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La revisione delle aziende pubbliche è molto regolata da norme, tutto deriva da qualche norma

CONCETTO DI ARMONIZZAZIONE

L’armonizzazione contabile è un processo di riforma degli ordinamenti che ha come scopo quello di rendere uniformi i

bilanci, quindi renderli omogenei, confrontabili e aggregabili.

È un processo di uniformazione dei sistemi informativi con lo scopo di avere un sistema economico pubblico misurabile.

Alla base di tutto ciò (rendere tutto omogeno, confrontabile e aggregabile) c’è la necessità di misurare la spesa

pubblica e il debito pubblico.

SOGGETTI A CUI SI APPLICA L’ARMONIZZAZIONE CONTABILE

- Stato

- Enti territoriali

- Sanità

- Università

- Tutte le pubbliche amministrazioni (autorità portuali...)

I VANTAGGI DELL’ARMONIZZAZIONE.

1. Conoscere i crediti e i debiti certi della pubblica amministrazione.

È necessaria quindi l’accuratezza dei dati per sapere realmente l’entità dei crediti e dei debiti di ogni singola P.A. per

misurare e controllare a livello macroeconomico.

2. Evitare l’accertamento di entrate future incerte e di impegni impropri.

Entrate = prima si accertano e poi si riscuotono; Spese = prima si impegnano e poi si pagano.

Evitare l’accertamento di entrate future incerte: essenza del concetto di equilibrio.

Il concetto di equilibrio si basa sulla distinzione e l’importanza di due concetti: la competenza e la cassa.

La competenza vuol dire quanto prevedo di riscuotere, cassa vuol dire quanto effettivamente ho riscosso. Se le previsioni

si discostano molto dalla cassa si avranno effetti deleteri sul bilancio.

La riforma sposta l’accento sulla cassa, infatti, il bilancio di previsione da adesso viene fatto al primo anno per cassa

(come quello dello Stato), ovvero mostrando solo le entrate che prevedo realmente di incassare.

La riscossione parziale di un’entrata quindi genera un credito, il quale deve essere inteso diversamente dal concetto di

credito nell’azienda pubblica. Tale credito va intesa come entrata non riscossa e tale mancanza di risorse non può essere

coperta e si crea un disavanzo in quanto la P.A. non può aumentare il capitale di debito.

Di conseguenza si definisce residuo passivo una spesa impegnata ma parzialmente pagata a fine esercizio.

I residui sono poste di bilancio molto importanti perché confluiscono nel risultato di amministrazione, risultato

significativo finale. L’avanzo di amministrazione è una posta contabile che può essere utilizzata nell’esercizio

successivo a copertura di nuove spese, è fortemente influenzato da poste stimate (Ra e Rp).

Quindi, la conoscenza dei crediti e dei debiti certi si ottiene dalla definizione dell’ammontare reale dei residui

attivi e passivi.

3. Evitare di far emergere avanzi di amministrazione gonfiati.

Avanzo di amministrazione gonfiato = influenzato da una sovrastima dei residui attivi e da una sottostima dei residui

passivi.

4. Rafforzare e anticipare la programmazione di bilancio.

Dalla riforma del 1990 si è introdotta la programmazione e resa obbligatoria dal decreto 269 attraverso il PEG (piano

esecutivo di gestione).

È stato introdotto il cronoprogramma della spesa, un documento nel quale si deve specificare esattamente le modalità e

le scadenze del pagamento delle varie opere pubbliche in corso.

Introduzione di un ulteriore strumento, il fondo pluriennale vincolato

5. Rendere evidente lo stato di attuazione degli investimenti.

Fare un controllo più preciso sulla spesa e sul suo stato di attuazione significa anche che la percentuale di quanto ho

pagato deve essere in linea a quella dello sviluppo dell’esecuzione dell’opera.

6. Avvicinare la competenza finanziaria a quella economica.

Nel bilancio triennale di previsione il primo anno viene redatto in termini di cassa, ovvero quanto penso di incassare e

quanto penso di pagare.

7. Armonizzare le scadenze dei bilanci.

Tutti i bilanci devono essere chiusi secondo la scadenza dell’esercizio finanziario, ovvero al 31.12. A differenza delle

società private, nella P.A. non può esistere che si approva un bilancio che è stato chiuso in data diversa dall’anno solare.

1

IL SISTEMA DI BILANCIO

Il sistema di bilancio non va visto con una visione unitaria ma in due aspetti principali:

- Aspetto previsionale = bilancio di previsione annuale e triennale

- Aspetto consuntivo = bilancio di fine esercizio

Dobbiamo intenderlo con un’ottica circolare. A inizio esercizio abbiamo il bilancio di previsione spalmato su 3 anni, il

quale comprende quello riferito all’esercizio successivo. Successivamente, durante l’esercizio, abbiamo le variazioni di

bilancio. Poi abbiamo la chiusura dei conti e l’assestamento dei conti. A fine esercizio abbiamo poi il bilancio di

previsione riferito all’esercizio ancora successivo.

Differenza sostanziale tra il bilancio di previsione e il rendiconto:

- il bilancio di previsione ha dei valori proiettati in avanti, ovvero delle previsioni che possono risultare diverse

rispetto al reale;

- il rendiconto viene fatto quando la gestione è già conclusa

LE VARIAZIONI DI BILANCIO

Il bilancio di previsione deve essere proposto dalla giunta e approvato dall’organo di indirizzo e controllo, che è il

consiglio comunale. La stessa regola vale per le variazioni di bilancio, prima proposta e poi approvata (si ha una

similitudine).

Il bilancio per essere approvato ha bisogno del parere dei revisori, lo stesso, l’approvazione delle variazioni deve essere

accompagnata dalla relazione dei revisori.

Nelle entrate del bilancio c’è una voce accesa ai trasferimenti dalle entità terze (regione, provincia, Stato, comunità

europea, privati) che possono finanziare le attività del comune.

Dopo le imposte queste rappresentano una delle voci di entrata prevalente.

Ricordiamoci che ogni entrata finanzia una spesa e che ogni spesa prima di impegnarla devo averla già inserita

in bilancio.

Variazioni di bilancio e rendiconto dal punto di vista revisionale

L’organo di controllo deve verificare che in ogni variazione di bilancio non si vada ad alterare gli equilibri di bilancio,

quindi deve attestare che la variazione sia a saldo 0.

Collegamento logico sistematico tra il bilancio di previsione e il rendiconto:

il rendiconto non è altro che la realizzazione totale o parziale delle previsioni di bilancio.

Quindi il rendiconto è uno strumento per capire come l’azienda pubblica ha operato rispetto a quanto si era promessa di

fare. A consuntivo si vede quanto di quello che si era deciso di fare è stato effettivamente realizzato.

In questo senso, il rendiconto è anche uno strumento di controllo delle performance.

Se lo si analizza rispetto al bilancio di previsione si riesce a vedere i punti di forza e di debolezza ed eventualmente

intervenire, quindi cercare di dare un’indicazione di come le criticità possano essere identificate e risolte.

Il collegio dei revisori è tenuto a fornire una relazione allegata al rendiconto che ha come scopo:

- Attestare la corrispondenza del bilancio con le risultanze delle scritture contabili.

- Attestare la veridicità del bilancio.

Valenza del rendiconto come strumento di conoscenza dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità del comune.

La visione che si deve avere del rendiconto è definire che è uno strumento per capire quali sono i punti critici dove

lavorare il prossimo anno.

L’organo di revisione è tenuto a identificare tutti i punti di debolezza e a suggerire modifiche atte a smovere le criticità.

Le criticità vengono analizzate facendo un confronto tra programmi previsti e programmi realizzati in tutto o in parte.

DEBITO FUORI BILANCIO

Si realizza un debito fuori bilancio quando occorre fronteggiare ad una spesa non prevista precedentemente nel bilancio.

In contabilità finanziaria non è possibile pagare spese non preventivate perché l’unico strumento che autorizza la spesa

è il bilancio.

Per poter sostenere questa spesa è necessario fare una variazione di bilancio e inserire la maggiore spesa: bisogna

ricordarsi però che ad una maggiore spesa deve corrispondere una maggiore entrata oppure un taglio di altre spese. È

una questione da consiglio comunale, infatti l’articolo 194 obbliga a portare in consiglio la variazione di bilancio.

Il fatto che si verifichino reiterati debiti fuori bilancio è, per la Corte dei conti, sintomo di dissesto finanziario.

Dissesto è diverso dal fallimento.

Infatti, il comune (lo Stato) non è assoggettato al fallimento, c’è una procedura di dissesto.

LA GESTIONE IN CONTABILITA’ FINANZIARIA

Nelle amministrazioni pubbliche il sistema di rilevazione dei fatti gestionali è denominato “contabilità finanziaria”. I

fatti vengono analizzati nell’aspetto finanziario. 2

Attraverso lo strumento del piano dei conti integrato, introdotto con l’armonizzazione, si realizza una fusione tra

l’aspetto finanziario e l’aspetto economico-patrimoniale: ogni singolo fatto gestionale viene analizzato in entrambi gli

aspetti.

Il sistema informativo contabile di rappresentazione dei valori è quanto di più “perfetto” si possa avere perché ci da la

possibilità di osservare un fatto gestionale da più prospettive e in modo completo. Questo è molto importante perché ci

consente di avere più strumenti per analizzare e fare scelte di tipo gestionale: questo è possibile solo grazie all’aspetto

economico, solo con quello finanziario si ha una visione incompleta.

Come ogni azienda, l’ente ha l’obbligo della regolare tenuta dei conti e delle scritture contabili che portano alla

realizzazione del bilancio.

à Forma di rappresentazione

Entrate

La classificazione delle entrate e delle spese (forma di rappresentazione) è uguale per tutti gli enti grazie

all’armonizzazione.

- Titoli

- Tipologie

- Categorie

- Capitoli

à

Titolo 1 “entrate correnti di natura tributaria...” comprende le tasse . Le tipologie definiscono le loro varie

classificazioni, lo stesso per le categorie e capitoli.

Titolo 2à “trasferimenti correnti” comprende donazioni e trasferimenti da altre amministrazioni pubbliche. Con il

titolo 1 finanziano le spese correnti.

Titolo 3à “entrate extratributarie” comprende multe, sanzioni codici della strada, interessi attivi, rimborsi, vendita di

beni e servizi, parcheggi autogestiti dal comune. Finanziano anche queste le spese correnti.

Titolo 4à “entrate in conto capitale” comprende le entrate che finanziano le opere pubbliche (quindi le spese in conto

capitale), tra cui gli oneri di urbanizzazione.

à

Titolo 6 “accensione di prestiti” rappresenta una delle fonti tipiche di entrata per l’ente perché (i mutui).

à

Titolo 7 “anticipazioni” comprende le anticipazioni dall’istituto tesoriere, il quale si occupa della gestione della

tesoreria e del conto corrente del comune. Questo inoltre ha la funzione di poter prestare del denaro al comune come

anticipo di cassa e per il comune l’anticipazione deve essere restituita a fine anno .

Il revisore deve andare a vedere se ci sono anticipazioni ancora da saldare perché nel caso ci siano è un sintomo di

malessere finanziario dell’ente

Indicatori di crisi: lo sono quindi ad esempio le anticipazioni da saldare e debiti fuori bilancio reiterati. Sono

elementi di bilancio, ulteriore motivo per sostenere che il rendiconto assume valenza revisionale gestionale.

Spese

Struttura delle spese:

- Missioni

- Programmi

- Titoli

- Macroaggregati

- Capitoli

Tra le spese si trova anche il disavanzo dell’anno precedente, è una spesa da finanziare tagliando le spese.

La grande classificazione delle spese è:

- spese in conto corrente

- in conto capitale.

Ogni missione è suddivisa in programmi, ogni programma è suddiviso in titoli.

I titoli rappresentano la natura della spesa, ovvero quanto di quel programma è stato finanziato con spese correnti e

quanto con spese in conto capitale (es. spese in conto capitale imputate al programma degli organi istituzionali...).

La classificazione delle spese raggruppa gli oggetti di costo, disarticolandoli nelle loro parti di composizione. È una

struttura per centri di costo perché posso dire a priori quanti sono i costi imputabili ad un certo settore.

La struttura del nuovo bilancio è orientata ai centri di costo, il che è diverso da una struttura orientata alla natura costi.

Nella classificazione per natura si ha che ogni voce di costo è composta da varie parti che sono state assorbite in modo

diverso dalle diverse attività dell’ente, in una struttura per centri di costo si sa esattamente quanto assorbe ogni

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missione/programma in termini di spese. Questa modalità è stata scelta per poter dare informazioni più corrette e più

analitiche sulla realtà dell’ente.

Per poi passare alla versione analitica del bilancio e trarre conclusioni sarà solo necessario trovare i giusti driver.

FONDO PLURIENNALE VINCOLATO

“Il fondo pluriennale vincolato è un saldo finanziario, costituito da risorse già accertate destinate al finanziamento di

obbligazioni passive dell’ente già impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata l’entrata.

Trattasi di un saldo finanziario che garantisce la copertura di spese imputate agli esercizi successivi a quello in corso,

che nasce dall’esigenza di applicare il principio della competenza finanziaria e rendere evidente la distanza temporale

intercorrente tra l’acquisizione dei finanziamenti e l’effettivo impiego di tali risorse”.

È un saldo contabile, o meglio un meccanismo contabile introdotto per una serie di motivi.

Il FPV nasce dall’esigenza di applicare il principio della contabilità finanziaria e di rendere evidente la distanza

temporale intercorrente tra l’acquisizione dei finanziamenti e l’effettivo impiego delle risorse.

Questa distanza temporale che si propone di misurare e controllare il FPV è molto importante: è il tempo che passa tra

quando prendo il finanziamento e quando impiego tale denaro.

Alla base di questo ci sta un presupposto fondamentale: nel momento che stipulo l’appalto per l’opera pubblica, è

necessario che venga redatto un cronoprogramma dei pagamenti secondo cui le risorse dovranno essere

accantonate.

Il FPV va costruito in base alle risorse che prevedo di pagare oltre a quelle incassate, si deve quindi far conciliare la

competenza con la cassa.

Se alla fine dell’esercizio l’entrata è accertata o incassata ma la spesa non è stata impegnata, tutti gli stanziamenti e

l’eventuale fondo pluriennale vincolato rappresentano una economia e confluiscono nell’avanzo vincolato.

In allegato al bilancio di previsione annuale sono elencate le spese finanziate dal fondo pluriennale, distinguendo quelle

impegnate negli esercizi precedenti, quelle stanziate nell’esercizio e destinate alla realizzazione di investimenti già

definiti e quelle destinate alla realizzazione di investimenti in corso di definizione.

FONDO CREDITI DI DUBBIA ESIGIBILITA’ .

È un accantonamento, quindi rappresenta una sottrazione di risorse da spendere. È un elemento di blocco di bilancio

alla spesa.

STIMA DELL’ACCANTONAMENTO

Il metodo di calcolo dell’aliquota è imposto dalla normativa e rappresenta il rapporto tra credito/riscosso degli ultimi

5 anni. In particolare, per ogni anno si deve calcolare tale rapporto e poi fare una media, quindi il complemento a 100

sarà il non riscosso.

Non è oggetto di stime soggettive, il metodo di calcolo è imposto dalla legge.

Se si incassa poco si avrà un fondo rischi maggiore, quindi il bilancio risulterà più rigido (e viceversa se si incassa tanto

il bilancio sarà più libero).

La stima deve essere prudenziale, quindi dobbiamo essere propensi a percentuali maggiori. Questo, proprio per la sua

caratteristica di essere un blocco alla spesa, è un elemento di salvaguardia del patrimonio aziendale ed evita una gravosa

incidenza delle eventuali perdite su crediti.

Questo metodo mette a nudo la capacità di esigibilità delle entrate dei comuni. L’effetto del fondo rischi su crediti è

proprio quello di stimolare le amministrazioni pubbliche a cercare di incassare più alte percentuali sull’accertato, e per

converso di accertare meglio le entrate.

ATTIVITÀ DEL REVISORE

Una dote che in generale ogni un libero professionista o un consulente deve avere: la professionalità.

L’attività del revisore nelle amministrazioni pubbliche richiede non solo la professionalità, ma anche senso etico,

proprio per la particolarità della funzione: egli è chiamato a fare una revisione di una materia che ha alla base un

interesse collettivo.

La revisione delle aziende pubbliche è un’attività delicata perché ci si confronta con un’istituzione che ha a che fare

con l’interesse della società, il denaro di tutti.

La conseguenza di una preparazione non adeguata del revisore è che questo si faccia guidare da altri (dai controllati),

facendo così venire meno il pilastro della revisione: l’indipendenza.

L’indipendenza non è solo formale, deve essere intesa anche questa come un approccio mentale di base, come una

parte del bagaglio etico e morale del professionista che si accinge a svolgere una professione così delicata.

Un altro requisito/attitudine che un revisore deve avere (come anche altre figure professionali) è un atteggiamento

improntato allo scetticismo professionale. Per atteggiamento scettico si intende quel tipo di approccio secondo cui 4

non si deve mai prendere per gi

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andreghela di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione delle aziende pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Zarone Vincenzo.
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