici e decorativi. primo premio ma non viene realizzato, e anche per il concorso del grattacielo

Vincono il concorso per il padiglione per il “Chicago Tribune” dove vince il secondo premio.

finlandese all’Esposizione di Parigi nel La grande impressione suscitata dalla sua proposta di grattacielo rastremato per

il modello per una moltitudine di grattacieli in

1900. Utilizzano forme plastiche e la Chicago Tower diventerà poi

tutta l’America, dando l’avvio alla sua carriera negli Stati Uniti.

massicce, tetti rilevanti, abbondanza di 57

Il suo contributo all’architettura finlandese però non ha lasciato tracce contraddista da un torrione centrale e tripartito in facciata, le cui scanalature

apparenti sulla generazione più giovane di architetti, né Alvar Aalto, né Sirén verticali danno luogo a una singolare configurazione. La particolarità è che

sembrano risentire del suo influsso; è da dire che il suo linguaggio cambia molto l’isolato intorno alla chiesa prsevede cortine lineari continue di edilizia

da quando è presente in America. Adotta infatti una maniera più residenziale con lo stesso leit motiv scalare di matrice medievale presente nella

prudentemente accademica, benchè sempre connotata da una grande qualità e chiesa. L’eccezione quindi diventa elemento generatore di una regola urbana.

dalla capacità di controllo di organismo anche molto complessi. Ostberg domina il panorama architettonico durante il primo decennio del

In Svezia, la personalità maggiormente però si ricollegano architetti della generazione successiva,

secolo; al suo lavoro

accostabile a Saarien può essere quella di uno tra tutti Asplund.

Ostberg, a cui si deve il Municipio di Quest’ultimo si dedica alla progettazione di residenze, quali Villa Callin ad

Stoccolma, che, anche se accreditato come Alberga, la quale si distingue per i modi villerecci, da dimora agreste con inserto

“romanticismo nazionale” sfugge una di moduli classici, con cui intrattiene un rapporto con il territorio studiatamente

Utilizza

precisa categorizzazione stilistica. organico.

uno schema a doppia corte, un torrione, insieme a Lewerentz risulta vincitore del concorso per l’ampliamento

Asplund,

sfrutta le lievi irregolarità del lotto e apre un porticato lungo il lato rivosto verso del Cimitero Sud di Stoccolma. All’interno del boscoso paesaggio di conifere, i

il mare. Le facciate sono inn mattoni, si snodano orizzontalmente, a cui si due architetti tracciano percorsi e dispongono pochi edifici di modeste

contrappone una torre posta asimmetricamente in un angolo. Le vaghe allusioni dimensioni, destinati allo svolgimento delle funzioni funebri e della cremazione.

di Venezia, non offuscano la palpabile sensazione della di servizio) e la Cappella della

a Palazzo Ducale Qui si collocano la Cappella del bosco (con edifici

presenza di un carattere dominante. Resurrezione e i suoi annessi.

Nell’architettura svedese infatti vi è una tendenza a rielaborare stili storici. In La Cappella del Bosco è un misurato edificio sovrastato da un imponente

Svezia e in Danimarca, il classicismo che accomuna l’architettura di tutti i paesi “coperchio”, un tetto a falde di 45° coperto da scure scandole di legno. I pur

nordini in questo periodo si presenta nella sua variante dorica, da intendersi evidenti rimandi classici compresi in tale configurazione non sono tuttavia

tanto come citazione colta, quanto come espressione di una pragmatica di repertorio o a mere citazioni figurative, né basta la

non riconducibili a soluzioni

attitudine a dare forma e spazio ai giustificazione della diversità della destinazione d’uso.

bisogni primordiali e naturali dell’uomo. Per Asplund il classico è qualcosa che prescinde dalle determinazioni storiche, e

Tale propensione per un ordine statico, che in qualche misura precede la codificazione stilistica. La Cappella sembra

un tumulo,

fortemente difensivo, conosce la sua più corrispondere a quanto detto da Loos: “Se in un bosco troviamo

lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo

significativa infrazione nella Chiesa di seri e qualcosa dentro di noi dice: qui è sepolto qualcuno. Questa è

Grundtvig, a Copenhagen di Klink (1918), architettura.” Solenne, senza essere retorico, è l’accostamento di “valori” e

dal figlio. La

terminata poi solo nel 1940 colori opposti fra loro; sobria e spontanea è la stessa qualità dei materiali, ora

chiesa fonde in un unico possente scabri ora levigati. Ciò che Asplud manifesta in tal modo è l’esistere da sempre

organismo motivi ripresi dalle chiese rurali danesi e struttura gotica, utilizzando della Cappella del bosco, che attende solo la nostra rivelazione.

il mattone come sistema costruttivo. Si ottiene una cattedrale a tre navate, 58

Nel caso invece della Cappella della Resurrezione di Lewerentz, il ricorso agli padiglioni) una sciolta alternanza di forme rettilinee e aeree e di forme plastiche

ordini classici esiste ma è meno meditato: l’apparentemente usuale pronao incurvate.

corinzio anteposto alla cappella non è solo collocato all’estremità del lato lungo, di vivace spontaneità, di moderna

Ciò che l’Esposizione comunica è un senso

ma è anche disassato; questa sconnessione serve per far comprendere la emancipazione.

presenza di qualcosa che Tra le costruzioni più interessanti si può ricordare il Padiglione della Musica,

allude a una metafora difficide da cogliere, a una progettato da Eriksonn: una semplice piattaforma rivestita di legno, ripiegata su

qualità che De Chirico definiva metafisica. se stessa grazie ad una struttura in acciaio che forma una sorta di padiglione

Asplud inoltre nel cimitero posiziona una di fronte all’altra la Cappella della auricolare.

Santa Croce e la Cappella della fede e della speranza, dove architettura e

quasi ridotto realizzare numerose abitazioni – modello che

La mostra è anche occasione per

ambiente cooperano di pari grado. Qui il linguaggio delle forme è

al silenzio; rimane il gioco delle squadrate volumetrie delle cappelle minori e il mostrano ormai l’avvenuta presenza del funzionalismo in terra svedese.

ritmo imposto dagli alti pilastri del portico. Sundhal è a capo dell’ufficio di progettazione della più importante società

L’opera comunque più nota dell’architetto è la Biblioteca di Stoccolma. Il primo scandinava di costruzioni residenziali, la cui opera è volta a dar corpo allo spirito

progetto, impostato su una pianta quadrata coronata nella parte centrlae da riformista della socialdemocrazia e la cui meta è perorare la causa di una

che il Pantheon e la Rotonda di Palladio, la

una grande cupola, ricorda, oltre tecnologia messa al servizio del benessere umano.

semplice assolutezza dei progetti visionari di Ledoux o di Boullée (la sua Il diffondersi del funzionalismo nei paesi scandinavi non rappresenta comunque

Biblioteca nazionale, ad esempio). una rottura violenta rispetto alla precedente fase del classicismo moderno; anzi,

Nella versione definitiva, la cupola costellata di finestre arcuate diviene un ne costituisce quasi il naturale proseguimento. In relazione alle condizioni

tamburo più chiuso ma anche più solido ed eminente. vantaggi

ambientali in cui vivono, l’impiego del cemento armato può offrire

i fregi in rilievo ispirati a

Inserisce comunque degli elementi decorativi, quali tanbili in termini di illuminazione degli spazi interni. Nella variante nordica,

geroglifici o ai poemi omerici. Ma è ancora la sala circolare, fasciata di scaffali a funzionalismo è sinonimo di alta qualità del progettare e del costruire in termini

costituire la summa della Biblioteca. moderni, indispensabili premesse a un’alta qualità dell’abitare e del vivere. Un

La sua “conversione” al modernismo è da valutare nell’ambito dell’Esposizione aspetto ulteriore che accomuna le diverse esperienze architettoniche

è la loro capacità di

di Stoccolma del 1930, dedicata alla promozione dei prodotti svedesi, dove ad funzionaliste in Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca

fornire una declinazione locale di un linguaggio ormai divenuto internazionale.

la carica di capo architetto.

Asplund spetta Considerazioni analoghe si potrebbero fare sull’accordo stabilito tra costruzione

Il suo primo progetto, caratterizzato da vene ancora un po’ classiciste, viene e luogo nelle opere dei funzionalisti norvegesi. È significativo però che non

bocciato. Dopo un suo “aggiornamento” all’estero, dove trov modo di vengano intesi in questa corrente sia Alvar Aalto che Asplund. Ma se nel primo

incontrare Hoffmann, Giedion, l’architettura di Le Corbusier o ancora il caso è perché l’architetto stesso cosciente di poter produrre di qualcosa di più

Weissenhof di Stoccarda, riesce a produrre un nuovo progetto, pieno di un di una semplice architettura definita dalle funzioni, nel caso di Asplund sembra

di ricchezza inventiva.

nuovo senso invece in azione un desiderio di rimanere al di sotto di qualsiasi precisa

I padiglioni da lui pensati sono disposti liberamente lungo un “corso” che si caratterizzazione stilistica. È comunque nell’ampliamento del Municipio di

affaccia su una laguna (citazione alle strade da mercato italiane) e presentano (i Goteborg che si chiarifica la sostanza del suo atteggiamento moderno.

59

L’obiettivo iniziale era la creazione di un nuovo edificio per il Municipio, accanto Ancora un ricordo italiano per il disegno della casa del fratello, una sorta di casa

a quello esistente, in stile neoclassico; Asplund oscilla tra la creazione del nuovo pompeiana con atrio centrale, attraverso il cui impluvium si nota un filo con

edificio in stile romantico nazionale, la duplicazione dell’esistente in scala panni stesi ad asciugare.

minore o ancora il semplice completamento stilistico. Per lui i linguaggi ereditati non sono canonici

L’architetto invece alla fine lascia a vista il reticolo strutturale in acciaio, ma precetti formali cui attenersi rigidamente, bensì

evita l’impiego di regolarità e simmetrie, disseminando piuttosto segnali di una un patrimonio ricco e composito di situazioni

cauto ambientamento, con un risultato che rifiuta le troppo facili sintesi. spaziali dal quale attingere come da un

Con tutto ciò Aspunt e Aalto rimangono tra i più eminenti esponenti di una repertorio vitale. Ciò vale anche per il linguaggio

locali.

cultura che affonda le proprie radici nelle tradizioni moderno, che Aalto adotta per la sede del

quotidiano Turun Sanomat. A prima vista

Alvar Aalto sembrerebbe trattarsi di un’adesione entusiastica e acritica all’estetica messa a

Se durante il passaggio del secolo l’architettura finlandese aveva coinciso con il punto da Le Corbusier: volumi essenziali, superfici spoglie e chiare, finestre a

romanticismo nazionalistico, e negli anni 10 e 20 con il neoclassicismo nordico, nastro, balaustre navali, poi in realtà interpreta

con le opere di Aalto essa giunge finalmente ad una sintesi che comprende con molta scioltezza la libertà spaziali che questi

ai si

entrambi. Egli cerca di rendere moderno lo spirito finlandese, adeguandolo elementi concedono. Il sistema pilotis quindi qui

tempi in cui vive. In questo senso solleva molti equivoci la definizione traduce in un armonico fluire di spazi.

attribuitagli di organicista; egli rimane complessivamente distante da qualsiasi Tale sensazione si fa più tangibile nella Biblioteca

biomorfismo o formalismo naturalistico, ricercando piuttosto un armonico di Viipuri, dove l’architetto si sforda di modulare

accordo tra l’uomo e l’ambiente nel quale è inserito. Più che rifugiarsi in una nel modo più appropriato gli spazi interni. Qui

radicarsi in un luogo.

forma, la sua architettura cerca di progressivamente invece rinuncia ad una sintesi

Soltanto superficialmente l’architettura di Aalto può essere messa in rapporto linguistica, per concentrarsi su un’attenta

con vicende stilistiche; stile che nelle sue architetture, corrisponde a stile di disposizione delle diverse funzioni della biblioteca.

centro del volume maggiore è collocato il banco

vita. Al

della distribuzione libri, in posizione dominante

Dopo le prime prove in cui sperimenta l’uso del legno, riceve l’incarico per il rispetto alla sala di lettura e a quella degli scaffali,

un semplice

circolo dei lavoratori a….: all’esterno il volume si presenta come allineati lungo le pareti; l’illuminazione proviene

parallelepipedo, scandito da poche aperture, mentre un colonnato tuscanico dall’alto, diffusa attraverso tronchi di cono che producono cerchi di luce

recinge su due lati il pianterreno. All’interno, una grande parete ricurva rompe libero da vincoli

indiretta, in modo da poter svilupparsi su tutto lo spazio,

l’ortogonalità dell’impianto, dando accesso alla sala teatrale. È su questo piano strutturali.

convesso che Aalto riproduce l’apparato decorativo del Sacello Rucellai di Leon Nelle sue architetture non si parla mai di un a priori formale, di invarianti

del genere nelle sue architetture, da

Battista Alberti. È l’unica citazione stilistiche meccanicamente ripetute, quanto di sollecitazioni sensoriali e

intendersi forse come tentativo di riprodurre l’effetto spaziale determinato corporee fatte agire a scale diverse e sempre con diverse motivazioni. Come già

dall’inserimento di un volume curvilineo all’interno di un altro rettilineo. 60

l’organicismo, anche le forme curvilinee non sono identificabili con il fine del dei livelli. La quantità di soluzioni sperimentate, soprattutto attraverso l’uso del

lavoro di Aalto. Quest’ultimo consiste piuttosto in un’umanizzazione legno, è resa possibile grazie all’eccezionale disponibilità dei committenti.

dell’architettura. Villa Mairea [ da scrivere, pag. 377]

Vero e proprio capolavoro di quanto appena L’intera villa incarna l’inestricabile

detto è il Sanatorio di Paimio, il cui riferimento, intreccio di naturale e artificiale: il rigore

a prima vista, potrebbe risultare l’edificio del geometrico su cui è impostata la pianta

Bauhaus di Dessau. In entrambi i convice con la sinfonia spaziale del

casi si parla soggiorno, della sala da pranzo e della

comunque di raggruppamenti di stecche biblioteca. Qui egli supera i consueti

rettilinee di lunghezze e altezze diverse, concetti di moderno e rustico. Nessuna

realizzate in cemento armato; murature rifinite a è dietro le sue scelte formali. La

ideologia – né primitivista né progressista –

intonaco bianco, grandi vetrate, finestrature sola ragione che le muove è la realizzazione di un ambiente accogliente.

continue, profondi balconi. Nel sanatorio però i Rustico e moderno sono invece le polarità fra le quali oscillano i padiglioni

corpi di fabbrica subiscono lievi ma significativi finlandesi all’Esposizione Internazionale di Parigi e alla Fiera Mondiale di New

scostamenti rispetto alla regolarità cartesiana viene fatta incontrare

York. Nel primo l’essenialità rigorista della corte interna

degli allineamenti: rotazioni ed angolature non con i rivestimenti lignei delle facciate e del portico; nel secondo il purismo del

spiegabili alla luce della ratio di Gropius, che candido prisma retto è letteralmente messo in crisi dal brise – soleil arboreo. È

nell’interno di quest’ultimo, che Aalto sublima il mito della Finlandia, fino a farlo

conferiscono all’intero complesso un indefinibile senso di imperfezione, di diventare un prodotto da esportazione: una grande parete inclinata divisa in

“casualità” e che sono il segno della volontà di Aalto di aprire l’edificio alla quattro strips, ospintate una narrazione per immagini e oggetti della

foresta, di disporlo a un dialogo con la natura. Lo stesso sforzo di adattamento produzione e dell’habitat del paese nordico.

la scelta di forme sinuose per sedie, poltrone e

ha luogo negli interni, dove È con il successo negli Stati Uniti che la sua architettura intraprende un

lavandini risponde al tentativo di far aderire quanto più possibile il corpo processo di mutazione; non è un caso infatti per un architetto così sensibile al

umano agli oggetti. Il funzionalismo non viene così rinnegato, ma approfondito di nuovi orizzonti coincida

luogo che l’apertura

e reinterpretato in chiave psicologica e fisiologica. con una graduale perdita di concentrazione, e

La sintesi di funzioni d’uso, materiali e linguaggi raggiunge il massimo negli anni finisca col generare un irrigidimento stilistico.

30 con la Casa‐studio per se stesso e la moglie ad Helsinki e con Villa Mairea Con la Baker House (casa dello studente in

Noorkmarkku. In entrambi i casi predomina l’apparente spontaneità della Illinois) ancora si ritrova l’architettura di Aalto in

progettazione, una facilità dell’insieme che fa tutt’un con l’accuratezza con cui tutto il suo splendore; qui il tema della parete

sono risolti gli innumerevoli particolari. Nulla risulta forzato: la coesistenza di nell’inclinazione e

ondulata si ripresenta ancora una volta, variata comunque

intonacata di bianco e di legno a listelli per rivestimenti esterni, il

muratura nei materiali. Vista da dentro, la triplice piega che movimenta il lungo fronte in

succedersi di chiusura e apertura dei volumi, la compenetrazione degli spazi e laterizio trova la sua spiegazione nella diversifazione degli alloggi studenteschi;

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vista da fuori, la curvatura assume un carattere urbano: in mancanza di un internazionale, secondo una formula frutto dei passatti attraverso “Movimento

contesto a cui riferirsi, la Baker House tenta di relazionarsi con il rado campus Moderno” “Architettura Moderna” e “Stile Moderno” ; il termine modello è

universitario. L’architetto fonda il suo edificio sulla dialettica tra diversità non ripreso dal libro di Gropius International Architektur, anche se cancella ogni

mediabili: fronte curvilineo dei dormitori, blocco quadrato dell mensa, riferimento all’utopia socialista che vi era altrettanto presente.

volumetrie frantumate La denominazione di International Style non è da attribuire tanto al MoMA,

nel retro. ancor prima della mostra da Johnson e Hitchcock “

quanto al libro pubblicato

The International Style: Architecture since 1922”. Nel libro vi è

Movimento Moderno l’indispensabilità di mettere al centro di un’architettura dell’età tecnologica un

Mies, Alvar Aalto, Le Corbusier, Mendelsohn, Gropius, Figini: possono intendersi nuovo sistema di valori formali, e non soltanto gli aspetti funzionali. In The

del Movimento Moderno, per Pevsner sono “I pioneri dell’architettura International Style, alla facile critica al funzionalismo americano, si salda anche

moderna”, che si differenzia dall’International Style in quanto il Movimento quella contro l’europa. Alla necessità di dissipare l’immagine dell’architettura

prevede una nuova architettura, di matrice europea, legata al filone tedesco. moderna europea come fenomeno caratterizzato in senso ideologico e

connesso a obiettivi di trasformazione sociale, Hitchcock e Johnson rispondono

International Style inaugura al Museum of Modern Art di New York una mostra confinando l’esperienza delle residenze a stecca tedesche all’interno del

Il 10 febbraio 1931 suoi

dal titolo “Modern Architecture. International Exhibition” , voluta da Alfred territorio neutrale della “buona edilizia”, con una lettura solo formale dei

elementi: nuova concezione dell’architettura come volume piuttosto che come

Barr, direttore del MoMA, curata da Hitchcock e Johnson. massa; la regolarità, piuttosto che la simmetria assiale, serve come mezzo

Nella sezione principale, oltre alle ovvie presenza di opere di Le Corbusier, principale per ordinare il design; mettere al bando l’uso arbitrario della

Gropius, Mies, Oud, Wright, ci sono opere di alcuni architetti statunitensi, come 

decorazione loro contraddistinguono i prodotti dello stile internazionale.

Neutra, Hood, Howe, Lescaze. Nella sezione dedicata alla diffusione anche a volte la

L’insufficienza e la parziale irrilevanza di tali principi, ma

dell’architettura moderna nel mondo sono documentati edifici di architetti mancata corrispondenza tra essi e quelli degli edifici presentati nel libro,

proveniente da 15 paesi. appaiono evidenti.

La mostra vuole far conoscere al pubblico americano l’architettura europea Vengono fatti sfilare edifici i cui punti in comune sono soprattutto la scatolarità

attraverso le sue figure maggiori, nonché rivelare l’estensione del fenomeno a dei volumi, la semplicità delle composizioni geometriche, la linearità delle

la sua pur sporadica presenza negli Stati Uniti.

livello mondiale e modo ha come

coperture e il candore delle facciate. La riduzione ottenuta in tal

Il disegno può essere letto a diversi livelli: portare avanti la linea del MoMa esito la definizione di un presunto linguaggio “unitario e comprensivo” pronto

nella produzione di mostre dedicate alla cultura modernista europea o per essere assimilato dalla cultura americana.

sviluppare ancora il dipartimento di architettura del museo; di offire

nuova Diverse questioni solleva The Internationa Style in rapporto all’architettura

all’opinione pubblica e alla classe imprenditoriale americana una

prospettiva estetica con cui gestire la prossima ripresa economica. In tutti i casi americana: in primo luogo l’esclusione di Wright, che si vede in lui l’antitesi

ciò comporta la spogliazione dell’architettura moderna europea delle sue della tendenza all’astrazione dell’architettura moderna; Wright appartiene allo

stile internazionale non più di Behrens o Perret o Van de Velde, ma la loro opera

connotazioni sociali e politiche, ma anche sperimentali ed ideali ed in secondo è ancora contraddistina da tracce delle maniere individualistiche assimilate agli

luogo la sua trasformazione in uno stile. “international Style” – stile 62

inizi. Senza il loro lavoro difficilmente lo stile avrebbe visto la luce. Eppure La denuncia degli elementi strutturali, così come la netta separazione tra questi

l’individualismo e il legame con il passato, per quanto tenue, fa di costoro non e gli spazi interni e l’esibizione dei complicati dettagli meccanici dei montanti

tanto i creatori di un nuovo stile, quanto gli ultimi rappresentanti del delle ampie finestre fanno di essa una straordinaria eccezione.

Romanticismo.

Anche nel caso dell’architettura del grattacielo, le scelte compute da Hitchcock Architettura fuori dal tempo Gran Bretagna, Germania, Italia, Unione

e da Johnson rivelano intenti polemici: gli unici nomi inclusi sono di Raymond Sovietica

Hood e di George Howe, figure molto sui generis del panorama americano: il Ciò che fino ad ora si è chiamato “esperimento moderno” non avrebbe ragione

primo è il rappresentante di una cultura progettuale tipicamente statunitense, di esistere senza un’altra modalità architettonica, un altro linguaggio

caratterizzata da un’estrema disinvoltura stilistica. Tutti e due rappresentano il architettonico, consuetudinario.

gli studi americani dell’epoca. Essi sono gli autori del progetto storicismo, classicismo, eclettismo, linguaggi vernacolari

“più europeo” tra Tradizionalismo,

del MoMA di New York, edificio che innova la tipologia del grattacielo sopravvivono accanto all’esperimento moderno (o esperimenti moderni) che

attingendo ai migliori riferimenti del contemporaneo razionalismo europeo: utilizzano anche loro una o più di queste caratteristiche dette sopra, si

alto basamento con angolo smussato di esperienza mendelsohniane, la distinguono dal loro utilizzo riflesso per la volontà di innovarle, non

diversificazione dei fronti, cui concorre l’uso di più soluzioni linguistiche che contentandosi di ripeterle semplicemente.

determina un’inusuale complessità di articolazione. L’architettura moderna può rivelarsi completamente e radicalmente inventiva,

Ma il caso forse più clamoroso di assenza dal libro dei due critici è quello di essere frutto della rielaborzione di elementi tradizioni.

tanto quanto può

Schindler, tanto più che risultano presenti Neutra con la sua Lovell Health Un altro punto su cui si deve far chiarezza è la connessione tra architettura

House di Los Angeles, a differenza infatti dell’assenza della ovell Beach House di tradizionalista e regimi dittatoriali: fascismo italiano, nazionalismo tedesco e

Schindler; le case erano state progettate per lo stesso committente. comunismo sovietico. Appare lampante come il classicismo conosca una larga

secolo, dove,

Nel primo caso si tratta di una casa con scheletro in acciaio parzialmente visibile diffusione in Europa, America durante la prima metà del XX

l’architettura ufficiale come in Italia, Germania o Unione Sovietica, diventa

attraverso la complessa orditura di piani orizzontali in calcestruzzo bianco e di diretta espressione del potere vigente, e anziché fare proprie le conquiste degli

ampie vetrate; nel secondo, di una struttura abitativa sollevata su un telaio in

di una palafitta lasciata a vista. esperimenti moderni, preferisce rinverdire la tradizione del classico.

cemento armato che assume la funzione

Entrambe le case rappresentano l’adattamento del modernismo europeo alle D’altronde l’equazione tra architettura moderna e democrazia non regge

specifiche condizioni climatiche e geografiche della West Coast Americana. minimamente alla prova dei fatti. Ma è sbagliato vedere nell’etica

Al di là delle somiglianze apparennti, le loro differenze spiegano le ragioni dell’architettura moderna la traduzione di valori sociali o politico, così come è

dell’inclusione dell’una e dell’esclusione dell’altra. Intanto sia Schindler che erroneo attribuire all’utilizzo dell’architettura classicista un’assenza di “ethos”;

di Wagner, Loos e Wright. Con Schindler si

Neutra portano con sé le esperienze si deve comprendere perché il classicismo può valere come espressione di più

aggiungono ulteriori influenze costruttiviste, compenetrazioni neoplastiche e ideologice e di regimi politici differenti e addirittura in aperto contrasto tra loro.

soluzioni della tradizione locale che rendono impossibile da dare alla Lovell possibile soluzione alla questione più generale

La risposta fornita suggerisce una

Beach House una concezione dell’International Style. del rapporto tra architettura classicista e politica: è infatti la sua capacità di

incarnare i concetti più universali e condivisi – le idee di potere, autorità, stato –

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ciò che rende il classicismo il linguaggio più indicato per tutti i generi di Con queste esperienza Lutyens diventa uno degli architetti più in vista della

orientamento politico. Nonostante le somiglianze reali o apparenti, dietro ai prima metà del XX secolo, tanto da affidarli il piano regolatore della città di New

diversi usi del linguaggio classico si nascondo ragioni ogni volta differenti. Delhi, all’epoca colonia dell’impero britannico.

Egli prevede il disegno di un sistema viario composto da molteplici “centri” e la

Gran Bretagna progettazione degli edifici dei quartieri governatici, come il Palazzo del Vicerè:

Qui l’intera vicenza moderna passa senza lasciare molte tracce, apparte con gli questo è un complesso a pianta rettangolare, inquadrato tra due simmetriche

architetti Coates e Lubetkin, i contributi di una certa rilevanza all’architettura un alto

ali sporgenti, coronato da una cupola monumentale poggiata su

moderna sono nulli ( da notare che nessuno dei due architetti è di origine tamburo. La posibile convivenza tra linguaggio classico occidentale e linguaggi

inglese). orientali costituisce il terreno sul quale Lutyens è costretto a confrontarsi. Il

Quindi il panorama architettonico inglese continua a rifitare qualsiasi palazzo si presenta come un elegante edificio di aspetto classico, con un lungo

“depurazione”

aggiornamento ai linguaggi moderni. Non che questo sia un atteggiamento colonnato e nicchie e lesene in faciata, in cui non deve sfuggire la

tradizionalisti che si lasciano rintracciare formale compiuta.

conservatore. È infatti negli architetti

gli esiti più interessanti e anche più progressivi della storia dell’architettura Negli anni tra le due guerre l’architetto è occupato nella realizazione di edifici

britannica. Uno dei massimi rappresentanti dell’architettura “tradizionalista” è ufficiali come ambasciate e musei d’arte, ma è in questo periodo che riceve

senza ombra di dubbio Edwin Lutyens, continuatore della tradizione delle Arts l’incarico più complesso: costruire i cimiteri per i caduti in guerra inglesi. Si parla

and Crafts e delle opere di Philip Webb. Formatosi da autodidatta, dimostra monumenti celebrativi. Per dar

di più di cento cimiteri, che comprendono anche

lo spazio, organizzando le piante delle sue numerose

abilità nel manipolare loro una certa omogeneità, ma anche per semplificare la progettazione, utilizza

dimore sulla base di schemi dinamici. Notevole è anche l’integrazione tra alcuni elementi ricorrenti, quali: la forma della pietra tombale, l’altare della

architettura e natura. I suoi progetti sono caratterizzati da murature in mattoni, rimembranza, la croce di pietra poggiata su una base ottagonale.

finestre irregolari, tetti a falde inclinate, alti comignoli raggrupatti in tipiche Ma raggiunge il massimo dell’intensità

sequenze di tre o più canne fumarie. La forza di queste dimore non si fonda commemorativa con il Monumento ai

Thiepval: un arco

sull’innovazione, quanto sulla riproposizione di modelli in larga parte già dispersi della Somme a

trionfale composto da due archi quadrifronti

conosciuti nei secoli precedenti. affiancati, a cui ne è sovprapposto un terzo

Nella Villa Heathcote, Lutyens inaugura l’uso di più grande.

ordini classici, ricavati dall’architettura del È impegnato nella realizzazione della

Rinascimento italiano. Non è l’assunzione di un Cattedrale cattolica di Liverpool, più grande

linguaggio precostituito che applica della Basilica di San Pietro, ma di cui alla fine

meccanicamente alla facciata, quanto uno studio

dei rapporti numerici che le regola – seguire uno stile classico

viene realizzata solo la cripta; qui non si limita a

profondo

l’ordine classico per lui è un vincolo logico, un parametro di riferimento da monumentale, ma ne prosegue lo sviluppo, fondendo principi costruttivi gotici e

studiare con cui misurarsi. rinascimentali e arrivando a risolvere problemi che centinaia di anni prima

avevano afflitto due maestri del calibro di Michelangelo e Wren. 64

Per Lutyenes gli edifici dei giovani architetti moderni necessitano di qualcosa di Nella prima metà degli anni venti, con il palazzo di giustizia di Messina e

più di semplici idee brillanti e difettano di stile e coerenza, ovvero mancano soprattutto con l’Arco di trionfo ai caduti di Genova o ancora con il Monumento

dello sviluppo di un’organica relazione tra le parti. alla vittoria di Bolzano, Piacentini giunge all’evocazione della pura romanità,

dell’Associazione mutilati a Roma segna il trionfo di un

mentre la Casa madre

Alla costruzione di chiese è dedicata anche l’opera di un altro autore, Giles massiccio neomichelangiolismo. L’idea della celebrazione di nuovi fasti romani e

Gilbert Scott, quella del potere fascista mussoliniano si saldano nel progetto di Grande Roma,

che inizia costruire a Liverpool la Cattedrale anglicana nel 1904. in cui Piacentini propone l’apertura di un asse monumentale lungo un

Scott sviluppa un linguaggio massivo, che respinge ogni fattore “moderno” , chilometro. Piacentini, grazie alla politica di rinnovamento urbanistico delle

anche se con questo ha in comune la tendenza alla semplificazione geometrica

e all’abbandono della profusione di elementi decorativi. città voluta da Mussolini, ottiene l’incarico per la stesura del piano di

Progetta la Battersea Power Station sul sistemazione della città di Brescia. Si tratta di una complessa operazione in cui

presentano

Tamigi, con quattro angoli che risultano coinvolte, oltre all’amministrazione pubblica, gruppi economici e

contrafforti di mattoni scanalati che politici. Anche se il suo successo non è dato solo da una questione di stile, se

fungono da basamento per quattro grandi per conoscenze e influenze del padre architetto.

non

ciminiere dipinte di bianco. La L’operazione Città universitaria lo

configurazione così ottenuta difficilmente vede direttore dei lavori; nella sede

si può intendere moderna; egli cerca di lui progetta il Rettorato, l’aula

conferire un’immagine duratura alle magna e la biblioteca, affidando la

transitorie funzioni della moderna società progettazione degli altri edifici a

industrializzata. diversi altri architetti, ricordando tra

quelli che

Ciò che unisce più o meno sotterraneamente gli edifici del passato a loro: Arnaldo Foschini, Pietro

egli ritiene i migliori della sua epoca è lo spirito classico (secondo Marcello Aschieri, Giovannoni, Del Debbio,

Piacentini). Uno spirito incarnato dalle pere di Behrens, Berlage, Saarinen, casabella) antagonista di Piacentini,

Limongelli, Giuseppe Pagano (direttore di

Perret, Mallet‐Stevens. Gio Ponti, direttore di Domus, Giovanni Michelucci, vincitore del concorso per la

Alla netta condanna di Le Corbusier e dei russi, si affianca la critica ma al tempo stazione di Santa Maria Novella di Firenze (1932), Saverio Muratori. La notevole

verso

stesso la comprensione dell’architettura olandese e l’apprezzamento varietà dei partecipanti, la cui scelta tiene conto anche dell’appartenenza a

di

Mies. Tanto nei confronti dello storicismo romano quanto del novecentismo generazioni ed aree diverse, se è frutto dell’opera di mediazione e

compromesso di Piacentini, è anche specchio del pluralismo stilistico esistente.

milanese egli rileva che “il rispetto del passato è santo, nessuno lo contesta, ma Se Piacentini e Foschini fissano i caratteri “dello stile fascista” rispettivamente

spesso lo si esagera, o meglio, non lo si comprende esattamente. Si nega troppo del Rettorato e nei Propilei, Pagano e Michelucci parlano un linguaggio più

spesso la evoluzione e si confonde, e non sempre in buona fede, l’appellativo di sobrio, mentre Ponti e Capponi si rivolgono verso un repertorio razionalista.

italiano con quello di antico”. durante il ventennio fascista

Della compresenza di volti architettonici diversi

sono testimonianza il convivere di molte altre tendenze possibili: la romanità

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larara

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher larara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Biraghi Marco.

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