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TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE

Organizzazione è un insieme di persone formalmente riunite per raggiungere degli obiettivi più o meno comuni. Gli obiettivi dell’organizzazione devono essere espliciti, consapevoli e condivisi. Le organizzazioni non hanno fini di per sé: sono gli individui che possono essere diversi anche in seno alla stessa organizzazione. Spesso i fini dell’organizzazione corrispondono ai fini degli attori più potenti all’interno dell’organizzazione.

Per capire realmente le organizzazioni e il loro funzionamento occorre interrogarsi su come funzionano e come sono davvero.

Le organizzazioni differiscono per: Tipo di attività; Legame dei membri con l’organizzazione; Tempo che richiedono all’individuo; Forme di controllo sugli individui, sulle loro attività e sui loro rapporti con l’esterno.

Esse però hanno in comune il fatto di definire alcuni aspetti tipici dell’organizzare: Regole di accesso (chi può entrare e come si entra; i “confini” dell’organizzazione) cioè confini dell’org.ne. Come ci si rapporta con gli altri all’interno dell’organizzazione cioè il sistema dei ruoli e codici di comportamento. Come ci rapporta con l’esterno cioè i rapporti con l’ambiente.

Siamo di fronte ad un’organizzazione se incontriamo una forma di azione collettiva stabile basata su processi di differenziazione e di integrazione stabili e intenzionali.

Differenziazione: Ogni organizzazione è caratterizzata da una divisione del lavoro, dalla definizione di un sistema di ruoli che tende a stabilizzarsi nel tempo cioè da un insieme di persone a un insieme di ruoli. Integrazione: ricondurre a unità i diversi comportamenti, in modo da agire in maniera coerente per perseguire gli obiettivi per cui l’org.ne è nata.

Le 3 questioni al centro del pensiero organizzativo:

  1. questione industriale (tecnologia e lavoratori)
  2. questione burocratica (norme e strategie)
  3. questione organizzativa (decisioni e risorse)

1) questione organizzativa in ambito industriale e aziendale, partendo dal Taylorismo e dalla Scuola delle Relazioni Umane, e affrontando il problema della motivazione e degli incentivi nella gestione delle risorse umane (da Barnard al modello giapponese)

si intendono i problemi connessi agli effetti della tecnologia (come insieme di strumenti, procedure e risorse per produrre un bene e un servizio) e del suo uso sul lavoro umano e sulla produttività); le condizioni che favoriscono il consenso dei lavoratori.

→ Organizzazione Scientifica del Lavoro: il Taylorismo

Obiettivi: accentrare le linee di autorità all’interno dell’impresa per rendere i comandi più efficaci; aumentare la produzione; usare la scienza come criterio di azione e come criterio legittimante delle nuove proposte.

Contesto storico. contraddizione tra le potenzialità produttive di un’industria che si affacciava alla produzione di massa (rivoluzione industriale) e i metodi ancora “arcaici” (pre-moderni) con cui viene gestita e organizzata. Non esistevano metodi per impostare il

TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE

Organizzazione è un insieme di persone formalmente riunite per raggiungere degli obiettivi più o meno comuni. Gli obiettivi dell’organizzazione devono essere espliciti, consapevoli e condivisi. Le organizzazioni non hanno fini di per sé: sono gli individui che possono essere diversi anche in seno alla stessa organizzazione. Spesso i fini dell’organizzazione corrispondono ai fini degli attori più potenti all’interno dell’organizzazione. Per capire realmente le organizzazioni e il loro funzionamento occorre interrogarsi su come funzionano e come sono davvero.

Le organizzazioni differiscono per: Tipo di attività; Legame dei membri con l’organizzazione; Tempo che richiedono all’individuo; Forme di controllo sugli individui, sulle loro attività e sui loro rapporti con l’esterno.

Esse però hanno in comune il fatto di definire alcuni aspetti tipici dell'organizzare: Regole di accesso (chi può entrare e come si entra; i “confini” dell’organizzazione) cioè confini dell’org.ne. Come ci si rapporta con gli altri all’interno dell’organizzazione cioè il sistema dei ruoli e codici di comportamento. Come ci rapporta con l’esterno cioè i rapporti con l’ambiente.

Siamo di fronte ad un’organizzazione se incontriamo una forma di azione collettiva stabile basata su processi di differenziazione e di integrazione stabili e intenzionali. Differenziazione: Ogni organizzazione è caratterizzata da una divisione del lavoro, dalla definizione di un sistema di ruoli che tende a stabilizzarsi nel tempo cioè da un insieme di persone a un insieme di ruoli. Integrazione: ricondurre a unità i diversi comportamenti, in modo da agire in maniera coerente per perseguire gli obiettivi per cui l’org.ne è nata.

Le 3 questioni al centro del pensiero organizzativo:

  1. questione industriale (tecnologia e lavoratori)
  2. questione burocratica (norme e strategie)
  3. questione organizzativa (decisioni e risorse)

1) questione organizzativa in ambito industriale e aziendale, partendo dal Taylorismo e dalla Scuola delle Relazioni Umane, e affrontando il problema della

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lorenzoelle di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Profeti Stefania.
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