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Le teorie manageriali dell'impresa: il modello di Baumol

Le teorie che abbiamo fin qui esaminato sono basate sull'ipotesi che l'impresa sia una "black box" chiusa al suo interno che opera sul mercato attraverso delle relazioni di scambio mediante le quali si approvvigiona dei fattori produttivi ed al contempo colloca il proprio output. In questo processo l'obiettivo che persegue si sostanzia nella massimizzazione del profitto al fine di remunerare i fattori produttivi tra cui il capitale investito dall'imprenditore. In questa dinamica l'imprenditore, investitore e gestore, rappresenta un protagonista delle scelte strategiche volte al perseguimento dell'obiettivo.

L'evoluzione storica dell'economia e dell'impresa

L'evoluzione storica dell'economia e dell'impresa ha determinato la scomparsa del vecchio "capitalismo del XIX" in luogo del contemporaneo capitalismo manageriale dove alla gerarchia padronale si sostituisce quella manageriale. Questo processo è stato favorito dall'affermazione della grande impresa che ha determinato una maggiore complessità gestionale che richiedeva un livello di competenze specialistiche che l'imprenditore-padrone non sempre disponeva.

Quindi ciò, unitamente alla crescita dei mercati borsistici, ha comportato l'inevitabile separazione tra proprietà e controllo e quindi l'instaurazione di un nuovo modello di governance. In questa architettura la proprietà investe il capitale di rischio al fine di ottenere una remunerazione soddisfacente mentre al management viene affidato il compito di impiegare al meglio le risorse e di garantire il profitto richiesto.

Il problema del nuovo modello di governance

Il problema di questo nuovo modello risiede principalmente nella diversità degli interessi che potrebbero perseguire le due categorie e nella non equa remunerazione rispetto al contributo apportato alle performance dell'impresa. Autori come A. Berle e G. Means già nel 1932 avevano sottolineato questo problema nel loro libro, pionieristico nell'ambito della teoria manageriale, "The Modern Corporation and Private Property". Gli autori hanno argomentato la tesi della separazione tra proprietà e controllo mettendo in evidenza le criticità specifiche e ricercando una soluzione che si sostanziava nella definizione di un sistema di incentivi in grado di stimolare una gestione efficiente ed efficace dell'impresa.

Quindi l'intenzione e la sfida dei teorici manageriali è quella di progettare meccanismi che permettano di allineare il più possibile gli interessi/obiettivi dei manager e quelli della proprietà. Questo tema fu approfondito negli anni cinquanta da Kenneth Galbraith il quale evidenziò una caratteristica nell'avvento delle nuove teorie manageriali.

Il contributo della teoria dell'agenzia allo sviluppo del capitalismo manageriale è stato documentato da M. Pilati e S. Salvemini nel loro articolo "Giornale degli economisti e annali di economia", anno 47, n° 3/4, marzo-aprile 1988, pp. 187-211.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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