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Tradurre

Il termine "traduzione" non riesce ad incorporare tutti i fattori che compongono il processo traduttivo, che deve tener conto anche del trasferimento linguistico ed interculturale. Questo processo ha come obiettivo l'effetto di equivalenza (=relazione tra unità di traduzione della LP e della LA stabilite al fine di riprodurre la funzione del discorso e del testo di partenza).

Essa si basa su:

  • Presenza testuale originale
  • Rappresentazione di questa presenza nell'ambito culturale di arrivo

L'equivalenza porta ad una proiezione e ad una interpretazione che mira ad estrarre il senso dal TP inserendolo nel contesto di un'altra cultura. Il concetto di equivalenza è relativo: si mira a raggiungere l'efficacia della comunicazione, cercando di creare un equilibrio, ma basta che cambi un elemento del rapporto tra TP e TA perché la caratteristica del testo non sia più l'equivalenza, bensì l'adeguatezza. Il testo tradotto, allora, funzionerà in rapporto alle esigenze e aspettative del pubblico d'arrivo, più che in rapporto al TP.

Il confronto tra sistemi linguistici e culturali

L'atto del tradurre comporta il confronto tra due sistemi linguistici diversi ma anche tra due culture diverse. È proprio nel continuo combinarsi di fattori linguistici ed extralinguistici che va individuata la complessa natura della traduzione. Al suo interno, come tutte le altre discipline, essa presenta tendenze, teorie, posizioni contrastanti: il risultato è una varietà di approcci, che privilegiano di volta in volta diversi aspetti del testo.

Si può quindi definire la traduzione come un processo mediante il quale una LP viene resa in una LA, in modo che il significato veicolato dalle due lingue sia il più possibile simile, in un quadro di sostanziale equivalenza. Il duplice trasferimento (interlinguistico e interculturale) comporta inevitabilmente una modificazione dell'enunciato primario. La portata dell'intervento del traduttore, però, può essere più o meno ampia.

Concetti distinti nella traduzione

Esistono dei concetti distinti, che contengono però svariate posizioni intermedie. Essi sono:

  • Adattamento: strategia impostata in funzione del pubblico di arrivo; il TP diventa un elemento secondario, perciò il testo vedrà dei consistenti cambiamenti rispetto all'originale.
  • Traduzione-calco: riproduce aspetti semantici, etimologici e temporali del TP. Un caso estremo di questo tipo di traduzione è Nabokov.
  • Traduzione letterale: rispetta le particolarità formali del TP conformandosi però agli usi grammaticali contenuti nella LA. Un tipo di traduzione letterale è la traduzione parola per parola che traspone nel TA gli elementi del TP senza modificarne l'ordine.

Problemi di intraducibilità linguistica e culturale

L'opera originale ha una sua struttura di partenza, caratterizzata da contenuto semantico e contorno formale, il cui ponte è una fase intermedia in cui si realizzano l'interpretazione e la conglomerazione di elementi appartenenti ad ambiti linguistico-culturali differenti. Esiste anche un ulteriore problema, rappresentato dall'intraducibilità linguistica, determinata dal dato di fatto dell'intraducibilità culturale. Questa convinzione è fondata sul principio che il termine "significato" non comprende solo il senso di "fatto di lingua", ma piuttosto quello di "atto di parola".

La traduzione, allora, realizzerà una sostituzione e non un trasferimento di significati, tuttavia è proprio da questo procedimento che nasce l'abusato stereotipo di traduttore-traditore: la traduzione, pur con tutti i suoi limiti, resta irrinunciabile perché risponde alle esigenze comunicative di un mondo non ancora conquistato, in cui difficilmente si diffonderà una lingua "globale".

Metodi proposti da Peter Newmark

L'aspetto pragmatico è particolarmente importante negli studi traduttivi ed è proprio da questo che parte Peter Newmark per la sua proposta di ridurre a due metodi la gamma di approcci traduttivi. Si parla di:

  • Traduzione semantica: mira a rendere l'esatto significato contestuale del TP.
  • Traduzione comunicativa: mette in atto il trasferimento di elementi linguistici stranieri nella LA e cultura di arrivo, cercando di avvicinarsi sempre di più all'effetto che scaturisce il testo nella LP.

Compromessi e strategie del traduttore

Il traduttore è costretto, a volte, a scendere a compromessi, mettendo in atto interventi di varia natura sul TP che possono comportare: impoverimento o perdita (a livello sia semantico che linguistico), ridondanza o acquisizione (introduce uno o più termini rispetto al TP), uso di procedimenti come le compensazioni (per ovviare ad eventuali perdite di significato, recuperando almeno parte dell'effetto del testo originale).

Per mezzo di questo costante adeguamento, che mira ad un effetto simile all'originale, egli deve essere in grado di trasmettere al pubblico di arrivo la globalità del significato testuale (questo appare utile soprattutto nel caso di testi non letterari). Inoltre, nell'atto di traduzione si deve tenere conto anche del rapporto esistente tra testo e contesto: il traduttore deve scegliere se focalizzarsi di più sul TP (rispettando funzione originale) o sul TA (rispettare le esigenze dei lettori). Questo deve essere deciso in base alla funzione del testo e alla sua tipologia.

Rapporto tra TP e TA

Il rapporto tra TP e TA muta con il variare delle situazioni e potrà essere:

  • Sincronico per epoca e contesto culturale, ma diverso per lingua;
  • Sincronico per epoca, ma diverso per contesto culturale e lingua;
  • Diverso sia per epoca, sia per sistema linguistico-culturale.

Questo spiega perché gli studi sulla traduzione devono poter contare su competenze ampie. Anche la creatività, inoltre, ha iniziato a diventare un concetto molto significativo per la traduzione (oltre alla fedeltà), poiché viene sempre più accettato il principio dell'impossibilità di riprodurre l'unità ideale di un'opera letteraria scaturita dall'equilibrio fra forma e contenuto.

Anzitutto, si impone la necessità di approfondire la comprensione del testo, che precede l'approccio traduttivo, individuando gli elementi che lo caratterizzano (i quali dovranno avere corrispondenza nel testo tradotto). Il traduttore si trova in un delicato equilibrio tra autore e lettore. Si arriva così alla concezione di linguaggio del traduttore, che non dovrà stravolgere la tipologia espressiva dell'autore, il suo idioletto, ma non dovrà neanche essere stravolto in nome di una fedeltà troppo rischiosa se eccessiva.

Le tesi di Saussure

Le tesi di Saussure costituiscono un'acquisizione permanente da cui non si può prescindere: egli distingue tra langue (parte sociale del linguaggio, esterna all'individuo) e parole (atto individuale di volontà e intelligenza). La fase successiva è il passaggio dalla parola/segno alla frase, poi al discorso inteso come processo comunicativo superiore all'enunciato e alla frase. Il testo può quindi essere definito come atto di parola che prende forma scritta. Possiamo individuare:

  • Espressioni e locuzioni, appartenenti alla lingua, che vanno considerate come sistema globale e possono trovare equivalenti nella LA;
  • Usi personalizzati della lingua, scelte individuali che vanno ricondotte alla parola.

L'attenta valutazione e analisi del dato linguistico ed extralinguistico costituisce la fase preliminare della traduzione. Il primo passo è poi l'individuazione della tipologia testuale e di conseguenza la funzione predominante del testo. Karl Bühler vede la lingua come sistema funzionale e distingue:

  • Testi con funzione informativa: orientamento sulla LA;
  • Testi con funzione espressiva (letterari): orientamento sull'autore, quindi massimo rispetto possibile per il TP;
  • Testi con funzione vocativa: orientamento verso il lettore e la LA.

Sono proprio le caratteristiche del testo a determinare l'orientamento del traduttore e le strategie da applicare per: creare equilibrio tra accuratezza e accessibilità (testo informativo), mantenere componenti soggettive e autoriali (testo espressivo), mirare all'immediata comprensione del messaggio, puntando sull'efficacia complessiva (testo vocativo).

Alla definizione della situazione specifica concorrono: le finalità del testo tradotto, le caratteristiche del destinatario, cultura e sensibilità linguistica del traduttore. Nel momento in cui si presentano reali difficoltà nella traduzione, si deve optare, come suggerisce Newmark, per il male minore. Il traduttore dovrà scegliere tra soluzioni di natura diversa:

  • Soluzioni dirette, che mutuano dalla LP i termini non altrimenti traducibili (opportune quando si ha una palese intraducibilità del termine);
  • Soluzioni mediante una traduzione obliqua, che consente il trasferimento
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/12 Lingua e traduzione - lingua inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara A. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua inglese II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Ranzato Irene.
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