NUTRIZIONE APPLICATA – Prof. Simonetti
Introduzione
Esistono delle patologie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, tumori,
diabete, malattie croniche respiratorie) che sono diventate di estrema gravità
per tutte le popolazioni che non hanno problemi di assunzione di nutrienti ed
energia ma al contrario ne assumono troppo. Queste sono patologie che si
manifestano nei paesi industrializzati perché le aspettative di vita sono
superiori, quindi le patologie cronico-degenerative diventano le più importanti.
Obiettivi di sviluppo sostenibile: l’agenda 2030 presenta 17 obiettivi differenti
legati alla fame del mondo ed alle produzioni sostenibili. Lo sviluppo prevede
un’economia circolare dove tutto viene riutilizzato. Nell’ambito della buona
salute, l’obiettivo è quello di ridurre di 1/3 la mortalità per malattie non
trasmissibili entro il 2030.
SORVEGLIANZA NUTRIZIONALE E PREVENZIONE
Il concetto di sorveglianza, applicato in passato alla notifica delle malattie, è
World Food
stato allargato anche alla nutrizione dal 1974 in occasione della
Conference. Secondo la definizione dell’OMS, la sorveglianza nutrizionale
consiste nel documentare la presenza e distribuzione in una popolazione di
stati morbosi associati o mediati dalla dieta, allo scopo di stabilirne le cause,
individuarne le tendenze nel tempo, nello spazio, negli strati sociali e predirne
le modifiche oltre a consentire un orientamento delle misure correttive e
preventive.
Essa fu inizialmente concepita in ottica delle problematiche dei paesi in via di
sviluppo e fu quindi diretta al controllo delle forme primarie di malnutrizione da
carenza. Recentemente invece, la sorveglianza nutrizionale è stata rivolta
anche alla prevenzione dei problemi dei paesi occidentali dove i problemi
derivano principalmente da squilibri alimentari e non carenze.
L’obiettivo della sorveglianza nutrizionale è quindi quello di individuare i
consumi alimentari e lo stato di nutrizione cercando quindi di prevenire
l’insorgenza di una patologia.
La sorveglianza di popolazione tiene conto di problemi e informazioni,
raggruppabili in 4 categorie:
1. Natura, estensione ed eventuale durata dei problemi nutrizionali
2. Esistenza di gruppi particolarmente a rischio con una accurata
descrizione degli stessi: fasce di popolazione più sensibili (bambini,
adolescenti nel periodo di sviluppo, anziani, popolazione con patologie)
3. Ragioni dell’esistenza della malnutrizione: nei paesi più sviluppati è
difficile trovare una malnutrizione per difetto ad esempio
4. Esistenza di fonti di dati alle quali il sistema di sorveglianza può
attingere: bisognerebbe investire molto; se a livello sanitario si dovesse
spendere una cifra elevata per fare sorveglianza, si potrebbero avere dati
più corretti e standardizzati. In Italia ad esempio, l’ultima sorveglianza è
stata fatta nel 2005/06 per capire le abitudini alimentari
In Italia non esiste un sistema di sorveglianza nutrizionale ed i dati disponibili
hanno vari limiti:
1 Non sono rappresentativi della realtà nazionale ma solo di singole
- particolari situazioni
Si usano metodi non standardizzati: ad esempio i questionari per le
- abitudini alimentari dovrebbero essere validati in modo da essere
standardizzati in base all’obiettivo previsto
I dati non sono confrontabili e sono frammentati
- I dati non permettono di osservare trend temporali
-
Ciclo di sorveglianza-interventi nella realizzazione delle politiche
nutrizionali
Esistono delle politiche internazionali che prevedono interventi di salute
pubblica, i quali portano ad un miglioramento della sorveglianza nutrizionale,
che per essere ottimale necessita di dati che vengono ottenuti anche grazie
alla ricerca ed infine viene compiuto uno studio di valutazione dell’efficacia
degli interventi effettuati.
La sequenza di azioni della sorveglianza in sanità pubblica è:
Raccolta sistematica di dati
- Analisi e interpolazione dai dati alle informazioni
- Diffusione a chi ne ha bisogno per intraprendere azioni adeguate dalle
- informazioni all’interfaccia
Promozione della salute
La sorveglianza nutrizionale è uno strumento di promozione della salute in
campo nutrizionale, mentre gli interventi di promozione della salute sono la
diretta conseguenza di politiche nutrizionali. Non esiste un modello unico di
sorveglianza nutrizionale, infatti varia in base a:
Mezzi a disposizione
- Problemi di salute pubblica specifici del paese
- Stato delle conoscenze scientifiche: permette di individuare delle
- problematiche concrete
Scopi prefissati
-
Priorità di un sistema di sorveglianza
Si basano sulle informazioni fornite da indicatori epidemiologici e sociosanitari
della popolazione.
Strategia europea: nella regione europea dell’OMS, le malattie croniche
provocano almeno l’86% dei morti ed il 77% del carico di malattia. Quasi il 60%
del carico di malattia è causato da una serie di fattori di rischio principali:
ipertensione (12.8%, è legato alla sedentarietà e all’alimentazione), tabagismo
(12.3%), alcol (10.1%), eccesso di colesterolo (8.7%, non dipende solo dalla
dieta ma anche dall’attività fisica), sovrappeso (7.8%), scarso consumo di
frutta e verdura (4.4%, 4-5 porzioni al gg – 100/150g per porzione; l’assunzione
elevata di frutta e verdura porta ad una riduzione del resto), inattività fisica
(3.5%).
Le patologie croniche che rientrano nel dominio di un sistema di sorveglianza
nutrizionale sono diverse. La vigilanza continua della loro distribuzione ed
incidenza, attraverso la raccolta sistematica, la valutazione dei tassi di
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mortalità e morbosità, sono uno strumento potente per l’attuazione di strategie
preventive e correttive.
Dati primari: sono dati raccolti con indagini realizzate ad-hoc. La raccolta
sistematica di questi dati è un lavoro complesso e costoso. In uno studio basato
sulla raccolta di dati primari, risulta impossibile e poco efficiente prendere in
considerazione tutta la popolazione; per ottimizzare il sistema di sorveglianza
bisogna quindi scegliere un campione rappresentativo e significativo.
Il campionamento può essere:
Casuale semplice (in caso di popolazione omogenea)
- Causale stratificato (dove si procede prima con una stratificazione per
- variabili come età, sesso, etc. e poi in ogni gruppo si effettua un
campionamento semplice)
A cluster (dividere la popolazione a gruppi e da ogni gruppo viene
- selezionato a random una quota da aggiungere allo studio)
Sistematico (individui selezionati da una lista con un campionamento
- proporzionale alla popolazione e con un passo deciso a priori)
Un’alternativa più economica è quella dei sistemi di sorveglianza non
rappresentativi della popolazione ma basati su siti sentinella come ospedali,
ASL, etc.
Antropometria: strumento per la definizione dello stato nutrizionale di
individui e popolazioni. L’antropometria fornisce informazioni con un costo
minore; solitamente il parametro utilizzato è peso e altezza, ma anche la pliche
cut off)
(deposito di grassi sottocutanei). E’ molto importante fissare dei limiti (
per l’interpretazione dei dati antropometrici ed inoltre, per l’età evolutiva, è
necessario disporre di una popolazione di riferimento per confrontare il gruppo
di bambini studiati. Un dato importante è l’indice di massa corporeo, ovvero
il rapporto fra il peso e l’altezza al quadrato: un valore fra 18.5 e 25 indica la
normalità.
Consumi alimentari: La misura di questi permette di tracciare il profilo
dietetico della popolazione. Per questa rilevazione possono essere utilizzate
metodologie diverse a seconda degli obiettivi della ricerca. I metodi più idonei
alla sorveglianza nutrizionale sono:
Tabelle di composizione degli alimenti
Innanzitutto va notato che il livello dei nutrienti può variare molto anche in uno
stesso alimento, inoltre diversi database possono riportare diversi livelli di
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nutrienti. Un ultimo fattore che influenza ciò sono sicuramente le
trasformazioni subite dagli alimenti
Biomarkers
Relazione intake-livelli in circolo (dieta recente)
- Meccanismi omeostatici
- Biomarkers non disponibili per tutti i nutrienti
-
Fonti di errore nella raccolta dei dati primari
Modalità di somministrazione del questionario
- Caratteristiche dell’intervistatore (esperienza)
- Caratteristiche dell’intervistato (età, sesso, grado di istruzione, etc.)
- Fattori psicologici, peso corporeo, presenza di malattia
- Durata dell’indagine e dimensione del campione
- Variabilità intra-individuale
- Traduzione in principi nutritivi bisogna passare da un quantitativo di un
- alimento consumato al quantitativo di nutrienti
Accettabilità e precisione dei metodi: innanzitutto, lo strumento per lo
studio va scelto in funzione degli obiettivi, del budget e del tempo a
disposizione. Ad esempio, nel caso di un recall 24 ore si ha un’alta accettabilità
ma una bassa precisione a differenza dell’analisi chimica che presenta elevata
precisione ma bassa accettabilità.
Adeguatezza della dieta
I consumi alimentari permettono di stimare i livelli di ingestione dei nutrienti
che andranno poi confrontati con i relativi fabbisogni. Il rispetto dei requisiti
minimi di qualità nella raccolta dei dati di consumo e dei dati di composizione
degli alimenti è necessario per stimare la prevalenza di carenze in nutrienti dai
risultati ottenuti da un’indagine alimentare.
Categorie di dati
Affinché il sistema informativo di un piano di sorveglianza nutrizionale risulto il
più possibile razionale e completo, è necessario operare una scelta dei dati da
raccogliere. Essi devono:
Essere coerenti con gli obiettivi del progetto
- Fornire indicazioni utili per tracciare il profilo nutrizionale della
- popolazione
Se le informazioni relative alla popolazione in esame sono insufficienti, bisogna
ricavare altri dati. La sorveglianza basata su dati primari è un lusso che pochi
paesi possono permettersi.
I dati primari devono fornire informazioni riguardo:
Condizioni socio-economiche (livello di reddito, professione), culturali
- e ambientali della popolazione
Stato nutrizionale della popolazione, rilevato per mezzo di misure
- antropometriche o valutazioni biochimiche
Modelli di dieta (espressi in alimenti, nutrienti e altre componenti di
- alimenti)
Determinanti delle scelte alimentari
-
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Dati secondari
I dati secondari sono quei dati che sono stati raccolti per scopi differenti dalla
sorveglianza. Questi però non sono sempre coerenti con gli obiettivi del
sistema e non sono né omogenei e né esaurienti.
Con questo sistema, l’acquisizione dei dati può essere fatta in modo rapido e
con costi limitati. I dati però devono essere corretti e ottimizzati oltre a fornire
risultati di precisione in qualche modo comparabili con quelli ottenuti
utilizzando dati primari.
In Europa: Gli studi di sorveglianza nutrizionale sono basati sulla raccolta di dati
Food Balance Sheet (FBS)
secondari. Le banche dati in Europa sono per la
Household Surveys (HHS)
valutazione dei bilanci alimentari e per le indagini
familiari.
In Italia: Le maggiori fonti di dati secondari che derivano da indagini (indicatori
di rischio dietetico):
l’ISTAT (indagine sul consumo delle famiglie (ICF), bilancio alimentare
- nazionale (BAN), indagine multiscopo sulle famiglie (IMF))
(INEA, ISMEA)
studi condotti da istituti operanti nel settore agricolo
- Doxa,
ricerche di mercato a carattere quantitativo o motivazionale (
- Nielsen, etc.)
Le principali fonti di dati secondarie in Italia nell’area sanitaria sono
quindi le schede di morte, le schede di dimissione ospedaliera, il sistema
informativo sanitario, le liste di esenzione ticket, il registro dei farmaci, le
rilevazioni per rinnovo/ritiro patente, le cartelle cliniche dei medici di medicina
generale e dei pediatri oltre ai dati provenienti dai laboratori di analisi.
L’utilizzo dei dati secondari permette un risparmio di risorse ed inoltre il
miglioramento della qualità dei dati già raccolti.
Qualità dei dati secondari: è necessaria una valutazione attenta dei dati
prima del loro uso all’interno di un sistema informativo. Devono essere
considerati aspetti tecnici e quantitativi.
Con “aspetti tecnici della raccolta” si intende la periodicità della rilevazione,
il livello di aggregazione (famiglia, regione, nazione), le dimensioni dell’area di
osservazione (generale, a campione), sistema di registrazione (cartaceo o
elettronico).
Con “aspetti quantitativi della raccolta” si intende la sensibilità (rilevare
piccole variazioni), la specificità (distinguere una variabile dall’altra),
accuratezza (completezza), la precisione (correttezza del valore),
rappresentatività statistica (precisione delle stime).
Dalla sorveglianza agli interventi
La valutazione del rischio nutrizionale deve essere legata alla
programmazione di interventi correttivi che tendano a ridurre il rischio nella
popolazione. L’intervento può essere di carattere preventivo o correttivo ed
inoltre può riguardare singoli individui o un’intera popolazione.
Un concetto importante in questo passaggio dalla sorveglianza all’intervento è
la definizione dei livelli soglia per l’intervento oltre i quali è necessario
mettere in atto misure per la correzione di un problema di sanità pubblica. Per
effettuare un intervento è necessario disporre di un quadro teorico che leghi la
patologia al fattore di rischio e contestualizzi ciascun fattore di rischio nella
situazione temporale e spaziale in cui si deve intervenire.
Gli interventi preventivi possono essere di:
prevenzione universale se diretti a tutta la popolazione
-
5 prevenzione selettiva se diretti a sottogruppi di popolazione che
- presentano un rischio particolare di insorgenza di patologie correlate
all’alimentazione
prevenzione mirata se diretti a individui che presentano un
- problema/patologia legata all’alimentazione
Lo studio dei fattori che influenzano le scelte alimentari è essenziale per una
maggior conoscenza del comportamento alimentare poiché permette di
individuare i fattori che possono impedire o favorire eventuali modifiche di
comportamenti alimentari inadeguati. Per intervenire sui comportamenti
social marketing”
individuali è stata utilizzata con successo la tecnica del “
definita come l’applicazione delle tecniche di marketing commerciale ai
problemi di salute.
Educazione Alimentare (EA): è un modello di intervento di salute pubblica
che comprende ogni attività che porta allo sviluppo di comportamenti
alimentari corretti e consapevoli dei consumatori e uno stile di vita sano vissuto
non come costrizione ma come valore condiviso.
L’epidemiologia permette di:
determinare l’origine di una malattia la cui causa è conosciuta
- studiare e controllare una malattia la cui causa è sconosciuta o poco nota
- acquisire informazioni sull’ecologia e storia naturale della malattia
- programmare e attivare piani di controllo e monitoraggio della malattia
- valutare gli effetti economici di una malattia ed analizzare i costi e
- benefici economici
Per raggiungere i suoi scopi, l’epidemiologia si serve della statistica.
L’epidemiologia nutrizionale è importante perché cerca di individuare i
rapporti fra la patologia e lo stato nutrizionale del soggetto. Si studiano quindi i
determinanti alimentari di alcune malattie dieta-correlate della popolazione
umana. Difficoltà:
Obiettivi: - Natura complessa della dieta
- Monitorare consumi alimentari, - Cause multifattoriali delle
assunzione di nutrienti e stato di malattie cronico-degenerative
nutrizione di una popolazione
- Generare nuove ipotesi su
correlazioni dieta-malattie
- Confutare o supportare ipotesi
formulate
- Determinare la forza di
un’associazione dieta-malattia
- Contribuire alla prevenzione di
Vantaggi: Obiettivi:
malattie o al miglioramento dello
- Importanza diretta sulla salute - Possibilità di distorsione dei
stato di salute nella popolazione
umana risultati dovuti ad errori sistematici
- Calcolo delle stime del rischio - Evidenza di associazioni prive di
- Ricaduta sulle politiche nutrizionali relazione causa-effetto
- Ricaduta sui processi tecnologici di - Creazione di falsi miti per erronea
trasformazione degli alimenti diffusione di dati preliminari al
pubblico
Principali disegni di studio
6 1. Studi sperimentali
Randomized controlled trial (RCT) gli studi clinici controllati
- randomizzati permettono di valutare l’efficacia di uno specifico
trattamento in un determinata popolazione. Con il termine trattamento si
intendono non solo le terapie, ma tutti gli interventi (diagnostici, di
screening, di educazione sanitaria) o anche l’assena di un intervento.
2. Studi osservazionali
Descrittivi descrive eventi sanitari come malattie, cause di morte e
- presenza di fattori di rischio. È lo studio della frequenza e della dinamica
dello stato di salute nella popolazione
Analitici indaga e cerca relazioni causa-effetto fra fattori di rischio e
- malattia. Individua le relazioni casuali in rapporto alla salute dell’uomo
L’utilità di questi studi nasce dal fatto che si sta attraversando una
transizione epidemiologica, quindi ci sono diverse situazioni che ritroviamo
nella popolazione come il passaggio da epidemie di malattie infettive (curabili e
guaribili come broncopolmoniti) ad epidemie di malattie cronico-degenerative
(cardiopatie, diabete, demenze
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Riassunto Floricoltura
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