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Riassunto esame Teoria dei linguaggi, testo consigliato NET TV, Tessarolo Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Teoria dei linguaggi e del prof. Perconti, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dal docente NET TV, Tessarolo, Università degli Studi di Messina - Unime. Scarica il file in PDF!

Consiglio lo studio del libro solo dal riassunto da me fornito.

Esame di Teoria dei linguaggi dal corso del docente Prof. P. Perconti

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ESTRATTO DOCUMENTO

I PVR non sono così diffusi perché generalmente costano troppo e vengono inseriti all’interno di offerte già a

pagamento. Il fattore dominante è la guida programmi elettronica. Questa è un concetto presente all’interno di un’offerta

televisiva digitale, terrestre compreso. Questa tecnologia si è diffusa molto rapidamente dove i costi di accesso sono

inferiori.

Un altro elemento è l’RSS che in italiano si traduce, male, in “modalità molto semplice di diffusione”. Ogni volta che si

vuole un’informazione la si va a cercare o leggere all’interno dei siti che conosciamo. Se si vuole rimanere

quotidianamente informati si dovrà tornare a leggere l’aggiornamento, ma nel 1995 nacque il concetto di “canale”, una

collezione creata dall’utente che raccoglieva tutte le informazioni di interesse. L’utente si limitava ad entrare nel suo

canale per trovare in un solo posto tutto quello a cui era interessato.

L’RSS è oggi il formato principale per la distribuzione di contenuti sulla rete. Oggi è arrivato alla versione 2.0 ed è la

pratica sempre più usata per la distribuzione e l’aggregazione di contenuti provenienti dal Web, generando una

rivoluzione paragonabile a quella provocata dalla diffusione dell’e-mail. Sta cambiando per sempre il modo con cui la

gente accede ai contenuti. Oggi possiamo vedere l’RSS come icona o link. Gli utenti possono usarlo per aggregare dei

contenuti in un unico posto, così da avere tutte le informazioni a portata di mano, costantemente aggiornate, senza la

necessità di andare ogni volta a ricercarle.

Podcasting

Nell’RSS la più importante novità è l’enclosure, con il quale è possibile allegare dei file a ogni contenuto distribuito in

un feed RSS. Con l’avvento dell’RSS 2.0 e dell’enclosure si sviluppò un nuovo fenomeno, il podcasting. Con questo si

volle indicare la trasmissione di contenuti audio verso l’iPod . abbonandosi a un feed RSS 2.0 con allegati dei file audio è

stato possibile iniziare a ricevere in automatico sul proprio PC e sull’iPod tutte le audio-novità pubblicate sul Web dalle

sorgenti d’interesse.

Migliaia di nuove stazioni radio virtuali iniziarono a distribuire i contenuti in formato podcast su temi diversi: attualità,

politica, sport, divertimento ecc. Gli ascoltatori interessati dovevano iscriversi al podcast per ricevere ogni

aggiornamento. L’ascolto può avvenire in qualsiasi momento l’utente/ascoltatore decida di riprodurre la puntata, egli

anche in mobilità, non vuole più essere vincolato al palinsesto. Inoltre non si hanno più problemi di ricezione o di qualità

del segnale radio, anche in posti chiusi è possibile continuare a sentire le proprie trasmissioni preferite.

Sistemi a doppia interfaccia

Se prendiamo in considerazione il Web 1.0 questo permetteva di portare Internet in tv, non di usare Internet come

antenna per sintonizzare la televisione. I servizi che normalmente utilizziamo via Web sono tutti concepiti e realizzati per

poter essere fruiti attraverso il PC, con uno schermo ad alta risoluzione posto a breve distanza dall’utente, una tastiera

per digitare comodamente ciò che serve e un mouse per interagire con la massima libertà possibile.

Nel 1982 Apple ha cambiato il mondo dei PC per sempre. Prima del Mac i PC avevano un’interfaccia d’accesso ai

servizi non adatta per essere utilizzata dalle persone poco esperte. Il Mac portò con sé l’interfaccia grafica ma anche la

metafora della scrivania e del mouse. Da quel momento le porte dell’informatica si sono aperte alla massa. Qualsiasi

cosa presentata sul monitor può essere manipolata puntando il mouse su di essa. Non è necessario dotare il PC di

interfacce dove ogni pulsante corrisponde a una funzione, come con il telecomando, perché la flessibilità dell’interfaccia

grafica rende possibile scelte infinite.

Ogni PC ha un monitor ormai ad alta risoluzione. La definizione e la ricchezza di dettagli sono impensabili con una tv

normale. Il discorso cambia con le televisioni ad alta definizione. La risoluzione non è importante solo per un fattore

estetico, significa vedere meglio, con maggiore brillantezza e ricchezza di particolari. Avere una risoluzione bassa porta

ad avere caratteri troppo piccoli illeggibili, ed è necessario ingrandirli di molto togliendo spazio al resto.

L’utilizzo del PC è generalmente personale. Spesso il fatto che qualcuno possa vedere quello che stiamo facendo sul

nostro PC può non essere importante. Altrettanto spesso, però, è fondamentale che quello che facciamo rimanga

riservato. La gente inoltre utilizza l’interfaccia più comoda per fare quello che si desidera. Un esempio di “doppia

interfaccia” è l’iTunes e l’iPod. Con iTunes, ovvero con il PC, la gente sceglie, compra e organizza. Con l’iPod la gente

ascolta.

Ogni blog è un potenziale canale TV

La possibilità per ogni servizio Internet di esportare un proprio podcast video porta a una considerazione di grande

importanza: ogni blog sulla rete è potenzialmente un’emittente tv. Ogni podcast video può arrivare direttamente dentro la

nostra televisione. Questo succede anche quando il produttore del blog non è il produttore dei contenuti video trasmessi.

Nei prossimi anni vedremo fiorire non solo i podcast video i cui contenuti sono prodotti in proprio, ma anche i podcast

personali con un palinsesto selezionato. Il blogger in questo caso assumerà il ruole che il Dj ha avuto nelle radio. Se il

palinsesto selezionato da un pod Dj è di nostro gradimento, ci sintonizziamo sulla stazione e ci iscriviamo al suo

podcast.

TV RSS

Esistono alcuni motori di ricerca online che danno la possibilità di cercare tutti i file disponibili di una determinata

serie tv. I file vengono cercati negli archivi detto Torrent. Qualsiasi file può essere convertito in un formato Torrent per

poter essere distribuito in modalità P2P tra tutti gli utenti dotati di un client Torrent. Quando l’utente scarica il file non lo

scarica da un’unica sorgente, ma da quante più sorgenti possibili. Se, per esempio, un file viene scaricato da 10

persone, quelle stesse persone diventano immediatamente 10 possibili sorgenti di download del file per tutti i successivi

utenti che lo vorranno scaricare. Dopo aver cercato il titolo di una serie tv sarà possibile abbonarsi al feed RSS generato

dal risultato della ricerca stessa, così si può sapere la disponibilità della nuova puntata di quella serie tv in formato

Torrent.

Lineare

La visione lineare segue un palinsesto, questo significa che i contenuti vengono distribuiti nel corso della giornata in

degli orari stabiliti. La pratica dello zapping sappiamo che è comoda è priva di difficoltà. Alle volte guardiamo cosa c’è

senza avere un’idea precisa in testa. La Net tv sarà prevalentemente non lineare, ma lo zapping non si perderà, si farà

navigando tra un video blog e un altro, oppure scorrendo l’elenco dei nostri podcast video all’interno del reader RSS.

Mentre sfoglieremo la guida ai programmi decideremo quali dei contenuti vorremmo avere nella nostra library. Tutto ciò

aprirà le porte a una nuova forma di zapping, quella all’interno del nostro archivio.

Unicast, multicast e P2P

Internet funziona secondo un modello client/server, il client chiede e il server gestisce la singola richiesta. Ogni utente

della rete è un client che richiede a un servizio, a un server, una risposta specifica. Un server quando riceve una

richiesta la analizza, la elabora e quindi invia una risposta al client che ne ha fatto richiesta. C’è però un problema. Se si

vogliono servire 100 utenti, bisogna progettarlo per servirne 100, se se ne vogliono servire il doppio lo si deve progettare

con il doppio delle risorse e così via all’infinito. Questo sistema viene chiamato unicast. Usando la modalità unicast si ha

un grande vantaggio, quello di partire con dei costi molto ridotti. Il problema è che questa soluzione è perfetta per chi

vuole raggiungere un numero limitato di spettatori, ma è disastrosa per chi vuole raggiungere un numero più alto

possibile di utenti.

Questo problema è stato risolto con l’introduzione del protocollo multicast, che trasmette una volta sola permettendo

la ricezione a tutti i client in grado di sintonizzarsi alla trasmissione. Questa soluzione ha un limite, funziona solo

all’interno di network privati perché necessita di appositi apparati opportunamente configurati. Gli utenti che vogliono

ricevere un flusso video in multicast devono registrare il proprio PC per la ricezione. Gli operatori che hanno deciso di

attivare questo tipo di offerta, gestiscono l’elenco dei propri clienti e abilitano solo chi ha pagato all’accesso alle

trasmissioni. Il multicast è un ottimo sistema per gestire offerte IPTV.

Con il P2P nel momento in cui si scarica un qualsiasi contenuto dalla rete lo si possiede sul proprio hard disk. Una

volta che possediamo fisicamente un bene digitale, lo possiamo a nostra volta ridistribuire. Questo perché ogni client di

Internet è contemporaneamente anche un server, o trasmettitore. Anche il P2P ha dei problemi. Il primo è di natura

politica. Il P2P fa male ai telecom operator in quanto è aperto a tutti e genera moltissimo traffico, questo costringe gli

operatori a tagliare il traffico o, peggio, a espandere la capacità delle loro reti. Altri problemi sono legati alla latenza. Per

sintonizzare un canale usando una rete P2P via internet servono mediamente diversi secondi e vi sono anche dei

problemi che riguardano i tempi per il cambio canale.

Net TV contro IPTV

I concetti di Net Tv e IPTV sono due mondi completamente differenti legati a logiche di business spesso contrastanti.

La IPTV è la televisione su IP pensata dai telecom operator e chiusa all’interno di quel mondo. La Net Tv è la televisione

via Internet di tutti dove non ci sono limiti. Uno degli obiettivi della IPTV era quello di far arrivare a casa della gente la

televisione, una tv nuova, capace di stupire gli spettatori per la sua qualità, multicanale e non lineare. Necessita di reti ad

altissime prestazioni. Lo spettatore che vuole accedere al palinsesto deve accontentarsi, ancora una volta, di quello che

viene programmato. Inoltre lo spettatore non può essere un utente qualsiasi di internet, solo i clienti possono accedere ai

contenuti.

Per Net Tv si intende un contenuto televisivo, prevalentemente non lineare distribuito su rete internet a banda larga,

mentre per IPTV si intende semplicemente televisione distribuita su rete IP. Il problema è che una rete internet a banda

larga è una rete IP. Quest’ultimo è alla base di tutte le tecnologie Internet. Per fare l’IPTV è necessaria una rete IP, una

rete IP broadband, perché senza una banda sufficientemente larga i contenuti non possono essere trasmessi. Fino a

questo punto potremmo dire che Net Tv e IPTV sono identiche.

CAPITOLO 4: Dove si vede la Net TV?

La Net TV per essere un fenomeno di massa, deve avere un livello di semplicità paragonabile a quello della tv

tradizionale. La differenza la devono fare i contenuti, la modalità di scelta e di fruizione. Affinché entri nelle abitudini delle

persone deve potersi vedere esattamente come si vede la tv tradizionale. Non è possibile sperare di diffondere questo

nuovo approccio a tutte le fasce della popolazione, c’è sempre una percentuale marginale di popolazione che comunque

non recepirà il cambiamento. Molto probabilmente solo il passaggio di altre due generazioni rispetto agli attuali

diciottenni permetterà alla Net Tv di avere spettatori abitudinari che possono definitivamente superare la televisione

classica.

Televisione

L’interfaccia più associata al concetto di Net Tv è il PC, ma è possibile fruirla su una tv con un sintonizzatore web.

Questa soluzione probabilmente è destinata a fallire. Una tv è un oggetto che la gente è abituata a cambiare circa ogni

10 anni. il continuo sviluppo della tecnologia contribuisce a far si che questo lasso di tempo si stia stringendo. Oggi una

tv rischia di diventare obsoleta dopo i primi 8 anni di vita. Nonostante questo la tv rimane e rimarrà ancora a lungo un

oggetto che le persone tendono a non voler sostituire tanto di frequente, anche perché ha un costo tale per cui si cerca

di far fruttare a pieno l’investimento. Quindi avere il sintonizzatore per la Net Tv dentro il televisore risulta probabilmente

un’operazione destinata a creare più malcontento che altro.

Dal PC alla TV (doppia interfaccia)

L’approccio più completo per portare la Net TV su una tv è quello che prevede l’adozione di un box pensato per

essere usato come un sistema a doppia interfaccia. C’è stata l’introduzione sul mercato di appositi box dotati di una

connessione WiFi per ricevere i contenuti via etere direttamente dal PC e di una presa per essere collegati alla tv. In

questo modo tutto quello che si scarica o si acquista su PC è immediatamente disponibile anche sulla tv di casa. Questi

box sono dotati di un telecomando grazie al quale è possibile controllare tutte le funzioni.

Le connessioni WiFi attualmente più diffuse arrivano a una velocità massima teorica di trasmissione di 54 Mbs. Una

trasmissione in alta definizione necessita di circa 3 Gbs di banda. Quindi la differenza tra la capacità trasmissiva attuale

e quella necessaria per l’alta definizione è abissale. Il protocollo WiFi ha recentemente raggiunto uno stadio evolutivo

raggiungendo un nuovo limite teorico di 300 Mbs. È il cosiddetto protocollo 802.11n, pensato proprio per una nuova

generazione di dispositivi che hanno la necessità di ricevere e trasmettere informazioni ad alta velocità.

Direttamente in Tv (singola interfaccia)

Una strada per alcuni versi più semplice, ma meno completa, per ricevere la Net T sulla propria tv viene offerta dai

box singola interfaccia, ovvero tutti quegli apparecchi abilitati per la ricezione di contenuti web che racchiudono al loro

interno tutte le funzionalità necessarie, senza bisogno di essere collegati a un PC. Tutte le operazioni vanno fatte dalla tv

usando il solo telecomando come interfaccia. Esistono diversi sistemi a singola interfaccia, ideali per persone poco

esperte o semplicemente non intenzionate a gestire uno strumento complesso come il PC.

Un esempio è l’Xbox 360 di Microsoft. Consente l’accesso a un’ampia gamma di contenuti online da un marketplace.

Chi è interessato può scorrere i menù per procedere all’acquisto e quindi al download. I contenuti vengono scaricati

senza che l’utente debba fare nessuna operazione particolare, venendo quindi registrati direttamente sull’hard disk del

box. La semplicità è impressionante tanto da consentirne l’utilizzo a chiunque. Peccato che con questo approccio si sia

limitati esclusivamente a quello che viene reso disponibile all’interno del marketplace online.

Alta definizione

Alla gente vengono proposti sempre più di frequente televisori, videogiochi, lettori DVD ad alta definizione. Avere una

definizione più alta significa vedere o percepire meglio quello che ci viene presentato. La nostra tv ha sempre trasmesso

a una risoluzione chiamata “576i”, ovvero con 576 linee mostrate sulla nostra tv in modalità interfacciale. Per

interfacciale si intende un’immagine che si compone grazie all’alternanza rapidissima di due differenti piani. Un’immagine

può essere trasmessa anche in modalità progressiva, ovvero tutta d’un pezzo e quindi non suddivisa in due piani.

Passando all’alta definizione c’è HD Ready che significa “pronta per l’alta definizione”. Chi compra si aspetta di avere

un tv color capace di ricevere e visualizzare un segnale di migliore qualità. Deve supportare la modalità 720p e può

supportare la modalità 1080i, può supportare perché non è detto che lo faccia. L’alta definizione vera è quella che si

chiama 1080p o Full HD. Per vedere in HD è necessario avere una sorgente HD. Le sorgenti potenziali HD sono 3: i

broadcasting, la televisione che viene trasmessa, i DVD e i videogiochi.

La piattaforma che può offrire un’offerta ad alta definizione è la Net TV nella sua accezione non lineare. La rete

sembra essere una piattaforma promettente per fare decollare l’HD, è quella che ha minori problemi di banda. Con il

passaggio all’utilizzo del protocollo P2P per la distribuzione online, garantirà a questa piattaforma una capacità

trasmissiva senza eguali. Ecco allora che produrre in alta definizione sarà uno dei temi fondamentali per i contenuti Net

Tv.

Mobile

Vedere la Net TV in mobilità è possibile grazie a due modalità. La prima, più semplice, è quella per cui i contenuti

digitali scaricati dalla rete vengono trasferiti su un dispositivo portatile digitale, così da poter essere fruiti ovunque ci si

trovi, in modalità non lineare. L’altra modalità è più complessa, è quella dove un utente in mobilità può decidere on

demand quali contenuti digitali ricevere in visione: sia con il download per una visione differita, sia con lo streming di un

evento in diretta.

Il segnale Internet è trasportabile grazie a WiFi. Il problema è che se giriamo per strada con uno dei nostri dispositivi

digitali abilitati al WiFi, con molta probabilità avremo difficoltà a trovare il segnale anche in una grande città. La tv in

mobilità non è mai stata utilizzata da nessuno e non perché si vedesse male, ma perché non se n’è mai sentita

l’esigenza e poi oggi è diventata anche una tv a pagamento. Ciò che sta emergendo con maggiore evidenza è l’abitudine

a vedere i contenuti in modalità non lineare: quando si ha tempo, si manda in visione quello che si è scaricato/registrato.

Questa esigenza si evince di più in mobilità, dove chi si sposta non può sottostare ai tempi rigidi di un palinsesto.

PC L’ultima modalità di visione della Net TV è il PC. Il PC diventa un’interfaccia grazie alla quale non solo cerchiamo,

compriamo e organizziamo ma riusciamo anche a vedere quello che fa parte della nostra libreria. Ma il PC lo possiamo

usare, e sempre più frequente viene usato per vedere contenuti video “incollati” direttamente all’interno di pagine web. Il

PC diventa quindi il nostro video player mentre stiamo navigando. Ed è questa la modalità più interessante di

distribuzione della Net Tv.

Web video

Il web video è la possibilità di vedere direttamente da una pagina web un contenuto video Net TV, sia esso trasmesso

in modalità non lineare o lineare. Per produrre un video blog, oggi, i requisiti sono minimi. Chi vuole aprire un proprio

canale Net TV deve solo registrarsi a uno dei servizi per cominciare immediatamente a usarli. Ci sono video blog

personali, che sono in pratica dei video diari e ci sono video blog professionali. Quest’ultima produce contenuti con

maggiore costanza e di maggiore qualità. Ci sono anche dei portali video a tema. I portali tematici aggregano al loro

interno produzioni di qualità legate a una tipologia definita di contenuti. Uno dei maggiori pregi del podcast video, cioè il

fatto che i contenuti vengano fisicamente scaricati sui dispositivi degli spettatori, può essere considerato come un grande

limite. Se si vuole proteggere un contenuto dalla copia non autorizzata ovviamente non si sceglierà di distribuire

liberamente il contenuto consentendo a chiunque di scaricarlo sul proprio PC.

Aggregatori

Uno dei problemi che il Web ha da sempre è quello del reperimento delle informazioni. Oggi è possibile utilizzare i

filtri. Uno su tutti e Google, che permette di trovare contenuti sperduti all’interno della rete. I motori di ricerca sono di

solito lontani dalle notizie fresche, soprattutto sono strumenti spersonalizzati. Chiunque cerchi una determinata parola

chiave su Google arriverà sempre allo stesso risultato. La seconda era di internet ha portato una grande evoluzione nei

motori di ricerca che è stata portata su un piano più personale: meno algoritmi più esseri umani. Su Digg sono gli utenti

stessi che segnalano informazioni a favore della comunità, la quale decide cosa recepire. Vi sono anche dei prediction

engine, software che analizzano le tracce digitali lasciate più o meno consapevolmente degli utenti e che sono in questo

modo in grado di elaborare consigli personalizzati. Ogni utente può avere una sua Net TV personalizzata, con contenuti

modellati esclusivamente sugli interessi del momento, direttamente all’interno di ogni dispositivo in grado di leggere un

podcast video.

CAPITOLO 5: User Generated Content

La televisione è sempre stata un motivo di aggregazione per la gente: il salotto o il bar sono diventati luoghi in cui

incontrarsi per vivere insieme le emozioni trasmesse dal piccolo schermo. Questo accadeva nei primi decenni in cui la tv

si è diffusa a livello popolare. Poi le tv sono diventate sempre più piccole e meno costose al punto che in ogni famiglia è

facile che ve ne sia più di una. Con l’aumento dei canali e dei contenuti, ogni membro della famiglia ha iniziato a

reclamare una propria autonomia di scelta. La grande possibilità di scelta ha frazionato in maniera definitiva l’audience.

Oggi il pubblico che guarda la tv generalista è composto da gente media, di età avanzata che non ha gusti particolari,

cioè un pubblico in via d’estinzione.

Oggi i ragazzi vedono la tv per appuntamento. Quando ci sono serie tv, cartoni o trasmissioni di culto ci si concentra

su quello che viene trasmesso. Oppure la televisione si guarda usando direttamente internet come antenna, si cercano

video su YouTube o si guarda ciò che altri amici o colleghi ci hanno segnalato. Ecco che i contenuti generati dagli utenti

assumono un grande valore perché rispondono a quelle che sono le nuove abitudini della gente, garantendo varietà e

scelta.

Perché la gente produce contenuti

La gente produce contenuti perché se lo può permettere. E questo non perché ci sono tante persone al mondo che

hanno risorse economiche sufficienti a finanziare attività produttive non remunerate, ma perché oggi un numero enorme

di individui ha i mezzi tecnici per farlo. Oggi la maggior parte delle persone dispone di una videocamera. Sono oggetti

poco costosi, non ingombranti e quindi facilmente trasportabili, ma anche potenti. Le prime videocamere hanno

consentito a chi produceva un video di ottenere una qualità molto alta e soprattutto un prodotto già pronto per essere

lavorato attraverso il PC.

Su tutti i nuovi PC sono presenti dei software che consentono anche ai meno esperti di montare dei filmati video con

semplicità. La gente produce contenuti video perché è possibile farlo in maniera semplice, con oggetti e tecnologie che

oggi la maggior parte di noi possiede. C’è da dire però che solo un ristretto numero di persone si cimenta nella

produzione.

Piattaforme

Piacere, fama e soldi sono le motivazioni che spingono chi è tecnologicamente abile a produrre e diffondere

contenuti video sulla rete. Molta gente condivide contenuti solo per il piacere di farlo e non solo è semplice, ma non

costa più nulla.

Inizialmente quando ancora non vi era internet si utilizzavano i CD-ROM, questi però si scontravano con il loro più

grande limite: l’obsolescenza dei contenuti. Soprattutto per le enciclopedie o i prodotti educativi vi era l’impossibilità di

aggiornare i contenuti dei CD una volta distribuito. Dunque la nascita di internet si ebbe dal fatto che riuscì a superare i

vincoli che stavano ostacolando la multimedialità. I primi anni di internet furono caratterizzati dall’assenza della banda

larga, che impediva la distribuzione di molti contenuti e servizi più che disponibili nel precedente periodo dei CD-ROM.

Chiunque all’epoca avesse voluto sperimentare sul Web una nuova idea o un nuovo modello lo poteva fare perché il

terreno era libero, ma chi voleva realizzare qualcosa doveva costruire tutto, partendo dalle fondamenta. Tutto doveva

essere ideato e realizzato. I costi di avviamento erano onerosi e potevano essere sostenuti solo grazie a pesanti

finanziamenti da investitori esterni. Chi avesse voluto aprire un proprio sito per raccontare di sé avrebbe dovuto pagare

per la progettazione e la costruzione di un servizio a lui riservato. Oggi sono disponibili diverse piattaforme di blogging e

chiunque può parlare di se senza pagare nulla e in maniera completamente uniforme.

Nel 2005 inizia una nuova era, quella che oggi chiamiamo Web 2.0. oggi tutto sul Web è u servizio. Condividere e

manipolare foto, scrivere documenti, presentazioni, fogli di calcolo, la posta elettronica, le mappe stradali ecc… Questi

sono tutti servizi che chiunque può avere dalla rete in maniera semplice e gratuita.

Ci sono 2 piattaforme Blip.tv e Brightcove che offrono a chi vuole fare Net TV un’ampia gamma di servizi dedicati, la

maggior parte gratuiti. L’obiettivo è quello di voler liberale i produttori di contenuti dagli obblighi legati alla pubblicazione,

distribuzione e promozione dei loro video. In questo modello ognuno ha il proprio ruolo e può dedicare il massimo dello

sforzo al raggiungimento dei propri obiettivi. I loro principali servizi sono:

• Upload. Trasferire i file video da un computer locale ai server in rete.

• Multiformato. Per chi vuole produrre contenuti in HD la soluzione è quella di distribuirli in doppio formato:

definizione standard per chi vuole vederli su un televisore classico, in HD per chi li vede su PC o su apparecchi

abilitati.

• Licensing. Licenze aperte e flessibili da facilitarne la diffusione, proteggendo solo i diritti ritenuti veramente

indispensabili.

• Syndication. Molte volte una produzione Net TV si manifesta sul Web tramite un blog. In questo caso gli

spettatori possono rimanere aggiornati su tutte le nuove puntate leggendo e vedendo il blog.

• Personalizzazione del player. La maggior parte delle piattaforme per la distribuzione video dà la possibilità ai

suoi utenti di personalizzare completamente il look & feel del player con cui vengono mostrati i video, in modo

da poterlo integrare con l’immagine del blog dentro cui verrà utilizzato.

• Pay per view. Gestione della vendita di video.

• User generated content. Includere i contenuti generati dagli utenti.

• Advertising. La pubblicità è una delle fonti di business fondamentali dei fornitori di servizi ed è l’unico modo

che i produttori hanno per ottenere profitti dalla loro attività.


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AUTORE

SODESI

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze della Comunicazione per il Marketing e la Pubblicità
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SODESI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria dei linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Perconti Pietro.

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