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Il potere delle rappresentazioni nel pensiero scientifico e primitivo

Moscovici afferma che la credenza su cui si basa il pensiero scientifico, al contrario di quello primitivo, è nel "potere illimitato degli oggetti" di dar forma al pensiero, di essere interiorizzati dalla mente e nella mente. Quindi, prima si credeva che il pensiero agisse sulla realtà magicamente, ora lo si concepisce come reazione alla realtà. La causa è una: la paura istintiva dell’uomo verso le forze che non può controllare e il suo sforzo di compensare questa impotenza con l’immaginazione. La mente primitiva teme le forze della natura, quella scientifica teme il potere del pensiero. Ciò che ci contraddistingue è il bisogno di percepire il mondo in risposta a stimoli, di classificare persone, animali ed oggetti, mentre l’ambiente si contraddistingue per la sua indipendenza.

Psicologia sociale e rappresentazioni

La psicologia sociale studia le rappresentazioni, le loro proprietà, origini ed impatto. Ma, a volte, è come se diventassimo ciechi di fronte ad alcune cose: questo non è dovuto alla non visibilità, ma ad una selezione delle persone e delle cose, una frammentazione preesistente della realtà. Inoltre, alcuni fatti che davamo per scontati poi si rivelano delle illusioni.

Copernico vedeva ciò che i suoi antenati vedevano. Noi distinguiamo l’apparenza dalla realtà delle cose, sappiamo farlo perché siamo in grado di passare dall’apparenza alla realtà per mezzo di una nozione o un’immagine. Le nostre reazioni agli eventi sono rapportate ad una certa definizione comune a tutti i membri della comunità cui apparteniamo. Intervengono rappresentazioni che collegano l’apparenza con la realtà, la definiscono. Sono tutto ciò di cui disponiamo.

Percezione e rappresentazione del mondo

Noi percepiamo un mondo in cui abbiamo familiarità con cose fatte dall’uomo che rappresentano altre cose fatte da lui, ma anche surrogati di stimoli di cui non vedremo mai l’originale (geni e particelle). Non ci arrivano mai informazioni che non siano state distorte da rappresentazioni "sovraimposte". In qualunque ambiente, esiste sempre una quantità di autonomia e costrizione, e le rappresentazioni hanno due ruoli: convenzionalizzano le persone, gli animali e le cose che vediamo dandogli una forma, categorizzandoli. Quando non si conformano al modello, li forziamo ad assumere quella forma. Questo ci permette di sapere cosa sta per che cosa (sintomo-malattia, evento casuale o no).

Già il fatto di pensare in una lingua, influenza la nostra visione. Possiamo esserne consci ma mai essere liberi dalle rappresentazioni. Lewin afferma: “la realtà per l’individuo è in grande misura determinata da ciò che è socialmente accettato come realtà.”

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiasso_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Lalli Pina.
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