Claudio Di Meola la linguistica tedesca
Introduzione
Lingua, parlante e linguistica
Non tutte le persone parlano alla stessa maniera. Il modo di parlare di una persona ci rivela molte cose e possiamo innanzitutto stabilire la provenienza regionale, la scelta delle parole, la costruzione della frase e inconfondibile è quasi sempre la pronuncia. Come parlanti controlliamo il nostro comportamento linguistico adattandolo alla concreta situazione d'uso utilizzando, nel caso, diverse formule di cortesia, che vanno dall'esplicito-diretto (Passami il sale!) all'implicito-indiretto (Potrebbe essere così gentile da passarmi il sale?). Tutti parlanti si occupano in modo cosciente della lingua da essi usata. Il parlante comune riflette sulla lingua, ne parla con gli altri ed esprime precisi giudizi in merito. Questa esplicita riflessione sul linguaggio è detta attività metalinguistica. Questa attività diventa particolarmente evidente quando il parlante smaschera i quotidiani abusi linguistici, come per es. eufemismi o espressioni che danno un quadro distorto della realtà.
La linguistica come studio scientifico della lingua
Si prefigge di raggiungere una conoscenza sistematica della struttura e del funzionamento della lingua. La linguistica ha un carattere descrittivo e non prescrittivo, infatti descrive come funziona la lingua, inoltre dimostra che la correttezza è un criterio estremamente soggettivo infatti non tutti i parlanti esprimono gli stessi giudizi. Tutte le lingue cambiano perennemente, ma la loro funzionalità complessiva e la loro efficienza comunicativa, rimangono sempre inalterate. Se un aspetto della lingua si semplifica, un altro aspetto si complica. Funzionalmente i dialetti sono lingue a tutti gli effetti con un complesso sistema grammaticale e lessicale. L'unica differenza consiste nel fatto che i dialetti godono di minor prestigio in quanto spesso essi non hanno una letteratura ufficiale e mancano grammatiche e dizionari che codificano il loro uso. Il parlante comune sa usare la propria lingua ma non ha un'idea precisa di come essa funzioni. A meno che non abbia ricevuto una formazione linguistica, non è in grado di esplicare le regole che stanno alla base del suo parlare. La sua conoscenza risulta veramente intuitiva. Perché studiare la linguistica (tedesca)? Lo studio scientifico della lingua tedesca non corrisponde solo a un interesse teorico intorno al tedesco, ma ha dei risvolti prettamente pratici. Proprio per i discenti universitari del tedesco una sistematica conoscenza metalinguistica può facilitare l'apprendimento della lingua stessa.
I campi della linguistica tedesca
Tutte le lingue sono composte da vari livelli di analisi ampiamente indipendenti tra loro. Ogni livello segue infatti regole proprie:
- Fonetica/Fonologia, morfologia, sintassi e semantica
- Pragmatica e linguistica testuale
- La Fonetica è l'analisi dei suoni di una lingua dal punto di vista della loro articolazione e delle loro caratteristiche acustiche. La Fonologia, invece, studia i rapporti tra i suoni di una lingua in quanto inseriti nel sistema della lingua stessa. I concreti suoni vengono ricondotti a unità più astratte i fonemi, che sono unità minime distintive che hanno la funzione di differenziare le parole. La realizzazione fonetica dei fonemi varia a seconda del contesto.
- La Morfologia è lo studio della struttura interna delle parole. L'unità minima della parola a livello morfologico è il morfema, che può avere un significato pieno (Freund) o astratto-grammaticale (-schaft). Fanno parte della morfologia di una lingua la flessione dei verbi e dei sostantivi.
- La Sintassi si occupa della combinazione di parole in costruzioni più ampie quali i sintagmi e nella frase.
- La Semantica studia il significato di singole parole e intere frasi. Il significato di una parola stabilisce nel rapporto con altre parole dal significato simile oppure opposto.
- La Pragmatica analizza il rapporto tra le espressioni della lingua e le loro situazioni d'uso e vengono considerate: le intenzioni del parlante, le aspettative dell'ascoltatore ecc. e fondamentale risulta l'analisi dei cosiddetti atti linguistici.
- La Linguistica testuale studia le relazioni formali e semantiche che vanno al di là della singola frase. Il testo è un insieme di frasi tra cui si stabiliscono precise relazioni logico-semantiche e tali relazioni possono essere esplicate oppure possono rimanere implicite.
- La Sociolinguistica si occupa dei rapporti tra la lingua e la comunità dei parlanti.
I. Fonetica, fonologia e grafia
La produzione dei suoni linguistici e il problema della loro trascrizione
Gli organi fonatori
L'apparato articolatorio: l'aria spirata esce dai polmoni, si incanala e trova vari tipi di strettoie e/o ostacoli. Non tutti i suoni prodotti dall'uomo sono però linguistici. Il suo apparato articolatorio serve primariamente alla respirazione e all'assunzione di cibi.
- Labbra (Lippen)
- Denti (Zähne)
- Alveoli (Zahndamm)
- Palato (Harter Gaumen)
- Ugola (Zäpfchen)
- Velo (Weicher Gaumen)
- Faringe (Rachenraum)
- Corde vocali (Stimmlippen)
- Lingua (Zunge)Cavità nasale (Nasenraum)
Gli organi fonatori sono mobili e ciò permette di formare molti suoni linguistici diversi (detti foni). Fanno eccezione solo tre organi che sono fissi: i denti, l'alveolo e il palato duro.
- l'ugola, serve per articolare vari tipi di r
- il velo, posizione alzata non entra aria nella cavità nasale, abbassata si articolano suoni nasali
- la lingua, il più importante per l'articolazione dei suoni, costituita da punta, dorso e radice
- le labbra, vengono accostate per articolare suoni come p e b
Vocali, consonanti e semiconsonanti
Le vocali sono suoni sonori, prodotti dalla vibrazione delle corde vocali. L'aria aspirata non incontra nessun ostacolo e la qualità del suono dipende dalla posizione della lingua che delimita la grandezza della cavità orale (grado di apertura), ed eventuale partecipazione delle labbra. Le consonanti sono quei suoni sonori (stimmhaft) oppure sordi (stimmlos) in cui il passaggio dell‘aria viene bloccata totalmente (es. [b] o [p]), parzialmente ([l], [m], [n]) o a intervalli ([r]), oppure quei suoni in cui si forma un restringimento del canale fonatorio superato da una frizione udibile ([f], [s]). Le semivocali hanno tutte le caratteristiche delle vocali vere e proprie a esclusione della durata. La combinazione di una vocale con una semivocale è detta dittongo.
Foni e grafemi
I suoni della lingua, i foni, non vanno confusi con le lettere dell'alfabeto usate per trascrivere i grafemi. L'alfabeto fonetico internazionale (in sigla AFI; conosciuto anche con la sigla IPA, dall'inglese International Phonetic Alphabet) è un sistema di scrittura alfabetico, basato principalmente sull'alfabeto latino, utilizzato per rappresentare i suoni delle lingue nelle trascrizioni fonetiche. L'IPA nasce su iniziativa dell'Associazione fonetica internazionale, con l'intenzione di creare uno standard per trascrivere in maniera univoca i suoni (tecnicamente, i foni) di tutte le lingue conosciute: questo è possibile poiché ad ogni segno IPA corrisponde un solo suono e viceversa, senza possibilità di confusione tra lingue diverse.
In linguistica si parla di trapezio
Perché, in altre lingue, vi sono altre vocali basse oltre alla a dell'italiano, per cui il perimetro costituito dalle posizioni vocaliche assume una forza quadrangolare.
Le vocali in italiano e in tedesco
Classificazione delle vocali:
- Quantità (Quantität): lunga o breve (lang – kurz (gespannt-ungespannt))
- Grado di apertura (Öffnungsgrad): aperta – chiusa (offen – geschlossen)
- Lingua (Zungenhebung): alta – media- bassa (hoch – mittel – flach)
- Luogo di articolazione (Artikulationsort): anteriore – centrale – posteriore (vorn – mittel- hinten)Labbra (Beteiligung der Lippen): arrotondata (procheila) – non arrotondata (aprocheila) (labial – nicht labial; gerundet – ungerundet)
La lunghezza vocalica
Vocale lunga: /i:/ /y:/ /e:/ /ø:/ /a:/ /o:/ /u:/ Vocale breve: /ɪ/ /ʏ/ /ɛ/ /œ/ /a/ /ɔ/ /ʊ/ Le vocali arrotondate (procheile) Posteriori: /u:/, /ʊ/, /o:/, /ɔ/ Anteriori: /y:/, /ʏ/, /ø:/ /œ/
Le vocali del tedesco
L’anomalia della /ɛ:/
I fonemi vocalici tedeschi si trovano sempre in coppia: lunga/chiusa o breve/aperta
- /o:/ - /ɔ/ Ofen vs offen
- Eccezione /ɛ:/ lunga e aperta /e:/ /ɛ:/ ------> /ɛ/
Perciò, in contesti non ambigui i parlanti tendono a chiudere la vocale: Mädchen /'me:tçən/. Solo in caso di contrasto /ɛ:/: Ähre – Ehre
Le vocali ridotte (Reduktionsvokale)
- /ə/: vocale centrale, suono „Schwa“
- Compare solo in sillabe atoniche: bestehen, essen
- La lingua si trova in posizione di riposo: Tanne
- Poca energia muscolare
- /ɐ/: La <r> vocalica: Vater
- Dopo una vocale lunga in posizione finale: Tür, Tor
- In prefissi senza accento: (Präfixe): verkaufen, verschenken In sillabe atoniche finali: Schwester
Le vocali in italiano
I sette fonemi vocalici tonici (= “accentati”) e le cinque lettere dell’alfabeto che li rappresentano:
- [a] = <a> (pane)
- [ɛ] (e aperta) = <e> (dente) vs <e> (e chiusa) = e (mela)
- [i] = <i> (dito)
- [ɔ] (o aperta) = <o> (porto) vs <o> (o chiusa) = <o> (nome)
- [u] = <u> (uno)
Differenze tra tedesco e italiano
In italiano mancano:
- Le vocali anteriori arrotondate e le vocali centrali ridotte
- In italiano, la lunghezza vocalica non rappresenta un tratto distintivo. Il tedesco conta più fonemi vocalici.
I dittonghi
Un dittongo è un suono „doppio“ formato dalla combinazione di una vocale e una semivocale. (Zwielaut o Zweilaut) La lingua si muove da una posizione iniziale in un‘altra posizione successiva, il secondo suono è più breve e non ha carattere sillabico.
Dittonghi dell'italiano
- Discendenti (vocale + semi-vocale; accento sulla vocale): aj, ej, oj, iw, ew, aw: mai, bei, noi, neuro, pseudo, auto, causa
- Variabilita': per alcuni parlanti e/o nel parlato lento questi dittonghi possono realizzarsi semplicemente come sequenze di due vocali.
- Ascendenti (semi-vocale + vocale; accento sulla vocale): ja, je, jo, ju, wi, we, wa, wo: fiamma, fieno, fiore, fiume, seguire, guerra
Dittonghi in italiano e tedesco
- Il tedesco possiede tre dittonghi discendenti: Mai, Baum, neu e dittonghi ascendenti in parole di origine straniera: Region, sozial, Duell.
- L’italiano possiede dittonghi discendenti: sai, sei, poi, neutro e numerosi dittonghi ascendenti: piano, ieri, chiudi, guado, uomo, ecc.
Differenze
- L‘italiano ha più dittonghi rispetto al tedesco.
- Essi possono essere ascendenti o discendenti. Sono spesso bifonematici.
Le consonanti in Italiano e in Tedesco
Le consonanti
Le consonanti si possono classificare secondo tre criteri:
- Modo di articolazione/Artikulationsart (tipo di ostruzione che si crea nel canale fonatorio); occlusive: due organi...
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