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LOCKE

La vita.

− John Locke nasce il 29 agosto 1632 a Wrington (Inghilterra);

− Visse la sua giovinezza in un periodo turbinoso della storia inglese, segnato dalla prima

rivoluzione e dalla decapitazione di Carlo I;

− Studiò all’Università di Oxford, il cui cancelliere era sostenitore di una politica di tolleranza

verso le differenti religioni, idea che influenzò Locke;

− La maggior influenza fu esercitata su di lui dalle opere di Cartesio;

− Nel 1667 scrisse il Saggio sulla tolleranza; nel 1689 uscì la Lettera sulla tolleranza. Sempre

anonimi, nel 1690 furono pubblicati i Due trattati sul governo e comparve finalmente il Saggio

sull’intelletto umano, che ebbe subito un successo grandissimo.

L’empirismo inglese.

Una lunga tradizione vene in Locke il fondatore dell’empirismo: corrente della filosofia moderna,

perseguita da Berkeley e da Hume, che si sviluppa a cavallo tra Seicento e Settecento e che in parte si

inscrive già nell’atmosfera illuministica, di cui risulta una delle componenti di fondo.

Sul piano storico-genetico, l’empirismo si innesta nella tradizione del pensiero inglese e rappresenta

un punto di incontro di tale tradizione con il cartesianesimo (da cui desume concetti e terminologia)

e con la rivoluzione scientifica (da cui ricava l’appello all’esperienza e una nuova metodologia del

sapere).

Filosoficamente parlando, l’empirismo risulta caratterizzato, rispetto al razionalismo, dalla teoria della

ragione come insieme di poteri limitati dall’esperienza, intesa come:

• Fonte e origine del processo conoscitivo;

• Criterio di verità o strumento di certificazione della tesi dell’intelletto, che risultano valide solo

se suscettibili di controllo empirico.

Ragione ed esperienza.

Per Locke, la ragione non possiede nessuno di quei caratteri che Cartesio le aveva attribuito:

• Non è unica, perché gli uomini partecipano in misura diversa;

• Non è infallibile, perché spesso le idee sono limitate;

• Non può ricavare da sé idee e principi, ma deve ricavarli dall’esperienza.

Ma debole e imperfetta com’è, la ragione è l’unica guida efficace di cui l’uomo dispone e l’intera opera

di Locke è diretta a estendere il campo della sia azione a tutto ciò che interessa l’uomo, compresa la

morale, la politica e la religione. La stessa idea dell’opera maggiore di Locke, il Saggio sull’intelletto

umano, nasce dal bisogno di affrontare problemi non strettamente filosofici.

Da allora iniziò a lavorare per il Saggio. E in quel momento nacque la prima indagine critica della

filosofia moderna, cioè la prima indagine diretta a stabilire le effettive possibilità umane, con il

riconoscimento dei limiti che sono propri dell’uomo.

Questi limiti sono propri dell’uomo perché sono propri della sua ragione; ma sono propri della sua

ragione perché essa deve fare i conti con l’esperienza. È l’esperienza, infatti, che fornisce alla ragione

il materiale che essa adopera, e cioè le idee semplici, che sono gli elementi di ogni essere umano.

Le idee semplici.

Locke desume da Cartesio il punto di partenza della sua indagine: l’oggetto della nostra conoscenza è

l’idea. Le idee derivano esclusivamente dall’esperienza, cioè sono il frutto del

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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