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Le confessioni: un'opera innovativa

Inizia a scrivere le confessioni nel 1857 e ci mise solo 8 mesi. Un tipo di romanzo non diffuso in Italia. Scritte alla vigilia dell'unità d'Italia. Già nel suo "Antiafrodisiaco" iniziò a preparare il suo rapporto tra ideale e reale. È una poesia che approfondisce. L'Ottuagenario racconta con semplicità la sua vita in modo che l'autore non appaia mai come mediatore della sua parola.

La giovinezza e la maturazione dell'autore

Inizialmente si capiva la giovinezza e l'inesperienza dell'autore, mentre nelle edizioni più recenti si è voluta riconoscere una lingua che va cercando libertà, una lingua che pretende le vengano riconosciuti dignità e cittadinanza. La storia di Carlo Altoviti può rappresentare l'anima dell'Italia. L'ottuagenario ha scritto la sua biografia per spiegare come ha imparato ad ascoltare la propria coscienza e a obbedirle.

Un romanzo pedagogico

È un romanzo pedagogico perché viene predicata una dottrina (teoria dei modi e degli spazi che Nievo riteneva agibili in una pratica coscienziosa dei processi). Carlino è un eroe che impara, è come se compiesse un apprendistato politico condotto tramite un segmento di storia.

Influenze letterarie

Ha mai conosciuto il protagonista? È possibile abbia letto le confessioni di Rousseau. L'infanzia difficile di Carlino, introversa e umiliata ricorda quella di Jean Jacques. È probabile avesse letto la vita di Alfieri come fa pensare la metafora continua dell'infanzia come accolita di semi destinati a svilupparsi in età adulta. Lesse in parte i Memories di Chateaubriand in quanto il castello di Fratta deve qualcosa a quello di Combourg.

Il castello di Fratta

Il teatro dei primi avvenimenti è il castello di Fratta, una costruzione situata nei pressi di Porto Gruaro, tra il Lemene e il Tagliamento. L'edificio è ricoperto da una fitta coltre di edera che disegna arabeschi e festoni, è circondato da un fossato, arricchito da cortili e da vasti porticati. Inoltre trova collocazione una cappella dotata di un campanile.

La vita al castello

All'interno del castello, Carlino Altoviti, il protagonista, preferisce soggiornare soprattutto in cucina, un ambiente spazioso, ricco di mobilia ma buio a causa del gorgoglio delle pentole e del fumo che esse emanano. La sera, diventa un ambiente gradevole e luminoso perché arriva la cuoca che riaccende i tizzoni spenti e si anima degli abitanti del villaggio.

Personaggi del castello

  • Il signor conte di Fratta è un uomo oltre i settant'anni, porta la parrucca e veste con un abito che scende fino ai piedi, la stessa indossata anche dai magistrati e dai nobili. Egli ha un carattere autoritario e militaresco, nella gestione della proprietà è sempre affiancato dal cancelliere che segue il conte come un'ombra approvando e assecondando ogni suo volere.
  • Un altro ospite del castello è monsignor Orlando, fratello del conte, che divide il suo tempo saggiamente fra il breviario e la buona tavola.
  • Troviamo inoltre tra i personaggi, il capitano Sandracca, che guida una indolente truppa di contadini destinata alla difesa del castello.
  • Nel castello vi è anche Martino, un vecchio cameriere del padre del conte, egli è un grande amico del piccolo Carlino e coprendogli spesso le marachelle gli impedisce di cacciarsi nei guai.
  • Il cavallante Marchetto è un altro grande amico di Carlino.

Frequentatori del castello

Tra i frequentatori del castello vi sono anche signorotti e castellani come per esempio Giulio Del Ponte, che si vanta di essere un grande poeta, Lucilio Vianello, giovane pallido e taciturno, e il cavaliere Partistagno, figura ardita e robusta, perennemente in lite con Vianello.

La contessa e le figlie

L'andamento della casa è prerogativa della contessa, una Navagero di Venezia, nobildonna arcigna e di poche parole. La nobildonna ha due figlie, Clara e Pisana. Clara trascorre la maggior parte del tempo a occuparsi della nonna malata, è una fanciulla dolcissima e semplice; invece Pisana, la più piccola della famiglia, una bambina dagli occhi castani e dai capelli lunghi è capricciosa ed imprevedibile che avrà molta importanza nella vita di Carlino.

L'infanzia di Carlino

Carlino era figlio della sorella della contessa e di un nobile di Torcello. Poco prima di morire la madre lo aveva affidato alla contessa la quale anzi che prendere una balia, assegnò il bambino alle cure di Martino e di Mastro Germano, portinaio del castello.

Amicizie e relazioni

Carlino trascorre il suo tempo con alcuni fanciulli del vicinato e con la cugina Pisana che allora aveva circa otto anni; quest'ultima era stata affidata alle cure di Veronica moglie di capitan Sandracca e il suo compito era quello di farle da maestra. Tra le amicizie di Carlino occupa un posto rilevante anche Faustina, destinata a trasferirsi in convento dai dieci ai venti anni. Ma la maggior parte del tempo, il protagonista lo trascorre con la cugina Pisana che lo ammira perché l'ascolta e la stima.

La routine quotidiana

Mentre nel castello il tempo trascorre lentamente, per Carlino le giornate sono scandite dalle lezioni di Piovano, dal pranzo in cucina con i camerieri e dalla compagnia dell'affezionata cugina. La regola infatti, vieta che Pisana possa pranzare con i suoi familiari in quanto non ha ancora frequentato il convento. All'ora della messa tutta la famiglia, compresa la servitù, si riunisce, e tutti insieme escono dalla chiesa solo quando il conte, dopo un rapido segno di croce, si alza dal suo banco.

  • Dopo il riposo pomeridiano il conte, accompagnato dal fedele cancelliere, si reca a fare la solita passeggiata e nei pressi di un ponticello incontra la contessa al rientro della passeggiata pomeridiana.
  • La contessina Clara, una ragazza buona d'animo, dormiva vicino alla camera della nonna. Lei nella sua stanza si rifugiava volentieri per leggere i libri e viaggiare con la fantasia.

Relazioni amorose

Clara all'età di diciannove anni era diventata molto bella al punto che un giovane che frequentava il castello, chiamato Partistagno, provava molta simpatia per lei, non corrisposta. Un altro frequentatore del castello è un amico di Partistagno, Lucillo, figlio del medico di Fossalta; il giovane è tenuto d'occhio dagli inquisitori della Serenissima poiché il suo comportamento desta sospetti. Egli visita ogni giorno la nonna e Clara e pian piano tra i due giovani nasce l'amore, anche se il signor conte e la signora contessa, troppo indaffarati, non si accorgono di nulla.

Le occupazioni di Carlino

Carlino trascorreva molto tempo in cucina, qui gli venivano affidati dei compiti ingrati come per esempio quello di girare il manico del girarrosto, fino alla perfetta cottura del cibo. Purtroppo di quell'arrosto composto da uccelletti e da pollastre a lui non sarebbe toccato nulla.

Avventure fuori dal castello

Quando si allontanava dal castello Carlino era solito recarsi in un luogo situato vicino ad un ruscelletto dove si trovavano molti uccelli; qui trascorreva il suo tempo con la cugina Pisana giocando. Un giorno a causa di un litigio con la cugina, Carlino si addentrò da solo nella campagna e quando giunse in un posto a lui sconosciuto scoprì di non poter proseguire in quanto da un lato si trovava la prateria di cui non si distinguevano i confini e dall'altra una campagna mal coltivata. Non si perse d'animo e decise di superare l'ostacolo cioè un canale paludoso coperto di conchiglie.

Momenti indimenticabili

La scoperta di questo angolo lo colpì per la sua bellezza e per i colori al punto che cadde quasi rapito in ginocchio in preghiera; questo momento rimarrà impresso nella mente del bambino a lungo. Dopo essersi ripreso dallo stupore per aver osservato questo meraviglioso panorama, Carlino decise di far rientro a casa, si era già fatto buio e quindi si smarrì, ma all'improvviso giunse un uomo a cavallo che lo riportò al castello di Fratta.

Un misterioso aiuto

Carlino non riusciva a capire chi fosse quell'uomo e, una volta rientrato al castello fu rimproverato da tutti, soprattutto dalla contessa che per punizione lo mandò a dormire in una cameretta scura sistemata tra la stanza di Martino e quella che ospitava i frati di passaggio.

Un'amicizia speciale

Nel constatare in quale luogo era stato rinchiuso, lo assalì un grande dolore tanto che cominciò a grattarsi la fronte al punto da coprirsi le mani di sangue. Poco dopo arrivò Pisana a fargli visita. Lei disse che era andata a trovare il cugino perché gli voleva bene ma soprattutto per farsi perdonare per ciò che aveva fatto il giorno prima, si fece addirittura strappare una ciocca di capelli per rendere credibile il suo pentimento.

Nuove avventure

Il giorno dopo Carlino per seguire Pisana decise di inoltrarsi di nuovo nella campagna e appena giunto sul luogo incontrò tre uomini armati che cercavano l'uomo che l'aveva riaccompagnato al castello. Si trattava di Spaccafumo, chiamato così per la sua velocità e destrezza nel sottrarsi all'arresto; era un fornaio di Cordovado che, si era più volte messo nei guai. Nella prima occasione venne alle mani con i finanzieri che volevano sequestrare un sacco di sale alla sua vicina; condannato all'esilio per due anni fu salvato dall'intervento di Antonio Provedoni la cui carica pubblica gli permise di trasformare la condanna in una multa.

L'aiuto di Spaccafumo

In seguito ebbe una lite col capitano delle carceri che voleva imprigionare suo cugino trovato in possesso di una pistola. Comunque egli era amato e rispettato dai cittadini, girava liberamente di paese in paese ed era solito recarsi in visita dal signor Provedoni, che l'aveva aiutato in più occasioni.

La famiglia Provedoni

La famiglia Provedoni era conosciuta in paese per le sue origini antiche per il generoso comportamento dei suoi componenti. Uno di questi, Leopardo amava frequentare una fontana situata tra Cordovado e Venchieredo dove si riunivano tutte le ragazze dei due paesi; proprio qui un giorno incontrò Doretta, figlia del cancelliere di Venchieredo, della quale si innamorò subito.

Un amore ostacolato

Ma fra i corteggiatori respinti dalla bella Doretta vi era anche un certo Gaetano che capitanava le milizie del castellano del paese. Leopardo una notte mentre tornava a casa, fu assalito da tre scellerati armati di coltello. Ma mentre Leopardo stava per avere la peggio arrivò in suo aiuto Spaccafumo che costrinse i tre scellerati alla fuga.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuly_belfio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Russo Emilio.
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