Il soggetto d'istituto e il soggetto economico
Al soggetto d'istituto (S.I.) fanno capo due insiemi fondamentali di diritti-doveri:
- Il diritto-dovere di governare l'istituto e di prendere le decisioni ultime.
- Il diritto di godere dei risultati residuali positivi e il dovere di farsi carico di quelli negativi.
Questi diritti, di governare e il diritto ai risultati residuali, sono denominati diritti di proprietà. Il S.I. deve essere scelto in modo tale da massimizzare la probabilità che l'istituto perduri nel tempo in condizione di autonomia. Le attese delle persone che compongono il S.I. si denominano interessi istituzionali, mentre quelli di tutti gli altri soggetti sono detti interessi non istituzionali.
In tutti gli istituti convergono interessi economici e non economici. Per interessi istituzionali economici si intende gli interessi che fanno capo ai soggetti facenti parte del S.I. Per soggetto economico (S.E.) si intende le persone alle quali fanno capo gli interessi economici istituzionali.
In sintesi, l'insieme delle persone che portano gli interessi istituzionali formano il S.I., mentre l'insieme delle persone che portano gli interessi istituzionali economici formano il S.E. I due insiemi coincidono quando tutti i membri dell'istituto portano sia interessi economici sia interessi non economici istituzionali; ciò vale di regola in tutti gli istituti del tipo impresa, famiglia e stato.
Economicità (o equilibrio economico di un istituto)
È la condizione fondamentale per l'equilibrio istituzionale. Si ha equilibrio istituzionale quando tutti i membri del soggetto di istituto:
- Condividono i valori e gli obiettivi che ispirano la vita dell'istituto, le sue strutture e modalità di governo, le logiche organizzative.
- Ricevono ricompense e benefici giudicati equi.
Si ha equilibrio istituzionale quando gli attuali e potenziali membri del soggetto d'istituto sono motivati ad entrare a far parte dell'istituto e a permanervi. L'equilibrio istituzionale presenta il carattere della continuità/durabilità e dell'autonomia nel lungo periodo. L'economicità è contemporaneamente un principio ed un obiettivo di buon governo degli istituti.
Il principio di economicità si declina in due forme complementari:
- Perseguimento di fini economici istituzionali.
- Rispetto di un insieme di condizioni di svolgimento dell'attività economica.
L'economicità è espressa dal grado di raggiungimento di questi ultimi. Per avere economicità bisogna raggiungere i fini economici rispettando le condizioni.
Quattro condizioni di economicità che vanno rispettate simultaneamente
- Equilibrio dei risultati positivi e negativi.
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