Appunti su Perec, "La vita istruzioni per l'uso" (1978)
L'idea iniziale da cui parte Perec è quella di tagliare la facciata di un edificio per vederne l'intero. Infatti, per l'ambientazione del suo romanzo, si ispira ai disegni dell'architetto Saul Steinberg, e in particolare The art of living. Lo schema è disegnato dallo stesso Perec similmente a una scacchiera anomala, i cui piani sono suddivisi in ambienti. Il numero in alto a sinistra nella casella identifica il numero del capitolo.
Il testo ha una struttura spaziale, sincronica, sequenziale. Perec si affida a uno schema ben preciso, tipico del gioco degli scacchi, quello della poligrafia del cavallo. Il libro è suddiviso in sei parti: quando il cavallo tocca tutti e quattro i bordi della scacchiera, a quel punto si conclude una parte e così via.
Schema e contenuto
Si pone anche il problema di definire il contenuto di ogni casella. Così, elabora 42 categorie, accoppiandole tematicamente, ciascuna delle quali ha dieci elementi, per un totale di 420 elementi. Poi, mette a punto un algoritmo per distribuire questi elementi. Categorie manque e faux: consentono di destrutturare l'ordine. L'autore usa l'immagine filosofica del clinamen introducendo nei meccanismi narrativi un elemento deviante.
La peculiarità del libro è che al suo interno trova posto una molteplicità incredibile di strategie, storie, tragedie. Il particolare è messo in rilievo per rappresentare in maniera totalizzante la commedia umana. Il modello principale a cui Perec si ispira è Balzac: la descrizione minuziosa consente all'autore di svincolarsi dalla schiavitù della classificazione e di porre lo spazio come garante di un ordinamento tra le cose.
Capitolo 17 e monomania
Capitolo 17: il tema della memoria è incarnato dal pittore Valen, garante storico della memoria del palazzo. I personaggi sono tutti monomani, e cioè ossessionati dall'urgenza di dedicarsi a un solo obiettivo di natura totalizzante.
- Per esempio, Smautf è impegnato nel calcolo dei fattoriali;
- Anne Breidel dedica la propria esistenza allo studio dei naufragi al fine di costruire un nautoforo e impedire tragedie navali.
In Bartlebooth la monomania raggiunge l'apice: egli si inizia all'acquerello sotto la scorta di Valen, viaggiando per il mondo per vent'anni e dipingendo ogni quindici giorni una veduta marina. Il disegno prevede l'invio di quest'ultima a un artigiano specializzato a scorporarla nelle tessere di un puzzle che poi Bartlebooth ricomporrà una volta tornato in Francia e rispedirà al luogo in cui è stato prodotto per farlo distruggere in un solvente da cui non uscirà altro che un foglio di carta Whatman.
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