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200 e 300 in Italia

Il gotico Italiano si differenzia dall'architettura gotica Europea. Se da un lato tramite le influenze

arabe, l'Italia aveva anticipato i tratti gotici durante il periodo romanico , ora l'Italia sembra non

recepire l'innovazione tecnica delle cattedrali gotiche francesi.

Molti attribuiscono questo rifiuto a condizioni climatiche, infatti le vetrate avrebbero creato una

sorta di effetto serra che sarebbe stato evitato con le spesse murature romaniche.

A contribuire a una diffusione di elementi gotici in Italia furono gli ordino monastici come i

cistercensi che dalla borgogna Francese si espansero in tutta Europa. Ma essendo l'architettura

monastica più semplice dell'architettura gotica francese, il gotico italiano fu in un certo senso

attenuato.

In particolare gli ordini mendicanti si stanziarono nell'area lombardo padana, dove si svilupparono

rinunciando alla copertura a volta rinunciando al superfluo e delineando un sistema strutturale,

iniziale, a navata unica con copertura a tetto, con pareti alte e nude , forate da grandi finestre e il

coro con volta a crociere.

La tradizione fiorentina

Santa Maria Novella

La Basilica di cultura francescana fu iniziata nel 1278. La pianta con transetto spostato verso

l'abside è a croce commissa derivata dagli schemi planimetrici delle abazie cistercensi.

L'interno è diviso in tre navate scandite da campate che si rimpiccioliscono verso il presbiterio,

aumentando il senso di profondità (principio illusivo sviluppato nel rinascimento).

Le volte ogivali a crociera si raccolgono su pilastri a fascio.

Rispetto all'interno di impianto gotico, l'esterno è composto da stili differenti: romanico nella parte

inferiore decorata con marmi policromi, la parte superiore di età rinascimentale realizzata da Leon

Batista Alberti.

Santa croce

La basilica fiorentina di Santa Croce iniziata nel 1295 per l'ordine francescano viene attribuita ad

Arnolfo da Cambio. La basilica presenta un coro con 5 cappelle alla sinistra e alla destra

dell'abside, riproducendo uno schema basilicale T delle grandi chiese conventuali a navata unica,

le navate pero a Santa croce sono 3 con archi ogivali e pilastri poligonali. Gli archi sono

chiaramente incorniciati dall'ordine, più che in santa Maria novella.

La copertura è a capriate, rendendo lo spazio chiuso.

Santa Maria del Fiore

Cattedrale fiorentina progettata da Arnolfo da Cambio nel 1296, si presenta come un audace

progetto che riunisce transetto e presbiterio in un ampio corpo a sistema centrale avente un

organismo trilobato, con 5 cappelle radiali e al loro centro un vano ottagonale con cupola.

Essendo la copertura a volte l'organizzazione dei pilastri come custodi delle spinte è più

complessa rispetto alla basilica di santa croce, la quale pero richiama uno stile più paleocristiano

rispetto a Santa Maria del Fiore dove la spazialità si presenta in uno stile gotico.

Il corpo basilicale a tre navate è diviso da pilastri compositi con membrature che si concludono

formando le volte ogivali del soffitto. L'interno si presenta semplice ed austero scandito dai vuoti

tra i pilastri, allontanandosi cosi dallo stile di pilastri a foresta tipici delle cattedrali gotiche.

Ricordiamo che la cupola fu completa da Filippo Brunelleschi nel 1400 circa.

San Fortunato a Todi

Costruita attorno al 1200 possiede tre navate di uguale altezza. L'edificio francescano si erge

sopra una scalinata. Sono evidenti al'interno influenze francesi che hanno caratterizzato il

progetto.

Sulla facciata si aprono tre portali, il portale centrale è costituito da una fascia di colonnine tortili.

Il duomo di Siena

Il duomo di Siena si distingue dall'architettura dei frati, qui i duomo romanico fu costruito nella

prima meta del 1200. La chiesa sopraelevata da alcuni gradoni presenta una pianta a croce latina

con tre navate e a cupola esagonale.

La parte inferiore della facciata attribuita a Giovanni Pisano si presenta in stile romanico - gotico.

Questa fascia presenta i tre portali dei quali quello centrale presenta un arco a tutto sesto

leggermente strombato.

La fascia superiore è opera di Camaino di Crescentino che diede alla struttura un aspetto

tricuspidale. Nicchie gotiche incorniciano un rosone incorniciato ai lati da due pilastri con

terminazioni a guglie.

La cupola è caratterizzata da due ordini di logge. Ed è affiancata al campanile in stile romanico.

L'interno è diviso in tre navate attraversate da un transetto diviso in due navate formando cosi la

crociera del transetto esagonale sormontata dalla cupola. Leggerissimi archi a tutto sesto posati su

pilastri dividono le tre navate.

Il duomo di Orvieto

La facciata del duomo risalente al XIII e lavorata da numerose maestranze presenta uno stile

gotico. 4 pilastri con terminazioni a guglie dividono la facciata in tre settori ben armonizzati con le

fasce orizzontali. I triangoli delle ghimberghe sopra i tre portali riprendono le cuspidi che

sormontano la facciata.

L'interno a pianta basilicale è diviso in tre navate ampie e luminose coperte da un soffitto a

capriate lignee. Pilastri circolari assieme ad arcuature a tutto sesto articolano lo spazio in sei

campate .

Il transetto di tre navate è ricoperto da volte a crociera e non sporge dalla massa muraria del corpo

longitudinale bensì sporge con le cupole rettangolari. Il presbiterio rettangolare è affrescato come

tutto l'interno del duomo.

La basilica di San Francesco ad Assisi

Nel 1228 iniziarono i lavori di questa basilica destinata ad accogliere la tomba del santo. La

basilica è un impianto a due piani necessitato dal terreno in pendio dove posava la struttura.

La parte inferiore è cripta ma presenta anche chiesa con cappelle ed altari e sostiene

materialmente la chiesa superiore. Per poter realizzare questa doppia chiesa si adottarono dei

contrafforti cilindrici posti sui late della chiesa. La chiesa superiore è uno spazio aperto, una

grande aula con pilastri addossati alle pareti sui quali si posano amplissimo volte.

La forma ogivale degli archi come in molti casi del gotico italiano è appena accentuata su archi

pero apparentemente a tutto sesto.

Le mura interne sono divise in due parti: la superiore finestrata, e la parte inferiore decorata con

ricchi affreschi di Giotto che riempiono la strutture.

L'architettura civile

Nel periodo gotico si forma una vera e propria tipologia edilizia civile, corrispondente all'esigenza

di una società variegata nelle sue attività. Il palazzo dell'amministrazione pubblica è secondo in

ordine di importanza solo alla basilica. Il palazzo conserva gli elementi delle fortificazioni, ma con

pareti aventi ampie finestrature corrispondenti alle sale di riunione .

Palazzo vecchio o palazzo della Signoria a Firenze

Ideato da Arnolfo verso il 1300 come un blocco squadrato chiuso in alto da una galleria sporgente,

merlata e sormontata da un'alta torre, ricordando le fortezze medievali.

Palazzo ducale a Venezia

Capolavoro del gotico veneziano il palazzo ducale a Venezia sembra sospeso sopra 36 colonne

dei due porticati. La facciata è traforata al livello del loggiato del piano nobile da grandi finestroni

ad arco acuto al livello superiore. La struttura è decorata con statue che aumentano il carattere

gotico della struttura

Castel del Monte ad Andria

La costruzione fu ordinata da Federico II nel 1240come casa di caccia la struttura è ottagonale con

torri angolari e presenta un cortile al centro anch'esso ottagonale, riprendendo il tema fortilizio

sviluppandolo con purezza, trasformando la forma militare in forma civile.

Primo Rinascimento

Il termine Rinascimento allude al rapporto di una civiltà con un'altra più antica assunta come

modello.

Il rinascimento fu determinante nella cultura ma anche nei fenomeni dell'letteratura, filosofia,

scienza e perfino della politica.

Il rinascimento diventa un motto spirituale ed estetico che sorge tra Siena e Firenze dal concetto

di Umanesimo, concetto che esalta il valore e la dignità dell'uomo, attraverso uno studio di questo

tramite lo studio dell'antichità. L'uomo inizia nel Rinascimento a divenire creatore della propria

esistenza.

Le sfaccettature temporali e spaziali che ha avuto questo periodo hanno creato la necessità di

suddividere il Rinascimento in: primo medio e tardo Rinascimento.

La fase iniziale parte dal secondo decennio del XV secolo fino alla fine del 1400, gli altri due

periodi si articolano al'interno del '500.

La prima fase è vista come un periodo di erudizione, le fasi cinquecentesche invece come vero

Rinascimento

La parola Rinascimento presuppone una rinascita, rispetto all' "usanza moderna", il gotico. La

rinascita si ispira ai modelli antichi, se per antico si intende il mondo Greco e il mondo Romano.

Giorgio Vasari inserisce come prima tra le sue vite del suo scritto quella di Cimabue, forse primo

artista che dopo/durante il gotico tenta un emulazione dei modelli classici.

Vasari nella dedica a Cosimo I dei medici nella prima edizione, delle Vite, nel 1550 ricorda che con

questa opera vuole scrivere le vite di coloro che hanno resuscitato, e in poco tempo accresciuto, le

arti. E alla fine del proemio il Vasari ribadisce il concetto usando la parola rinascita, inquadrando

cosi un periodo storico in una visione di rinascita, quindi il Rinascimento.

Secondo Burckhardt (storico svizzero del XIX) crede che il Rinascimento sia stato un moto chiuso

nelle corti, lontano dal popolo, definendolo pero come capolavoro estetico che coincide con la

filosofia umanista di scoperta dell'uomo quale trionfo della personalità e dell'individualismo. La

scoperta dell'uomo non va però intesa come concetto astratto ma come manifestazione.

Brunelleschi, Donatello e Massaccio rappresentano l'idea di Rinascimento nelle arti della pittura,

scultura e architettura.

Brunelleschi

Brunelleschi nasce a Firenze nel 1377. Il suo metodo progettuale ai rivela razionale e scientifico

caratterizzato da un processo di ricerca che individua problemi e trova le soluzioni.

Primo momento: ( cappella Barbadori, lo spedale degli innocenti ) in questo periodo il metodo

bruneleschiano è ancora incerto e quindi in una fase di verifica (cfr: assenza di trabeazione sopra

le colonne)

Secondo momento: (sacrestia vecchia, Cappella Pazzi, S. Spirito) questa fase comprende il nucleo

tipico delle opere di Filippo, questa fase presenta un sicuro utilizzo degli elementi stilistici e di

soluzioni sintattiche contornate da invenzioni spaziali.

Terzo momento: (tribune morte, la cupola di santa Maria del fiore, rotonda degli angeli) il

Brunelleschi si distacca dalle precedenti fasi tramite una rielaborazione plastica e spaziale

accompagnata ad un riavvicinamento alle antichità romane. Avviene quindi una rielaborazione tra

le relazioni che avevano: strutture portanti, delimitanti e vano giungendo cosi ad un periodo maturo

nelle opere di Brunelleschi.

Quarto momento: l'ultima fase Bruneleschiana testimonia un diverso atteggiamento che si

trasforma in un rinnovo delle esperienze dell'architettura antica, atteggiamento forse dovuto al

viaggio a Roma tra il 1432-1434, che rispetto al precedente viaggio del 1418, fu di tipo più libero ,

più emozionale ponendo più attenzione ai valori spaziali presenti nell'architettura romana.

Al suo apice, senza trascurare i precedenti, l'Architettura di Brunelleschi è basata su un attento

studio della relazione tra spazio e struttura.

La cupola di Santa Maria del Fiore (1420-1434)

Nel 1418 si bandi un concorso per completare la cupola del duomo di Arnolfo di cambio, morto

prima di completare la cattedrale gotica.

Nel 1420 il progetto fu affidato a Filippo Bruneleschi affiancato dal suo rivale Ghiberti.

Filippo progettò una cupola autoportante, cioè senza necessitare di centine di legno. La cupola a

sesto acuto si imposta su un tamburo ottagonaledi 43 metri con oculi, coprendo la larghezza delle

tre navate. La cupola è formata da 8 vele separate da costoloni in marmo bianco che risaltano

rispetto al cotto rosso di rivestimento delle vele, queste scaricano le spinte sul tamburo che a sua

volta lo trasmette agli otto piloni di base grazie ai costoloni che vi posano.

La cupola termina con un ripiano ottagonale di 6 metri dove venne posta una lanterna ultimata nel

1471, dopo la morte di Filippo, ma su suo progetto. L'elegante tempietto con base circolare è

circondato da contrafforti a volute e presenta delle vetrate che permettono di illuminare l'intero

edificio.

Brunelleschi organizzo il lavoro a finche le otto vele fossero erette contemporaneamente. Per

ragioni statiche la cupola è composta da due calotte, la cupola interna, più piccola e robusta

sostiene quella esterna, questa presenta l'andamento dei mattoni, posti su una prima catena in

pietra, in opus spigatum riprendendo maestranze romane.

Il battistero di san Giovanni (edificio romanico) a Firenze, prima di santa Maria del fiore, possedeva

una cupola, posata su pianta ottagonale, ad arco acuto, capiamo, cosi, di come Brunelleschi prese

molto dal battistero romanico fiorentino.

La cupola interna in muratura, spessa due metri, è separata da quella esterna permettendo cosi il

passaggio alla lanterna. La cupola più esterna presenta costoloni agli angolo e due costoloni

intermedi per ogni vela, i costoloni sono congiunti da mensole, riproponendo cosi una struttura

molto simile a quella del battistero.

La cappella Barbadori

La cappella si trova all'interno della chiesa di Santa Felicita a Firenze. L cappella venne costruita

da Filippo negli anni in cui dirigeva il cantiere dello spedale degli innocenti.

Varie ipotesi sono state fatte sull'aspetto originale della cappella tra cui quella che assomigliasse

all'architettura dipinta nella trinità del Masaccio.

La cupola emisferica poi distrutta e rifatta, poggiava su un ambiente cubico. Innovativo era l'uso

agli angoli di doppie semicolonne ioniche, discostandosi dalla tradizione dei pilastri gotici. Le

colone si appoggiano su pilastri angolari corinzi.

Lo spedale degli innocenti 1419-1424

Commissionato dall'arte degli orafi e della seta lo spedale si presenta come un opera del primo

rinascimento forse ancora ancorato al gotico toscano.

La parte di rilievo e la loggia esterna che presenta archi a tutto sesto sormontati da un elemento

orizzontale da una volta composta da piccole cupole sorrette da colonne e da mensole addossate

alla parte. Le campate coperte da volte sono a pianta quadrata. gli archi si posano su colonne con

capitelli e mensole di stile classico . fra i capitelli e la base delle volte sono inseriti dei pulvini . l'uso

di un modello non classicheggiante è testimoniato dalla trabeazione al di sopra degli archi sorretta

all'estremità da grandi lesene punto in cui l'architrave curva verso, curvatura ripresa dal battistero

(ma forse opera di della luna).

(9 campate con volte a vela scandiscono il portico, e archi a tutto sesto posano su colonne di

pietra serena di ordine composito)

I chiostri interni vennero progettati con cura. Nel lungo chiostro delle donne Brunelleschi usò

colonnine ioniche.

La sacrestia vecchia in San Lorenzo (1419 - 1428)

Vano quadrato coperto da una cupola. L'esterno semplice a forma parallelepipeda coperta da un

cono del tiburio con tegole a squame e avente al vertice una lanterna. La copertura interna della

cupola è a ombrello cioè divisa in spicchi costolonati (12), alla base dei quali si trova un oculo.

Le pareti sono scandite da archi a tutto sesto, che nella zona sottostane alla cupola formano agli

angoli 4 vele. All'altezza della linea d'imposta scorre una trabeazione (romana) in pietra serena

correndo per tutto il perimetro, incontrando agli angoli paraste scanalate di ordine corinzio.

Notiamo come la volta costolonata di tradizione gotica è accostato all'innovativo uso dell'arco a

tutto sesto.

Il lato della scarsella presenta un ulteriore archetto sotto quello di volta che si posa su due paraste

poste all'entrata di questa.

Forse Brunelleschi dopo aver completato la sacrestia vide la parete piana come problema ancora

da risolvere rispetto alla spazialità tutta.

La cappella Pazzi (1429)

L'edificio non si può considerare in nessun prototipo brunelleschiano (a pianta centrale o a

basilica) questo perche preceduto da un portico con una cupoletta al centro.

Il portico anteriore ricorda gli archi di trionfo romani. Sei colonne corinzie sostengono un attico

spartito in riquadri delimitati da lesene a coppie e interotto al centro dall'arcata a tutto sesto.

Sullo sfondo della facciata si eleva la cupola a ombrello che ricorda la sacrestia vecchia.

All'interno la cupola è visibilmente divisa in dodici spicchi ognuno avente alla base un oculo.

Ad aggiungersi alla cupola si aggiungono le due ali laterali coperte da volte a botte e la scarsella

con cupoletta.

La principale differenza della sacrestia vecchia è la pianta laterale e le pareti non più piane ma

arricchite da lesene e clipei.

In queste due opere si nota la maturazione di Brunelleschi nel lavorare con la muratura che nella

cappella dei pazzi tramite oculi, finte finestre, e paraste acquisisce una profondità spaziale.

San Lorenzo (1419 interrotta e ripresa nel 1442)

Costruita come chiesa parrocchiale dei Medici. La struttura necessitava di molte cappelle, perciò

adotto la forma ormai consolidata della basilica di santa croce.

A croce latina la pianta presenta una crociera centrale a pinta quadrata, cono a pianta quadrata e

cappelle a pianta quadrata. Rispetto a santa croce Brunelleschi decide di articolare la cappelle

anche attorno al transetto, utilizzando i vuoti degli angoli ponendo la sacrestia vecchia e nuova.

La navata centrale separata da quelle laterali le quali come nel portico dello spedale peresentano

campate quadrate coperte da volte a vela. Le pareti laterali sono decorate con paraste sule quali si

posano gli archi a tutto sesto delle cappella mentre archi a tutto sesto posate su dadi

brunaleschaini sovrapposti a colonne corinzie dividono le navatelle dalla navata principale.

La maniera matura di Brunelleschi

Palazzo di parte Guelfa 1425

Di poco precedente a santo Spirito, il palazzo di parte guelfa rivela il tentativo bruneleschiano di

eliminare completamente gli ordini architettonici facendo prevalere la prete.

L'ordine è ridotto internamente a paraste schiacciate ed è confinato agli angoli e subordinato alla

parete muraria traforata con finestre.

La parete è messa in rilievo da due elementi, la trabeazione continua, e dalle paraste d'angolo che

terminano un po' prima dello spigolo in modo da lasciarlo libero.

Questo processo di riduzione del'ordine in favore della parete arriverà alla totale eliminazione di

questo.

Le tribune morte della cupola di santa Maria del fiore

Le tribune morte sono state aggiunte nella cupola dallo stesso Brunelleschi per contrastare le

spinte orizzontali della cupola.

Nelle tribune morte della cupola fiorentina si presenta una fascia scura, di marmo verde, la quale

delimita e inquadra le nicchie delle tribune staccandola dalle architetture adiacenti. Incorniciando in

questo modo lo spazio che viene privato alla massa muraria alleggerendola.

Santo Spirito

La chiesa rappresenta lo stile tardo dove il classicismo brunelleschiano ha raggiunto la sua

maturità.

Inizaiata la costruzione nel 1436 ma interrotte e poi ripresa nel 1482 modificando l'iniziale progetto

di Filippo.

Brunelleschi concentra in questo progetto la forza plastica delle membrature (colone cornici ecc

ecc) intorno alle quali costruisce il vuoto in questa struttura le colone diventano le protagoniste

della costruzione, mettendo cosi in luce il contrasto tra vuoti e pieni.

La chiesa presenta campate con volta a cupola per le navate laterali che corrono tutto attorno alla

chiesa tranne che sulla parte d'ingresso, rendendo lo spazio omogeneo (omogeneità assente a

san Lorenzo).

I muri perimetrali si presentano con curve convesse verso l'esterno.

L'accento scultoreo si presenta più marcato rispetto a san Lorenzo che presentava nicchie

squadrate con lesene sostituite qua invece da nicchie semicircolari con semicolonne all'ingresso.

Anche le proporzioni risultano più compatte, la navata centrale presenta una copertura piana a finti

casettoni.

La severità matematica si fonde alla ricchezza scultorea, in oltre le membrature portanti

vagamente goticheggianti si contrappongono alle murature solo idealmente non portanti.

Il transetto si interseca con la navata centrale creando un quadrato, unita di tutta la struttura.

Rotonda degli Angeli

Iniziato nel 1434 e abbandonato nel 1437 fu il primo vero schema centrale del '400 (cfr minerva

medica)

La struttura si presenta come un ottagono coperto da una cupola centrale, circondato da cappelle

radiali.

Le forme diversamente dall'architettura di Brunelleschi appaiono come masse solide.

La cupola doveva essere solida e classicheggiante come quella del pantheon. Si avverte cosi una

forte influenza classica, presenta anche in altre opere bruneleschiane.

Alberti (1404 - 1472)

Erudito del 1400 nasce a Genova nel 1404, nel 1430 si trasferi a Roma dove inizio uno studio

erudito delle rovine dell'antichità classica. A differenza di Bruneleschi, architetto e ingegnere,

Alberti fu il primo teorico dell'arte umanista, raccogliendo quelle che lui definiva come leggi

immutabili delle arti, raccogliendole in tre trattati: De pictura, De sculptura, De architectura, De re

edificatoria.

Nel primo si nota un forte interesse per la spazialità e la prospettiva (brunelleschiana), nell'ultimo, il

più vasto (10 libri), si ispira all'unico trattato antico sull'architettura pervenuto sino a noi, il de

Architectura di Vitruvio.

Alberti sviluppa una teoria sul come costruire divisa in 4 volumi.

Tempio malatestiano a Rimini 1447

Nel 1447 Alberti inizia la sua carriera da architetto trasformando la facciata (incompiuta) e al fianco

del tempio - mausoleo progettato da Matteo de'Pasti.

Il tributo all'architettura classica romana è evidente, la facciata è stata nettamente influenzata dagli

archi trionfali romani, mentre il fianco ricorda la successione di arcate degli acquedotti dell'impero.

L'arco in facciata, e gli acquedotti sul fianco si presentano come organismi plastici che si

inseriscono nella struttura senza delimitarla. (già Brunelleschi aveva capito come la facciata degli

edifici doveva essere una struttura e non solo una superficie).

Cornici, archi, colonne corinzie scanalate forniscono profondità alla facciate che sembra contenere

l'edificio interno.

La facciata si apriva con un arco centrale e due laterali (cfr Arco di Costantino) separati da

colonne.

Santa Maria Novella

Anche di questa chiesa Alberti progetta la facciata riprendendo questa volta il romanico fiorentino

(san miniato) credendo forse come Brunelleschi che il romanico fiorentino fosse la prima gemma

della rinascita del classico. Al carattere romanico pero Alberti affianca la didattica vitruviana

scegliendo come modulo per la chiesa il quadrato.

Palazzo Rucellai 1446

Il palazzo Rucellai, palazzo signorile contemporaneo al tempio malatestiano, segue le norme che

Alberti illustra nel suo trattato. Il palazzo signorile secondo Alberti si doveva imporre nel paesaggio,

ma non con la forza bensì con il prestigio intellettuale delle proporzioni.

L'utilizzo del bugnato media la monotonia della parete con la profondità reale delle finestre,

favorendo in oltre il risalto delle lesene le quali con le cornici formano la griglia geometrica in cui

l'edificio acquista la sua proporzionalità modulata dagli archetti e delle bifore che incorniciano le

finestrature.

Le lesene come nel Colosseo si articolano in tre ordini: tuscanico corinzio ricco (per il piano nobile)

e corinzio più pulito per l'ultimo piano, presentando cosi il primo tentativo di adattamento degli

ordini alle facciate dei palazzi. (essendo i tre piani di uguale altezza e le colonne tuscaniche pero

più tozze, queste sono rialzate da un plinto in finto opus reticolatm.

Il cornicione che corona l'edificio deriva da prototipi romani, infatti come nel Colosseo la cornice è

alta e con un forte aggetto, per questo è stata fornita di mensole come nell'anfiteatro.

Dirimpetto al palazzo si presenta una loggia realizzata da Guidotti che seguì il progetto albertiano.

Tre arcate a tutto sesto formano la loggia con due colone corinzie centrali e pilastri, sui quali non

posano gli archi, ma scorrono in su fino a sorreggere la trabeazione, lasciando la spinta delle

arcate angolari a semicolonne addossate sui pilastri.

San Sebastiano a Mantova 1460

L'attuale è un restauro infedele.

L'edificio doveva essere rialzato da una grandissima scalinata dalla quale si alzavano 6 lesene

rendendo la facciata esastila e ponendo tra gli intercolunni 5 portali.

Le lesene soreggono una trabeazione sovrastata da un timpano.

La chiesa a croce greca presenta un modulo centrale di 20 metri usato per l'intero edificio.

Sant'Andrea a Mantova 1470 (progetto iniziato dopo la mote di Alberti)

Il sant'Andrea è delle costruzioni albertiane la più completa, salvo la cupola aggiunta nel '700.

Con un vago richiamo alla basilica di Costantino la chiesa presenta una sol navata con cappelle

laterali e transetto. Anche in questo edificio Alberti sceglie come modulo il quadrato nel quale è

inscritta la facciata.

La chiesa si articola in vuoti e pieni, a partire dalla facciata che presenta un ingresso con arco a

tutto sesto sorretto da lesene corinzie che ricordano quello che sara con Michelangelo l'ordine

gigante, tra le lesene giganti si apre un vano che anticipa la spazialità interna della chiesa.

L'interno a croce latina già utilizzato da Brunelleschi, presenta una sola navata coperta a botte con

cassettoni dipinti, la volta è sorretta da enormi sostegni che si ispirano alla basilica di Massenzio.

La facciata pare fondere l'arco trionfale romano on la classicità di un tempio greco-

Il corpo della santissima Annunziata

La chiesa si presenta con un portico e un chiostro e si colloca vicino allo spedale degli innocenti di

Brunelleschi.

Bernardo Rossellino

Bernardo Rpssellino (1409 - 1464) è considerato il maggior interprete di Alberti e suo epigono.

Rossellino collaborò con Alberti nel cantiere di palazzo Rucellai, studio i progetti romani e la prima

San Pietro. Rossellino cerca nelle sue opere una convergenza delle arti.

Rossellino fu il solo architetto che potè realizzare, almeno in parte, l'immagine utopistica della città

ideale.

Per ordine di Pio II Piccolomini, papa umanista, Rosselino fu chiamato a ricostruire il centro di

Crosignano che prese da allora il nome di Pienza (1459).

Concepì il nucleo della città come un unita architettonica formata da edifici prospetticamente

coordinati.

La provenienza classica di Rossellino viene a galla se si analizzano vie e piazze che egli prospettò

come la scena fissa del teatro classico.

la città non era più costruita attorno a dei monumenti ma il monumento era la città stessa.

I progetti di Bernardo Rossellino, vennero completati solo parzialmente, ma restano tutt'oggi uno

degli esempi più significanti di progettazione urbanistica razionale del Rinascimento italiano.

Isolata e ben visibile è subito la rinascimentale Cattedrale; di fronte, il Palazzo Comunale e

accanto Palazzo Borgia e Palazzo Piccolomini.

Duomo di Pienza

Come tutti gli edifici di rilievo la chiesa si articola attorno alla piazza (dedicata a Pio II). La piazza

do forma trapezoidale viene formata dalla facciata degli stessi edifici.

Pur essendo rinascimentale il duomo, per alcuni tratti, come il tetto a due spioventi, finestrature

ampie e l'occhio centrale, ricorda le chiese gotiche francesi, presentando pero un insieme

fortemente albertiano.

L'interno ancora più dell'esterno è legato allo stile gotico, presentando tre navate, tutte di uguale

altezza.

De file di pilastri con semicolonne addossate d ividono la navata centrale dalle due laterali.

Palazzo Piccolomini

Appartenente al'architettura civile di Pienza. Il palazzo si affaccia per meta sulla piazza e presenta

una pianta quadrata e una facciata in bugnato ideata seguendo il progetto per il palazzo Rucellai di

Alberti.

Oil palazzo si affaccia sul lato sud dalla parte del giardino sul monte Amiata, il quale influenzò

molto il progetto della città. Per godere del panorama Rossellino progetto un loggiato a tre ordini,

testimone dell'importanza che ha la relazione tra ambiente e architettura nel rinascimento.

Filarete

Antonio Averulino detto il Filarete visse a Milano e tentò anche se non con molti successi di imporsi

con un suo trattato dove descriveva la sua città ideale, Sforzinda.

Sforzinda è la città immaginaria teorizzata nel trattato di Architettura dello stesso Filarete. La città

si sviluppa su una pianta di otto punte (sovrapponendo due quadrati) inserita in un cerchio,

rappresentante il fossato. La stella che si viene a formare con la sovrapposizione dei due quadrati

rappresenta la muratura della città. Ogni punta una torre, ogni conca un entrata. Da ogni porta e

da ogni torre parte una strada che raggiunge il centro della città, formando una viabilità radiale al

centro della quale si apre la piazza.

Palazzo ducale di Urbino

Il cortile di Luciano Laurana

I cortile d'onore del palazzo presenta una pianta rettangolare: il lato corto di 5 campate e quello

lungo di 6.

Il piano terra è composto da un portico, composto da colonne con capitelli compositi si quali si

posano volte a crociera. Sugli angoli sono dei pilasti decorati con delle lesene che corrono su fino

alla trabeazione che corre lungo il portico toccando ogni arco. I pilastri angolari sono funzionali a

risplvere il conflitto angolare che si viene a verificare con l'incontro di due archi a 90 gradi, per

questo i pilasti sono affiancati da semicolone su cu posa l'arco.

Il piano nobile presenta una ripartizione analoga , con lesene marmoree in corrispondenza delle

colonne ch inquadrano le finestre architravate. I due piani sono conclusi da una cornice con

modanature agettanti, dove corre un fregio con un iscrizione.

Francesco di Giorgio Martini (1439 - 1501)

Lavoro ad Urbino, alla corte di Federigo. Nel 1477 inizio la sua attività di architetto, ad Urbino.

Martini crede che il problema dell'architettura è collegata a un più vasto problema urbanistico, e lo

spiega nel suo trattati di Architettura, il più importante dopo quello di Alberti.

La chiesa di San Bernardino a Urbino

La chiesa di Martini ad Urbino presenta una facciata in laterizio molto essenziale, questa alta e

stretta culmina con un frontone. Il severo stile esterno che ricorda le fortezze militari contrasta con

lo sile classico dell'interno, con una pianta a croce latina con navata unica coperta con volte a

botte, la navata incontra il presbiterio quadrato coperto da cupola e con due absidi semicircolari ai

lati e una nicchia rettangolare voltata a botte dietro l'altare. La cupola oltre che dalle murature è

retta da 4 colonne ioniche poste agli angoli su alti plinti.

L'adiacente convento pare contrastare la raffinatezza della chiesa con la semplicita dei tradizionali

edifici francescani.

Il monastero di santa Chiara a Urbino

Il duomo di Urbino

la cattedrale è divisa in tre navate. La struttura rivela uno stile classico. La facciata presenta re

portali, il centrale affiancato da due lesene corinzie per lato posate su alti plinti. Apparendo come

un tempio tetrastilo coronato da cornice e timpano.

Il palazzo ducale di urbino

Iniziato nel 1468 il palazzo presenta una facciata gotichegiante piena pero di tratti umanisti, come i

vuoti prospettici delle logge centrali affiancate alle possenti torri cilindriche angolari.

Realizzaro per federico montefeltro, duca di Urbino. Il cortile e la facciata sono probabilmente

oprea di Lucuano Laurana e l'inetra struttura fu probabilmente completata da Martini.

La parete principale da su una piazza mentre gli altri tre lati costeggiano i pendii di un monte.

Quindi, anche qui si percepisce la relazione con l'ambiente.

La facciata risulta a primo impatto deludente. Il basamento in bugnato con lesene agli spigoli

presentali architravati alternati a finestre anche loro architravate.

Il palazzo comitale di Gubbio

Santa Maria delle Grazie al Calcinaio a Cortona (1485)

Edificio a croce latina con cupola ottagona, in cui come tipico nel pensiero architettonico di Martini,

i due elementi si fondono tramite proporzioni reciproche.

La navata unica della chiesa è affiancata da due cappelle laterali con transetto e la cupola dal'alto

tamburo

Proporzione e prospettiva inserì il Martini nella struttura.

La chiesa presenta sia influssi albertiani che brunelleschiani.

Rocca di Sassocorvaro

La fortificazione rinascimentale di Giorgio Martini presenta una pianta, organizzata attorno ad un

cortile interno, presenta un forte zoomorfismo creato dall'assemblaggio di figure geometriche

concave e convesse.

Michelozzo

Palazzo Medici - Riccardi a Firenze

Il palazzo presenta una forte influenza bruneleschiana affiancata al gotico fiorentino.

Da progetto il palazzo aveva forma cubica con cortile centrale dal quale si poteva accedere al

giardino.

La facciata in bugnato è divisa in tre ordini separati da cornici con dentelli. Il bugnato si presenta

molto scavato al piano terre e leggermente accennato all'ultimo piano, per alleggerire l'austero

volume.

Delle bifore scandiscono la facciata e sono incorniciate da una ghiera a tutto sesto.

Il cotile del palazzo presenta un primo ordine presenta un portico con colone a capitelli compositi

sovrastati da un alto fregio al di sopra di questo è il secondo ordine a muratura piena con bifore in

asse con gli archi. L'ultimo piano presenta una loggeta trabeata.

Il conflitto angolare fa si che le finestre ai lati siano più vicine delle altre.

Chiesa si sant'Agostino a Montepulciano

A michelozzo venne affidato nel 1437 il progetto della facciata della chiesa.

La chiesa è divisa in tre ordini progressivamente più bassi partendo dal basso, questi sono

sovrastati da un timpano. Il primo ordine presenta lesene corinzie presentando una facciata

esastila con il raddoppio delle colonne ai lati (totale di 8 colonne) il secondo ordine presenta delle

logge a sesto acuto e l'arco a tutto sesto al centro di queste che sovrasta il portale al primo ordine.

L'ultimo ordine presenta centralmente un rosone e lesene corinzie basse, in asse con le lesene del

primo ordine.

Santissima Annunziata a Firenze

La cappella Portinari in Sant'Eustorgio a Milano

Ispirata alla sagrestia vecchia di Brunelleschi, la chiesa copre il vano quadrato con una cupola a

16 spicchi costolonati. La cupola è protetta da un tiburio con tamburo con oculi, uno per ogni vela

interna, coperto da un cono tegolato concluso con lanterna.

Il '400 a Roma e nel Lazio

Progetti di ristrutturazione di San Pietro da parte di Rossellino

La chiesa di Santa Maria del Popolo

La chiesa fu ricostruita nel 1475 circa per volere di Sisto IV. Ampliando una picola chiesa del 1100.

La facciata posta su un alta scalinata

Divisa in tre navate da pilastri e semicolonne in pietra le quali reggono ampie arcate. Sui lati delle

navate si aprono ampie cappelle.

La facciata, realizzata il lapis tiburtinus, è scandita da 4 lesene, la zona centrale di queste che

presenta un intercolumnio sensibilmente più ampio, presenta la parte superiore più alta coronata

da un timpano triangolare.

L'immagine della facciata a tre portali, anticipa la divisione interna in tre navate. Essendo stata

restaurata nel secolo successivo l'interno presenta un incontro tra rinascimento e barocco.

L'originario sistema di pi lastrature cruciformi, costituiti da semicolonne di ordine maggiore sulle

quali si innestano le volte a crociera della navate centrale, semicolonne di ordine minore sulle quali

si posano le volte delle navate minori.

Il coro fu completato con un abside da Bramante nel XVI secolo, che amplio anche li piccole

finestre.

Il transetto presentava originariamente due cappelle absidate, sostituite dalle 4 attuali.

La cupola ispirata al pantheon.

La chiesa di Sant'Agostino

La facciata si ispira alla chiesa di Santa Maria Novella è stata progettata dallo stesso Alberti e

costruita nel 1483 utilizzando il travertino proveniente dal Colosseo. (volute aggiunte nel 1750)

L'interno della basilica a tre navate suddiviso da pilastri ei presenta 10 cappelle laterali,transetto e

abside, affiancato da atre 4 cappelle. La chiesa è una delle prime chiese romane rinascimentali.

La chiesa oscilla tra il verticalismo interno di provenienza gotica mentre la facciata posta su

scalinate come in santa maria del popolo ha forti caratteri rinascimentali.

Baccio Pontelli (1450 - 1494)

Chiesa di San Pietro in Montorio

Progettata secondo il Vasari da Baccio Pontelli la chiesa presenta una facciata a tempietto a due

ordine, con rosone gotico, preceduta da una doppia rampa di scale che conduce al portone ligneo.

l'interno è a navata unica, terminante con abside poligonale scandito in tre campate differenziate

dalla copertura a volt crociera e vela. L'abside è fiancheggiato da due nicchie che appaiono come

un transetto contratto.

Alla destra della chiesa attraverso un cortile, si accede al chiostro formato da una serie di arcate

murate, ed a un portico di tre arcate su pilastri, al centro del chiostro si innalza il tempietto del

Bramante.

Chiesa di Santa Maria della Pace (1471)

Edificata su una precedente cappella. I lavori furono affidati a Pontelli, mentre nel 1500 Bramante

si occupo del chiostro e del convento annessi.

Il progetto di Pontelli era costruito attorno a un'aula rettangolare (bramante aggiunse la cupola

otagonale)

Chiesa di Sant'Aura ad Ostia

La chiesa fu costruita nel XV secolo da Pantelli. L'interno si presenta a navata unica con soffitto a

capriate, illuminata da un rosone e delle bifore . l'abside è interrotta da un arco trionfale.

L'esterno è periptero di lesene poste su alti plinti. La facciata presenta 2 lesene centrali e due

lesene angolari di ordine corinzio.

Alternate con le lesene sono le bifore che consentono l'illuminazione. Sopra all'architrave si posa

un timpano triangolare a coronamento dell'edificio.

Palazzo della cancelleria 1458

Primo palazzo a Roma rinascimentale. Il palazzo presenta una lunga facciata ritmata da lesene

disposte ad interassi, ogni due interassi la colona viene sostituita da una finestra sormontata da un

arco.

Il palazzo è diviso in tre ordini:il primo con ingressi è più alto e privo di lesene.

Il palazzo presenta un cortile attribuito al Bramante. Di forma rettangolare il cortile presenta due

piani inferiori con logge aperte caratterizzate da colonne su cui posano archi a tutto sesto che si

posano agli angoli su pi lastrature cruciformi. Il terzo piano riprende le lesene esterne alterante con

finestre.( i parapetti delle logge hanno in rilievo i plinti su cui posano le colonne che appaiono come

triglifi per le colonne sottostanti).

Il travertino proviene dal Colosseo e dal teatro di Pompeo dal quale vengono anche le colonne che

ornano il

cortile interno.

Alberti a Roma

Il palazzo di San Marco

Francesco dal Borgo

Loggia di San Pietro Vaticano

Voluta da Papa Pio I PIccolomini, la loggia è conosciuta anche come la loggia della benedizione.

La loggia fu iniziata nel 1460 su progetto di Francesco del Borgo una delle più importanti figure

delle Roma rinascimentale, la struttura è legata anche ad Alberti.

L'Architettura rimase hai tempi incompiuta e completata in seguito. La sua forma originaria la

conosciamo tramite opere grafiche del XVII secolo. Mentre i dettagli possono essere dedotti dalla

loggia della benedizione sulla facciata di San Marco, ancora esistente anch'essa progettata da del

Borgo.

Probabilmente di matrice Albertiana la loggia era caratterizzata dalla sovrapposizione di tre livelli

caratterizzati da archi inquadrati dal'ordine (dorico ionico e corinzio) come appare ne Colosseo dal

quale probabilmente proveniva il travertino.

L'Architettura del '500 (Rinascimento)

Il 500 è un secolo testimone di riforme che rivoluzionarono l'arte del tempo. La riforma protestante

porto la Chiesa Cattolica ad una trasformazione, la religione diventa ricerca ansiosa di Dio

nell'anima umana, causa di una scelta che implica responsabilità.

Il pensiero Classico del 500 risale a Giorgio Vasari, che lo enuncia nelle sue Vite degli artisti,

pubblicati nel 1550. Vasari divide l'arte con Michelangelo, con il quale si raggiunge un apogeo , e

dopo il quale è la decadenza, il manierismo. Il manierismo per vasari è colui che imita l'arte e non

la natura.

La visione storica Vasariana ha influenzato la storiografia, inquadrando cosi i grandi maestri del

Classicismo nella prima meta del secolo, e nei manieristi della seconda la decadenza.

La critica moderna ha per cosi dire riabilitato il Manierismo, inteso come arte che mira ad

esprimere un idea attraverso il soggetto e non l'oggetto.

Se si intende per Classicismo un sicuro possesso di una concezione unitaria del mondo, coloro

che possono essere definiti classici sono:Bramante e Raffaello, i quali hanno prodotto un arte

custode di teorie assolute e universali creando un classicismo inteso come storicità assoluta, la

loro arte cosi inquadrata ne concetto di Classicismo, è dovuto anche al loro legame con la Curia,

che ha incaricato questi due artisti di ripristinare nella Roma cristiana, la figura classica di Roma.

Si fissano cosi regole e canoni legati a proporzioni del corpo umano e degli ordini architettonici.

Il manierismo che si viene a formare al seguito di questo ritorno alle origini, sarà frutto di un

bisogno di confronto tra le diverse tradizioni culturale, in un campo: artistico, edilizio, e filosofico.

Donato Bramante

Bramante fu uno degli Artisti, insieme a Leonardo che chiusero il '400 aprendo il nuovo secolo.

È evidente come per Bramante la monumentalità architettonica, coincida con quella della figura

umana. L'arcata, la nicchia, il volume plastico di un corpo squadrato o convesso, saranno elementi

fondamentali per l'architettura bramantesca a Milano e più tardi con un più accentuato equilibrio

classico a Roma.

L'attività del Bramante a principio ad Urbino per poi espandersi a Milano e in tutta l'area Lombarda

e in fine a Roma.

A Urbino

Chiesa di San Bernardino

A bramante gli viene tradizionalmente attribuito il progetto (almeno in quanto collaboratore) della

chiesa di San Bernardino a Urbino, futuro mausoleo dei Montefeltro.

A Milano

Bramante è documentato in Lombardia nel 1477.

L'incisione Prevedari

Nel 1481, nei primi anni di attività milanese risale L'incisione Prevedari dell'omonimo incisore su

disegno di Bramante. Si tratta di una rappresentazione architettonica interna avente uno stile

classicheggiante.

L'incisione dimostra di come molti temi dell'architettura antica (vedi archi su pilastri e non su

colonne) e temi legati alle lezioni dirette o indirette di Alberti, siano già mature 20 anni prima delle

opere romane.

Santa Maria delle Grazie

L'ultima impresa costruttiva del Bramanre a Milano è il corro di Santa Maria delle Grazie. La cupola

fasciata da un alto tamburo rivestito da una galleria ed archi abbinati tra pilasti, sorge su un grande

dado, i cui lati, tranne quello della facciata si sviluppano in basso nelle ampie curvature di tre

absidi, concependo l'edificio come un organismo naturale.

Influenze brunelleschiane

Santa Maria presso San Satiro 1470 1480

A Milano Bramante ricostruisce l'antica chiesa di Santa Maria presso San Satiro. L'interno della

chiesa è a croce greca presenta una navata centrale ampia voltata a botte. La navata non sembra

interrompersi, ma bensì attraversare il transetto grazie a una finta prospettiva. Rendendo cosi lo

spazio non più struttura ma immagine.

L'esterno si sviluppa su tre piani, quello inferiore ha forma cilindrica scandito da profonde nicchie

tra lesene alternate con superfici lisce (richiamo alla rotonda degli angeli). Il piano superiore

mostra le braccia della croce greca, con finestre e tetto a falde. Sull'ultimo piano si imposta il

tamburo ottagonale con finestre e lesene, con copertura a falde sormontata da una lanterna

circolare.

I chiostri di Sant'Ambrogio

Progettati nel 1497 i chiostri formano un grandioso impianto che sarà imitato per tutto il '500.

Il chiostro dei canonici: successione di archi a tutto sesto soretti da colonne. Un arco più ampio al

centro è sorretto da pilatri quadrati con lesene (spedale innocenti) (4colonne laborates a roncos)

Il chiostro dorico: porte del monastero, creazione elegante e matura.

Il chiostro ionico: le volte sono sorrette da pulvini, posti sopra i capitelli delle colonne le quali sono

presenti anche agli angoli ( no pilastri). Il piano superiore è molto più basso.

La maniera matura di Bramante

Roma

Il Chiostro di Santa Maria della Pace

Edificato tra il 1500 e il 15004 questo chiostro si presenta, rispetto ai chiostri di Sant'Ambrogio, con

aspetti molto più classicheggianti.

Si legge un proporziona mento di insieme che lega pianta e alzato. Come già usato da Alberti e

Brunelleschi, Bramante usa il quadrato come unità. Il portico è costituito da una fila quadrati minori,

le campate coperte a crociere, che circonderà un quadrato scoperto. Il portico presenta 16 pilasti

(numero perfetto secondo Vitruvio ). Lo stesso modulo a quadrati scandirà poi il piano superiore.

L'alternanza di vuoti e pieni di diverse dimensioni (tecnica già utilizzata da B.)fa apparire la

struttura come un organismo autonomo.

Il motivo per cui non è presente un sistema di archi su colonne è perche secondo Alberti, questo

sistema era sarebbe stata ina mescolanza di due sistemi costruttivi diversi e di diversa origine

storica. Per questo Alberti adotta un sistema murario con archi inquadrati dall'ordine al piano

inferiore, caratterizzato da un ordine ionico (Maria) per le paraste poste su un piedistallo, e Dorico

per i pilastri d'imposta delle arcate e per le paraset sulla muratura interna che reggono le volte.

Al piano superiore Bramante pone un pilastro murario in corrispondenza dei piedritti al primo

piano, interrompendo l'intercolunnio tropo ampio, per un sistema architravato, con una colonna

(una per intercolunnio). I pilastri compositi, e le colonnine corinzie del piano superiore sorreggono

una trabeazione.

Per far risultare costante gli intercolunni del loggiato inferiore, e per non far scomparire del tutto la

parasta sui pilastri angolari, Bramante pone all'angolo di raccordo dei due pilastri un elemento

filiforme con le due volute tangenti per capitello (fusione delle paraste che si incontrano agli

angoli).

Il Cortile del Belvedere in Vaticano

Costruito per volere di papa Giulio II il progetto bramantesco comprendeva un area di circa 300

metri per 100, quindi un architettura monumentale, di dimensioni che solo gli antichi avevano osato

padroneggiare. La riprese dell'antico non è più un modo di fare architettura ma una necessità.

Lo spazio vuoto doveva essere il monumento, valorizzato dall'architettura circostante pensata

come un dipinto.

Bramante propose uno spazio chiuso lateralmente da corpi di fabbrica, lasciando libera la

prospettiva l'ungo l'asse. Lo spazio aperto fu diviso in tre terrazzamenti destinati ad accogliere

giardini collegati da rampe e scale. (ripresa dei santuari). Il progetto non fu mai portato a termine e

fu rimaneggiato nel corso del 500.

Tempietto San Pietro in Montorio

Il tempietto del Bramante è una piccola costruzione a pianta circolare, pianta ritenuta non adatta

pe una chiesa cristiana (pianta cruciforme).

Il monumento è esemplare del tardo rinascimento presenta una pianta caratterizzata da cerchi

concentrici. La cella è scavata da nicchie profonde decorate con conchiglie, e scandita da paraste

come fossero le proiezioni delle colonne del peristilio, la costruzione è infatti circondata da 16

colonne doriche sulle quali corre una trabeazione con fregio con metope e triglifi (tutto conforme

alle descrizione vitruviane dell'ordine).

Lo spazio è coperto da una cupola in opus cementicium (pantheon), questa è posta su un

tamburo, ornato da lesene, che continuano quelle inferiori.

La costruzione è soprastante una cripta circolare, probabilmente resto di un edificio preesistente.

Il tempio riprende fortemente il tempio di vesta a Tivoli, il tempio di vesta nel foro, e il tempio di

ercole vincitore. In oltre Bramante richiama il cristianesimo delle origini ricordando con questa

struttura i martirya paleocristiani (mausoleo di santa costanza).

Palazzo Caprini

Il palazzo progettato da Bramante nel 1510 divenne un modello per l'architettura del '500. L'edificio

è caratterizzato da una facciata su due livelli aventi ognuno 5 campate. Un possente bugnato

caratterizza il primo piano, che circondava ad arco delle aperture sulla parete. Il piano superiore

era scandito da colonne binate poste su alti plinti, sormontate da una trabeazione completa di

architrave fregio ornato da metope e triglifi.

Coro di Santa Maria del Popolo

Il coro di questa basilica, progettato da Bramante, presenta una pianta quadrangolare con volta a

vela.

Raffaello Sanzio

Dopo la morte di Bramante nel 1514 la ricostruzione della cattedrale di San Pietro passa a

Raffaello, collaboratore e allievo di Bramante.

Palazzo Branconio dell'Aquila

Il palazzo romano fu progettato da Raffaello nel 1520 circa. Noto solo dai disegni, essendo stato

demolito per far spazio al colonnato di san Pietro.

L'edificio si sviluppa in 5 campate. Il decorativismo attraverso gli ordini è totalmente privato di

funzionalità, infatti al piano di sopra in asse con le colonne sono delle nicchie vuote.

Al piano nobile, quello di mezzo, le finestre presentano alternativamente frontoni, circolari e

triangolari, uniti da una trabeazione sorretta solo da colonne che inquadrano le finestre.

La cappella Chigi in Santa Maria del Popolo

La cappella Chigi fortemente ispirata alle opere del Bramante presenta un classicismo che spesso

il Bramante presentava con alcune licenze, in questo caso Raffaello presenta una sorta di classica

coerenza.

Il complesso a pianta centrale è ricco di sculture e pitture interne. Si tratta in sostanza di un cubo

sormontato da una cupola emisferica posata su un tamburo.

Villa Madama

La villa situata a Roma è stata progettata da Raffaello nel 1516 con la collaborazione di San Gallo

il Giovane e Giulio Romano.

La struttura, terminata solo per meta, voleva presentarsi come una villa classica con cortile

circolare al centro.

La loggia della villa presenta decorazione ispirate alla domus neroniana. La loggia è divisa in tre

campate. La parte centrale voltata a cupola è affiancata da volte a crociera.

Palazzo Vidoni Caffarelli

Il palazzo di Raffaello situato a Roma presenta uno stile Bramantesco. La facciata presentava

sette campate, con il pian terreno trattato come un basamento in bugnato. Il piano nobile era

invece scandito da coppie di semicolonne doriche con soprastante trabeazione (priva di metope,

causa doppie colonne).

Giulio Romano

Nato a Roma, fu discepolo ed esecutore artistico di Raffaelo dal 1520. Rimase a Roma fino al 24 e

poi si trasferì a Mantova dove lavora per i Gonzaga. La su architettura fa uso di regole canoniche

degli ordini facendo pero spesso uso di forme fuori dalla tradizione.

Palazzo Maccarini

Il palazzo romano edificato nel 1535 presenta due facciate di ottimo aspetto le quali presentano un

basamento con un largo bugnato dal quale si apre un portale. I due piani soprastanti

alleggeriscono la struttura verso l'alto tramite una messa in risalto dei timpani.

Palazzo Te a Mantova

Iniziato intorno al 1520 l'impianto somiglia alla tipica villa romana, 4 corpi lunghi e bassi che

racchiudono una corte centrale quadrata.

L'esterno è ritmato da un unico ordine di lesene che reggono una trabeazione composta da un

architrave a fregio dorico.

Baldassarre Peruzzi

Fu uno degli artisti universali rinascimentali (1481 - 1536)

La villa Farnesina

Straordinaria opera giovanile del 1506. L'edificio si eleva su due piani e presenta un innovativa

pianta a ferro di cavallo, che si apre verso il giardino con due ali tra cui è posizionata una loggia

che si estende in 5 campate. Si distacca dallo stile bramantesco privando l'esterno di bugnato e

colone. L'esterno è ridotto a lesene tuscaniche su due ordini. L'esterno presentava pero un

decorativismo fatto di affreschi oggi scomparsi.

Antonio San Gallo il Vecchio ( 1463 - 1534)

È stato soprattutto un architetto militare, percio progettista delle cinte murarie rinascimentali che si

presentavano come un movimento di grandi masse nello spazio aperto, influendo

necessariamente alla forma della città. Egli lavorò molto a Montepulciano.

La Chiesa della Madonna di San Biagio a Montepulciano

La chiesa fu iniziata nel 1518. La chiesa a pianta greca con campanili ai lati della facciata (come il

progetto di Bamante per San Pietro). Le testate dei bracci salvo quello con l'abside sono piatti, la

muratura dell'abside è tutta scandita da lesene che inquadrano le facciate agli angoli e che

reggono un fregio dorico. La chiesa si presenta come un intersezione tra volumi privi di raccordi.

La cupola è sostenuta da un tamburo.

Fusione della tradizione toscana con un classicismo Bramantesco.

Antonio da San Gallo il Giovane (1483 - 1546)

Nipote del vecchio lavora a Roma fino al 1503, anche egli specialista delle fortificazioni è èercio

anche lui portato a anteporre i problemi pratici e tecnici a quelli formali. Si formo tra i cantieri di

Raffaello e Alberti e Peruzzi, e dopo la morte di questi fu il primo architetto della capitale, e

nominato da papa Paolo III architetto di tute le opere pontificie.

Stile austero e massiccio legato al Colosseo e al teatro Marcello.

Palazzo Baldasini (prima residenza romana di Garibaldi nel 1875)

Creato tra il 1514 e i 1525 per un avvocato, questa è considerata una delle opere più

rappresentative per l'architettura domestica nobile rinascimentale.

La struttura si imposta attorno ad un cortile quadrilatero, caratterizzato da una loggia a due piani

con paraste tuscaniche al primo livello e ioniche al secondo. L'ingresso nobile della facciata è

affiancato da semicolonne doriche che sostengono una trabeazione dorica.

Chiesa di Santa Maria di Monserrato

Vene iniziata nel 1518 da San Gallo. Questa è la prima chiesa romana progettata a navata unica

con tre cappelle per lato e un profondo presbiterio con terminazione absidale semicircolare

Facciata di Santo Spirito in Saxia

La facciata è a due livelli con paraste di ordine corinzio che dividono il livello inferiore in 5 campate,

e quello superiore in tre con rosone centrale. Tra gli intercolunni della facciata sono poste delle

nicchie (bruneleschi)

Palazzo Farnese

Iniziato nel 1513 divenne il più sontuoso palazzo Romano futuro archetipo per i palazzi nobili del

7/800.

La pianta presenta caratteristiche fiorentine: blocco unico e isolato di forma quadrata attorno ad un

cortile quadrato.

La facciata ricorda il Palazzo Pitti fiorentino. Il bugnato viene trascurato e viene usato agli angoli

dove si presenta sempre meno marcato andando verso l'alto. Fasce orizzontali assieme a cornici

dividono i tre piani, scanditi da finestre con finti balconi sui quali ai lati delle finestrature si posano

le colonnine che inquadrano le vetrate inserite ad edicola nella massa muraria. Come nel palazzo

Branconio dell'Aquila di Raffaello le finestre sono sormontate alternativamente da timpani e archi

ribassati (2 e 3 piano).

Il cortile del palazzo si ispira al teatro Marcello. Il primo e il secondo ordine sono semplici loggiati

mentre l'ultimo piano è tipicamente michelangesco. (il progetto originale prevedeva tre loggiati

sovrapposti (dorico, ionico, corinzio). Come nel chiostro di santa Maria della pace di Bramante gli

archi si posano su pilastri dorici.

San Giovani dei Fiorentini

Molti architetti tra cui san gallo e poi Michelangelo

Michelangelo Architetto

Michelangelo Buonarroti nasce a Caprese nel 1475 e già nel 1490 si sentiva parlare di un

promettente artista. Lavora col Ghirlandaio e Bertoldo ma rimanendo un autodidatta. Negli anni

della gioventù viene notato da Lorenzo il Magnifico il quale lo introduce nella cerchia dei neo

platonici. Neoplatonica quindi sarà la sua visione del mondo , quindi il suo modo di approccio

all'arte.

Michelangelo è fortemente ispirato dal classico, a tal punto che sue opere vengono scambiate per

classiche. Michelangelo non mirava a interpretare l'antico, quanto ad appropriarsene brutalmente.

Michelangelo nella storia dell'arte è il primo artista isolato e in quanto tale in tette le sue arti:

scultura, pittura, architettura, e anche poesia mira a superare ogni sua singola opera precedente,

Michelangelo non faceva altro che rielaborare e migliorare le sue esperienze.

È a Roma intorno al 15085 e nel 1508 inizia l'opera della cappella Sistina, dove l'architettura non è

cornice dell'opera ma è l'opera stessa.

Nel 1513 Michelangelo è a Firenze dove gli vengono affidati alcuni cantieri.

L'ultimo soggiorno romano è nel 1534 nel quale dipingerà il Giudizio Universale.

Biblioteca Laurenziana

Complesso architettonico fiorentini, progettato da Michelangelo tra il 1419 1 il 1534. L'opera è

considerata espressione di un iniziale atteggiamento manierista che rivendica un interpretazione

della canonizzazione degli ordini canonici classici e delle regole compositive.

Famosa è la scala che congiunge il vestibolo (alto e stretto) con la sala lettura, queste due sale

avevano un dislivello che fu risolto con una scala che anticipa per certi versi il Barocco che

avrebbe invaso l'Europa.

Infatti le linee rette delle scalinate laterali di carattere rinascimentale affiancano una scalinata

centrale con gradini di forma ellittica dove domina la curva.

Novità sono le colonne che non sporgono dalla muratura, bensì sono incastonate in essa e

sorrette da gigantesche mensole, effetto paradossale e imprevisto tipico del manierismo

michelangesco.

Piazza del campidoglio

Il campidoglio era il centro dell'amministrazione dell'urbe considerato caput mundi. Il desiderio era

quello di restituire allo spazio un significato politico iniziato nel 1538 con il trasferimento in loco

della statua di Marco Aurelio.

Il progetto originale di Michelangelo è stato portato avanti dopo la sua morte da architetti come

Della Porta che pure seguendo il progetto di Buonarroti non ebbe scrupolo ad apportare modifiche.

Si accede al colle tramite una monumentale scala che si apre sulla piazza, lo spazio si presenta

armonioso ed equilibrato, sui due lati si trovano il palazzo dei conservatori e il palazzo nuovo,

mentre sul fondo si erge il palazzo senatorio.

La piazza ha una forma trapezoidale chiusa sul lato maggiore dal palazzo senatorio, lo schema

della piazza è messo in risalto dal disegno ovale della pavimentazione che gravita attorno alla

statua, ribadendo la funzione di centralità del luogo.

L'innovazione più importante è l'introduzione del'ORDINE GIGANTE( cfr Sant'Andrea a Mantova

Alberti) sul palazzo conservatori, cioè le lesene o colonne che scorrono lungo due piani. Qui le

lesene poggiano su u alte basi. Nel primo piano si scorge un'altra novita, quella di colonne

trabeate anzi che archi voltate.

La Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore

Il progetto gira attorni a uno spazio elittico coperto da una volta a vela, presenta absidi incorniciati

da colonne.

Progetti per san Giovanni dei Fiorentini

Jacopo Barozzi da Vignola

Jacopo Barozzi detto comunemente Vignola (1507 - 1573) è un architetto rinascimentale

esponente del manierismo. Quello di Vignola era un manierismo strettamente legato al

Classicismo degli ordini.

La Chiesa di Sant'Andrea in via Flaminia

L'edificio è sostanzialmente un parallelepipedo in laterizio lasciato a vista su tre lati. La facciata in

peperino, presenta un portone con timpano fiancheggiato da lesene accanto alle quali si

presentano delle finestre a nicchia decorate con la tipica conchiglia. Agli angoli della facciata si

riscontra il raddoppio delle lesene, portando il numero di queste a un totale di 6. La chiesa unica

presenta una volta impostata su una cornice interna ovale, che fa apparire la cupola esternamente

come una semicalotta ovale.

L'interno, aula rettangolare, presenta un piccolo abside rettangolare.

La piccola chiesa sintetizza con la sua pianta centrale un prototipo di una chiesa rinascimentale di

stampo umanista, quindi manierista.

Villa Giulia

Il progetto di Vignola nel 1551 presenta un'organizzazione simmetrica secondo l'asse principale.

La facciata si presenta come una combinazione di superfici contrastanti:rettilineo sulla facciata

principiarle e concavo a semicerchio sul lato posteriore. Il fronte urbano presenta una severa

facciata a due piani uguali. Al centro presenta il triplice ritmo di un arco trionfale fiancheggiato da

solo due finestre per lato. La facciata è chiusa da ogni estremità da un pilastro dorico. Il ritmo

descritto del primo piano si ripete al secondo, con il portale che diventa un balcone e l'ordine

dorico che si trasforma in ionico.

La parte posteriore mostra la loggia al primo piano curvilinea.

Palazzo Farnese a Caprola

La pianta pentagonale presenta un cortile circolare all'interno. Il cortile era scosceso verso il

centro, per la raccolta delle acque. Originariamente la struttura era circondata da un fossato.

Il progetto interno era ben suddiviso: zona estiva a ovest e zona invernale a est.

Chiesa del Gesù

Chiesa a pianta longitudinale con una sola navata coperta con volta a botte, affiancata da tre

cappelle per lato , un presbiterio, sormontato da una cupola sull'incrocio del transetto, con questo

progetto Vignola riempie l'architettura complice della filosofia umanista costringendo quasi l'uomo

alla meditazione.

La chiesa di Vignola si ispira al sant'Andrea di Mantova di Alberti.

La chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri

La chiesa del 1572 presenta una cupola ovale nascosta dalla facciata piana. L'edificio è a dopio

guscio: interno ovale e un guscio esterno squadrato in muratura. Libera su tre lati la chiesa elimina

ogni relazione tra interno e esterno (sensazione già percepibile con Peruzzi).

L'interno presenta 8 colone incastonate al muro(Michelangelo) tra le quali si trovano nicchie e

altare.

La facciata è scandita da paraste lisce 6 in totale, in oltre le due centrali sono anticipate da colonne

tuscaniche che affiancano l'ingresso.

Casino di Pio IV in Vaticano di Pirro Logorio

Posta nei giardini vaticani, il casino è uno dei capolavori del manierismo. Il casino comprende due

edifici e un ninfeo il tutto con decorazioni classicheggianti.

Villa D'Este

Capolavoro del rinascimento italiano, fu edificata su una precedente villa romana. Il complesso

fonde l'Architettura con la natura circostante, grazie alle fontane. Realizzata tra il 1550 e il 1570

sotto la direzione di Piero Ligorio. L'ingresso ufficiale permetteva una visione del complesso dal

basso verso l'alto.

L'esterno della villa come da stile rinascimentale appare sobrio e squadrato. I tre piani che lo

compongono sono posti su un alto basamento cosi che la villa fosse ben visibile dal basso.

Il tardo 500 romano

Martino Longhi il Vecchio

La grande Torre campanaria, in Campidoglio

La torre fu costruita nel 1578 su progetto di Martino Longhi il Vecchio dopo che la precedente torre

quattrocentesca fu danneggiata da u fulmine. L'alzato della torre è formato da tre ordini

sovrapposti. I due piani principali visibili che escono dal palazzo senatorio, sono scanditi da 4 archi

fiancheggiati da paraste binate con capitelli corinzi. Gli archi creano un vuoto all'interno della torre

che cosi viene alleggerita e lascia intravedere le campane.

Facciata di San Girolamo degli Schiavoni

La facciata è scandita da due ordini di paraste, 6 al primo piano e 4 al secondo, tra le paraste vi

sono delle nicchie tranne che per l'intercolunnio centrale dove al primo piano vi è l'ingresso, e al

secondo piano una vetrata quadrata, quasi a sostituire un rosone, rendendo il tutto più squadrato.

Palazzo Cesi

Longhi ristrutturo un precedente palazzo. Longhi conservò la bugnatura e vi inserì un imponente

portone ai lati del quale si sovrappongono al bugnato due lesene scanalate che reggono un

architrave con fregio a metope. Il motivo delle lesene caratterizza i tre ordini della facciata sulla

quale domina il piano nobile .

Il cortile era ad arcate con logge e balaustre oggi scandito da pareti con archi chiusi.

Palazzo Altemps

Longhi completo un precedente progetto. Il palazzo presenta unna pianta ad L a tre piani con

finestre con cornice semplice al primo piano, architravate al secondo e con balconi,e con semplice

architrave al terzo.

Da un Portale si entra in un cortile.

Giacomo Della Porta (1533 - 1602)

Considerato l'"Architetto del popolo Romano", fu sovraintendente ai lavori del campidoglio dopo la

morte di Buonarroti. Dopo Vignola fu nominato primo architetto di san Pietro.

Primo allievo di Michelangelo progetta edifici di sobria monumentalità senza una ricerca dell'antico.

Santa Maria ai Monti

Chiesa del 1580 presenta una pianta semplificata con 3 cappelle su ogni lato, un transetto

allineato con le cappelle, e un abside semicircolare.

Santa Maria in Seala Coeli

Pianta ottagona co cupola ribassata, con lati alternativamente larghi e stretti. Nei tre lati maggiori si

gonfiano delle absidi semicircolari, naturalmente il quarto lato largo ospita l'ingresso.

Della Porta semplificò le sottigliezze compositive del Vignola sostituendole con sobrie decorazioni

di stampo mihelangesco. In facciata troviamo due lesene doriche agli angolo di ordine gigante.

Sisto V e la riforma urbanistica

Bonifica delle paludi pontine, lastricatura di tutta la città, maggiore efficienza della rete idrica.

Domenico Fontana

Architetto che riuscì a raggiungere la fama in vita per il riposizionamento dell'obelisco a San Pietro.

In questi anni Roma malgrado la densità crescente era ancora chiusa nell'anello delle mura

Aureliane. Fontana fissa una rete di vie lunghe e dritte che rompono in vari punti la cinta muraria,

creando nuovi centri cittadini, e organizzando il sistema idrico.

La figura del Fontana nel Rinascimento di Sisto V racchiudeva un Urbanista, Ingegnere, e

decoratore. Questo alla morte di Sisto si trasferisce a Napoli dove muore.

La villa Felice Peretti, alle'Esquilino

Il Palazzo del Laterano

Di Domenico Fontana la ricostruzione del palazzo per volere di Sisto V si ispira a Palazzo Farnese.

Il palazzo appare molto sobrio. Si sviluppa in tre ordini con il portale incorniciato da un bugnato e

affiancato da colonne doriche bugnate, che si mimetizzano quasi con il bugnato sottostante.

Come in precedenti casi le finestre sono sormontate a turni d timpani e archi ribassati. (vedi

palazzo Branconio di Raffaello e lo stesso palazzo Farnese).

Cappella di Santa Maria Maggiore

Conosciuta anche come cappella Sistina, la Cappella in Santa Maria Maggiore di Fontana è datata

1585.

Cappella con cripta e deambulatorio.

Francesco da Voltera (1530 - 1594) allievo del Vignola

Chiesa di San Giacomo degli Incurabili (Roma)

A pianta ovale con cupola coperta da tetto in legno .

L'interno presenta una trabeazione principale, retta da lesene di ordine gigante, che si interrompe

all'ingresso e nel coro con archi rialzati . predomina l'asse maggiore. Rifiuto dell'ideale classico che

prevede un uguale trattamento per esterno e interno.

Ottavio Mascherino

Nasce a Bologna nel 1536 e giunge a Roma nel 1577, lavora in vaticano e al Quirinale.

Costruisce per il Quirinale la loggia a 2 piani (parte settentrionale dell'attuale cortile). Tutti i suoi

progetti rimandano alla Villa Farnese di Vignola, anche la scala ovale.

Giacomo del Duca

Santa Maria di Loreto

Costruì la cupola della chiesa

Il Classicismo veneto

Mente a Roma e a Firenze il manierismo si sta contornando di formalismi accademici.

Jacopo Sansovino (1486 - 1570)

La Zecca (1537)

Inizialmente a due piani, per rientrare nelle misure auree. L'aspetto è solido ed introduce l'ordine

rustico con colonne a Bugnato (Palazzo Te). Al Piano terra si susseguono pilastri e arcate in

bugnato.

Le colonne doriche del piano superiore, sono composte da rocchi prima larghi e poi stretti,

incastonate nella fascia che corona le finestre poeste tra le colonne setesse. (schema del palazzo

Caprini di Rafaello).

Terzo piano aggiunto nel 1560.

La Libreria Marciana

Il progetto notevole presenta una struttura importante. L'edificio presenta due piani scanditi dagli

ordini che fungono da decoro. Al piano terra si presenta un ricco dorico tridimensionale che è

appoggiato ai pilastri (alla romana) con triglifi e metope, sovrapposto a quest'ordine si trova al

secondo piano un ordine ionico arricchito da serliane con colonnine ioniche. Il tutto e decorato con

sculture. Particolare della facciata che potrebbe essere definito, filosoficamente brunelleschiano,

sono i vuoti che prevalgono sui pieni.

Michele Sanmicheli

Palazzo Bevilacqua

Il palazzo veronese del 1530 progettato dall'architetto, veronese Michele Sanmichelli di san

giacomo degli incurabiliicheli. Palazzo ricco e raffinato presenta una facciata su due ordini. Al

piano terra si presenta un ordine dorico bugnato, come tuta la facciata inferiore. Al piano superiore

mensole sezionate a mod di triglifi reggono il balcone del secondo piano dove si susseguono

arcate piccole e grandi separate da colonne corinzie su alti plinti. Il tutto è riccamente decorato.

Porta nuova (Verona)

Opera del'architetto veronese. La struttura sembra come appartenere alla murature, questa

presenta due torri circolari ai lati. La pianta rettangolare è articolata come un impianto a tre corsi.

Prevale l'ordine dorico, e gli interni sono quasi tutti in bugnato. Il prospetto verso la campagna

richiama gli archi trionfali romani reso più austero dal bugnato. Il fregio dell'ordine dorico era

decorato con metope e triglifi .

Porta Palio

La pianta rettangolare, maggiore dela pianta della porta nuova. Anche qui prevale l'ordine dorico

con metope e triglifi che anticipa una parete in bugnato sulla quale si aprono tre portali .

Cappella pellegrini

Andrea Palladio (1508 - 1580)

Nato a Padova si forma attraverso studi Umanistici. Studia il di come gli antichi abbiano fuso nella

loro architettura le esigenze pratiche con quelle estetiche. L'opera di palladio tenta di esprimere un

ideale classico inteso come tramite per una buona vita civile.

Nella sua opera palladio distingue architetture d campagne e architetture di città, architetture civile

e architetture religiose, fissando uno schema d'ordine nel quale muoversi. Come il Sanmicheli a

Verona Palladio vuole dare a Vicenza, citta dove realizza le sue opere, dignità e figure classiche

rievocandone l'origine romana.

Scrive i quattro libbri sull'architeture (1570)

La sua opere essenzialmente classica e bramantesca è fortemente influenzata da Michelangelo.

Villa Trissiano (1530 Vicenza)

La facciata a due piani si conclude lateralmente con due torri laterali. La sezione centrale della

facciata appare con sei lesene ioniche tra i quali sono centralmente 3 archi. Il piano nobile sempre

a sei lesene di ordine corinzio, si caratterizza per tre finestre ad edicola in asse con gli archi

sottostanti. Mentre due nicchie laterali, ospitano statue.

Vila Masser

Speso le famiglie che hanno commissionato a Palladio una casa in citta gli commissionano anche

la villa in campagna, com accaduto per la villa Maser. La Villa fu edificata nella seconda meta del

'500, questa rappresenta l'apice artistico della villa veneta rinascimentale. La villa è formata da

corpi longitudinali e un ninfeo scavato nel colle. L'esterno presenta un corpo centrale che sporge

dal corpo longitudinale anche se visto frontalmente sembra incastonato ad esso. La facciata

presenta rilevanti analogie con il tempio Portuno, 4 semi colonne ioniche reggono una trabeazione

sormontata da timpani, riccamente decorato. I porticati a 5 arcate si diramano dal corpo centrale, a

destra e a sinistra concludendo con due colombaie leggermente avanzate e poste sopra tre arcate,

queste due strutture laterali si ispirano all'architettura bramantesca discostandosi da potente

classicismo centrale.

Villa Capra

Senza dubbio la villa si ispira al pantheon di Roma. La villa presenta una cupola per la prima volta

adottata come copertura per un'abbitazione, questa copre il centro il blocco centrale. La struttura a

pianta centrale fu altro elemento di innovazione, infatti questo era stato usato solo per le

architetture religiose. La costruzione fu iniziata nel 1566 e consisteva in un edificio quadrato,

simmetrico e iscrivibile in un cerchio, creando con piante rettangolari una croce greca dettata da

rigide proporzioni.

Ognuna delle 4 facciate formate dalla croce era dotata di un avancorpo con loggia raggiungibile

tramite una scalinata, formando cosi 4 prospetti assomiglianti a pronai ionici.

La loggia del Capitano (vicenza)

La loggia si trova al piano terra dell'omonimo palazzo. La loggia coperta da ampie volte soregge il

piano nobile. La facciata è alternata da 4 semicolonne giganti in mattoni e tre grandi archi i quali

pero arrivano a meta dei fusti delle colonne.

Palazzo Chiericati

Edificio rinascimentale di Vicenza. La pianta utilizzata dal Palladio era inusuale per le residenze

cittadine. Il palazzo è costituito da un corpo centrale con due ali simmetriche, leggermente

arretrate e dotate di logge.

L'edificio fu alzato su un podio che nella parte centrale mostra una scalinata (per risolvere il

problema delle inondazioni). Lungo tutta la facciata si presenta un ordine dorico con relativa

trabeazione. Il piano superiore come ci si aspetta è in ordine ionico con trabeazione a fregio

continuo.

Palazzo Thiene

La Basilica di Vicenza

La basilica palladiana, fu denominata basilica dallo stesso palladio, ribadendo cosi il ruolo

dell'edificio, e la sua provenienza. Il palazzo apare come un edificio plastico scandito da vuoti e

pieni grazie alla cosi detta sereliana (un archo affiancato da due aperture laterali). La struttura è

divisa in due ordini, il primo dorico con relativo fregio e il secondo ionico. Le colonne si

raddoppiano agli angoli.

Le chiese

San Giorgio Maggiore

Nel 1560 Palladio interviene sull'edificio. Un ampia scalinata conduce a un primo grandioso

portale, attraverso il quale si accede a un vestibolo, che anticipa la grande aula aperta a botte che

si trasforma in crociera per consentire l'apertura di altri due ambienti (influenzato dalla struttura

delle terme romana).

La facciata presenta 4 colonne di ordine gigante corinzie che poste su alti plinti sorreggono un

architrave e un timpano, quasi dietro questo schema classicheggiante c'è il resto della facciata

rettangolo con lesene angolari e sormontata da un timpano che si interrompe all'incontro col la

parte classica centrale, prima descritta.

Chiesa del redentore

La facciata della chiesa presenta un totale di 4 timpani triangolari e un attico rettangolare,

sovrapponendo e interrompendo questi elementi scanditi da lesene corinzie,all'estrimita del

timpano principale, e al centro da semicolonne dello stesso ordine, la struttura appare di un forte

carattere classicheggiante.

L'interno si presenta a navata unica con imponenti cappelle laterali. Questa è attraversata da un

transetto costituito da tre absidi.

Il 600

All'inizio del 1600 anche sei il manierismo continua a mostrarsi nell'architettura, come ad ed

esempio a Roma, questo inizia a mostrarsi con alcune crepe. il manierismo, con il sua dialettica di

regole e di astratta ragione, non risolve il problema di un'esperienza globale. Il barocco si

presenterà tramite una rivoluzione culturale in nome dell'ideologia cattolica, affiancandosi alla

temporalità. Il rapporto tra l'individuo e lo stato riflette quello tra uomo e Dio.

Il Barocco riprende dall'epoca precedente il ritorno all'antico che a partire dal 1600 è inteso come

estensione del classicismo.

Il tardo Manierismo si incontra a Roma con il preludio del Barocco

Vassanzio e Ponzio

La Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore

Nel 1605 il papa Paolo V Borghese decise di far edificare la cappella di famiglia in Santa Maria

Maggiore, a Flaminio Ponzio venne affidato il progetto.

Palazzo Borghese

Il progetto originale del Vignola venne modificato nel 1590 da Martino Longhi il vecchio il quale

ampliò la struttura. Questo progetto continuò poi sotto la direzione di Flaminio Ponzio.

il portale della facciata principale si presenta tra due colonne sulle quali poggia un ampio balcone

con finestra sormontata da un gran timpano. La facciata si sviluppa su tre piani più due ammezzati.

Il piano nobile presenta finestra con timpani triangolari e centinati, alternati.

Dal portale si accede al portico, sovrastato da una loggia e arricchito da due grandi statue che

circondano il cortile a due ordini di arcate, 96 colonne doriche e ioniche. Particolari sono le fontane

del portico inserite nelle grandi nicchie della muratura.

L'edificio è soprannominato il cembalo, per la sua curvatura in facciata, e per questo la facciata

breve viene denominata la tastiera del cembalo, questa è caratterizzata da due balconate , la

prima coperta a ballatoio e sostenuta da pilastri e colonne doriche, la seconda che la sovrasta è un

giardino pensile.

Casino Borghese

I progetti del casino sono attribuiti a Flaminio Ponzio, anche se molti altri vi collaborarono.

La villa presenta una pianta articolata, un corpo arretrato centrale si mostra in facciata affiancato

da due torrette di coronamento. Il corpo centrale è anticipato da una loggia di 5 arcate che posano

su pilastri, al di sopra dei quali troviamo un fregio con metope e triglifi. La villa era stata progettata

per esporre la collezione d'arte della famiglia Borghese.

La Basilica di San Sebastiano

L'attuale facciata di Vessanzio fu terminata nel 1613, essa è costituita da un portico a tre archi che

posano ognuno su due colonne ioniche che diventano due pilastri angolari alle estremità. Al piano

superiore le tre arcate diventano finestre e le colonne diventano fasce in rilievo senza alcun tipo di

decorazione. Il tutto è sormontato da un timpano con cornice a dentelli.

L'interno è a navata unica presenta un soffitto ligneo che viene interrotto da un arco tangente al

soffitto, posto come ingresso al presbiterio.

Carlo Lombardi

Chiesa di Santa Francesca Romana

La facciata si presenta di tipo palladiano, l'interno invece a navata unica ha 4 cappelle per lato.

La facciata presenta un corpo centrale scandito da 4 lesene corinzie che reggono una trabeazione

con timpano, apparendo fortemente classicheggianti. Due corpi laterali allargano la facciata

richiamando un'Architettura albertiana.

Chiesa di Santa Prisca

La facciata è racchiusa tra il convento e la sagrestia, questa in laterizio e scandita da paraste

ioniche che sorreggono trabeazione e timpano. Al centro di queste è il portale affiancato da due

colone corinzie che reggono una trabeazione e un piccolo timpano che si sovrappone al portale.

L'interno presenta una navata centrale coperta a cassettoni, mentre le coperture delle navate

laterali sono affrescate, come il presbiterio.

Martino Longhi il Giovane

Sant'Antonio dei Portoghesi

La facciata di Longhi inizia ad accennare uno stile barocco, questa si compone di due ordini, il

primo in paraste doriche appena accennate, il secondo con paraste corinzie. L'interno a croce

latina presenta sei cappelle sui lati. La cupola ribassata della chiesa è opera di Carlo Rainaldi.

Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio

La facciata è sviluppata su due ordini presentando un inizio di quella che sarà la Roma barocca.

La Facciata presenta 6 colone semi aggettanti e accostate tra loro che affiancano tre per lato il

portale d'ingresso. Questo sistema di colonne si ripete all'ordine superiore dove al posto del

portone è una finestra e dove la trabeazione anche qua aggettante in corrispondenze delle varie

colonne, è sormontata da timpano avente timpani concentrici all'interno. Al'ordine inferiore la

struttura si allarga presentando una colonna per lato agli angoli molto distante dalle colonne

centrali sopra descritte.

L'interno presenta un'unica navata con tre cappelle per lato.

Girolamo e Carlo Rainaldi

Persistenza nelle loro architetture seicentesche di un tardo manierismo.

La Casa Professa dei gesuiti

La casa presenta 4 facciate in laterizio

Palazzo Pamphili

Costruito d Girolamo Rainaldin a meta del 1600. Il palazzo si sviluppa orizzontalmente,

l'architettura non è strepitosa ma imponente e riccamente decorata. Le decorazioni sembrano

circondare il balcone centrale, retto da 4 colone incastonate nella muratura, sovrasta il portale ad

arco. Le finestre presentano come di consueto l'alternarsi di timpani triangolari e curvilinei. l'interno

del palazzo come tipico del barocco la fanno da padrone le decorazione pittoriche in stucco.

Santa Teresa a Caprarola

Sant'Agnese in Agone

Il primo progetto della chiesa è di Girolamo Rainaldi e si presenta in stile barocco. La facciata dela

chiesa è caratterizzata dal sua arretramento della parte centrale e delle parti laterali a questa,

curve che la congiungono con il resto della struttura che si presenta con due campanili che

affiancano la parte centrale arretrata. La faccia si presenta decorata solo con le lesene che la

scandiscono e che affiancano il portale. Visibile sopra la parte centrale è la cupola opera di Carlo

Rainaldi che si presenta decorata alla base da coppie di pilastri corinzi alternate con finestre

rettangolari.

L'interno a pianta a croce greca presenta 4 corti bracci che formano navata abside e transetto.

Piazza del Popolo

La piazza prende il nome dalla chiesa, Santa Maria del Popolo. La piazza si presenta come uno

stratificarsi di architetture attraverso i secoli.

Le chiese gemelle

Le chiese costituiscono un tutt'uno con la sistemazione urbanistica della piazza. Le chiese si

ereggono ai vertice del tridente e lo monumentalizzano. L'area che si presentava all'architetto

Rainaldi per costruire le due chiese era come detto, separata dal tridente che formava due lotti

triangolari differenti, che costrinsero l'architetto a correzioni ottiche che facessero apparire le

chiese identiche.

La pianta di santa Maria di Montesanto (a sinistra) fu trasformata in ellittica da circolare che era per

opera di Fontana e Bernini completando la chiesa nel 1675, subito dopo fu iniziata la gemella

chiesa di Santa Maria dei miracoli, completata nel 1681.

Santa Maria di monte santo presenta una pianta ellittica, mentre senta Maria dei miracoli una

pianta circolare la quale ha una cupola ottagonale mentre la gemella presenta la cupola do

decagonale.

La facciata di Sant'Andrea della Valle

La facciata è di gusto tardo barocco e fu realizzata da Carlo Rainaldi nel 1655. In travertino, la

facciata si sviluppa alta su due ordini di colonne appaiate a lesene corinzie. Al centro un finestrone

sovrasta il portale.

Le colonne incastonate nella muratura reggono cornici con un forte aggetto, creando così marcati

chiaroscuri che caratterizzano la facciata.

Lo stile barocco fornisce tridimensionalità alla facciata mostrando vari corpi, con colonne

incastonate, uscenti dalla muratura rendendo tutta la facciata, compresi trabeazione e timpano,

non rettilinea, ma ricca di rientranze e sporgenze.

Giovanni Antonio De Rossi

Duomo della Santa Maria della Cima (Genzano)

La facciata presenta due ordini di lesene dorico barocche con una trabeazione nel mezzo.

La chiesa originaria risale ai monaci cistercensi che la ereditarono dai benedettini, i quali

costruirono probabilmente su un precedente tempio pagano.

Nel 1636 l'architetto ventenne che si occupo delle chiesa fu Antonio De Rossi. La facciata della

chiesa venne ruotata verso valle, pensando al futuro ampliamento della città verso valle.

La facciata tripartita della chiesa presenta un corpo centrale avanzato, a due ordini sovrapposti,

con alta trabeazione, portale a timpano arcuato con soprastante finestrone. Le ali laterali a ordine

unico sono raccordate da volute alla parte centrale. Il timpano trifolate sulla sommità conclude

l'immagine.

L'interno è ad unica navata coperta da volta a botte, con tre cappelle su ciascun lato e altare

maggiore posto su un alto stilobate, enfatizzato da un arcone rialzato, sorretto da paraste

composite.

Chiesa di Santa Maria in Publicolis

La chiesa è sia esternamente che internamente in stile barocco. La facciata è divisa in due ordini

separati da un alto cornicione. Entrambi gli ordini sono tripartiti da fasce verticali. Due semicolonne

ioniche accostano il portale con timpano che fa da cornice a un affresco. Ai lati si trovano due

nicchie semicircolari vuote.

L'ordine superiore ha semplici lesene tuscaniche con al centro un finestrone. La facciata termina in

alto con un frontone arcuato affiancato da due sculture.

L'interno è a navata unica coperta da volta a botte con due cappelle laterali. In fondo, la navata,

ospita un abside rettangolare, coperto con cupola, occupata dal presbiterio, dove è collocato

l'altare maggiore .

Chiesa di San Rocco

I lavori della chiesa vennero affidati a De Rossi nel 1654 il quale si occupo della sacrestia,

l'inserimento della cupola, e l'inserimento della nuova cappella. L'interno è navata unica, con tre

cappelle su ogni lato.

Chiesa di San Pantaleo

L'interno della chiesa si presenta a navata unica con volta a botte e due cappelle per lato ed un

abside profonda.

Palazzo Altieri

Emblematico esempio del Barocco romano, l'edificio fu costruito nel 1650 da De Rossi. Il palazzo

presenta un'importante facciata che presenta un importante portale tra due colonne sostenenti un

balcone.

Il palazzo presenta due cortili e quattro ingressi.

Palazzo Bonaparte a conforto

Al paio inferiore 4 finestre sovrastano piccole finestrelle del seminterrato, al centro di queste è un

portone, oggi molto più elementare dell'originale. Il piano nobile è caratterizzato da 5 finestre con

timpano curvo. Il balconcino angolare detto bussolotto sembrerebbe essere stato aggiunto più

tardi. Al secondo piano ancora 5 finestre con timpano triangolare e teste di leone. L'edificio è

sormontato dalla copertura spiovente al cui centro è una mansarda terrazzata. Sul lato di via del

corso, le finestre si estendono per 9 campate.

Un altana sormonta l'edificio con tre campate, all'apice dei quali è scritto il nome Bonaparte.

Lesene inquadrano il palazzo.

Il Barocco

Con il termine barocco si indica lo stile che abbraccia le arti nel periodo che va dalla fine del XVI

secolo alla meta del IIXX, il termine deriva da una perla di superficie irregolare rispecchiando cosi

qualcosa di estroso e tortuoso, anche se il linguaggio classico rimane il punto di riferimento

comune. Il 600 è il secolo della riforma cattolica che irrigidendo i propri dogmi combatte il

protestantesimo e lo fa con l'aiuto delle arti che aiutano il cattolicesimo a persuadere il dubbio

generatosi nel 500.

L'obiettivo della pittura era di illustrare i dogmi e i valori della chiesa tramite le raffigurazioni,

famose anche per la loro profondità e illusione generata dall'uso della prospettiva usata spesso

sulle volte a botte, conferendo, come già fatto da Bramante nella chiesa di San Satiro, profondità

all'interno delle strutture.

Pittori italiani del barocco : Caracci Coreggio e Caravaggio.

Scarso successo ebbe il barocco in Francia e in Inghilterra.

In architettura la caratteristica principale è la monumentalità, caratterizzata dalla curva e dagli

elementi decorativi, che accentuano la massa scultoree e architettoniche. In fine un effetto teatrale

si cerca nei giardini nelle chiese e negli edifici. Nelle chiese sono frequenti la navata unica, la volta

a botte, la pianta centrale ed elementi ornamentali che ricoprono l'architettura. Il giardino nato nel

rinascimento ebbe successo nel barocco come luogo di evasione. Famosi sono gli architetti

Borromini e Bernini.

La scultura barocca appare morbida e viva.

Bernini fu un artista barocco a 360 gradi, componendo e scolpendo fontane sculture e

naturalmente edifici.

Il barocco è accompagnato anche dalle ricerche scientifiche che caratterizzeranno poi il periodo

illuminista.

Musica: Bach, Endel, Vivaldi.

Giovanni Pietro Bellori, studioso di Vasari e alberti, fu in questo periodo uno dei più importanti

biografi degli artisti del Barocco Italiano.

Francesco Milizia teorico dell'Architettura e dell'arte in generale del neoclassicismo.

Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680)

Nasce con padre scultore, ma non di successo, arriva a Roma nel 1605 dove l'arte era dominata

dalle opere di Caravaggio. Il cardinale Scipione Borghese volle Bernini per decorare la sua villa.

A poco più di 20 anni è già acclamatissimo, e si presenta come un artista a tutto tondo. Soprattutto

nel campo dell'architettura fu Borromini a opporsi al genio del Bernini, i due si odiavano e si

contendevano gli appalti di Roma. Nel 1604 doveva essere nominato l'architetto per il baldacchino

di San Pietro, la scelta ricadde sul Bernini scatenando l'invidia del rivale, al quale pero il Bernini

chiese aiuto durante il progetto.

Bernini fu incaricato anni dopo dei campanili di San Pietro. Presentò il primo campanile nel 1641, il

quale iniziò a creparsi, insieme alla basilica. Poi nel 1644 arriva il nuovo pontefice, Innocenzo II, il

quale prediligendo Borromini, lo incarica di sistemare il disastro del genio cavaliere. Nel 1646 il

campanille venne demolito e Bernini ne fu devastato. Bernini nel 48 a ben 50 anni, quando gli

venne dato l'incarico di costruire una cappella.

Gian Lorenzo Bernini ama la natura e la indaga, inserendola poi nelle sue opere sempre

accompagnate da un Classicismo, ancora principio di autorità per l'epoca, dal quale pero Bernini

tenta di scostarsi trasformando l'autorita classica da dogma a interpretazione.

Il Baldacchino

Il progetto per il baldacchino fu affidato a Lorenzo nel 1624 e fu inaugurato nel 1635. La lunga fase

di lavori era dovuta alla difficoltà di inserire l'opera in un ambiente profondamente già

caratterizzato, in oltre la difficoltà stava anche nel scegliere una soluzione definitiva per il progetto.

Ispirandosi a un precedente progetto di Ferrabosco, Bernini sceglie di costruire il baldacchino con

quattro colonne tortili, che Bernini scelse aventi un fusto di 11 metri. Questi quattro pilastri furono

collegati da una trabeazione convessa tipica del barocco. Per la parte superiore furono adottate

volute sagomate a dorso di delfino, con il fine di alleggerirne l'aspetto, si aggiungono degli angeli

che reggono i festoni, mentre i drappi sotto la trabeazione appaiono in movimento.

Il baldacchino concluso nel 1635 si presentava come un opera tra architettura e scultura.

L'altare della cattedrale di San Pietro in Vaticano

Il colonnato di San Pietro

Lo spazio della piazza è formato da due parti, la prima trapezoidale, e la seconda più grande di

forma ovale. I due spazi sono congiunti dall'imponente colonnato architravato.

La scelta dell'ordine dorico era adatto per una piazza dedicata al Santo Pietro, e questo si andava

a contrapporre alle esili colonne corinzie della facciata.

La scala regia

Bernini rimaneggio la precedente scalinata di San Gallo il Giovane, questo accadde nel 1663.

Bernini voleva, utilizzando espedienti tipicamente Barocchi e teatrali, per enfatizzare questo punto

di accesso al Vticano.

La rampa prende forma di un colonnato coltato a botteche diventava più stretto alla sommita,

creando un gioco prospettico di profondità. Le colonne ioniche in'oltre ingentiliscono con una forte

rastrematura la prospettiva.

Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale

Chiesa del 1658che presenta una pianta ovale con asse trasversale più lungo del'asse tra entrata

e altare, rielaborando così forme che erano state introdotte nel Manierismo. La novità in questo

progetto fu la inserimento di pilastri anziché di cappelle alle estremità dell'asse trasversale,

chiudendo cosi completamente ovale nelle sue estremità, (le cappelle sono tra i pilastri ma non al

vertice dell'ovale). I pilastri sorreggono una trabeazione che sporge in corrispondenza dell'altare e

viene sorretta da 4 colonne accentuando in questo punto la concavità della sala.

Per la facciata Bernini racchiude la cupola in un involucro cilindrico, sostenuto da volute che

fungono da contrafforti, i quali si posano su una cornice, attraversata agli angoli della facciata da

paraste corinzie , le quali reggono il timpano in cima. All'incontro con il portale la cornice

attraversata dalle paraste, porge circolarmente presentando dei dentelli anticipati da una fascia

che si posa su due colonne ioniche che come sprechiate sulla facciata diventano lesene

decorative.

Il tutto è posto su una scalinata ovale che richiama la curvatura della trabeazione.

Chiesa dell'Assunta ad Ariccia.

Opera Berniniana del 1662 voluta dalla famiglia Chigi. L'opera appartenente alla maturità

berniniana presenta una cupola semisferica con ampia lanterna che posa su una struttura

cilindrica. Un portico ad arcate classicheggiante rimanda fortemente la struttura all'edificio romano

del Pantheon arricchendo pero il metodo compositivo adottato con un carattere tipicamente

barocco.

Il portico presenta tre arcate a tutto sesto che posano su pilastri dorici al centro dei quali si

innalzano lesene sempre in ordine dorico, le quali sorreggono un timpano triangolare. Il portico

richiama i due portici laterali posti sulle ali le quali ampliano visivamente il progetto. Queste sono

composte da tre campate architravate, prive di arco, e sono leggermente arretrate rispetto al

portico della chiesa.

L'interno come prevedibile dalla muratura circolare esterna è circolare e presenta alcune analogie

con lo stesso Pantheon, infatti presenta tre cappelle di uguale dimensione su ciascuna parte,

l'entrata è opposta alla cappella più grande fornendo l'interno di una propria assalita.

Come già molti anni prima fece Bramante nel chiostro di Santa Maria della pace,le cappelle sono

separate da lesene corinzie, ma l'arco a tutto sesto di queste posa su un pilastro di ordine dorico.

Le lesene reggono una trabeazione circolare.

Anche la struttura della cupola rimanda al Pantheon, questa è decorata con cassettoni esagonali

che rimpiccioliscono, progredendo verso l'occhiale, nel quale convergono le fasce dei costoloni.

La chiesa di San Tommaso a Castel Gandolfo

In questo progetto del Bernini iniziato nel 1658, egli adotta una pianta a croce greca avente

semplici proporzioni (la lunghezza delle braccia è la meta della loro ampiezza). La chiesa molto più

alta delle chiese rinascimentali, e presenta una cupola che predomina all'interno, questa presenta

degli arconi che si poggiano su pilastri sui quali all'altezza del capitello, si incide la modanatura che

perimetra l'interno.

La scelta di una pianta cosi semplice, si pensa che venne adottata dal Bernini per dimostrare al

suo rivale Borromini che non era necessario adottare sistemi complicati per fornirà alla struttura

monumentalità.

L'esterno è delimitato da pilastri tuscanici. La cupola interna come ad Ariccia presenta costoloni e

casettoni.

Un revival neorinascimentale

Palazzo Barberini

Il cantiere precedentemente gestito da Boromini passò nelle mani del Bernini nel 1629.

Il palazzo presenta una parte centrale in tre ordini di loggiati e due parti laterali più compatte e

severe con due ordini di finestre architravate. Sotto i tre loggiati è posto un atrio dal quale si

accede al giardino.

Palazzo Montecitorio

Commissionato dal papa Innocenzo X, l'edificio si presenta con una facciata lievemente convessa.

I lavori ini si interruppero nel 1655 e ripresero nel 1694. Il triplice portale è sormontato da un

campanile a vela con orologio correlato con tre campane.

La parte centrale è incorniciata da lesene corinzie che anno la base all'inizio del secondo piano, il

piano nobile. Le lesene proseguono sulle lunghe ali dell'edificio , accentuandone la curvatura

interna.

Il Louvre

Nella primavera del 1665 luigi XIV invito Bernini a completare i lavori gia iniziati del Louvre.

La fontana dei quattro Fiumi

Scoglio contornato da 4 colossi rappresentanti i 4 fiumi del mondo. Bernini interpreta in concetto di

fontana come Natura incantata

Fontana dl Tritone

Francesco Borromini (1599 - 1667)

Bernini cerca con l'architettura di esprimere un significato morale. La vocazione borrominiana è

quella dell'ostinato rigore. Egli interpreta lo spazio come fondamentale parametro compositivo, per

lui lo spazio è è una realtà psicologica, non esiste l'oggettività senza soggettività, la proporzione

dei metri e delle distanze è sovrastata dalla proporzione percepita. È influenzato dal'architettura di

Bramante e dalle immagini gotiche di Milano.

Borromini fu attratto dall'ambiente romano dove imparò molto dal campidoglio Michelangesco.

San Carlino alle quattro fontane (1638 - 1641)

Primo capolavoro del Borromini, che concepisce l'organismo chiesa - convento come una fusione

tra semplicità funzionale (del convento) e il risalto emotivo della chiesa.

Per primo Borromini realizza il piccolo convento con il chiostro, cercando di raggiungere una forza

spaziale con il minor sforzo economico. La sequenza spaziale mostra l'uso di vocaboli semplici ma

poetici.

La facciata sul giardino è divisa in tre zone che rispecchiano la funzione corale o privata delle aree.

Con un circuito ottagonale di colonne abbinate che mediano lo spazio interno con quello esterno.

Le basi delle colonne appaiono originale, infatti i due tori e la scozia, che rimandano a un modello

attico, sono fusi in un'unica modanatura, in oltre l'abaco non serve più a identificare i fusti ma a

fonderli.

All'interno della chiesa, la plasticità della facciata, è ancora più evidente. Boromini cerca di fondere

nella pianta la tipologia centrale e quella longitudinale, sala formata da due triangoli equilateri

apparendo come un ellisse. Borromini rompe la continuità del'aula data dalla curva con degli altari,

fuochi psicologici. L'organicità della sala è accentuata verso l'alto dove la cupola ovale in laterizio

retta da quattro arconi, questa è incisa da profondi cassettoni di forma esagonali, ottagonali e a

croce creando un gioco compositivo. Quattro pennacchi raccordano la cupola con gli arconi.

La facciata è su due ordini, quello inferiore caratterizzato da una superficie concava - convessa -

concava, (salone della piazza d'oro a villa Adriana) mentre la parte superiore è divisa in tre parti

concave. I cambi di curvatura sono accentuati da colonne corinzie.

Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza (1642 - 1650)

La chiesa conclude il portico di Giacomo Della Porta. La pianta scelta da Borromini si presenta

come l'intersezione di due triangoli equilateri, sfruttando cosi al massimo il lotto quadrato che

aveva a disposizione, e conferendo alla pianta un potente simbolismo. Gli angoli dei triangoli sono

alternativamente trasformate in curve prima concave e poi convesse, crando una paretete

ondulata con nicchie e scandita da lesene corinzie poste anche sugli angoli sia concavi che

convessi.

Il sistema armonico della pianta è ripreso dalla cupola la quale, non più soretta da arconi, pogia

direttamente sul contorno mistilineo. L'edificio si presenta internamente compatto ricordando

l'austerita del Pantheon e alludendo a un modello gotico milanese.

L'estero si presenta con una superficie curvilinea su due ordini e richiama la curvatura interna

ytamite il tamburo.

Oratorio dei Filippini (1637 - 1650)

Per quanto l facciata ricorda un edificio religioso, le file di finestre da abitazione contraddicono

quest'idea.

L'edificio non venne rivestito in pietra, cosi Bernini elaborò una tecnica in mattoni di discendenza

classica.

La parete centrale principale è divisa in 5 settori divisi da paraste poste su una parete concava in

due ordini. Il settore centrale della facciata è concavo ed è sovrastato al secondo ordine da una

nicchia poco marcata. Sopra la facciata è visibile un imponente frontone che combina tratti curvi e

angolari.

Agli angoli estremi Borromini opto per porre lesene di ordine gigante, inquadrando l'intera struttura.

Per il cortile Borromini adotta l'ordine gigante michelangesco, come già atto da Palladio per

conferire alla struttura dinamicità e unione.

Sant'Agnese a Piazza Navona

La chiesa fu iniziata dai Rainaldi nel 1652 egli adotto una pianta a croce greca con braccia corte, e

pilasti agli incroci. Lo scontento dei lavori porto alla sostituzione di Rainaldi con il Borromini nel

1653. Borromini non intervenne tanto sull'interno, il quale si presenta con la pianta originaria ma

con un forte mutamento delle proposizioni, ma sull'esterno, sulla facciata che fu modificata

riprendendo lo sperimento della casa dei Filippini. Bernini tenta di fondere le regole compositive

gotiche con quelle classiche, favorendo una chiara lettura dell'organismo.

I campanili della facciata, su progetto di Bernini dovevano essere più bassi, lasciando il predominio

alla cupola.

Intervento in San Giovanni in Laterano

Papa Innocenzo X decise la riedificazione della basilica affidando l'opera a Borromini, il quale si

trovo a dirigere il suo incarico più importante. Borromini tenta o è costretto a mantenere

l'architettura paleocristiana interna arricchendola di decorazioni e aprendo sulle murature finestre e

nicchie.

Il soffitto da progetto doveva essere sostituito da una volta a botte, ma Borromini fu stoppato, forse

per difficoltà economiche, cosi il soffitto rimase quello originario.

Pietro da Cortona (1596 - 1669)

Pittore ed architetto. Toscano id nascita e di formazione, giunge a Roma nel 1612. Il Cortona

interpreta il Classico cardinandolo da un contesto storico. Egli combina l'architettura di Bramane a

quela di Palladio, tentando di conservare un architettura neocinquecentesca.

Santa Maria della Pace

La chiesa quattrocentesca di Santa Maria della Pace venne affidata a Cortona nel 1656, egli

progetta la chiesa in un progetto architettonico e urbanistico. Due ali arretrate formano un esedra,

questa è anticipata da un pronao semicircolare che si impone sulla facciata invertendo la curvatura

dell'esedra. Queste curve della struttura e del pronao circolare sorretto da 8 colonne tuscaniche ( a

intercolunni variabili) sarà ripreso dal Bernin (sant'Andera).

Santissimi Luca e Martina (1634 - 1650)

All'interno di questa chiesa domina il motivo delle colonne, alle quali Cortona restituisce

l'autonomia plastica e portante, ma che vengono adossate alle pareti lasciando cosi libero il vano

cosi luminoso, formato da 4 vani terminanti ad abside. La facciata è adossata ad una delle absidi

semicircolari dei bracci, riprendendone dolcemente la curvatura, attenuata da doppie lesene

angolari. La facciata è resa plastica da un elemento michelangesco, al primo ordine colonne

incastonate nella muratura e al secondo paraste.

Altro elemento plastico e la cupola che si innalza sopra la facciata.

La Facciata di Santa Maria in via Latia (1658 - 1662)

Il Cortona costruisce la facciata di una chiesa già esistente. In questa opera la componente

Palladiana di Cortona prevale su quella Bramantesca. La facciata è su due ordini di colonne

trabeate, nel superiore nell'intercolunni centrale si imposta un arco che sfonda il cornicione e entra

nel frontone. Si presenta cosi ingrandito il motivo della sereliana tanto ripreso da palladio. La

facciata si presenta leggera e profonda, infatti è un portico al primo piano e un loggiato al secondo,

facendo risaltare ancora una volta l'elemento delle colonne sullo sfondo scuro affiancato dai corpi

laterali pieni che incorniciano la facciata richiamata dalle lesene angolari.

Seguaci di Bernini: Matia de Rosi e Giovanbattista Contini

Mattia de Rossi: fu l'allievo prediletto di Bernini, lo accompagno in Francia e curò l'esecuzione di

molte sue opere. Si dedico soprattutto, nei suoi progetti, alla costruzione di cappelle e altari.

Giovanbaittista Contini: ebbe la prima formazione da architetto dal padre, perfezionandosi poi con

Bernini, al quale si lego molto. Fu architetto delle acque vergini succedendo al Bernini, e si dedico

anche lui come de rossi a cappelle a altari.

Carlo Fontana (1634 - 1714)

È allievo del Rainaldi e del Bernini, Carlo Fontana fu autore di scritti importanti riguardanti San

Pietro e su corso del Tevere. Fontana vuole portare nella città la campagna, sviluppando gli edifici

in spazzi liberi e aperti.

La facciata di San Marcello al corso (1683)

La facciata del Fontana è sciolta ariosa e pittorica, tra le due ali laterali e il corpo mediano non vie

altro che un elemento naturalistico, due foglie di palma, poste quasi a sostituire le volute. Le

colonne libere del pronao e ai lati del corpo filtrano la luce, creando un gioco chiaroscurale.

Montecitorio

Carlo Fontana conservo la facciata convessa aggiungendovi un campanile a vela, e modifico il

progetto d'ingesso , aggiungendo due porte al lato dell'ingresso principale.

Il 1700 il Barocco

Il settecento al livello europeo si apre con la monarchia di

Rivoluzione Francese. Assistiamo cosi alla diffusione delle idee di libertà che adorna una

preparazione a quello che sarà l'illuminismo. La scienza inizia a essere nelle fondamenta di tutte le

arti e ideologie, diventando l'attività pilota dell'epoca.

Il settecento si divide cosi in tre stadi storici, il primo è considerato il culmine del Barocco, il

Roccocò che si va via via scemando per culminare nel Neo-Classicismo.

Roma

Roma diventa una città alla moda, meta Europea. Come già iniziava a professare Carlo Fontana,

l'architetto settecentesco a non sopraffare la natura ma ad interpretarla e ad assecondarla.

Tomaso Mattei (1625 - 1726)

Mattei ebbe la sua prima istruzione artistica nello studio del padre, orefice che lavoro anche a San

Pietro con il Bernini. I suoi studi proseguono forse, come scrisse Pascoli nella biografia di Carlo

Fontana, come collaboratore dell'Architetto.

Finì il tempo dell'allunato didattico a 27 anni.

Probabilmente Mattei sostituì Fontana, architetto dei cesarini, nei cantieri di Genzano e Lanuvio.

Del resto la prima opera nota di Mattei è il campanile di Santa Maria Maggiore a Lanuvio,

ristrutturata dallo stesso Fontana nel 1675 circa. La sobria eleganza dell'architettura del campanile

e adornato da un delicato plasticismo conferito dalle modanature e gli effetti grafici e pittorici della

superficie, denotano un Mattei già maturo, introducendo uno stile prossimo del '700.

Sul Mattei di Lanuvio si scorge l'influenza di Carlo Rainaldi, ritenuto il suo vero maestro che lo

introdusse nella professione. Visibile è questa influenza nella guglia di coronamento del campanile

(Rainaldi, Sant'Agnese in Agone).

Nel 1687 Livia Cesarini incarico il Mattei di sovraintenderà la nuova espansione urbana fuori le

mura medievali del feudo di Genzano, portando a compimento il nuovo stradone, fiancheggiato

da fabbriche, iniziato già da Fontana nel 1675. Mattei proseguì l'operazione di Fontana

progettando ogni singolo edificio. Di notevole invenzione scenica sono i due blocchi edilizi che

aprono a valle la prospettiva del gran canale urbano, posto ad inquadrare a Monte il Duomo di

Santa Maria delle Cima e a vale, San Sebastiano. Gli edifici progettati da Mattei per lo stradone

sono denotati da un disegno sobrio con alcune soluzioni formali e stilistiche importanti.

In torno al 1960 Mattei disegna per l'amico Carlo Maratti il casino di villeggiatura. Il palazzo fu

edificato libero su tre fronti e arricchito con semplici lesene di ordine gigante.

L'opera che segna la piena maturità del Mattei è la chiesa del Miracolo a Bolsena, progettata nel

1693. I questa chiesa la spazialità è accentuata dall'aula circolare cupolata, avente un nartece

d'ingresso. Le cappele laterali e il vano del presbiterio di fonfo amplificano la scenografia spaziale

collegando i diversi ambienti. Mattei nel disegno dei partiti stilistici romanda ai maestri che l'hanno

preceduto: i capitelli dei semipilastri, affiancati alle colone, rimandano all'oratorio dei filippini dl

Boromini, mentre influssi Rainaldeschi e Berniniani si desumono nell'edicola dell'altare maggiore.

Attorno al 1750 risale la facciata dell'uccelliera, situata come fondale prospettico di una terrazza,

opera emblematica dell'influsso decoratico dell'architettura del primo settecento romano.

L'opera di gran lunga più significativa ideata per un luogo religioso, è la scala santa disegnata nel

1717

All'apice della carriera, il Mattei, vene scelto per il rinnovamento della sede vescovile di Ferrara.

Mattei fu incaricato di ricostruire il palazzo vescovile e di rimodernare l'interno della cattedrale

gotica.

Ultimo Rainaldi:

Casino dell'Ucceliera:

Casino della Meridiana:

Si precisa di come la ricostruzione del terzo giardino segreto di villa Pinciana, dove l'articolazione

architettonica e stilistica del casino detto della Meridiana, e della prospettiva verso il parco dei

Daini è il frutto di una condivisione comune di idee e pensieri progettuali tra il Rinaldi e il Mattei,

non più allievo ma collaboratore.

Il Casino richiama il prospetto del fronte stante casino dell'uccelliera, sempre opera del Rainaldi.

Allievi di Tomaso Mattei

Francesco de Sanctis (1693 - 1740):

Francesco Ferrari ():

Scalinata di Trinità dei Monti

La grande scalinata progettata da De Sanctis a piazza di spagna, intorno al 1725 si presenta

decorata con numerose terrazza giardino. La sontuosa scalinata è posta all'apice di un lungo asse

viario, questa fu disegnata in modo che gli effetti scenici aumentassero man mano. Come tipico

della grande Architettura Barocca la prospettiva fa da padrone e culmina come ci si aspetta con

un'architettura monumentale.

Chiesa della trinità dei Pellegrini

De Sanctis disegno la facciata nel 1722. Il prospetto in travertino si presenta leggermente inflesso

si presenta bipartito in due ordini, collegati da volute allungate.

6 colone composite si elevano al primo ordine come nel secondo, queste diventano lateralmente

paraste e volute al primo ordine e volute al secondo.

La facciata si presenta composta da volumi aggettanti, il corpo centrale è rientrante seguendo cosi

la curvatura.

Collegiata di Giove

Alessandro Specchi (1688 - 1729)

Specchi, allievo di Carlo Fontana, progetta il Porto Fluviale a Ripetta, non più esistente. Il porto

era una specie di esedra cava, con un nobile movimento di rampe, un architettura aperta posta sul

pendio dell'argine. L'architetto non vuole sopraffare ma interpretare la natura.

L'architettura Barocca a Napoli e il contato con Roma

L'Architettura meridionale specialmente a Napoli fu determinata dall'evento storico che vide

concludersi la dominazione spagnola e l'inizio del regno delle Due Sicilie. L'architettura che si

forma è culturalmente composita, esuberante e festosa, priva però di una vera e propria radice

culturale.

Filippo Raguzzini (1680 - 1771)

Piazza di Sant'Ignazio

Raguzzini colloca li la chiesa di Sant'Ignazio, e la dispone seguendo un gioco di curve. Raguzzini

contrappose all'estesa facciata della chiesa ad alcuni corpi di fabbrica di forme concave ornati con

balconi e ringhiere. La piazza fu l'esempio di una buona architettura borghese, che però, non ebbe

molto seguito.

L'ospedale di San Gallicano (1725)

La struttura di Raguzzi, presenta una facciata lunghissima, accentuata dall'altezza moderata.

Questa è tutta percorsa dal ballatoio, apparendo come un raro esempio di architettura ospedaliera

sfruttata anche come arredamento urbano. La struttura presenta al centro il volume della chiesa,

fulcro delle lunghe corsie, la quale si presenta con una facciata convessa e decorata, rispetto agli

elementi laterali.

San Gallicano nel campo delle strutture ospedaliere è secondo alcuni un caso esemplare, forse il

migliore in campo europeo.

Chiesa di Santa Maria della Quercia

La chiesa possiede una pinta a croce greca, con cupola e tre cappelle. E possiede un attico con

giardino sul tetto.

La Fine del Barocco

(L'architettura inizia a diventare un servizio per la società, passando dall'edificio monumentale,

al'edificio come espressione di una funzione sociale (museo, scuola, ospedale, abitazione …).

Le forme si semplificano e aggregate formano un contesto urbano razionale.) (neoclassicismo)ù

Alessandro Galilei (1691 - 1737)

Facciata di San Giovani in Laterano

Galilei tenta con questo progetto di ritrovare l'ordine unico accompagnato da volumi ampi e rigorosi

alternati i vuoti monumentali palladiani.

La facciata è costituita da un lungo atrio e da un arioso loggiato. La parte centrale è costituita da

due colonne corinzie per lato che reggono un timpano. Questo corpo centrale è affiancato da un

corpo rettangolare sul quale il corpo centrale sembra posato. Il corpo rettangolare è scandito da

lesene , raddoppiate agli angoli.

Ferdinando Fuga

La facciata di Santa Maria Maggiore

Opera di Ferdinando Fuga del 1714. La basilica presenta un portico a 5 campate al primo ordine e

3 con la loggia al secondo ordine.

Il primo ordine è architravato, mentre il secondo presenta 3 archi a tutto sesto.

Il palazzo della consulta

A pianta trapezoidale il palazzo presenta un cortile quadrato centrale. Il palazzo è su due ordini, il

primo con timpani triangolari, il secondo circolari. Il portale è delimitato da due colonne poco

aggettanti, culle quali posa un timpano curvilineo.

Nicola Salvi (1697 - 1740)

La Fontana di Trevi

Il precedente progetto Berniniano non fu portato a termine per mancanza di fondi.

La fontana presenta influenze barocche e berniniane. I lavori furono iniziati nel 1732 interrotti e poi

ripresi. Il tema dell'intera composizione è il mare. La scenografia è dominata da una scogliera,

questa si posa su una parete dove centralmente si apre un arco impostato su colonne e

incorniciato da un ordine più grande. Al centro di questo è posta la statua di oceano. Le colonne

che inquadrano l'arco scandiscono tutta la facciata, e tra gli intercolunnio di questa si aprono prima

due nicchie con statue e poi le finestre , affiancate lungo tutti e due i piani da quest'ordine gigante

che diventa da colonna a lesena.

Le finestre al primo piano presentano timpani triangolari, mentre al secondo timpani circolari.

Complesso di Santa Maria in Gradi a Viterbo

La chiesa di origine era medievale, questa fu sottoposta a restauri tra il 1737 e il 1758 sotto la

guida di Salvi.

Tendenza al Clasicismo

Luigi Vanvitelli (1700 - 1773)

Partecipo senza successo ai concorsi per la fontana di trevi e per la facciata di San Giovanni in

Laterano.

La Chiesa del Gesù ad Ancona

L'entrata della chiesa è collegata alla piazza antistante attraverso una scala a forma di semielisse.

La facciata ha una forma concava. La scalinata come il portale sono coperti da un pronao a pianta

rettangolare ad con capitelli tuscanici formato da due colonne centrle e pilasti con lesene agli

angoli. Il pronao sorregge un frontone ed un timpano.

La pianta è a croce latina con abside semicircolare e cupola (chiesa del Gesù a Roma) con due

cappelle per entrambi i lati.

Napoli

La Chiesa della Santissima Annunziata

La chiesa fu ricostruita nel '700 acquistando caratteri tardo barocchi tendenti a quello che sarà il

classicismo francese. Ciò è evidente dalla facciata , la quale presenta un andamento leggermente

concavo e ornato da due ordini sovrapposti di colonne classiche. (alla sinistra si erge il campanile

cinquecentesco)

L'interno, a croce latina, presenta una navata unica a sei cappelle laterali (una delle più belle

creazioni di Vanvitelli). 44 colonne corinzie raccordano la navata con la cappelle laterali ,

simulando la presenza di navate laterali.

Nel seminterrato si presenta un succorpo circolare a volta ribassata con 6 nicchie e altare. La sala

è scandita da un'ulteriore cerchio interno costituito da 8 coppie di colonne tuscaniche .

Chiesa di San Vincenzo de'Paoli

La reggia di Caserta

Nel 1752 Carlo di Borbone re di Sicilia ordino la costruzione di una nuova capitale, con un degno

palazzo, più bello delle regge europee.

A pianta rettangolare la reggia si alza per 5 piani, questa presenta 4 cortili interni, i quali fomano un

portico centrale. Caraterizato da due sotterranei, al suo interno la reggia presenta più di mille

ambienti, l'opera di Vanvitelli fu ultimata in quasi un secolo, per questo Vanvitelli non la vide mai

compiuta. Superato l'ingresso, si giunge alla galleria che attraversa tutta la reggia, l'effetto

prospettico dai giardini, a cannocchiale, richiama una filosofia rinascimentale.

L'ambiente si presenta come fortemente neoclasico, stile raggiunto non solo tramite un'imitazione

dei modelli antichi, ma tramite una rielaborazione e un riproporziona mento dello spazio.

La facciata principale, fulcro della prospettiva presenta un richiamo all'architettura classica,

simulando un tempietto con 4 colonne ioniche che affiancano centralmente una nicchia ad arco.

Questo prospetto posa elegantemente sui primi due piani.

Barocco Piemontese

Piemonte all'inizio del '700 è l'unico stato ad avere una solida struttura politica ed economica, in

Italia. Come tale il Piemonte richiamo pittori scultori e architetti italiani e europei. Vediamo dunque

un espansione dei centri urbani. Con criterio già illuministico, l'architettura è considerata un arte di

governo.

La produzione architettonica Barocca in Piemonte è scaturita da una buona situazione economica

dello stato che porterà i piccoli nobili a contribuire alla formazione architettonica dei centri urbani.

Guarino Guarini (1624 - 1683)

Architetto del re era di conseguenza architetto dello stato.

Chiesa di San Lorenzo


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria edile-architettura (a ciclo unico)
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simo.della di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ticconi Dimitri.

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