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Arbitro = giudice, compito: giudicare secondo l’equità

Se ci troviamo nell’ambito di una controversia, l’arbitro deve essere imparziale, estraneo al caso.

Ci sono 2 tipi di questioni:

a) Questioni di fatto (sapere se una certa cosa è successa o no su un aspetto della realtà storica, la

controversia può essere su questo punto)

b) Questioni di diritto (il conflitto è su come se parti qualificano il fatto dal punto di vista giuridico).

Secondo hobbes: le ragioni possono anche non essere questioni di fatto, ma di diritto, per cui due parti

prendono parte ad una lite, controversia, conflitto.

Unico modo per sanare a) e b) è andare dal giudice.

Questa terzietà del giudice consta in 3 aspetti:

1] nessuno può essere arbitro in una causa propria

2] nessuno “ “ “ in una causa in cui ha un interesse

3] poiché il giudice deve essere equidistante, può trovarsi imbarazzato, il giudice deve dare peso agli

argomenti forniti da terzi (le cosiddette Prove)

Le leggi di natura che dettano la pace x la meglio conservazione degli uomini.

Leggi naturali = prescrizioni, regole, nono sono fatti, sono naturali, la pace è la base dell’autoconservazione.

Regola aurea x hobbes è la quintessenza delle leggi di natura: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse

fatto a te stesso.

Hobbes usa la metafora della bilancia. Su un piatto le ragioni del caso a, sull’altro le ragioni del caso b.

p.105 distinzione foro interno (ragione interiore in nome della quale adotto un certo comportamento) e

foro esterno (mio modo concreto di agire)

ognuno di noi desidera intimamente che si realizzino le proprie volontà.

Le leggi di natura sono immutabili ed eterne.

Tutto ciò che porta alla pace conserva, tutto ciò che porta alla guerra, distrugge.

Filosofia morale = usare scienza delle leggi naturali. Definire ciò che è bene/male nei rapporti sociali. Bene e

male solo soltanto dei nomi, li diamo a ciò secondo cui riteniamo una cosa dal nostro punto di vista morale.

Lasciando pace/guerra alla libera interpretazione, c’è chi le attribuirà bene-male.

Secondo la filosofia morale pace > bene, guerra > male.

Il complesso di tutte le leggi morali va a formare la pace.

p.107 ultimo capoverso; le leggi di natura si chiamano leggi perché nono sono leggi in senso tecnico

imposte da qualcuno, sono teoremi su ciò che ci conduce alla pace, sono contrattazioni. Permette di capire

su come si arriva alla pace. - LOCKE -

Subito dopo hobbes, 1680-160, è un pensatore naturalista, giusnaturalista, contrattuali sta. I suoi trattati: il

trattato sul governo. Locke ispira un modello di monarchia costituzionale che si instaura con la glorious

revolution in Inghilterra, con il Bill of Rights (svolta di importanza capitale), la carta dei diritti.

È un processo graduale, la dinastia degli Orange salì al governo con una monarchia parlamentare, king in

parliament, l’orizzonte istituzionale della corona è il parlamento.

Principio di indipendenza dei giudici. Il potere del re è limitato, quando nel resto d’europa il re ha potere

assoluto.

Locke è inspiratore della rivoluzione inglese.

LOCKE e HOBBES.

Sono entrambi filosofi contrattualisti (accordo razionale e naturale tra gli individui) e giusnaturalisti (al di

sopra delle leggi decise dall’uomo vi sono leggi naturali innate in ognuno di noi, nell’ordine naturale della

cose un nucleo di principi).

Hobbes vedeva la dittatura di cromwell come una dittatura di potere assolutistico, locke invece una

monarchia costituzionale, è un pensatore di ispirazione liberale, concepisce il potere come

limitato/ripartito.

Il potere deve confrontarsi con diritti naturali che deve rispettare ed osservare. Per locke i diritti naturali

rimangono anche dopo il patto. Al contrario di hobbes, potere civile ecc vengono istituiti per rafforzare le

leggi naturali, che l’uomo conserva anche dopo.

Per locke è un Trust, un patto fiduciario, un accordo in cui il magistrato a cui viene affidato il potere non si

prende i diritti dei cittadini, ma li deve far rispettare.

Il sovrano di locke ha molte più responsabilità di quello secondo hobbes. In locke questi diritti naturali sono

opponibili al sovrano.

Hobbes ha una topologia negativa (homo homini lupus)

X locke è tutto molto più positivo, l’uomo nello stato di natura è nell’età dell’oro. Con le leggi naturali non

riusciamo appieno a godere dei nostri diritti, in natura è tutto poco chiaro, indefinito, molto vago. Maggiore

rafforzamento dei diritti naturali in società, secondo locke.

La PROPRIETA’ di Locke

2 fonti:

a] legge naturale

b] fede in dio

ci rendono evidente la stessa realtà.

Locke dice che è suo impegno a spiegare la terra come donazione comune all’uomo sia passata a diventare

in più beni specifici.

Antitesi tra: proprietà di singole parti – ciò che dio aveva donato in comune all’uomo

Locke sta costruendo un paradigma teorico per spiegare la realtà.

Pf.26 alla base dell’associazione tra uomini vi è la raginoe. Ci deve essere quindi un modo x appropriarsene.

X rendere fruibile questo dono, bisogna che venga stabilito un modo: il lavoro, un criterio per appropriarsi

dei beni che la terra fornisce.

Esiste già per natura un qualcosa di cui il singolo è già proprietariò: la sua persona e il suo lavoro/fatica. I

confini della mia proprietà li definisce il mio lavoro. Passo dallo stato di natura alla proprietà, al diritto.

Processo naturale è quello che porta gli uomini a lavorare la natura x soddisfare i propri bisogni. La cosa

diventa proprietà di chi lavora, nel momento stesso in cui le sta lavorando. p.109

c’è un modo indistinto comune nella natura e io mi ritaglio la mia parte compiendo lavoro.

Se tutto funziona così bene, perché entrare in uno stato del diritto? Abbiamo bisogno di misure, confini,

limiti, termini…

Servono strumenti che definiscano meglio la proprietà, occorrono leggi civili, positive ecc p.110

Il lavoro toglie, sottrae una porzione allo stato naturale

Pf. 31

Per locke esiste un meccanismo provvidenziale: trasmette anche il limite di quanto posso prelevare,

lavorare i prodotti della natura.

La natura ha previsto tutto, anche i limiti.

Natura e ragione ancora una volta vanno a coincidere.

Pf.33 meccanismo naturale di appropriazione, è il lavoro, che è buono, naturale, non reca danno a nessuno.

Pf.34 è la base con cui le cose possano funzionare bene. Locke immagina l’uomo come ragionevole e

laborioso.

Tuttavia ci sono casi in cui individui si approfittano del lavoro di altri.

Pf.35 tema delle terre comuni;

tradizione del campo aperto, possibilità di coltivare una terra in comune con gli abitanti del villaggio.

Occorre il consenso, l’accordo.

L’uomo in quanto essere razionale, fa un calcolo sul modo migliore x sopravvivere

Pf.36 natura, filosofia di locke, stato di natura.

X natura quei beni con cui l’umanità ha in comine, vengono suddivisi in base alla quantità di lavoro.

Lavoro = strumento e unità di misura.

L’ujmanità tende ad aumentare di numero, le terre in relazione sono in diminuzione, così come sono le

risorse.

Pf.37 il valore della moneta; il denaro ha un valore simbolico, convenzionale, stabilito dall’uomo

Il denaro può essere accumulato senza limiti. Rende più artificiale i meccanismi che stanno alla base

dell’acquisizione della merce naturale.

Nella acquisizione di proprietà questi squilibri non si verificano mai. È un processo naturale, definitivo, che

non danneggia mai gli altri, ce ne sarà sempre per tutti.

Il denaro introduce potenziali iniquità che vengono evidenziate e colmate attraverso il lavoro.

Il fatto di lavorare la terra è un meccanismo armonioso dove tutti stanno meglio. X locke la natura è buona,

c’è un qualcosa di spontaneo, intrinseco, che fa andare bene le cose.

Pf.38 vengono creati dei confini. Si ricorre alle leggi positive. Sono determinati da uno strumento artificiale

questi limiti, dalle leggi positive che servono a definire meglio. la natura costitutiva (qualcosa che fonda

qualcos’altro) rispetto alla realtà ce l’ha solo il lavoro.

Pf.39 punto chiave argomentazione

pf.40 lavoro = fonte che conferisce valore al prodotto naturale

pf.41 esempio colonizzazione america

pf.42 i beni naturali hanno valore minore dei beni lavorati, il lavoro conferisce valore ai beni naturali

lessi rendere saldo ciò che la natura opera, contro l’oppressione è un governo che asseconda processi già

presenti in natura.

Pf.43 ribadisce concetto lavoro misura valore (pf.40)

Pf.44 sintesi tesi riassuntiva di locke sul lavoro

ESPOSIZIONE MODELLO TEORICO-FILOSOFICO LOCKE vuole formulare una ipotesi filosofica, spiegarci su

quali basi stiamo in società.

2 fasi.

1° fase primitiva/originaria] in cui io separo una quota di beni dalla natura e me ne approprio tramite il

lavoro.

2° fase artificiale/fattizia] l’uomo crea dei confini tramite delle leggi, esce dallo stato naturale, entra in una

fase convenzionale/fattizia-

Secondo > hobbes uccidere la naturalità presente nello stato di natura (crudele)

Secondo > locke continuazione dello stato di natura (buono)

Pf.45 nel diritto naturale tutte le terre sono in comune con tutti, tuttavia è una fase che deve essere

superata, per arrivare a quella delle leggi positive, accordi, leggi, patti, confini. I soggetti rinunciano al loro

diritto naturale.

Pf.46 genesi del denaro; serve per fare degli scambi, evitando che si accumulino provviste inutilizzate,

forma di ingiustizia

Pf.47 sintesi significato denaro

Pf.50 riflessione critica sul denaro; locke dice che il valore del denaro non è intrinsecamente naturale, ma

simbolico. Il denaro ha anche un inconveniente. Il denaro determina disuguaglianze nelle proprietà tra gli

uomini. Il denaro crea la disuguaglianza.

Quando accumulo denaro, si creano differenze nelle società. Mentre in natura non servivano leggi positive

x regolare i confini, con l’introduzione del denaro abbiamo un radicale cambiamento.


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (PISA, LIVORNO)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Greco Tommaso.

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