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MORFOLOGIA

DI MEOLA, “LA LINGUISTICA TEDESCA” —

La morfologia è lo studio della struttura interna delle parole.

parola

In linguistica, la nozione di è molto controversa e di conseguenza esistono tanti tentativi di

definizione, tramite il quale si possono trarre almeno quattro criteri che una “parola” deve

soddisfare per essere considerata tale:

Identità acustica:

1. la parola è contrassegnata da determinate caratteristiche di accento, che

variano da lingua a lingua. Esempio: blàckbird (merlo) - black bìrd (uccello nero);

Autonomia semantico-funzionale:

2. la parola è un elemento a sé stante, dotato di un

significato e/o di una funzione grammaticale anche fuori da ogni contesto, ben presenti al

parlante comune;

Stabilità morfologica:

3. la parola è un'unità che nelle sue varie forme preserva una struttura

fondamentale e che non può essere interrotta da altri elementi;

Mobilità sintattica:

4. la parola è l’elemento più piccolo che può essere spostato (o sostituito) in

una frase.

Infine la parola può essere considerata su due livelli di astrazione:

parola concreta

1. la come appare in un determinato testo (singt, sang, gesungen), quindi si

tratta di parole uniche (come am, ins, zur…);

parola astratta

2. la quale compare nel dizionario, ovvero il lessema (verbo all’infinito, un

lessema nominale o pronominale al nominativo singolare/lessema aggettivale con la forma

usata nella costruzione predicativa); quindi si è in presenza dell’unione di due lessemi distinti

(come an+dem, in+das, zu+der).

La classificazione delle parole

Le parole vengono suddivise in classi di parole. Per il tedesco le principali sono: verbo,

sostantivo, aggettivo, avverbio, articolo, pronome, preposizione, congiunzione, particella.

Una parola può appartenere a più classi differenti. Gli aggettivi possono anche fungere da avverbi

(schnell); l’articolo può essere usato come pronome relativo e le particelle sono quasi sempre

coincidenti con altre classi di parole.

3 criteri

Ci sono per la classificazione delle parti del discorso:

Criterio morfologico:

1. le classi morfologicamente variabili sono suddivise così:

- coniugabile è la classe del verbo (variazione secondo persona, numero, tempo, modo);

- declinabili sono le classi del nome, aggettivo, articolo e pronome (variazione secondo genere,

numero e caso);

- alle classi variabili si contrappongono le classi invariabili (avverbio, preposizione,

congiunzione, particella).

Criterio numerico:

2. le classi aperte (nome, verbo, aggettivo, avverbio) sono grandi e facilmente

espandibili; il numero di parole di ciascuna classe è in aumento grazie all’entrata di neologismi.

Le classi chiuse (articolo, pronome, preposizione, congiunzione, particella) sono invece piccole

e il numero di parole appartenenti a ciascuna classe rimane costante nel tempo.

Criterio semantico:

3. vi è un’opposizione semantica tra classi lessicali, che hanno un significato

“pieno” (e sono i verbi, nomi, aggettivi, avverbi) e classi funzionali, che hanno un significato

primariamente grammaticale relazionale (e sono gli articoli, i pronomi, le preposizioni, le

congiunzioni e le particelle).

Elementi costitutivi della parola: i morfemi

I morfemi sono in genere costituiti da una sequenza ininterrotta di suoni (fonemi); hanno quasi

sempre un significato; non possono essere suddivisi in unità ancora più piccole dotate di

significato e costituiscono quindi le unità minime di una parola.

Il criterio fondamentale per l’individuazione di un morfema è la sua presenza in parole diverse.

Sommerkleidung Sommer+kleid+ung; Sommer

Esempio: (abbigliamento estivo)—> 'estate' e

Kleid ‘vestito’ possono fungere da parole autonome o comparire in parole complesse, come

Sommerferien -ung

(vacanze estive). L’elemento compare come morfema finale in molti sostantivi,

Wohnung Zeichnung

come ‘abitazione’, ‘disegno’.

Morfemi lessicali: Sommer Kleid);

hanno un significato pieno (come e

Morfemi grammaticali: -ung -er,

hanno un significato più astratto (come o che ha il significato

Maler Lehrer

astratto generale di indicare la persona che compie un’azione —> ‘pittore’,

‘insegnante’);

Morfemi liberi: sono quei morfemi che possono solo occorrere come parte di una parola

autonoma;

Morfemi legati: compaiono solamente in combinazione con un altro morfema che sia libero

La distinzione tra morfemi lessicali e grammaticale di solito coincide con quella tra i morfemi liberi

e legati. Solo in rari casi un morfema lessicale è un morfema legato. Ad esempio l’elemento

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/14 Lingua e traduzione - lingua tedesca

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