Biologia della Salute, unibo FM
SISTEMA GESTIONE QUALITÀ
→
ISO 9000:2005 norme volontarie che regolano il settore dei sistemi di gestione della qualità e che è stata
elaborata per aiutare le organizzazioni ad attuare sistemi di gestioni per la qualità efficaci. Cardini principali:
orientamento al cliente, coinvolgimento del personale a tutti i livelli, forte leadership (deve guidare processi e
innovazione, deve favorire e promuovere il senso di appartenenza, deve saper trasferire stimoli e valori → guida al
miglioramento continuo e decisioni basate su dati di fatto. L’approccio per processi è finalizzato ad
cambiamento),
ottenere con maggiore efficienza il risultato desiderato; l’approccio sistemico alla gestione ha il fine di contribuire
all’efficacia e efficienza dell’organizzazione nel conseguire gli obbiettivi. La qualità, riferita a prodotto, processo e
sistema aziendale, può essere oggettiva (misurabile, procedura decisa prima del processo e poi valutata dopo per vedere
→ i valori sono tempi di reazione alle
se le misure sono state portate a buon fine) oppure soggettiva (del paziente/utente
esigenze rapidi, capacità di problem solving, garantire conformità della qualità costantemente, anticipare le aspettative
del cliente, ottimizzazione rapporto valore/prezzo). Procedure di qualità: pulizia, organizzazione, preanalitica, fornire
accoglienza e informazioni al paziente/cliente. Tutto ciò influisce sulla qualità oggettiva ma anche su quella soggettiva
prodotto ma l’intero processo.
del sistema azienda. Il Quality Total Management riguarda non solo il
I livelli di controllo della qualità sono essenzialmente due: un controllo esterno (si valuta la qualità del prodotto e si è
facilitati dall’esistenza di una procedura prestabilita) e un controllo interno (riferito al passato). La gestione non è solo
interno all’azienda ma comunica all’esterno la bontà e la qualità del laboratorio/azienda con un concetto di
un fatto
miglioramento continuo. Adottare sistemi di qualità nell’organizzazione è positivo per tutta l’organizzazione.
Pilastri della gestione della qualità: cultura diffusa (fa capire che gestione globale della qualità = investimento),
coinvolgimento delle persone attraverso processi di analisi dati e fatti, miglioramento continuo. Ruota di Deming
plan → do → check → act. Alla pianificazione segue la verifica. Ciascun applicando questo ciclo è coinvolto al
PDCA:
miglioramento tramite le proprie conoscenze.
→ norme che si rivolgono a qualsiasi organizzazione, facoltative ma di fatto obbligatorie se si vuole
ISO 9001:2008
all’interno della competitività dei mercati. Ogni organizzazione deve dotarsi dell’analisi
stare del rischio.
→ “va dove ti porta il cliente”, si introducono i requisiti minimi di qualità da cui parte l’azienda nel
ISO 9001:2015
momento in cui decide di mettersi in attività e andrà poi migliorandosi. Viene introdotto il concetto di sistema di
gestione per la qualità SGQ: prima si parlava di Ufficio Qualità unico (raccoglieva contributo di tutti in giro per
l’azienda) ora invece gli uffici sono tanti e trasversali (tutte le risorse dell’azienda vengono integrate).
Normazione → seguire le norme.
→ una terza parte indipendente (esterno, accreditato, competente e neutrale)
Certificazione
certifica il rispetto delle norme e controlla che vengano eseguite nell’attività quotidiana. La
certificazione è volontaria ma di fatto obbligatoria. La certificazione va revisionata ogni 3-4
anni.
Altre novità apportate dall’ISO 9001:2015 è lo snellimento della documentazione (maggiore flessibilità), obbligo di
indicare gli indicatori di performance (per misurare la qualità dei servizi offerti per poterli migliorare), audit interni
(ogni settore a scadenza regolare tipo di 4-6 mesi discute i problemi sorti e le possibili soluzioni, fanno ciò che farebbe
un ente di certificazione esterna). Gli audit interni non vengono fatti da lavoratori di quello stesso settore (conflitto di
interesse) e chi se ne occupa viene formato con corsi ufficiali presso enti autorizzati (la preparazione è prescritta da ISO
19011:2012). Gli audit esterni vengono fatti da enti di certificazioni e vanno a controllare che il sistema di gestione
qualità dell’azienda sia tutto a posto e che tutto corrisponde ai requisiti richiesti dalla norma di riferimento per poi
è positivo (parere negativo → niente certificazione; parere interlocutorio → punti
rilasciare la certificazione se il parere
da essere corretti prima di richiamare audit). In ambito sanitario e laboratoristico, solo se si è certificati si possono
erogare prestazioni di laboratorio.
→
ISO 14001:2015 sistemi di gestione ambientale. Le aziende si devono occupare di un sistema qualità per capire
l’impatto ambientale dei propri prodotti, dotandosi di strumenti per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti. L’obbiettivo
è quello di arrivare alla sostituzione di reagenti tossici che hanno impatto ambientale pesante sulla base della
valutazione di eventuali rischi e impatti sull’ambiente.
Il 70% delle decisioni cliniche è influenzato da esami di laboratorio. Per evitare lo spreco e ridurre l’errore (dovuto alla
filosofia del “mando in laboratorio il campione e forse qualcosa ne verrà fuori”) da parte dei clinici ci vorrebbe un
razionale di richiesta di esami già all’interno del sistema qualità (appropriatezza delle prestazioni). Laboratorista e
medico collaborano nella valutazione del reperto; ciò che viene prodotto è un referto. Il medico va ad interpretare il 1
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dato, soprattutto se fuori scala, che non rientra nelle aspettative sulla base del quadro clinico. Il clinico agisce poi con
una terapia. È necessaria la presenza di un controllo incrociato di sistemi di qualità che riesca a prevenire che venga
dell’iceberg).
effettuato un errore in medicina (modello
Gestione del processo in laboratorio:
→ tempo che passa per l’erogazione del
1. Fase pre-pre-analitica servizio (prenotazione-accettazione). Anche
l’identificazione del paziente con codice a barre e prescrizione di giuste analisi rientrano in questa fase.
→
2. Fase pre-analitica prelievo del campione e trasporto di esso tramite contenitori appositi.
3. Fase analitica (regolata dalla norma)
4. Fase post-analitica → dipende da come viene consegnato il referto (quando era cartaceo si creavano file
5. Fase post-post-analitica
agli sportelli). Un altro problema è l’interpretazione da parte del paziente (necessiterebbe di maggiori
informazioni, non solo i range di normalità per i valori).
→ afferma che tutte le organizzazioni devono prevedere un sistema di gestione di qualità che integri
ISO 15189:2012 e l’appropriatezza della richiesta degli
anche una fase pre-pre-analitica esami rispetto ad una data patologia (esistono
corsi di formazione che insegnano al medico a prendere la giusta decisione nella fase della prescrizione). Vengono
richiesti troppi esami di laboratorio (per moda, per motivi di pubbliche relazioni, perché i pazienti li vedono su internet
e li chiedono) e sta al medico illustrare il motivo per il quale consiglia un dato test piuttosto che un altro. La gestione
poste all’interno del
qualità deve comprendere anche la fase post-post analitica di consegna del referto e le indicazioni
contesto generale (il dato senza contestualizzarlo non ha senso).
→ qualità tecnico-scientifica,
Appropriatezza accettabilità e pertinenza delle prestazioni
(l’utile, tipo non prescrivere esami
sanitarie. Prevede che ci siano efficienza se inutili),
efficacia (nella comunicazione tra clinico e laboratorista) e convenienza (costo di un test
deve essere affrontabile).
è un’organizzazione no profit che fa delle rilevazioni e va a valutare le
Cittadinanza attiva
non conformità del sistema dal punto di vista del paziente (quello che per lui non è chiaro,
tipo il 50% dei pazienti dicono che sono assenti gli orari, il 30% dice che mancano gli
elenchi dei laboratori).
Errori di laboratorio: → è la maggiore fonte di rischi. Un possibile errore può prevedere l’accettazione di
1. Fase pre-analitica l’introduzione dei
campioni non idonei, può avvenire lo scambio di campioni durante la preparazione (con
codici a barre è diventato difficile che accada) oppure può venir smarrito il campione. Di fonti di incertezza in
questa fase ce ne sono diverse. Il sistema gestione qualità deve fornire indicazioni all’utente affinchè arrivi
preparato al prelievo (digiuno, stress, ecc.). La modalità di prelievo, i dispositivi e la raccolta del campione
devono essere idonei. I campioni non idonei non devono essere trattati. Il trasporto deve essere corretto, così
come il trattamento (aliquotazione e centrifugazione) e la sua successiva conservazione. Stando attenti a tutti
questi punti si riduce l’incertezza del risultato.
→ gli errori possono essere dovuti a
2. Fase analitica malfunzionamento dello strumento per problemi tecnici o
dovuti all’utilizzatore (ci vogliono i manuali d’istruzione), interferenza analitica a causa di una mancata pulizia
dell’apparecchiatura, errori dovuti ad una manutenzione inadeguata, mancato rispetto della procedura (il
personale deve essere correttamente formato affinché le esegui correttamente), errore non rilevato dal controllo
qualità. In alternativa, può non essere avvisato il medico curante, possono essere riportati gli esami al paziente
sbagliato (o viceversa). Ci possono essere problemi di percezione: un laboratorista può non accorgersi di un
dato e per questo ci deve sempre essere un controllo del dirigente non automatizzato (deve valutare se queste
alterazioni sono causa di errori di procedure o altro da riportare al clinico).
Per assicurare l’accuratezza del dato, una delle prime procedure da fare è la calibrazione (giornaliera,
settimanale, bisettimanale) fatta attraverso procedure standard. Essendo tali procedure standard non tengono
conto delle diverse concentrazioni di sostanze all’interno dei campioni e ciò può creare problemi. Il
programma di taratura prevede l’impiego di campioni neutri di cui conosco le grandezze. Facendo ciò ogni
giorno mi assicuro che i dati che otterrò saranno affidabili. Il calibratore è un materiale che contiene
concentrazioni riferibili dell’analita che coprono il range del test ed è necessario per realizzare una curva di
è quel campione (contenente l’analita di
calibrazione (per ottenere risultati su scale non arbitrarie). Il controllo
interesse) costruito in laboratorio dai produttori del kit che si sta usando che si deve comportare come fosse un
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campione vero di cui si conosce la concentrazione. Lo vado a mettere nelle sedute analitiche per valutare la
dispersione del dato (so che un controllo dovrebbe avere un valore pari a 100, se mi viene un valore che
oscilla tra 97 e 102 vuol dire che c’è variabilità e devo decidere se accettare il sistema). Il controllo lo uso
durante la procedura quindi per monitorarla e per assicurarsi che i risultati siano affetti da un errore accettabile.
Calibratore e controllo devono essere due prodotti diversi.
→ si può avere un
3. Fase post-analitica errore nella refertazione (è un errore che si verifica molto meno ora
perché c’è un flusso diretto strumento → refertazione, l’intervento umano è solo di controllo), una erronea
In questa fase non c’è l’ausilio della strumentazione: bisogna
validazione oppure tempi di risposta eccessivi.
scegliere modalità di refertazione e intervalli di riferimento (valori critici). Può avvenire una mancata
comunicazione del dato patologico (con conseguente ritardo nella consegna) perché essendo a tal punto
alterato il laboratorista crede vi sia stato un errore procedurale e non consegna il dato (valore di panico).
Le prime azioni preventive per ridurre l’errore prevedono le risorse umane: introduzione di cambio turni e personale in
modo che non vengano ripetuti sempre gli stessi errori nello stesso modo nello stesso settore. Un’altra misura
preventiva può essere l’andare a correggere le attrezzature tecnologiche, puntare sul lavoro di gruppo (c’è maggiore
correzione degli errori) e sulla formazione dei lavoratori (maggiori competenze = riduzione degli errori). Inoltre bisogna
puntare sull’analisi degli errori.
Chi si occupa di qualità deve redigere annualmente o biennalmente un manuale qualità che contiene delle sezioni
occupate da istruzioni operativa IO (descrivono in maniera analitica le modalità di taratura
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Riassunto sicurezza igienica
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Riassunto Sistemi di Qualità - Prof Lavelli
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Riassunto sistemi di qualità + domande
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Riassunto Sicurezza Igenica - prof. Franzetti