Capitolo 1: Digital entertainment
L'industria dell'intrattenimento è stata sconvolta dall'avvento di Internet. Anderson ha introdotto la regola della "lungacoda", ma per capire cosa sia bisogna fare un piccolo passo indietro nel tempo. Nel secolo scorso sono emerse radio, TV nazionali e film proiettati nei cinema. Si sono aperti negozi di dischi e CD, di VHS e DVD, costruendo un business basato su una politica di ottimizzazione. Capire le regole di questa politica è semplice perché le limitazioni del business sono intuibili: le frequenze radio sono limitate, e quindi solo un certo numero di persone possono lavorare nel campo della radio e della TV; i broadcaster hanno un palinsesto vincolato al tempo con una durata di 24 ore al giorno; un negozio di CD non può avere più di 5000 titoli, mediamente sono meno di 3000 i DVD in catalogo per i grandi negozi, mentre i piccoli negozi hanno una disponibilità inferiore.
Il business dell'industria dell'intrattenimento ottimizza gli spazi, si ha un'organizzazione dettata dalle necessità. Chi fa radio o TV sa programmare palinsesti sufficientemente costituiti da prodotti di successo, in modo da riempire le 24 ore con trasmissioni che la gente segue in massa. Allo stesso modo chi gestisce negozi deve impiegare il poco spazio nel modo migliore, occupandolo sempre con prodotti con fortissimo successo di vendita. In questo modo è nata, si è diffusa ed è stata perfezionata quella che Anderson chiama la "politica dell'hit".
La digitalizzazione
Nei primi anni '80 è iniziata la digitalizzazione del contenuto. I primi furono la musica con i CD e i videogame per PC e console. Con i DVD si è passati ai film e alle serie TV. La digitalizzazione è stata per lo più frutto di un processo di ottimizzazione. Un CD o un DVD costano generalmente molto meno dei loro rispettivi analogici.
Nei primi anni '90 vi è stata la diffusione di Internet che ha permesso di scambiare contenuti digitali tra milioni di nodi connessi in tutto il mondo. La diffusione di Internet cresce in modo costante grazie a un minore costo e a una maggiore facilità di accesso. Quando la capacità trasmissiva è aumentata, gli utenti hanno cominciato a scambiarsi contenuti sempre più complessi. Alla fine degli anni '90 il Web diventò carico di siti dove si poteva trovare una ricchissima selezione di brani musicali messi in rete da centinaia di migliaia di utenti. Era però ancora troppo scomodo trovarli, ma questo problema fu presto risolto attraverso il protocollo P2P, e troppo lento scaricarli, ma anche questo problema fu presto risolto con l'MP3 che divenne il compressore dentro il quale tutti i file audio venivano passati prima di essere pubblicati in rete.
La lunga coda
Attraverso la diffusione della condivisione di MP3 online, molte aziende avevano iniziato a pensare come sfruttare il fenomeno. Tra il 2000 e 2001 sono nati molti servizi online per l'acquisto e il download legale di contenuti audio. Chi gestisce un catalogo di brani musicali online non ha problemi di spazio o di tempo, in quanto è sempre disponibile 24 ore su 24 attraverso un terminale connesso alla rete. I contenuti digitali vengono custoditi dentro degli hard disk, non dentro degli scaffali o in un palinsesto via etere.
I cataloghi online continuano costantemente ad aumentare e i costi per la gestione di questi cataloghi rimangono praticamente inalterati. La gente di fronte ad un catalogo enorme reagisce comprando prodotti anche al di fuori della cerchia degli hit. Superato il picco la curva di distribuzione delle vendite online ha una coda lunghissima, anche il prodotto classificato al milionesimo posto vende comunque qualche copia ogni mese.
Capitolo 2: La lunga coda della TV
La TV ci offre la possibilità di ricevere il messaggio video contemporaneamente a un numero infinito di altri telespettatori. Davanti alla televisione facciamo tutti parte di una stessa comunità, per molti tenere la TV accesa è un modo per non sentirsi soli. Così si crea una situazione di intimità e dipendenza che ha reso la televisione il mezzo più influente tra quelli esistenti. La TV viene anche utilizzata per fini promozionali, arrivare a tantissime persone contemporaneamente è la migliore strada per trasformare un prodotto in successo, ma per poter vendere pubblicità e per poterla vendere a caro prezzo, l'emittente televisiva deve essere seguita. Un programma che non vede nessuno è un programma sul quale nessuno vorrà investire.
Le televisioni che vogliono fare soldi con la pubblicità devono offrire una programmazione seguita da fette importanti di pubblico. Infatti le TV di quartiere non possono avere lo stesso effetto delle TV nazionali, perché raggiungono un numero più piccolo di persone e dunque nessuno investirebbe soldi su una trasmissione visibile solo a pochi.
Esistono varie modalità di diffusione del segnale, ad esempio il segnale satellitare e per riceverlo servono una parabola e un decoder. Ma si può ricevere il segnale anche con una semplice antenna tramite la diffusione terrestre sia essa analogica o digitale. In Italia, per esempio, è questa la forma di distribuzione del segnale televisivo più diffusa. La Comunità Europea ha imposto a tutti gli stati membri di convertire le trasmissioni televisive da analogiche a digitali. Quest'ultima avviene sempre via etere all'interno di una frequenza analogica. Grazie a essa è possibile utilizzare una serie di tecniche per comprimere l'informazione e quindi per sfruttare meglio ogni singola frequenza. Con la compressione ogni frequenza analogica riesce ora a trasportare da 4 a 6 contenuti. Quindi i canali passando al digitale aumentano in maniera significativa.
Per attrarre pubblico e investitori pubblicitari una TV deve avere sempre un palinsesto ricco di trasmissioni di largo interesse quindi eventi sportivi, news o grandi fiction. Inoltre, durante una trasmissione di successo viene sempre presentata un'anteprima di una nuova trasmissione così da informare e invogliare il pubblico. Una giornata non dura più di 24 ore, dunque questo è il lasso di tempo di una programmazione televisiva, ma in realtà dura molto meno, perché la maggior parte delle persone la notte dormono e il giorno lavorano. Solo 12/14 ore sono veramente programmabili, mentre quelle più significative sono solo 3, la prima serata, il momento in cui il maggior numero di persone si ritrova a casa davanti alla televisione.
Il pubblico non contento di ciò che la televisione trasmette, o non la vede o si sposta sul satellite che offre una grande quantità di canali, ma questo ha un'accessibilità e un costo che lo rende un privilegio per pochi utenti. Inoltre, c'è sempre più gente che non ha tempo di stare davanti a un programma quando questo viene trasmesso, ma soprattutto c'è un crescente numero di persone che sta iniziando ad abituarsi a cercare i contenuti altrove. Oltre al satellite, Internet sta conquistando rapidamente posizioni come piattaforma sulla quale cercare e dalla quale vedere contenuti di intrattenimento.
Contenuti free to air
Oggi chi vende pubblicità in TV lo fa in funzione degli ascolti e del target di riferimento. Più un programma viene visto, più ha valore. Esistono dei cluster che si identificano in trasmissioni particolari o in determinate fasce orarie. La pubblicità segue sempre un orientamento che cerca di posizionare l'offerta laddove si spera ci sia il più alto numero di ascoltatori interessati.
Pubblicare tutti i contenuti (anche in passato)
Un broadcaster per allargare il suo palinsesto può pubblicare tutti i contenuti a sua disposizione. Ad esempio una TV può decidere di pubblicare su Internet tutto quello che trasmette, lasciando il contenuto permanentemente online. A questo punto per uno spettatore non avrebbe importanza il momento in cui un determinato contenuto è stato trasmesso. Pubblicare il passato, per una TV, significa trasmettere contemporaneamente su Internet tutta la propria storia e per gli spettatori la scelta diventa immensa. I nonni potrebbero rivedere i programmi di quando erano ragazzi, e i genitori rivedere assieme ai loro figli i programmi con cui sono diventati grandi. Naturalmente per chi vende pubblicità il fatto che un contenuto sia del passato o del presente non cambia, a ogni nuova visione verrà sempre e comunque aggiunta della nuova pubblicità, quella del presente.
Catalogare ed etichettare i contenuti del passato e del presente è un'operazione fondamentale sia per capire qual è la mole di cui si dispone, ma soprattutto, per sapere quali sono le tipologie a disposizione. In particolare il tagging, l'attribuire etichette testuali a un contenuto per far sì che il proprio patrimonio possa essere ricercato e aggregato in funzione dei gusti personali degli utenti. Questa è una prima significativa coda che spunta alla TV.
Nuove produzioni Lo-Fi
Dallo studio dei dati delle distribuzioni digitali è emerso che le hit sono sempre meno importanti. Questo può portare a produrre contenuti non mirati a essere delle hit e iniziano ad acquistare importanza le nicchie. Non importa quanto sia numericamente significativa una nicchia, perché anche poche centinaia di persone sommate a tutti gli altri telespettatori contribuiscono a creare un'audience nettamente superiore rispetto a quella tradizionale.
Nel mondo televisivo classico produrre una trasmissione o una serie TV, soprattutto se di prima serata, è un po' come produrre un film. Si deve avere una certa sicurezza che lo slot farà il maggior numero di spettatori possibile, così da richiamare ingenti investimenti pubblicitari. Per assicurarsi questa certezza la soluzione più semplice, ma la più diffusa, è quella di ingaggiare una star di successo. Se si garantisce ad un programma una conduzione con un nome prestigioso, si ha di solito una più che ragionevole certezza di avere l'investimento assicurato. Spesso si possono notare personaggi di prestigio che passano da una rete all'altra in base alla necessità di risollevare le sorti dell'audience di determinati programmi, o di interi canali. Più il personaggio presenta queste caratteristiche, più il suo ingaggio costa.
Un'altra prassi è comprare una trasmissione di successo. Si comprano format di trasmissioni già collaudate in altri paesi, così chi compra deve solo svolgere degli adattamenti minimi necessari a rendere il tutto ancora più interessante per il pubblico nazionale.
Per quanto riguarda i costi di una tradizionale trasmissione televisiva ci sono: la regia, le scenografie, le musiche, lo staff, il pubblico. Lo staff è composto da professionisti con grande esperienza, i materiali sono di prima qualità, le apparecchiature per le riprese, la regia e eventualmente il montaggio sono all'avanguardia. Una trasmissione televisiva che vuole diventare importante, ma che viene realizzata con una scarsa cura di particolari non attirerà l'attenzione del pubblico. Nei costi rientra anche la promozione. Un programma ha bisogno di essere presentato al grande pubblico affinché questo venga visto in massa, ed ecco allora i costi dei personaggi di autopromozione nelle reti TV o i costi su altri mezzi come la stampa, la radio, o Internet.
Ma vediamo che produrre per le nicchie significa produrre in Lo-Fi, che vuol dire non porre un'attenzione maniacale su tutti i dettagli del processo. Una trasmissione di nicchia può essere condotta da un'unica persona, in uno studio semplice, con attrezzature già esistenti. Il vero motivo per cui il pubblico verrà a cercarla sarà l'idea dietro il contenuto. Poi, per quanto riguarda la promozione di trasmissioni di questo tipo basta far circolare l'informazione sulla rete. Laddove si ha la consapevolezza di trovare un pubblico interessato.
User generated content
Digitalizzare il proprio palinsesto e attivare una serie di produzioni parallele sono sicuramente le due strade principali che un broadcaster tradizionale può percorrere per entrare nell'economia digitale della distribuzione dei contenuti. L'evoluzione delle tecnologie ha portato nelle case di milioni di persone strumenti in grado di produrre contenuti video di qualità "semiprofessionale", si pensi ad esempio alle videocamere, questi costituiscono dei contenuti generati dagli utenti. Ma anche la potenza dei PC domestici e il livello di evoluzione del software che viene preinstallato su di essi influiscono. Un PC di oggi comprende una o più prese per connettervi direttamente la propria videocamera o il proprio cellulare.
Inoltre, oggi, vere e proprie piattaforme di servizio su Internet permettono di avere in uno stesso contesto la possibilità di fare l'upload di contenuti audio/video, di pubblicarli e di diffonderli online. Ogni individuo dotato di una telecamera, di un PC e di un collegamento a Internet può aprire la propria emittente TV. Anche una piccola emittente TV online che tratta argomenti fuori dall'ordinario, ma che ha un pubblico conosciuto, appassionato e fedele, può non solo sopravvivere, ma addirittura realizzare un business di una certa rilevanza, senza dimenticarci che queste TV online hanno costi di produzione, distribuzione e produzione quasi pari a zero.
Contenuti premium
Chi vuole più scelta dei contenuti deve rivolgersi al satellite. Qui sono assenti i canali generalisti, mentre c'è una grande quantità di canali specializzati in un particolare argomento o fascia d'utenza. Il digitale terrestre va verso questa direzione, la più significativa novità che potrà portare è la multicanalità per le grandi masse. Non si potrà avere la stessa scelta del satellite ma i canali saranno più variegati. La TV satellitare rappresenta un passo avanti in termini di possibilità di scelta di contenuto, però ha un'accessibilità bassa. Per potersi sostenere questo modello ha bisogno di un'entrata fissa, non legata alla pubblicità. Nella maggior parte dei casi la presenza di un abbonamento mensile trasforma la piattaforma satellitare in una pay TV destinata ai pochi che possono permettersi l'investimento.
Nella Net TV la quantità di contenuti a disposizione è superiore rispetto alla TV satellitare, ma l'abbattimento dei costi di produzione e di distribuzione fa sì che non vi siano barriere d'ingresso per chi vuole sintonizzarsi su questi nuovi canali.
Il mondo della pay TV, ha mirato all'ottimizzazione delle scarse risorse a sua disposizione. Vengono dedicati più canali alla programmazione dello stesso identico contenuto, per esempio si possono dedicare 4 canali alla trasmissione di un film; il primo canale inizierà a trasmettere il film alle ore 0:00, il secondo alle 0:15, il terzo alle 0:30 e il quarto alle 0:45. Questa tecnica viene chiamata near-on-demand perché induce il telespettatore a credere che effettivamente possa scegliere quando iniziare a vedere il film, ma questo è molto distante dal vero on-demand. Solo pochi titoli vengono ogni giorno programmati con questa tecnica. Se l'utente perde la finestra di un'ora che gli viene concessa per iniziare la visione, dovrà aspettare la prossima programmazione, che potrebbe avvenire anche molte ore dopo. C'è anche da considerare il grande spreco di risorse. Per dare all'utente più scelta l'unica soluzione è quella di impiegare per questo scopo interi canali. Inoltre vi è la possibilità della pay per view, se si vuole concedere l'accesso una tantum all'evento trasmesso, oppure in abbonamento, se si vuole dare una finestra di accesso più ampia e flessibile.
Altre formule di vendita di materiale audiovisivo sono l'affitto e l'acquisto. L'affitto consiste nel pagare una somma avendo la possibilità di portare a casa il DVD per vederne il contenuto, ma il diritto di visione scade dopo 1 o 2 giorni a seconda del negozio. Poi c'è l'acquisto del diritto di visione permanente. Comprando il
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