Oriente: abiti buddhisti
Il buddhismo prevede l’annullamento del sé per poter inseguire l’illuminazione, raggiungimento della pienezza di quiete infinita, ovvero una condizione di sospensione definitiva. L’illuminazione consente di sperimentare la perdita del sé e dell’attaccamento agli oggetti, liberandosi così dalla sete di possesso. L'asceta è colui che segue il sentiero dell’illuminazione; è ordinato impegnato nella distruzione del sé per arrivare alla percezione di una realtà rinnovata.
Mediante la meditazione, il monaco tenta l’abbandono degli abiti secolari a favore della vestizione degli indumenti tradizionali: la veste ocra. Tramite questa veste viene ricordata l’assenza del sé. Mediante la vestizione, il monaco si disabbiglia del sé.
La diffusione del buddhismo
Il buddhismo iniziò ad essere studiato dagli occidentali posteriormente rispetto all’induismo. I primi che conobbero il buddhismo rimasero sconcertati dalla totale assenza del sé, tanto che non la ritenevano nemmeno una vera e propria religione. Lo studio del buddhismo fu reso difficile sia per la reperibilità dei testi da consultare sia per la dispersione geografica. Era infatti diffuso in diversi luoghi, tra cui:
- Tibet
- Siam
- Indocina
Studi e traduzioni
Le prime informazioni riguardanti il buddhismo furono raccolte da Ippolito Desideri in Tibet. Questi studiò i fondamenti del buddhismo. Le prime traduzioni dei testi si prefiggevano lo scopo di un’interpretazione fenomenologica, filosofica e storica cercando di studiare la figura del Buddha, che in principio era ritenuto un mero fattore mitologico.
Le vicende del Buddha
Il Buddha è il protagonista di vere e proprie vicissitudini storiche. Era infatti figlio di un signore molto abbiente del Terai, che si trova tra India e Nepal. Il padre volle che fosse chiamato Siddhattha: colui che ha raggiunto il suo scopo. Secondo una profezia, il figlio sarebbe diventato un asceta, così il padre lo costrinse per anni in una gabbia d'oro lontano dagli orrori della vita. Riuscì comunque ad entrare in contatto con ciò che il padre gli aveva negato visitando il palazzo, dove risiedeva, in quattro distinti momenti. Infatti, girando per il palazzo fece quattro incontri:
- Un vecchio
- Un ammalato
- Un corteo funebre
- Un asceta
Da quel momento, il Buddha si dedicò alla riflessione filosofica sui maggiori temi dell’esistenza. Lasciò tutti i suoi averi, la moglie e il figlio, e si disfece delle vesti diventando così un uomo nuovamente nato. Disabbigliandosi, fonda una prima concezione del corpo buddhista: il corpo si libera della veste sociale per adottarne una simbolica libera dalle costruzioni sociali. Abbandonato tutto si dedicò alla meditazione, che la tradizione vuole lo condusse al Risveglio. La meditazione fu di quattro stadi:
- Veglia in cui prese coscienza delle vite trascorse
- Veglia in cui schiuse l’occhio divino
- Presa di coscienza del perché della nascita e della morte
- Presa di coscienza della circolarità delle cause
La notte del risveglio è fatta cadere tra maggio e aprile. Da allora predicò quanto aveva compreso.
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