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Capitolo 1: Pronuncia e grafia

Lo scopo della linguistica consiste nel raggiungere una conoscenza sistematica della struttura e del funzionamento della lingua. Ha carattere descrittivo, non prescrittivo.

La fonetica e la fonologia

La fonetica: analisi dei suoni di una lingua dal punto di vista della loro articolazione e caratteristiche acustiche. La fonologia studia invece i rapporti tra i suoni in quanto inseriti nel sistema della lingua stessa. I suoni concreti vengono ricondotti a entità più astratte: i fonemi (hanno la funzione di differenziare le parole).

La morfologia

La morfologia: studio della struttura interna delle parole; l'unità minima è detta morfema. Fanno parte della morfologia: la flessione di verbi e sostantivi e la formazione delle parole.

La sintassi

La sintassi: studia combinazioni di parole in costruzioni più ampie (sintagmi, frasi e periodi complessi).

La semantica

La semantica: studia il significato di singole parole o intere frasi. Il significato è un'entità concettuale e si stabilisce nel rapporto con altre parole dal significato simile o opposto.

La pragmatica

La pragmatica: studia il rapporto tra espressioni della lingua e loro situazioni d'uso; fondamentale è l'analisi degli atti linguistici.

La linguistica testuale

La linguistica testuale: studia relazioni formali e semantiche oltre la singola frase; il testo tratta qualcosa di specifico con precise relazioni logico-semantiche (implicite o esplicite).

La sociolinguistica

La sociolinguistica: studia i rapporti tra lingua e comunità di parlanti; analizza come la lingua varia in base a parlante, ambito, argomento, canale comunicativo (scritto o orale).

La linguistica applicata

La linguistica applicata: usa la teoria linguistica per scopi pratici (insegnamento, traduzione, ecc.).

La linguistica diacronica

La linguistica diacronica: studia la storia di una lingua e ne descrive i cambiamenti.

Fonetica, fonologia e grafia

I suoni linguistici e la loro trascrizione

Gli organi fonatori umani, non adibiti specificamente alla produzione di suoni, sono per la maggior parte mobili. Ciò permette la produzione di suoni linguistici numerosi e differenti, detti foni. Gli organi fissi sono: denti, alveolo, palato duro. Gli organi mobili sono: laringe (corde vocali), ugola, velo, lingua, labbra.

I suoni linguistici si distinguono in:

  • Vocali: sonore, prodotte con vibrazione delle corde vocali; costituiscono il nucleo della sillaba in cui sono poste;
  • Consonanti: suoni il cui passaggio d'aria è ostacolato da particolari organi fonatori;
  • Semivocali: come vocali ma con durata ridotta.

Semivocale + vocale = dittongo ascendente

Vocale + semivocale = dittongo discendente

Foni e grafemi

Il grafema è un'unità a livello di scrittura, che presenta però alcuni inconvenienti al momento della pronuncia: una stessa lettera può indicare suoni molto simili o molto diversi tra loro e uno stesso suono può essere rappresentato da lettere diverse. Esiste, pertanto, un alfabeto fonetico internazionale, caratterizzato da una corrispondenza biunivoca tra suono e segno.

Le vocali

Si distinguono in base alla posizione assunta dalla cavità orale al momento dell'articolazione. In base allo spostamento verticale, si hanno vocali basse, medie o alte. In base allo spostamento orizzontale si hanno vocali anteriori, centrali e posteriori. Una vocale si dice arrotondata in base alla posizione delle labbra. In tedesco, le vocali lunghe sono generalmente chiuse, quelle brevi sono generalmente aperte. Esistono in più rispetto all'italiano due vocali anteriori arrotondate, brevi (ɪ; œ) o lunghe (yː; øː), e anche due vocali centrali brevi che non esistono in italiano (ə; ʌ). Una o lunga aperta non esiste come suono in tedesco, ma esiste una e lunga aperta (che però è graficamente segnata come ä).

La differenza di pronuncia tra e ed o lunghe/brevi è netta: [eː] - [ɛ]; [oː] - [ɔ], mentre di poca importanza per la a: [ɑː] - [a]. In tedesco ci sono poi tre dittonghi discendenti: [aɪ]; [aʊ] e [ɔɪ].

Le consonanti

Si possono classificare secondo il modo di articolazione (ostruzione del canale fonatorio), il luogo di articolazione e in base alla presenza o meno di sonorità.

In tedesco, esistono i seguenti tipi di suoni:

  • Occlusivi: labiali [p] e [b], dentali [t] e [d], velari [k] e [g] e una glottidale [ʔ].
  • Fricativi: labio-dentali [f] e [v], dentali [s] e [z], alveopalatali [ʃ] e [ʒ], palatali [ç] e [j], velare [x], uvulare [ʁ], laringale [h].
  • Affricati: labiale [pf], dentale [ts], le alveopalatali [tʃ] e [dʒ].
  • Nasali: labiale [m], l'alveolare [n], la velare [ŋ].
  • Laterali: alveolare [l].
  • Vibranti: uvulare [ʀ] (articolata mediante il movimento dell'uvula) e in alcune regioni meridionali anche l'alveolare [r].

I fonemi in tedesco

La fonetica è la disciplina che si occupa dei processi di articolazione e percezione dei suoni linguistici. Si occupa quindi degli aspetti fisiologici e fisici dei suoni. La fonetica acustica, ovvero l'impressione che i parlanti hanno dei suoni, dipende da: frequenza (numero di vibrazioni in un certo lasso di tempo, misurata in hertz), intensità (ampiezza dell'onda sonora, resa in decibel) e durata (misurata in cent di secondo, differenzia ad esempio vocali brevi e lunghe). La fonologia, invece, si occupa dei rapporti tra i suoni in un determinato sistema linguistico, studiando la loro funzione e organizzazione. Sono detti fonemi quei suoni che hanno funzione distintiva a livello di semantica. Questa distinzione è resa nota identificando una coppia minima (due parole che si differenziano per un solo suono, ma per il resto sono uguali). I fonemi si segnano in linguistica tra /-/, a differenza dei foni [-].

Gli allofoni sono varianti di uno stesso fonema. Essi possono essere:

  • Liberi: sostituibili senza restrizioni in una determinata posizione.
  • Regionali: realizzazioni alternative in base ad una precisa regione geografica.
  • Condizionati: dipendono dalla posizione del fonema nella parola; possono infatti cambiare in base ai suoni vicini nella catena parlata.
  • Complementari: caso particolare di allofoni condizionati; all'interno di un morfema o di una sillaba le varianti presentano distribuzione mutualmente esclusiva, detta complementare. Ad esempio le occlusive sorde in ted. sono sempre aspirate ad inizio morfema e non aspirate dopo consonante; le occlusive sonore sono sonore all'inizio della sillaba (es. [b] in Bein, Lo-bes, Lie-be) ma sorde in fine sillaba (es. [p] in Lob, Lieb-ling).

I tratti fonologici sono proprietà che hanno i fonemi e che servono a distinguerli uno dall'altro, in base a valori binari (+ o -). Per individuarli si parte da coppie minime di fonemi. Il fonema potrà essere descritto in base al suo fascio di tratti, sempre più ampio man mano che il numero di fonemi cresce nella contrapposizione. Un tratto è detto ridondante quando risulta superfluo per univoca caratterizzazione (ad es. tutte le consonanti con il tratto [+posteriore] possiedono al contempo la caratteristica [-coronale]; uno dei due è perciò superfluo).

Processi fonologici e regole fonologiche

I principali processi fonologici sono:

  • Elisione: processo facoltativo di caduta di un fonema, che riguarda specialmente la lingua colloquiale. In tedesco ad esempio lo schwa cade prima di una sonorante (nasale o laterale) e ciò comporta spesso altri mutamenti dovuti in parte alla riduzione del numero di sillabe della parola (es. leben = [le:bən]→[le:bn].
  • Epentesi: aggiunta, meno diffusa, di un nuovo fonema. Ad esempio l'aggiunta di un'occlusiva sorda tra nasale e dentale (es. kommt = [kɔmt]→[kɔmpt]).
  • Assimilazione: essendo un adeguamento di un fonema rispetto ad uno vicino, semplifica la pronuncia. Può essere totale o parziale; esiste in tedesco l'assimilazione nasale progressiva (si adatta la pronuncia di un fonema a quello di uno precedente; ad es. heben→[he:bm]; reden→[ʁe:dn]; legen→[le:gŋ]) oppure regressiva (si adatta la pronuncia di un fonema a quella di uno successivo; ad es. Bank→[baŋk]). Numerose forme di assimilazione riguardano non il luogo di articolazione ma la caratteristica della sonorità, come un'ostruente sonora che diventa sorta davanti ad un'ostruente sorda (es. bleibst→[blaɪpst], Waldes→[valts]).
  • Dissimilazione: differenziazione di un fonema rispetto ad uno vicino.
  • Metatesi: inversione di due fonemi contigui.

Le regole fonologiche descrivono il passaggio dal livello di rappresentazione fonologica al livello di rappresentazione fonetica. La notazione ha schema: A → B / X _ Y, dove la prima parte indica il processo fonologico vero e proprio (segmento A viene sostituito da segmento B) e la seconda parte indica il contesto in cui ciò avviene (posizione del segmento tra X e Y). La riga orizzontale indica la posizione del segmento A. Le specificazioni del contesto X e Y possono essere anche zero: se X è zero, allora il segmento che cambia si...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/14 Lingua e traduzione - lingua tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara A. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua tedesca I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Di Meola Claudio.
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