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Dopo il Leviatano: la dottrina dello Stato come "triste scienza"

La politica, pratica del sapere e dell’agire, nasce in Grecia e consiste nel sottoporre le faccende della comunità a libera discussione (discutere dei problemi per cercare possibili soluzioni). Per Hobbes l’agire politico coincide con un dispositivo tecnico che neutralizza lo stato di natura: tutti i poteri vengono trasferiti dal Leviatano. Hobbes considera una sfera pubblica sostanziale, mentre Spinoza no. La crisi della politica è data dalla crescente mobilità sociale che mina l’universalismo della cittadinanza.

La poliarchia e le organizzazioni istituzionali

La poliarchia ha due organizzazioni istituzionali: l’organizzazione esecutiva e il sistema di partiti. Se abbiamo un modello politico aperto a una pluralità di culture differenti tra loro, si avranno necessariamente competizione e inclusività.

La democrazia, la comunità e i paradossi dell’universalismo

Un paradosso è qualcosa di contrario all’opinione comune. Tre principi indicatori del razionalismo occidentale: libertà, uguaglianza e fratellanza. Due tipi di paradossi dell’universalismo: paradossi sulla struttura ideale-concettuale (lotta tra liberalismo, socialismo e democrazia su libertà e uguaglianza) e paradossi sulla dinamica e sulla sperimentazione storica (il processo della modernità capitalistica è un evento unico perché si realizza con un cambiamento dei valori e con una rottura dei vincoli comunitari: l’universalismo ha come nucleo l’individualismo; alla base del principio di uguaglianza vi è quindi l’individualismo).

Secondo Berlin, la democrazia della differenza è una democrazia pluralistica, che implica il conflitto come momento costitutivo del processo democratico e la ricerca del bene comune come equilibrio instabile tra le aspirazioni dei vari gruppi. Berlin però nella sua analisi non considera l’intoccabilità dei diritti inalienabili del singolo e il considerare la democrazia come luogo comune dello sradicamento. La natura è concepita dalla cultura occidentale come tempo (cosmo ordinato dove gli eventi si succedono ciclicamente) e come laboratorio. Oggi la natura è intesa anche come codice.

La democrazia deve farsi carico di alcuni problemi, come il tema dello sfruttamento che oggi si risolve in quello dell’emarginazione. La cultura democratica deve infatti misurarsi con alcuni temi: il tema del sacro (la Chiesa si statalizza e lo Stato si ecclesiasticizza) e il rituale della sovranità (il rito connette due momenti chiave del simbolismo del potere: regno e autorità).

L’entropia del Leviatano e il quadrante meta-politico

La metapolitica studia la realtà politica nei termini di ciò che questa è e non di ciò che dovrebbe essere, quindi si occupa delle questioni legate alla legittimità del potere. La metapolitica chiama in causa la categoria di secolarizzazione (azione elettiva, differenziazione e specializzazione dei ruoli, legittimizzazione del mutamento). La metapolitica-secolarizzazione implica quindi il progressivo emergere dell’autodeterminazione individuale.

Tourane propone una ricostruzione dell’unità sociologica facendo leva sull’opposizione tra sociologia delle istituzioni (sistema) e sociologia del cambiamento (attori). Questa sociologia prevede un sistema solo come prodotto di una azione: i movimenti sociali sono gli attori che operano questa produzione della società creando rapporti sociali. Secondo Luhmann la società attuale è senza vertice e senza centro, senza rappresentanza interna.

Politica e complessità: lo "stato postmoderno" come categoria e problema teorico

La democrazia deve affrontare un problema di ingovernabilità perché lo stato non riesce a fronteggiare la pressione delle aspettative e per via della struttura contraddittoria del mercato del lavoro. Secondo Offe, si deve allora ridurre la domanda, per ridurre il sovraccarico del sistema politico-amministrativo, ma si deve anche potenziare la capacità di controllo del sistema politico-amministrativo. Il sistema per riprodursi deve trovare la compatibilità tra le strutture e l’agire dei suoi membri (integrazione sistemica e integrazione sociale).

Due modalità per realizzare la compatibilità tra le due forme di integrazione secondo Offe: attraverso fasce protettive che rendono le strutture e le leggi impermeabili alle perturbazioni provenienti dal contesto dell’agire; attraverso la possibilità che i sistemi stabiliscano le loro strutture con l’agire dotato di senso. In entrambi i casi la governabilità è assicurata. Ingovernabili sono i sistemi sociali che attraverso le regole si violano le leggi di funzionamento del sistema. L’ingovernabilità è tipica dei sistemi industriali capitalistici, che non hanno alcun meccanismo per rendere compatibili i valori del loro membri con le condizioni di funzionamento sistemico.

Secondo Habermas il legame tra teoria della crisi e teoria dello Stato ci dice che il potere presuppone il dominio politico. Neumann studia la Repubblica di Weimar, e la caratteristica più importante di questa repubblica è il peso che vi ha assunto il movimento dei lavoratori. Le classi medie non potevano più ignorare l’esistenza di conflitti di classe e dovranno trovare il modo di darsi una costituzione: il mezzo usato è stato il contratto. Il sistema di Weimar è stato chiamato “democrazia collettiva” (le decisioni venivano prese dai singoli elettori e dalla rappresentanza di organizzazioni sociali autonome).

La politica pluralista è il prolungamento di quella liberale e ricolloca l’industria in opposizione al potere statale centrale. Per Laski lo Stato è l’istituzione che garantisce la razionalità cui possono fare riferimento individui e gruppi. Secondo Laski la democrazia è in crisi perché in crisi sono i valori alla base. Per Kircheimer la democrazia è un compromesso alla base di ogni società industriale evoluta. Anche secondo Spencer per le società complesse il compromesso è inevitabile.

Il liberalismo attua un compromesso costituito da accordi di lavoro tra rappresentanti parlamenti e governo. La democrazia di massa attua un compromesso costituito da accordi tra associazioni volontarie. Il fascismo attua un compromesso costituito da una struttura con cui i capi distribuiscono poteri e compensi. La dottrina liberale del compromesso fa sì che questo venga stipulato tra gruppi e non tra singoli individui, così si evita la prevaricazione di un gruppo sociale sull’altro.

La Vienna di Wittgenstein e la Vienna di Bauer

Bauer definisce la rivoluzione russa una rivoluzione sociale e afferma che la dittatura del proletariato instaurata da Lenin rappresenti una fase di sviluppo verso la democrazia. I fattori sociali di potere di una classe consistono nella forza numerica e organizzativa di una classe nei suoi strumenti di potere economico; gli strumenti materiali di potere di una classe consistono nella forza materiale e nell’organizzazione armata della classe. La democrazia vede l’impiego solo dei fattori sociali di potere e l’uso di strumenti materiali non turba l’equilibrio. Nello Stato democratico la volontà generale proviene proprio dai fattori sociali di potere. Secondo Bauer la Repubblica austriaca è uno Stato popolare. La democrazia politica forma una volontà generale in funzione degli interessi particolari di una classe che domina sulle altre.

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Scienze politiche e sociali SPS/01 Filosofia politica

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