Riassunto della filosofia di Schopenhauer
La filosofia di Schopenhauer appartiene alla corrente dell'irrazionalismo, cioè ritiene che nella realtà o c'è un ordine che non è conoscibile dalla nostra ragione, o non esiste l'ordine e quindi il mondo è dominato dal caos. Il pensiero di Schopenhauer è contemporaneo, in quanto in filosofia si ritiene contemporaneo tutto ciò che è superamento e abbandono del pensiero hegeliano. Schopenhauer va contro, supera e abbandona Hegel ed, oltre ad essere anti-hegeliano, è anche antipositivista. Quindi nasce una nuova corrente dove il corpo non è governabile dallo spirito.
Schopenhauer è molto vicino a Leopardi. La tesi principale della sua filosofia è che la razionalità del mondo della realtà è costituita da una forza cieca irresistibile che non può essere riducibile alla ragione: la volontà. La volontà è una forza che va oltre il fenomenico della natura, si manifesta nel fenomenico, illudendoci che ci sia nel fenomenico. La volontà produce vita e la distrugge, in un ciclo incessante che induce il desiderio; il dolore non è soltanto sulla distruzione della vita, ma il dolore sta nella produzione continua di desiderio. Si ha desiderio quindi si ha una mancanza; l’uomo è continuamente in mancanza, ma così facendo non fa altro che dare un motivo in più alla volontà di affermarsi e finisce per diventare schiavo della volontà che lo manovra per affermare se stesso.
Se l’idealismo si basava sulla centralità del soggetto spirituale, con Schopenhauer si celebra la sconfitta dell'io, in balia della volontà. L’io sente la presenza di una forza sconosciuta, un “non-io” insediato nel cuore del soggetto. La volontà dà il merito a Kant per la critica della metafisica o meglio, l’avvio in "Il mondo come rappresentazione" di un'opera di distruzione della scolastica. Ma il merito maggiore che Schopenhauer dà a Kant è la distinzione del fenomeno (oggetti colti come appaiono a noi) dal noumeno (oggetti pensabili solo dall’intelletto).
Anche Platone aveva affermato qualcosa di analogo con il mito della caverna (mondo delle ombre e un mondo della realtà rappresentata dal sole). Nel libro dei Veda, il mondo viene considerato come incantesimo, illusione. Schopenhauer afferma: “il mondo è una mia rappresentazione”. Il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, cioè sempre e soltanto in relazione con un altro essere, colui che percepisce, con lui medesimo. Oltre ad essere influenzato da Kant e Veda, probabilmente subisce l’influenza di Barkley, vissuto tra '600-'700, empirista inglese (ma basta la sua filosofia sull’immaterialismo). Si può riassumere la sua filosofia in un motto: “essere è essere percepito”.