Teoria organizzativa
La teoria organizzativa è una disciplina che studia le attività e i processi dei vari tipi di organizzazioni. È utilizzata per capire meglio le organizzazioni in modo generale per aprire la mente a nuove idee e nuove possibilità.
Autori
Adam Smith (1723-1790)
Smith è stato un filosofo ed economista scozzese. Elaborò il concetto di divisione del lavoro, una teoria organizzativa che crea efficienza economica. Analizzò quali potessero essere le variabili che migliorano il "potere produttivo del lavoro" in una fabbrica di spilli, individuandone tre:
- Specializzazione dei diversi lavoratori
- Riduzione dei tempi morti nel processo produttivo
- Utilizzo di macchine che sostituiscono e facilitano il lavoro umano
Karl Marx (1818-1883)
Marx è stato un filosofo ed economista tedesco, sviluppò un complesso sistema concettuale riflettendo sui vantaggi legati al lavoro collettivo che creano un ordine sociale e di conseguenza un surplus di beni materiali e immateriali. Osservava però che il capitalismo era basato sul conflitto di classe (già presente nel feudalesimo), dove vedeva sorgere il problema del potere tra:
- Capitalisti: detentori del capitale e dei mezzi di produzione
- Proletariati: Utilizzatori della forza lavoro
Ci sono tre tipi di risorse; capitali, strumentali e umane. Dal momento in cui i capitalisti producono gli stessi beni acquistando le materie prime ed i macchinari a prezzi similari, questi sono costretti ad assicurarsi una quota di profitto cercando di risparmiare sui salari. I capitalisti pertanto premono sugli operai affinché diventino più efficienti, portando a definire la manodopera pari ad un costo di produzione, affidando quindi una funzione puramente strumentale. La mercificazione della manodopera ha portato allo sfruttamento dei lavoratori e alla loro alienazione, un fenomeno dove il lavoratore stesso considera il proprio lavoro come merce da vendere, perdendo consapevolezza dei propri diritti.
Il conflitto di classe si riflette in tre grandi fenomeni:
- Centralizzazione della forza lavoro
- Organizzazione del lavoro degli operai comportando un’eccessiva specializzazione degli operai
- Dequalificazione del lavoro degli operai a seguito dell’utilizzo delle macchine
Max Weber (1864-1920)
Weber è stato un sociologo, filosofo ed economista tedesco. Voleva capire come l’industrializzazione incide sulla società. Secondo Weber si sono sviluppati due tipi di autorità o poteri prima dell’industrializzazione:
- Potere Tradizionale: Basato sull’ereditarietà
- Potere Carismatico: Basato su figure con eccezionali qualità
Con l’industrializzazione invece si è affermato il Potere Razionale-Legale, che effettuava una selezione meritocratica dei leader ispirata da regole e leggi formulate razionalmente, risolvendo così il problema del nepotismo nei Poteri Tradizionali, e il problema dei culti della personalità nei Poteri Carismatici.
Weber intende la razionalizzazione come un processo storico dove la società e l’azione umana sono orientati alla pianificazione con carattere razionale e tecnico. La Razionalizzazione è formata da secolarizzazione, calcolabilità ed azione razionale.
La razionalità invece è la capacità individuale di agire in base ai pro e i contro delle informazioni. Secondo Weber questa può assumere quattro forme:
- Razionalità Pratica: Valutazione di condotte individuali su elementi oggettivamente valutabili escludendo influenze metafisiche
- Razionalità Teorica: Manipolazione della realtà attraverso il ragionamento con metodi di causa-effetto, induttivi e deduttivi
- Razionalità Formale: Comporta l’uso di tecniche di calcolo
- Razionalità Sostantiva: Designa i fini desiderati che guidano l’utilizzo delle tecniche di calcolo
Frederick Winslow Taylor (1856-1915)
Taylor fu un ingegnere e imprenditore statunitense, divenuto famoso per lo scientific management, ovvero l’applicazione del metodo scientifico nei processi lavorativi. Infatti il suo primo studio riguarda il miglioramento del trasporto e caricamento dei pani di ghisa, dimostrando di come tramite il famoso operaio Schmidt (il quale era fisicamente portato e interessato al guadagno) è possibile incrementare significativamente la produttività individuale, effettuando per la prima volta nella storia una selezione del personale tramite un’analisi di tipo psicologico.
Il suo secondo studio ebbe a che fare con la paleggiatura, osservando l’importanza della diversificazione degli utensili in funzione del materiale trattato. Venne così istituito un Ufficio di Programmazione con quattro funzioni principali:
- Analizzare i tempi di lavoro
- Istruire e controllare gli operai
- Pianificare e programmare il lavoro
- Registrare risultati e guadagni
Questo portò alla divisione tra lavoro normativo (svolto dagli addetti dell’ufficio programmazione) e lavoro esecutivo (operai utilizzatori della forza lavoro). Il pensiero di Taylor si può riassumere in quattro diversi principi:
- One Best Way - esiste un modo migliore per svolgere un lavoro
- The Right Man to The Right Place - selezione dell’operaio più adatto per una determinata mansione
- Analytical Training - addestramento degli operai
- Differential Rates - differenziazione delle paghe in base al lavoro individuale
Taylor attribuiva molta importanza agli interessi economici, considerando l’essere umano come homo oeconomicus. La sua visione fu fortemente criticata perché tendeva a mortificare l’unitarietà del singolo individuo, provocando l’alienazione dell’operaio.
Elton Mayo (1880-1949)
Mayo è stato uno psicologo e sociologo australiano, che cercò un modo per aumentare la produttività, riuscendoci attraverso lo studio ad Hawthorne diviso in tre serie di esperimenti:
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La prima serie prese in considerazione fattori come l’illuminazione, le ore lavorative e le pause. Inizialmente elaborarono l’effetto Hawthorne, il quale afferma che il sapere di essere soggetti di un esperimento, modifica i risultati. Ma una serie di Follow-up smentirono questa tesi, dimostrando di come le variabili incentivanti erano diverse, come far parte di un piccolo gruppo, tipologia di supervisione e i guadagni. Pertanto con Mayo si parla di homo reciprocans (uomo sociale) che si contrappone all’homo oeconomicus di Taylor.
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Nella seconda serie un gruppo di lavoratori avevano individuato un leader e avevano fissato una quota di produzione giornaliera. A differenza della prima serie di esperimenti, qui vi erano diverse forme di pressione sociale, che portavano a umiliare e mortificare fisicamente gli operai che non raggiungevano la quota di produzione giornaliera tramite il fenomeno del Binging.
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La terza serie riguardava un programma di interviste, dove si lasciava ai lavoratori la possibilità di esprimersi liberamente attraverso un’intervista libera. Il semplice ascoltare e il seguire il flusso dei discorsi dell’intervistato, avevano un effetto positivo di natura terapeutica su di essi, creando così il Counseling.
Mayo scopre così l’importanza delle relazioni umane nei processi lavorativi, nonché dell’aspetto sociale e psicologico dei lavoratori all’interno delle organizzazioni.
Paradigmi
I paradigmi sono dei modelli di riferimento che si cumulano e coesistono tra di loro. Ci sono secondo Hatch tre tipi di prospettive che permettono di tenere insieme diversi tipi di Paradigmi per usarli a seconda delle necessità. Le prospettive si basano su determinati criteri, quali l’ontologia, vale a dire il modo in cui si definisce ciò che è reale, e l’epistemologia, vale a dire come si crea la conoscenza e quali sono i criteri che si adottano per valutarla.
L’ontologia prende in considerazione la realtà, e può essere:
- Oggettivista: se la realtà esiste al di là di coloro che la vivono.
- Soggettivista: se la realtà esiste nel momento in cui le attribuiamo significato.
L’epistemologia può essere:
- Positivista: presuppone che i comportamenti delle persone e dei sistemi si possano misurare e categorizzare
- Interpretativa: presuppone che la conoscenza può essere creata e compresa solo da chi la vive, il ché porta a creare e interpretare la realtà in modi diversi
Paradigma modernista
Oggettivista, Positivista | Postula quindi che esiste una realtà indipendente dai nostri processi di conoscenza, realtà che possiamo conoscere per mezzo dei nostri cinque sensi. Vige l’oggettività, con concetti fondamentali come efficacia, standardizzazione e generalizzabilità. Infatti, si parte da un caso particolare per generalizzare un fenomeno. Le teorie più importanti che seguono questo paradigma sono:
- Teoria generale dei sistemi
- Teorie dei sistemi socio-tecnici
- Teoria delle contingenze
Paradigma simbolico-interpretativo
Soggettivista, Interpretativa | Postula quindi che la realtà esiste perché percepita, l’oggetto di coscienza è subordinato al conoscitore e al suo mondo interpretativo. Vige la soggettività, con concetti fondamentali come cultura, intersoggettività, e simbolismo.
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