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Cinema

Introduzione

Atto di forza, 1999  utopica e futuribile possibilità di innestare memorie virtuali nel cervello umano.

Conseguenze positive: costruzione di uno strumento di vero e proprio atto cognitivo rispetto al reale  si sostituisce al naturale rapporto conoscitivo corpo-mondo. Conseguenze negative: il reale si ‘dematerializza’ e si volatilizza in iperrealismo allucinatorio. Le immagini risultano sempre meno affidabili rispetto al reale.

Cineturismo  nuovo fenomeno socio-culturale che si sprigiona dal desiderio degli spettatori di andare a visitare in prima persona i luoghi che ha visto ‘rappresentati’ nei film o in fiction televisive.

Cinema:

  • Dispositivo di rappresentazione della realtà che opera una registrazione della realtà e al contempo una sua trasfigurazione.
  • Sin dalle origini il cinema è un apparato di registrazione/documentazione della realtà e propone allo spettatore un viaggio.

Fratelli Lumière  invenzione cinematografo (1895 prima proiezione a Parigi)

George Méliès  trucchi e effetti speciali con la pellicola

Il viaggio sublimato

Rapporto tra spettatore e cinema

Lo spettatore (seduto) al cinema ‘viaggia’ verso universi geografici e culturali alieni e sconosciuti che suggeriscono il senso di scoperta, ma anche viaggi che riportano a luoghi visivamente ben noti come grandi metropoli  senso illusorio di conoscenza per chi non li ha visitati e un piacere di riconoscimento a chi li ha percorsi.

Dall’iconauta al cinenauta al cineturista

1° viaggiatori  commissionavano quadri per rappresentare ciò che avevano visto facendo diventare delle mete alcuni luoghi e/o monumenti

ICONAUTA  viaggiatore tramite immagini; permetteva di viaggiare anche a chi non poteva farlo. = CINENAUTA

Trasformazione da cinenauta a CINETURISTA: fare turismo verso location cinematografiche o verso siti collegati in qualche modo al mondo del cinema. Da fenomeno di nicchia è diventato fenomeno di massa.

L’immagine al cinema suscita emozioni positive, che fanno sentire allo spettatore il bisogno di maggiore vicinanza al mondo che hanno appena ‘visitato’ al cinema, per cercare di ripetere l’emozione provata.

Turista reale  soddisfa il suo desiderio tramite un rapporto diretto corpo-mondo ≠ Cinenauta  il corpo non ha rapporto con l’oggetto scopico e l’immaginario è già ‘indirizzato’ da chi ha girato il film con una conseguente ri-simbolizzazione del simbolico.

L’appagamento del cinenauta risulterà sempre parziale e bisogno di completamente, a differenza del turista reale che vive un’esperienza completa.

Nel cinema è difficile individuare elementi che spieghino perché certi luoghi attirino più di altri.

Nella fotografia è possibile individuare due differenti elementi che stimolano l’interesse verso un’immagine:

  • Studium  campo di interesse culturale dell’immagine. Riconoscere lo studium significa entrare in armonia con le intenzioni del fotografo, capirle e poi rielaborarle.
  • Punctum  qualcosa, un particolare, che a livello soggettivo ci ‘punge’, potendo generare un impulso al turismo.

Cineturismo, teleturismo o cineteleturismo?

1987, Giorgio Simonelli: ‘il cinema si è servito dei luoghi più che lanciarli, si è accodato alle mode turistiche più che crearle, non ha quasi mai rischiato, anzi ha spremuto vampirescamente certe situazioni. La TV è invece capace di trasformare in accattivante la seppur effimera meta turistica anche il luogo più sperduto’

Cinema  lanciare nuove mete/ri-lanciare mete conosciute per creare un effetto di destagionalizzazione del turismo TV  funzione più approfondita perché seriale; lo spettatore viene sottoposto più volte allo stesso stimolo.

Il dispositivo cinematografico

Viaggio reale, viaggio virtuale, viaggio filmico

Viaggiare nella realtàAssistere alla messa in scena di un film

a. Frutto di una situazione esperienziale completa, che coinvolge tutti i cinque sensi b. Lo spettatore è separato dalle immagini e può interagire con esse solo attraverso vista e udito

Nonostante le nette differenze, le immagini filmiche si inseriscono nella mente dello spettatore, come quelle reali e il visibile della realtà si fonde con le immagini lasciate dai film.

L’immagine e la memoria

Platone e Arisotele  nesso tra sensazione e memoria: la memoria per esistere deve essere collegata ad una sensazione, cioè l’oggetto che si incontra deve essere collegato ad un’emozione che viene trasferita alla memoria come una sensazione. Quindi le immagini cinematografiche si installano nella memoria solo se provocano emozioni.

Il cinema quindi può lasciare ricordi nella nostra memoria poiché (a) coinvolge due dei tre tratti della memoria sensibile-motoria (vista, udito), (b) è in relazione alla memoria sociale poiché nasce da un immaginario collettivo che ripropone simbolizzato sotto forma di racconto e (c) sollecita situazioni di memoria acustica poiché ha relazioni con gli stati onirici (mancato riconoscimento del passato come tale): la sua rappresentazione di divenire viene vissuta come presente e non come passato.

Effetto di realtà, croyance e identificazione primaria

Il cinema dà la sensazione di essere già stati in posti che abbiamo visto sullo schermo. Le visioni filmiche ci danno un ‘residuo memoriale simbolico’ dei luoghi rappresentati. Ogni azione che si vede, nel momento in cui la si vede, viene vissuta dallo spettatore come un presente, un qui ed ora, anche quando la rappresentazione concerne un evento chiaramente passato.

Il cinema produce sullo spettatore un effetto di realtà, perché lo spettatore identifica il suo sguardo con quello della cinepresa e che, illusoriamente assume se stesso come origine della visione  identificazione di 1° grado

CROYANCE  processo psicologico per il quale lo spettatore diviene testimone di qualsiasi evento accada sullo schermo, vivendolo emozionalmente come un avvenimento reale.

Nello spettatore si genera un processo di denegazione (secondo Freud), che nonostante lui si trovi coscientemente davanti ad una proiezione fantasmatica, decide si assumerla come reale e viverla come tale.

SINESTESIA  contaminazione dei cinque sensi nella percezione del percepibile, ovvero il fatto che i nostri cinque sensi, pur essendo autonomi non agiscono in maniera del tutto distaccata dagli altri, bensì in maniera complementare. È quindi la capacità di un’immagine di evocare un’altra reazione sensoriale.

L’identificazione secondaria

Identificazione dello spettatore nei personaggi. Partecipazione emotiva alla vita e alle avventure che si svolgono sullo schermo. Processo di empatia  identificazione con i personaggi rappresentati.

Cinema e sogno

Spettatore di fronte al film = sogno

Effetti psicologici sullo spettatore:

  • Volontario stato di distensione e allentamento della vigilanza e la direzione selettiva sui segni illusori dello schermo, producono nello spettatore una croyance e uno stato onirico assimilabile a quello del sogno.
  • Lo spettatore produce un proprio doppio, un prolungamento fantasmatico di sé che gli permette di portare se stesso dalla propria poltrona all’interno dello schermo per poter vivere una ‘vicinanza da sé’ nei panni di un altro sé.
  • Lo spettatore assorbe in sé attraverso l’identificazione atteggiamenti e sentimenti dei personaggi dei film, ma li arricchisce con i propri elementi psicologici e li arricchisce con sentimenti e reazioni emotive che sono soltanto sue.
  • Il corpo dello spettatore reagisce alle azioni che vive sullo schermo.
  • Il processo di identificazione è graduale poiché il film molte volte ci conduce in mondi sconosciuti che inizialmente ci frastornano.
  • Attraverso la ‘vacanza da sé’ lo spettatore vive e realizza (per il tempo limitato alla visione) desideri e pulsioni che non può realizzare nella vita reale.

Grazie alla possibilità di mantenere vigile la coscienza critica del proprio sé, lo spettatore cinematografico è come un sognatore che sta sognando. È contemporaneamente il vedente e il visto, cosa che gli permettere di essere partecipe ma vigile e critico rispetto alla realtà che ha di fronte.

Es. Scherlock Jr., Buster Keaton, 1924

Lo sguardo dello spettatore

Lo spettatore si identifica nel film secondo tre punti di vista:

  • Quello di un osservatore all’interno del film (i personaggi)
  • Quello della cinepresa che osserva i personaggi
  • Quello dello spettatore

Vero o falso? Immagine ontologica o simulacro idolico?

Nonostante lo spettatore di oggi sappia che ciò che vede sullo schermo è finto, la visione può crear delle ambiguità:

  • Essenza costitutiva e capacità di significazione nei confronti del mondo di cui riporta le sembianze
  • Dubbi sulla possibile ‘inautenticità’ che suscita l’immagine cinematografica contemporanea

L’immagine contemporanea può non riportare la verità per 2 motivi:

  1. L’immagine non ha più un rapporto ontologico con la realtà riferita.
  2. Il luogo della narrazione non sempre corrisponde con il luogo reale dove sono state svolte le riprese.

All’inizio il cinema riprendeva solo ciò che era reale, e il soggetto veniva imbalsamato nella pellicola, adesso l’immagine può avere sempre meno corrispondenza con il reale per l’utilizzo di effetti speciali.

Le manipolazioni artificiose dell’immagine non sono un problema per lo spettatore, perché è consapevole della loro falsità; il problema si pone per il cineturista quando l’immagine vista nel film non corrisponde con l’immagine reale del posto a cui ci si riferisce.

Es. Apocalypse Now, 1979

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher schiffiniricevimenti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema, media e teatro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Giunti Livia.
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